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{"ba6e5443-d6c5-5620-916d-366e3adb48bc":{"title":"Al-Raqqa: capitale siriana del califfo Harun al-Rashid","description":"Dopo la morte di al-Rashid nel 192/809 il governo tornò a Baghdad, ma la città di al-Raqqa conservò la sua importanza strategica, essendo situata alle porte dell'impero bizantino e diventò sede del governatore della regione di al-Jazira, fra i fiumi Eufrate e Tigri, nel nord-est siriano e nord-ovest iracheno. Durante il regno del califfo al-Mutasim – il fondatore di Samarra in Iraq – al-Raqqa visse un altro periodo di restauri e di fervente attività edilizia con nuove realizzazioni architettoniche ispirate alle linee e agli schemi decorativi di Samarra. Ad al-Raqqa fiorirono in questo periodo anche le industrie del vetro e delle ceramiche, influenzate dalle ceramiche coeve prodotte a Damasco e in varie città dell'Iraq.","quote":"*'**Ad al-Raqqa fiorirono in questo periodo anche le industrie del vetro e delle ceramiche.'*"},"b3513528-5861-5dfd-a473-0f15c92c8f94":{"title":"La decorazione geometrica sui manufatti di ceramica","description":"Nell'arte ceramica i motivi geometrici derivano spesso dalla stilizzazione di motivi vegetali naturalistici che sono stati schematizzati e geometrizzati nel tempo. Questo processo di astrazione appare molto chiaramente in alcuni piatti e bacili a decorazione geometrico-vegetale radiale: partendo da motivi originariamente naturalistici, come il fiore a petali arrotondati, le forme si evolvono fino a raggiungere la semplicità assoluta di linee radiali che delimitano spazi triangolari.","quote":"'*I motivi naturalistici vengono stilizzati fino a raggiungere la semplicità assoluta'*"},"c5fe097b-ce23-566c-9ba9-78fa3ca5eb00":{"title":"Siria","description":"Le famiglie benestanti di Damasco, ispirate dalla grandiosità della capitale ottomana Istanbul, a sua volta ispirata all'Europa, ammodernarono le loro case secondo la nuova moda ottomana. Ad esempio, gli interni e gli specchi con pesanti decorazioni in oro di Beit Nizam riflettono un gusto per il barocco europeo, mentre i grandi dipinti murali di Beit Baroudi presentano paesaggi urbani internazionali come La Mecca e Medina accanto a Istanbul sul Bosforo, Place de la Concorde a Parigi e gli affluenti di Venezia. I piroscafi e le locomotive appaiono nei dipinti con le parole \"Sham Sheriff\" - \"Onorevole Siria\" che indicano la destinazione finale del treno. L’espressione “Onorevole Siria” deriva dal ruolo della città di Damasco come luogo di raduno per i pellegrini ed è, quindi, simbolo del felice connubio tra Oriente e Occidente, rappresentando l'integrazione e la conservazione del patrimonio culturale.","quote":"“Le famiglie benestanti di Damasco, ispirate dalla grandiosità della capitale ottomana Istanbul, a sua volta ispirata all'Europa, ammodernarono le loro case secondo la nuova moda ottomana.”"},"804d4535-4e46-51c6-8a4c-6dcc2261f2d1":{"title":"L’acqua e la vita quotidiana"},"ed71c8d2-a286-5d34-ad28-4352240ff03d":{"title":"Le attività della popolazione mudéjar","description":"Gli ebanisti e i carpentieri mudéjar erano in grado di affrontare qualunque tipo di lavoro in legno, dai soffitti alla mobilia. Come artefici della *carpintería de lo blanco* ci hanno lasciato una delle creazioni più autentiche dell'arte spagnola: soffitti in legno e porte che, realizzati con legname tagliato a squadra e finemente decorato, mantenevano l'intelaiatura geometrica come base sia della costruzione sia della decorazione. La raffinata maestria nella realizzazione risulta anche dalla perfetta unione tra struttura architettonica e la decorazione.","quote":"*'La raffinata maestria nella realizzazione risulta anche dalla perfetta simbiosi tra la struttura architettonica e la decorazione.'*"},"96e50aab-a868-5824-b376-8cdd7e37d384":{"title":"Arte figurativa","description":"'Nell'arte islamica compaiono sin dalla sua nascita figure umane, uccelli e altri animali e vi permangono continuativamente, raffigurati con diverse tecniche, in diversi periodi e regioni.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nManal BASYOUNI, Aqaba \nGhazi BISHEH Amman \nJens KRÖGER, Berlin \nAida NAGHAWI DODO, Amman \nMohammad NAJJAR, Amman \nSamarah WOROUD, Irbid \n \nCoordination \nGhada AL-YOUSEF, Amman \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Nell'arte islamica compaiono sin dalla sua nascita, figure umane, uccelli e altri animali e vi permangono continuativamente, raffigurati con diverse tecniche, in diversi periodi e regioni. Anche se non predominante come nell'arte del Tardo Antico che l'ha preceduta, l'arte figurativa islamica si esprime in una grande varietà di tecniche (dipinti, bassorilievi e sculture a tutto tondo) e in una grande varietà di materiali come la pietra, il mosaico, gli stucchi, l'avorio, il vetro, le ceramiche, il metallo, il legno, i tessuti, la pelle e su carta. \nEssa copre un ampio raggio di temi sia religiosi (il viaggio mistico del profeta dalla Mecca a Gerusalemme, *Isra*, e la sua ascensione al cielo, *Miraj*), sia profani (scene di vita di corte con musici, danzatori, banchetti e scene di caccia). A differenza dell'arte cristiana, l'arte figurativa islamica non persegue fini religiosi. Anche se l'arte islamica sembra di fatto aver bandito immagini di figure umane e di animali nel suo vocabolario artistico, contrariamente a quanto si possa credere comunemente nel Corano non vi è alcuna proibizione che la metta al bando. Raffigurazioni di uomini e animali erano proibite solo in edifici religiosi come le moschee. \nNel suo periodo di formazione, l'arte islamica figurativa fece propri i repertori mutuati dall'arte classica, tardo antica, bizantina e sasanide. Successivamente furono assimilate altre tradizioni artistiche come quelle originatesi in Asia Centrale, India, Cina ed Europa. Il risultato fu una ricca sintesi di diversi repertori che una volta attuata assunse un carattere tipicamente islamico molto diverso dalle basi di origine.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/figural/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/20/portal_image/1.jpg","display_order":12}}},"a63d73d1-ce20-5a6f-9699-40bef46f5a8e":{"title":"I gioielli: ricchezza, prestigio e protezione esoterica","description":"I gioielli erano presenti in tutta la vita di una donna. Da bambina indossava gioielli che la proteggevano dal malocchio. Quando veniva chiesta in sposa riceveva dai genitori, oltre alla dote, gioielli di famiglia. Il fidanzato, da parte sua, le regalava gioielli e preziosi in modo che il giorno del matrimonio potesse apparire sul luogo della celebrazione con i suoi ornamenti più belli.","quote":"*'Patrimonio inalienabile di una donna'*."},"566203f6-e2ac-5a67-8b5e-89d63a01d16e":{"title":"Le donne musulmane mecenati","description":"Influenti donne musulmane si impegnarono in opere caritatevoli e fecero beneficenza. Dato che la legge islamica sancisce chiaramente i diritti delle donne in termini di entrate ed eredità, molte poterono operare sulla base di consistenti fondi stanziati per il loro uso personale. Esse svolsero un ruolo vitale nel consolidamento della società islamica, facilitando la solidarietà fra le varie classi sociali. Molte commissionarono moschee ed altri edifici pubblici, così in Marocco le sorelle al-Fihri fecero costruire sia la Moschea Qarawiyin sia la Moschea degli Andalusi a Fez durante il III / IX secolo. In Turchia Nilüfer Hatun, madre del sultano Murat I, fece costruire un edificio religioso a Iznik nel 789 / 1388, mentre la madre del sultano Abdülaziz commissionò il complesso della Moschea di Pertevniyal ad Istanbul nel 1288 / 1871, che comprende anche un santuario, una fontana, una scuola ed una biblioteca.","quote":"*'Influenti donne musulmane si impegnarono in opere caritatevoli e fecero beneficenza.'*"},"7f42af49-7560-50da-88eb-23e32df201f3":{"title":"La ricerca del Baraka – Il pellegrinaggio a Gerusalemme e in Palestina","description":"Anche se la meta principale del pellegrinaggio è costituita dalle città sante della Mecca e di Medina, la Palestina, e in particolare Gerusalemme, sono sempre state molto visitate dai pellegrini. Gerusalemme (al-Quds) è considerata la terza città santa dell'Islam. Allah stesso nel Corano benedice la città e la nomina prima *qibla* dell'Islam, facendo sì che fosse Gerusalemme e non la Mecca a divenire punto di riferimento spirituale e geografico nei primi anni dell'Islam.","quote":"*'La Palestina e in particolare Gerusalemme sono sempre state molto visitate dai pellegrini.'*"},"fad5c96e-5e8e-5b67-81cc-5c34e034bb09":{"title":"Le donne musulmane nelle professioni, nell’artigianato e nelle arti","description":"A livello più pratico le donne musulmane erano anche impegnate in varie attività artigianali, come il produrre vasellame per uso domestico. Sulla base di un piatto di ceramica proveniente da Fustat, in Egitto, si può leggere la scritta 'amal Khadija' ('fatto da Khadija'). La tessitura di tappeti e stuoini era un'altra attività tipicamente femminile, con accorgimenti ed esperienza tramandati per generazioni di madre in figlia. Ruolo importante nelle attività svolte dalle donne infine è assunto dal ricamo. Le donne dedicavano molte ore a ricamare i tessuti in famiglia, sia per usi domestici sia, soprattutto, a scopi commerciali.","quote":"*'Le donne musulmane erano impegnate in varie attività artigianali come il produrre vasellame e intessere tappeti e stuoini.'*"},"c8537387-383b-5275-8627-e7e6711be5ec":{"title":"Saladino in Terra Santa","description":"Con il governo di Saladino fiorirono le committenze di monumenti e opere d'arte. Numerosi progetti architettonici furono voluti da egli stesso, incluso il restauro di siti religiosi di primo piano, come la moschea al-Aqsa e la Cupola della Roccia a Gerusalemme e la moschea di Abramo a Hebron.","quote":"*' Con il governo di Saladino fiorirono le committenze di monumenti e opere d'arte.*'"},"57abcad0-a4a6-59e5-ab3f-6bbbc8cfa027":{"title":"La moschea, luogo di preghiera","description":"La moschea è il principale edificio religioso, a pianta quadrata o rettangolare, ed è composta essenzialmente di tre parti: la sala di preghiera, il cortile e il minareto. \nLa sala di preghiera è divisa in navate, che possono essere parallele o più frequentemente perpendicolari alla *qibla,* muro orientato verso la Mecca e che si riconosce dalla presenza della nicchia del *mihrab*, evidenziata da un arco a ferro di cavallo che può essere riccamente decorato. \nQueste caratteristiche compaiono molto presto nella moschea di Cordova e si affermano definitivamente con le moschee almohadi.","quote":"*'La grande moschea e la moschea di quartiere*'*.*"},"5fece024-c74e-561d-b95d-491951907de9":{"title":"Cairo, Damasco e Gerusalemme: centri della vita culturale mamelucca"},"e2009245-e11e-522b-9c3a-48771cd25259":{"title":"Il pellegrinaggio verso la Terra Santa","description":"La Terra Santa era meta di pellegrinaggio sia per i cristiani sia per i musulmani che vi sostavano nel loro viaggio verso la Mecca (*hajj*) per recarsi alla Cupola della Roccia e alla moschea al-Aqsa a Gerusalemme. Per i pellegrini cristiani la Terra Santa era invece la destinazione finale con Gerusalemme, Betlemme e Hebron come mete principali.","quote":"*'La Terra Santa* *era meta di pellegrinaggio sia per i musulmani sia per i cristiani.'*"},"a04edab2-8889-509d-8f02-71d9be653c47":{"title":"Donne della famiglia reale: discendenti di Fatima al-Zahra","description":"Le principesse fatimidi beneficiarono con dotazioni vari palazzi e istituzioni religiose del regno. Sappiamo che al Cairo alcuni appartamenti del Palazzo Occidentale destinati a Sitt al-Mulk, sorella del califfo al-Hakim, erano decorati con pannelli in legno intagliato e impreziositi con scene di vita di corte e di caccia. Sayyida Ulam al-Ameriyya, moglie del califfo al-Amir bi-Ahkam Allah (r. 495–524 / 1101–30) fece costruire un santuario, decorato con iscrizioni epigrafiche a caratteri kufici, riportanti il nome della committente, in memoria della venerata Sayyida Ruqayya, figlia dell'imam 'Ali Ibn Abi Talib, quarto califfo 'ben guidato' (*Rashidun)*. Il santuario era arredato con un magnifico pulpito in legno di qaru e teak indiano.","quote":"*'Le principesse fatimidi beneficiarono con dotazioni vari palazzi e istituzioni religiose del regno.'*"},"b6146a5e-8a97-5fec-bf52-891c57ea0891":{"title":"Scuole di Calligrafia","description":"Dall'avvento dell'Islam e attraverso i secoli successivi, la calligrafia araba si è sviluppata in varie scuole. I caratteri più significativi e diffusi sono il kufico, il *naskhi* e il *thuluth*. I caratteri kufici furono i più antichi dei tre, adottati soprattutto per i lavori calligrafici, ma si rivelarono inappropriati per altri usi comuni, dando luogo alla creazione dei caratteri *naskhi*, usati soprattutto in ambiti di utilizzo pratico riguardanti la vita civile quotidiana.","quote":"*'*I caratteri più significativi e diffusi sono il kufico, il *naskhi* e il *thuluth.'*"},"1621eaac-22de-5ea2-a831-558356a3e6df":{"title":"Il ruolo di fiori e piante"},"40ddc7cc-dac9-5a21-9c8d-53bd6111238c":{"title":"Vita di Corte","description":"Molti dei preziosi oggetti d'arredo dei palazzi nobiliari erano ricevuti in dono da altri nobili o famiglie governanti. Lo scambio di doni serviva a migliorare le relazioni fra territori confinanti o con signori rivali. Gli Urtuqidi – Turcomanni dell'Asia Minore – si stabilirono a Diyarbakir nella Jazira settentrionale nel tardo V / XI secolo. Nel corso del secolo VI / XII divennero sempre più autonomi, coniando moneta propria e intessendo legami con i governanti dei territori vicini tramite l'invio di doni.","quote":"*'**Lo scambio di doni serviva a migliorare le relazioni fra territori confinanti o con signori rivali.'*"},"aa7dbfdb-56bd-59fa-98ce-c5b08de806c5":{"title":"I caratteri Kufici"},"2fa2a75e-bc46-5e82-b436-df6b6e337b65":{"title":"Le ceramiche abbasidi","description":"Fino al periodo abbaside non si può parlare di tipologia e stile ceramico riconoscibile come 'islamico'. Il primo chiaro distaccarsi dalle forme preislamiche diventa evidente a partire dalla metà del III / IX secolo con i primi tentativi di emulare le porcellane cinesi. Nuovi metodi di manifattura e tecniche innovative di decorazione e lucidatura, combinate con una serie di nuove forme e motivi decorativi mai visti prima sul mercato, produssero ceramiche volte a soddisfare la domanda del nuovo gusto, orientato ad apprezzare lo stile cinese. I motivi decorativi adottati in questo periodo comprendono palme e varie stilizzazioni di foglie oltre che a scritte calligrafiche.","quote":"*'...**produssero ceramiche volte a soddisfare la domanda del nuovo gusto, orientato ad apprezzare lo stile cinese.'*"},"b4082e27-2852-5968-8ae5-6d5eb32f370a":{"title":"La gestione della prosperità"},"43615e87-18d1-5224-8dc6-625f716cafe7":{"title":"I caratteri Kufici","description":"I caratteri calligrafici kufici sono considerati fra i più diffusi del mondo islamico, usati dalla Spagna ad ovest fino all'Uzbekistan a est. Sono stati probabilmente la prima forma di calligrafia araba e hanno sicuramente dominato la calligrafia durante i primi due secoli di Islam, poi furono sostituiti da altri stili calligrafici come il *naskhi* e il *maghrebi*, ma nessuno dei nuovi raggiunse il livello di diffusione in tutto l'impero come il kufico.","quote":"*'**I caratteri calligrafici kufici sono considerati fra i più diffusi del mondo islamico.'*"},"a54056db-53e8-5044-b4c1-ab40a258ab5b":{"title":"L’arte negli spazi di preghiera","description":"All'effetto della luce del giorno che passando attraverso vetrate con disegni di fiori colorati illuminava l'interno della moschea si aggiungeva quello della luce delle lampade ad olio in vetro pendenti dall'alto e decorate con versi del Corano e simboli imperiali. Stuoini di preghiera e tappeti, disegnati anch'essi negli opifici di corte, erano omogeneamente decorati con motivi simili a quelli delle maioliche che ornavano i muri. Leggii per il Corano, contenitori in legno dove si conservava una copia del Corano, e i *minbar* erano altri oggetti dove la fede islamica e il luogo di preghiera si sposavano con l'arte.","quote":"*'Leggii per il Corano, contenitori in legno dove si conservava una copia del Corano, e i minbar erano ulteriori oggetti dove la fede islamica e il luogo di preghiera si sposavano con l'arte.'*"},"bc3059aa-db7e-5ab4-ae05-77999d031552":{"title":"Cerimoniali e svaghi di corte","description":"A partire dal II / VIII secolo gli Omayyadi indirizzarono le loro mire sempre più verso est, dopo avere provato più volte senza successo a conquistare Costantinopoli. Questo comportò rapporti più ravvicinati con l'Iran, che si ripercossero nell'arte e nell'architettura, ma soprattutto nei cerimoniali di corte. \nSi sviluppò così un elaborato protocollo di ricevimenti e udienze volto a enfatizzare la separazione fra governante e governati. I palazzi omayyadi pervenutici, con i loro sfarzosi arredi realizzati con ricchezza di materiali, insieme alle fonti letterarie dell'epoca ci forniscono l'immagine dei cerimoniali e degli svaghi della classe dominante.","quote":"*'Si sviluppò un elaborato protocollo di ricevimenti e udienze.'*"},"ca4e1fb9-a323-523f-bcbb-6c6de8cefb05":{"title":"La corte e le arti","description":"Molti degli artisti delle botteghe di corte erano chiamati *nakkaş* (disegnatori). I moduli venivano poi usati ad ampio raggio nella decorazione di libri, nella calligrafia, su tappeti, porcellane, ceramiche, opere di ebanisteria, sculture in pietra e realizzati uniformemente anche con materiali diversi come il metallo, il legno e la pietra. \nI disegni erano anche usati fuori del palazzo, come nelle botteghe ceramiche di İznik, e nelle botteghe di tessitura di tappeti di Uşak; i prodotti poi venivano venduti su tutto il territorio dell'impero o esportati.","quote":"*'I moduli venivano usati ad ampio raggio nella decorazione, dai libri alle sculture in pietra.'*"},"c2dbf4ef-9ab1-5dca-9ef4-37ca6225e91e":{"title":"Il mecenatismo di corte","description":"I palazzi omayyadi conosciuti come 'Castelli del Deserto', come il palazzo di Minya, hanno suscitato diffuso interesse. La posizione di alcuni di questi monumenti su territori vasti e ben irrigati suggerisce la loro funzione anche come centri di colture agricole. Alcuni ricercatori hanno avanzato l'ipotesi che essi fossero costruiti per mantenere stretti contatti con le tribù arabe locali, forti sostenitrici della dinastia omayyade.","quote":"*'I palazzi omayyadi conosciuti come 'Castelli del Deserto' hanno suscitato diffuso interesse.'*"},"1aa59d36-2ef4-55a4-9987-3abbfd0f309c":{"title":"Siria"},"7fc6e76a-c529-5929-9940-9de5218a34cb":{"title":"La raffigurazione degli animali","description":"La preclusione della rappresentazione di figure umane ed animali in contesti religiosi era sistematica, ma in altri contesti animali e creature mitologiche occupano un posto cruciale nell'arte islamica. Uccelli e animali con corna, draghi e grifi sono predominanti, mentre bestie da soma e animali domestici compaiono solo occasionalmente, spesso in conseguenza a tradizioni popolari locali.","quote":"*'Animali e creature mitologiche occupano un posto cruciale nell'arte islamica.'*"},"afba56c6-390e-5231-9951-6321bf20581e":{"title":"Scuole di Calligrafia"},"0be5386c-7187-5f14-a5c9-e9d7972aaa20":{"title":"La cultura nel Regno Crociato di Gerusalemme","description":"Gli artigiani locali trassero grande vantaggio sia dall'insediamento di botteghe volute dai Crociati per permettere l'attuazione di programmi di rinnovo e restauro, sia dagli influssi esercitati nel Levante dagli oggetti d'arte europei. Gli scambi culturali fra i nuovi abitanti franchi del Regno e le sue componenti musulmane urbane e rurali continuarono nonostante il protrarsi dello stato di guerra.","quote":"*'Gli artigiani locali trassero grande vantaggio dall'insediamento di botteghe volute dai Crociati.'*"},"beaed359-49db-5b82-b5ab-00d242347b19":{"title":"La donne musulmane e la vita domestica","description":"Una volta alla settimana una visita ai bagni pubblici (*hammam*) procurava alle donne la possibilità di socializzare. All'*hammam* si combinavano persino matrimoni e si discuteva della dote. Gli *hammam* erano progettati in modo da permettere agli avventori di passare gradualmente dagli spazi più caldi a quelli più freschi. Molti di questi edifici avevano pareti interne affrescate con scene di vita quotidiana e altri motivi atti a contribuire a creare un'atmosfera di rigenerazione dello spirito ed un senso di benessere generale.","quote":"*'All'hammam si combinavano persino matrimoni e si discuteva della dote.'*"},"d7c23444-3d3f-5267-ac39-29110a7751ab":{"title":"La cultura nel Regno Crociato di Gerusalemme"},"2aca10e0-7f13-5d99-b5ac-513f7ea5b271":{"title":"Pratica Religiosa","description":"Numerosi musulmani alla ricerca di ammaestramenti religiosi, per non parlare della *jihad* (la guerra santa), furono attratti in Siria e in particolare ad Aleppo e Damasco. Il quartiere di as-Salihiya a Damasco, per esempio, diventò un centro di propaganda anti Crociata nonché residenza dei Banu Qudama, studiosi religiosi di origine palestinese che svolsero un ruolo di primo piano nella vittoria di Saladino sui Crociati nella decisiva battaglia di Hattin (583 / 1187).","quote":"*'Il quartiere di as-Salihiya a Damasco diventò un centro di propaganda anti Crociata.'*"},"0d96fdda-709f-55ff-974d-36ce25e67b8e":{"title":"Vita quotidiana nel sultanato mamelucco"},"093d3b04-a322-5303-baa3-da0aa80dad8f":{"title":"La capitale ottomana: Istanbul"},"da493358-92ba-5a20-8866-fa30fb03bfb2":{"title":"Gli Abbasidi","description":"'L'arte e l'architettura islamica si arricchirono enormemente grazie al contributo della grande varietà di culture locali dell'impero abbaside, comprendente popoli e civiltà diverse.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nNoorah AL-GAILANI, Glasgow \nDina BAKKOUR, Damascus \nJamila BINOUS, Tunis \nAicha BENABET, Tunis \nElsayed HAMAD, Cairo \nTaha KHECHINE, Kairouan \nMourad RAMMAH, Kairouan \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nSaloua ZANGAR, Tunis \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"La dinastia abbaside salì al potere nel 656 E / 750 d.C., e stabilì la propria corte a Baghdad. Il suo dominio si estese dall'Asia Centrale a est fino alla Tunisia ad ovest e durò circa 508 anni. Gli Abbasidi perseguirono l'obbiettivo di far sentire uguali tra loro i diversi popoli e gruppi sociali facenti parte del loro dominio. A causa della vastità dell'impero, essi nominarono dei governatori per tutelare l'ordine sociale e la stabilità. Nella regione mediterranea, la Tunisia fu affidata agli Aghlabidi e l'Egitto ai Tulunidi. \nIl periodo di maggiore splendore degli Abbasidi fu tra il III e IV/ IX e X secolo, durante il quale il Medio Oriente e il Nord Africa vissero grandi mutamenti, dovuti in primo luogo a cambiamenti economici determinati dal passaggio dall'agricoltura alle attività commerciali. Il nuovo benessere venutosi a creare avvicinò le comunità arabe a quelle non arabe, stimolando le attività artigianali come la lavorazione del vetro, l'arte ceramica e il settore tessile. I manufatti prodotti furono esportati in tutto il mondo fino alla Cina e all'Africa subsahariana. \nL'amministrazione promosse la ricerca del sapere e furono aperte molte scuole a Baghdad e nelle province. Fiorirono le attività di traduzione che portarono a preservare i testi chiave della cultura greca, persiana e indiana, tradotti in arabo. Importanti contributi furono dati a scienze come la matematica, la medicina e la filosofia. \nIl declino degli Abbasidi cominciò durante il V/XI secolo, quando alcune parti dell'impero si resero indipendenti o diventarono regioni autonome. I Fatimidi (297– 567/909–1171) istituirono un califfato rivale in Egitto e Tughrul Beg – un ufficiale turco dell'esercito abbaside – assunse il controllo personale di Baghdad, la capitale abbaside, nel 447/1055. Seguirono diversi tentativi infruttuosi di ristabilire la sovranità abbaside, e il colpo finale fu sferrato quando i Mongoli dilagarono nel Medio Oriente e conquistarono Baghdad nel 656/1258.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/the_abbasids/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/13/portal_image/1.jpg","display_order":2}}},"5462090c-84a2-599b-95ad-c52278086f8c":{"title":"La donne musulmane e la vita domestica","description":"A volte si trascorreva l'intera giornata in un *hammam*, godendo dei benefici di un massaggio o di una sauna. Le donne si scambiavano confidenze ed informazioni su cosmetici e sulla cura della pelle, come anche consigli sul trucco e sulla preparazione di creme ottenute con misture profumate basate su sali minerali e allume. Si scambiavano ricette o nomi di fornitori di essenze aromatiche e profumi, di origine animale come l'ambra grigia o vegetale. Il viaggiatore persiano Nassir Khusraw, in visita nell'Egitto fatimide, notò che i venditori di violette, narcisi, iris e gigli vendevano i loro prodotti persino per profumare le officine. I capelli erano trattati con molta cura e ci sono pervenuti pettini finemente lavorati che spesso riportavano iscrizioni scherzose come per esempio 'Non pettinerò nessuna che non sia una bella donna'.","quote":"*'A volte si trascorreva l'intera giornata in un hammam, godendo dei benefici di un massaggio o di una sauna.'*"},"51fbd90e-6be2-5b7d-985d-95a359d424a3":{"title":"Due sultani mamelucchi contro i Franchi","description":"I due sultani mamelucchi che riportarono il maggior numero di vittorie ai danni dei territori Crociati furono Baybars (658–76 / 1260–77) e al-Mansur Sayf al-Din Qalawun (678–89 / 1279–90). In seguito ai loro successi, il sultano mamelucco al-Ashraf Khalil (r. 689–93 / 1290–93) vincendo la campagna di Acri nel 690 / 1291, pose fine alle Crociate.","quote":"*' A**l-Ashraf vincendo la campagna di Acri nel 690 / 1291, pose fine alle Crociate.'*"},"017e4b3b-5dc4-5b40-a034-7dbccb14bb54":{"title":"Arte turco-islamica nell’Anatolia preottomana","description":"In seguito alla battaglia di Manzikert nel 463 / 1071, l'Anatolia visse l'affermarsi di una nuova forza politica, religiosa e sociale che subentrava a secoli di dominazione bizantina. Si trattava di quella dei Turchi che partendo dalle steppe dell'Asia avevano fondato il grande impero selgiuchide in Iran.","quote":"*'In seguito alla battaglia di Manzikert, l'Anatolia visse l'affermarsi di una nuova forza politica, religiosa e sociale.'*"},"37af7457-871b-5f72-898f-77f35e43c973":{"title":"Pratica Religiosa","description":"L'Islam di fede sunnita fu ristabilito dalle dinastie degli Atabeg e degli Ayybidi in tutte le città della Siria, Palestina ed Egitto. Entrambe le dinastie si fecero carico del restauro della Grande Moschea degli Omayyadi, che aveva patito due catastrofici incendi, e sovvenzionarono centinaia di istituzioni religiose come moschee, oratori, *madrasa*, *khanqah* e santuari. Gli storici dell'epoca parlano di 242 moschee presenti nella sola Damasco.","quote":"*'Gli storici dell'epoca parlano di 242 moschee presenti nella sola Damasco.'*"},"faf029c1-2130-55ac-8ebd-77f3acfeea29":{"title":"Le vie del Pellegrinaggio e i luoghi sacri lungo il cammino","description":"In tardo periodo ayyubide (metà del secolo VII / XIII), i pellegrini provenienti dall'Egitto e dal Maghreb cominciarono a percorrere le vie di terra. Si racconta che la sultana Shajarat al-Durr, vedova dell'ultimo principe ayyubide, governatrice d'Egitto, proclamò nel 645 / 1247 che per adempiere al suo dovere religioso si sarebbe recata in pellegrinaggio via terra, con il risultato che ella è ritenuta la prima pellegrina ad aver inaugurato le rotte per l' *Hajj* seguendo questo nuovo itinerario. Dall'epoca in cui il sultano mamelucco Baybars inviò una carovana di pellegrini, finanziata con fondi dello stato, con il compito di portare alla Mecca la *kiswa* (la copertura) della *Kaba* insieme alla chiave, queste vie diventarono il tragitto ufficiale per il pellegrinaggio. La carovana dell'*Hajj* partì da Suez e proseguì fino ad Aqaba dove si incontrò con le carovane dell'*Hajj* che provenivano da Bilad al-Sham (il Levante).","quote":"*'In tardo periodo ayyubide i pellegrini provenienti dall'Egitto e dal Maghreb cominciarono ad usare le vie di terra.'*"},"75d461b2-226f-594c-ab20-e9b5b2e58ad5":{"title":"Arte turco-islamica nell’Anatolia preottomana","description":"Il potere selgiuchide crollò in seguito alle invasioni mongole. Al suo posto si vennero a formare gli emirati anatolici, tra cui quello ottomano, che adottarono i modelli artistici selgiuchidi, seppur sviluppandoli con spiccata originalità.","quote":"*'Gli emirati anatolici svilupparono una nuova arte basata sui modelli selgiuchidi.'*"},"227f3bb2-60fb-58e2-b42c-bcec823faca6":{"title":"Splendori dell’alta sartoria: i tiraz e gli altri costumi dell’epoca","description":"In occasioni speciali i califfi fatimidi selezionavano i tessuti *tiraz* più preziosi o costumi di gala, donandoli come riconoscimenti a dignitari e a membri della corte. Il primo ministro, ad esempio, riceveva 30 capi di vestiario completi da donare a sua discrezione ai collaboratori. Altri tessuti venivano donati ad ospiti di riguardo o persino – in occasione di festività e anniversari – a gente comune. I costumi *tiraz* si diversificavano in vari tipi e stili a seconda del rango di coloro che li indossavano. Sete dorate erano riservate a dignitari di rango principesco, mentre per i membri del governo e per i loro collaboratori c'erano vari tipi di altre sete.","quote":"*'I califfi fatimidi selezionavano i tessuti tiraz più preziosi per donarli come riconoscimenti a dignitari e a membri della corte.'*"},"119e81e9-24c1-5c11-8732-14582e47e370":{"title":"Donne della famiglia reale: discendenti di Fatima al-Zahra","description":"In Nord Africa le donne della dinastia ziride (Berberi Sanhaja) raffinate e con livelli di istruzione superiore, emulavano il comportamento delle dame di corte egiziane. Nel V / XI secolo una principessa ziride fece aggiungere una moschea al *ribat* (convento fortificato) di Monastir che fu chiamata la Moschea di al-Sayyida per riconoscenza nei confronti della committente. Nella biblioteca di Kairouan esistono diversi corani manoscritti commissionati da principesse ziridi ad uso della Grande Moschea, fra cui ricordiamo il Corano di Umm Milal e quello di Umm al-Ilu, sorella del principe ziride al-Mu'izz. Un terzo manoscritto fu presentato da Fatima, governatrice all'epoca del principe Badis Ibn al-Mansur.","quote":"*'Le donne della dinastia ziride (Berberi Sanhaja) raffinate e con livelli di istruzione superiore, emulavano l'agire delle dame di corte egiziane.'