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{"012b5222-da31-50c5-8bfc-eb439eea45d0":{"name":"Fuga dell'esercito francese e ritirata del duca d'Alençon oltre il Ticino","description":"La celebre serie dei sette arazzi fiamminghi della Battaglia di Pavia, esposti in una grande sala del museo di Capodimonte, entra nelle raccolte museali con il legato testamentario del 1862 di Alfonso d’Avalos che dona al Museo Nazionale di Napoli la collezione di famiglia. \nAttraverso il ciclo decorativo si intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nRealizzata per essere donata dagli stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V, in occasione della riunione degli stessi a Bruxelles nel 1531, la serie decorativa intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernard van Orley (oggi a Parigi, Musée du Louvre), nell'atelier di William Dermoyen (o Van der Moyen), identificato grazie alla presenza del marchio del tessitore presente sulla bordure destra del panno, riscontrata anche in un altro esemplare della serie. La presenza del marchio del tessitore ha permesso anche di stabilire gli anni di realizzazione della serie: dopo il 1528, anno in cui un editto imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, e l'inizio del 1531, dato che verrà donata nel mese di marzo all'imperatore. \nRecentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). Secondo questa prospettiva, l'arazzo in esame, disposto nella sequenza suggerita dalla studiosa, costituisce l'ultimo della serie e va letto in strettissima continuità con quanto raffigurato nel panno che lo precede, *Sortita degli assediati e rotta degli svizzeri che annegano in gran numero nel Ticino*. In particolare, dall'accostamento dei due arazzi, si ricompone il paesaggio a sud di Pavia, caratterizzato dalla presenza dell'isolotto del Gravellone, separato dalla città dalle acque del Ticino. Nel panno è raffigurato uno degli ultimi momenti della battaglia con la ritirata del duca di Alençon - identificato dalla scritta sulla gualdrappa del cavallo -, che dopo aver attraversato il ponte di barche sul Ticino, ordina di distruggerlo per impedire l’inseguimento dei nemici. In primo piano, sono raffigurati alcuni fanti impegnati nella distruzione del ponte, mentre un cavaliere e altri soldati lo attraversano per ultimi. Il gesto del duca d'Alençon, cognato del re di Francia, condanna tutti coloro che non riescono ad oltrepassare il ponte alla furia del nemico o alle acque vorticose del fiume. In lontananza si intravede una mandria che pascola tranquillamente, indifferente alla guerra, nel paesaggio campestre.","type":"Arazzo fiammingo","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","owner":"Museo di Capodimonte","dates":"1528‒1531","location":"Napoli","dimensions":"cm 433 x 863","method_for_datation":"Fonti e documenti storici","method_for_provenance":"Fonti e documenti storici","obtention":"Dono di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, al Museo Nazionale di Napoli (Stato Italiano) nel 1862","bibliography":"AA. VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, s.l., Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nCasali, Luigi, Fraccaro, C.ristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli* Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. 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Sulla destra, si ridisegna il paesaggio a sud di Pavia, caratterizzato dalla presenza dell'isolotto del Gravellone e dal corso delle acque del Ticino. \nDomina l’arazzo la rappresentazione della città di Pavia, cinta di mura, con il Castello Visconteo, sulla sinistra, e il Ponte Coperto, sulla destra. È la fase finale della battaglia: dalla città assediata dagli imperiali, irrompono le truppe comandate da Antonio de Leyva che attaccano, alle spalle, l’esercito francese. Al centro, soldati e civili escono dai ricoveri tentando la fuga, mentre parecchi uomini, spinti verso il Ticino dalla cavalleria imperiale, annegano nel fiume. 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Stile tipico della tarda produzione tessile ottomana.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XII/ XVIII- XIII/XIX secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 265, larghezza cm 160.","method_for_datation":"La datazione e la provenienza dell'oggetto sono state proposte in base allo stile della decorazione, proprio di una produzione tessile ottomana di epoca tarda (XVIII-XIX secolo).","provenance":"Turchia.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Barista, H.Ö., \"Turkish Embroideries. Later Period of The Ottoman Empire\", Seventh International Congress of Turkish Art, Warsaw, 1990, 37-42 \n \nGönül, M., “Some Turkish Embroideries in the Collection of the Topkapisaray Museum in Istanbul”, Kunst des Orients, 1969, VI, 43-76 \n \nTaylor, R., Ottoman Embroidery, London, 1993","linkcatalogs":"IAM_TR_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["calligrafia","Decorazione Floreale","mihrâb","nicchia della preghiera","ricamo","Tessuto"],"materials":["Raso di seta ricamato a filati metallici."]},"568aa288-3d05-5bf2-9461-11f5d3c78666":{"name":"Ritratto di Carlo di Borbone","description":"Il *Ritratto di Carlo di Borbone*, *pendant* di quello che ritraeva la regina Maria Amalia di Sassonia, oggi disperso, è una delle prime realizzazioni della Real Fabbrica degli Arazzi di Napoli. \nFondata dal giovane sovrano nel 1737, poco dopo il suo arrivo nella città partenopea, l’arazzeria è con l’opificio delle pietre dure una delle prime manifatture protette volute da Carlo di Borbone. Determinate per questa scelta deve essere stato l’interesse del giovane don Carlos per le manifatture medicee ancora operanti a Firenze, maturato in occasione del soggiorno del futuro sovrano in città nel 1732, quale futuro successore di Gian Gastone dei Medici. \nInfatti, sarà proprio un piccolo gruppo di arazzieri e intagliatori di pietre dure fiorentini a dare vita nella città partenopea ai primi due opifici reali borbonici, collocati nei pressi della chiesa di San Carlo alle Mortelle. La fabbrica, composta anche di mano d’opera locale nell’intento di promuovere lo sviluppo di nuove tecniche artistiche nel Regno di Napoli, era sotto la direzione del fiorentino Domenico del Rosso. Ed è proprio all’arazziere fiorentino che Carlo affiderà il suo ritratto e quello della consorte che, come le altre realizzazioni della fase iniziale degli opifici, avevano l’intento di celebrare il sovrano finanziatore. La lavorazione del panno viene ultimata nel 1741, come indicato dalla presenza di firma e data sulla bordura dell’arazzo, in basso a destra: “DOM.CO D. L. ROSSO 1741”. Non si conosce l’autore che ha fornito il modello dell’arazzo, anche se è stato ipotizzato che si possa trattare di Giovan Battista delle Piane, in quegli anni ritrattista di corte, o di Francesco Solimena, per la straordinaria efficacia espressiva e per l’intensità della luce e del colore originari.","type":"Arazzo di manifattura napoletana","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","owner":"Museo di Capodimonte","dates":"1739–1741","location":"Napoli","dimensions":"cm 237 x 174","method_for_datation":"L'arazzo è firmato e datato","method_for_provenance":"Fonti documentarie e inventari","obtention":"Commissione diretta di Carlo di Borbone per le sue residenze reali","bibliography":"Giusti, Paola, *1737-1759. Le Manifatture Reali al tempo di Carlo di Borbone*, in *Carlo di Borbone. Un sovrano illuminato per Napoli*, arte'm, Napoli 2016, p. 39. \nGiusti, Paola, *Le arti decorative*, in *Storia e civiltà della Campania, il Settecento*, Napoli, Electa, 1994, pp. 289-292. \nMartino, Linda, in *Museo di Capodimonte*, Milano, Touring Club Italiano, 2002, p. 221 (scheda di catalogo). \nSiniscalco, Margherita, in *Civiltà del '700 a Napoli. 1734-1799,* vol. II, Firenze, Centro Di, 1980, p. 97 (scheda di catalogo). \nSpinosa, Nicola, *L'Arazzeria napoletana*, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1971.","workshop":"Arazzeria borbonica","author":"Maria Rosaria Sansone","materials":["Lana","seta"]},"5e3bd511-e913-550c-a38c-80f8d87cf0e9":{"name":"Cattura del re di Francia Francesco I","description":"La celebre serie dei sette arazzi fiamminghi della Battaglia di Pavia, esposti in una grande sala del museo di Capodimonte, entra nelle raccolte pubbliche con il legato testamentario del 1862 di Alfonso d’Avalos che dona al Museo Nazionale di Napoli la collezione di famiglia. \nRealizzata per essere donata dagli stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V, in occasione della riunione degli stessi a Bruxelles nel 1531, la serie decorativa intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernard van Orley (oggi a Parigi, Musée du Louvre), nell'atelier di William Dermoyen ( o Van der Moyen), identificato grazie alla presenza del marchio del tessitore sulla bordure di due arazzi della serie. Inoltre, proprio la presenza del marchio ha permesso di stabilire gli anni di realizzazione del ciclo: cioè dopo il 1528, anno in cui un editto imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, ed entro l'inizio del 1531, dato che verrà donato nel mese di marzo all'imperatore. \nRecentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire in sequenza il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). \nL'episodio centrale raccontato nel panno è quello della cattura di Francesco I. Dopo aver attraversato il boschetto, rappresentato in alto a sinistra, e dopo essersi battuto valorosamente in un terreno fangoso, sfavorevole per la pesante cavalleria francese, il re viene catturato a seguito di un colpo di archibugio che ferisce il suo cavallo. \nFrancesco I è raffigurato in primo piano mentre tre cavalieri dello schieramento nemico, La Motte de Noyers, il tedesco Nicolas von Salm e il conte di Montmartin - come suggeriscono le scritte abbreviate, inserite per lo più su finimenti e armature - lo aiutano a rialzarsi. Sulla sinistra, è raffigurato il viceré di Napoli Charles de Lannoy, identificato dalla scritta “VISSEROV” sulla lama della spada, mentre scende da cavallo per accettare la resa del re. \nDietro di lui un cavaliere innalza lo stendardo imperiale, dove si riconoscono l'aquila bicipite e le colonne d'Ercole con il motto “PLUS OVLTRE”. Al centro dell'arazzo, l'uomo a cavallo in abito scuro, su cui spicca la croce bianca che indica l'appartenenza francese, è Enrico II d'Albret, re di Navarra, catturato in battaglia; sullo sfondo, a destra, tra i cavalieri appena usciti dal boschetto figura Carlo III di Borbone, identificato dalla scritta \"BOURBON\" sulle redini, nonché per la presenza dei gigli francesi sulla pettiera del cavallo. \nIn primo piano, a terra, vi è l'archibugio con il quale è stato abbattuto il cavallo di Francesco I, simbolo anche del nuovo modo di fare battaglia e la fine della cavalleria: l'utilizzo delle armi da fuoco, colpendo da lontano, permettevano al meno prode di prevalere.","type":"Arazzo fiammingo","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","dates":"1528–1531","location":"Napoli","dimensions":"cm 435 x 789","method_for_datation":"Fonti e documenti storici","method_for_provenance":"Fonti e documenti storici","obtention":"Dono di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, al Museo Nazionale di Napoli (Stato Italiano) nel 1862","bibliography":"AA. VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, Chieti, Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nCasali Luigi, Fraccaro, Cristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli*, Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nJackson, Zofia, *Battaglia di Pavia con la cattura del re di Francia*, in Beltramini, G. e Tura, A. (a cura di), *Orlando Furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi*, catalogo della mostra (Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 24 settembre 2016 – 8 gennaio 2017), Ferrara, 2016, pp. 200-201. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. Niente fu come prima\" (giornale pubblicato in occasione della mostra allestita al Castello Visconteo di Pavia dal 14 giugno al 15 novembre 2015). \n*Pavia. 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Recentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire in sequenza il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). \nRealizzata per essere donata dagli Stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V e ornare una grande sala del Palazzo Reale in occasione dell’Assemblea degli Stati Generali di Bruxelles, nel marzo del 1531, la serie entra in Spagna nel sesto decennio del Cinquecento al seguito di Maria d’Ungheria, che la donerà al giovane nipote don Carlos. È proprio don Carlos a legare la storia degli arazzi alla famiglia d’Avalos lasciandoli in eredità a Francesco Ferdinando d’Avalos (Buchanan 2002), marchese di Pescara e diretto discendente di Fernando Francesco d’Avalos, eroe di Pavia rappresentato nell'arazzo *Sconfitta della cavalleria francese*, e identificato grazie alla scritta sul collo del cavallo. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernard van Orley (Paris, Musée du Louvre), famoso pittore e cartonista di arazzi e vetrate. Dai disegni, o modelletti, si ricavavano successivamente i cartoni preparatori per l’arazziere, con scene riportate in controparte dato che in quegli anni a Bruxelles gli arazzi venivano lavorati con telai a ‘basso liccio’. La presenza del marchio del tessitore sulla bordura di due arazzi ci offre un riferimento temporale per la realizzazione della serie, perché un editto del 1528 imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, e ha permesso di identificare l'atelier nel quale sono stati realizzati in quello di William Dermoyen (o Van der Moyen). \nNell'arazzo sono raccontate le fasi iniziali della battaglia. Sullo sfondo avanzano fanteria e cavalleria dell'esercito imperiale, guidate da Carlo di Borbone, connestabile di Francia (riconoscibile dalla scritta sulla pettiera del cavallo), pronte ad attaccare le truppe francesi. Sulla destra, in secondo piano, è raffigurato il re Francesco I nell'atto di uccidere il marchese di Civita Santangelo, comandante della schiera nemica, evento che segna uno dei primi successi francesi. In primissimo piano, sulla destra si notano alcuni archibugieri di parte imperiale che preparano le armi: essi portano a tracolla una cinghia dalla quale pendono astucci contenenti le cariche di polvere da sparo già dosate, e in vita polveriere a forma di corno. Le gambe dell'archibugiere di spalle, tagliate all'altezza del ginocchio, erano nascoste in origine da un tratto di muro del Parco Visconteo, come testimonia anche il disegno preparatorio per l'arazzo, oggi al Louvre. Il tratto di muro potrebbe essere stato decurtato insieme alla bordura dell'arazzo, non prima della seconda metà del Settecento. Infatti, secondo una descrizione degli anni Settanta del secolo, la bordura inferiore, ancora integra, presentava motivi decorativi con tritoni e cavallucci marini, simili cioè a quelli presenti nelle *Cacce di Massimiliano*, altro ciclo di arazzi realizzato per Carlo V su disegni di van Orley, e oggi al Louvre (Buchanan 2002). \nIn primo pano, il re è nuovamente raffigurato con celata abbassata, mentre si dirige con la sua guardia scelta verso un boschetto, dove gli sarà teso un tranello fatale.","type":"Arazzo fiammingo","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","owner":"Museo di Capodimonte","dates":"1528-1531","location":"Napoli","dimensions":"cm 415 x 818","method_for_datation":"Fonti e documenti storici","method_for_provenance":"Fonti e documenti storici","obtention":"Dono di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, al Museo Nazionale di Napoli (Stato Italiano) nel 1862","bibliography":"AA. VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, s.l., Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nCasali, Luigi, Fraccaro, Cristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli* Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. 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Fuga delle dame e dei civili al seguito di Francesco I","description":"La celebre serie dei sette arazzi fiamminghi della Battaglia di Pavia, esposti in una grande sala del museo di Capodimonte, entra nelle raccolte museali con il legato testamentario del 1862 di Alfonso d’Avalos che dona al Museo Nazionale di Napoli la collezione di famiglia. \nRealizzata per essere donata dagli stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V, in occasione della riunione degli stessi a Bruxelles nel 1531, la serie decorativa intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernard van Orley (oggi a Parigi, Musée du Louvre), nell'atelier di William Dermoyen (o Van der Moyen), identificato grazie alla presenza del marchio del tessitore sulla bordure di due arazzi della serie. 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Accostando i due panni, infatti, si ricompone il paesaggio delimitato in primo piano dalle mura del Parco Visconteo; si ricongiunge, inoltre, sia in primo piano che sullo sfondo, il sistema difensivo che delimita il campo francese, costituito da una serie di gabbioni, fortificazioni campali formate da grandi cesti dai rami intrecciati riempiti di terra. \nSecondo la cronologia degli eventi, nell'arazzo è rappresentato uno dei primi momenti della fase finale della battaglia: all'alba del 24 febbraio le truppe imperiali irrompono nel campo francese, che si era accampato all’interno del Parco Vecchio, occupando il Castello di Mirabello, casino di caccia fortificato, raffigurato a sinistra sullo sfondo. Al centro, alcuni fanti cercano di salvarsi oltrepassando il fiume Vernavola, servendosi della picca. Al di là delle fiamme, dovute all’esplosione di barili di polvere da sparo, si intravede il padiglione di Francesco I, ornato con i gigli di Francia. 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VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, s.l., Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nBuchanan, Iain, *Invasion of the French Camp end the Flight of the Women and Civilians*, in Campbell, Thomas P. (a cura di), *Tapestry in the Renaissance: Art and Magnificence*, catalogo della mostra, New York, The Metropolitan Museum of Art, 2002, pp. 321-328. \nCasali, Luigi, Fraccaro, C.ristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli* Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. Niente fu come prima\" (giornale pubblicato in occasione della mostra allestita al Castello Visconteo di Pavia dal 14 giugno al 15 novembre 2015).","workshop":"Manifattura di Bruxelles","author":"Maria Rosaria Sansone","materials":["cotone colorato con fili d'oro e d'argento","Lana","seta"]},"9a5f6ab0-8a7b-5628-869a-8623164a2cfe":{"name":"Invasione del campo francese. 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Inoltre, proprio la presenza del marchio ha permesso di stabilire gli anni di realizzazione del ciclo: cioè dopo il 1528, anno in cui un editto imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, e l'inizio del 1531, dato che verrà donato nel mese di marzo all'imperatore. \nRecentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire in sequenza il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). \nNel panno vi è raffigurato uno dei momenti conclusivi della battaglia di Pavia: i civili fuggono dal campo francese attaccato dagli imperiali, nei pressi della Vernavola, attraverso le brecce praticate nel muro del Parco Visconteo durante l’assedio. L'episodio offre lo spunto per narrazioni di carattere quotidiano: un soldato in primo piano fugge portando via alcuni polli, mentre guarda verso lo spettatore coinvolgendolo nella scena, una donna sullo sfondo porta un cesto con due oche, un frate corre impaurito. 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VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, s.l., Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nCasali, Luigi, Fraccaro, C.ristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli* Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. Niente fu come prima\" (giornale pubblicato in occasione della mostra allestita al Castello Visconteo di Pavia dal 14 giugno al 15 novembre 2015). \n\"Pavia, la Battaglia, il Futuro. 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L'esemplare presenta una decorazione particolarmente articolata e di estrema raffinatezza, realizzata in larga misura mediante la tecnica del ricamo ad ago con filati metallici in rame argentato. Il motivo decorativo principale è formato da un ornato centrale che ricorda la nicchia della preghiera (*mihrâb*), e che risulta formato da un arco polilobato sostenuto da colonnine, all'interno del quale pende una lampada da moschea. Una doppia cornice rettangolare chiude la decorazione del tessuto. Tutta la superficie è finemente lavorata con una ricca varietà di motivi, sia di tipo vegetale (fiori, foglie e piccoli cipressi) di gusto naturalistico, sia di tipo epigrafico: di particolare interesse è la presenza ripetuta del *tujra*, il monogramma ufficiale del sultano, impresso sui documenti statali. Altre scritte riportano parole ed espressioni di contenuto religioso, legate al Corano, con funzione apotropaica (*“ ana gelse red”* : “se sopraggiungono difficoltà, cacciale via”) e di buon auspicio (*“el' an ba ' d- dĬn”* : “sempre con la fede”). Il tessuto è da collocare nell'ambito della produzione tessile di paramenti da preghiera (*seccade*) di epoca ottomana della fine del XIII/XIX secolo. Per quel che concerne l'area di produzione è possibile un'attribuzione sia ad ambiente turco che egiziano, anche se non è da escludere una probabile appartenenza a manifattura ottomana palestinese.","short_description":"Il tessuto, riccamente decorato, è un *seccade*, paramento da preghiera; i raffinati motivi decorativi sono di tipo naturalistico, vegetale ed epigrafico. Vi figura anche il *tuğra* del Sultano Mustafa IV.