*"},"8328accb-dce9-5333-9598-eb8502278b59":{"title":"L’arte oltre i confini della capitale","description":"La politica di integrazione delle tribù nomadi turche nei territori di nuova conquista non fu applicata nelle regioni con popolazione a maggioranza araba, dove si formarono però società la cui classe dominante era turca. Col tempo i funzionari e i militari si integrarono nella vita locale e si ebbero anche matrimoni misti che crearono una nuova classe, i *Kuloğlu*, specialmente in Maghreb, che costituiva le estreme propaggini dell'impero dove l'influenza andalusa era ancora molto presente.","quote":"*'Il Maghreb costituiva una delle estreme propaggini dell'impero dove l'influenza andalusa era ancora molto presente.'*"},"f70d4425-5bc1-5d34-bbc8-8c1e22ee9757":{"title":"Arte e architettura regia","description":"L’istituzione del *Tiraz* presso il Palazzo Reale, cioè di un opificio regio di oggetti e stoffe artistiche preziose, costituisce un importante veicolo di diffusione dei repertori figurativi e delle tecniche di lavorazione della cultura islamica.","quote":"L’istituzione del Tiraz costituisce un importante veicolo di diffusione dei repertori figurativi"},"7458975b-fc3b-5c26-8fde-fb0c9b93214e":{"title":"Arte turco-islamica nell’Anatolia preottomana"},"c667dbde-a90a-50a0-a246-daedc5e094da":{"title":"Il pellegrinaggio verso la Terra Santa","description":"Ibn Jubayr (539–613 / 1145–1217), un musulmano originario di Valencia, in Spagna, ha scritto il resoconto del suo viaggio in Medio Oriente. Egli descrive dettagliatamente la Grande Moschea di Damasco e altri santuari in città e nei dintorni. Lasciando Damasco nel settembre del 580 / 1184 con una carovana di mercanti diretta all'antica città di S. Giovanni d'Acri nell'odierna Israele egli scrive: 'uno dei fenomeni più strani è quello delle carovane musulmane che partono verso le terre dei Franchi, proprio mentre dei prigionieri Franchi vengono tradotti in territorio musulmano.'","quote":"*'...carovane musulmane che partono verso le terre dei Franchi, proprio mentre dei prigionieri Franchi vengono tradotti in territorio musulmano.'*"},"ca354990-79c2-5bab-83fc-460c8bcc911e":{"title":"Moschee e palazzi","description":"Dopo che il generale Jawhar ebbe conquistato l'Egitto per conto del califfo al-Mu'izz nel 358 / 969, fu fondata una nuova capitale al-Qahira (il Cairo 'La Vittoriosa'), cinta da mura con otto porte d'accesso. Seguendo la tipologia fatimide, l'imponente complesso palaziale chiamato *al-Sharqi* o Palazzo Orientale, sorse nel cuore della nuova capitale occupando una supeficie di più di 17 acri, un quinto dell'intera estensione della città. Successivamente il cosiddetto Palazzo Occidentale fu costruito di fronte, e fra di essi sorse una piazza pubblica. E' rimasto e si sa poco di questi due edifici, ma fonti storiche ci informano che all'interno del complesso vi erano aree di sepoltura riservate alla famiglia reale, elemento che avrebbe dovuto accrescere l'alone di santità che circondava il califfato. Palazzi conformi all'ideologia fatimide si diffusero fino in terre lontane come la Sicilia dove continuarono a ispirare l'architettura di corte ben oltre la conquista normanna.","quote":"*'Fu costruita una nuova capitale, al-Qahira, cinta di mura con otto porte di accesso**.'*"},"1a1a6170-d33d-5774-bbd8-19cce2b88392":{"title":"Viaggio di un pulpito islamico","description":"La risistemazione del *minbar* a Hebron diede alla città un'ulteriore valenza devozionale che attirò pellegrini musulmani, cristiani ed ebrei. I visitatori elargirono dotazioni e donazioni in generosa quantità a beneficio non solo del santuario, ma anche della città. La lampada di vetro della moschea, i candelieri di ottone ed alcune pagine del Corano esibite in questa mostra, sono raffinati esempi di queste donazioni.","quote":"*' I visitatori elargirono dotazioni e donazioni in generosa quantità.'*"},"dfe11212-0dd1-5b88-8c67-bc7d735d4c2c":{"title":"La decorazione geometrica sui manufatti di ceramica","description":"Molta della ceramica islamica si decora con motivi geometrici semplici o con motivi vegetali talmente stilizzati da risultare figure geometriche. In ogni caso vengono scelti e si compongono motivi che si adeguino alla forma dell'oggetto per valorizzare le sue varie parti. Per le forme aperte, perciò, si preferiscono schemi organizzativi a diffusione radiale e, per le forme chiuse, bande orizzontali.","quote":"'*I motivi decorativi vengono scelti e composti soprattutto in base alla forma dell'oggetto'*"},"134ba250-63fa-595c-a880-46d56bae5a59":{"title":"Viaggio di un pulpito islamico"},"9d1ba52c-7e9b-5e9d-9ef2-729fa7e30e96":{"title":"Gli Aghlabidi: scudo di difesa della dinastia abbaside","description":"Gli Aghlabidi costruirono vari monumenti simbolo a Kairouan, Monastir, Sousse e Tunisi. L'Ifriqiya diventò la principale via di collegamento commerciale fra l'oriente e l'occidente e fra al-Andalus e il Sudan. Vi prosperarono l'agricoltura e altre attività come la produzione tessile e le ceramiche. La caduta degli Aghlabidi è da imputare soprattutto alla frivolezza e alla dissolutezza del regno di Ziyadat Allah III (290– 96/903–09), che si alienò il favore del popolo spianando la strada alla conquista dell'Ifriqiya, senza resistenza, da parte dei Fatimidi.","quote":"*'**L'Ifriqiya diventò la principale via di collegamento commerciale fra l'oriente e l'occidente e fra al-Andalus e il Sudan.'*"},"c891e7d0-4fed-5c58-96cf-57ac94c648f4":{"title":"Viaggi e Commercio","description":"I mercanti musulmani spesso viaggiavano nella stessa carovana insieme ai pellegrini e si fermavano per passare la notte in caravanserragli o in *khan*, normalmente costruiti lungo le vie del commercio o nelle principali città. Entrambi fornivano riparo, cibo e acqua per uomini e bestie. Una volta giunti in città i viaggiatori avrebbero trovato mercati (*suq*) che offrivano un impressionante varietà di articoli: seta, profumi, gioielli, spezie, cristallerie, oggetti in metallo lavorato e ceramiche. Il *suq* di Aleppo, per esempio, era fornito di un *khan*, un *hammam* e una moschea, provvedendo così ai principali bisogni di chi viaggiava.","quote":"*'I viaggiatori trovavano mercati che* *offrivano un impressionante varietà di articoli: seta, profumi, gioielli, spezie*.'"},"ecc4b251-5132-548b-b9cd-828061e0469f":{"title":"Vita quotidiana nel sultanato mamelucco","description":"L'Islam era la principale religione dell'impero, ma c'erano anche minoranze cristiane, cattoliche e ortodosse e, in Egitto, vi era la chiesa copta, oltre a varie comunità di ebrei che contribuivano alla sua vitalità spirituale e culturale. Entrambe le minoranze religiose, quella cristiana e quella ebraica, erano protette da alcuni espliciti versi del Corano, e godevano di una coesistenza pacifica con i loro connazionali musulmani. I copti egiziani diedero allo stato mamelucco importanti contributi economici, culturali e artistici con la loro antica esperienza in campo architettonico, tessile, ceramico e nell'ebanisteria.","quote":"*'Le minoranze religiose erano protette da alcuni espliciti versi del Corano.'*"},"8ba9ac70-d9d1-566c-a0f5-e8b951a601fd":{"title":"Moschee e palazzi","description":"In tutte le province fatimidi, gli interni delle moschee e gli arredi erano abbondantemente decorati con iscrizioni religiose eseguite con elegante calligrafia e ornate di intrichi ad arabesco. La committenza reale assicurava i più alti livelli di esecuzione artigianale, per ottenere l'espressione artistica dei convincimenti religiosi e ideologici della dinastia.","quote":"*'La committenza reale assicurava i più alti livelli di esecuzione artigianale, per ottenere l'espressione artistica dei convincimenti religiosi e ideologici della dinastia.'*"},"f4035718-d69a-5c0e-b8cf-7d6e57c6114f":{"title":"La Sicilia cristiana e la cultura figurativa islamica: preesistenze e continuità","description":"Gli apporti della cultura artistica islamica rielaborati in epoca normanna permangono anche nella produzione del secolo successivo (sec. XIII) e trovano espressione in una serie di raffinati oggetti, fra i quali i famosi cofanetti d’avorio con decorazione incisa e dipinta.","quote":"Gli apporti della cultura artistica islamica permangono anche nella produzione del secolo successivo (sec. XIII)."},"9925ba99-2ee6-5c86-a78c-af21daac6624":{"title":"Turchia"},"8c63340a-4f5b-5eea-b058-3a168de8b461":{"title":"L’arte mudéjar popolare e religiosa","description":"Oltre all'arte mudéjar aristocratica e civile, ci fu anche un'arte mudéjar popolare e religiosa che si manifestò in edifici di culto dedicati al popolo, come le chiese parrocchiali, i conventi e i monasteri. Nel mudéjar religioso avvenne un'integrazione di elementi costruttivi e decorativi musulmani con quelli romanici e gotici. Fu così, per esempio, che si utilizzò come materiale da costruzione il laterizio invece della pietra e i soffitti in legno al posto delle volte. Insieme a queste ed altre caratteristiche generali, il mudéjar presenta differenze regionali dovute ai periodi diversi in cui le varie regioni furono conquistate dai re cristiani.","quote":"*Il mudéjar della Castiglia e Leòn: romanico in laterizio*"},"8fc8d244-2d43-5bf9-99f7-fd9e84dcf3eb":{"title":"Giordania","description":"La storia della Giordania durante il periodo ottomano si concentra su tre temi principali: amministrazione, fortezze e stazioni Hajj, e ferrovia Hejaz. \nIl sistema amministrativo della Giordania in particolare durante la seconda fase del dominio ottomano (1864 – 1918) era costituito da due principali distretti geografici; Ajlun e Irbid nel nord; Salt, Kerak, Ma'an e Tafileh nel sud. Tutti facevano capo al governatore della Siria, che era la massima autorità amministrativa di Bilad al Sham. Nel 1878 gli ottomani facilitarono l’inserimento nelle terre arabe dei emigranti circassi, che stabilirono nel territorio giordano nuovi villaggi e città influenzati da diverse culture.","quote":"La storia della Giordania durante il periodo ottomano si concentra su tre temi principali: amministrazione, fortezze e stazioni Hajj, e ferrovia Hejaz."},"fc6af4b9-28ef-546f-9551-69c5530a82db":{"title":"I piaceri e le feste di corte","description":"Il gioco degli scacchi era largamente diffuso, sebbene il califfo al-Hakim Ibn Amrillah (r. 386–411 / 996–1021) lo bandì nel 403 / 1012. Spesso ci si intratteneva con l'astronomia, l'astrologia e la lettura dei tarocchi: califfi come ad esempio al-Mu'izz e al-Hakim erano esperti astrologi. \nOltre ai vari passatempi a carattere privato, la corte fatimide si rivelò particolarmente creativa nella celebrazione degli avvenimenti e delle festività pubbliche. Le processioni erano avvenimenti da preparare con la massima accuratezza per fare mostra della potenza fatimide e promuovere la teologia ismailita. Programmati nei minimi dettagli, si tenevano annualmente banchetti ufficiali e cerimonie di conferimento di doni e premi per funzionari pubblici, ufficiali dell'esercito e alti rappresentanti del potere giudiziario e religioso.","quote":"*'La corte fatimide si rivelò particolarmente creativa nella celebrazione degli avvenimenti e festività pubbliche.'*"},"710d70c6-b797-5eef-a871-46a1465067fa":{"title":"Il sistema mamelucco","description":"I Mamelucchi del sultano ayyubide Najm al-Din (637–47 / 1240–49) venivano formati alla carriera militare e vivevano in caserme sull'isola di Roda, sul Nilo. La parola araba per indicare un grande fiume è *al-bahr* e questo corpo armato speciale fu quindi denominato al-Bahriyya. Alla morte del sultano uno dei comandanti anziani, Baybars I al-Bunduqdari (r. 658–76 / 1260–77), seppe approfittare del vuoto di potere venutosi a creare per favorire i Mamelucchi Bahri, e dopo aver sconfitto i Mongoli nel 658 / 1260, si affermò come primo grande sultano mamelucco di un impero in espansione. I Mamelucchi Bahri governarono fino al 784 / 1382, quando a loro volta dovettero cedere il potere ad un'altra fazione mamelucca, denominata al-Burjiyya, dal nome della torre (*al-burj*) nella Cittadella del Cairo dove erano acquartierati.","quote":"*'Uno dei comandanti anziani, Baybars, si affermò come primo grande sultano mamelucco.'*"},"a4a1d940-8c79-56af-9276-3b8d7e1c6911":{"title":"L’arte oltre i confini della capitale","description":"E' interessante considerare l'arte ottomana fuori dalla capitale. Mentre in Anatolia permangono elementi di origine turca, più a sud si sviluppa una sintesi con il ricco retroterra culturale della regione, compresi gli importanti contributi delle minoranze non musulmane. Come risultato del programma centralizzatore della corte ottomana, il patrimonio culturale del Medio Oriente – costituitosi con l'arte degli Omayyadi, Abbasidi, Ayyubidi, Fatimidi e Mamelucchi – si mescolò con gli elementi ottomani.","quote":"*'L'arte degli Omayyadi, Abbasidi, Ayyubidi, Fatimidi e Mamelucchi si mescolò con elementi ottomani.'*"},"df28fd23-6a70-55b8-9302-7d8b3b1968ac":{"title":"La cultura della tavola","description":"Fondazioni di carità dette *imaret* erano istituite da persone benestanti per dar da mangiare ai poveri. Il cibo era cucinato in calderoni e servito in grandi coppe chiamate *imaret.* Per le persone impossibilitate a recarsi all'*imaret* il cibo era inviato in gavetta o in altri tipi di piatti. \nNormalmente la gente accompagnava il cibo con pane schiacciato, cotto su di un piano metallico convesso, riscaldato su fuoco aperto o in forni *tandoor*. Si cominciava a mangiare con la mano destra invocando il nome di Dio e si finiva con una preghiera di ringraziamento. Un vassoio su di un piede di legno veniva poggiato sul pavimento ricoperto di stoffe e la famiglia mangiava con posate di legno seduta intorno al vassoio.","quote":"*'Fondazioni caritative dette imaret erano istituite da persone benestanti per servire cibo ai poveri.'*"},"ee5d09b5-f282-551a-ad6c-510a7a1d4b9d":{"title":"L’arte negli spazi di preghiera"},"80b0b3fa-f2d0-572d-870a-09008ef28789":{"title":"Riforme amministrative","description":"Durante il califfato di 'Abd al-Malik Ibn Marwan (r. 65–86 / 685–705) si iniziò una politica di centralizzazione politica e amministrativa. Il conio unico di monete arabe si sostituì alla tipologia arabo-bizantina e a quella arabo-sasanide in uso fino ad allora.","quote":"*'Il conio unico di monete arabe si sostituì alla tipologia bizantina e sasanide. '*"},"23c5c103-e3d9-5951-b584-74137065c95f":{"title":"L’arte negli spazi di preghiera","description":"Le moschee, in quanto luoghi sacri dell'Islam, hanno mantenuto nei secoli le loro caratteristiche sia sotto il profilo architettonico sia negli arredi. \nDio per gli islamici non ha una forma concreta e secondo la tradizione la raffigurazione di esseri viventi in una moschea è ritenuta inopportuna. Se a ciò si aggiunge che la moschea è lo spazio della preghiera, si comprende come solo il Corano, in cui sono contenute le parole di Dio ed i suoi insegnamenti, abbia potuto ispirare gli artisti nella decorazione e negli arredi di questo luogo sacro.","quote":"*'Secondo la tradizione, la raffigurazione di esseri viventi in una moschea è ritenuta inappropriata.'*"},"955c7ce6-0ff9-5519-9478-5130c4e3d1c8":{"title":"L’acqua negli usi del bere e del lavarsi","description":"Bere e lavarsi sono bisogni primari per la maggior parte degli esseri viventi. Per i musulmani costituisce obbligo di fede eseguire le abluzioni rituali prima della preghiera ed è per questo che nelle moschee ci sono delle vasche apposite, spesso decorate con motivi vegetali ed iscrizioni epigrafiche. Per assolvere alla prescrizione coranica e per bere, la maggior parte dei pellegrini, non facevano mancare, fra i pochi effetti personali che portavano nei loro lunghi viaggi, una borraccia di terracotta.","quote":"*'La borraccia per l'acqua era uno dei pochi effetti personali portati con sé dalla maggior parte dei pellegrini.'*"},"252b7a7e-7c1d-559c-8738-0be280a6547c":{"title":"La raffigurazione degli animali","description":"Gli animali compaiono più frequentemente nell'arte e nell'architettura del periodo omayyade, specialmente su mosaici ed affreschi e non solo nei palazzi e nelle residenze, ma anche in chiese di comunità cristiane locali. In periodi successivi, in Spagna furono prodotti (a cavallo dei secoli X e XI) scrigni in avorio in varie forme e dimensioni, per contenere gioielli, con superfici ricoperte di decorazioni a intaglio raffiguranti tipici temi dedicati ai piaceri della vita di corte e alla caccia. I pannelli lignei intagliati egiziani di periodo fatimide riportano numerosi temi dedicati ad animali. Le facciate di alcuni edifici in Anatolia e le torri egiziane di periodo ayyubide e mamelucco erano spesso decorate con motivi animali naturalistici ed araldici.","quote":"*'**Scrigni in avorio per contenere gioielli, con superfici ricoperte di decorazioni a intaglio raffiguranti tipici temi dedicati ai piaceri della vita di corte.'*"},"5c573dd8-51de-5a6c-9717-09f9aa851b0e":{"title":"L’acqua e la vita quotidiana","description":"I *sabil* erano spesso costruiti nelle vicinanze di una moschea ed erano mantenuti con *waqf (*donazioni) o dotazioni caritatevoli. Al Cairo, una volta all'anno, quando il Nilo era in piena, l'acqua era trasportata dal fiume al *sabil* in otri di pelle, in groppa a cammelli o muli, scaricata in un bacino di pietra sotterraneo e servita in coppe al pianterreno da un addetto che la offriva a chiunque avesse sete. In alcuni *sabil* l'acqua della cisterna zampillava da una fontana che si riversava in un bacino.","quote":"*'Una volta all'anno, quando il Nilo era in piena, l'acqua era trasportata alle cisterne in otri di pelle, in groppa a cammelli o muli.'*"},"e402578d-fdef-5abf-8357-26ca4fc3ddd5":{"title":"Calligrafia monumentale","description":"La calligrafia fu applicata per decorare vari tipi di superfici come la pietra, l'intonaco, il legno e la ceramica maiolicata. In Turchia, Siria, Egitto e Tunisia era diffusa soprattutto l'iscrizione scolpita su pietra, mentre un esempio eccezionale di calligrafia intagliata nel legno si può ammirare nella Grande Moschea di Kairouan e nella Cupola della Roccia a Gerusalemme.","quote":"*'**La calligrafia fu applicata per decorare vari tipi di superfici come la pietra, l'intonaco, il legno e la ceramica maiolicata.'*"},"a919029f-a759-5c31-89dc-8db0585bcd4c":{"title":"La raffigurazione umana","description":"In periodi successivi a quello omayyade, la figura umana pur continuando a comparire, diventa meno frequente. Durante i periodi abbaside (132–750 / 923–1517), fatimide e in quelli seguenti, l'arte figurativa si manifesta principalmente su manoscritti miniati e ceramiche, con grande varietà di soggetti sia religiosi sia profani. I temi religiosi vertono anche sul viaggio mistico del Profeta e la sua ascensione, mentre quelli profani ritraggono scene di vita quotidiana e celebrano la magnificenza del sovrano.","quote":"*'In periodi successivi l'arte figurativa si manifesta principalmente su manoscritti miniati e ceramiche.'*"},"028edd35-2131-5178-a3ea-7b1699bc9592":{"title":"La lapide funeraria, memoria in pietra","description":"La creazione di un cimitero, commissionata normalmente dal governante o dai membri della sua famiglia, era considerata un atto caritativo bene accetto agli occhi di Dio. Sebbene a volte il cimitero fosse recintato, nella maggior parte dei casi non veniva affidato a nessun tipo di protezione. Le tombe erano distribuite senza ordine preciso e non tutte avevano lapidi che permettessero l'identificazione del defunto: lo spiccare sulle altre di una determinata tomba era legata al rango sociale di chi vi era sepolto.","quote":"'*La lapide: simbolo di status sociale*'"},"198c176f-a670-5331-b416-a7ecc59e7ceb":{"title":"Le Arti Decorative"},"6cd83239-a26e-5c98-bcfb-6a0737411c89":{"title":"Esportazione del lusso","description":"I prodotti tessili costituivano una voce fondamentale dell'economia ottomana, specialmente dal momento in cui i domini ottomani arrivarono a comprendere importanti regioni percorse dall'antica via della seta. La loro importanza crebbe quando iniziarono ad essere apprezzati anche in Europa ed altrove. Fra i tessuti esportati più richiesti c'erano i tappeti, i cui splendidi disegni di straordinaria qualità li resero famosi presso le classi abbienti europee. Il fenomeno è testimoniato dai dipinti europei contemporanei al periodo classico ottomano. Artisti come Hans Holbein e Lorenzo Lotto ritrassero personalità aristocratiche e dell'alta finanza (fra cui Enrico VIII d'Inghilterra) circondati da simboli di prosperità e lusso, fra cui tappeti con disegni ottomani. Questi tappeti oggi vengono chiamati tappeti 'Holbein' e 'Lotto'.","quote":"*'Fra i tessuti ottomani esportati più richiesti c'erano i tappeti.'*"},"ab8c2fe1-9836-5c36-9b9a-179e2f8b07fb":{"title":"La decorazione geometrica in architettura","description":"Nella decorazione architettonica sono predominanti i motivi geometrici, ai quali vengono subordinati gli altri motivi. Il carattere lineare e ripetitivo dell'ornamentazione geometrica si presta alla copia fedele, da parte degli artigiani, di trame compositive complicate che di conseguenza si perpetrano nel tempo e nello spazio in modo formalmente molto simile. La grande varietà di motivi geometrici, inoltre, e le loro possibilità di adattamento ai più diversi materiali come la maiolica, lo stucco, il laterizio e il legno, ne favoriscono l'utilizzo in qualsiasi parte dell'edificio: pavimenti, zoccolature, pareti, cornicioni e soffitti.","quote":"'*La natura ripetitiva della decorazione geometrica permette agli artigiani di effettuare copie fedeli di schemi complessi.*'"},"79a58714-659c-5509-a4f9-b9359b2829ae":{"title":"La decorazione geometrica in architettura"},"e3075285-c16a-5607-8854-92c2e7fc9d89":{"title":"L’Egitto abbaside","description":"Nel 254/868, Ahmad Ibn Tulun (r. 254–270/868–84), un ufficiale turco di 33 anni dell'armata abbaside di stanza a Samarra, Iraq, fu inviato in Egitto come governatore facente veci, insieme a un esercito di 100.000 uomini. In quel periodo l'Egitto doveva far fronte a diverse difficoltà politiche ed economiche causate da sommosse dovute al continuo prelievo di risorse effettuate dal governo centrale seguito alla morte del califfo Harun al-Rashid nel 193/809. Ibn Tulun riuscì a pacificare la regione, ristabilendo il regolare flusso di entrate. Promosso governatore d'Egitto nel 256/870, iniziò una politica di trattenimento delle entrate che furono reinvestite in una riforma agraria e a sostegno delle attività produttive del posto; restaurò il Nilometro, fece costruire il distretto di al-Qatai – ispirato al modello di Samarra – per alloggiare le sue truppe e i funzionari di governo e una moschea nel centro della città che porta il suo nome.","quote":"*'Ibn Tulun* *iniziò una politica di trattenimento delle entrate che furono reinvestite in una riforma agraria e a sostegno delle attività produttive del posto.'*"},"8fb7d82f-7aa1-51a8-a1b6-61a100dee9f6":{"title":"La lingua visiva del potere"},"9faade38-b220-5c24-8c3c-705dc77ce345":{"title":"Abbigliamento e gioielleria delle donne musulmane","description":"Gli indumenti andavano spesso fermati e abbottonati e le donne dei ceti agiati prendevano spunto da questa necessità per esibire splendidi gancetti, bottoni e asole lavorati in oro e argento, unendo così l'utile al bello. \nAccessori di gioielleria erano comunemente usati per accrescere l'effetto dell'abito e le donne di qualsiasi ceto erano felici di esibire in occasioni sociali la propria eleganza, non solo per valorizzare la loro bellezza, ma anche per sottolineare il proprio benessere. La gioielleria oltre tutto costituiva forma di accumulo da convertire in denaro, in caso di necessità. Alcuni modelli di gioielli contengono versetti del Corano, preghiere o giaculatorie esoteriche contro il malocchio.","quote":"*'**Accessori di gioielleria erano comunemente usati per accrescere l'effetto dell'abito.'*"},"7e1dd92e-fca9-5d89-aaaf-7b9903fb14af":{"title":"Vita quotidiana nel sultanato mamelucco","description":"Nella gerarchia sociale del sultanato, i Mamelucchi costituivano la classe dirigente che viveva piuttosto appartata dalla popolazione delle campagne e delle città. La società dell'epoca era incredibilmente eterogenea da un punto di vista etnico, religioso e persino linguistico. Oltre ai Mamelucchi, essi stessi di origine straniera, soprattutto Turchi e Circassi, in Egitto c'erano comunità di Egiziani, Arabi, Armeni, Siriani e Greci. Purtroppo si sa relativamente poco della gente comune che componeva la società dell'impero mamelucco, perché le fonti storiche vertono soprattutto sui risultati raggiunti dai sultani e dalla casta mamelucca.","quote":"*'La società dell'epoca era incredibilmente eterogenea da un punto di vista etnico, religioso e persino linguistico.'*"},"28ed3f37-70c7-5e87-9d40-6eef902eb3ee":{"title":"Le vie del Pellegrinaggio e i luoghi sacri lungo il cammino"},"0e91bb3e-a45f-5595-9dcf-c2ad2c8547a9":{"title":"L’acqua e la vita quotidiana","description":"L'obbligo di provvedere al fabbisogno di acqua da bere per la popolazione delle città, portò alla costruzione di una tipologia architettonica specifica, il *sabil* (fontana pubblica). I *sabil* – molti dei quali furono eretti dai Mamelucchi (r. 648–92 / 1250–1517) al Cairo e a Gerusalemme – erano costituiti da una cisterna sotterranea e da una camera a livello stradale munita di finestre con inferriate che si affacciavano sulla via. Un addetto distribuiva l'acqua ai passanti in coppe fatte passare attraverso le inferriate. Il *sabil-kuttab* aveva un sistema di funzionamento simile, con l'aggiunta di un primo piano coperto a galleria che veniva usato come scuola elementare per i bambini (*kuttab*).","quote":"*'**Un addetto distribuiva l'acqua ai passanti in coppe fatte passare attraverso le inferriate.'*"},"0d399303-e091-5249-87cf-68e9ac89a080":{"title":"Arte e architettura regia","description":"Dopo il 1130 Ruggero II, divenuto re di Sicilia, promuove un’ arte aulica in cui componenti islamiche e bizantine si innestano su elementi romanici normanni già combinati con la locale cultura artistico-architettonica. Ciò avviene anche grazie alle fortunate campagne di Ruggero II a danno dei territori costieri del nord Africa e della penisola balcanica bizantina, con la conseguente acquisizione forzata di maestranze. Nasce così una vera e propria arte e architettura regia, abile ad assegnare riconoscibilità alle opere promosse dalla corona, sia civili sia religiose.","quote":"Ruggero II promuove un’arte aulica che innesta le componenti islamiche e bizantine sugli elementi romanici normanni"},"60261853-a266-5a82-958e-d10b6269bdca":{"title":"Insediamenti abitativi e vita domestica","description":"Le abitazioni urbane corrispondevano, meglio di quelle rurali, al senso di intimità musulmana. Si costruiva intorno ad un cortile scoperto, luogo di incontro familiare e ricreazione, provvisto di serbatoio, pozzo o cisterna e portici sui lati. Intorno al cortile sorgevano le camere da letto, la cucina e i servizi igienici, costruiti su pozzi neri o più frequentemente con canali di evacuazione (atarjea) delle acque residue fino ai pozzi neri situati in strada.","quote":"'*La casa urbana: intimità della vita privata*'"},"4c42f69a-1a67-5fc7-9eb0-b5ed2c633802":{"title":"Raffigurazioni del Giardino del Cielo e dell’Albero della Vita"},"66042ec5-c370-5352-acd8-d82b98d67a73":{"title":"Vita di corte","description":"All'entrata dell'Enderun si trovava l'Arz Odası (sala delle udienze), dove i sultani ricevevano ambasciatori, vizir e alti funzionari. \nL'*harem* era un posto sacro e privato dove l'entrata era proibita a chiunque non facesse parte del personale autorizzato. L'Harem era affidato alla custodia della madre del sultano, la valide sultan. Ella viveva con i figli del sultano, con le sue favorite e concubine (le *ikbal* e le odalische). Anche se tutte vivevano nel lusso, non era permesso loro sedersi accanto al sultano o uscire dal palazzo senza il suo permesso.","quote":"*'L'harem era un posto sacro e privato dove l'entrata era proibita a chiunque non fosse personale autorizzato.'*"},"4d695d55-b515-5453-b09f-f1d34f603388":{"title":"Gli Aghlabidi: scudo di difesa della dinastia abbaside"},"09bdd05c-c517-5715-b216-1c3b6562ce92":{"title":"Raffigurazioni del Giardino del Cielo e dell’Albero della Vita","description":"Dirette raffigurazioni del giardino del paradiso sono rare. Un esempio è lo stupefacente ciclo di mosaici che compare intorno al cortile della Moschea degli Omayyadi a Damasco, del secolo II / VIII. Il ciclo mostra un paesaggio idealizzato con un fiume sinuoso e un insieme di palazzi ed eleganti edifici. Che questi mosaici siano realmente basati sulle descrizioni coraniche è confermato dalla dichiarazione pervenutaci di uno dei mosaicisti che partecipò all'opera: 'Nei mosaici abbiamo voluto raffigurare ciò che è scritto nel Corano riguardo gli alberi e gli edifici del Paradiso. E ai lavoranti che avrebbero eseguito alberi particolarmente belli il califfo 'Umar avrebbe dato 30 *dirham* di premio.'","quote":"*'…abbiamo voluto raffigurare ciò che è scritto nel Corano a riguardo degli alberi e degli edifici del Paradiso...'*"},"6cde84c3-7f28-5ff8-88ec-3cf31d5516fb":{"title":"La ricerca del Baraka – Il pellegrinaggio a Gerusalemme e in Palestina","description":"Oltre a Gerusalemme è forse proprio in Palestina che si incontrano il maggior numero di luoghi sacri venerati dai musulmani. Molti di essi sono associati a profeti e personaggi venerati non soltanto dai musulmani, ma anche da ebrei e cristiani: fra i più famosi l'Haram al-Ibrahimi (il Santuario di Abramo) patriarca dei profeti e primo musulmano, o i luoghi della vita di Gesù Cristo, profeta, secondo il credo musulmano, e profondamente rispettato.","quote":"*'E' forse proprio in Palestina che si incontrano il maggior numero di luoghi sacri venerati dai musulmani.'*"},"1968b4ad-376a-5733-96cc-b0a0f079ea39":{"title":"La Terra Santa delle tre religioni","description":"La Palestina e Gerusalemme in particolare, sono state meta di pellegrinaggio per migliaia di anni. Per gli ebrei Gerusalemme è la città di Dio e il luogo venerato dove sorgeva il Suo tempio. Gli ebrei pregano in direzione di Gerusalemme e, al giorno d'oggi, la città rappresenta il loro centro di vita religiosa, spirituale ed educativa. I cristiani su indicazione dei Padri della Chiesa, hanno preso a recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme e in Terra Santa a partire almeno dal IV secolo d.C., venerando i luoghi dove Gesù Cristo ha vissuto, predicato e guarito i malati: fu sempre a Gerusalemme che egli consumò l'Ultima Cena, fu arrestato, tradito e crocifisso. Ai nostri giorni la Chiesa del Santo Sepolcro custodisce il luogo dove si crede che egli sia stato sepolto e da cui sarebbe asceso al cielo.","quote":"*'La Palestina e Gerusalemme in particolare, sono state meta di pellegrinaggio per migliaia di anni.'*"},"52ba552e-fa0a-5682-9bec-459980b75df8":{"title":"Le vie del Pellegrinaggio e i luoghi sacri lungo il cammino","description":"Il Corano dice: 'e proclamo l'*al-Hajj* all'umanità. Verranno a te a piedi o con ogni mezzo di trasporto; verranno anche dai più sperduti e impervi sentieri di montagna. (XXII: 27–8)'. Ogni anno i pellegrini musulmani convergono alla Mecca da ogni angolo del mondo. La manutenzione delle vie del pellegrinaggio, le stazioni di sosta, i bacini di riserva d'acqua e le fortificazioni di difesa erano sotto la responsabilità diretta del governatore o del principe locale.","quote":"*'Ogni anno i pellegrini musulmani convergono alla Mecca da ogni angolo del mondo musulmano.'*"},"d691a9e4-feba-58bc-947e-a2528e1d9adb":{"title":"Immagini cristiane nei domini omayyadi","description":"Data la nuova situazione socio-religiosa la cultura delle comunità cristiane subì qualche cambiamento. Essendo noto che in materia religiosa l'Islam proibiva la presenza di immagini, le comunità cristiane di propria iniziativa sostituirono le figure umane e animali che apparivano nelle chiese con croci o altri motivi geometrici o vegetali. In alcuni casi il disegno venne scontornato e riformulato. Lo scontornamento dei mosaici pavimentali veniva fatto con la massima cura mentre le chiese continuavano ad essere officiate: ciò dimostra che l'iconoclastia avveniva per volere della chiesa stessa o quanto meno sotto la sua diretta supervisione.","quote":"*'Era noto che in materia religiosa l'Islam proibiva la presenza di immagini '*"},"d4324e40-dd9c-55ae-bca3-245862dcd559":{"title":"Donne della famiglia reale: discendenti di Fatima al-Zahra"},"a83b5614-7afc-5fae-8115-5fbbcede5144":{"title":"La gestione della prosperità","description":"Circa nello stesso periodo, il califfo abbaside Al-Mutawakkil (r. 232–47/847–61), ordinò la costruzione di un'altra struttura ingegnosa: il Nilometro. Questa era usata per misurare il livello delle inondazioni stagionali, permettendo alle autorità in campo agricolo di avanzare previsioni sul raccolto e quindi delle tasse da applicare. Il Nilometro era utile anche alle popolazioni della valle del Nilo per prevedere una possibile scarsezza di cibo ed i razionamenti nei periodi di siccità, preservando così sia il benessere sia la salute del paese.","quote":"*'**Il Nilometro era utile alle popolazioni della valle del Nilo per prevedere una possibile scarsezza di cibo ed i razionamenti nei periodi di siccità.'*"},"2402e680-efca-5518-8365-20a53e16a37c":{"title":"La gestione della prosperità","description":"La salute e il benessere della società dipendono in gran parte dalla buona gestione delle risorse come il cibo e l'acqua, e dal buon governo. Molte soluzioni di ingegneria idraulica furono progettate dagli Abbasidi per sostenere ed incrementare i loro sistemi agricoli e le risorse d'acqua, mentre nuove scoperte in campo medico servirono a migliorare lo stato di salute della popolazione. A Kairouan, per esempio, nel 248/862, gli Aghlabidi costruirono una serie di bacini concepiti soprattutto per raccogliere l'acqua piovana dalle valli circostanti. Lo scopo filantropico risulta evidente dal fatto che essi fecero progettare e misero a disposizione mezzi per raccogliere l'acqua, purificarla e immagazzinarla e quindi renderla disponibile per gli abitanti della città, per i pastori della zona e per le carovane di passaggio: a titolo assolutamente gratuito.","quote":"*'G**li Aghlabidi costruirono una serie di bacini concepiti soprattutto per raccogliere l'acqua piovana dalle valli circostanti.'*"},"11f82e3d-c59a-5f69-a3bc-b5b190e3aaa1":{"title":"La corte","description":"In competizione con i fasti e l'eleganza delle corti orientali – e a volte superandoli – i monarchi dell'occidente musulmano crearono le proprie corti circondandosi di dignitari di alto rango, privilegiati nel godere la fiducia del sovrano e attori come lui del cerimoniale di corte, che rispecchiava la sua magnificenza, autorità e desiderio di impressionare i sudditi. \nI dignitari accompagnavano il sovrano nella sua attività pubblica, prendevano parte con lui a inviti e banchetti ufficiali e collaboravano all'azione di governo. Negli spostamenti facevano parte del corteo reale contribuendo così all'ammirazione che esso suscitava.","quote":"*'Il corteo militare'*"},"b2dfb887-c592-5972-be84-da52442aac78":{"title":"Viaggio di un pulpito islamico","description":"Questa è la storia di un *minbar* (pulpito) islamico sottratto ai Crociati e messo in salvo. Il *minbar* era stato previsto originariamente per il *maqam* (santuario) di Ashqelon dedicato al grande martire musulmano al-Husayn, nipote del profeta Maometto. Come il *mihrab* (la nicchia che indica la direzione della preghiera), il *minbar* è un punto focale della moschea ma diversamente da esso è normalmente mobile. Ad eccezione di alcune copie di Corano, il *minbar* è perciò il solo oggetto mobile in una moschea che rivesta un profondo valore spirituale.","quote":"*'**Questa è la storia di un minbar islamico sottratto all'avanzata dei Crociati.'*"},"c120081f-2000-5d9f-bbc8-dc8089955a17":{"title":"Madrasa e Istruzione"},"6a3348dc-029d-59c2-af77-31ec3a3dfe2f":{"title":"Vita di Corte"},"a787ec88-bc49-5171-bf60-265ba0253dd4":{"title":"Calligrafia monumentale"},"7b2c2d23-dc2f-50d9-92cf-f23ca9c8f4ce":{"title":"I rapporti con il resto del mondo: contatti diplomatici e commercio internazionale","description":"La produzione di oggetti in vetro divenne una delle più rinomate attività dell’arte mamelucca, con in primo piano la produzione di lampade per le moschee. L’Egitto mamelucco divenne famoso per la produzione e l’esportazione di tessuti come i cotoni stampati e le sete intessute. Le botteghe di ceramica producevano una gamma di oggetti di vibrante bellezza e grande qualità, alcuni dei quali si richiamavano alle porcellane cinesi verde chiaro e blu e bianche. Gli ebanisti si specializzarono nella produzione di mobili e persino di cenotafi con intrichi intagliati e intarsi a disegni geometrici a stella.","quote":"*'L'Egitto mamelucco divenne famoso per la produzione e l'esportazione di tessuti come i cotoni stampati e le sete intessute.'*"},"343a2d67-cc5d-51cf-b046-7beee7e64193":{"title":"Il Sacro Corano","description":"Copie del Corano si eseguivano in differenti formati e per usi diversi. Alcune erano destinate a moschee e *madrasa*, mentre altre erano eseguite per uso personale, per invocare benedizione e protezione. Il possesso e la committenza di trascrizioni e decorazioni di copie del Corano era considerato un'onorevole pratica religiosa per coloro che se lo potevano permettere. Il sistema di committenza era molto diffuso nel mondo islamico e i committenti facevano dono di copie del Corano, in speciali occasioni, alle moschee, ai santuari e alle scuole. La maggior parte degli edifici religiosi o di formazione, per evidenziare la propria funzione erano ornati con citazioni del Corano eseguite su pietra, su maioliche, su tessuti di arredo e mobilia.","quote":"*'**I committenti facevano dono di copie del Corano, in speciali occasioni, a moschee, santuari e scuole.'*"},"7dc9303d-b5b2-5fef-b408-8178d88f89d2":{"title":"Insediamenti abitativi e vita domestica","description":"Nella casa musulmana le donne, nello svolgimento delle attività domestiche, facevano scorte d'acqua in grandi giare per poi utilizzarla di volta in volta nella quantità che serviva. In questo tipo di contenitori conservavano anche il grano e, in altri più piccoli, del pesce conservato, carne e frutta. Producevano formaggi, preparavano gli alimenti secondo le ricette tradizionali e li cucinavano su fornelli alimentati con carbone vegetale. Specialmente nelle feste familiari mettevano in mostra tutto il loro sapere culinario.","quote":"*'La vita domestica: attività femminili per il benessere della famiglia*'"},"217482b1-7626-531f-8ca9-51c2f680fe3d":{"title":"I Mamelucchi","description":"'Originariamente schiavi dei regnanti musulmani, i Mamelucchi costruirono un impero che si affermò per circa 300 anni come uno dei più potenti dell'Islam.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nUlrike AL-KHAMIS, Edinburgh \nElsayed HAMAD, Cairo \nYousef NATSHEH, Jerusalem \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nEnaam Selim, Cairo \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Per circa 300 anni il sultanato mamelucco fu uno dei più potenti del mondo islamico. La parola araba *mamluk* significa 'in possesso di', e nel contesto della storia araba sta ad indicare un soldato straniero acquisito come forza speciale, agli ordini diretti del sultano. La maggior parte dei Mamelucchi erano Turchi e Circassi del Caucaso convertiti all'Islam, istruiti e formati per eccellere nelle arti marziali. Nel 648 / 1250 un vuoto di potere venutosi a creare alla corte dei loro padroni arabi permise ai Mamelucchi di creare un proprio regno. Da allora in avanti i Mamelucchi cominciarono a costruire un impero che finì per estendersi dall'Egitto alla Palestina, alla Siria e alle città sante della Hijaz araba, su cui regnarono ininterrottamente fino al 922 / 1517. \nNei primi anni di regno dovettero far fronte a costanti minacce provenienti da nemici esterni, ma i Mamelucchi furono in grado sia di espellere i Mongoli, dopo la decisiva battaglia vinta ad Ayn Jalut in Palestina nel 658 / 1260, sia i Crociati nel 690 / 1291. \nI Mamelucchi divennero i principali campioni e difensori dell'Islam: fecero risorgere il califfato al Cairo nel 659 / 1261 dopo che l'originaria sede a Baghdad era caduta in mani mongole nel 656 / 1258; lanciarono una campagna di costruzioni senza precedenti, tra cui splendide moschee, e istituirono donazioni religiose (*waqf*) in tutto l'impero, che agirono da punto di attrazione e riferimento per studiosi e scienziati oltre che per teologi. \nDa un punto di vista internazionale, il sultanato mamelucco istituì solidi legami con gli altri governi musulmani compresi quelli dell'Estremo Oriente, oltre a relazioni con Bisanzio, la Francia, la Castiglia, la Sicilia, Genova e Venezia. Il Cairo diventò il cuore del commercio mondiale: beni di consumo provenienti da est e da ovest venivano commerciati in mercati specializzati (*suq*), la cui brillante vitalità stimolò anche la produzione locale. \nL'inesorabile declino del potere mamelucco cominciò a causa sia dell'apertura di nuove vie di commercio con l'oriente attraverso il Capo di Buona Speranza, sia a causa dell'espansione ottomana, che pose fine al dominio dei Mamelucchi all'inizio del X / XVI secolo.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/the_mamluks/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/17/portal_image/1.jpg","display_order":5}}},"00c4ec24-eae3-5f50-b012-fca1d0fc4b8b":{"title":"Splendori dell’alta sartoria: i tiraz e gli altri costumi dell’epoca"},"0227731c-df1e-5f3e-8a97-45ca3e10bf2a":{"title":"Discover Islamic Art"},"a1627728-24d7-5242-9f95-1b065c869096":{"title":"I piaceri e le feste di corte","description":"I Fatimidi amavano la vita all'aria aperta e disponevano di giardini ben tenuti e frutteti. Gli ospiti erano invitati a passeggiare fra le piante per godere delle splendide fontane decorate e del suono dei giochi d'acqua. Alcune residenze reali erano fornite di strutture atte ad ospitare animali esotici e uccelli. Al di là dei cancelli dei palazzi, la famiglia reale e i membri della classe dominante praticavano vari sport fra cui la caccia e l'equitazione. Si cacciavano uccelli, lepri e gazzelle facendo uso di uccelli rapaci, cani e cavalli. Il polo, la sfida col bastone e il lancio del giavellotto erano altri sport molto amati.","quote":"*'I Fatimidi amavano la vita all'aria aperta e disponevano di giardini ben tenuti e frutteti.'*"},"a52fece5-e533-5203-bd90-001ae174dfca":{"title":"Arte e architettura regia"},"746b43e3-b5fd-5bfd-8ecf-f3e9560860b0":{"title":"I luoghi del potere: gli edifici palatini","description":"All'interno delle recinzioni palatine gli spazi erano distribuiti secondo un ordine gerarchico a seconda che fossero destinati ad uso privato o pubblico. Fra i primi c'era la residenza reale, ubicata nella parte più interna ed inaccessibile della fortificazione e destinata ad alloggiare la numerosa famiglia del sovrano. Le unità residenziali sorgevano intorno a cortili porticati da cui si accedeva alle stanze private, fra cui si distingueva sempre una stanza principale con alcove laterali, tutte riccamente ammobiliate e decorate per ricevere in intimità e celebrare feste private.","quote":"'*Gli spazi privati del palazzo'*"},"e6ad56f0-f7ef-58c5-8cd7-b611edb41a00":{"title":"Vita di Corte","description":"Come conseguenza della conquista di Damasco nel 547 / 1154 Nur al-Din Mahmud Ibn Zangi unificò la Siria e molte città divennero importanti centri politici, economici e culturali ciascuno con una propria vita di corte. Gli Atabeg e gli Ayyubidi furono attivi committenti nell'ambito dell'architettura, del restauro di mura e fortificazione di cittadelle, eressero nuove *madrasa*, *bimaristan*, *hammam*, *suq* (mercati) e moschee. I palazzi erano arredati con sontuosi tappeti, raffinati oggetti in metallo lavorato e recipienti in vetro.","quote":"*'* *I palazzi erano arredati con sontuosi tappeti, raffinati oggetti in metallo lavorato e recipienti in vetro.'*"},"7f51c07a-1225-5789-b81c-1f76126498a2":{"title":"I luoghi del potere: gli edifici palatini","description":"Fra gli edifici del complesso, il palazzo era lo spazio di rappresentanza propriamente detto, in cui si svolgeva l'esercizio del potere o si tenevano le udienze pubbliche durante le quali il sovrano riceveva, seguendo un rigido protocollo, i funzionari amministrativi o gli ambasciatori. Il palazzo si articolava in spazi monumentali e sontuosi, grandi e ricchi di saloni che si affacciavano su cortili con giardini. Per accedere a questa area il percorso era lungo e complesso, non solo come misura di sicurezza, ma anche per rendere visibile e manifesta l'inaccessibilità del potere.","quote":"*'Il palazzo, rappresentazione del potere reale'*"},"e227dc1b-85f9-5719-a57f-69b159c22d02":{"title":"Vita di Corte","description":"Nei secoli IV-X / VI-XII in Siria e nel Nord dell'Iraq non c'è stata un'unica grande corte centrale, ma piuttosto una serie di corti locali che coesistevano grazie a un complesso sistema di alleanze. L'ascesa di governanti spesso iniziava da incarichi ricevuti come nel caso degli Atabeg al servizio dei Selgiuchidi iraniani (429 / 1038 – 590 / 1194 c.), che presto crearono propri centri di potere, costruendo i loro palazzi reali all'interno delle cittadelle per difendersi dalla costante minaccia dei Crociati. Il miglior esempio pervenutoci è il palazzo reale della Cittadella di Aleppo.","quote":"*'Una serie di corti locali coesistevano grazie a un complesso sistema di alleanze.'*"},"18c44ba9-f8fa-5fdd-99a2-a8b6f034044a":{"title":"Raffigurazioni del Giardino del Cielo e dell’Albero della Vita","description":"Alberi con fiori dolcemente profumati e abbondanti frutti maturi sono al centro delle raffigurazioni del paradiso islamico. La palma occupa un posto particolare: secondo una leggenda, essa è parente dell'uomo, essendo stata creata con l'argilla avanzata a Dio dopo la creazione di Adamo. Un'altra leggenda tramanda l'aneddoto che il profeta Maometto associò la palma all'idea di paradiso. Ci sono riferimenti anche al melograno e all'albero mistico della tuba, un Albero della Vita simile al cipresso che sorge nel centro del paradiso.","quote":"*'Alberi con fiori dolcemente profumati e abbondanti frutti maturi ricoprono un ruolo particolare.'*"},"5143a580-5e9d-5338-aa83-89eaf0f30e05":{"title":"L’arte mudéjar aristocratica e civile","description":"Nei luoghi in cui non c'erano preesistenze islamiche da occupare, i re cristiani e i nobili fecero erigere nuovi palazzi a somiglianza di quelli. Il re di Castiglia, Pietro I, è tra coloro che caddero vittime del fascino per lo stile di vita musulmano e per gli spazi in cui esso prendeva vita. I palazzi di Tordesillas e Astudillo rispondono al desiderio del re di farli realizzare alla maniera degli edifici nasridi dell'epoca, e poté contare probabilmente sul contributo di artigiani granadini, inviati dal suo amico Muhammad V re di Granada.","quote":"*Palazzi mudéjar di nuova costruzione*."},"664da959-c73e-5c6a-8641-060470f0010e":{"title":"L’arte mudéjar","description":"L'arte mudéjar è il prodotto di vicende storiche che si verificarono solo nella penisola iberica medievale","extra":{"credits":"Curators & authors \nCarmen ALONSO-RODRIGUEZ, Madrid \nMaria da Conceição AMARAL, Silves \nGaspar ARANDA, Madrid \nÁngela FRANCO, Madrid \nÁngela GARCIA-BLANCO, Madrid \nSusana GOMEZ, Mertola \nSantiago MACIAS, Mertola \nMargarita SANCHEZ-LLORENTE, Madrid \nClaudio TORRES, Mertola \n \nCoordination \nMiguel GARCIA, Madrid \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"La principale caratteristica dell'arte mudéjar è la sua singolarità. Si tratta di una forma d'arte non paragonabile a nessun altra, islamica o cristiana che sia, in quanto risultato di vicende storiche che si verificarono solo nella penisola iberica medievale. \nDi fatto, man mano che procedeva il processo di riconquista di al-Andalus, i re cristiani dovettero affrontare l'arduo problema del ripopolamento in tempi brevi, concedendo così alla popolazione musulmana di restare nei territori recentemente conquistati e di conservare la propria religione, la lingua e l'organizzazione giuridica. La popolazione mudéjar, popolazione musulmana in territorio cristiano, si integrò nella nuova società, lavorò per le nuove classi dominanti e si fece portatrice dell'arte e delle usanze musulmane i cui colori, esotismo, lusso e raffinatezza esercitavano grande fascino sulla nobiltà e sui re cristiani. \nLe opere mudéjar sono facilmente riconoscibili per la perfetta armonizzazione dei materiali usati – laterizio, intonaco, legno e ceramica – per le tecniche specifiche di lavorazione e per i motivi decorativi propri del repertorio islamico. C'è chi considera l'arte mudéjar una forma di sopravvivenza dell'arte islamica nella società cristiana e certamente questa interpretazione è valida solo da un punto di vista formale, perché gli schemi costruttivi e decorativi islamici esprimono, in questo caso, concetti e valori propri della cultura cristiana, rinunciando agli originari contenuti musulmani. \nD'altronde le peculiarità dell'arte islamica si fusero magistralmente con quelle di tradizione occidentale per creare una nuova forma di arte cangiante, a seconda che si combinasse con il romanico, il gotico o lo stile rinascimentale. Si può quindi dire che il mudéjar non appartiene in senso stretto al panorama dell'arte islamica, né tanto meno a quello dell'arte occidentale cristiana. Anello di congiunzione fra due culture, il mudéjar divenne l'espressione artistica di una società complessa nella quale convivevano cristiani, ebrei e musulmani, rimanendo pertanto un fenomeno singolare nella storia dell'arte. \nIl declino dell'arte mudéjar iniziò nel XVI secolo e si consumò con l'espulsione dei musulmani nel 1609, nonostante il gusto mudéjar con inflessioni barocche sopravvivesse fino all'avvento del barocco vero e proprio.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/mudejar_art/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/26/portal_image/1.jpg","display_order":17}}},"120cbd81-d9a2-540e-a178-dc11c283fc2d":{"title":"La donne musulmane e la vita domestica"},"4a1c6f21-6004-562f-a51b-159ea077a327":{"title":"La lapide funeraria, memoria in pietra","description":"I riti funebri dell'Occidente musulmano sono connotati da semplicità e assenza di pompa. I cimiteri musulmani sono situati fuori delle città, non distanti, però, per facilitare le visite alle tombe. I familiari normalmente vanno al cimitero il venerdì prima della preghiera e vi leggono dei versi del Corano. L'unica eccezione è costituita dalle famiglie reali, che seppellivano i loro morti all'interno delle mura palatine. In ogni caso la sepoltura avviene in una fossa scavata nella terra con il viso rivolto verso La Mecca.","quote":"'*Gli spazi funerari: le necropoli*'"},"646ebdd8-a486-5d6b-8cd6-0d16de835996":{"title":"La cultura nel Regno Crociato di Gerusalemme","description":"Un altro storico e viaggiatore dell'epoca, al-Hurawy (morto nel 611 / 1215), ricorda, vedendo la griglia di metallo intorno alla roccia: 'Ho visto questa roccia al tempo dei Franchi, era a nord della moschea al-Aqsa ed era circondata da una recinzione di ferro come fosse una casa. L'altezza della recinzione è di due braccia.'","quote":"*'L'altezza della recinzione di ferro che circonda la roccia è di due braccia.'*"},"282bf248-cb40-5b24-9d50-166d75b8a10e":{"title":"I rapporti con il resto del mondo: contatti diplomatici e commercio internazionale"},"f9582527-5e66-53ac-b264-520c2d4cf28b":{"title":"Le ceramiche abbasidi"},"7bb30298-992c-56ba-a331-b96f90384fbb":{"title":"La Sicilia cristiana e la cultura figurativa islamica: preesistenze e continuità","description":"Paradossalmente, è proprio il regno cristiano dei normanni ad aver lasciato in Sicilia alcune fra le più preziose testimonianze di arte islamica (seppur con apporti di elementi classici, bizantini e iranici) presenti nel bacino del Mediterraneo. La nuova dinastia invece di porsi in conflitto con i predecessori ne assimila sapientemente cultura e abitudini, ma più che guardando al passato, confrontandosi direttamente con quanto, di quella raffinata cultura, poteva offrire il mondo islamico coevo: il dialogo con quest’ultimo non si limita a quello con i musulmani rimasti nell’isola, ma si esprime soprattutto attraverso i rapporti tra la corte normanna e il califfato fatimide del Cairo, testimoniati da relazioni diplomatiche, commerciali e perfino da scambi di doni, come quelli tra il califfo al-Hafîz e Ruggero II. È molto probabile che alcune delle maestranze impiegate nei cantieri regi normanni siano proprio di provenienza egiziana.","quote":"Paradossalmente, è il regno cristiano dei normanni ad aver lasciato in Sicilia alcune fra le più preziose testimonianze di arte islamica presenti nel Mediterraneo"},"5ff53527-c223-5816-b616-a7a036304f06":{"title":"Calligrafia monumentale","description":"Il kufico angolare minimale fu il primo stile calligrafico arabo a comparire su monumenti. Successivamente si andò evolvendo nel V / XI secolo nel kufico foliato che risultava arricchito di motivi floreali sul corpo delle lettere, come si può osservare sulla *m**aqsura* (spazio riservato al califfo o all'*imam)* della Grande Moschea di Kairouan. Sebbene i caratteri kufici – con i loro allineamenti orizzontali e verticali – si prestino perfettamente a completare molte componenti decorative architettoniche, soprattutto pilastri e supporti di vario genere, dal VI / XII secolo sui monumenti compaiono anche altri stili calligrafici arabi come il *naskhi,* meno austero: è il caso del Khanqah (ostello) del sultano Baybars in Egitto.","quote":"*'Il kufico angolare minimale fu il primo stile calligrafico arabo a comparire sui monumenti.'*"},"67d05c74-9479-5504-9b95-28708620c776":{"title":"Cairo, Damasco e Gerusalemme: centri della vita culturale mamelucca","description":"In Siria, Damasco si distinse come seconda città del sultanato mamelucco per importanza politica, artistica e intellettuale, un centro di studi religiosi e di progresso scientifico. Molti preziosi libri di medicina, geografia e scienze naturali furono copiati e illustrati nelle sue famose *madrasa* e istituti di istruzione superiore.","quote":"*'**Damasco si distinse come seconda città del sultanato mamelucco per importanza politica, artistica e intellettuale.'*"},"57d4f9c5-7846-5502-a124-d07a4d4ecfee":{"title":"Viaggi e Commercio","description":"Nel Medioevo il viaggio era pieno di incognite e quasi tutte le vie di comunicazione dei commerci e dei pellegrinaggi, che andavano dalla costa mediterranea all'Asia centrale e all'Arabia, erano estremamente pericolose; quando i Crociati franchi iniziarono i loro attacchi le vie divennero sempre più insicure. Cittadelle e castelli furono eretti in punti strategici, come quelli di Karak e Shawbak in Giordania. Nonostante l'antagonismo politico, musulmani e franchi commerciavano fra di loro, attraversavano i rispettivi territori e si tassavano l'un l'altro.","quote":"*'Nonostante l'antagonismo politico, musulmani e franchi commerciavano fra di loro, attraversavano i rispettivi territori e si tassavano l'un l'altro.'*"},"24dccfe7-0ad7-552e-aa3d-ebae78f613d0":{"title":"Vita di corte","description":"Il Palazzo Topkapı era sede del potere e residenza della famiglia imperiale. Fu costruito su di un area della penisola di Istanbul che dominava il Corno d'Oro su un lato e lo stretto del Bosforo e il Mar di Marmara sull'altro; è un insieme di edifici distribuiti in tre nuclei (il *birun*, l'*enderun* e l'*harem*) situati in ampi giardini. \nIl *birun* si trova fra la prima porta, Bab-ı Hümayun (Porta Imperiale), e la terza, Babü's-Saade (Porta della Felicità). Sul primo cortile si affacciavano gli edifici amministrativi, la zecca imperiale, le caserme, i ministeri e altri uffici governativi. Sul secondo cortile, chiamato Alay Meydanı, si affacciavano il Divan-ı Hümayun – detto anche 'Sotto la Cupola' – l'edificio del tesoro, le cucine, le stalle e l'accesso all'*harem*. \nLe cerimonie, come ad esempio l'ascesa al trono di un nuovo sultano, le udienze reali che avvenivano in caso di emergenza, conosciute come Alay Divanı (Assemblea in Piedi) e le feste, si svolgevano di fronte alla Porta della Felicità. Anche il trono del sultano si trovava vicino alla porta e la bandiera sacra (Sancak-ı Şerif), il più alto simbolo del sultano come califfo della fede, veniva issata qui quando la si prelevava dal Padiglione del Sacro Mantello in speciali occasioni.","quote":"*'Il Palazzo Topkapı era sede del potere e residenza della famiglia imperiale.'*"},"fb7529af-c345-5f7f-84b9-097ce4ffba20":{"title":"La decorazione geometrica sui tessuti"},"e0fad146-3560-5ca0-86d7-06707053fbef":{"title":"Il Pellegrinaggio","description":"'Il pellegrinaggi è la componente forse più profondamente sentita tra le pratiche religiose di ebrei, cristiani e musulmani: conduce i fedeli ai luoghi sacri esaudendo così un loro desiderio spirituale.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nUlrike AL-KHAMIS, Edinburgh \nElsayed HAMAD, Cairo \nYousef NATSHEH, Jerusalem \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nEnaam Selim, Cairo \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Il pellegrinaggio è un elemento fondamentale nella pratica religiosa delle tre religioni monoteistiche, ebraismo, cristianesimo e Islam. \nPer l'Islam il pellegrinaggio (*al-Hajj*), è un dovere religioso che rappresenta il quinto ed ultimo pilastro della fede musulmana; gli altri sono: la Professione di Fede (*Shahada*: 'non c'è altro dio all'infuori di Allah e Maometto è il suo profeta'); le cinque preghiere giornaliere; il dovere di fare elemosina e il digiuno durante il mese di Ramadan. Il Corano descrive l'*Hajj* e ammonisce: 'E l'*Hajj* alla *Kaba* è un impegno che l'umanità deve ad Allah' (III: 97), mentre la *Sunna*, l'insieme delle Tradizioni del Profeta, precisa più approfonditamente i dettagli. Di conseguenza, ogni musulmano fisicamente abile e che disponga delle necessarie risorse economiche deve intraprendere l'*Hajj* almeno una volta nella vita. Secondo il credo musulmano, il santuario (l'*Haram;* il Sacro Recinto della Mecca) fu costruito originariamente da Abramo e da suo figlio Ismaele, entrambi venerati, seppur vissuti prima dell'Islam, perché ne propiziarono la nascita. \nCon l'avvento dell'Islam, il pellegrinaggio religioso venne praticato con ben definiti rituali chiaramente descritti nel Corano e nella *Sunna*. Il pellegrinaggio islamico ha luogo nei due mesi di *Dhu al-Qaada* e *Dhu al-Hijja*. Esso ha inizio adottando uno stile di vita all'insegna della purezza, simboleggiato dallo svestire i panni abituali per indossare l'*ihram*, una tenuta composta di due capi bianchi senza lacci, portata indistintamente da tutti gli uomini, ricchi o poveri (per le donne gli indumenti previsti sono invece allacciati). Per tutta la durata dell'*Hajj* il credente deve rimanere puro spiritualmente e fisicamente. Nell'*Haram* della Mecca, i pellegrini girano intorno alla sacra *Kaba* sette volte (*Tawaf*) prima di intraprendere l'*al-Sayi*, un cammino rituale fra due colline all'interno del complesso della moschea: *al-Safaa* e *al–Marwah*. Il nono giorno di *Dhu al-Hijja* i pellegrini si riuniscono sul monte Arafat per pregare e chiedere perdono ad Allah per i loro peccati. L'*Hajj* culmina con l'*Eid al-Adha* (la Festa del Sacrificio) il decimo giorno di *Dhu al-Hijja*, la più importante festa musulmana. L'*Hajj* è la più grande esperienza nella vita di un musulmano e procura la possibilità ai fedeli di purificarsi dei loro peccati e rinascere così a nuova vita.