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XIII/ XIX secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 277, larghezza cm 192.","method_for_datation":"la datazione, basata sull'analisi stilistica, è confermata dalla lettura del tujra, che risulta essere una rielaborazione tarda del tujra del sultano ottomano Mustafâ IV (1222/1807-1223/1808).","method_for_provenance":"confronto con un tessuto del Museo del Tesoro di S. Pietro in Vaticano (Orlando, 1958, 90 e tav. 164).","provenance":"Turchia, Egitto o Palestina.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Fontana, M.V., “Un seccade ottomano tardo ottocentesco”, Turcica et islamica. Studi in memoria di Aldo Gallotta, Università degli Studi di Napoli “L'Orientale” – Is.IAO, Series Minor, LXIV, Napoli, 2003, 185-203 \n \nOrlando, F.S., Il Tesoro di S. Pietro, Milano, 1958, 90 e tav. 164 \n \nTaylor R., Ottoman Embroidery, London, 1993 \n \nTorre P., “Tessuto ricamato di epoca ottomana”, Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Acquisizioni e donazioni 1999-2000, Roma, 2002, 72-73 \n \nTorre P., “Arte tessile di epoca ottomana nei corredi di una famiglia di Aleppo”, Un Oriente di Seta e d'Oro, a cura di P. Torre, Roma, 2003, 32-56","linkcatalogs":"IAM_TR_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["calligrafia","Decorazione Floreale","mihrâb","ricamo","seccade","Tessuto","tujra"],"materials":["Raso di seta e organzino ricamato a filati metallici."]},"b7f46ff9-52a1-5495-80f5-c075d3bfc0da":{"name":"*Sconfitta della cavalleria francese. Le fanterie imperiali si impadroniscono delle artiglierie nemiche*","description":"La celebre serie dei sette arazzi fiamminghi della Battaglia di Pavia, esposti in una grande sala del museo di Capodimonte, entra nelle raccolte pubbliche con il legato testamentario del 1862 di Alfonso d’Avalos che dona al Museo Nazionale di Napoli la collezione di famiglia. \nRealizzata per essere donata dagli Stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V, in occasione della riunione degli stessi a Bruxelles nel 1531, la serie decorativa intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernard van Orley (oggi a Parigi, Musée du Louvre), nell'atelier di William Dermoyen ( o Van der Moyen), identificato grazie alla presenza del marchio del tessitore presente sulla bordure destra del panno, riscontrata anche in un altro esemplare della serie. La presenza del marchio del tessitore ha permesso anche di stabilire gli anni di realizzazione della serie: dopo il 1528, anno in cui un editto imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, e l'inizio del 1531, dato che verrà donata nel mese di marzo all'imperatore. \nRecentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire in sequenza il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). Secondo questa prospettiva, l'arazzo in esame va letto in strettissima continuità con quanto raffigurato in Avanzata dell'esercito Imperiale. Accostando i due panni, infatti, si ricompongono, come suggerisce C. Paredes, il paesaggio e i movimenti delle truppe sul campo di battaglia. In particolare, in primo piano si riconosce il gruppo degli archibugieri imperiali, guidati dal loro comandante Fernando Francesco d'Avalos, identificato dalla scritta “MAR. DE PES.” (abbreviazione per \"Marchese di Pescara\") sul collo del cavallo. Al centro, un'altra scritta, “MARQ.IS DU VASTE”, segnala la presenza in campo di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto. Sulla destra è raffigurato il feroce combattimento tra i lanzichenecchi imperiali, guidati da Georg von Frundsberg, contraddistinti dalla fascia bianca e rossa, e le truppe mercenarie della Banda nera, al servizio dei francesi. Ossevando il particolare della presa delle artiglierie francesi nella panoramica veduta d'insieme che spazia nel panno che lo precede, più sopra citato, è possibile comprendere che i cannoni francesi cessano il fuoco per evitare di colpire alle spalle il proprio sovrano che, rompendo le fila dell'esercito, si scaglia contro il nemico, proprio come narrano le fonti. \nL'arazzo conserva, insieme ad altri tre della serie, la bordura originaria con motivi decorativi dove sono raffigurati fiori, frutti, uccelli e animali. Tuttavia, secondo una descrizione degli anni Settanta del Settecento, le bordure inferiori, in origine, presentavano motivi decorativi con tritoni e cavallucci marini, simili a quelli presenti nelle Cacce di Massimiliano, altro ciclo di arazzi realizzato per Carlo V dallo stesso atelier su disegni di van Orley, e oggi al Louvre. Pertanto, tutta la striscia inferiore, decurtata dopo gli anni Settanta del Settecento e successivamente riassemblata, appare ricucita utilizzando parti di bordure di arazzi, che adesso ne sono privi, destinate in origine a ornare il lato verticale del panno (Buchanan 2002).","type":"Arazzo fiammingo","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","dates":"1528‒1531","location":"Napoli","dimensions":"cm 439 x 867","method_for_datation":"Fonti e documenti storici","method_for_provenance":"Fonti e documenti storici","obtention":"Dono di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, al Museo Nazionale di Napoli (Stato Italiano) nel 1862","bibliography":"AA. VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, s.l., Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nCasali, Luigi, Fraccaro, Cristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli* Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. 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Later Period of The Ottoman Empire\", Seventh International Congress of Turkish Art, Warsaw, 1990, 37-42 \n \nGönül, M., “Some Turkish Embroideries in the Collection of the Topkapisaray Museum in Istanbul”, Kunst des Orients, 1969, VI, 43-76 \n \nTaylor, R., Ottoman Embroidery, London, 1993","linkcatalogs":"IAM_TR_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Decorazione Floreale","ricamo","Tessuto"],"materials":["Raso di seta ricamato a filati metallici."]}}
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{"01ed0e00-4aed-5afc-bdea-937514669d4b":{"name":"متحف فيكتوريا وألبرت","description":"فيكتوريا وألبرت (فيكتوريا وألبرت) هو المتحف الرائد في العالم للفنون والتصميم ، مع مجموعات لا مثيل لها في نطاقها وتنوعها. وعندما تم افتتاح المتحف للجمهور في عام 1852 ، كانت مهمته هي إعادة تشكيل التصميم من خلال إتاحة الأعمال الفنية للجميع ، وتحسين فهم الجمهور للموضوع وتوفير الإلهام للمصممين والمصنعين. واليوم ، تستمر مجموعات V & A ، التي تمتد لأكثر من 2000 عام من الإبداع البشري في كل وسيلة تقريبًا ومن أجزاء كثيرة من العالم ، في إثارة التفاهم والإلهام والإعلام. \nتخصص فيكتوريا وألبرت في جمع الفن والتصميم من العالم الإسلامي منذ خمسينيات القرن التاسع عشر ، وكانت أول مؤسسة في العالم تجمع الفن الإسلامي بطريقة منهجية. ويعتقد مؤسسو المتحف أن الأفكار الإسلامية حول هيكلة الأنماط ومطابقة الزخرفة بالشكل والوظيفة يمكن أن تحسن التصميم البريطاني. وقد نمت المجموعة لتصبح الأكثر أهمية في مجالها. وتشمل الأعمال البارزة سجادة أردبيل الإيرانية من القرن العاشر / السادس عشر ، وإبريق من الكريستال الصخري من القرن الخامس / الحادي 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المعاصرة","description":"المتحف النمساوي للفنون التطبيقية MAK / الفن المعاصر هو أحد أوائل المتاحف من نوعه في العالم. ويقع بناؤه في شتوبنربنغ في المنطقة الأولى من فينا وقد أسس في عام 1863 تحت اسم المتحف الإمبراطوري الملكي النمساوي للفن والصناعة ) ويتضمن اليوم مجموعة فريدة من الفنون التطبيقية والتصاميم والعمارة والفن المعاصر. \nوتتضمن مجموعة MAK فنون الزخرفة الأوربية والدولية التي تتراوح من بداية العصور الوسطى حتى الوقت الحاضر. ومقتنيات المتحف تتضمن الأقمشة ، الخزف ، الزجاج ، الأثاث ، والمشغولات المعدنية وأيضا القطع الخارجية من مشاغل فينا والفن الجديد . ومجموعته من السجاجيد الشرقية والفن الشرق آسيوي هي ذات الأهمية الأعلى على مستوى العالم. \nومن بين القطع من العالم الإسلامي هناك مجموعة من السجاجيد الشرقية بارزة ويمتلك المتحف أكبر مجموعة في العالم من اللوحات من الحمزنامة من عصر الإمبراطور المغولي أكبر العظيم . والأمثلة المهمة للفنون التطبيقية محفوظة في مجموعة آسيا في MAK والتي تشمل بشكل خاص قطع من إيران والإمبراطورية العثمانية.","city":"فينا","address":"Stubenring, 5 \nA-1010 Vienna 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والهند.وهو يوضح تطور الفن الإسلامي حتى العصر العثماني والتطورات المقابلة لمنتصف القرن العشرين. وتشتمل المجموعة على قطع خزفية ومشغولات معدنية ومجوهرات ومنسوجات وأعمال خشبية وأواني زجاجية وعاج وشواهد جنائزية وأسلحة ودروع. \nيجد الزائر أولاً معروضات من القرن السابع إلى القرن الثاني عشر. ومن أبرز هذه القطع الخزفية اللامعة وألواح الأبواب من العراق والأعمال المعدنية الفاطمية ومنسوجات الطراز وحصيرة القصب الفريدة من طبريا في القرن العاشر. ويعرض المعرض الثاني قطعًا من القرن الثاني عشر إلى القرن السادس عشر من الخزف السلجوقي ، والأعمال المعدنية المملوكية والفخار ، ويبرز صندوقًا نحاسيًا عليه توقيع إسماعيل بن الورد الموصلي المؤرخ عام 1220 والإسطرلاب لأحمد بن السراج. الذي يعود تاريخه إلى 1328/29. \nيعرض المعرض الثالث غرفة استقبال مبطنة بالرخام من قصر يعود تاريخه إلى القرن السابع عشر في القاهرة ، إلى جانب نافورته ونوافذه القمرية وشبكات المشربية. ومن المعروضات الأخرى الجديرة بالملاحظة مجموعة فخار إزنيق Iznik وسرج مخملي من القرن السادس عشر من بورصة. ويعرض المعرض الرابع والأخير الأسلحة والدروع ومجموعة مهمة من مجوهرات قاجار التي جمعتها أرجين سالفاغوس Argine Salvagos ، شقيقة المؤسس . \nأثناء أعمال الترميم ، تم الكشف عن جزء كبير من سور المدينة القديمة في أثينا من القرن الرابع قبل الميلاد وظل في موقعه في الطابق السفلي ، ويمكن للزوار الوصول إليه.","city":"أثينا","address":"22 Agion Asomaton & 12 Dipilou Street \n10674 Athens","website":"http://www.benaki.gr/","phone":"+30 210 325 1311","email":"islamic_collection@benaki.gr"},"2300bb0e-fc9f-55c5-ae2e-20f619a46cce":{"name":"متحف العالم","description":"متحف العالم في فينا – سابقا متحف الأعراق – يتضمن مجموعات شاملة من القطع العرقية والصور التاريخية والكتب حول الحضارات غير الأوربية مما يجعله واحدا من أهم المتاحف العرقية العالمية. وتعود جذوره لعام 1806 عندما أسست \"المجموعة العرقية الإمبراطورية و الملكية \" كجزء من هيئة البلاط الإمبراطوري والملكي المجتمعة للقطع الطبيعية وتلاها الحيازة الجزئية لمجموعة كوك في مزاد لندن. والمجموعات التي كانت تنمو باستمرار نقلت إلى ما يعرف حديثا \" بقسم الأنثروبولوجيا والأعراق\" لمتحف البلاط الملكي للتاريخ الطبيعي في عام 1876. وإن ضيق المكان وهدف تطوير علم دراسة الأعراق كعلم ثقافي أقنع صانعي القرار السياسي بتأسيس متحف شامل موحد لعلم الأعراق. وقد افتتح متحف الأعراق رسميا في عام 1928 وأخذ كل بناء \"كور دو لوجيس\" في نويبرغ. \nفي عام 2001 فقد تم إلحاق متحف الأعراق بجمعية متحف KHM وفي أبريل 