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/pilgrimage/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/29/portal_image/1.jpg","display_order":8}}},"1abd2666-7a05-5c9a-8f4d-991a0fac4643":{"title":"La cultura nel Regno Crociato di Gerusalemme","description":"Le descrizioni nei *'Viaggi'* di Ibn Jubayr e nei *'Ricordi'* di Usamah Ibn Munqidh, presentano il punto di vista della comunità islamica. Lo scrittore, diplomatico e politico Usamah (487–583 / 1095–1188), che visse nel castello di Shayzar, conobbe personalmente Nur al-Din e Saladino, come anche i loro nemici franchi. Descrivendo una visita a Gerusalemme riferisce: 'Normalmente quando entravo nella moschea di al-Aqsa occupata dai Templari, che erano miei amici, i Templari lasciavano libera la piccola moschea adiacente per permettermi di pregare.' Un giorno, quando Usamah si mise in posizione per pregare, fu interrotto da un Franco che lo obbligò a volgersi verso oriente. Un Templare amico di Usamah respinse il Franco e si scusò dicendo: 'Questo è uno straniero arrivato da poco dalla terra dei Franchi e non ha mai visto nessuno che non pregasse verso oriente.'","quote":"*'I Templari lasciavano libera la piccola moschea adiacente per permettermi di pregare.'*"},"fc7c939a-850e-5462-8ba3-c2aa03ed101f":{"title":"La moschea, luogo di preghiera"},"d0f2de47-bb3f-5401-adda-d70b0bdc2f1c":{"title":"La raffigurazione degli animali"},"c1e27de3-f47f-5dbf-a939-9b3c100f2f30":{"title":"Il mecenatismo di corte","description":"Gli Omayyadi intesero il mecenatismo in architettura come dimostrazione del potere della nuova fede in generale e della propria dinastia in particolare. Con le loro committenze si realizzarono alcuni dei più importanti edifici religiosi come la Cupola della Roccia, la Moschea al-Aqsa a Gerusalemme e la Grande Moschea di Damasco. \nLa moschea, come tipologia architettonica propria dell'Islam, fu creata in periodo pre-omayyade prendendo ispirazione dalla Casa del Profeta a Medina. Gli Omayyadi contribuirono ad aggiungere nuovi elementi che col tempo divennero componenti caratteristiche di ogni moschea: il minareto (simbolo della presenza dell'Islam e da cui si chiama i fedeli alla preghiera); il *mihrab* (simbolo della presenza del Profeta) e la *maqsura* (uno spazio chiuso, riservato all'*imam*, colui che conduce la preghiera, o al califfo) presso il *mihrab*.","quote":"*'Il mecenatismo in architettura fu inteso come dimostrazione del potere della nuova fede.'*"},"7ca8b514-16be-5930-b8ed-1c96b7324e76":{"title":"Le donne musulmane mecenati","description":"Le donne musulmane furono anche generose mecenati di arredi interni di edifici religiosi, di preziose copie del Corano e di lussuosi accessori di moschea. Uno dei più stupefacenti è il *mihrab* in legno di teak intarsiato per il santuario di Sayyida Ruqayya, commissionato dalla moglie del califfo fatimide al-Amir Ibn-Ahkam Allah nel 527 / 1133. Esistono numerosi corani manoscritti, commissionati dalle principesse ziridi per la grande Moschea di Kairouan, fra cui il Corano di Umm Milal e quello di Umm al-Ilu, sorella del principe ziride al-Muizz Ibn Badis. Un terzo manoscritto fu donato alla moschea da Fatima, governatrice durante il regno di al-Mansur.","quote":"*'Le donne musulmane furono generose mecenati di arredi interni di edifici religiosi.'*"},"2fd1d033-a4f2-567f-b9d5-a05f8479663e":{"title":"Il Sacro Corano"},"f049cf8d-e79d-5896-ac15-489e32164b03":{"title":"L’arte mudéjar popolare e religiosa","description":"Il mudéjar di Toledo subisce l'influenza di quello castigliano che si manifesta negli archi ciechi in laterizio e presenta inoltre influenze almohadi e gotiche che sono tipiche anche del mudéjar di Estremadura. Le sue caratteristiche peculiari sono fra le altre: muri costituiti di parti in pietra che si alternano con il laterizio, facciate decorate con fregi di archi incrociati, aperture con archi a ferro di cavallo e campanili su base di pietra, separati dal corpo della chiesa come fossero minareti.","quote":"*'Il mudéjar toledano: le linee slanciate del gotico in laterizio'*"},"42f06353-5ef7-51e7-934c-e5dc0f69f7b4":{"title":"La capitale ottomana: Istanbul","description":"Bisanzio scelta dall'imperatore Costantino come nuova capitale dell'impero romano, si sviluppò con il nome di Costantinopoli rimanendo capitale dell'Impero Romano d'Oriente. Oltre che per la sua posizione strategica, la città riuscì ad attrarre l'attenzione del mondo intero per via dei suoi splendidi monumenti fra cui la chiesa di Hagia Sofia. Costantinopoli resistette a diversi assedi degli Arabi musulmani e soffrì i danni causati dalla quarta Crociata. Dopo secoli di resistenza, Costantinopoli fu infine conquistata dal sultano Maometto II nel 857 / 1453. Quando gli Ottomani sconfissero i Mamelucchi nel 923 / 1517 e presero il titolo di califfi, la loro capitale divenne il centro del mondo islamico e fu denominata successivamente: Konstantiniyye, Asitane, Dersaadet e Istanbul. Istanbul rimase la capitale ottomana fino al 1922; per 400 anni ogni sultano che salì al trono ornò la città con nuovi monumenti, aggiornandone continuamente le strutture.","quote":"*'Per 400 anni ogni sultano che salì al trono ornò Istanbul con nuovi monumenti, aggiornandone continuamente le strutture.'*"},"1b29b6a7-7dc6-567b-aaf0-cbfc9c64fc07":{"title":"Saladino in Terra Santa","description":"L'ascesa di Saladino cominciò durante la lotta per l'Egitto quando Nur al-Din era ancora in vita. Dopo la morte di Nur al-Din, nel 569 / 1174, Saladino trascorse 10 anni a combattere correligionari musulmani e potenziò il suo esercito. Una volta unificati Siria ed Egitto ed in seguito alla conquista di Aleppo nel 579 / 1183, Saladino si impegnò a scacciare i Franchi. La sua prima vittoria importante fu la battaglia di Hittin nel 583 / 1187, che aprì la strada all'esercito per l'avanzata verso Gerusaleme che fu conquistata poco più tardi quello stesso anno.","quote":"*'Una volta unificati Siria ed Egitto, Saladino si impegnò a scacciare i Franchi.'*"},"fde9c1e2-a19a-570e-98f7-a4cd5e14c12e":{"title":"Cerimoniali e svaghi di corte","description":"Le fonti letterarie riportano l'esistenza di due tipi diversi di udienza: l'udienza pubblica (*majlis al-amm*) e quella privata (*khass*), riservata ai collaboratori più stretti e ai consiglieri. Durante l'udienza il califfo (o il suo rappresentante) sedeva su di un trono rialzato (*sarir*), mentre coloro che erano ricevuti venivano fatti accomodare in modo diverso a seconda del loro rango. Alcuni edifici come Qusayr Amra in Giordania, Khirbat al-Mafjar vicino Gerico e Qasr al-Hayr al-Gharbi in Siria, hanno estesi programmi iconografici che mostrano musici, danzatori e figure femminili che offrono doni, svaghi che divennero parte integrante della vita di corte omayyade.","quote":"*'Durante l'udienza il califfo (o il suo rappresentante) sedeva su di un trono rialzato.'*"},"6e7d4f2d-b957-51ff-b7ba-274922d1bffb":{"title":"La ceramica mudéjar","description":"Fra gli oggetti più affascinanti delle ceramiche mudéjar ci sono piatti e bracieri totalmente decorati con motivi geometrici ed epigrafici, ovoli curvi e triangoli a vela, che nel loro ripetersi danno la sensazione del movimento. La novità compositiva di matrice occidentale è visibile nell'organizzazione del disegno intorno ad un centro ben evidenziato. Questi piatti con umbone e baccelli in rilievo furono realizzati a stampo per essere oggetti più ornamentali che di uso pratico.","quote":"'*Questi piatti con umbone e baccelli in rilievo furono realizzati per essere oggetti ornamentali.'*"},"17b8ce1b-11e8-500c-ba13-dd3af722e3b4":{"title":"Il sultano e la sua corte","description":"Il sultano mamelucco era anche il capo supremo dell'esercito e il protagonista della diplomazia internazionale. L'autorità e la glorificazione del sultano si esprimeva anche attraverso complessi cerimoniali, magnifici ambienti di corte e passatempi privilegiati, come ad esempio la falconeria e la caccia.","quote":"*'L'autorità del sultano si esprimeva anche attraverso complessi cerimoniali e magnifici ambienti di corte.'*"},"527ffe44-a653-52d5-b537-96b6f979648a":{"title":"Siria","description":"Durante il XIX secolo, l’impero ottomano sentì la necessità di raccogliere la sfida di un'Europa sempre più potente, ricca e industrializzata. Le tradizionali *madrase* e moschee non erano più considerate istituzioni educative sufficienti per una società moderna. La madrasa Jaqmaqiyya, ad esempio, venne trasformata in un nuovo tipo di scuola civile chiamata Maktab Rushdiyya. Vi si insegnava storia ottomana ed europea, scrittura letteraria e ufficiale e una varietà di lingue tra cui francese, ottomano e persiano, ma non erano offerte né la lingua né la storia araba. \nAll'inizio del XX secolo, queste riforme iniziarono a ritorcersi contro il governo allorché le minoranze cristiane e le maggioranze musulmane non turche pretesero il diritto all’autodeterminazione e la libera espressione di contro all'unità e obbedienza esercitate fino a quel momento. A Damasco, Maktab Anbar divenne un nuovo centro educativo e un punto focale per il risveglio politico arabo.","quote":"“Durante il XIX secolo, l'Impero Ottomano sentì la necessità di raccogliere la sfida di un'Europa sempre più potente, ricca e industrializzata.”"},"071e3e6e-8e36-5c3c-8643-17ee9ac60138":{"title":"La corte e le arti","description":"L'impero ottomano era uno stato centralizzato gestito da funzionari specificamente formati a corte. Questo sistema ebbe profonde ripercussioni anche sull'arte, producendo linee e stili decorativi omogenei in tutto il vasto territorio dell'impero. Gli architetti e gli artigiani che crearono il Palazzo Topkapı, e tutti gli artisti che lavoravano ad Istanbul e nel resto dell'impero, erano affidati al controllo dell'architetto capo imperiale. \nLe botteghe degli artisti ebbero sede prima a Edirne e, dopo la conquista di Costantinopoli, furono sistemate nel Palazzo Topkapı a Istanbul. La sistematica organizzazione della manodopera artistica cominciò agli inizi del secolo IX / XV. A volte ad artisti della corporazione di Istanbul o di altre regioni dell'impero veniva richiesto su invito di lavorare in una determinata bottega.","quote":"*'Il sistema centralizzato ebbe profonde ripercussioni sull'arte ottomana, producendo linee e stili decorativi omogenei in tutto il vasto territorio dell'impero.'*"},"0e4ca3d5-ad07-5906-884a-7b4b89c83f5c":{"title":"Egitto"},"982c8126-411c-56dc-8e82-defe108e4e2e":{"title":"Esportazione del lusso","description":"La bellezza e la maestria artigianale dell'arte islamica è stata apprezzata in occidente per secoli. Nel Medioevo, per esempio, i tessuti e i prodotti delle arti decorative mediorientali venivano collezionati nei tesori delle chiese. Con l'ascesa dell'impero ottomano e lo sviluppo del commercio mondiale, i prodotti dei fiorenti opifici artigianali ottomani crearono una domanda su scala mondiale. Il risultato è che molta arte ottomana pervenutaci è stata originariamente prodotta per l'esportazione. L'immagine dell'impero ottomano, terra di benessere e di lusso, deriva ampiamente da questi oggetti d'arte commerciati attraverso una rete di bazar e *han*.","quote":"*'I prodotti dei fiorenti opifici artigianali ottomani crearono una domanda su scala mondiale.'*"},"8d1948a8-5d3f-58f4-be9a-e443a4b2078b":{"title":"Scienza e sapere","description":"La conoscenza scientifica musulmana divenne ben presto la più evoluta del mondo. Dopo la conquista dell'impero bizantino e di quello sasanide, l'accesso alle loro biblioteche permise ai musulmani di tradurre e conoscere tutto il sapere dell'antichità classica e orientale ivi contenuto e con tali basi far progredire tutte le scienze, inclusi gli studi religiosi, ritenuti fondamento della conoscenza scientifica.","quote":"'*La madrasa, centro di istruzione superiore*'"},"19908cb0-74da-580e-b6b3-2b320477903e":{"title":"Gli Aghlabidi: scudo di difesa della dinastia abbaside","description":"Date le vaste dimensioni dell'impero abbaside e la presenza di varie signorie islamiche rivali ai confini, nel 184/800 gli Abbasidi crearono il principato aghlabide in Nord Africa per arginare gli Omayyadi di al-Andalus e gli Idrisidi del Marocco. Il califfo abbaside Harun al-Rashid (r. 170–93/786–809) affidò l'Ifriqiya (Tunisia) a Ibrahim Ibn al-Aghlab a titolo di principato ereditario. Gli Aghlabidi diventarono così vassalli degli Abbasidi in Ifriqiya fra il 184/800 e il 296/909. Essi ricostruirono varie città e potenziarono le fortificazioni militari lungo la costa dell'Ifriqiya per fronteggiare i bizantini che avevano conquistato la Sicilia già da vari secoli. Gli Aghlabidi riorganizzarono anche la vita civile e fecero costruire nuove vie di comunicazione fra il Nord Africa e il Medio Oriente.","quote":"*'**Il califfo Harun al-Rashid affidò l'Ifriqiya a Ibrahim Ibn al-Aghlab a titolo di principato ereditario.'*"},"c6bda72b-5fc2-5242-a86c-73e57fb7f25b":{"title":"Gli Aghlabidi: scudo di difesa della dinastia abbaside","description":"Oltre al Nord Africa, anche Malta, la Sicilia e alcune basi in Sud Italia entrarono a far parte dei domini aghlabidi. Gli Aghlabidi si consideravano vassalli degli Abbasidi, sebbene godevano di ampia autonomia, e mantennero costanti legami con Baghdad – la capitale abbaside – con scambi commerciali e scientifici, uno dei quali portò a Kairouan le maioliche a lustro usate per decorare il *mihrab* (la nicchia di orientamento della preghiera) della Grande Moschea. In segno di riconoscenza per la lealtà dimostrata dagli Aghlabidi il califfo abbaside al-Mustain (r. 248–52 / 862–66) fece costruire la cupola sul *mihrab* della moschea al-Zituna.","quote":"*'Gli Aghlabidi agirono prendendo a modello i loro signori – i califfi abbasidi.'*"},"01b9c0b5-6a02-5be0-aa1a-2dead40ce2ff":{"title":"Il ruolo di fiori e piante","description":"Oltre al tulipano, anche il garofano era usato per evocare poeticamente la bellezza divina e ispirare la contemplazione: di conseguenza anch'esso è molto presente nell'arte, soprattutto ottomana. Non tutte le raffigurazioni di piante e fiori, comunque, hanno origine in contesti culturali islamici: la vite carica di grappoli, ad esempio, in associazione con la fertilità e con la vita eterna, rappresenta un retaggio della cultura ellenistica, mentre il loto, simbolo orientale della purezza spirituale, fu introdotto nell'arte islamica con l'arrivo dei Mongoli nel secolo VII / XIII.","quote":"*'Non tutte le raffigurazioni di piante e fiori, hanno origine in contesti culturali islamici.'*"},"fc555000-73aa-597e-83a9-aecade079247":{"title":"La difesa","description":"Le fortificazioni dell'occidente musulmano perseguivano due obiettivi: difendere le frontiere e consolidare il governo del territorio conquistato, sotto la costante minaccia di rivolgimenti interni. Inizialmente le costruzioni difensive furono sporadiche e dedicate soprattutto a sottomettere le popolazioni turbolente. Successivamente si andò sviluppando un sistema difensivo complesso che si diffuse in tutto l'occidente musulmano durante il dominio almohade, rispondente alle esigenze di strategie di attacco con catapulte, arieti e torri di assalto.","quote":"*Sviluppo di un sistema difensivo*"},"91a64bcb-07fa-5fe8-a772-1643e67fe98b":{"title":"L’acqua negli usi del bere e del lavarsi","description":"Il fatto che l'acqua scarseggi nelle regioni desertiche la rende preziosa e gli accessori ad essa associati sono spesso minuziosamente decorati. Nelle residenze di gente benestante – come quella di un governatore mamelucco di Qus nell'Alto Egitto – l'acqua era versata sulle mani degli ospiti da brocche di metallo intarsiato e raccolta in bacinelle, prima e dopo i pasti. Spesso le bacinelle mamelucche in metallo intarsiato presentano al centro del fondo una spirale a forma di pesce, che sembra nuotare man mano che il recipiente viene riempito. I pesci sono anche fra i motivi presenti nella ceramica mamelucca verde invetriata che imita le porcellane cinesi.","quote":"*'Il* *fatto che l'acqua scarseggi nelle regioni desertiche la rende preziosa.'*"},"196db830-546b-584c-a36c-48974bbb7a0a":{"title":"Il sultano e la sua corte","description":"Con la sede del califfato al Cairo, tutti i principi del mondo musulmano guardarono all'Egitto come fonte di legittimazione del loro potere. Su tutto l'impero, sultani mamelucchi molto attivi come Baybars I, Qalawun, Nasr al-Din Muhammad Ibn Qalawun, Hassan e Qaytbay, fecero costruire magnifiche moschee e istituti religiosi e commissionarono splendidi corani manoscritti e arredi per abbellire gli interni.","quote":"*'I sultani mamelucchi fecero costruire magnifiche moschee e istituti religiosi.'*"},"89e7d33e-fcb7-5aa7-9d7f-b32dc0373d7c":{"title":"La convivenza delle tre culture","description":"La conservazione di oggetti appartenenti ad altre religioni da parte di istituzioni religiose, in alcuni casi per il loro valore storico, in altri per la possibilità di un riutilizzo e in altri ancora semplicemente per il loro valore materiale, ci permette di conoscere meglio il patrimonio e le diverse culture dell'occidente musulmano.","quote":"'*Le istituzioni religiose come conservatrici del patrimonio*'"},"6a1bdb93-67a9-5fa8-b419-7479fb504783":{"title":"I caratteri Kufici","description":"I caratteri kufici divennero lo stile calligrafico per eccellenza all'inizio dell'era islamica, per trascrivere il Corano, per le iscrizioni sulle monete e per gli ornamenti architettonici. Lo stile kufico attraversò varie fasi di sviluppo, da un andamento piatto e rigido - da cui si generò in seguito lo stile *muhaqqaq –* ad uno più morbido, che generò il *thuluth*, il *maghrebi*, e il *riqaa*. Le varie tipologie kufiche furono gradualmente omogeneizzate, tanto da rendere impossibile l'identificazione e l'attribuzione di un'iscrizione ad una regione osservando soltanto la calligrafia.","quote":"*'I caratteri kufici divennero lo stile calligrafico per eccellenza all'inizio dell'era islamica, per trascrivere il Corano.'*"},"9829971b-8342-5ad0-adce-e00bc28b63c2":{"title":"Il ruolo di fiori e piante","description":"La cultura musulmana ha sempre espresso profondo amore per piante e fiori e i giardini erano coltivati con cura. Molte piante venivano scelte non solo per la loro bellezza o per le proprietà curative, ma anche per il loro significato poetico e religioso. Come miracolo di natura, la flora era considerata un ulteriore segno del potere creativo di Allah nel dare la vita; il suo fiorire e appassire ogni anno costituiva uno stimolo alla riflessione sulla condizione umana e sulla promessa dell'Islam di una resurrezione a vita eterna nel paradiso per tutti i veri credenti.","quote":"*'Singole piante e fiori erano scelti spesso per il loro significato poetico e religioso.'*"},"c847fdb4-fe99-5430-96ad-f2a1a1bedc31":{"title":"La lapide funeraria, memoria in pietra","description":"In epoca almoravide, prima in al-Andalus e poi nel Maghreb, si introdusse un altro tipo di stele, scolpita a forma di arco a ferro di cavallo decorato, sorretto da colonnine e simboleggiante il *mihrab*. All'interno dell'arco si legge l'iscrizione funebre che in questo come in altri casi si riduce al nome, all'appartenenza e ai titoli del defunto, alla data di morte, all'espressione di professione di fede, ai versetti del Corano e alle invocazioni religiose.","quote":"'*Le lapidi decorate*'"},"22ad153f-423c-5508-a362-937e5100efd8":{"title":"Guerra e Cavalleria","description":"Il successo della cavalleria era un risultato raggiunto con intensi addestramenti e equipaggiamenti di qualità. I soldati si esercitavano in un ippodromo (*maydan*) dove si sottoponevano a prove estenuanti e partecipavano a competizioni sportive come il polo o il lancio del giavellotto o della pertica. In battaglia i guerrieri turchi adottavano tecniche di combattimento miste, usando l'arco con frecce a distanza e la lancia o la spada per scontri ravvicinati. Sia gli Arabi sia i Turchi erano abili con la lancia e in grado di colpire un nemico cavalcando a grande velocità. Le spade erano armi molto amate spesso chiamate con il nome del luogo di fabbricazione o identificate in base alla malleabilità o durezza del metallo con cui erano fabbricate. Gli scudi erano normalmente circolari per i soldati musulmani, ma gli scudi ad aquilone erano diffusi sia negli eserciti Musulmani, sia in quelli Bizantini o Franchi.","quote":"*'Le spade erano identificate con il nome del luogo di fabbricazione o in base alla malleabilità o durezza del metallo.'*"},"5374f1d7-28b8-5e64-8bb8-d12ba84fb6a1":{"title":"I gioielli: ricchezza, prestigio e protezione esoterica"},"ca03bc94-3139-59a8-a6bb-af5e1368a210":{"title":"La decorazione geometrica nell’arte libraria","description":"Tenendo sempre presente il carattere sacro del libro, i miniaturisti decorarono con particolare attenzione la prima pagina (*fatiha*) e l'ultima (*jatima*), che spesso furono miniate per intero. L'inizio di ogni sura era posto in risalto con un cartiglio e tutte le pagine erano decorate con miniature geometriche a seconda dei casi, più o meno elaborate. Nel colophon normalmente si indicava la data, il luogo di realizzazione e, a volte, il committente o il destinatario che riceveva quella copia in dono.","quote":"'*I miniaturisti decoravano con massima cura soprattutto la prima pagina (fatiha) e l'ultima (jatima).*'"},"2c60ed37-eb2d-5736-98a0-24252466e0a4":{"title":"Influenze occidentali nelle terre ottomane","description":"Dal XIX secolo l'Impero ottomano iniziò ad adottare un sistema di governo centralizzato, con l’obiettivo di incamminarsi verso la modernizzazione.","extra":{"credits":"Western Influence in Ottoman Lands \n \nCurators & authors \nMohamed ABBAS, Cairo \nInci KUYULU ERSOY, Izmir \nAida NAGHAWI DODO, Amman \nZena TAKIEDDINE, Damascus \nSaloua ZANGAR, Tunis \n \nCoordination \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nFor Arabic, English, French and Turkish: \nPlease refer to [General Credits](https://islamicart.museumwnf.org/mwnf_credit.php) \nGerman: \nItalian: Lavinia Amenduni \nPortuguese: \nSpanish: Arantza Morales \nSwedish: Lisa Lindström","intro_text":"L'impero ottomano abbracciava non solo quella che oggi conosciamo come la Repubblica di Turchia, ma anche un'area geografica molto più ampia, comprendente popoli di origini multietniche, che parlavano lingue diverse e professavano religioni differenti. All'interno di questa varietà, era inevitabile che le influenze occidentali comparissero in tempi e modalità diversi tra il XVIII e il XIX secolo, durante un periodo noto oggi come periodo di occidentalizzazione dell'Impero ottomano. \nFino al XIX secolo, l'impero era costituito da province governate da beilerbei (beglerbeg), e da sangiaccati (sanjaq) governati dai sangiacchi (sanjaqbeg), nominati a loro volta dai sultani. Allo stesso tempo, istituzioni locali, gruppi religiosi e waqf si fecero carico di diversi affari di interesse imperiale, e ciò, tra le altre cose, portò a una sintesi tra il gusto ottomano e le caratteristiche locali sia nell'arte che nell'architettura. \nDal XIX secolo l'Impero ottomano iniziò ad adottare un sistema di governo centralizzato, con l’obiettivo di incamminarsi verso la modernizzazione. All'interno del nuovo sistema centralizzato, si verificò un controllo più stretto sulle province, con la costruzione di edifici pubblici e governativi promossa direttamente dall'impero. Così, mentre i primi esempi di architettura concretamente influenzati dall'Occidente erano già stati eretti a Istanbul e in Anatolia nel XVIII secolo, in altre regioni le influenze iniziarono a essere visibili dal XIX secolo. Un altro tassello importante riguardante l’influenza occidentale, che portò ad altri sostanziali cambiamenti nell'impero, fu il miglioramento delle relazioni dirette tra le principali città dell'impero e l'Europa. \nSotto il governo di Muhammad Ali Pascià, il wali ottomano che stabilì per un certo periodo uno stato autonomo in Egitto, la regione stabilì forti relazioni politiche e commerciali con l'Europa. A sua volta, questa relazione si ripercuoteva a Istanbul, grazie all'élite egiziana che vi risiedeva durante l'estate. Sebbene l'area occidentale del Nord Africa comprendesse tre province, la Tripolitania (l'attuale Libia), Tunisia e Algeria, ufficialmente controllate da governatori inviati da Istanbul, le vere autorità di quelle regioni erano i governanti locali chiamati deys, che erano conosciuti in tutta Europa e con cui erano in contatto diretto. Il cambiamento nel sistema amministrativo e sociale della regione contribuì a stabilire e accelerare la diffusione della cultura occidentale all'interno dell'Impero ottomano.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/western_influence/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/42/portal_image/1.jpg","display_order":18}}},"55b7928a-e3bd-5865-b4c6-975a8167121f":{"title":"Raffigurazioni del Giardino del Cielo e dell’Albero della Vita","description":"La nozione di Albero della Vita del paradiso è spesso resa nell'arte islamica senza riferimenti ad un albero preciso, ma attraverso immagini stilizzate che evocano l'idea di fertilità, di una vegetazione lussureggiante con profusione di rami ombrosi pieni di foglie. Altre volte l'immagine dell'albero è sostituita da quella di un vaso lussuoso che contiene un ricco mazzo di fiori colorati, motivo che risale alla raffigurazione pre-islamica, ellenistica, della Fonte della Vita, riportando sia il fiore prezioso raffigurato in arcate di padiglioni dei giardini islamici, sia le delizie floreali nel giardino del paradiso.","quote":"*'Immagini stilizzate che evocano l'idea di fertilità, di una vegetazione lussureggiante con profusione di rami ombrosi pieni di foglie.'*"},"6780505e-c91f-5e51-8a78-74d186fc4a0b":{"title":"Le comunità islamizzate prima e dopo la conquista normanna","description":"L’importazione di tecniche di irrigazione e di coltivazione, sulla scorta della conoscenza del mondo antico, in territori meno fertili, come del resto gli interventi di ingegneria idraulica, addirittura di ascendenza iranica (come ad esempio la formidabile rete dei *qanat*), sono alcuni degli aspetti di punta dell’organizzazione del territorio nel periodo islamico.","quote":"Tecniche di irrigazione e coltivazione sono alcuni degli aspetti di punta dell’organizzazione del territorio."},"be3643d7-c50e-574a-9d16-2e5d7e04d722":{"title":"La decorazione geometrica nell’arte libraria","description":"La proibizione di immagini figurate nei libri religiosi musulmani produsse l'effetto che la loro ornamentazione consistesse essenzialmente in motivi astratti e soprattutto in miniature geometriche. A tale scopo furono impiegati artisti specializzati in varie attività come la rilegatura, la calligrafia e la miniatura che finirono per influenzare anche altre forme d'arte come la tessitura, i lavori in metallo, l'ebanisteria, l'epigrafia monumentale o la decorazione architettonica. \nIl formato più abituale nel quale fu riportato il Corano fu quello rettangolare verticale, sebbene ci siano anche alcuni esempi di formato quadrato e orizzontale.","quote":"'*La decorazione del Corano impegnò rilegatori, calligrafi e miniaturisti*.'"},"8c88e6e2-52cb-52db-ae22-4a2afe00294d":{"title":"La decorazione geometrica sui tessuti","description":"La scrittura viene usata come motivo decorativo anche nei tessuti, soprattutto i caratteri kufici, per il loro scorrere rettilineo e angoloso, con regolarità geometrica. Normalmente le scritte incorniciano a frange i tessuti adattandosi alle diverse forme dei motivi geometrici utilizzati e viceversa gli spazi interni dei caratteri sono decorati con tratti geometrici. Le iscrizioni nei tessuti indicano la loro provenienza e recitano lodi ad Allah e ai sovrani o riportano sure coraniche e poesie.","quote":"'*La scrittura di solito decorava a frange le superfici dei tessuti*.'"},"da37f448-7c1f-5fc6-ac49-a3a689b3f87a":{"title":"Cerimoniali e svaghi di corte","description":"I temi ricorrenti di danzatrici, di scene di caccia e del fare musica rispecchiavano i piaceri e gli svaghi di corte. Queste attività venivano effettuate in uno spazio apposito, il *majlis al-lahu* in cui la vita del principe era raffigurata attraverso la sua associazione alla caccia, ai banchetti e ai divertimenti come il danzare e il cantare, diffuse nella corte sasanide e usate per glorificare il principe in quanto celebranti la sua grandezza.","quote":"*'La vita del principe era raffigurata attraverso la sua associazione alla caccia, ai banchetti e ai divertimenti.'*"},"39c2b16b-ece0-532b-b8a3-a71ce6678645":{"title":"Guardiani dei luoghi sacri","description":"La protezione dei sultani sui luoghi sacri, cui erano sottoposte anche città come Gerusalemme, si manifestò con ristrutturazioni, opere conservative, restauri e donazioni. Anche se le decisioni sulla gestione dei luoghi sacri, soprattutto in Arabia, rimasero prerogativa dei governanti locali, i permessi di edificazione o di effettuazione dei lavori spettavano al donatore. Fu così che queste committenze finirono con l'esprimere la sovranità ottomana su queste città.","quote":"'Le committenze ottomane nei luoghi santi finirono con l'esprimere la sovranità ottomana su queste città.'"},"01a3e026-0ee5-5a3c-ada4-056b1dbede4c":{"title":"L’arte mudéjar aristocratica e civile","description":"Questa attrazione per le comodità e il lusso dei palazzi musulmani si diffuse ben presto tra tutti gli aristocratici, che si ispirarono ad essi per la costruzione e l'arredo delle proprie residenze, seguendo una vera e propria moda, divenuta ormai carattere distintivo dei ceti più elevati. Il fascino per lo stile di vita comportò anche l'imitazione dei costumi andalusi: le pareti si ricoprirono di alte zoccolature di *azulejos*, si moltiplicarono i soffitti in legno e gli intonaci si ricoprirono di decorazioni a stucco con motivi geometrici, vegetali ed epigrafici, tipici musulmani, combinati con stemmi nobiliari e iscrizioni in caratteri gotici. Questo gusto artistico si estese anche ad altre tipologie di edifici civili, come ad esempio le università.","quote":"*'Edifici civili mudéjar*"},"6df85d25-d81f-566f-8e8a-02540066a550":{"title":"Turchia","description":"Il processo di cambiamento portato dall'occidentalizzazione può essere considerato in relazione alle personalità dei sultani dell'epoca, e compreso come un fenomeno parallelo ai loro diversi background culturali e formae mentis. Non sorprende dunque che le riforme note come Tanzimat Firman (1839), avviate da Abdulmejid I accogliessero apertamente i principi e l'organizzazione amministrativa occidentali da applicare al sistema ottomano.","quote":"“Non sorprende dunque che le riforme note come Tanzimat Firman (1839), avviate da Abdulmejid I accogliessero apertamente i principi e l'organizzazione amministrativa occidentali da applicare al sistema ottomano.”"