2013 أصبح متحف الأعراق يسمى متحف العالم في فينا وهو موقع للثقافات والحضارات العالمية في ساحة هيلدين في فينا. وفي اكتوبر 2017 وبعد الإصلاح الشامل وتحديث البناء التاريخي أعاد المتحف فتح أبوابه كليا بمجموعة مكونة من 14 معرضا دائما منقحا وقد توسعت قائمة موجواته لتصل إلى أكثر من 200,000 قطعة.","city":"فينا","address":"Heldenplatz \n1010 Vienna","website":"http://www.weltmuseumwien.at","phone":"+43 1 534 30-5052","email":"info@weltmuseumwien.at"},"2970af60-fdee-5b70-8e87-7b8865a0c88d":{"name":"متحف الحضارات | متحف الفن الشرقي جوزيبي توتشي","description":"افتتح متحف \"جوزيبي توتشي\" للفن الشرقي ‘Giuseppe Tucci’ Museum of Oriental Art للجمهور في عام 1958 ويضم مكتشفات من العديد من البعثات الأثرية الإيطالية التي أجريت في إيران وباكستان وأفغانستان. بالإضافة إلى ذلك ، هناك العديد من الأشياء التي تم شراؤها من أسواق التحف ، ولا سيما خلال الفترة تلك التي قام بها جوزيبي توتشي برحلتيه إلى نيبال والتبت بين عامي 1928 و 1954. \nيضم الجناح الإسلامي للمتحف مجموعة غنية من القطع التي تم الحصول عليها من الحفريات الأثرية والمشتريات الخاصة. ومصدر المجموعة واسع النطاق بما في ذلك العناصر من المناطق الجغرافية التي تشكل الآن بلدان إسبانيا ومصر وتركيا والعراق وإيران وأفغانستان وآسيا الوسطى والهند. ومن الناحية الزمنية ، تغطي المادة فترة طويلة من القرن الثامن إلى القرن التاسع عشر الميلادي. ويتم ترتيب المجموعة وفقًا لفئات مختلفة من الإنتاج بما في ذلك ؛ الخزف ، المشغولات المعدنية ، المنمنمات ، المخطوطات ، المسكوكات ، المجوهرات ، فن النسيج ، الزجاج ، الأسلحة والدروع والخشب. \nمن الأهمية بمكان مجموعة المكتشفات الأثرية من قصر السلطان الغزنوي مسعود الثالث (1099-1115 م) في غزنة ، أفغانستان. حيث تم تسليط الضوء على آثار الموقع والاكتشافات المرتبطة به من خلال الحفريات التي أجرتها البعثة الأثرية لـ IsMEO Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente)) وهي المعهد الإيطالي للشرق الأوسط والأدنى في الستينيات من القرن العشرين. وتتكون هذه العناصر بشكل أساسي من عناصر الزخرفة المعمارية من الطوب والرخام والأحجار الجنائزية الرخامية والخزف والمعادن. \nيمكن تأريخ مجموعة القطع الفارسية في المتحف من القرن الثامن إلى القرن التاسع عشر. ويتم عرض الخزف من الفترتين السامانية (القرنين التاسع والعاشر) والسلجوقية (القرنين الحادي عشر والثاني عشر) بشكل جيد في مجموعات المتحف. كما يظهر في المجموعات خزفيات من العصرالإلخاني (القرنين الثالث عشر والرابع عشر) ، والمعروفة باستخدامها لتقنية التزجيج \"لاجفاردينا\". وإن مصدر غالبية القطع المعدنية ضمن المجموعة الإسلامية من منطقة خراسان في شرق إيران وغرب أفغانستان ، وهي مركز تاريخي معروف لإنتاج المعادن. \n\\*\\*\\* \nمنذ سبتمبر 2016 ، اندمج المتحف الوطني للفنون الشرقية في روما National Museum of Oriental Art in Rome مع متحف الحضارة Museum of Civilisation الجديد ، وأغلق نهائيًا في أكتوبر 2017 لنقله إلى مقره الجديد في قصر العلوم Palazzo delle Scienze. وأثناء انتظار إعادة الترتيب النهائي المخطط لها في نهاية عام 2021 ، يعرض معرض مؤقت بعنوان \"Open for Works\" أكثر من 650 قطعة من المتحف الشرقي (منها حوالي 60 تعتبر من ضمن الفن الإسلامي) في غرف متحف بيجوريني Pigorini.","city":"روما","address":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci” \nPiazza Guglielmo Marconi, 14 \n00144 Rome, Italy","website":"https://www.museodellecivilta.it/","phone":"+39 06 549521","email":"mu-civ@cultura.gov.it"},"2a23d23f-5624-56f3-828f-3db6b5689a95":{"name":"متحف متروبوليتان للفنون","description":"يعرض متحف متروبوليتان للفنون أكثر من 5000 عام من الفن من جميع أنحاء العالم ليختبره الجميع ويستمتعون به. ويقوم المتحف في ثلاثة مواقع مميزة في مدينة نيويورك - The Met Fifth Avenue و The Met Breuer و The Met Cloisters. يشارك ملايين الأشخاص أيضًا في تجربة متحف متروبوليتان للفنون عبر الإنترنت. \nمنذ تأسيسه في عام 1870 ، كان متحف متروبوليتان للفنون يطمح دائمًا إلى أن يكون أكثر من مجرد خزانة للأشياء النادرة والجميلة. وكل يوم ، ينبض الفن بالحياة في صالات العرض بالمتحف ومن خلال معارضه وأحداثه ، ويكشف عن أفكار جديدة واتصالات غير متوقعة عبر الزمن وعبر الثقافات. \nThe Met Fifth Avenue \n1000 الجادة الخامسة (في شارع 82) \nنيويورك ، نيويورك 10028 \n+1212535 7710 \nالأحد - الخميس: 10:00 صباحًا - 5:30 مساءً \nالجمعة والسبت: 10:00 صباحًا - 9:00 مساءً \nThe Met Breuer \n945 شارع ماديسون \nنيويورك ، نيويورك 10021 \n+1212731 1675 \nيغلق أبوابه الاثنين \nبفتح أبوابه : \nالثلاثاء والأربعاء: 10:00 صباحًا - 5:30 مساءً \nالخميس والجمعة: 10:00 صباحًا - 9:00 مساءً \nالسبت والأحد: 10:00 صباحًا - 5:30 مساءً \nThe Met Cloisters \n99 مارجريت كوربين درايف ، فورت تريون بارك \nنيويورك ، نيويورك 10040 \n+1212923 3700 \nآذار (مارس) - تشرين الأول (أكتوبر): 10:00 صباحًا - 5:15 مساءً \nمن 27 مايو إلى 2 سبتمبر 2016: مفتوح حتى وقت متأخر من أيام الجمعة حتى الساعة 7:30 مساءً \nتشرين الثاني (نوفمبر) - شباط (فبراير): 10:00 صباحًا - 4:45 مساءً \nتغلق جميع المواقع يوم عيد الشكر ، 25 ديسمبر ، و 1 يناير. ويغلق Met Fifth Avenue يوم الاثنين الأول من مايو.","city":"نيويورك","address":"The Met Fifth Avenue \n1000 Fifth Avenue 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تمثل جوانب مختلفة من الحضارة الإسلامية تتراوح في الجغرافيا والموضوع والفترة. وتمثل معظم القطع الأثرية تراث الحرم الشريف والقدس وفلسطين بشكل عام بما في ذلك مدن مثل الخليل ونابلس. \nيحتوي المتحف على مشغولات خشبية من عصور إسلامية مختلفة ، حيث يعود أقدمها إلى العصر الأموي. وتشمل الأعمال المعدنية المصنوعة من الحديد والنحاس والفضة الهيكل الحديدي لقبة الصخرة والشمعدانات والسيوف والخناجر والأباريق والمباخر والعملات المعدنية والخواتم والقطع التذكارية. وتضم المجموعة بلاطًات رخامية ومزججة التي غطت قبة الصخرة في عهد السلطان سليمان القانوني (حكم في الفترة 926-74 / 1520-1566) وخلفائه. وتوجد مجموعة من الخزف والنقوش على الحجر من فترات إسلامية مختلفة وسلائفها ، وأعمدة وتيجان من العصر الروماني والبيزنطي. كما توجد مجموعة قيِّمة من المصاحف ، أقدمها في القرن التاسع / الخامس عشر ، والعديد من المخطوطات المملوكية التي تتناول موضوعاتها الحياة الاجتماعية والاقتصادية في المدينة المقدسة. ويعرض المتحف جزءًا من مجموعة المنسوجات الخاصة به ، مع الأزياء وأغطية القبور وقطع من كسوة الكعبة وقطع السجاد.","city":"القدس","address":"Al-Haram al-Sharif \nAmro \nP.O. Box 75085 \nJerusalem","website":"http://www.facebook.com/islamic.museum1922/","phone":"02 6283286","email":"jerusalem.museum@gmail.com"},"36670bdc-150b-5f89-8906-79b8e4e2518d":{"name":"مجموعة ديفيد","description":"أسست مجموعة ديفيد The David Collection من قبل C. L. David (1878-1960) وهو محام دانماركي بارز والذي بدا في جمع الفن الرفيع والزخرفي في 1910s . وفي هذا المجال الأخير فقد ساعده مدراء من المتحف الدانماركي للفن والتصميم والذين أيضا وجهوه تدريجيا لمجال آخر الذي لفت سابقا القليل من الاهتمام في الدانمارك : الفن الإسلامي . \nولكن الجزء الإسلامي من مجموعة ديفيد كان ما يزال بسيطا في ذلك الوقت الذي توفي فيه الرجل في عام 1960. \nولكون C. L. David كان عازبا وليس لديه أولاد فقد ترك بيته في مسقط رأسه في الدنمارك والأعمال الفنية لمؤسسة خاصة مع الإمكانيات المالية التي تجعل من الممكن توسيع مجموعاته. \nواعتبارا من 1970s فقد اتخذ قرار بالتركيز أكثر على توسيع المقتنيات الإسلامية . والمجموعة الإسلامية نمت لتصبح ليس فقط الأكثر أهمية في المتحف ، حيث بلغت أكثر من 4,000 قطعة ولكن لتكون الأهم في كل المنطقة الإسكندنافية في اهميتها في هذا المجال. \nوالمجموعة الإسلامية تم تشكيلها بالمحافظة على النموذج الكلاسيكي للمجموعات الغربية من هذا النوع. وهي تتضمن أعمال من إسبانيا في الغرب إلى الهند في الشرق. ولكن لا يوجد أعمال من جنوب شرق آسيا أو الصحراء الكبرى الأفريقية . ومن الناحية الزمنية فالمجموعة تتراوح من أعمال يعود تاريخها بعد وقت قصير من ظهور الإسلام وحتى منتصف القرن التاسع عشر. وتتضمن المجموعة كل انواع المواد ولكن بسبب صغر مساحات الغرف في الأبنية من القرن التاسع عشر شأن الحال في مسقط رأس C. L. David والذي هو الآن مقر المتحف فقد جعل هذا من المستحيل عرض القطع الكبيرة وبالتالي صار لدى المتحف فقط مجموعة صغيرة من السجاد وهي كذلك ذات قياسات صغيرة أو قطع من سجادات أكبر. \nوبعد إعادة تنظيم المتحف وإعادة توزيع مجموعاته في عام 2009 فإن مجموعة ديفيد انقسمت لثلاثة أجزاء: الفن الأوربي في القرن الثامن عشر ، بداية الفن الدانماركي الحديث و الفن الإسلامي. ومجموعة الفن الإسلامي معروضة في مكان جديد معاصر معزز بالتقنيات الرقمية الحديثة المستخدمة لعرض القطع على شاشات. \nوالهيكل الأساسي للمجموعة هو 20 جزء زمني/ جغرافي ولكن المعروضات تشمل أيضا معارض خاصة للمواد الحساسة للضوء وأيضا معروضات أخرى مخصصة لمواضيع معينة مثل التاريخ الثقافي والتقنيات الفنية.","city":"كوبنهاجن","address":"Kronprinsessegade, 30 \nCopenhagen \nDenmark \n \nPostal address: Kronprinsessegade 30-32","website":"http://www.davidmus.dk/en","phone":"+45 33734949","email":"museum@davidmus.dk"},"36dd7a00-ac4e-5317-9673-604bbb89af53":{"name":"متحف الفنون الشرقية (مؤسسة المتاحف في تورينو)","description":"يمثل متحف تورينو الجديد للفنون الشرقية Turin’s new Museum of Oriental Art تتويجًا لمختلف مجالات الاهتمام في هذا المجال: تفتخر المدينة بتقليد طويل من الدراسات الشرقية في الجامعة - مدعومًا بوجود مركز رئيسي للبحوث المتخصصة (CESMEO) ، في حين شهدت السنوات القليلة الماضية إدراكًا متزايدًا للحاجة إلى إنشاء أدوات محددة لتعزيز معرفتنا وفهمنا للعوالم الثقافية البعيدة. وإن المتحف الذي يعرض إبداعات فنية من ثقافات مختلفة لا يحقق رسالته الخاصة فقط كمستودع لحفظها وعرضها ، ولكنه قبل كل شيء يحث الزوار على توسيع آفاقهم المتمركزة حول العرق. \nكانت هذه بعض الأسس الأساسية التي أدت إلى فكرة إنشاء متحف للفنون الشرقية (MAO) Museum of Oriental Art ، في تورين على أساس إعادة تعريف وتجديد وتوسيع القسم الشرقي من المتحف المدني للفن القديم Civic Museum of Ancient Art. \nيقع المتحف الجديد ، في واحدة من أكثر مناطق المدينة حيوية ورائعة ، في ساحة ماتسونيس Palazzo Mazzonis ، والذي تم بناؤه بين القرنين السابع عشر والثامن عشر ، والمعروف ، بأنه كان مملوكًا سابقًا لماركيز سولارو ديلا كيوزا Marquis Solaro della Chiusa قبل أن تنقل ملكيته في عام 1870 لشوفالييه باولو ماتسونيس Chevalier Paolo Mazzonis ، قطب صناعة المنسوجات. وبعد أن أصبح المكتب الرئيسي لشركة Manifattura Mazzonis ، تم إجراء تحسينات واسعة النطاق ، خاصة في الطابق الأول.