},"72236f27-2ff3-5d56-a623-02606a2fa355":{"title":"La flora e gli arabeschi: raffigurazioni dell’eternità e dell’unicità divina"},"ef4d7209-5b0a-59f3-aef9-3982ae097af6":{"title":"L’arte oltre i confini della capitale"},"8d71ce09-ebae-530f-ab2a-0c71746f1822":{"title":"Le comunità islamizzate prima e dopo la conquista normanna"},"aaf61a39-17ed-561e-8fc6-7e7f983d5ddd":{"title":"Egitto","description":"La decadenza economica, politica e culturale che colpì tutto il territorio ottomano in questo periodo potrebbe essere stata la causa di fondo della tendenza alle riforme in direzione occidentalizzante, e che si basava sull'adattamento in tutti i campi dell'arte di alcuni tratti ed elementi dell'arte islamica a determinati valori estetici europei. Gli elementi occidentalizzati di edifici e palazzi suggerivano una magnificenza e opulenza apprezzate dai sultani e dai re ottomani, e dunque questo stile prevalse sugli elementi islamici quali i *muqarnas* e i vari motivi geometrici, vegetali ed epigrafici.","quote":"“Gli elementi occidentalizzati di edifici e palazzi suggerivano una magnificenza e opulenza apprezzate dai sultani e dai re ottomani,..”"},"6f47a9bf-47af-5ba5-80f4-3405332e6bed":{"title":"Il sultano e la sua corte","description":"A capo delle istituzioni mamelucche c'era il sultano, egli stesso un mamelucco che era stato scelto per il suo talento dai suoi pari. Ogni sultano mamelucco, a prescindere dalle sue ambizioni, attività e interessi personali doveva assolvere responsabilità superiori connaturate al suo incarico. Innanzitutto egli era il supremo rappresentante e difensore dell'Islam sunnita (ortodosso), protettore dei luoghi e delle città sante dell'impero e Guardiano del Califfato Islamico, che grazie all'intervento mamelucco fu ristabilito al Cairo nel 659 / 1261 dopo che Baghdad era caduta in mani mongole tre anni prima.","quote":"*'Il sultano mamelucco era il supremo rappresentante dell'Islam, capo dell'esercito e dello stato e protettore delle arti.'*"},"a558466d-1411-5f51-bb99-70959fe5d70a":{"title":"La decorazione geometrica sui tessuti","description":"Nella decorazione tessile, tessuti e tappeti, predomina la geometria a bande semplici, a linee spezzate o a riquadri, per quanto compaiano a volte, nei tessuti più antichi, alcuni motivi figurativi come il bestiario araldico, animali che anche se stilizzati e senza modellatura ripropongono le immagini di arte antica da cui provengono. Per quanto riguarda i colori, abbondano gli azzurri, i gialli e i rossi nelle diverse gradazioni e si intessono fili d'oro e d'argento per creare brillanti contrasti. \nNei tappeti, la principale novità è costituita dalla stilizzazione completa dei motivi figurativi fino a renderli quasi irriconoscibili. Spesso le superfici decorate vengono divise in medaglioni poligonali.","quote":"'*Compaiono motivi figurativi, come il bestiario araldico*'"},"cd32f260-a216-5142-ba1e-9c46b541a116":{"title":"Moschee e palazzi","description":"Quando i Fatimidi conquistarono il potere, il califfo al-Mahdi fondò la capitale Mahdia nel 308 / 914, adottando un modello urbanistico inedito che doveva rispecchiare la centralità del califfo sciita secondo la visione del mondo fatimide, una visione che da allora in poi forgiò l'aspetto di tutte le città fatimidi. La moschea, un tempo il cuore della vita urbana, dovette fare spazio al palazzo splendidamente decorato e a più piani del califfo, capo carismatico sia in ambito politico sia in ambito religioso. Dal cuore della città, il suo palazzo che si erge al centro della *qasba* (cittadella) domina la grande moschea che sorgeva lungo le mura di cinta.","quote":"*'I Fatimidi adottarono un modello urbanistco inedito che rispecchiava la centralità del califfo sciita.'*"},"cca743b1-59ef-5ca4-9e68-aacc9793e3f9":{"title":"La nascita dell’arte islamica","description":"Nella prima metà del II / VIII secolo, gli Omayyadi eressero nel deserto siriano lussuosi castelli sfarzosamente decorati che ci danno un'idea, ancor più dei palazzi urbani, dell'arte islamica ai suoi primi stadi di formazione.","quote":"*'Lussuosi palazzi decorati con mosaici a colori, affreschi, stucchi e marmi levigati.'*"},"8b555882-9559-52d8-ae93-cfbbd27f9bfe":{"title":"I piaceri e le feste di corte"},"74c72f22-8df4-5152-a841-ae72115354c3":{"title":"Egitto","description":"L'interesse ottomano per l'arte europea, in particolare il barocco e il rococò, risale al XVII secolo. I sultani ottomani erano desiderosi di introdurre elementi europei nelle arti decorative e nelle cosiddette arti minori, così come negli edifici di particolare rilevanza architettonica, come moschee e palazzi. La tendenza ad adottare lo stile occidentale continuò a crescere in Egitto e altrove nel corso del XVIII e XIX secolo, poiché gli Ottomani tendevano a commissionare le opere ad architetti, costruttori e decoratori europei, le cui costruzioni e decorazioni erano splendidamente ispirate al barocco e al rococò, caratterizzate perciò da linee a spirale e curve piuttosto che bordi dritti. Cornici sporgenti formate da foglie d'acanto sostituirono le *muqarnas* islamiche in moschee, palazzi e *sabil*s (fontane d'acqua). Così i valori artistici del barocco e del rococò entrarono a far parte della cultura egiziana, che era a quel tempo una delle province dell'impero ottomano. La spedizione francese in Egitto nel 1798–1801 contribuì ulteriormente alla diffusione delle influenze europee, particolarmente evidenti nella capitale Il Cairo.","quote":"“I valori artistici del barocco e del rococò entrarono a far parte della cultura egiziana, che era a quel tempo una delle province dell'impero ottomano.”"},"27a7074c-9378-500f-b1ed-4b1612e2a219":{"title":"Il ruolo di fiori e piante","description":"Alcuni fiori erano particolarmente famosi e sono presenti ripetutamente nelle arti del mondo musulmano. Particolarmente amata era la rosa: nella tradizione popolare islamica la rosa si generò da una goccia di sudore del profeta Maometto caduta durante il suo miracoloso viaggio notturno in paradiso. Essa simboleggia anche l'unicità di Allah, i suoi petali l'*Umma*, la comunità musulmana. Altri vedono nella rosa il simbolo del Profeta nel cuore di tutti i credenti, le sue spine ricordano le difficoltà che i musulmani devono superare per riuscire nella loro ricerca di Dio, il suo profumo anticipa le essenze dei giardini di rose del paradiso di là da venire.","quote":"*'Alcuni fiori erano particolarmente famosi e particolarmente amata era la rosa.'*"},"5ae1c986-c80f-5678-ba60-13ff1b19d638":{"title":"La ricerca del Baraka – Il pellegrinaggio a Gerusalemme e in Palestina","description":"Il risultato del desiderio espresso dal profeta Maometto, ossia la visita di Gerusalemme dopo l'*Hajj* per ricevere ulteriori benedizioni (*Baraka*), diventò una consolidata tradizione. Questo alone di sacralità naturalmente assicurò a Gerusalemme, nei secoli, l'attenzione e la cura di benefattori e notabili. Califfi, sultani ed emiri contribuirono al benessere della città, fondando molte istituzioni caritatevoli con la speranza di acquisire merito e perdono nell'altra vita.","quote":"*'Gerusalemme ricevette nei secoli l'attenzione e la cura di benefattori e notabili.'*"},"7d659fcb-96c1-59dd-8424-245eaf39b9cd":{"title":"L’arte andaluso-maghrebina","description":"Tappe diverse della stessa arte, fondata sul rigorismo religioso originatosi nel Maghreb e che imponendosi in al-Andalus, diede unità alle realizzazioni artistiche di entrambe le sponde dello stretto di Gibilterra. Inizialmente sobrio e austero, lo stile maghrebino- andaluso per influenza dell'arte andalusa precedente si addolcì diventando più elaborato.","quote":"*Almoravidi e Almohadi: un'arte maghrebino-andalusa*"},"84a22b47-284c-5dd3-8bd8-63874c62d17e":{"title":"La corte","description":"Insieme all'ostentazione di ricchezza, fu costume altrettanto praticato a corte il condurre una vita elegante seguendo le regole del protocollo che includevano l'abitudine a scambiarsi sfarzosi regali con i conoscenti più prossimi o con ambasciatori e dignitari stranieri. Convertiti in espressione del potere sovrano, alcuni di questi doni diventarono un eccezionale strumento di propaganda, come dimostrano le dediche e i simboli del repertorio di corte che li decorano. \nLa domanda di oggetti esclusivi da parte della corte originò la creazione di botteghe reali e, nelle città, lo sviluppo della produzione di manufatti di lusso destinati anche al commercio.","quote":"'*I contenitori in avorio, un regalo di eccezionale valore*'"},"7fdb8cb0-22ea-566f-a81b-259013b7d4a3":{"title":"Insediamenti abitativi e vita domestica"},"0b479143-91f2-528d-88e6-5a5d5ad84169":{"title":"Splendori dell’alta sartoria: i tiraz e gli altri costumi dell’epoca","description":"Alla corte del Cairo, il guardaroba del califfo e i suoi capi personali *tiraz* erano curati da una squadra di donne che usavano essenze di fiori provenienti dai giardini del palazzo per profumare gli indumenti. Un secondo guardaroba di palazzo veniva gestito per i membri della corte. Costumi completi *tiraz* e altri indumenti dell'epoca sono rari, ma molti frammenti pervenutici ci informano che essi erano in lino o seta, spesso ricamati in seta, e venivano prodotti in una vasta gamma di colori. Ulteriori informazioni su come dovevano essere gli indumenti *tiraz* e i costumi dell'epoca fatimide in generale, ci provengono dai legni e avori scolpiti ad intaglio e dalle ceramiche, che ci mostrano uomini e donne che prendono parte a feste, a battute di caccia o a suonare in costumi costituiti da turbanti, scialli e tuniche fermate con cinte, spesso impreziositi da etichette *tiraz*.","quote":"*'Indumenti* tiraz *completi sono rari, ma i frammenti pervenutici ci mostrano una vasta gamma di colori.'*"},"3dacef6f-9661-56d6-bef1-ed4eac1076a0":{"title":"Gestione dell’acqua","description":"Le conoscenze sull'irrigazione dei campi permisero ai governatori arabi di espandere il loro dominio sul Mediterraneo. L'installazione di cisterne nei caravanserragli era di fondamentale importanza per viaggiatori, mercanti e pellegrini, e a tale scopo furono scavati dei canali attraverso il deserto per irrigare il territorio. Apparati meccanici furono costruiti lungo i fiumi e si sfruttarono i pozzi per distribuire l'acqua su varie superfici.","quote":"*'**L'installazione di cisterne nei caravanserragli era di fondamentale importanza per viaggiatori, mercanti e pellegrini.'*"},"500b667f-8d91-5d1a-9be3-3d41d2538920":{"title":"La Civiltà della Parola","description":"Essendo molto rispettato il significato della parola nella cultura islamica, sia in forma orale sia scritta, le società arabofone e non arabofone hanno sempre attribuito estrema cura alla declamazione e alla scrittura. Ciò ha stimolato l'apprezzamento della calligrafia – letteralmente 'bella scrittura'- facendola diventare un'arte che è stata poi applicata su varie opere d'arte sia per scopi religiosi sia civili. La calligrafia compare su edifici, libri, monete e lavori in metallo, documenti ufficiali e tessuti *tiraz*, ceramiche, legno, avorio, pietra, vetro e qualsiasi altro materiale.","quote":"*'La calligrafia compare su qualsiasi materiale.'*"},"647c6643-4c92-5053-a855-7bc6c0f2444a":{"title":"Calligrafia Araba","description":"'Dio disse al Profeta: *“Riporta che il tuo Signore è il più generoso perché con la penna ha insegnato all'uomo ciò che non sapeva.''* (Corano, 96: 2–5*).*","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nNoorah AL-GAILANI, Glasgow \nDina BAKKOUR, Damascus \nJamila BINOUS, Tunis \nAicha BENABET, Tunis \nElsayed HAMAD, Cairo \nTaha KHECHINE, Kairouan \nMourad RAMMAH, Kairouan \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nSaloua ZANGAR, Tunis \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Essendo la parola orale e scritta di importanza centrale nella civiltà islamica, la calligrafia, di conseguenza, ricopre un sommo rilievo nell'arte islamica. L'Islam ebbe inizio con la divina rivelazione della parola di Dio al profeta Maometto (571-632 d.C.) che fu raccolta nel Corano, il sacro libro dell'Islam. Sin dagli inizi il Profeta e i suoi seguaci invitarono la comunità musulmana a imparare a leggere e scrivere. Il califfo 'Umar Ibn al-Khattab – secondo califfo dopo la morte del Profeta avvenuta nell'11 E. / 632 d.C.) – soleva dire: 'il migliore scritto è quello più chiaro e una chiara grafia è la migliore', mentre l'imam 'Ali, il quarto califfo, diceva: 'Una buona grafia aumenta la chiarezza della verità.' Questa attenzione per l'eccellenza della scrittura incoraggiò la ricerca della perfezione nella calligrafia. \nDopo la morte del Profeta, i primi califfi si premurarono di raccogliere e preservare tutte le rivelazioni coraniche in un libro definitivo. Furono assunti degli scribi per assolvere questo compito e visto che lo stato si espandeva rapidamente fuori dai confini dell'Arabia, divenne improcrastinabile fornire le nuove regioni di copie del Corano definitive e approvate. L'accuratezza nel copiare il testo era di suprema importanza e si prestò massima attenzione anche alla qualità della rilegatura che doveva durare il più a lungo possibile. La cura di questi dettagli e la successiva introduzione in Medio Oriente di nuove tecnologie per la fabbricazione della carta portò a un rapido sviluppo della produzione di manoscritti in tutto il mondo islamico. \nL'arabizzazione del sistema politico e amministrativo dell'impero islamico in espansione, avvenuta con il califfo omayyade 'Abd al-Malik Ibn Marwan (r. 65–86 / 685–707) diede impulso definitivo allo sviluppo della calligrafia araba. Oltre al mondo arabofono, diverse altre regioni islamiche e popoli islamici diversi cominciarono ad usare l'alfabeto arabo per dare forma scritta alle proprie lingue. Il persiano ed il turco prima, l'urdu successivamente, adattarono la calligrafia araba alle loro esigenze e gusti artistici.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/arabic_calligraphy/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/19/portal_image/1.jpg","display_order":11}}},"94a60eaa-c709-51fa-b5cd-f7f16a0f40a8":{"title":"Tunisia"},"4bc22fb3-22f6-5931-bd3d-965aeb5ee21f":{"title":"L’Egitto abbaside","description":"L'attenzione per ciò che accadeva in Egitto diminuì da parte degli Abbasidi man mano che crebbero le difficoltà causate dalle sommosse nel sud dell'Iraq e ad oriente. Ibn Tulun ne approfittò per rendersi sempre più autonomo, iniziò a coniare moneta propria ed estese i suoi domini fino ad includere la Siria e la Palestina. Quando gli Abbasidi si provarono a fermarlo, egli per tutta risposta bandì dalla preghiera del venerdì il riferimento al califfo abbaside e fece cancellare il nome del califfo dalle etichette dei tessuti *tiraz*. In ogni modo questo periodo di indipendenza e di potere regionale diede all'Egitto una certa stabilità e prosperità. Molti poeti, studiosi e artisti gravitarono intorno a Fustat. Dopo la morte di Ibn Tulun (270 / 884), dovettero succedergli sul trono di Egitto un fratello, suo figlio e due nipoti, prima che gli Abbasidi fossero in grado di ristabilire il loro controllo nel 292 / 905.","quote":"*'In ogni modo questo periodo di indipendenza e di potere regionale diede all'Egitto una certa stabilità e prosperità.'*"},"e5a16576-99a6-59e3-b60e-463525d95dd9":{"title":"La ricerca del Baraka – Il pellegrinaggio a Gerusalemme e in Palestina"},"4a887d81-bba5-56d2-aa88-42a28d04c83a":{"title":"Scuole di Calligrafia","description":"La calligrafia araba viene realizzata su di una vasta gamma di materiali oltre alla pergamena e alla carta. I calligrafi preparavano le misture per i loro inchiostri e intagliavano dalle canne le loro penne, come veniamo a sapere da varie iscrizioni. Anche se esisteva la specifica professione di calligrafo, a prescindere da ciò molti privati cittadini la praticavano. Nelle società islamiche i lavori calligrafici eseguiti dai maestri erano tenuti in gran considerazione, collezionati e conservati come tesori culturali.","quote":"*'**I calligrafi preparavano le misture per i loro inchiostri e intagliavano dalle canne le loro penne.'*"},"47d7f8f6-10ef-57a4-b7b8-cfe315a78fb3":{"title":"Saladino in Terra Santa","description":"Le regioni occidentali del Levante, che furono principale teatro di scontri durante le Crociate, sono disseminate di castelli, fra cui quelli di Karak e Shawbak sono fra gli esempi più belli. I castelli cambiarono mano ripetutamente fra Crociati e musulmani e, dopo la vittoria nella battaglia di Hittin, le truppe di Saladino conquistarono numerose fortezze crociate, fra cui i menzionati castelli di Karak e Shawbak. I successori ayyubidi di Saladino ingrandirono questi castelli, come fecero anche i Mamelucchi più tardi, nel secolo VII / XIII e nel secolo VIII / XIV. Sia i Franchi sia i musulmani aggiunsero sempre nuove fortificazioni, rendendo arduo distinguere chi fosse responsabile della creazione dei vari corpi di fabbrica, anche se è indiscutibile che i Franchi portarono nel Levante la nuova tecnologia militare e che, viceversa, appresero le tecniche di costruzione islamiche.","quote":"*'* *I castelli cambiarono mano ripetutamente fra Crociati e musulmani.'*"},"f8ba8b16-3482-51fa-a0f4-ba6003540b9d":{"title":"I luoghi del potere: gli edifici palatini","description":"Dopo essersi resi indipendenti dal califfato d'oriente, l'accentramento del potere politico e religioso fece nascere il desiderio nei nuovi sovrani di emulare i loro pari nell'est, costruendo lussuosi complessi palatini. Quasi tutti i sovrani fecero uso di questa loro esclusiva prerogativa per costruire sedi di governo, residenze personali o per i loro rappresentanti. \nI complessi palatini sorsero fuori dalle città sotto forma di splendide 'città palaziali' cinte di mura o all'interno delle città nella parte più alta di esse e in ogni modo separate da cinta di mura. Queste cittadelle palatine servivano per tenere sotto controllo la popolazione urbana e difendere le istituzioni del potere.","quote":"*'Il complesso palatino, un recinto difeso da mura'*."},"3ef8c668-699a-5cd8-80dc-b34b51eb0c56":{"title":"Al-Raqqa: capitale siriana del califfo Harun al-Rashid","description":"Le città siriane gemelle di al-Raqqa e al-Rafiqa sorgono sulle rive dell'Eufrate in posizione strategica di controllo delle vie che collegavano l'oriente e l'occidente dell'impero abbaside, su cui transitavano i commerci, i pellegrini e i corrieri postali. Anche se la storia di al-Raqqa risale ad epoche preistoriche, la città acquistò importanza agli inizi del potere abbaside, quando nel 154 / 770–71 il califfo Abu Jafar al-Mansur (r. 136–58 / 754–75), trovandosi a passare in città e sentendo il fascino della sua posizione e del clima gradevole, decise di costruire nelle vicinanze un centro fortificato di tipo palaziale che soprannominò al-Rafiqa. Da quel momento in poi al-Rafiqa (al-Raqqa) diventò la residenza estiva della corte abbaside di Baghdad e suo rifugio nei momenti di maggior turbolenza politica.","quote":"*'**Al-Rafiqa (al-Raqqa) diventò la residenza estiva della corte abbaside di Baghdad.'*"},"d3c09fd8-614a-5317-a73b-07bb96f5d57c":{"title":"Saladino in Terra Santa"},"38f5d49f-e4cd-5dbc-9056-b930d8d46019":{"title":"Viaggio di un pulpito islamico","description":"Il *minbar* giunse nella sua prestigiosa nuova dimora, l'Haram al-Ibrahimi a Hebron, dove sono seppelliti diversi profeti biblici, fra cui Abramo, Isacco e Giacobbe. Per il suo essere associato al profeta Abramo, il santuario è luogo sacro anche per i musulmani, perché secondo la fede islamica Abramo è il padre di tutti i profeti i cui insegnamenti furono ripresi dal profeta Maometto.","quote":"*'* *Il minbar giunse nella sua prestigiosa nuova dimora, l'Haram al-Ibrahimi a Hebron'*"},"5d8d84b8-9df4-5581-af50-feecdace83f5":{"title":"Le comunità islamizzate prima e dopo la conquista normanna","description":"Il periodo arabo della Sicilia ha, tuttavia, una durata ben più lunga per quanto riguarda il permanere di modi (della cultura dell’abitare e del relazionarsi) e dell’uso di luoghi legati alle consuetudini e ai rituali dei tempi di appartenenza dell’isola al dominio islamico. L’esistenza, prevalentemente in piccoli centri, di brani di tessuti urbani, le cui morfologie, pur in considerazione delle mutate configurazioni del relativo patrimonio edilizio, sono affini a quelle delle città maghrebine, attestano il contributo apportato nell’urbanistica dalla presenza islamica nell’isola.","quote":"Il periodo arabo della Sicilia ha una durata ben più lunga per quanto riguarda il permanere di usanze e il riuso di luoghi in epoca normanna."},"9da4357e-97c6-5bd4-aadd-f2077c7eccf0":{"title":"Viaggi e Commercio","description":"In epoca atabeg e ayyubide molte città in Siria e nella Jazira diventarono importanti centri politici, economici e culturali. Guerrieri, studiosi, mercanti e artigiani vi venivano attratti rendendo la regione un pulsante crogiuolo sociale composto di Arabi, Persiani, Turchi, e Curdi. Questo fenomeno diede vita ad una società multietnica e multilingue.","quote":"*'* *Guerrieri, studiosi, mercanti e artigiani vi venivano attratti rendendo la regione un pulsante crogiuolo sociale.*'"},"343819d8-e720-529d-a3f2-a9d6277501c0":{"title":"La raffigurazione degli animali","description":"La raffigurazione di animali compare su mosaici, dipinti, sculture e in cicli decorativi. Per quanto i motivi animali siano presenti su di una vasta gamma di materiali, le realizzazioni più comuni sono su pietra, ceramica, metalli, ebanisteria e avorio. Il bestiario comprende animali domestici e selvatici come tori, cavalli, cammelli al trotto, gazzelle, onagri, cervi, colombi, aquile, cicogne, serpenti, conigli, scimmie, gatti e leoni. Animali mitologici come arpie, unicorni, cavalli alati e grifi sono derivati da archetipi greco-romani.","quote":"*'Animali mitologici come arpie, unicorni, cavalli alati e grifi sono derivati da archetipi greco-romani.'*"},"dfd16be7-b25b-5454-8dba-80cf0cda47b8":{"title":"Gestione dell’acqua","description":"Per convivere con l'aridità del suolo era di primaria importanza trovare un metodo di canalizzazione delle acque, una volta individuata una sorgente naturale o aver raccolta acqua piovana in appositi bacini. Sulle vie del pellegrinaggio diveniva di importanza vitale rifornire d'acqua *khan*, caravanserragli e *wikala.* Preciso dovere dei governatori musulmani era quello di assicurare un regolare approvvigionamento idrico e la sicurezza del viaggio verso i luoghi sacri.","quote":"*'Era di primaria importanza trovare un metodo di canalizzazione delle acque, una volta individuata una sorgente naturale o aver raccolta acqua piovana in appositi bacini.'*"},"94130d65-0910-5b0b-a913-78dfa23191b4":{"title":"La Terra Santa delle tre religioni"},"61bd4ed5-85c4-5ab9-88e8-0e600ef3d9cd":{"title":"Le attività della popolazione mudéjar","description":"La popolazione mudéjar assimilata alla società cristiana veicolò conoscenze tecniche in gran parte mutuate dall’antichità. L’importanza dell’azione svolta dalla popolazione mudéjar costituì un fattore importante nello sviluppo economico dei nuovi regni della penisola e lascia traccia anche nella regolamentazione dei mestieri e delle corporazioni di questo periodo. Fra le attività svolte si distinguono, nell’ambito dell’edilizia, quella dei muratori e degli stuccatori. I primi realizzavano la costruzione grezza in laterizio che i secondi si occupavano di cementare, intonacare e rivestire. Fra la popolazione mudéjar ci furono anche abili carpentieri, fabbri, vasai e tessitori.","quote":"*'Gli artigiani mudéjar furono molto richiesti per la loro abilità in varie attività'.*"},"79e2b8e9-7cfa-5332-82b0-542b14234df5":{"title":"Cerimoniali e svaghi di corte"},"eddac8a0-9c6b-5866-bceb-4f157fa5a04a":{"title":"Guerra e Cavalleria"},"81a769fe-d87f-5009-a3e9-568e47eae420":{"title":"Moschee e palazzi"},"e26df9ee-c3ec-50ad-8f99-5e7f98714dba":{"title":"La capitale ottomana: Istanbul","description":"Il sultano Maometto II, che si guadagnò il titolo di *Fatih* (Il Conquistatore) conquistando Costantinopoli, ne influenzò in modo determinante lo sviluppo, promuovendo il commercio e definendo il riassetto della città. Il Palazzo Topkapı, i bazar (*han*) e gli impianti idrici iniziati da Maometto II furono poi ulteriormente sviluppati dai sultani che seguirono. Gli Ottomani dotarono la città dei sette colli di grandiosi complessi architettonici e ne ornarono le strade con fontane. Furono costruiti molti nuovi edifici ad uso commerciale, civico e militare per soddisfare le esigenze di una società in espansione.","quote":"*'Gli Ottomani dotarono la città dei sette colli di grandiosi complessi architettonici e ne ornarono le strade con fontane.'*"},"3a33eeec-8d4a-5425-b4d3-875f171e5011":{"title":"L’acqua negli usi del bere e del lavarsi","description":"L'acqua veniva bollita per cucinare o per altri usi in pentole di metallo con tre piedi o in contenitori di metallo più piccoli con piedi. Uno stufato o una zuppa cucinati nella pentola venivano poi serviti in scodelle di metallo o ceramica invetriata. L'acqua si beveva in bicchieri di vetro decorati a rilievo, oppure stampati, smaltati o dorati. In brocche di terracotta opaca, inoltre, con filtri traforati sul collo, si conservava l'acqua fresca e pulita; il materiale poroso di cui era fatta la brocca filtrava l'acqua e, permettendo la circolazione dell'aria, conservava all'interno una temperatura più bassa.","quote":"*'**In brocche di terracotta opaca con filtri traforati sul collo si conservava l'acqua fresca e pulita.'*"},"25920ee3-8f72-5764-8504-8c11dfeff2db":{"title":"Il Sacro Corano","description":"La composizione del Corano segue uno schema prefissato di segnalazioni che indicano i titoli dei capitoli e i numeri dei versetti. Mentre nelle copie più elaborate queste segnalazioni sono miniate con sfarzo, negli esemplari più modesti e meno costosi sono semplicemente segnate. Dorature e altri pigmenti preziosi erano usati a profusione per decorare capoversi, titoli e segnalazioni dei numeri dei versetti. I manoscritti del Corano erano copiati con diversi caratteri fra cui il kufico, il *naskhi* e il *thuluth*. Corani rilegati in più volumi erano divisi in due, quattro o trenta tomi, seguendo una suddivisione convenzionale prestabilita. Le raccolte di tomi erano rilegate con copertine di alta qualità e confezionate in splendidi cofanetti o cassette; si eseguirono anche specifici appoggiatoi e leggii per sorreggere i corani aperti, in modo da facilitare sia la declamazione sia l'esposizione.","quote":"*'**Corani rilegati in più volumi erano divisi in due, quattro o trenta tomi, seguendo una suddivisione convenzionale prestabilita.'*"},"bc7fb8be-cdce-5445-b548-ff8fbfd12324":{"title":"Scienza e sapere","description":"Nell'Occidente musulmano si promossero gli studi e la conoscenza delle scienze teoriche e applicate: fra queste ultime si distinsero, all'epoca del califfato di Cordova, la medicina, la chirurgia, la farmacia e la veterinaria con personaggi eminenti come Abulcasis o Ibn Baitar, autori di enciclopedie.","quote":"'*Scienze applicate*'"},"aa67e1af-35cc-5e7a-99e2-d1870c0b4ca7":{"title":"Due sultani mamelucchi contro i Franchi","description":"Malgrado il crescente impegno bellico coronato da successo attuato dalla dinastia ayyubide (564–658 / 1169–1260) per cacciare i Crociati franchi dal Levante, l'obiettivo non fu raggiunto pienamente. Passarono altri 50 anni di lotte prima che i Mamelucchi d'Egitto riuscissero nell'intento di allontanare definitivamente i Franchi dalla Terra Santa e dalle coste della Siria.","quote":"*' I* *Mamelucchi d'Egitto riuscirono nell'intento di allontanare i Franchi dalla Terra Santa.'*"},"b1e5cc51-1bae-53e9-9ca7-b41d062600ac":{"title":"Arte turco-islamica nell’Anatolia preottomana","description":"La decorazione architettonica selgiuchide in Anatolia adotta come materiali soprattutto le ceramiche, la pietra, il legno e l'intonaco. Conformemente alle usanze islamiche, negli edifici religiosi si preferisce la decorazione a motivi floreali e geometrici con iscrizioni ma, specialmente nei palazzi, è presente diffusamente anche l'arte figurativa: un mondo di uomini, animali e creature mitiche, risultato di una buona osservazione e di una viva immaginazione che smentisce il luogo comune che vuole che la rappresentazione figurativa sia proibita nell'arte islamica.","quote":"*'Un mondo di uomini, animali e creature mitiche, risultato di una buona osservazione e di una viva immaginazione.'*"},"906067fa-11f7-54b0-a094-74a0bbde97ff":{"title":"Cairo, Damasco e Gerusalemme: centri della vita culturale mamelucca","description":"In quanto sede del califfato, il Cairo divenne città guida dell'insegnamento islamico e dell'attività intellettuale. Le sue istituzioni religiose, soprattutto l'università di al-Azhar e il complesso del sultano Hasan, ricevettero dai sultani e dagli ufficiali veterani, generose donazioni, i *waqf,* per promuovere sia gli studi religiosi sunniti sia le scienze e in particolare la medicina. In tal modo il bimaristan (ospedale) modello del sultano Qalawun al Cairo, costruito nel 683 / 1284, poté fornire l'insegnamento di molte materie mediche come la chirurgia e l'oculistica oltre ad essere dotato di 100 posti letto per i pazienti, una biblioteca di argomenti vari e una farmacia.","quote":"*'Il bimaristan del sultano Qalawun forniva l'insegnamento di molte materie nel campo della medicina, come la chirurgia e l'oculistica.'*"},"ecdac084-8c2d-5ed0-b7b0-f96e5e40a7a1":{"title":"I luoghi del potere: gli edifici palatini","description":"Nella zecca di corte e nelle zecche delle città che avevano questo privilegio, si coniava la moneta nella quantità che assicurava al sovrano il controllo della produzione di denaro necessario per le paghe regolari dell'esercito e dei funzionari di stato. \nLa moneta era uno dei simboli più evidenti del potere del sovrano, perché la qualità e il grado di purezza dei metalli nobili usati era indizio della forza economica e politica dell'autorità reale.","quote":"'*La zecca, controllo economico e simbolo di potere'*"},"ab61d1b6-fc37-59e8-a3b2-262f917d2f6e":{"title":"La convivenza delle tre culture","description":"Dalla Tunisia all'Algarve portoghese non mancano prove della presenza cristiana in territori musulmani. Questa convivenza si verificò più nelle città che nelle campagne per via delle attività commerciali. In alcuni casi le comunità cristiane godettero anche di un certo potere e di sufficienti mezzi economici per pagare raffinati lavori artistici. \nLe comunità ebraiche che vivevano nell'occidente musulmano prima dell'avvento dell'Islam coabitarono con i musulmani sotto le diverse dinastie in propri quartieri, occupandosi di attività amministrative e artigianali e partecipando alla vita sociale ed economica.","quote":"*'Cristiani ed Ebrei nelle terre musulmane'*"},"502462bc-e227-5ed9-b9ed-e3c4625d085e":{"title":"Le Arti Decorative","description":"In periodo fatimide le arti applicate raggiunsero alti livelli sia qualitativi sia quantitativi. Artigiani e manodopera altamente qualificati produssero sofisticati oggetti d'arte in una vasta gamma di tecniche e materiali atti a soddisfare la domanda sia della corte sia dei cittadini comuni. \nGli oggetti più raffinati erano riservati alla corte fatimide dove principi e dignitari facevano a gara per possedere vasellame lavorato in cristallo di importazione, molto richiesto. Anche il vetro era molto ricercato e la grande committenza fatimide permise alle fabbriche di Fustat di acquisire i più alti livelli tecnologici conosciuti nel soffiare, modellare, tagliare e decorare a rilievo i loro prodotti.","quote":"*'In periodo fatimide le arti applicate raggiunsero alti livelli sia in termini di qualità sia di quantità.'*"},"7200b864-706c-5b6f-b1a4-7bcfad4e72c5":{"title":"Calligrafia monumentale","description":"Le iscrizioni calligrafiche sugli edifici avevano due funzioni principali: in contesti religiosi celebravano l'autorità dell'Islam e in ambito politico servivano da supporto allo stabilimento di un nuovo ordine che poggiava sull'etica elaborata dalle principali scuole religiose. Dal III / IX secolo l'uso di iscrizioni in architettura si diffuse in tutto il mondo islamico per evidenziare la funzione degli edifici. Iscrizioni con versetti coranici, preghiere in lode di Dio come anche date di costruzione e committenza comparvero su moschee e altri edifici religiosi per eternarne la memoria e forse anche per motivazioni di ordine mistico o politico. Sugli edifici civili, anche se compaiono spesso la data di costruzione e altre notizie sull'architetto e sugli artigiani impegnati nella costruzione, sono le scritte epigrafiche riferite alla committenza di un particolare califfo, principe o benefattore benestante a svolgere la funzione principale, cercando di magnificare attivamente il potere e la generosità del committente. Vari stili calligrafici si affermarono anche per pure ragioni estetiche, che divennero caratteristiche costanti della calligrafia araba. D'altronde la leggibilità delle iscrizioni è sempre stata altrettanto importante quanto il loro valore estetico.","quote":"*'**Vari stili calligrafici si affermarono anche per pure ragioni estetiche.'*"},"00a9f1ac-ad56-56fb-b46c-95f05a196c8c":{"title":"L’arte mudéjar popolare e religiosa"},"8b2c362e-437e-54a1-8dd6-250b89aa0eb5":{"title":"Explore Islamic Art Collections"},"e89dae11-6238-53a2-838c-8433b2388478":{"title":"La ceramica mudéjar"},"f78b948c-3d4a-57bd-8aa5-5da02d955c9a":{"title":"Le Arti Decorative","description":"L'intaglio del legno di epoca fatimide è caratterizzato da una tecnica ad alto rilievo e il risultato vibrante delle scene rappresentate, spesso figurative, è ottenuto su diversi tipi di legno indigeno e di importazione. Talvolta i pannelli finiti venivano dipinti, verniciati e trattati con sostanze ignifughe; le porte di legno venivano ricoperte con strati di rame lavorato. Anche gli avori e altri tipi di ossa venivano usati per i lavori a intaglio o a volte utilizzati per gli intarsi su diversi prodotti. \nIl benessere materiale dell'epoca fatimide risulta anche dal conio delle monete: il *dinar* d'oro, il *dirham* d'argento e il *fils* di rame circolavano ad ampio spazio di mercato. La consistenza delle monete era accuratamente misurata con pesi in vetro che riportavano a rilievo la misura e il nome del regnante.","quote":"*'Il benessere materiale dell'epoca fatimide risulta anche dal conio delle monete.'*"},"07659934-a88a-585a-8ef8-22be0a77afbe":{"title":"Siria","description":"Le influenze occidentali influenzarono anche l’assetto urbano. Le città islamiche avevano sempre distinto tra spazi privati e pubblici; il privato era la residenza e il pubblico il luogo designato al lavoro – il *suq* – o al culto – la moschea. Ora, invece, le residenze avevano finestre più grandi, anche sulle pareti esterne, e talvolta una terrazza, come a Mashfa al-Ghuraba. L'adozione della piazza pubblica, nata per ostentare gli emblemi dello Stato sviluppatisi in Europa, è evidente in piazza Marjeh, situata fuori delle antiche mura della città di Damasco, e che divenne il moderno centro cittadino, segnato da un grande pilastro centrale. \nLa stazione ferroviaria di Hijaz è oggi uno degli edifici più belli di Damasco, finanziata da un ricco damasceno e progettata da un architetto spagnolo esperto di arte andalusa. Furono probabilmente poi operai di origine tedesca, i quali importarono l'industria ferroviaria come parte della loro alleanza politica, a realizzare il sistema ferroviario.","quote":"“Le influenze occidentali influenzarono anche l’assetto urbano.”"},"1ec4779d-2e05-51bf-b099-64943deec02c":{"title":"I caratteri Kufici","description":"I calligrafi si impegnarono a decorare i caratteri kufici con disegni ornamentali, accumulando un intero repertorio di motivi decorativi. Con il tempo queste decorazioni divennero sempre più complesse e, a partire dall'inizio del secolo IV / X, i caratteri kufici iniziarono a presentare steli e foglie che spuntavano dal corpo della lettera creando un elaborato reticolo vegetale denominato kufico foliato.","quote":"*'I* *caratteri kufici iniziarono a presentare steli e foglie che spuntavano dal corpo della lettera creando un elaborato reticolo vegetale.*'"},"ce66627b-ff4a-54f2-8878-1023a2f1743f":{"title":"La nascita dell’arte islamica","description":"In questa fase di formazione non si può ancora parlare di arte islamica in senso stretto, trattandosi più che altro di sovrapposizioni ed innovative ricombinazioni di vari stili e motivi desunti da differenti culture artistiche che dà come risultato effetti sorprendenti, riproponendo forme conosciute che appaiono completamente diverse. L'arte eclettica di questo primo periodo è diversa da quella che si svilupperà nei secoli successivi, mancando della predilezione per l'astratto e per il disegno infinito, segno contraddistintivo dell'arte islamica matura. L'arte islamica ai suoi albori può essere considerata una sorta di continuazione dell'arte di epoca tardo antica dal IV al VI secolo.","quote":"*'La sovrapposizione e ricombinazione di stili desunti da diverse culture artistiche.'*"},"32488c74-a58c-5fa9-b361-a3daf955e17a":{"title":"La nascita dell’arte islamica","description":"La travolgente e rapida conquista arabo-musulmana abbatté le frontiere fra il mondo iraniano e mesopotamico da un lato e quello mediterraneo dall'altro. In tal modo si presentò l'opportunità di far confluire gli apporti delle due diverse civiltà. Lo stabilirsi della dinastia omayyade in Siria, una provincia ampiamente ellenizzata durante il millennio precedente, comportò la predominanza di influenze artistiche di tipo classico o più precisamente di un classico interpretato con una sensibilità orientale, tipico delle tradizioni locali.","quote":"*'Si presentò l'opportunità di far confluire le risorse delle due diverse civiltà.*'"},"b47b44b8-f4c5-57ff-b813-46c5b0f3fb22":{"title":"La moschea, luogo di preghiera","description":"Il cortile antistante la sala di preghiera è uno spazio scoperto e porticato a cui si accede dalla strada. In esso il fedele si prepara alle orazioni purificando il suo corpo con le abluzioni rituali, così come successivamente purificherà la sua anima con la preghiera. Anche il cortile come la sala di preghiera è luogo di incontro dei fedeli.","quote":"'*Il cortile*'"},"607ac3c1-0180-5845-a8cc-ed6170965418":{"title":"Viaggi e Commercio","description":"Mercanti e viaggiatori finirono con il fungere da formidabile mezzo di diffusione di nuove idee artistiche: lo scambio di manufatti diversi offriva nuovi modelli e nuove tecniche di realizzazione di ceramiche, lavori in metallo, cristallerie e tessuti, da un centro urbano all'altro. La tecnica della ceramica invetriata fu introdotta in Siria nel secolo VI / XII, probabilmente importata da ceramisti emigrati dall'Egitto fatimide, sebbene la tecnica abbia avuto origine in Iraq nel secolo III / IX. Similmente, artigiani persiani del Khorasan, in fuga dalle invasioni mongole del secolo VII / XIII, importarono la tecnica dei metalli intarsiati a Mosul nell'Iraq settentrionale. Le vie carovaniere hanno permesso anche lo scambio di tecniche e motivi dei vari stili dell'arte cinese.","quote":"*'Mercanti e viaggiatori portavano con sé nuove idee artistiche oltre che articoli di consumo'*"},"ca0dc59b-60b3-560e-8e70-93208a08246a":{"title":"I gioielli: ricchezza, prestigio e protezione esoterica","description":"Nell'occidente musulmano medievale era usanza che lo sposo facesse recapitare alla promessa sposa un dono nuziale consistente in gioielli, abiti e cosmetici in modo che ella potesse degnamente figurare alle celebrazioni nuziali, che peraltro duravano vari giorni. Anche il padre della sposa le prestava gioielli che dovevano essere restituiti al termine della cerimonia. \nLe celebrazioni del matrimonio cominciavano con la visita delle donne di famiglia alla promessa sposa che, acconciata e vestita per l'evento e con tutti i gioielli che la posizione economica del fidanzato e della sua famiglia le permettevano, riceveva le felicitazioni, immobile come una statua, seduta in trono o in altro posto d'onore.","quote":"*'Doni nuziali'*"},"aaa18cdd-a5f0-52cf-9e64-9676401e300e":{"title":"Madrasa e Istruzione","description":"Gli ospedali *(bimaristan*) erano anche importanti centri di formazione scientifica. Il viaggiatore andaluso Ibn Jubayr rimase impressionato dal Bimaristan Nur al-Din di recente costruzione, che, come egli annotò, era sia un centro di cura sia una scuola di medicina fornita di vasta biblioteca. Ibn Jubayr descrive anche l'orologio ad acqua che ammirò nella Moschea degli Omayyadi. Abu al-Fadl Muhammad Ibn 'Abd al-Karim al-Harithi, conosciuto come al-Muhandis, o 'il Geometra', era medico di ruolo nell'ospedale ed eclettico scienziato versato nelle scienze matematiche. Fu lui a disegnare gli intagli geometrici sulla porta del *bimaristan* e sempre lui a riparare l'orologio meccanico della Moschea degli Omayyadi.","quote":"*'Il Bimaristan Nur al-Din* *era sia un centro di cura sia una scuola di medicina fornita di vasta biblioteca.'*"},"75215c23-1bf5-590c-8e80-8ff32da4e273":{"title":"Guerra e Cavalleria","description":"I cavalli in questo periodo erano di fondamentale importanza non solo per il viaggio, ma anche sui campi di battaglia. La maggior parte dei cavalli idonei all'uso militare venivano dall'Asia centrale: cavalcati da fieri guerrieri turchi esperti di cavalleria militare, furono decisivi per il successo delle armate di Nur al-Din e Saladino. Una rinomata tattica militare dei Turchi era quella di attaccare frontalmente il nemico aggirandolo all'ultimo momento per colpirlo con frecce quando questi indietreggiava. Questa tattica combinata con la maestria e l'abilità equestre diede ai Turchi un grande vantaggio contro i Franchi durante le Crociate.","quote":"*'* *La maggior parte dei cavalli idonei all'uso militare venivano dall'Asia centrale, cavalcati da fieri guerrieri turchi.'*"},"d0420e12-6207-5772-b8f0-9c22f7f604c4":{"title":"I rapporti con il resto del mondo: contatti diplomatici e commercio internazionale","description":"Gli artigiani risposero prontamente alle tante sollecitazioni che si presentavano loro dall'est e dall'ovest, come si può osservare nell'evoluzione dell'impaginazione di corani. La collaborazione fra calligrafi, miniaturisti e rilegatori ebbe come risultato la pubblicazione di splendide copie del corano assolutamente all'altezza delle grandi ambizioni del sultanato mamelucco. Lavori in metallo spettacolari per il mirabile intrico degli intarsi erano prodotti per il mercato interno e per l'esportazione, insieme ad alcuni manufatti direttamente commissionati da illustri clienti stranieri.","quote":"*'Gli artigiani risposero prontamente ai tanti spunti che si presentarono loro dall'est e dall'ovest.'*"},"1935df49-d16b-562f-8737-07f9354ede4c":{"title":"La corte e le arti"},"9bff6ece-d3d2-5f2a-b7cc-fb1f33c3e113":{"title":"Il mecenatismo di corte"},"968db63b-b20a-5f2d-94c5-02edf7fd6fea":{"title":"La cultura della tavola"},"5739384e-e163-5d92-a390-a28d4233a917":{"title":"L’Haram della Mecca e la Kaba","description":"La *Kaba* è la struttura verso cui si dirige (*qibla*) la preghiera dei musulmani ed è anche la meta del loro pellegrinaggio. Coloro che visitano l'*Haram* della Mecca devono eseguire il rituale previsto di girare intorno alla *Kaba* per sette volte. Nella tradizione islamica la *Kaba* viene soprannominata in vari modi, fra cui: *al-Masjid al-Haram* (la Sacra Moschea, riferito alla moschea che sorge all'interno del recinto della *Kaba*) e *al-Bayt al-Atiq* (l'Antica Casa). La *Kaba* è una struttura grosso modo cubica: 9,29 m il lato nord, 12,15 m il lato ovest, 10,25 m il lato sud e 11,88 m quello est. Alta 15 m ha un unico accesso sul lato est, a 2 m di altitudine.","quote":"*'La Kaba è la* qibla *dell'Islam.'*"},"12656ec4-68b3-5425-9a1d-71e4735a5c19":{"title":"La decorazione geometrica in architettura","description":"Anche i soffitti vengono decorati con motivi geometrici policromi e dorati, che sono stati interpretati come rappresentazione della volta celeste. Ciò si può ben notare nelle volte con *muqarnas*, la cui struttura parte da una stella centrale che espandendosi occupa tutto lo spazio.","quote":"'*La composizione parte da una stella centrale che espandendosi occupa tutto lo spazio*.'"},"12faaae8-0400-53bd-ba84-f5e66e0027ef":{"title":"Echi di Paradiso: il giardino e la flora nell’arte islamica","description":"Nella civiltà islamica il giardino e la sua vegetazione hanno sempre goduto di particolare attenzione sia per il richiamo alla bellezza di quanto creato da Dio sia per la rievocazione del *al-janna*: il paradiso islamico.","extra":{"credits":"Curators & authors \nSule AKSOY, Istanbul \nSevinç GÖK, Izmir \nAlev ÖZAY, Istanbul \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \nSevgi KUTLUAY, Istanbul \nInci KUYULU ERSOY, Izmir \nSeracettin SAHIN, Istanbul \nCihat SOYHAN, Istanbul \nGönül TEKELI, Istanbul \nInci TURKOGLU, Istanbul \nFriederike VOIGT, Stockholm/Berlin \nBarry WOOD, London \n \nCoordination \nInci KUYULU ERSOY, Izmir \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"In ogni periodo della storia della civiltà musulmana, l'idea del giardino e della sua vegetazione ha sempre avuto una particolare importanza nel pensiero islamico: circondati da deserti e assillati da climi caldissimi, i musulmani hanno sempre apprezzato la vista rilassante dell'acqua che scorre, il verde – seppur raro – delle oasi e quindi la vegetazione con fiori variopinti di giardini cinti da muri, creati artificialmente e mantenuti da raffinate tecniche idrauliche. I giardini di piacere di governanti e classi abbienti erano lussi ambiti, ma avevano anche una dimensione spirituale, perché erano spesso progettati per evocare la lussureggiante e rinfrescante vegetazione del *al-janna*: il paradiso islamico. Le descrizioni del paradiso che si trovano nel Corano e nella letteratura islamica ispirano la realizzazione dei giardini, la disposizione dei loro fiori, piante ed alberi. Dato il costante impegno del pensiero musulmano nel descrivere il paradiso, non sorprende che il concetto di giardino, con la sua ricca flora, è sempre stato un tema di centrale importanza nella cultura e quindi nell'arte islamica. Attraverso l'intero mondo musulmano, dalla Spagna all'India, i principi e le classi privilegiate hanno speso grandi risorse per realizzare lussuosi giardini nel cuore dei loro complessi palatini, rendendoli parte integrante del cerimoniale della vita di corte. In effetti anche il modo in cui i giardini reali venivano usati voleva riflettere le descrizioni coraniche del paradiso. Molti giardini avevano persino nomi che sottolineavano la loro valenza simbolica. Sia in architettura sia nell'arte in genere si fa spesso riferimento alla meravigliosa vegetazione del paradiso. Moschee, *madrasa* e sepolture reali erano regolarmente sistemate all'interno di un giardino simboleggiante il paradiso e impreziosite artisticamente con motivi che si riferivano a lussureggianti giardini fioriti. Nelle arti decorative si incontrano riferimenti sia a giardini sia a singoli fiori e piante spesso scelti – a prescindere dalla loro bellezza o uso pratico – per il loro significato religioso o poetico. Quando i fiori non sono raffigurati in forma naturalistica, il disegno di arabeschi che si articolano in elementi simmetrici composti di steli sinuosi e intrico di foglie e palmizi stimolano la riflessione sul processo cosmico della creazione e sulla unicità divina che si nasconde sotto l'infinita varietà del mondo terrestre.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/floral/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/28/portal_image/1.jpg","display_order":13}}},"0be6d6e8-2fed-5e4f-b410-0a54ef0ed999":{"title":"Madrasa e Istruzione","description":"Le scienze erano insegnate insieme alla religione e alle lettere, e le sofisticate decorazioni in metallo presenti sugli strumenti scientifici attestano l'alto grado di sviluppo delle discipline scientifiche. Astrolabi e globi celesti erano fondamentali per uno studio accurato delle costellazioni. La pratica della geomanzia faceva uso di strumenti appositamente realizzati per predire il futuro. Al brillante ingegnere meccanico Abu al-'Izz Ismail al-Jazari, fu commissionato dalla corte urtuqide di Diyarbakir nel 603 / 1206 un libro illustrato sull'ingegneria idraulica e meccanica.","quote":"*'Le sofisticate decorazioni in metallo presenti sugli strumenti scientifici attestano l'alto grado di sviluppo delle discipline scientifiche.'*"},"68eb0582-4a1d-5233-92af-cfac47f86d57":{"title":"La lapide funeraria, memoria in pietra"},"cc1b1d0f-11e9-5198-addd-247752f7c5b8":{"title":"L’arte negli spazi di preghiera","description":"Ci sono due caratteristiche distinte nelle moschee ottomane progettate generalmente da architetti imperiali: la cupola, che simboleggia l'universo eterno mentre il *mihrab* la presenza del Profeta come capo della preghiera. Per sottolineare questi due aspetti venivano scritti versi del Corano all'interno della cupola o sul tamburo e il *mihrab* veniva riccamente decorato. Le pareti erano abbellite con maioliche o dipinte con disegni geometrici simboleggianti l'eternità di Dio e / o con motivi floreali che si richiamavano alla visione dei giardini del paradiso.","quote":"*'La cupola simboleggia l'universo eterno e il mihrab la presenza del Profeta come capo della preghiera.'*"},"4525acaf-2e58-57ae-aa47-33e20171397d":{"title":"L’acqua negli usi del bere e del lavarsi"},"ea3faf2c-86c3-553a-b331-7ddd3ee15aec":{"title":"Insediamenti abitativi e vita domestica","description":"Nell'occidente musulmano, la popolazione si concentrava nella città e nelle masserie rurali. Entrambi i tipi di insediamento presentano caratteristiche peculiari dovute al sapiente adattamento dei materiali e delle tecniche di costruzione ad un ambiente secco e caldo. \nLa città si articolava in modo complesso ed era formata da: \na) Un nucleo urbano centrale composto dalla grande moschea, l'alcázar o residenza del governatore; il *suq* o mercato a ridosso della via principale e ramificato nelle vie adiacenti; bagni pubblici, locande e botteghe degli artigiani. \nb) La zona residenziale entro le mura. \nc) Sobborghi rurali o villaggi fuori le mura dove si tenevano mercati di prodotti agricoli e di bestiame o anche alcune attività artigianali.","quote":"*'La città musulmana: un labirinto di strade'*"},"bedfc26e-1599-5d90-867d-794002406ce7":{"title":"Al-Raqqa: capitale siriana del califfo Harun al-Rashid"},"b1f3d679-a18b-5258-af5f-524e8530cb84":{"title":"Il sultano e la sua corte"},"a0cc97a9-d2a3-5089-88c2-b997f283e950":{"title":"La cultura della tavola","description":"La cultura della tavola alla corte ottomana era tenuta in una considerazione eccezionale e quasi ogni pietanza aveva uno chef apposito: lo chef per la zuppa (*çorbacıbaşı*), lo chef per la helva (*helvacıbaşı*) e così via. Ai banchetti per le cene di Ramadan (*iftar*), venivano adagiati sul pavimento, ricoperto di drappi, dei cuscini al centro dei quali veniva sistemato un vassoio di rame, d'argento o dorato, su cui si sistemavano dei cucchiai di guscio di tartaruga, corallo, avorio o altri tipi di osso. I piatti seguivano un ordine tradizionale: il primo piatto era la zuppa, servita in scodelle individuali; seguiva la portata principale a base di pollo o altra carne servita su ampi piatti coperti (per mantenere caldo il cibo) chiamati *kuşhane*. La portata principale era accompagnata da bevande e infine erano serviti i dolci come *zerde*, *baklava* e *helva.*","quote":"*'Quasi ogni pietanza aveva uno chef apposito: lo chef per la zuppa (çorbacıbaşı), lo chef per la halva (helvacıbaşı) e così via.'*"},"fa309a83-49c5-5883-9ee9-a69be57780e6":{"title":"La convivenza delle tre culture","description":"L'espansione dell'Islam nel Mediterraneo occidentale non implicò la formazione di una società omogenea da un punto di vista religioso né l'espulsione degli abitanti di altre confessioni (ebraica e cristiana) che poterono conservare il loro credo pagando un'imposta. \nLe attività economiche, specialmente quelle commerciali e gli scambi culturali, favorirono l'incontro di persone e civiltà diverse. \nFu così che nelle città e nei villaggi dell'occidente musulmano coesistettero le tre religioni del Libro in un processo di arricchimento materiale e spirituale reciproco.","quote":"'*Le tre religioni*'"},"9d1c91d5-e536-5351-9c97-8a1d1755f2dd":{"title":"Scuole di Calligrafia","description":"I calligrafi conseguivano l'abilitazione all'esercizio della professione in modo ufficiale, sotto la guida di maestri già affermati. Molti di loro venivano assunti a corte e negli uffici governativi e alcuni funzionari dell'amministrazione divennero famosi calligrafi, come per esempio Ibn Muqlah, vizir abbaside. Egli definì le regole delle perfette proporzioni di scrittura in un manuale, che diventò il testo di riferimento per intere generazioni di calligrafi che seguirono.","quote":"*'**Alcuni funzionari dell'amministrazione divennero famosi calligrafi come per esempio Ibn Muqlah, vizir abbaside.'*"},"754c7cda-4d25-5730-9b40-d05583d87eb1":{"title":"Scienza e sapere","description":"L'insegnamento cominciava con la lettura, la scrittura, la recitazione del Corano e lo studio dei discorsi del Profeta. Tenendo presente che i libri non erano numerosi, la trasmissione del sapere si basava sulla memorizzazione dei concetti e saper scrivere fu considerato come il requisito essenziale per permettere la trasmissione della conoscenza e della religione alle generazioni successive.","quote":"*'L'insegnamento religioso: i copisti del Corano'*"},"4ac9ddb5-21d0-552f-aabe-4b88c6672977":{"title":"La difesa"},"83fcd46d-b7fd-5e22-8abd-08f76c9613a8":{"title":"L’acqua e la vita quotidiana","description":"A partire dal VI / XII secolo la città di Fez, in Marocco, fu fornita di acqua grazie a fontane pubbliche, chiamate *sikaya.* La tipologia di queste fontane è sopravvissuta nei secoli: in una nicchia ricavata in un muro e ricoperta di *zellij* (mattonelle di ceramica), l'acqua zampilla da beccucci e si raccoglie in una vasca.","quote":"*'La città di Fez in Marocco fu approvvigionata con acqua di fontane pubbliche, chiamate sikaya.'*"},"39f632d5-77b2-5774-9593-b679b7db8455":{"title":"Esportazione del lusso","description":"Oltre ai tessuti, anche le ceramiche ottomane costituivano un famoso articolo di esportazione. La comparsa delle industrie ceramiche di Iznik, così importanti nella storia dell'arte turca, ebbe esiti folgoranti in Europa. Le ceramiche di Iznik diventarono così famose sui mercati europei che il sultano fu costretto ad emanare un editto in cui rimproverava i ceramisti di dedicarsi alla creazione di prodotti per acquirenti stranieri piuttosto che per il palazzo imperiale!","quote":"*'Oltre ai tessuti anche le ceramiche ottomane erano un famoso articolo di esportazione.'*"},"9f0c366a-10e7-53d5-91e8-2d8a35ffc22a":{"title":"La decorazione geometrica","description":"Gli artisti musulmani non hanno inventato la decorazione geometrica, essendosi ispirati all'arte romana, bizantina, persiana e berbera: l'hanno però sviluppata e portata all'acme della sua potenzialità espressiva.","extra":{"credits":"Curators & authors \nCarmen ALONSO-RODRIGUEZ, Madrid \nMaria da Conceição AMARAL, Silves \nGaspar ARANDA, Madrid \nHouria CHERID, Algiers \nLakhdar DRIAS, Argel \nNaima ELKHATIB-BOUJIBAR, Casablanca \nÁngela FRANCO, Madrid \nÁngela GARCIA-BLANCO, Madrid \nSusana GOMEZ, Mertola \nKamal LAKHDAR, Rabat \nSantiago MACIAS, Mertola \nMohamed MEZZINE, Fez \nMargarita SANCHEZ-LLORENTE, Madrid \nClaudio TORRES, Mertola \n \nCoordination \nMiguel GARCIA, Madrid \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Nell'arte islamica la geometria fornisce la base per i motivi decorativi predominanti, ai quali si subordinano normalmente gli altri motivi ornamentali. La decorazione geometrica compare ovunque sia nell'architettura sia nelle arti applicate come la ceramistica, l'arte tessile e quella libraria. A prescindere da materiali, misure e tecniche usati, i motivi rimangono praticamente gli stessi. \nGli artisti musulmani non hanno inventato la decorazione geometrica, essendosi ispirati all'arte romana, bizantina, persiana e berbera: l'hanno però sviluppata e portata all'acme della sua potenzialità espressiva. \nI risultati raggiunti dai musulmani nella ornamentazione geometrica furono resi possibili anche dall'importanza attribuita nel mondo islamico agli studi matematici, per esempio a quella pitagorici. \nCiò risulta evidente se si guardano per esempio le decorazioni a fasce geometriche ereditate dalla decorazione preislamica che vengono rielaborate fino ad ottenere combinazioni complesse di fregi a nastri intrecciati: partendo dal cerchio, furono generate una straordinaria varietà di figure (quadrati, rombi, esagoni, ottagoni, stelle a sei, otto, dieci, dodici o più punte) seguendo i principi della ripetizione simmetrica, della moltiplicazione o suddivisione che furono applicati su qualsiasi materiale, di qualsiasi dimensione. \nLa ricchezza cromatica e l'abilità nell'accostamento tonale fanno sì che le composizioni vengano poste a risalto creando l'illusione di diverse superifici. Se si vuole dare l'idea di ricchezza, si ottengono inoltre effetti tridimensionali sia con la ripetizione dei motivi (come nel caso della rete di rombi o *sebka*), sia con il contrasto di diverse tessiture o con l'uso generalizzato di *muqarnas* o *muqarbas* (nell'occidente musulmano). \nI motivi geometrici, scaturiti dalla stilizzazione di motivi naturalistici, non sono privi di valenze simboliche a seconda della funzione dell'oggetto o dell'edificio.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/geometric/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/21/portal_image/1.jpg","display_order":14}}},"362960e9-cc01-5941-9e3e-f9dfc311b3b5":{"title":"La difesa","description":"Nelle mura poderose erano praticate piccole aperture per il lancio di proiettili vari ma successivamente questi spiragli furono ampliati per permettere il fuoco dei cannoni. Alte torri fiancheggiavano il perimetro dei muri per impedire gli assalti e una serie di dispositivi rendevano difficoltoso l'accerchiamento da parte degli assalitori: le torri di vedetta, isolate, si ergevano davanti alle mura ed erano collegate ad esse con un passaggio fortificato; il barbacane, o muro parallelo alle mura, con minor spessore, meno alto e con un fossato scavato tra le due cinte; infine la porta, protetta da torri e, a partire dal secolo XI, con entrata a gomito che obbligava a compiere una curva ad angolo retto.","quote":"'*Le mura di cinta, un sistema difensivo in sé'*."},"3b822b91-75f5-5142-bd3c-29b08ccd26ec":{"title":"La lingua visiva del potere","description":"Il potere del sultano o dei suoi rappresentanti regionali spesso era proclamato con un linguaggio chiaro e inequivocabile. L'architettura si è prestata in modo efficace a questo scopo: un edificio che domini quelli circostanti o che, ancora meglio, caratterizzi il profilo di una città, costituisce una solida asserzione di potere. Con esempi meno grandiosi il potere di un principe poteva comunque essere proclamato esplicitamente in forma scritta, come ad esempio includendo il suo nome o il suo titolo nella decorazione di un edificio o persino in manoscritti. La *tughra* imperiale è probabilmente l'esempio più notevole di questo aspetto del linguaggio visivo del potere.","quote":"*'Il potere del sultano spesso era proclamato con un linguaggio visivo chiaro ed inequivocabile.'*"},"6f2f66f9-0684-5348-a89e-04c0ea5914a2":{"title":"La lingua visiva del potere","description":"Non sempre il linguaggio visivo del potere ha bisogno di imporsi con evidenza e l'arte è stata anche usata in modo molto sottile per comunicare questi messaggi. Un complesso di decorazioni, per esempio, stordendo lo spettatore di ornamenti abbaglianti, vuole comunicargli la potenza del committente. A volte il programma decorativo non ha bisogno di ricoprire grandi superfici, potendo trasmettere l'idea della grandezza dell'impero persino mediante i teli di una tenda. Anche i prodotti dell'artigianato fanno parte del linguaggio visivo: quando il sultano o i suoi funzionari indossavano preziosi indumenti abbelliti da accessori finemente elaborati, fossero essi veri e propri simboli di alto lignaggio (come i pennacchi) o accessori semplicemente funzionali (come le fibbie di una cinta) il mostrare il benessere ed il poter disporre di tali elevate maestranze in grado di produrli implicitamente proclamava il loro potere.","quote":"*'A volte la decorazione non ha bisogno di ricoprire grandi superfici; basta una tenda a trasmettere l'idea della grandezza dell'impero.'