وقد انهارت أعمال Mazzonis في عام 1968 وظل المبنى غير مستخدم. وقد تم شراؤه من قبل مجلس مدينة تورينو في عام 1980 وتم ترميمه لاحتواء قسم من المحكمة القانونية من عام 1982 إلى عام 2001 وأخيراً أصبح الترميم المناسب موقعًا لمتحف. \nيحتوي المتحف الآن على حوالي 1500 عمل من جميع أنحاء آسيا. وتنقسم الغرف المستخدمة للمعرض الدائم إلى خمسة \"صالات عرض\" منفصلة ، والتي تتلاءم بشكل طبيعي مع التصميم الإنشائي للمبنى. \nيطمح MAO أن يكون معبرا قدر الإمكان في اختياره للأعمال الفنية من مختلف البلدان: وتشمل مجموعاته التقاليد الثقافية الرئيسية من القارة الأوربية، بناءً على المجموعات المهمة التي تمتلكها بالفعل مؤسسات مختلفة في تورين ، والتي ألهمت بشكل مباشر التصميم المقترح لـلمتحف الجديد الذي ينقسم إلى خمس مناطق ثقافية محددة بوضوح: جنوب آسيا والصين واليابان ودول الهيمالايا والدول الإسلامية. \nيهدف الترتيب الذي يتم عرض الأعمال به وعلامات العرض المصاحبة إلى إبراز نقاط الاتصال والتفاعلات الإبداعية بين الدول المختلفة في الفترات التاريخية المختلفة ، وإعادة تقديم تفسير موحد للمسار المقترح. \nيعمل MAO أيضًا كوسيط ثقافي للزوار ، الذين ليسوا على دراية بالمفاهيم والتقاليد الثقافية التي تشير إليها المعارض. ويهدف إلى إلهام الزوار لاستكشاف أشكال جديدة من الفكر ، وتشجيع الوعي الكامل بقيمة المعرفة الإنسانية. \nأخيرًا ، يقدم MAO مجموعة واسعة من الخدمات العامة: محطات الوسائط المتعددة ، وكاتالوج عبر الإنترنت على موقع المتحف على الإنترنت ، ومكتبة الكتب ، وإمكانية استخدام مكتبة الفنون وأرشيفات الصور الفوتوغرافية لمؤسسة تورينو للمتاحف Fondazione Torino Musei ، والندوات ، والمؤتمرات ، والمعارض المؤقتة ، والغرف التعليمية.","city":"تورينو","address":"Via San Domenico11 \n10122 Turin","website":"http://www.maotorino.it","phone":"+39 01 14 43 69 27","email":"mao@fondazionetorinomusei.it"},"47364e44-3c52-55de-b9a6-855ff85e7443":{"name":"متحف المنستير للفنون الإسلامية","description":"يقع المتحف في رباط المنستير الذي يعود للقرن الثاني الهجري / الثامن الميلادي ، ويتألف من رواق مفتوح يضم شواهد جنائزية ومساحة عرض تم تحويلها من غرفة الصلاة الأصلية للنصب المحصن. ويضم هذا الفضاء مجموعة من الأشياء الزخرفية مجمعة حسب موضوعها ونوعها ، وتشكل مجموعة تعرض العصور المختلفة لتونس الإسلامية. \nتعود القطع الخزفية ، التي تتميز بتنوعها الزخرفي والتسلسل الزمني الكبير ، إلى عصور الأغالبة والفاطميين والحفصيين والعثمانيين. والعناصر الجصية المزخرفة بزخارف نباتية وهندسية وكتابية هي تلك التي عُثر عليها في القرنين الثالث والرابع والتاسع والعاشر من موقعي رقادة وصبرا المنصورية. وتأتي الكثير من اللوحات الجنائزية الرخامية من مقبرة المنستير التي يعود تاريخها إلى ما بين القرنين الثالث والخامس والتاسع والحادي عشر وهي على شكل ألواح وأعمدة وسيوف. ومن الجامع الكبير بالقيروان ، توجد عناصر خشبية مكشوفة على شكل أفاريز مزينة بزخارف نباتية وكتابية ، مع صور خاصة للعتلات (الأجزاء الإنشائية الحاملة) ، مؤرخة في القرنين الرابع والخامس والعاشر والحادي عشر. \nكما توجد قطع زجاجية تعود للعصر الفاطمي والمملوكي وبعضها قادم من موقع صبرا المنصورية. وتحتوي الغرفة أيضًا على واجهة عرض تعرض عملات ذهبية وفضية تعود إلى الفترات المختلفة المذكورة أعلاه ومعايير زجاجية من القرن التاسع. وتشتمل مجموعة القطع المعدنية على إسطرلاب رائع يعود تاريخه إلى القرن الثاني عشر / الثامن عشر. كما يتم تمثيل فن الخط والتجليد بمجموعة من صحائف لمصاحف من الرق تعود إلى مكتبة الجامع الكبير بالقيروان والتي تعود إلى فترة ما بين القرنين الثالث / التاسع والسادس / الثاني عشر. ومن بين هذه الرقوق (صحف الرق) مصحف يعود للحاضنة ، أمة الحاكم الزيري باديس (410 هـ / 1020 م). ويتكون التجليد القرآني من الجلد ومزخرف بزخارف نباتية وهندسية ، مما يسمح لنا بتتبع تطور هذا الفن على مدى خمسة قرون (من القرن الثالث / التاسع إلى القرن السابع / الثالث عشر). وتشهد المنسوجات القبطية والفاطمية بالمتحف ، بزخارفها الكتابية وتوقيعات ورشة العمل ، على إنتاج تقوده الدولة لمثل هذه القطع التي تثري مجموعة المتحف.","city":"المنستير","address":"Ribat \nMonastir, Tunisie","phone":"+216 73 461272"},"5a99ecbe-b976-5037-8760-a07c629142f6":{"name":"متحف تاريخ الفن","description":"متحف تاريخ الفن KHM في فينا هو أحد أوائل المتاحف في العالم وهو غني بمقتنياته التي تتضمن الأعمال الفنية من الألف السابعة للتاريخ – من مصر القديمة إلى أواخر القرن الثامن عشر. ومجموعات عصر النهضة وفن الباروك هي ذات أهمية خاصة . \nإن مقتنيات KHM الواسعة معروضة في مواقع مختلفة : البناء الرئيسي في شارع رينغ الذي يحتوي معرض الصور ومجموعة الأثريات الإغريقية والرومانية والمجموعة المصرية والشرق الأدنى ومجموعة النقود وغرفة الفن. \nالمجموعات الأخرى في KHM موجودة في نويبرغ ( مثل مجموعة الآلات الموسيقية التاريخية ومجموعة الأسلحة والدروع ومتحف إفسوس) في قصر هوفبورغ (الخزينة) وفي قصر شونبرون (مجموعة العربات التاريخية). \nالمجموعات المعروضة في قصر أمبراس هي أيضا جزء من مقتنيات KHM. \nمنذ يناير 2001 فإن متحف الأعراق في ساحة هولدن ومتحف المسرح النمساوي في ساحة لبكوفيتس تم تضيمنها في KHM.","city":"فينا","address":"Burgring, 5 \n1010 Vienna","website":"http://www.khm.at/","phone":"+43 1 525 24-0","email":"info@khm.at"},"5c8c36bb-1ee8-5468-bdc7-ec865b742d71":{"name":"متحف الفن الوطني في رومانيا","description":"تأسس المتحف الوطني للفنون في رومانيا عام 1948 بأعمال مستمدة من المجموعات المحلية الخاصة والعامة ، وكذلك من المجموعة الملكية. وهو موجود منذ ذلك الحين في القصر الملكي السابق الواقع في قلب مدينة بوخارست. والمتحف هو مقر لأكبر وأفضل مجموعة فنية في البلاد.والمقتنيات الحالية ، التي تضم أكثر من 100000 عمل ، مقسمة بين خمسة أقسام تنظيمية ، أحدها مخصص للفن الشرقي. \nمنذ إنشائها في عام 1954 ، تم توسيع مجموعة الأعمال الفنية الشرقية بالمتحف وتوحيدها بشكل مطرد حول مجالين رئيسيين من مجالات الاهتمام: الفن الإسلامي من ناحية والفن الصيني والياباني من ناحية أخرى. وإنها أكبر مجموعة شرقية يضمها متحف روماني ، وتتكون من عناصر من المجموعة الملكية ، ومتحف توما ستيليان ، بالإضافة إلى الهدايا والمقتنيات. ويضم قسم الفن الشرقي حاليًا أكثر من 5000 قطعة. وتشمل مقتنيات ثلاثة أقسام أخرى بالمتحف ، وهي قسم الفن الروماني في العصور الوسطى ، وقسم الفن الزخرفي ، وكذلك متحف المجموعات الفنية (الذي يعد جزءًا من المتحف الوطني للفنون في رومانيا) أعمالًا فنية إسلامية بارزة ، وبعضها تم اختيارها لهذا الموقع. \nتم إغلاق المعرض الدائم لتجديد المبنى الذي تمس الحاجة إليه ، وسيتم إعادة عرضه في المناطق التي تم تجديدها حديثًا وفقًا للمعايير الأوروبية للحفظ. وفي غضون ذلك ، تقام معارض الفن الشرقي بانتظام. يوجد حوالي أربعمائة سجادة تغطي منطقة جغرافية واسعة تمتد لأربعة قرون هي في صميم مجموعة الفن الإسلامي. وعلى الرغم من أن مجموعات الخزف والمطرزات والأعمال المعدنية أقل شمولاً ، إلا أنها تفتخر ببعض الأعمال البارزة ، مما يوفر نظرة ثاقبة ذات مغزى لمجالات مميزة من الفن الإسلامي. \nإلى جانب متحف المجموعات الفنية ، الذي يضم عددًا كبيرًا من القطع الأثرية الإسلامية التي تبرع بها جامعو الفن الرومانيون على مر السنين ، يدير المتحف الوطني للفنون في رومانيا متحفين آخرين في بوخارست: متحف K. H. Zambaccian ومتحف Theodor Pallady.","city":"رومانيا","address":"Calea Victoriei 49-53 \nsector 1 \n010063 Bucureşti","website":"https://www.mnar.arts.ro/en/","phone":"+40 21 313 30 30","email":"secretariat@art.museum.ro"},"5db20458-bdcf-5050-98fb-3fb2d1392a0a":{"name":"متحف آثار البحر الأبيض المتوسط والشرق الأدنى","description":"عندما تأسس في عام 1954 ، كان متحف آثار البحر الأبيض المتوسط والشرق الأدنى يضم مجموعات من الآثار المصرية واليونانية والرومانية والقبرصية. وكقسم في متحف التاريخ الوطني ، كان المتحف في المقام الأول ذا طبيعة أثرية تهدف إلى إظهار أصول الحضارة الغربية. ومع ذلك ، في عام 1982 ، تمت إضافة جزء كبير من مجموعات الفن الإسلامي السويدية إليها ، استجابةً لزيادة فهم بلدان البحر الأبيض المتوسط كمنطقة علاقات وتفاعلات وثيقة على مر القرون. وبإدماجه في عام 1999 في المتحف الوطني للثقافة العالمية ، وهي منظمة تتكون من أربعة متاحف حكومية سويدية مع مجموعات أجنبية ، تغير التركيز إلى تنوع الثقافة داخل منطقة البحر الأبيض المتوسط وفي العلاقة ببقية العالم. \nتتكون المجموعة الإسلامية في المتحف من الخزف والمشغولات المعدنية والمنسوجات والمنمنمات ، ومعظمها من إيران وتركيا. ويشمل أيضًا مجموعات معروفة مثل ما يسمى بمجموعة هانيبال لكِسَر الزجاج. وعلى الرغم من أن السويد لا تقع على حدود أي من الأراضي الإسلامية ، إلا أن هناك العديد من القطع الثقافية في المحفوظات والمكتبات والمتاحف الأخرى تشهد على علاقاتها الدبلوماسية والتجارية مع الدول الإسلامية. وقد تم اختيار أمثلة من هذه المؤسسات لوصف تطور المجموعات الإسلامية في السويد. \nيتم عرض المجموعة الإسلامية في غرفتين يمكن الوصول إليهما من القاعة الرئيسية. كمقدمة ، يتم تصوير طريقة الحياة الإسلامية بأشياء من سياق ديني. ويعرض المعرض نفسه قطعًا أثرية من مناطق وفترات مختلفة ومن مواد مختلفة وفقًا للتقاليد الجمالية. ويقع المعرض بالقرب من مكتشفات من ثقافات البحر الأبيض المتوسط الأخرى ، ويشجع الزوار على فهم العلاقات والتقاليد والتأثيرات.","city":"استوكهولم","address":"Fredsgatan 2 \nBox 16008 \n10321 Stockholm, Sweden","website":"http://www.varldskulturmuseerna.se/medelhavsmuseet/","phone":"+46 010 456 12 00","email":"info@medelhavsmuseet.se"},"6001ff30-e9b6-573e-a38c-5ac23b472e6c":{"name":"متحف سان لويس للفن","description":"المهمة \nيجمع متحف سانت لويس للفنون ويعرض ويفسر ويحفظ الأعمال الفنية عالية الجودة عبر العصور والثقافات ؛ يثقف ويلهم الاكتشاف ويرفع الروح البشرية ؛ ويحافظ على إرث من الإنجاز الفني لشعب سانت لويس والعالم. \nالتاريخ \nتأسس متحف سانت لويس للفنون في عام 1879 ، في ختام عقد شهد إنشاء متاحف فنية في مدن كبرى عبر النصف الشرقي من الولايات المتحدة. وتشهد مجموعات هذا المتحف الشاملة على الأهداف الملهمة والتعليمية التي يتطلع إليها مؤسسها والضرورات الأخلاقية والديمقراطية التي تبناها. وما بدأ كمجموعة من قوالب الجبس المتنوعة ، والطباعة المرسبة الكهربائية electrotype ، وأمثلة أخرى للتصميم الجيد في مختلف الوسائط ، سرعان ما أفسح المجال لمجموعة كبيرة ومتنوعة من الأعمال الفنية الأصلية التي تمتد على مدى خمسة آلاف عام وست قارات. وتضمن جودة مجموعة المتحف واتساع نطاقها اليوم مكانًا لها بين أفضل المؤسسات من نوعها. \n(دليل متحف سانت لويس للفنون للمجموعة)","city":"سان لويس","address":"1 Fine Arts Drive, Forest Park \nSt. Louis, Missouri 63110","website":"http://www.slam.org","phone":"+1 314.721.0072","email":"info@slam.org"},"6440f57d-bc25-5c0f-9b16-443be2f69b2a":{"name":"عهدة عائلة الخليلي - مجموعة الحج وفنون الحج","description":"في سعيه لتقديم رؤية شاملة لفنون العالم الإسلامي بأسره ، ومنذ سبعينيات القرن الماضي ، جمع البروفيسور ناصر د. خليلي Professor Nasser D. Khalili مجموعته من الفن الإسلامي تحت رعاية صندوق عائلة خليلي. مع ما يزيد عن 28000 قطعة توثق نطاق الإنتاج الفني للأراضي الإسلامية على مدى حوالي 1400 عام ، تعد المجموعة الآن من بين الأفضل في العالم وتمثل جيلًا جديدًا من مجموعات الفن الإسلامي. \nتتضمن المجموعة مجموعة رائعة من مخطوطات القرآن الكريم والمخطوطات المصورة ، وتغطية الفنون الزخرفية - الخزف والمنسوجات والزجاج والمعدن والورنيش وكذلك الأختام والعملات المعدنية - تغطية شاملة. \nإن مقتنيات مخطوطات وأوراق القرآن الكريم هي أول ما تم تجميعه بشكل منهجي لتوضيح التاريخ الكامل لإنتاج القرآن ، من حيث المدى الزمني والنطاق الجغرافي - من القرن الثامن إلى القرن العشرين. ومن المغرب الى الصين. حيث تم تجميع تسلسلات مماثلة للرسم والفنون الزخرفية. فعلى سبيل المثال ، يتم تمثيل الزجاج والخزف والأعمال المعدنية في مجموعة كاملة من التقنيات من فترة ما قبل الإسلام وحتى القرن التاسع عشر. \nنال الفن الإسلامي اللاحق نفس المستوى من الاهتمام. حيث تُظهر جملة القطع والمخطوطات المهمة من فترات لاحقة في المجموعة أن الكثير من الأعمال الفنية التي تستحق اهتمامنا على أسس جمالية وتاريخية وفكرية تم إنتاجها في القرنين السابع عشر والثامن عشر والتاسع عشر. والشكل فني مهم آخر لهذه الفترة هو اللكر الإسلامي Islamic lacquer ، ويمثله في المجموعة أكثر من 500 مثال. \nكتالوك المجموعة عبارة عن سلسلة غير مسبوقة من 27 مجلدًا ، تم نشر العديد منها الآن ، وعند اكتمالها ستشكل مسحًا فريدًا للمجال حتى الآن. إن الدراسات في مجموعة الخليلي هي سلسلة ثانية من المنشورات المتعلقة بمجموعة الفن الإسلامي ، وتقدم تحليلاً أكثر تفصيلاً لبعض الأشياء. \nمجموعة الحج وفنون الحج \nمنذ حوالي 40 عامًا ، وتحت رعاية صندوق عائلة الخليلي ، شارك البروفيسور ناصر د. خليلي بنشاط في تجميع مجموعة بارزة من الأشياء المتعلقة بالحج ، وهو الركن الخامس للإسلام والذي يفسح المجال للفن والتعبير. بأكثر من 3000 قطعة ، تعد مجموعة الحج وفنون الحج الآن واحدة من أكبر وأهم مجموعة من نوعها وتتضمن أشياء رئيسية ، والعديد منها فريد من نوعه. \nتتراوح القطع الأثرية من القرن الثامن إلى القرن العشرين وجغرافيًا من الصين والهند في الشرق إلى المغرب والمملكة المتحدة في الغرب. وهي تشمل حوالي 250 قطعة من المنسوجات المنسوجة والمطرزة المصنوعة للحرمين الشريفين في مكة المكرمة والمدينة المنورة ، وسبعة أغلفة للمحامل mahmals المصرية والسورية ، ومصاحف ، ومخطوطات مصورة ، وأدوات علمية ، وعملات معدنية ، ولوحات ، وكتب نادرة ، ومطبوعات ، وصور فوتوغرافية ، وبطاقات بريدية. ، بالإضافة إلى مواد أرشيفية مهمة وبعض الوثائق التاريخية الفريدة. \nنظرًا لحجمها وتنوعها ، تقدم المجموعة نظرة عامة شاملة عن الحج ، توضح الجوانب الدينية والروحية والثقافية والفنية للحج إلى مدن الإسلام