*"},"27407462-38d1-5483-a239-bfa506cb4830":{"title":"La gestione della prosperità","description":"Gli Abbasidi finanziarono e appoggiarono la ricerca e le pratiche mediche, permettendo di raggiungere importanti risultati in medicina: furono scritti e tradotti vari libri di soggetto medico; si effettuarono e documentarono esperimenti medici e molti strumenti furono messi a punto per le procedure più diverse nei vari campi della medicina.","quote":"*'Gli Abbasidi finanziarono e appoggiarono la ricerca e le pratiche mediche.'*"},"74e405d2-4d5c-563a-85b7-bcbf5812982e":{"title":"Le ceramiche abbasidi","description":"Dal momento che l'impero abbaside si estendeva dall'Afghanistan all'Algeria, l'industria ceramica ebbe modo di usufruire di contributi provenienti da tutte le regioni dell'impero che andavano ad aggiungersi alle tecniche decorative e ai repertori di stili già esistenti in loco. Mentre le ceramiche delle regioni orientali dell'impero sia policrome sia monocrome erano sfrenatamente lussuose, gli equivalenti oggetti in Nord Africa – specialmente in Ifriqiya – risultano più sobri. Oltre alle ceramiche a lustro, erano molto diffuse anche suppellettili verniciate, monocrome e policrome, e oggetti verniciati con iscrizioni. Oggetti di uso quotidiano, in genere tendevano ad essere in ceramica opaca e scarsamente decorata, ma ciononostante sembrano condividere con quelli di lusso caratteristiche tipicamente islamiche.","quote":"*'l'industria ceramica ebbe modo di usufruire di contributi provenienti da tutte le regioni dell'impero.'*"},"1dabd926-5ac6-53c1-b262-d5570beba088":{"title":"La decorazione geometrica in architettura","description":"In tutto il mondo musulmano le facciate degli edifici più rappresentativi si ricoprirono di composizioni a nodi o di rilievi geometrici intagliati nella pietra. Si prestava molta cura nel non lasciare vuoto alcuno spazio delle pareti da decorare (*horror vacui*). \nA partire dall'epoca almohade le facciate dei minareti in Maghreb e al-Andalus furono decorate prima con archi lobati, singoli o intrecciati la cui ripetizione e sovrapposizione diede vita, ridotti in scala, ad una trama di rombi denominata se*bka*, che fa pensare ad un arazzo ricamato a giorno.","quote":"'*Si prestava molta cura nel non lasciare vuoto alcuno spazio* (*horror vacui*).'"},"4abfb8e7-e61b-559d-9eb7-684a9ac667bc":{"title":"Vita di corte","description":"A metà del XVIII secolo, influenzati dal gusto occidentale, i sultani ottomani si trasferirono al Palazzo Dolmabahçe e poi al Palazzo Yıldız, e usarono come residenza estiva il Palazzo Beylerbeyi. Questi palazzi erano costruiti sull'esempio dei palazzi europei lungo il Bosforo. I palazzi del Bosforo diventarono le nuove residenze dinastiche e centri di cerimonie e ricevimenti ufficiali.","quote":"*'I palazzi del Bosforo diventarono le nuove residenze dinastiche.'*"},"b57ef26f-345f-5d0d-8e89-3f02ef5a1f29":{"title":"Giordania","description":"In Giordania le caratteristiche estetiche occidentali del periodo ottomano sono rappresentate principalmente in scene naturalistiche che prima non facevano parte del linguaggio visivo degli ottomani. Gli artisti europei che realizzarono queste scene introdussero nuovi elementi artistici e li integrarono sapientemente con quanto trovarono di già realizzato in Giordania. Inoltre in questo periodo è attestato il frequente utilizzo (più delle monete ottomane) di monete occidentali con motivi figurativi umani. In generale venivano infatti preferiti i manufatti occidentali, in particolare le monete, usate come ornamenti, in particolare per collane, collane da mento e veli. Questi artisti venuti dall’Occidente decorarono con i loro affreschi anche case, chiese e altri tipi di edifici. Alcuni di questi divennero in seguito musei, molte delle chiese sono ancora oggi in uso, mentre alcune case continuano ad essere abitazioni di privati che le conservano e le restaurano. \nAnche dopo il declino dell'impero ottomano, i giordani continuarono ad apprezzare le monete occidentali e ottomane e le donne continuarono a indossare ciondoli e braccialetti d'oro adornati con le monete del re Giorgio V e del sultano Muhammad Rashad V, spesso ricevute come dote. Parte di questo patrimonio è esposto al Museo del Folklore, mentre altri oggetti appartengono ancora ai successori di queste antiche famiglie.","quote":"\"In Giordania le caratteristiche estetiche occidentali del periodo ottomano sono rappresentate principalmente in scene naturalistiche che prima non facevano parte del linguaggio visivo degli ottomani.\""},"a09c8ed7-01f3-5c9b-bd21-96a1d81c4678":{"title":"Le Donne","description":"'L'Islam assegna alle donne una posizione ben definita nella società; le donne musulmane hanno sempre contribuito attivamente alla cultura dell'ambiente in cui sono vissute, sia a casa, sia nelle professioni, sia come promotrici di iniziative caritatevoli oppure nelle arti.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nNoorah AL-GAILANI, Glasgow \nUlrike AL-KHAMIS, Edinburgh \nJamila BINOUS, Tunis \nAicha BENABET, Tunis \nHouria CHERID, Algiers \nElsayed HAMAD, Cairo \nMourad RAMMAH, Kairouan \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nEnaam Selim, Cairo \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"L'Islam assegna alle donne una posizione ben definita nella società. I loro diritti, doveri e status sociale sono trattati nel Corano e sanciti dalla *Sharia*, la legge islamica. Nella storia dell'Islam, le donne hanno praticato attivamente la fede. Non c'è mai stato comunque - e non c'è neanche oggi- un approccio uniforme nell'interpretazione delle dottrine islamiche nel variegato mondo musulmano, con le sue diverse civiltà; ogni società islamica ha adattato il suo sistema all'Islam secondo il proprio retaggio culturale: di conseguenza non si può parlare di una condizione femminile omogenea nell'Islam. La complessità delle eredità culturali e patriarcali con cui le donne musulmane hanno dovuto confrontarsi – alcune di esse pre-islamiche – e il gran numero di compiti loro attribuiti all'interno delle società in cui esse sono vissute e vivono, stanno a dimostrare comunque il continuo sforzo nel sostenere battaglie per condizioni di vita migliori in una società giusta. \nMolte donne musulmane nella storia sono diventate modelli di comportamento per altre donne, prima fra tutte Sayyida Khadija bint Muhammad al-Khurasani, prima moglie del profeta Maometto, donna di affari indipendente e animosa, vera sostenitrice della missione del Profeta. Molti individuano un altro modello in Sayyida al-Manubiya, scrittrice mistica molto acclamata nella Tunisia medioevale. Maryam bint Abd al-Rahman, donna giudice vissuta agli inizi del secolo VIII E. / XIV d.C. in Palestina, pubblicò una propria raccolta di interpretazioni dell'*al-Hadith* ('I Discorsi del Profeta'). Personaggio chiave del XIX secolo è Huda Sharawi, pioniera e capo carismatico delle lotte per i diritti della donna nella società araba e musulmana. \nSiamo a conoscenza dei vari lavori pubblici voluti da donne delle classi agiate e il loro rapporto con il potere è testimoniato da realizzazioni e magnifiche opere d'arte pervenuteci, che dimostrano il loro mecenatismo e il loro prestigio. D'altro canto, a causa delle poche fonti documentarie riferite ad esse e della scarsezza di testimonianze materiali pervenutici, la nostra conoscenza relativa alle donne comuni è frammentaria. Possiamo farci un'idea della loro vita dalle attività da esse praticate, come il tessere, il ricamare, il modellare la creta e dalle fonti ufficiali riferite a sentenze, matrimoni, divorzi e altre questioni.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/women/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/23/portal_image/1.jpg","display_order":9}}},"adc7d88a-073e-571d-ad07-7d7f35682e7e":{"title":"Viaggi e Commercio"},"5f7953a9-49d7-5d9f-be1c-93cbec183abd":{"title":"L’arte andaluso-maghrebina","description":"L'arte degli Hammadidi, contemporanea a quella dei regni di Taifa andalusi, condivide con essa alcuni motivi decorativi, sebbene ne differisca nella tecnica di realizzazione. Insieme alle influenze andaluse, il comparire molto presto di alcuni elementi chiaramente orientali denota l'evidente funzione di ponte assunta dal Maghreb.","quote":"*'Ziridi e Hammadidi: il ponte tra oriente e occidente'*."},"feb15667-99f8-5b55-8c0b-bcda36247b11":{"title":"Pratica Religiosa","description":"In parallelo con il dinamico fiorire di istituzioni islamiche, anche chiese e monasteri cristiani vissero un momento di rigogliosa ripresa. Si realizzarono nuovi cicli di affreschi come solo in periodo omayyade se ne erano visti in Siria. Deir Mar Yakub (Monastero di S. Giacomo) e Deir Mar Musa al-Habashi (Monastero di S. Mosè Etiopico) sono eccellenti esempi di arte cristiana medievale e di monachesimo siriano.","quote":"*Chiese e monasteri cristiani vissero un momento di rigogliosa ripresa.'*"},"1dc8b986-92dc-5a75-b544-000419ab6111":{"title":"La lapide funeraria, memoria in pietra","description":"Esiste una grande varietà di lapidi funerarie create in epoche diverse e che rispecchiano le differenze regionali: il cippo, che compare in Ifriqiya (Tunisia) nel IX secolo, sebbene ne siano stati trovati anche nella regione toledana di al-Andalus; la *maqabriya*, che fu usata nei cimiteri andalusi e maghrebini a partire dall'epoca almoravide; le stele discoidali, che si diffusero a partire dal XIV secolo in città con grande produzione di ceramica come Malaga, Granada e Murcia.","quote":"'*Le lapidi: differenze locali e sociali*'"},"9246e5d1-d625-54a9-a9cb-348e8099b248":{"title":"La decorazione geometrica sui manufatti di ceramica","description":"Le composizioni geometriche a volte vengono combinate con motivi vegetali che, per quanto subordinati allo schema generale, servono ad arricchire la decorazione geometrica, a sottolineare determinati punti chiave nel tracciato o semplicemente a riempire i fondi o i vuoti lasciati dal disegno geometrico.","quote":"'*I motivi vegetali arricchiscono la decorazione geometrica'*"},"0aeb920c-d823-5de4-81b9-061257cef978":{"title":"Due sultani mamelucchi contro i Franchi","description":"A prescindere dai due sultani mamelucchi qui trattati, Qalawun fu probabilmente l'ispiratore più prolifico di progetti architettonici in assoluto. La grandezza del suo complesso al Cairo, che segna un punto fermo nell'architettura mamelucca, è veramente imponente: esso comprende una madrasa, un mausoleo (*qubba*) e un ospedale (*bimaristan*). Il *bimaristan* fu costruito in seguito all'esperienza avuta da Qalawun nel Bimaristan Nur al-Din, un ospedale di Damasco dove rimase così impressionato dal trattamento medico ricevuto che giurò a se stesso che se si fosse ristabilito per salire sul trono ne avrebbe costruito uno simile al Cairo. Diede inizio al progetto nel 682 / 1283 subito dopo l'inizio del suo regno. Il *bimaristan* aperto a musulmani di ambo i sessi e di qualsiasi posizione sociale era inusuale per quei tempi.","quote":"*'**Qalawun fu probabilmente l'ispiratore più prolifico di progetti architettonici in assoluto.'*"},"01b4539f-223c-58e3-970b-86b098e2e493":{"title":"La lingua visiva del potere","description":"L'arte e l'architettura sono spesso state usate per creare un linguaggio visivo attraverso cui proclamare il potere. Questa propaganda visiva ha assunto varie forme nel corso dei secoli: a volte si è proposta in modo aperto ed evidente, altre volte in modo più sottile e implicito. L'arte e l'architettura del periodo ottomano abbracciano una serie di interessanti varianti di come fosse mostrato visivamente il potere del sultano e dello stato ottomano.","quote":"*'Da sempre chi ha raggiunto il potere ha cercato diversi modi per dimostrarlo.'*"},"b82e552a-e3da-5171-bbda-751d4602d53f":{"title":"Due sultani mamelucchi contro i Franchi","description":"Entrambi i sultani, Baybars e Qalawun, furono instancabili committenti di oggetti d'arte di lusso ed edifici che furono eretti non solo nella capitale, il Cairo, ma anche in Terra Santa e in Siria. Baybars, ad esempio, fece restaurare delle fortezze in Palestina e Siria, ma i suoi interessi non si limitarono solo all'architettura militare come dimostra la vasta moschea Congregazionale del Cairo, la più antica moschea reale mamelucca della città pervenutaci. Morì nella Cittadella di Damasco (676 / 1277) e fu seppellito in un mausoleo (*qubba*) a nord della Moschea degli Omayyadi. La *qubba* è parte di una scuola già a lui dedicata, la Madrasa al-Zahiriyya.","quote":"*'I* *sultani Baybars e Qalawun, furono instancabili committenti di oggetti d'arte di lusso ed edifici.'*"},"6428106b-9d8e-590a-bc5c-8be1ac54d645":{"title":"La donne musulmane e la vita domestica","description":"Ingrediente importante per il trucco degli occhi era il kohl, ottenuto da una mistura di ingredienti fra cui l'incenso resinoso, il mallo di mandorla e il cartamo. Godendo fama di effetti benefici, il kohl era anche considerato un potente antidoto contro il malocchio ed era conservato in scatoline graziosamente decorate in cui si teneva anche un bastoncino per applicarlo sulle palpebre.","quote":"*'Il kohl si otteneva da una mistura di ingredienti fra cui l'incenso resinoso, il mallo di mandorla e il cartamo.'*"},"95694260-7655-5184-a4d8-7c24d7fd8562":{"title":"Riforme amministrative","description":"Per i primi 70 anni di dominio i musulmani non introdussero un nuovo sistema amministrativo centralizzato in lingua araba ma lasciarono che ogni provincia continuasse a seguire gli ordinamenti del regime precedente. In Siria la lingua dell'ufficio delle entrate era il greco e l'amministrazione era ancora retta da cristiani del luogo. Gli Arabi introdussero invece un nuovo sistema di riscossione delle imposte secondo il quale a tutti i membri adulti impiegati nel nuovo stato era corrisposto un regolare stipendio (*'ata'* ) finanziato dal gettito fiscale delle popolazioni locali. Le tasse più alte erano quelle fondiarie (*kharaj*), una somma fissa in natura o in denaro e una tassa sulla persona (*jizya*) imposta ad ogni cittadino non musulmano adulto in proporzione alle sue entrate. Preti, monaci e disabili erano esentati dal pagare la *jizya.*","quote":"*'Ogni provincia continuò a seguire gli ordinamenti del regime precedente.'*"},"66a1b849-44f7-56db-b90b-8414c7492a80":{"title":"Due sultani mamelucchi contro i Franchi"},"390eb15a-b775-5e38-b060-b98bf5313187":{"title":"L’arte mudéjar popolare e religiosa","description":"Il mudéjar religioso aragonese si distingue per la profusione decorativa dell'esterno degli edifici e delle torri, ottenuta in laterizio con combinazioni di molteplici motivi geometrici: archetti mistilinei incrociati, reti di rombi e reste a spiga o a spina di pesce con l'applicazione di *azulejos* policromi. Negli interni, i soffitti in legno donano agli ambienti un senso di spaziosità, rendendoli più caldi e confortevoli. Fra questo tipo di realizzazioni merita particolare menzione l'enorme trabeazione a traversine (par y nudillo) della cattedrale di Teruel.","quote":"*'Il mudéjar aragonese: la profusione decorativa'*"},"e69dcd7a-5d1d-5edb-ae45-6bb6e2a8c847":{"title":"Il sistema mamelucco"},"0c57154a-3d32-5f59-919a-c9bcab6d8ac5":{"title":"Giordania","description":"Gli Ottomani sostituirono il percorso Hajj (Darb al-Hajj al-Shami) che segue le montagne a est del Wadi Araba, noto come Kings Highway, con una nuova tratta lungo il confine del deserto, nota come Darb al-Bint, come la figlia del sultano Salim I, che si era lamentato dei banditi sulla Kings Highway. Lungo questo nuovo percorso venne costruita una serie di forti e stazioni di pellegrinaggio per tutelare i pellegrini e fornire loro acqua, cibo e merci. \nLa ferrovia dell'Hejaz, completata nel 1908 durante il regno del sultano Abdul Hameed II, è una delle opere più importanti realizzate durante il periodo ottomano, il cui scopo principale era di trasportare i pellegrini da Damasco a Medina in Arabia Saudita attraverso la Giordania. Venne gravemente danneggiata durante la Prima guerra mondiale, ma alcune sezioni sono ancora funzionanti (ad esempio le tratte Damasco – Amman e Amman – Qatraneh).","quote":"“La ferrovia dell'Hejaz è una delle opere più importanti realizzate durante il periodo ottomano.”"},"dc1ba8a3-fd25-52de-bd11-66f5e8ee0fdc":{"title":"Le donne musulmane nelle professioni, nell’artigianato e nelle arti"},"30f650c4-28b8-51fa-9fb7-44613c3096bf":{"title":"L’acqua negli usi del bere e del lavarsi","description":"Nella vita sociale e religiosa dei musulmani i bagni pubblici (*hammam*) hanno da sempre svolto un ruolo centrale, perché il Corano sottolinea l'importanza dell'igiene personale. Anche se queste strutture devono molto all'importanza loro attribuita in epoca romana e nel Tardo Antico, dall'epoca omayyade in poi la funzione principale è svolta dal calidarium piuttosto che dal frigidarium, preferito dai Romani. Normalmente un *hammam* è composto da uno spogliatoio non riscaldato, uno spazio riscaldato intermedio e una stanza dei vapori.","quote":"*'L'hammam ha svolto un ruolo centrale nella vita sociale e religiosa dei Musulmani.'*"},"a68e0dec-446e-5c8a-bf2e-1f05f0f0e7fb":{"title":"L’arte andaluso-maghrebina","description":"L'arte andaluso-maghrebina aderì alla predilezione dell'arte islamica per la decorazione degli interni e delle facciate degli edifici, con l'uso sistematico dell'arco e del capitello come elementi decorativi. \nAnche se l'arco a ferro di cavallo è il più caratteristico, gli architetti crearono anche nuovi tipi di archi o ne ottennero di nuovi combinando gli elementi in modo diverso. Lo stesso può dirsi per i capitelli: la modifica delle proporzioni e l'arricchimento del fogliame dei capitelli romano-bizantini diedero luogo a capitelli di spiccata originalità. \nIl punto di partenza di questo modo di intendere l'architettura è la moschea di Cordova.","quote":"'*Dall'arte degli emirati occidentali a quella dei regni di Taifa: formazione e maturità di un gusto di tipo barocco*'."},"f79e2e2d-2bd9-536c-96fc-75712b9b3f2b":{"title":"La difesa","description":"La difesa del territorio era affidata a castelli e *ribat*, recinti fortificati con all'interno una poderosa torre. Situati in punti strategici, permettevano di dominare con la vista il territorio circostante. Servivano sia per l'acquartieramento delle truppe che sorvegliavano sulle frontiere, sulle vie di comunicazione, su valli, passi di montagna e porti, sia per accogliere la popolazione in caso di pericolo.","quote":"'*I castelli: la difesa del territorio*'"},"87981465-ac17-588c-98d9-d4f2d4298bdc":{"title":"I Normanni in Sicilia","description":"Il regno normanno di Sicilia eredita dagli arabi un patrimonio di cultura e civiltà che, fondendosi al retaggio della cultura greca, latina e bizantina, getta i primi semi del Rinascimento italiano.","extra":{"credits":"Curators & authors \nRita BERNINI, Rome \nPier Paolo RACIOPPI, Rome \nEttore SESSA, Palermo \nPaola TORRE, Rome \n \nCoordination \nIrene SALERNO, Rome \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Occupata a partire dall’827 dalle armate dell’emiro di Kairouan, la Sicilia diviene fino al 1061 uno dei territori del *Dar al-Islam*. Tuttavia, nell’area orientale dell’isola, saldamente di cultura greco-bizantina, restano delle irriducibili sacche di resistenza fino al 965. \nMalgrado la limitata immigrazione di popolazioni dall’area maghrebina, dalla penisola iberica, dall’Egitto e dal medio-oriente, l’organizzazione della società islamica ha una rapida affermazione e diffusione. In questi due secoli di presenza araba la legge coranica garantisce, non senza discriminazioni, la professione della fede cristiana. \nNel 1061 i Normanni, capeggiati dalla famiglia degli Altavilla, sbarcano nell’isola dalle loro basi nel meridione d’Italia. Nel 1094 Ruggero I istituisce la Contea di Sicilia, ereditata da suo figlio Ruggero II che nel 1130 fonda il Regno di Sicilia. I successori, Guglielmo I e Guglielmo II, continuano la sua politica, contrastando i musulmani, Bisanzio e il Sacro Romano Impero fino al subentrare, nel 1194, della dinastia sveva. \n \nIn continuità con il periodo di dominazione araba, le comunità cristiana e musulmana convivono garantendo il permanere di modi e rituali sociali del periodo islamico: questo, tra l’altro, emerge nel riuso, da parte della nuova dinastia cristiana, di luoghi ed edifici voluti dai precedenti regnanti. \nQueste forme di continuità culturale sono rafforzate dai rapporti politici tra i Normanni ed il mondo islamico contemporaneo. \nUna delle più emblematiche forme del permanere di queste relazioni è proprio, una volta istituita la corona di Sicilia, la precisa volontà delle dinastia normanna di rifondare la cultura artistica siciliana servendosi largamente di modelli desunti da quella islamica: essi vengono sapientemente innestati sulle preesistenti, modeste forme artistiche e architettoniche arabo-sicule e di derivazione bizantina. \nIl risultato di questa operazione è un sincretismo attivo e propositivo che rende la produzione siculo-normanna come una delle più originali tra le culture artistiche del Mediterraneo e dell’Europa medievale.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/siculo_norman/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/25/portal_image/1.jpg","display_order":16}}},"e8deea6c-fc86-5de4-91d5-28b3549d5260":{"title":"Le donne musulmane nelle professioni, nell’artigianato e nelle arti","description":"Varie donne musulmane, nella storia, si sono dedicate ad attività professionali come ad esempio Zayn al-Khuzan, la donna che dirigeva la squadra di 30 addette al guardaroba del califfo fatimide. Alcune donne divennero scrittrici o poetesse, altre si dedicarono alla fisica ed altre ancora furono esperte di legge coranica e giurisprudenza, insegnando e interpretando le dottrine religiose. Si sa di donne famose calligrafe, per esempio Hafsa, moglie del profeta Maometto e figlia del califfo 'Umar Ibn al-Khattab o Fatima al-Baghdadia, altra calligrafa famosa, il cui stile era di livello così alto da farla paragonare a Ibn Hilal, uno dei più acclamati calligrafi in assoluto. Nel caso della prima moglie del profeta, Sayyida al-Khadija, alcuni suoi lavori calligrafici ci sono pervenuti, testimoniando la sua grande abilità.","quote":"*'**Alcune donne divennero scrittrici o poetesse, altre si dedicarono alla fisica ed altre ancora furono esperte di legge coranica e giurisprudenza.'*"},"cb0785ef-fb33-5e76-b51b-81652da4bdfc":{"title":"Saladino in Terra Santa","description":"L'eroe islamico per eccellenza, Salah al-Din al-Ayyubi (conosciuto come Saladino, r. 531–89 / 1137–93), invertì il corso delle sconfitte arabe e delle vittorie crociate quando riconquistò Gerusalemme. L'epoca di Saladino è considerata una delle più luminose della storia araba, quando l'indebolito califfato abbaside ebbe un breve momento di ripresa ad opera dei suoi governatori ayyubidi.","quote":"*'L'epoca di Saladino è considerata una delle più luminose della storia araba.'*"},"46837ac7-e216-535c-9487-5198e7fe98f9":{"title":"Siria","description":"La cerimonia annuale dell' *hajj* prevedeva un'ardua preparazione da parte delle carovane di pellegrini per un viaggio lungo e potenzialmente pericoloso attraverso il deserto a dorso di cammello. Il corteo fuori da Damasco era, quindi, un momento cruciale per i governatori per garantire sicurezza ai pellegrini e promuovere la propria immagine politica. Il Mahmal al-Hajj guidava la processione portando gli emblemi del califfo ottomano, sui quali è possibile osservare un linguaggio decorativo occidentalizzato filtrato attraverso un repertorio decorativo locale. \nTali innovazioni culturali e artistiche divennero onnipresenti all'inizio del XIV/XX secolo. I manoscritti coranici dipinti con oro e smalto mostrano un nuovo senso dell’ombreggiatura e del colore. Indipendentemente dai cambiamenti politici e stilistici, l'identità di Damasco come città santa rimase predominante.","quote":"“Indipendentemente dai cambiamenti politici e stilistici, l'identità di Damasco come città santa rimase predominante.”"},"4bed6c71-af16-5a48-8fbf-46d35ab606ed":{"title":"Il Sacro Corano","description":"L'importanza data ad una corretta lettura e declamazione del Corano comportò l'addizione di supplementi con note esplicative sul significato di alcuni versetti e indicazioni per un'appropriata declamazione. Queste note erano scritte a bordo pagina o aggiunte come un'appendice alla fine del volume, mentre estratti scelti del Corano spesso venivano associati con specifiche preghiere e citazioni profetiche tratte dall'*Hadith* ('Discorsi del Profeta') e pubblicate su libri separati e opuscoli da usare per preghiere e suppliche. Versi riferiti a profeti del Vecchio Testamento comparivano in libri storici riccamente decorati e illustrati, dedicati ad un profeta specifico.","quote":"*'**Versi riferiti a profeti del Vecchio Testamento comparivano in libri storici riccamente decorati e illustrati, dedicati ad un profeta specifico.'*"},"ceab8d7c-6e1d-5d61-81c7-078ad66f0bd3":{"title":"Vita di Corte","description":"Altri esempi di oggetti di lusso usati per facilitare le relazioni diplomatiche li troviamo alla corte di Badr al-Din Lu'lu', un armeno convertito all'Islam. Fu prima vizir vassallo di Zangi e successivamente divenne signore della corte di Mosul nel nord dell'Iraq dal 615–57 / 1218–59. Badr al-Din Lu'lu' ebbe grande interesse per il metallo intarsiato, ci sono pervenuti numerosi recipienti di ottone intarsiato con oro e argento che riportano il suo nome. Questi preziosi oggetti di valore erano usati probabilmente in sostituzione dell'oro e il fatto che Lu'lu' abbia fatto riportare il suo nome testimonia la loro funzione di doni ambasciatoriali.","quote":"*'Badr al-Din Lu'lu' ebbe grande interesse per il metallo intarsiato.'*"},"6f026780-ce1b-55d2-b48b-2d177c9ca628":{"title":"Calligrafia monumentale","description":"Sin dagli inizi dell'era islamica le iscrizioni calligrafiche compaiono su di una vasta gamma tipologica di edifici. La calligrafia araba era uno dei principali aspetti contraddistintivi dell'architettura islamica. Il primo edificio pervenutoci che presenta questa caratteristica è la Cupola della Roccia a Gerusalemme del I / VII secolo.","quote":"*'**La calligrafia araba era uno dei principali aspetti contraddistintivi dell'architettura islamica.'*"},"007e0513-1d25-5486-a970-7a75408f9d61":{"title":"La ceramica mudéjar","description":"Gli stemmi, inizialmente non usati esclusivamente dalla nobiltà e solo in seguito vincolati ai simboli delle casate, nei secoli XV e XVI raggiungono la massima diffusione, comparendo a profusione su qualsiasi tipo di oggetti, fra cui le ceramiche eseguite su commissione. Legato all'araldica, lo scudo inquartato con iscrizioni religiose fa la sua comparsa fra le ceramiche mudéjar.","quote":"'*Il necessario adattarsi al gusto dei nuovi clienti obbligò i ceramisti mudéjar a rinnovare il loro repertorio*.'"},"7b8e8ebb-749c-5252-9649-7f18a8830f7b":{"title":"La ceramica mudéjar","description":"I primi prodotti mudéjar in ceramica furono realizzati ad imitazione della ceramica nasride a tal punto da risultare a volte indistinguibili da essa. Delle ceramiche nasridi si imitava sia la tecnica (ceramica dorata e blu di cobalto) e i motivi decorativi (palmizi, steli e germogli) sia le forme; mentre gli originali erano stati prodotti in gran parte come pezzi unici, lussuosi ed esclusivi, quelli mudéjar furono realizzati per soddisfare la domanda di una clientela più ampia e numerosa. Successivamente, il necessario adattarsi al gusto dei nuovi clienti obbligò i ceramisti mudéjar a rinnovare i repertori di forme, includendo anche elementi gotici e rinascimentali, e a far ricorso all'iconografia cristiana.","quote":"'*Delle ceramiche nasridi si imitava sia la tecnica e la decorazione, sia le forme*'."},"073b795d-65c6-5d5e-9265-134b960cca53":{"title":"La corte","description":"Avendo come punto di riferimento Baghdad, il cerimoniale a tavola e il galateo dei commensali si raffinò. Il pasto, solitamente imbandito in un recipiente comune, fu ora sostituito da piatti serviti secondo un rigoroso protocollo. Il menu si arricchì di nuove e variate ricette, che facevano la gioia del palato e dell'olfatto, stimolato da aromi diversi; i piaceri dell'udito erano soddisfatti dalla musica eseguita durante la conversazione a tavola e la vista poteva godere delle danze e delle splendide decorazioni palatine.","quote":"'*Il cerimoniale dei pasti*'"},"06c733a5-e1b4-5be1-ae58-c5968680a73a":{"title":"Al-Raqqa: capitale siriana del califfo Harun al-Rashid","description":"Il califfo Harun al-Rashid, nipote di al-Mansur, spostò la sua corte ad al-Raqqa negli anni 180-192 / 796-809, essendo questo un periodo di turbolenze politiche a Baghdad e nel sud dell'Iraq. Al-Rashid potenziò le fortificazioni e creò un intero nuovo quartiere di palazzi a nord di al-Raqqa. In questi palazzi fece sistemare il suo seguito e un certo numero di ufficiali dell'esercito che lo seguirono. I legami con Baghdad e con i territori orientali fu assicurato da un sofisticato sistema di collegamenti. I figli di Al-Rashid, tutti futuri califfi, vissero gran parte della loro giovinezza ad al-Raqqa.","quote":"*'**In questi palazzi fece sistemare il suo seguito e un certo numero di ufficiali dell'esercito che lo seguirono.'*"},"e1608033-ab95-5c07-ac56-54849a33a39b":{"title":"La Terra Santa delle tre religioni","description":"Nel I / VII secolo Gerusalemme e la Terra Santa passarono sotto la sovranità musulmana. Anche per i musulmani erano luoghi sacri e nei secoli che seguirono, nonostante i travagli politici e militari, i fedeli delle tre religioni continuarono a recarvisi in pellegrinaggio. I regnanti musulmani assicurarono la protezione delle vie del pellegrinaggio: tra di essi, i califfi 'Umar Ibn al-Khattab (r. 13–23 / 634–44) e Salah al-Din al-Ayyubi (Saladino, r. 564–89 / 1169–93) si impegnarono generosamente nella manutenzione dei luoghi sacri facilitando l'accesso a tutti – musulmani e non – secondo quanto prescritto nello stesso Corano, in cui si raccomanda rispetto per ebrei e cristiani in quanto 'Popoli del Libro' (*ahl al-kitab*).","quote":"*'Il Corano rispetta gli Ebrei e i Cristiani in quanto 'Popoli del Libro'* (ahl al-kitab)*.'