المقدسة والطبيعة العالمية للحج. \nمنذ عدة سنوات ، خضعت المادة لبرنامج شامل للحفظ سيكتمل قريبًا ، كما أن البحث في التحضير لنشرها في عدد من المجلدات متقدم بشكل جيد. ستشمل المجلدات مساهمات من عدد من العلماء الدوليين الذين هم خبراء بارزون في العديد من التخصصات التي يثيرها هذا الموضوع.","city":"لندن","website":"http://www.khalilicollections.org","email":"info@nourhouse.com"},"6da08597-8da7-5d02-a911-09a5273c1265":{"name":"Further Associated Museums","description":"**Museum of National Antiquities (Historiska Museet)** \nBox 5428 \nNarvavägen 13–17 \n114 84 Stockholm \nTel.: +46 8 51955600 \n[www.historiska.se](http://www.historiska.se) \n \n**Museum of Ethnography (Etnografiska museet)** \nDjurgårdsbrunnsvägen 34, \nBox 27140, \n102 52 Stockholm \nTel.: +46 010 4561299 \n[www.varldskulturmuseerna.se/etnografiskamuseet/](http://www.varldskulturmuseerna.se/etnografiskamuseet/) \n \n**National Museum of Fine Arts (Nationalmuseum)** \nBox 16176 \n103 24 Stockholm \nAddress for visitors: Södra Blasieholmshamnen \nTel.: +46 8 51954300 \n[www.nationalmuseum.se](http://www.nationalmuseum.se) \n \n**Royal Coin Cabinet (Kungl. Myntkabinettet)** \nSlottsbacken 6, \nBox 5428 \n114 84 Stockholm \nTel.: +46 8 51955300 \n[www.myntkabinettet.se](http://www.myntkabinettet.se) \n \n**Royal Armoury (Livrustkammaren)** \nSlottsbacken 3, \n111 30 Stockholm \nTel: +46 8 4023000 \n[www.lrk.lsh.se](http://www.lrk.lsh.se) \n \n**National Maritime Museum (Sjöhistoriska museet)** \nBox 27131 \n102 52 Stockholm \nAddress for visitors: Djurgårdsbrunnsvägen 24 \nTel.: +46 8 51954900 \n[www.sjohistoriska.se](http://www.sjohistoriska.se) \n \n**Army Museum (Armémuseum)** \nBox 14095, \n104 41 Stockholm \nAddress for visitors: Riddargatan 13 \nTel.: +46 8 51956310 \n[www.sfhm.se](http://www.sfhm.se) \n \n**Swedish National Archives (Riksarkivet)** \nFyrverkarbacken 13, \nBox 12541, \n102 29 Stockholm \nTel: +46 010 4767000 \n[www.riksarkivet.se](http://www.riksarkivet.se) \n \n**Hallwyl Museum (Hallwylska Museet)** \nHamngatan 4, \n111 47 Stockholm \nTel.: +46 8 4023099 \n[http://www.hallwylskamuseet.se](http://www.hallwylskamuseet.se) \n \n**Museum of Cultural History** \nBox 1095 \n221 04 Lund \nAddress for visitors: \nTegnérsplatsen \n223 50 Lund \nTel.: +46 046 350400 \n[www.kulturen.com](http://www.kulturen.com) \n \n**Uppsala University Library** \nBox 510, \n751 20 Uppsala \nAddress for visitors: Carolina Rediviva, Dag Hammarskjölds väg 1 \nTel.: +46 18 4713900 \n[www.ub.uu.se](http://www.ub.uu.se)"},"71715b75-3521-53ee-8c85-91fca0b977d0":{"name":"مجموعات المتاحف الوطنية في اسكتلندا","description":"تم بناء مجموعات المتاحف الوطنية في اسكتلندا (NMS) على مدار أكثر من قرنين. وفي البداية تم الاعتناء بها من قبل مؤسستين منفصلتين ، المتحف الوطني للآثار في اسكتلندا ، مع أصوله في عام 1780 لجمعية الآثار في اسكتلندا ، والمتحف الملكي الاسكتلندي ، الذي تأسس عام 1854 باسم المتحف الصناعي في اسكتلندا. وفي عام 1985 تم دمج هاتين المنظمتين لتشكيل المتاحف الوطنية في اسكتلندا. اليوم ، تعمل NMS في سبعة مواقع. داخل إدنبرة ، تضم NMS المتحف الملكي ، ومتحف اسكتلندا ، ومتحف الحرب الوطنية ، ومركز جرانتون Granton Centre ، وهي منشأة للبحث والتخزين والحفظ. وأبعد من ذلك يقع متحف الطيران ومتحف دار شامبيلي للأزياء Shambellie House Museum of Costume ومتحف الحياة الريفية الاسكتلندية. \nالمجموعات من العالم الإسلامي موجودة إلى حد كبير في المتحف الملكي. وقد بدأت في عام 1854 وربما تكون الآن الأكثر شمولاً خارج لندن حيث يوجد 5000 قطعة فنية تاريخية وإثنوغرافية ذات أهمية وطنية أو دولية ، تم الحصول عليها من خلال التبرعات والوصايا والشراء والعمل الميداني. المجموعات ، التي يعود تاريخها إلى القرن التاسع إلى القرن العشرين ، تشمل الخزف والبلاط والزجاج والمشغولات المعدنية والأسلحة والدروع والآلات الموسيقية واللوحات والورنيش (البرنيق) والمنسوجات والسجاد والملابس والمجوهرات والعملات المعدنية من شمال إفريقيا ومصر والعرب. شبه الجزيرة ، سوريا ، تركيا ، إيران ، أفغانستان وآسيا الوسطى. \nالمجموعات الإيرانية قوية بشكل خاص بسبب اللواء السير روبرت مردوخ سميث Major General Sir Robert Murdoch Smith KCMG (1885-1900 الذي أصبح مديرًا للمتحف في عام 1885 بعد أن عمل مع قسم التلغراف الهندو-أوروبي في بلاد فارس. وقد جمع مجموعة من القطع الأثرية للمتحف ، تعود إلى ما بين القرنين السادس عشر والتاسع عشر. كما أن تركيا ممثلة بشكل جيد بشكل خاص ، من بين أمور أخرى ، بمجموعة ممتازة من خزف إزنيق ، ومجموعة مهمة من قطع الملابس العثمانية القديمة ومجموعة كبيرة من المواد الإثنوغرافية من القرن العشرين من وسط وجنوب شرق تركيا.","city":"إدنبره","address":"Chambers Street, \nEdinburgh EH1 1JF","website":"http://www.nms.ac.uk","phone":"+ 44 (0)300 123 6789","email":"info@nms.ac.uk"},"85fff507-bb71-531b-85a8-f2b6d6324d8e":{"name":"شانغري لا ، مؤسسة دوريس ديوك للفن الإسلامي","description":"بُني فندق Shangri La في هونولولو في هاواي في الفترة من 1936 إلى 1938 ، ويطل على المحيط الهادئ ورأس الماس Diamond Head ويضم مجموعة دوريس ديوك (1912-1993) للفن الإسلامي . ومن بين العديد من المنازل التي سكنتها ديوك ، كان Shangri La هو الوحيد الذي بنته المؤسسة من الألف إلى الياء وملأته من الداخل إلى الخارج. \nيضم المجمع الذي تبلغ مساحته خمسة أفدنة منزلًا تبلغ مساحته 14000 قدم مربع ، وبيت ألعاب ، ومسبحًا ، يتألف من سلسلة من المساحات المتشابكة ، في الداخل والخارج: غرف ، ساحات ، شرفات ، حدائق ، والعديد من المعالم المائية. وأثناء التصميم وبداية البناء ، سافرت ديوك على نطاق واسع في الشرق الأوسط ، حيث قامت بزيارة المعالم التاريخية وزودت المهندس المعماري بصور للزخرفة المعمارية ليتم دمجها في تصميم فندق شانغري لا. كما أنها عينت مجموعات كبيرة مع الحرفيين المعاصرين من الهند والمغرب وإيران وسوريا لإنشاء عناصر فنية ومعمارية ، باستخدام الأشكال والأنماط التقليدية ووسائل التصنيع. \nولما يقرب من 60 عامًا ، استمرت دوريس ديوك في جمع الفن الإسلامي ، لتشكل في النهاية مجموعة من حوالي 2500 قطعة ، العديد منها مدمج في هيكل المنزل. وتشكِّل الألواح الخزفية الإيرانية ، والسقوف المنحوتة والمطلية من المغرب ، والأبواب والنوافذ الجالي Jali (ذات الأشكال الحجرية المثقبة) والمنسوجات والسجاد بيئة معيشية للفن الإسلامي والتزيين المعماري. \nتم تمثيل القرون اللاحقة من الإنتاج (من 1600 إلى 1940) بشكل أفضل ، وتم تفضيل الخزف والمشغولات المعدنية والخشب والزجاج والمنسوجات على فنون الكتاب والأعمال على الورق. وتتراوح المجموعة من عناصر ذات جودة فنية عالية ، بما في ذلك أعمال البلاط الفارسي في العصور الوسطى والديكورات الداخلية المطلية من دمشق في القرنين الثامن عشر والتاسع عشر ، إلى الأشياء الإثنوغرافية مثل السروج الجلدية والخيمة ذات الطراز البدوي ، مما يعكس إحساس الدوق الواسع والشامل بالجمال. \nاليوم ، تشتهر Shangri La على المستوى الوطني بقيمتها الفنية العالية وكواحدة من أكثر منازل هاواي أهمية من الناحية المعمارية. وإنه مفتوح للجمهور للجولات المصحوبة بمرشدين والبرامج التعليمية مثل المحاضرات والعروض والندوات العرضية. تدعم Shangri La أيضًا الإقامات للفنانين المعاصرين والباحثين الباحثين عن الفن الإسلامي.","city":"هونولولو","address":"4055 Papu Circle \nHonolulu, HI 96816","website":"http://www.shangrilahawaii.org/","phone":"(808) 734-1941","email":"shangrilahawaii@ddcf.org"},"95483cda-d367-5af3-ad0e-2779b97409cb":{"name":"دار الآثار الإسلامية","description":"دار الآثار الإسلامية (DAI) هي منظمة ثقافية قائمة على مجموعة فنية كويتية خاصة يملكها الشيخ ناصر صباح الأحمد الصباح ، مؤسس مجموعة الصباح وزوجته ، مدير عام DAI وشريكته المؤسسة الشيخة حصة صباح السالم الصباح. \nتم إنشاء DAI في عام 1983 لإدارة مجموعة الصباح ، وهي مجموعة مرموقة من الفن الإسلامي على سبيل الإعارة الدائمة لدولة الكويت تحت رعاية المجلس الوطني للثقافة والفنون والآداب. وترعى المجموعة جميع جوانب الفن الإسلامي وتعرضها ، وتضم أكثر من 20000 قطعة تمتد من إسبانيا إلى الصين ، من القرن الأول إلى القرن الثالث عشر الهجري / السابع حتى التاسع عشر الميلادي. \nومنذ إنشائها ، نمت DAI من منظمة ذات اعتماد فردي إلى منظمة ثقافية معترف بها دوليًا. وتشمل الأنشطة الرئيسية DAI ما يلي: \n• موسم ثقافي سنوي (محاضرات ، حفلات موسيقية ، منتدى ، ورش عمل ، برنامج للأطفال ، مجلة / نشرة ربع سنوية ، رسالة إخبارية ربع سنوية ، حملات ثقافية) \n• معارض متنقلة وقروض \n• برامج التدريب على التعامل مع الآثار \n• مشاريع البحث والتنقيب \nومع وجود مكتبة عالية التخصص ، تشارك DAI أيضًا في نشر الكتب العلمية حول الفن والثقافة الإسلامية. \nبينما يجري تنفيذ مشروع إعادة تأهيل مباني DAI في متحف الكويت الوطني ، فإن المركز الثقافي الأمريكي هو المقر المؤقت لـ DAI. ويعد المركز الثقافي الأمريكي (Amricani Cultural Centre) هو الموقع المؤقت لمعظم أنشطة وفعاليات المنظمة ، بما في ذلك المعارض المحلية المؤقتة وأحداث الموسم الثقافي لـ DAI.","city":"الكويت","address":"Dar al-Athar al-Islamiyyah \nAmricani Cultural Centre \nP.O. BOX: 23996 Safat 13100 Kuwait","website":"https://daralatharalislamiyyah.com/en/home-page-en/","phone":"+965 2240 0992","email":"info@darmuseumkw.org"},"a05b0a22-d90a-5e08-85e3-53fd66868e26":{"name":"متحف الفن الإسلامي","description":"متحف الفن الإسلامي (MIA) هو مشروع رائد يسلط الضوء على الرؤية الثقافية لدولة قطر ، سواء في المنطقة أو في جميع أنحاء العالم. في ظل الرؤية الإرشادية لسعادة الشيخ حمد بن خليفة آل ثاني ، حيث يعتبر المشروع حجر الأساس لدولة قطر في تأسيسها كعاصمة عالمية للثقافة. \nتم تصميم المتحف الذي تبلغ مساحته 35500 متر مربع من قبل I.M. Pei ، وهو مستوحى من القرن الثالث عشر لسبيل (نافورة الوضوء) لمسجد أحمد بن طولون في القرن التاسع في القاهرة. ويتألف المتحف من مبنى رئيسي من خمسة طوابق وجناح تعليمي من طابقين متصل عبر فناء النافورة. وتشكل المستويات الزاويّة للمبنى الرئيسي قممًا صاعدة ترتفع حول الفناء. وفي الداخل ، تكشف قبة تحجب النظر من الخارج بجدران برج مركزي. وترتفع نافذة على الجانب الشمالي من المبنى إلى ارتفاع 54 مترًا ، مما يوفر مناظر رائعة من جميع الطوابق الخمسة. ويحتوي الطابق الأرضي على مساحة معرض مؤقتة للتجول في المعارض الدولية والمقهى ومتجر الهدايا وخدمات المعلومات. وقد تم تأسيس المعرض الدائم للمتحف على طابقين من صالات العرض التي صممتها الشركة الفرنسية Jean-Michel Wilmotte & Associés. ويحتوي الطابق الرابع على صالات عرض مؤقتة تعرض الموضوعات البحثية لموظفي المتحف ، باستخدام عناصر إما لم تظهر في صالات العرض الدائمة أو بمعلومات جديدة لرؤيتها بطريقة جديدة. \nنظرة عامة على المجموعات \nيضم متحف الفن الإسلامي قطعًا أثرية تسلط الضوء على الإنجازات الإبداعية لأغنى ثقافات العالم الإسلامي والتي تمتد لما يقرب من ألف عام. وتمثل المجموعة التشكيلة الكاملة للفن الإسلامي من جميع الوسائط ، من المخطوطات إلى السيراميك والمشغولات المعدنية والزجاج والحجر والعاج والمنسوجات والخشب والأحجار الكريمة والمجوهرات. \nالمعرض الدائم ذو 850 قطعة أثرية لقي تقريبا نظرة ثاقبة على الفن المتنوع في العالم الإسلامي. وقد تم تخصيص طابقين لاستكشاف العصور التاريخية وتفسير موضوعات الفن الإسلامي والثقافة المادية ، من القرن الثامن إلى أعتاب القرن التاسع عشر. \nويحتوي متحف الفن الإسلامي أيضًا على آلاف القطع الأخرى ، بعضها مجهز للعرض في العروض المستقبلية والبعض الآخر يوفر موردًا للتعليم والبحث. \nتشمل أبرز مقتنيات المجموعة: مجموعة مميزة من السجاد والمنسوجات ، ومجموعة من الأعمال المعدنية الأيوبية والمملوكية والزجاج المطلي بالمينا ، ومجموعة بارزة مرتبطة بصناعة الخزف القديمة ، ومجموعة شاملة من الأسطرلابات والأدوات العلمية ، وروائع المجوهرات المغولية ، والمخطوطات النادرة والمنمنمات. \nدائرة التربية والمعلومات \nالهدف الرئيسي لهذا القسم هو تأمين المواد والبرامج وورش العمل التي من شأنها إشراك الجمهور ، مما يسمح لهم باستكشاف العالم من خلال الفن الإسلامي ، وتعزيز ثقافة التعلم في جو من المعرفة والترفيه. \nقسم التنظيم \nيلتزم قسم الأمناء المدربين دوليًا بدراسة وتوثيق ونشر مجموعة متحف الفن الإسلامي وإبراز متحف الفن الإسلامي كمركز عالمي للبحث العلمي. \nقسم الترميم \nمن المقرر أن يصبح مركز خدمة إقليميًا رائدًا للمتاحف ، ويلتزم القسم بترميم المجموعة والحفاظ عليها ورعايتها من خلال تطبيق الأساليب العلمية المبتكرة. \nشراكات دولية \nيلتزم متحف الفن الإسلامي ببناء شبكة من الشراكات في جميع أنحاء العالم ويتيح للمعاهد والمتاحف الوصول الجماعي إلى المعلومات والأبحاث والصور. ويتمتع المتحف بعلاقات قوية مع العديد من المتاحف والمجموعات ذات المستوى العالمي ، بما في ذلك متحف اللوفر في فرنسا ، المتحف البريطاني في المملكة المتحدة ، متحف فيكتوريا وألبرت في المملكة المتحدة ، متحف متروبوليتان للفنون في الولايات المتحدة الأمريكية ، متحف الفن الإسلامي في ألمانيا ، مجموعة الصباح في الكويت ، كولبنكيان في البرتغال ، والمتحف الوطني للآثار والفنون الإسلامية في الجزائر.","city":"الدوحة","address":"Museum of Islamic Art roundabout, the Corniche \nPostal Address: P.O. Box 2777 \nDoha, Qatar","website":"http://mia.org.qa/","phone":"+974 4422 4444","email":"infomia@qma.org.qa; educationmia@qma.org.qa; librarymia@qma.org.qa"},"b01aedf8-4844-5526-8c45-e7dc4bd7a559":{"name":"متحف الشارقة للحضارة الإسلامية","description":"يهدف متحف الشارقة للحضارة الإسلامية إلى عرض مقتنيات المتحف وتعريفها وإجراء الأبحاث عليها وتطويرها بهدف تشجيع الجمهور من سكان الشارقة وزوارها على طلب المعرفة وتقدير الفن الإسلامي والاستمتاع بالتاريخ والعلوم والثقافة الإسلامية. \n \nتم افتتاح الصرح الرائع الذي يحوي بداخله متحف الشارقة للحضارة الإسلامية بدايةً عام 1987 وعُرف باسم سوق المجرة والذي سرعان ما أصبح أحد معالم الشارقة بين أهالي الشارقة وزوارها من السائحين. يعتبر هذا الصرح الثاني من نوعه في منطقة الخليج بعد إنشاء السوق \"الجديد\" أو \" المركزي\" في الشارقة عام 1977. وقد تميز ذلك البناء بالزخارف العربية الإسلامية. تم تجديد هذا البناء مع الحفاظ على روح الهندسة المعمارية الرائعة والتصاميم الخلابة وأُعيد افتتاحه عام 2008 ليكون مقراً لمتحف الشارقة للحضارة الإسلامية. يتجلى جمال تصميم هذا البناء في القبة الذهبية التي تتوسطه والمزخرفة من الداخل بالفسيفساء المركب مصورة للسماء ليلاً وما بها من بروج. \n \nبعد تحول السوق إلى مقر ثقافي متقدم، تجاوز عدد محتويات متحف الشارقة للفنون والثقافة الإسلامية أكثر من خمسة آلاف قطعة إسلامية فريدة من جميع أرجاء العالم الإسلامي، مرتبة بحسب موضوعاتها في سبعة أروقة فسيحة ومساحات عرض. \n \nفي الطابق الأرضي يمكنك زيارة قاعة أبو بكر للعقيدة الإسلامية، وقاعة ابن الهيثم للعلوم والتكنولوجيا، وعرض المسكوكات الإسلامية، وقاعة المجرة للمعارض المؤقتة المقرر لها أن تستوعب معارض دورية تتميز بالطابع العالمي. \n \nالطابق الأول من متحف الشارقة للحضارة الإسلامية مخصص كلية للفن الإسلامي. أربع صالات عرض فسيحة تدعو الزائر إلى أخذ جولة من الاستكشاف الفني تبدأ من مطلع الإسلام إلى الأوقات المعاصرة. استهلّ زيارتك بالعرض المسموع والمرئي المتقدم. ثمّ تمتع بالصور المذهلة من جميع أرجاء العالم الإسلامي وتعرف إلى إنجازات الفنانين والخطاطين.","city":"الشارقة","address":"Sharjah Museum of Islamic Civilisation, Corniche Road, Al Majarrah Area, Sharjah. \nPostal address: P.O.BOX 39939, Sharjah.","website":"https://www.sharjahmuseums.ae/","phone":"+97165655455","email":"info@islamicmuseum.ae"},"b43ae2c6-2060-5819-bd1c-dd9ca66b9f11":{"name":"متحف مقاطعة لوس أنجلوس للفنون (LACMA)","description":"يعد متحف مقاطعة لوس أنجلوس للفنون (LACMA) ، الذي يضم 100000 قطعة أثرية يعود تاريخها إلى العصور القديمة وحتى الوقت الحاضر ، أكبر متحف فني في غرب الولايات المتحدة. وهو متحف ذو مكانة دولية بالإضافة إلى جزء حيوي من جنوب كاليفورنيا ، وتشارك LACMA مجموعاتها الضخمة من خلال المعارض والبرامج العامة ومرافق البحث التي تجذب ما يقرب من مليون زائر سنويًا. \nيقع مجمع LACMA المكون من سبعة مبانٍ على مساحة عشرين فدانًا في قلب لوس أنجلوس ، في منتصف الطريق بين المحيط ووسط المدينة. وخضع الحرم لعملية توسعة وتجديد لمدة عشر سنوات تُعرف باسم التحويل Transformation وصُمم بواسطة ورشة عمل Renzo Piano Building Workshop. \nتشمل مجموعات LACMA العالم الجغرافي وتاريخ الفن بأكمله تقريبًا. ويضم المتحف مجموعة مهمة للغاية من الفن الإسلامي. وهذه الفنون المتنوعة على نطاق واسع ، من منطقة تمتد من جنوب إسبانيا إلى آسيا الوسطى ، تتبع الخيال البصري المميز للفنانين الإسلاميين على مدى أربعة عشر قرنا. وتتكون المجموعة من أكثر من 1700 عمل ، منها حوالي 150 مثال معروض ؛ وتشمل هذه الخزفيات المزججة ، والأعمال المعدنية المرصعة ، والزجاج المطلي بالمينا ، والخشب المنحوت والحجر ، والرسوم التوضيحية للمخطوطات ، والتذهيب ، والخط. وإن نقاط القوة الخاصة في المجموعة هي الفخار والبلاط المصقول من إيران وتركيا ؛ الزجاج ، خاصة من أواخر القرن السابع إلى منتصف القرن الثالث عشر ؛ والفنون الفارسية والتركية للكتاب. \nبدأ المتحف في التركيز بجدية على الفن الإسلامي في عام 1973 ، من خلال اقتناء مجموعة Nasli M. Heeramaneck ، وهي الهدية الكريمة من Joan Palevsky. على الرغم من أن مجموعة هيرامانيك Heeramaneck تشكل نواة المقتنيات الإسلامية ، فقد تطور تركيز ونطاق المجموعة بشكل كبير منذ عام 1973. وقد حدثت إضافتان مهمتان ، كلاهما هديتان ، في الثمانينيات. في عام 1985 ، ترك الجامع الشهير إدوين بيني الثالث Edwin Binney, 3rd ، أكثر من مائة عمل ، ولا سيما أمثلة على فنون الكتاب والخزف في الفترة العثمانية. وقد تم تسليم ما يقرب من خمسين قطعة زجاجية ، بشكل أساسي من الفترة الإسلامية المبكرة ، من مجموعة هانز وفاريا كون Hans and Varya Cohn's الرائعة إلى المتحف في عام 1988. وقد تم زيادة المجموعة بشكل أكبر على مدى العقدين الماضيين من خلال الهدايا والشراء ، وأبرزها اقتناء تم عام 2002 من مجموعة المدينة للفنون الإسلامية ، التي أصبحت ممكنة إلى حد كبير بفضل هدية سخية من المتبرع والوصي منذ فترة طويلة في LACMA كاميلا تشاندلر فروست Hans and Varya Cohn's . وقد أدت إضافة المجموعات الأخيرة إلى تكوين اهتمام دولي جديد بلوس أنجلوس وبـ LACMA.","city":"لوس أنجلوس","address":"5905 Wilshire Boulevard \nLos Angeles, CA 90036","website":"http://www.lacma.org/","phone":"323 857 6000","email":"publicinfo@lacma.org"},"c4647cf3-9e83-5e5e-9a5b-4af7ed883bb1":{"name":"متحف بودان وفارفارا خنينكو الوطني للفنون","description":"يحتفظ متحف بوهدان وفارفارا خانينكو Bohdan and Varvara Khanenko الوطني للفنون (متحف خانينكو) بالمجموعة الوطنية الرئيسية للفنون العالمية في أوكرانيا.وقد تم تأسيسه في عام 1919 على أساس مجموعة خاصة غنية من الأعمال الفنية والآثار من قبل اثنين من هواة الفن الأوكرانيين المتميزين وجامعي الأعمال الخيرية وفاعلي الخير بوهدان وفارفارا خانينكو. ويعد القصر التاريخي الخاص في Khanenkos ، الذي تم بناؤه في أواخر ثمانينيات القرن التاسع عشر ، موضوعًا مثيرًا للاهتمام وفائق الروعة نظرًا لتصميماته الداخلية الرائعة. \nيضم المتحف اليوم أكثر من 25000 عمل للرسم والنحت والمطبوعات بالإضافة إلى أنواع مختلفة من الفنون التطبيقية في أوروبا (القرنين الرابع عشر والتاسع عشر) وآسيا الغربية والوسطى والشرقية (القرن الثالث قبل الميلاد - القرن العشرين) والعالم القديم (الألفية الرابعة قبل الميلاد - القرن الرابع قبل الميلاد). وتعد القطع النادرة المشهورة عالميًا ، وهي أقدم أربع أيقونات بيزنطية من \"سيناء\" “Sinai” من القرنين السادس والسابع ، جزءًا مهمًا من مجموعة المتحف ومعروضاته. \nتبلغ مساحة المعرض الدائم للمتحف حوالي 1300 متر مربع. وهناك أيضًا صالتان للمعارض المؤقتة بمساحة إجمالية قدرها 150 مترًا مربعًا تستضيف مشاريع فنية للمتاحف الأوكرانية والدولية. ويخطط المتحف في السنوات القادمة لتوسيع مناطق المعارض والتعليمية والإيداع من خلال إضافة مبنى معاصر جديد في الفناء. \nلكونه المؤسسة الأوكرانية الرائدة للتعليم غير الرسمي ، فإن متحف خانينكو يقدم مجموعة واسعة من البرامج للبالغين والشباب والأطفال والزائرين ذوي الإعاقة. ويجري حاليًا تطوير موقع متحف رسمي جديد يسهل الوصول إليه باللغتين الأوكرانية والإنجليزية ، ليتم إطلاقه في نوفمبر 2019.","city":"كييف","address":"Tereshchenkivska Street 15-17 \n01004","website":"https://www.khanenkomuseum.kiev.ua/en/main","phone":"+38044 2350206"},"d077cb9e-6c63-5943-b0b0-ef3de9ccf2af":{"name":"عهدة عائلة خليلي - مجموعة ناصر د. خليلي للفن الإسلامي","description":"في سعيه لتقديم رؤية شاملة لفنون العالم الإسلامي بأسره ، ومنذ سبعينيات القرن الماضي ، جمع البروفيسور ناصر د. خليلي مجموعته من الفن الإسلامي تحت رعاية صندوق عائلة خليلي. مع ما يزيد عن 28000 قطعة توثق نطاق الإنتاج الفني للأراضي الإسلامية على مدى حوالي 1400 عام ، تعد المجموعة الآن من بين الأفضل في العالم وتمثل جيلًا جديدًا من مجموعات الفن الإسلامي. \nتتضمن المجموعة مجموعة رائعة من مخطوطات القرآن الكريم والمخطوطات المصورة ، وتغطية الفنون الزخرفية - الخزف والمنسوجات والزجاج والمعدن والورنيش وكذلك الأختام والعملات المعدنية - تغطية شاملة. \nإن مقتنيات مخطوطات وأوراق القرآن الكريم هي أول ما تم تجميعه بشكل منهجي لتوضيح التاريخ الكامل لإنتاج القرآن ، من حيث المدى الزمني والنطاق الجغرافي - من القرن الثامن إلى القرن العشرين. ومن المغرب الى الصين. تم تجميع تسلسلات مماثلة للرسم والفنون الزخرفية. على سبيل المثال ، يتم تمثيل الزجاج والخزف والأعمال المعدنية في مجموعة كاملة من التقنيات من فترة ما قبل الإسلام وحتى القرن التاسع عشر. \nنال الفن الإسلامي اللاحق نفس المستوى من الاهتمام. تُظهر جملة القطع والمخطوطات المهمة من فترات لاحقة في المجموعة أن الكثير من الأعمال الفنية التي تستحق اهتمامنا على أسس جمالية وتاريخية وفكرية تم إنتاجها في القرنين السابع عشر والثامن عشر والتاسع عشر. شكل فني مهم آخر لهذه الفترة هو الورنيش الإسلامي ، ويمثله في المجموعة أكثر من 500 مثال. \nكتالوك المجموعة عبارة عن سلسلة غير مسبوقة من 27 مجلدًا ، تم نشر العديد منها الآن ، وعند اكتمالها ستشكل مسحًا فريدًا للمجال حتى الآن. دراسات في مجموعة الخليلي هي سلسلة ثانية من المنشورات المتعلقة بمجموعة الفن الإسلامي ، وتقدم تحليلاً أكثر تفصيلاً لبعض الأشياء.","city":"لندن","website":"http://www.khalilicollections.org","email":"info@nourhouse.com"},"d2b9c791-32d7-590a-9a1b-3f6766d360d6":{"name":"متحف الشيخ فيصل بن قاسم ال ثاني","description":"تأسس متحف الشيخ فيصل بن قاسم آل ثاني عام 1998. على يد صاحبه الشيخ فيصل فهو من بنات أفكار سعادته ونتاج شغفه الدائم بجمع القطع الفنية من كل أنحاء العالم سواء كانت قطعاً غريبة أو ذات أهمية تاريخية. \n \nيتميز المتحف الذي يتمتع بتنوع عالمي بضم أكثر من 30,000 قطعة من مختلف الأزمنة والثقافات، ويمثل بالمعنى الحقيقي نسخة حديثة من \"صندوق الفضول\"، خزانة العجائب التاريخية التي تعود إلى عصر النهضة. \nالمجموعة المعروضة في أكثر من 30 قاعة بالمتحف تتميز بالتنوع من العصور البدائية حتى الوقت الحاضر، وتشمل الفن الإسلامي والتراث القطري والسجاد والأسلحة والمركبات والمجوهرات والعملات المعدنية وغيرهما. كما تتضمن أبرز القاعات في المتحف بيتًا سوريًا مُعاد تشييده وغرفة القرآن. تجسد القطع المعروضة ثقافة الفن الإسلامي وتقاليده الواسعة من جنوب أوروبا وشمال أفريقيا والشرق الأوسط حتى جنوب آسيا. تقديم الأعمال بطريقة موضوعية يسلط الضوء على التشابه بين الأشكال الفنية والتعبيرات الثقافية والتفاعل المتبادل بين المجتمعات. \n \nلا يُعتبر المتحف مجرد مجموعة قطع فنية. فمنذ بناء المتحف الرئيسي في الشحانية عام 1998 باستخدام الحجر المحلي على هيئة حصن بأبراج تقليدية، يسعى متحف الشيخ فيصل بن قاسم إلى إبراز التراث القطري ومشاركته عالمياً، مع إنشاء متحف السجاد في قلب الدوحة عام 2014 وافتتاح متحف السيارات، يهدف مجمع متاحف الشيخ فيصل بن قاسم آل ثاني إلى إلهام الناس على التفاعل مع التراث الثقافي من خلال مشاركة القصص من قريب وبعيد. أيضا يسعى إلى تعزيز الحوار بين الثقافات من خلال المعارض والبرامج التعليمية والبرامج العامة، سواء محلياً أو دولياً. \n \nفي عام 2010، تم اختيار المتحف من قبل وزارة الثقافة والفنون والتراث في قطر كواحد من المعالم الثقافية الهامة ضمن عام \"الدوحة عاصمة الأنشطة الثقافية 2010\".","city":"الدوحة","address":"Zone 80, Street 9999 Building No. 365, Al Samariya \nAl Shahaniya, Doha Qatar \nP.O. 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في سبعينيات القرن التاسع عشر. وعلى الرغم من أن العديد من هذه التبرعات هي تبرعات خاصة ، فقد تم شراء بعضها بواسطة خدمة المتحف. وتوجد المجموعات الإسلامية بشكل أساسي في مجموعة Burrell ، ومتحف St. Mungo للحياة الدينية والفنون ، ومركز موارد متاحف غلاسكو ، ومتحف ومعرض فنون Kelvingrove. \nتكمن القوة الرئيسية للمجموعات الإسلامية في التبرع الكبير للسير ويليام بوريل Sir William Burrell وزوجته ، اللذين أهديا مجموعتهما الضخمة والمتنوعة إلى غلاسكو في عام 1944. وهي تشمل الخزف والسجاد الإيراني والمغولي الهندي والمنسوجات والمطرزات التركية والأوزبكية ، والقطع البراقة للمساجد الإسبانية Hispano-Moresque lustrewares. وتشمل المجموعات الإسلامية الأخرى لمتاحف جلاسكو قطعًا من موغال الهند ، والقطع الفاطمية والمملوكية مصر وسوريا ، الشرق الأوسط العثماني ، وقطع القرن التاسع عشر البربرية والعربية من شمال أفريقيا. بالإضافة إلى كل ما سبق ، تهتم متاحف جلاسكو بتطوير مجموعاتها الإسلامية المعاصرة من خلال الترحيب بالتبرعات للفنون والحرف الإسلامية الحديثة ، فضلاً عن تعزيز المجالات الأخرى ضمن مجموعاتها الإسلامية.","city":"غلاسكو","address":"The Burrell Collection \nPollok Country Park \n2060 Pollokshaws Road \nG43 1AT \nGlasgow, United Kingdom","website":"http://www.glasgowlife.org.uk/","phone":"+44 141 2872550"},"de2dbebd-e2b6-5434-b061-c35adc183958":{"name":"متحف الوداية (المتحف الوطني للمجوهرات)","description":"عرض تاريخي \nتأسس متحف الوداية عام 1915 ، جنبًا إلى جنب مع متحف البطحاء في فاس ، ويشكل أحد أقدم مؤسسات المتاحف العامة في المغرب ، ويضم واحدة من أهم مجموعات المتاحف داخل البلاد. \nوهو مكان ذو أهمية كبيرة في تاريخ المغرب ، حيث كانت قصبة الوداية في الأصل حصنًا بناه حكام المناطق المرابطية (القرن العاشر إلى الثاني عشر) على جرف يطل على مصب أبي رقراق. وفي عهد الموحدين اللاحقين ، أعاد الحاكم عبد المؤمن تطوير الحصن إلى مقر إقامة أميري مع دعم دفاعي خدم احتياجات غزو شبه الجزيرة الأيبيرية في القرن الثاني عشر. وفي عام 1609 ، طرد فيليب الثاني ملك إسبانيا ما يقرب من مليون موريسكي ، وهو مصطلح يطلق على أحفاد المسلمين الذين عاشوا تحت الحكم المسيحي. وقد أدى ذلك إلى قيام مجموعة من 2000 مسلم أيبيري ، تعرف باسم هورناتشروس Hornacheros ، بالاستقرار في القصبة وإنشاء جمهورية مستقلة تحافظ على نفسها من خلال قرصنة البحر الأبيض المتوسط. وانتهى هذا التاريخ المضطرب لمصب أبي رقراق مع الحاكم العلوي سيدي محمد بن عبد الله (1757-1789). في معرض تاريخها ، خضعت قصبة الوداية لأعمال بناء كبيرة ، بما في ذلك تطوير الباب الكبير ، بوابة الموحدين الضخمة ؛ سور السلطان العلوي مولاي رشيد ؛ والمقر الأميري لمولاي إسماعيل (1672-1727). \nالمتحف \nتم بناء متحف الوداية في عام 1915 في الأجنحة القديمة للسلطان مولاي إسماعيل ، وهو في حد ذاته تحفة معمارية مستلهمة من الأندلس. وقد تم إنشاؤه في البداية من مجموعات خاصة (Libert: الخزف والنحاس الأصفر والأشغال الخشبية ، Besancenot: المجوهرات الفضية) ، وقد تم إثراؤه باستمرار من خلال عمليات الاستحواذ الجديدة. وفي الوقت الحالي ، تعود جميع مجموعات المتحف من المخطوطات والعملات المعدنية والأسطرلاب والأزياء والسجاد والخزائن والأسلحة إلى العصور الإسلامية. \nتحتوي الغرفة الأولى على قطع فضية ومجوهرات من جبال الأطلس الكبير والأطلس المتوسط والأطلس الصغير والصحراء. وتحتوي صالتي البناء على خزف مطلي بالمينا باللون الأزرق ومتعدد الألوان من القرن التاسع عشر وأوائل القرن العشرين. تحتوي المجموعة أيضًا على ملابس تاريخية وإكسسوارات احتفالية ، لا سيما تلك الخاصة بالثقافات الحضرية بالإضافة إلى مجموعة من الحلي الذهبية ذات القيمة الجمالية والتاريخية الكبيرة.","city":"الرباط","address":"Musée National des Bijoux (Ancien musée des Oudayas) \nCasbah des Oudayas \nRabat, Morocco","phone":"+212 537 731537"},"e0396062-330b-5c15-8ec4-2f6f68e8b2c0":{"name":"متحف آغا خان","description":"إن متحف الآغا خان Aga Khan Museum يعرض ويجمع الفن من حضارات إسلامية مهمة تاريخيا وأيضا المجتمعات الإسلامية المعاصرة والشتات حول العالم. \nويملك متحف الآغا خان ثلاثة أمكنة أساسية للمعارض . في الطابق الأول مجموعات العرض وغرفة بيليريف Bellerive مخصصة لعرض مجموعة المتحف الدائمة. \nوفي معرض المجموعات يستمتع الزوار بعرض دوار لحوالي 200 قطعة فريدة من نوعها أصلية تعكس المجال الواسع من الطرز الفنية وتمثل أكثر من عشر ثقافات للتاريخ البشري. وفي غرفة Bellerive يدعى الزوار لاستكشاف مجموعة أخيرة للأمير صدر الدين آغا خان والأميرة كاثرين آغا خان. \nونواة المجموعة الدائمة تمتد عبر منطقة جغرافية واسعة من إسبانيا وشمال أفريقيا في الغرب إلى شرق آسيا والصين في الشرق وقد جمعت من قبل الأمير صدر الدين آغا خان Prince Sadruddin Aga Khan ( 1933- 2003) عم سمو الأمير كريم آغا خان الرابع Prince Karim Aga Khan IV . وقد بدأ الأمير صدر الدين بجمع الأعمال الفنية في 1950s بينما كان يدرس في جامعة هارفارد Harvard University . ومع زوجته الأميرة كاثرين آغا خان Princess Catherine Aga Khan استمر في جمع هذه الأعمال الفنية طيلة حياته. وسمو الأمير آغا خان وعائلته دعمت ووسعت مجموعة الأمير صدر الدين منذ وفاته . واليوم هي تمثل أساس أول متحف في أمريكا الشمالية المخصص حصريا للفنون الإسلامية حيث يتم تعضيده بقطع رائعة من مجموعات خاصة للأمير أمين Prince Amyn وسمو الآغا خان وأيضا المجموعات التي يتم الحصول عليها حديثا والمعروضات الخاصة والقائمة الغنية بالأداء والبرامج العامة. \nفي الطابق الثاني يعرض متحف الآغا خان العديد من المعروضات الخاصة كل عام التي تتميز بأعمال من المتاحف الشريكة الإسلامية والمتاحف الأخرى والأعمال المنفذة 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المتحف على العديد من القطع عن طريق الهبات. وقد تبرع الملك فؤاد الأول . King Fu’ad I بمجموعة قيمة من الأقمشة والموازين والأختام كما فعل الملك فاروق King Farouk والأمير محمد علي Amir Muhammad Ali والأمير يوسف كمال Amir Yusuf Kamal والأمير كمال الدين حسين Amir Kamal al-Din Hussein ويعقوب أرتين باشا Yakub Artin Pasha وعلي إبراهيم باشا Ali Ibrahim Pasha أيضا تبرعوا بمجموعات كاملة. \nوإن المجموعات التي بلغت 7082 قطعة والتي نقلت للبناء الحالي عندما تم تدشين المتحف الحالي في ديسمبر 1903 . وفي عام 1952 فإن اسم المتحف تغير إلى \" متحف الفن الإسلامي\" ‘Museum of Islamic Art’ ليعكس منظور المجموعة : القطع التي انتجت في العالم الإسلامي التي يعود تاريخها إلى بداية العصر الإسلامي (القرن السابع الميلادي) إلى نهاية القرن التاسع عشر.وعدد القطع المسجلة وصل الآن إلى 103,000 قطعة. \nوتتضمن المجموعات مصابيح زجاجية مطلية بالمينا والخزف المصري ومحموعة ندرة من فلاتر أوعية المياه ذت الزخرفة المخرمة من الفخار غير المطلي المعروفة بتصاميمها من الزخرفة بالتربيط . وهناك أيضا مجموعات من المشغولات الخشبية والأقمشة والأحجار ذات النقوش بينما مجموعة السجاد تعتبر واحدة من أعظم المجموعات من هذا النوع. ومجموعات الأجهزة العلمية تظهر المدى الذي أسهمت به الحضارة الإسلامية في العديد من المحالات المختلفة . وهناك أيضا مجموعة استثنائية من الأختام ، الأوزان والمقاييس والعملات من الذهب والفضة والنحاس. \nإن متحف الفن الإسلامي يملك واحدة من المجموعات الأكثر اتساعا وشمولا وتكمل المجموعات الفنية في العالم التي يستمر في تطويرها وتوسيع مجموعاته وتحديث أبنيته ذات 25 صالة ومنشأة وحديقة أثرية.","city":"القاهرة","website":"https://www.miaegypt.org/","phone":"+20 2 2390 1520"},"fea32901-ad4a-5972-8043-fd04f11ab0ee":{"name":"المتحف الإسلامي في ماليزيا","description":"نما الاهتمام بالفن الإسلامي بشكل كبير في السنوات الأخيرة. وانعكاسًا لهذا الإدراك فقد أصبحت ماليزيا في ديسمبر 1998 موطنًا لأكبر متحف للفن الإسلامي في جنوب شرق آسيا. ويحتل المبنى 30 ألف متر مربع ، ويقع وسط المناطق الخضراء المحيطة بحدائق بحيرة كوالا لامبور المركزية. ويضم متحف الفنون الإسلامية في ماليزيا أكثر من عشرة آلاف قطعة أثرية ، بالإضافة إلى مكتبة استثنائية من كتب الفن الإسلامي. وتتراوح القطع الفنية المعروضة من أصغر قطع المجوهرات إلى واحدة من أكبر نماذج المسجد الحرام في العالم. وإن الهدف من هذا هو إنشاء مجموعة تمثل العالم الإسلامي حقًا. حيث بدلاً من التركيز على الأعمال من قلب بلاد فارس والشرق الأوسط ، يركز IAMM أيضًا على آسيا. ويتم تمثيل الصين وجنوب شرق آسيا بشكل خاص.أما العنصر الثالث في بوتقة الانصهار الماليزي فهو الهند ، والتي تم منحها أيضًا مكانة خاصة. وتقع الهند والصين وعالم الملايو في فئة استثنائية. حيث يتم عرض الأجزاء الأخرى من المجموعة وفقًا للنوع بدلاً من الأصول الجغرافية في 12 صالة عرض بالمتحف. \nحوَّل عمال البلاط الإيرانيون المدخل على طراز الإيوان إلى بساط حائطي مزخرف خزفي يحيط بآية ترحيبية من القرآن. وعلى السطح ، حوّل هؤلاء الحرفيون تقاليد تشييد القبة في آسيا الوسطى إلى تتويج للمبنى. وأصبحت القباب ذات اللون الفيروزي الآن علامة بارزة في أفق كوالالمبور. \nوداخل المبنى ، تتباين زاوية تصميم القرن الحادي والعشرين مع الأشكال البسيطة والمستديرة للقباب الخمس التي تهيمن على الجزء الداخلي للمتحف. وتعمل هذه المعالم المهيبة ، التي عمل عليها حرفيون من أوزبكستان ، على تكوين أجواء جيدة التهوية وانسجام متناسق. ويتم المحافظة على الانسياب السلس للضوء والحيز في جميع أنحاء صالات العرض وفي مناطق أخرى من المتحف ، مثل المكتبة والمطعم.","city":"كوالا لمبور","address":"Jalan Lembah Perdana \n50480 Kuala Lumpur \nMalaysia","website":"http://www.iamm.org.my","phone":"+603 20927070; +603 22742020","email":"info@iamm.org.my"}}
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{"1232b5a2-7af1-5de4-a332-ff444943f8b0":{"name":"MAK – Österreichisches Museum für angewandte Kunst","description":"Das MAK – Österreichisches Museum für angewandte Kunst / Gegenwartskunst ist eines der großen Museen seiner Art. Das am Stubenring im ersten Wiener Gemeindebezirk beheimatete Haus wurde bereits 1863 als „k.k. Österreichisches Museum für Kunst und Industrie“ gegründet und verfügt heute über eine einzigartige Sammlung von angewandter Kunst, Design, Architektur und Gegenwartskunst. \n \nDie Sammlung des MAK beherbergt europäisches und internationales Kunstgewerbe vom frühen Mittelalter bis in die Gegenwart. Textilien, Keramiken, Gläser, Möbel und Metallarbeiten sowie herausragende Objekte der Wiener Werkstätte und des Jugendstils bilden die Hauptbestände des Hauses. \n \nDarüber hinaus kommt der Sammlung orientalischer Teppiche sowie ostasiatischer Kunst Weltgeltung zu. \n \nUnter den Objekten aus der islamischen Welt ragt die Sammlung der orientalischen Teppiche heraus sowie die weltweit größte Sammlung von Malereien des Hamzanama aus der Zeit von Akbar, dem Großen. Kunstgewerbliche Arbeiten werden in der Sammlung Asien aufbewahrt und umfassen vor allem Objekte aus dem Iran sowie dem Osmanischen Reich.","city":"Wien","address":"Stubenring, 5 \nA-1010 Vienna \nAustria","website":"http://www.mak.at","phone":"+43 1 711 36-248","email":"office@MAK.at"},"89f613d2-8723-5be8-8e46-487f9dae46f4":{"name":"Schweizerisches Nationalmuseum","description":"Unter dem Dach des Schweizerischen Nationalmuseums sind die drei Museen – Landesmuseum Zürich, Château de Prangins und das Forum Schweizer Geschichte Schwyz – sowie das Sammlungszentrum in Affoltern am Albis vereint. Die Museen präsentieren Schweizer Geschichte von den Anfängen bis heute, und erschliessen - auch mit temporären Ausstellungen zu aktuellen Themen - die schweizerischen Identitäten und die Vielfalt der Geschichte und Kultur unseres Landes.","city":"Zurich","address":"Swiss National Museum \nMuseumstrasse, 2 \nP.O. Box 8021 \nZurich \nSwitzerland","website":"http://www.nationalmuseum.ch","phone":"+41 44 218 65 11","email":"info@nationalmuseum.ch"}}
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