*"},"adc2c82c-8dbe-5321-9ab3-9fea14b4167f":{"title":"Turchia","description":"Sebbene vi fosse da secoli una relazione tra gli Ottomani e l'Occidente attraverso guerre o commerci risalenti al Medioevo, l'occidentalizzazione del gusto Ottomano giunse all'impero molto più tardi. \nL'apice dell'Impero ottomano, raggiunto nel XVI secolo, non durò a lungo, e le debolezze del sistema amministrativo, insieme all'erosione degli organi militari e finanziari, provocarono la perdita di territori dell'impero a partire dalla fine del XVII secolo. Furono fatti tentativi per riacquisire il potere un tempo saldo dell'impero, tra cui l'importazione di misure dalle infrastrutture amministrative e tecniche dell'Occidente, un prestito che si rifletteva anche nella società e nell'arte ottomana. Le più strette relazioni culturali e diplomatiche stabilite con l'Occidente, rafforzate dalla percezione dell'Impero ottomano come nuovo mercato dei prodotti europei, portarono a nuovi sviluppi sia nella struttura della società che nella sua arte. Pertanto, l'introduzione di elementi occidentali nel repertorio artistico ottomano nel XVIII e XIX secolo è nota come periodo di occidentalizzazione.","quote":"Sebbene vi fosse da secoli una relazione tra gli Ottomani e l'Occidente attraverso guerre o commerci risalenti al Medioevo, l'occidentalizzazione del gusto Ottomano giunse all'impero molto più tardi."},"ca738840-bcc5-5148-8748-e3bb31ec2983":{"title":"L’arte mudéjar aristocratica e civile"},"6ff61f8d-0983-5aa2-8637-2151608072f9":{"title":"L’arte mudéjar popolare e religiosa","description":"Il mudéjar popolare e religioso portoghese è caratterizzato da particolari elementi decorativi, come le merlature e i pinnacoli, che assimilati alle strutture in stile gotico, convivono con soffitti con trabeazione a traversine (par y nudillo), intagliati e decorati con motivi a stella e piccole croci policrome a tinte vivaci o con soffittature piatte, utilizzate soprattutto in absidi alte e decorate altrettanto con motivi a stella di otto o sedici punte.","quote":"*'Il mudéjar portoghese'*"},"35beb34a-375b-5bd2-98d3-523a97e96b21":{"title":"I Fatimidi","description":"'Sognarono di fondare un califfato sciita nel cuore del mondo islamico; i Fatimidi regnarono su di un impero che divenne famoso per l'efficienza amministrativa oltre che per lo splendore artistico.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nNoorah AL-GAILANI, Glasgow \nUlrike AL-KHAMIS, Edinburgh \nJamila BINOUS, Tunis \nAicha BENABET, Tunis \nHouria CHERID, Algiers \nElsayed HAMAD, Cairo \nMourad RAMMAH, Kairouan \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nEnaam Selim, Cairo \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"L'assassinio del califfo 'Ali nella città irachena di Kufa e dell'imam Husayn, nipote di Maometto, a Karbala, causarono la nascita dello Sciismo. Il movimento reclamava il diritto di successione al califfato da parte dei propri capi, discendenti di Maometto. Aspramente combattuti dagli Omayyadi e dagli Abbasidi, gli Sciiti riuscirono comunque a diffondersi in tutto il mondo islamico e presto raggiunsero il Nord Africa, dove si stabilirono i seguaci di Abu Abdallah al-Shii con l'intento di conquistare il califfato islamico. \nIl califfato fatimide di fatto nacque a Raqqada in Ifriqiya (l'attuale Tunisia), e partendo di lì riuscì a rovesciare la locale dinastia aghlabide nel 297 E. / 909 d.C. La prima capitale fatimide fu Mahdia, il cui impianto urbanistico e architettonico rivela l'impronta fatimide. Con il buon governo del califfo fatimide al-Mu'izz li-Din Allah (r. 341–63 / 953–75) il regno ben presto prosperò creando le condizioni economiche ed il giusto clima politico per tentare la conquista dell'intero califfato musulmano. Seguendo questo disegno, fu inviato il generale Jawhar alla conquista dell'Egitto, molto provato dal dominio tulunide. Nel 357 / 969 al-Mu'izz entrò vittorioso in Egitto e delegò il governo dell'Ifriqiya alla dinastia vassalla degli Ziridi. Questi ultimi, vista l'opportunità di rendersi indipendenti, abiurarono lo sciismo in favore dell'Islam sunnita. Il tradimento fu punito dai Fatimidi che prontamente inviarono la tribù barbara di beduini Banu Hilal a devastare i loro territori. Il potere fatimide si spostò quindi in Egitto e nel 357 / 969 al-Mu'izz fondò una nuova capitale, il Cairo. Basata su di un impero in continua espansione, si sviluppò così una civiltà in grado di rivaleggiare con gli Abbasidi di Baghdad e gli Omayyadi di Cordova. L'urbanistica, le scienze, l'arte e la letteratura raggiunsero nuovi livelli di eccellenza, sebbene questi risultati fossero destinati a non durare: l'arrivo dei Crociati, il declino economico e il diffondersi di grandi epidemie contribuirono alla caduta di questa brillante dinastia che ricevette il colpo di grazia dalle mani di Salah al-Din Ayyubi (Saladino) che li sconfisse definitivamente nel 567 / 1171.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/fatimids/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/16/portal_image/1.jpg","display_order":3}}},"bb6637ac-a866-515d-b9a2-3869310f0ad7":{"title":"La Civiltà della Parola","description":"Le iscrizioni variano nel soggetto e comprendono una grande quantità di stili calligrafici: possono riferirsi al committente o riportare versi del Corano, suppliche di protezione, benedizioni, versi poetici o proverbi. Questi ultimi sono normalmente preferiti a complemento della funzione dell'oggetto, come l'uso del verso coranico 'Dio, Luce del Mondo' (24: 35) sulle lampade delle moschee, oppure l'uso di versi poetici per celebrare il lavoro della penna che si possono leggere su portapenne o astucci da scrivania. Le suppliche di protezione e le invocazioni di benedizioni compaiono su vasellami come beneaugurante contributo alla loro funzione. Parole come '*barakah'* riconoscono e invocano la generosità di Dio e augurano buona fortuna al proprietario. Lo stesso dicasi per la presenza, su un determinato oggetto, di uno dei novantanove appellativi di Dio con lo scopo di preservare l'oggetto stesso e il suo contenuto da possibili danni e perdite.","quote":"*'Le iscrizioni sono generalmente usate come complemento della funzione dell'oggetto.'*"},"d03f0704-42d3-54b3-8b3b-d1ee5a970a2c":{"title":"L’Egitto abbaside"},"06f8adf1-80a7-5ad3-930e-d74a24929bf9":{"title":"La cultura della tavola","description":"Oltre ai piatti di ceramica di İznik, si usavano anche piatti di rame o dorati e non potevano mancare le porcellane importate dalla Cina. Nel XIX secolo, come conseguenza dell'adozione di uno stile di vita occidentale, si pose fine alla tradizionale cultura della tavola del Palazzo Topkapı e vennero introdotti tavoli e sedie, porcellane europee e posate d'argento.","quote":"*'Oltre ai piatti di ceramica di İznik, si usavano anche piatti di rame o dorati.'*"},"8aaef163-92d1-584e-b208-20da9b7fd02e":{"title":"Scuole di Calligrafia","description":"Diversi stili calligrafici si svilupparono nel tempo, influenzati dalla eterogenea composizione sociale delle diverse province. Nelle regioni occidentali – Maghreb e al-Andalus – comparve lo stile *maghrebi* influenzato da retaggi berberi nord-africani, mentre nella multiculturale Sicilia, i Normanni, per documentare e commemorare i vari eventi, produssero iscrizioni multilingue, che comprendevano anche l'arabo.","quote":"*'**Nelle regioni occidentali – Maghreb e al-Andalus – comparve lo stile maghrebi.'*"},"0619d09f-5563-54e4-a733-b1fda9508dda":{"title":"Viaggio di un pulpito islamico","description":"Il *minbar* in questione riveste un significato importante perché è associato al martire sciita Imam al-Husayn, nipote del profeta Maometto. Quando i Crociati conquistarono Ashqelon (che si trova circa 50 km a sud di Giaffa) nel 548 / 1143, musulmani devoti si preoccuparono di salvare sia la testa mozzata di al-Husayn sia il *minbar* stesso, che trafugato e portato a Hebron fu sistemato nell'Haram al-Ibrahimi. Stando alla tradizione, la testa mozzata di al-Husayn fu portata invece al Cairo.","quote":"*'Il* *minbar trafugato e portato a Hebron fu sistemato nell'Haram al-Ibrahimi.'*"},"d1cd70ed-eba3-5102-ad3f-35f48ba86542":{"title":"Arte turco-islamica nell’Anatolia preottomana","description":"Avendo stabilizzato il loro dominio sull'Anatolia, i sultani selgiuchidi aumentarono l'impegno nel costruire nuovi edifici e promossero lo sviluppo del commercio, grazie alle vie di comunicazione tornate sicure; abitarono in lussuosi palazzi costruiti con l'idea di dover vivere in un paradiso terreno. I Selgiuchidi anatolici fondarono uno stato turco-islamico e svilupparono un gusto artistico radicato nelle tradizioni di molte civiltà asiatiche e anatoliche e influenzato dalla contemporanea cultura bizantina. Nel loro periodo di regno, dalla seconda metà del secolo V / XI all'inizio del secolo VIII / XIV, i Selgiuchidi anatolici costruirono molti monumenti per soddisfare le esigenze di culto e per le loro ambizioni sociali. Furono erette moschee, *türbe* (tombe monumentali), *madrasa* (scuole religiose), *hammam* (bagni pubblici), *han* (caravanserragli) e ponti.","quote":"*'Svilupparono un gusto artistico radicato nelle tradizioni di molte civiltà asiatiche e anatoliche.'*"},"29034c7a-8823-5847-9fb2-ed236e6ef371":{"title":"Le Arti Decorative","description":"L'applicazione di lustri metallici per decorare il vasellame è una tecnica tipicamente islamica che comparve nella lavorazione del vetro prima di diventare famosa con le ceramiche. In Egitto la tecnica applicata al vetro era conosciuta almeno dal II / VIII secolo. \nLa ceramica a lustro, quindi – anche grazie alla protezione accordata dai Fatimidi ai ceramisti immigrati – presto divenne la produzione più rappresentativa della ceramica egiziana, che comprendeva anche altri tipi di ceramiche lucide. Le botteghe dei maestri più noti che conosciamo sono la Scuola dei Musulmani e la Scuola dei Saad. \nAltra industria fiorente fu quella dei lavori in metallo. Gli artigiani si specializzarono nella produzione di animali tridimensionali, vasellame a sbalzo e ribattuto, strumenti scientifici come gli astrolabi e strumenti chirurgici.","quote":"*'L'applicazione di lustri metallici sul vasellame decorato è una tecnica tipicamente islamica.'*"},"cbc12111-8c44-55d6-b676-b86eda25e6a1":{"title":"Tunisia","description":"I mobili europei furono adottati ancora più prontamente, e divenne comune vedere letti a baldacchino con intonaci in doratura, specchi e consolle riccamente dorati, lampade veneziane e velluto e seta italiani o francesi accanto ai tradizionali mobili ispano-magrebini, sebbene questa nuova tendenza non soppiantò mai del tutto lo stile tradizionale. Le nuove importazioni includevano anche tappeti *(zarbia)* dall'Anatolia, cassapanche nuziali intagliate, tavolini e scatole con costosi intarsi dalla Turchia. \nMobili, abbigliamento femminile, gioielli, ecc. subirono dunque le stesse modifiche. Le tappezzerie, le carte da parati, la biancheria da letto e divani, così come l'abbigliamento in genere, erano riccamente dotati di ricami levantini.","quote":"“Mobili, abbigliamento femminile, gioielli, ecc. subirono le stesse modifiche”"},"54f705a7-f6cc-5d60-88a2-8e1edc57ef20":{"title":"Madrasa e Istruzione","description":"Il livello di scolarizzazione era alto e la gestione dei collegi molto funzionale. Uomini di scienza -'*ulama*'– provenienti dall'Iraq, Iran, Asia Centrale, al-Andalus, Maghreb ed Egitto si riversavano nelle *madrasa* trovando a Damasco rifugio e terreno fertile per l'insegnamento. Seguendo accordi stipulati con il sistema delle *waqf* (dotazioni) agli insegnanti venivano dati sussidi, salari e un posto per vivere. I migliori studenti erano premiati con *ijaza* (certificati) ricevuti dai loro tutori. Il processo di apprendistato è spesso illustrato sui frontespizi dei manoscritti scientifici e filosofici.","quote":"*'Il processo di apprendistato è spesso illustrato sui frontespizi dei manoscritti scientifici e filosofici.'*"},"ebe1e957-e9a6-5900-a103-902e5fee4e8f":{"title":"Gestione dell’acqua"},"699bcf48-10b7-5156-85dc-0aff994af0da":{"title":"L’arte oltre i confini della capitale","description":"Come già avvenuto per altri imperi nella storia, gli Ottomani insieme al sistema amministrativo e politico introdussero anche il loro gusto artistico nei nuovi territori acquisiti. Attraverso le botteghe di corte essi controllarono la produzione artistica nelle province del vasto impero. E' d'altronde vero che più ci si allontana dalla capitale più si assiste all'intervento di varianti locali nonostante il controllo delle botteghe palatine. \nNelle province, gli Ottomani cercarono di imitare il raffinato gusto che si affermava di volta in volta nella capitale e che si rifletteva in opere commissionate direttamente dalla corte o dai governatori locali rappresentanti del sultano. Le opere commissionate da mecenati del posto cercavano di competere con quelle realizzate nella capitale, ottenendo a volte risultati di rilievo.","quote":"*'Più ci si allontana dalla capitale, più si assiste all'intervento di varianti locali nonostante il controllo delle botteghe palatine.'*"},"b554b571-d0e5-5750-8458-758d1d2857a2":{"title":"Il sultano e la sua corte","description":"A corte il sultano era circondato da una cerchia ristretta di consiglieri veterani, ognuno dei quali aveva specifiche mansioni, come coppiere, tesoriere o maggiordomo. Questi Mamelucchi veterani erano stati previsti per aiutare lealmente il loro sultano nei vari impegni religiosi, politici e militari, ma spesso presero parte a sommosse e congiure di palazzo contro il loro signore. \nIn senso positivo, essi facevano a gara per emulare le attività del sultano come mecenati dell'arte e dell'architettura. Siccome ai figli dei Mamelucchi non era permesso ereditare il rango e i privilegi dei loro padri, le dotazioni (*waqf*) di fondazioni religiose erano un sistema molto diffuso per procurare entrate sicure per la propria famiglia.","quote":"*'I consiglieri mamelucchi facevano a gara per emulare le attività del sultano come mecenati dell'arte e dell'architettura.'*"},"dc90a515-7d31-50e6-bb8f-6de8b231efd4":{"title":"L’Egitto abbaside","description":"L'Egitto fu governato in modo diretto dagli Abbasidi fra il 132 e il 358/750 e 969. Le sue attività agricole e commerciali sviluppavano un gran giro di affari e la sua posizione lo favoriva come porta del Nord Africa. Vi fu insediato un governatore che poteva contare sull'esercito e su di una squadra di alti funzionari amministrativi. Fustat – sulla riva orientale del Nilo a sud del Cairo – era la più importante capitale commerciale: la città aveva ancora una maggioranza della popolazione di religione cristiano copta e la moschea di Amr Ibn Al-As era il principale luogo di culto musulmano. Il governatore e il suo esercito occupavano il distretto di Asakir nei pressi di Fustat.","quote":"*'**Fustat – sulla riva orientale del Nilo a sud del Cairo – era la più importante capitale commerciale.'*"},"396874d9-40a1-5d19-9b40-a8c4225d8397":{"title":"Le vie del Pellegrinaggio e i luoghi sacri lungo il cammino","description":"In Egitto si riunivano i pellegrini provenienti dall'Africa centrale e settentrionale. Arrivavano ad Alessandria e proseguivano per il Cairo, quindi si imbarcavano a Fustat e risalivano per 640 km il fiume Nilo, fino alla città di Qus. In groppa a cammelli raggiungevano quindi Ayzaab, uno dei più importanti porti sul Mar Rosso, da dove con navi a vela venivano trasportati sull'altra riva in Arabia. L'attraversamento era rischioso: molte navi affondavano e numerosi pellegrini perivano annegati.","quote":"*'In Egitto si riunivano i pellegrini provenienti dall'Africa centrale e settentrionale.'*"},"31839947-b81e-578b-b011-e2319540abf1":{"title":"Giordania"},"9e30bc38-26f6-5892-9b38-6c81101cb0d5":{"title":"Abbigliamento e gioielleria delle donne musulmane","description":"L'Islam ingiunge sia agli uomini che alle donne di vestire modestamente. Alle donne musulmane si richiede di coprire il capo e di indossare lunghi indumenti a manica, dal collo alle caviglie. A parte queste convenzioni generali osservate da tutti, gli abiti delle donne musulmane sono sempre stati molto vari, cambiando da cultura a cultura e da un periodo all'altro in termini di tessuti, disegno, modelli, stile di copricapo e accessori. Nel modo di apparire di una donna ha sempre svolto un ruolo fondamentale anche la classe sociale di appartenenza e il retroterra etnico.","quote":"*'L'Islam ingiunge sia agli uomini che alle donne di vestire modestamente e alle donne è richiesto anche di coprire il capo.'*"},"98c2e587-fe2e-561f-800d-0429b0889c72":{"title":"La decorazione geometrica in architettura","description":"Le pareti si rivestono di pannelli e fregi con disegni geometrici in rilievo e colorati in modo originale come se fossero dei tessuti. \nLa ornamentazione tridimensionale fa la sua comparsa con le *muqarbas,* note come *muqarnas* in oriente, impiegate per gli archi e come cornici di finestre. Questa tipologia decorativa è costituita da figure prismatiche di varie forme che si intersecano fra loro. \nInfine la decorazione calligrafica disegnata in moduli geometrici, soprattutto con caratteri kufici, percorre i fregi di edifici religiosi e civili.","quote":"'*Le pareti si rivestono di pannelli e fregi come se fossero ricchi tessut*i.'"},"ceba53e2-8d26-5b58-86d1-788c47e11fd6":{"title":"La convivenza delle tre culture"},"1fe29955-194b-5f40-833a-ae7bf2b5e383":{"title":"Cairo, Damasco e Gerusalemme: centri della vita culturale mamelucca","description":"Sotto il dominio mamelucco l'Egitto, la Palestina e la Siria vissero un periodo di enorme ripresa economica, culturale, intellettuale ed artistica che si concentrò soprattutto nelle città del Cairo, Damasco e Gerusalemme. Il Cairo, la capitale mamelucca, era celebrata come 'la metropoli dell'universo' e il 'giardino del mondo'; era la più grande metropoli del mondo e una delle città più ricche del Vicino Oriente, era punto di attrazione per intellettuali, studiosi, scienziati, artigiani e mercanti.","quote":"*'Il Cairo, la capitale mamelucca era celebrata come 'la metropoli dell'universo'.'*"},"5a338511-2ac0-5415-a85c-90120546219d":{"title":"Tunisia","description":"Infatti, dalla fine del XVII secolo, vari edifici pubblici e privati iniziarono a introdurre innovazioni nell’assetto architettonico così come in quello decorativo e ornamentale. Cominciarono ad emergere i primi elementi in stile barocco, e le tradizioni locali in terracotta, stucco e legno scolpito furono abbandonate a favore di decorazioni in stile italiano o rococò eseguite da artigiani stranieri. \nNei quartieri più belli della *medina* , vennero costruite sontuose case e ville con giardino. \nL'ornamentazione differiva da un palazzo all'altro, ma il fascino per il marmo di Carrara e la ceramica d'importazione divenne una costante nel corso del XVIII e XIX secolo; altri elementi ricorrenti erano le grandiose scalinate in marmo, i soffitti lignei dipinti all'italiana, le piastrelle napoletane, gli stucchi Husaynidi e le pitture floreali. Le porte interne e le persiane erano spesso realizzate con pannelli scolpiti di origine italiana.","quote":"“Nei quartieri più belli della *medina* , vennero costruite sontuose case e ville con giardino.”"},"e7b309d4-f6ec-5a3c-85a4-64bb13cff1d3":{"title":"Le comunità islamizzate prima e dopo la conquista normanna","description":"Rare sono le testimonianze materiali riferibili al periodo di dominazione islamica in Sicilia, intendendo con ciò sia l’epoca in cui l’isola, nella sua interezza, era governata dagli emiri Kalbiti, vassalli dei Fatimidi, sia l’epoca della conquista normanna, quando solo alcune aree restarono, per un certo tempo, in mano ai musulmani. In ambito architettonico si tratta spesso di resti di murature appartenenti a moschee o fortilizi, il più delle volte inglobati in strutture successive.","quote":"Rare sono le testimonianze del periodo di dominazione islamica in Sicilia. Si tratta per lo più di resti di murature di moschee o fortilizi."},"8319f75e-c88b-5e0d-87d1-baa20d291ec5":{"title":"L’Haram della Mecca e la Kaba"},"a1f710c0-f3ac-5a24-a8f4-4bfadf1b55e4":{"title":"La decorazione geometrica sui manufatti di ceramica"},"7e85c07a-48f2-5fc5-b04e-c0bb4eaed801":{"title":"Il pellegrinaggio verso la Terra Santa"},"6a6bebaa-7157-585a-a0a4-10139e43213c":{"title":"La flora e gli arabeschi: raffigurazioni dell’eternità e dell’unicità divina","description":"L'arabesco è certamente la più nota delle alternative alla composizione floreale di tipo naturalistico. Formato da una combinazione di steli, volute, foglie e palmizi che si intrecciano e sviluppano in un insieme infinito e simmetrico, l'arabesco diventò universalmente famoso nell'arte islamica a partire dal secolo V / XI. L'adattabile versatilità dell'uso dell'arabesco ha permesso la sua diffusione come motivo decorativo di oggetti d'arte ed edifici, dove sembra sempre invitare a riflettere sulle imperscrutabili interconnessioni tra la dimensione umana e quella divina.","quote":"*'L'arabesco è certamente la più nota delle alternative alla composizione floreale di tipo naturalistico.'*"},"cffb5dbb-cdd6-5c87-9301-6dc14bb279d8":{"title":"Pratica Religiosa","description":"Al prestigio religioso di Damasco si aggiunge il ruolo di punto di partenza del pellegrinaggio annuale, detto *hajj*. Nel periodo Ayyubide, nei pressi della via dell'*hajj*, si sviluppò un intero sobborgo conosciuto col nome di al-Maydan che divenne ben presto un importante centro di produzione di arte religiosa. Sotto il governo degli Atabeg e degli Ayyubidi l'arte religiosa islamica trova massima espressione nell'architettura delle moschee e nella miniatura del Corano. Lavori di cesello in pietra e in legno per decorare minareti, *mihrab*, *maqsura* e *minbar* testimoniano questo primato.","quote":"*L'arte religiosa islamica trova massima espressione nell'architettura delle moschee'*"},"21173928-d7cb-5f28-9f20-0a8f069336e7":{"title":"Le vie del Pellegrinaggio e i luoghi sacri lungo il cammino","description":"Esisteva anche una via del pellegrinaggio che proveniva dal nord per chi si recava alla Mecca da Turchia, Siria, Iraq e Iran. Le due correnti di pellegrini si incontravano nei pressi dell'antica Aylat (l'odierno villaggio di er-Rumeil) e di lì procedevano per Gedda e Medina. Molti governatori musulmani contribuivano al mantenimento delle strade; fra loro va ricordata Sayyida Zubayda, moglie del califfo Harun al-Rashid il cui tratto di strada di sua competenza era dotato di eccellenti infrastrutture ed era chiamato 'la Via di Zubayda'.","quote":"*'Esisteva anche una via del pellegrinaggio che proveniva dal nord per chi si recava alla Mecca dalla Turchia.'*"},"e80da55d-a24c-5ad5-8bdc-c203bda24973":{"title":"L’Haram della Mecca e la Kaba","description":"Tradizionalmente la *Kaba* viene ricoperta con un drappo scuro riccamente decorato, la *kiswa*, tradizione che risale al re di Himyar nel sud dell'Arabia, due secoli prima dell'Egira. Inizialmente la *kiswa* fu donata dal profeta Maometto e dai primi califfi, in seguito fu l'Egitto ad inviare la *kiswa* ogni anno, decorata con riquadri dorati contenenti versetti del Corano e preghiere riferite all'*Hajj* e alla sua importanza. Inviati contemporaneamente, si trattava di due drappi per ricoprire le ante della porta della *Kaba* e una borsa contenente la chiave fatta in ottone e argento intarsiati e decorazioni con citazioni religiose. La cerimonia di invio era festeggiata nella capitale, il Cairo, con una grande manifestazione. La *kiswa* cominciava il suo viaggio dalla piazza antistante la cittadella accompagnata da cavalieri e ufficiali, tamburi e fanfare, seguita da una grande folla di cittadini.","quote":"*'Tradizionalmente la Kaba è ricoperta da un drappo scuro riccamente decorato, la kiswa.'*"},"5f07058e-e943-529b-9aad-26510494cbe8":{"title":"La ceramica mudéjar","description":"Il periodo di maggior pregio del vasellame dorato di Manises coincide con la produzione connotata dalla predominanza di temi decorativi zoomorfi: cervi, tori, trampolieri e altri piccoli uccelli, posti al centro della composizione, costituiscono una novità decorativa che si discosta dalla tradizione ispano-musulmana. Con la decadenza dei forni di Manises il colore passa dall'oro pallido al ramato o cioccolato e il repertorio decorativo si riduce: la decorazione più diffusa diventa quella del motivo del passero di fantasia (*pardalot*) con il corpo solcato di raggi che imitano il piumaggio.","quote":"*'Con la decadenza dei forni di Manises il colore passa dall'oro pallido al ramato.'*"},"a33e8d0d-78bb-5e1f-bf96-8cdd1b65b6f8":{"title":"I rapporti con il resto del mondo: contatti diplomatici e commercio internazionale","description":"Durante tutto il periodo del loro regno, i Mamelucchi mantennero relazioni diplomatiche con le principali corti d'Europa fra cui la Castiglia, la Sicilia, le Repubbliche Marinare italiane e l'impero bizantino oltre che, a est, con i Mongoli e l'Estremo Oriente. Lo scambio di doni diplomatici ed il commercio su vasta scala favorirono l'istaurarsi ed il consolidarsi di relazioni internazionali in Egitto e Siria.","quote":"*'Lo scambio di doni diplomatici favorì l'istaurarsi ed il consolidarsi di relazioni internazionali in Egitto e Siria.'*"},"48a86896-7c77-5f66-a1d9-8df0111a6e0c":{"title":"Il sistema mamelucco","description":"Ciò a cui si teneva di più, in ogni caso, era il rendimento nell'arte della guerra, nel tiro con l'arco e nell'equitazione: in verità, da molti punti di vista la formazione dei Mamelucchi può essere comparata a quella dei loro contemporanei cavalieri europei. Si tenevano regolari tornei in cui ci si confrontava in partite di polo (*jawkan*), praticate per affinare l'abilità equestre acquisita dal Mamelucco. Terminata la formazione, il Mamelucco tornava libero e gli venivano dati in dotazione armi e un cavallo e poteva scegliere di seguire la carriera militare che permetteva ai più capaci di scalare i vari gradi, per prestare servizio come ufficiali, o come governatori di province, al servizio diretto del sultano o divenire sultani essi stessi.","quote":"*'Da molti punti di vista la formazione dei Mamelucchi può essere comparata a quella dei loro contemporanei cavalieri europei.'*"},"9f7848ae-c4b1-5425-8491-708ef71e028d":{"title":"Gestione dell’acqua","description":"Anche se i sistemi idrici costruiti dai romani furono ampiamente riutilizzati nei secoli, il contributo della civiltà islamica nell'ambito della gestione dell'acqua è altrettanto importante. L'immigrazione araba su vasta scala provocò l'aumento della popolazione e una nuova classe di proprietari terrieri addetti alla produzione agricola. Il retaggio delle tecniche romane di gestione dell'acqua fu quindi ulteriormente potenziato dalle dinastie islamiche, come testimoniato dalla costruzione di molti nuovi sistemi di irregimentazione delle acque, come canali sotterranei, canali irrigui, acquedotti, cisterne, dighe, bacini di raccolta dell'acqua piovana e ruote ad acqua (le norie).","quote":"*'Il retaggio delle tecniche romane di gestione dell'acqua fu ulteriormente sviluppato dalle dinastie islamiche.'*"},"17ddd4ae-d694-5a72-955a-060b61ef530c":{"title":"Donne della famiglia reale: discendenti di Fatima al-Zahra","description":"In nome della loro discendenza da Fatima al-Zahra, figlia di Maometto e moglie dell'imam 'Ali Ibn Abi Talib, i Fatimidi onorarono le principesse reali facendo loro condurre una vita lussuosa e affidando loro, al tempo stesso, incarichi di responsabilità nella vita pubblica e in politica. Questa attitudine influenzò in generale la condizione della donna nella società contemporanea. Molte donne di corte ricoprirono importanti incarichi politici, e Sitt al-Mulk sorella del califfo al-Hakim Ibn Amrillah, governò addirittura l'Egitto per quattro anni in vece di suo fratello ancora bambino. Molte donne fatimidi di rango amministrarono personalmente le proprie sostanze ed erano attive nei commerci, possedendo navi che trasportavano beni ovunque nel mondo. Stili di vita sfarzosi testimoniano la loro personale ricchezza: una principessa di nome Abda alla sua morte lasciò così tante ceste piene di gemme, gioielli e tesori che furono necessari 14 kg di cera per sigillarle e 30 risme di carta per compilarne il contenuto.","quote":"*'I Fatimidi onorarono le principesse reali facendo loro condurre una vita lussuosa e affidando loro al tempo stesso incarichi di responsabilità.'*"},"119ab24b-479f-5ff2-b732-0ff4c64e08e5":{"title":"Le comunità islamizzate prima e dopo la conquista normanna","description":"Oggetti d’uso quotidiano e funerario, quali giare in terracotta ed iscrizioni sepolcrali alcune delle quali prossime tipologicamente ad esemplari nord africani, sia prodotte da maestranze attive nell’isola sia importate dal nord Africa o dalle aree ancora musulmane della penisola iberica, parlano di durature relazioni fra le varie regioni mediterranee, che, almeno fino a buona parte del XIV secolo, scavalcano le cesure fra due mondi contrapposti.","quote":"Oggetti d’uso quotidiano simili per tipologia a quelli nord africani e iberici parlano di durature relazioni fra le varie regioni mediterranee."},"544d24b1-a4c5-568d-8a3b-dd38d938afe5":{"title":"I caratteri Kufici","description":"I caratteri kufici prendono nome dalla città di Kufa in Iraq dove furono creati nelle prime decadi del secolo I / VII. Alla base dei caratteri kufici ci sono i caratteri *hijazi* a loro volta generati dal siriaco. I caratteri siriaci sono il risultato dell'incontro della scrittura adottata nell'Hijaz con quella adottata in Siria e sono attribuibili a studiosi cristiani migrati a Kufa nella prima metà del secolo I / VII. La forte posizione politica e militare di Kufa contribuì alla diffusione dei caratteri kufici, che presero definitivamente il nome della città anche grazie alla presenza di un gran numero di studiosi e declamatori del Corano e dell'*Hadith* che influirono molto sull'evoluzione dei caratteri sia da un punto di vista stilistico sia estetico.","quote":"*'**La forte posizione politica e militare di Kufa contribuì alla diffusione dei caratteri kufici che presero definitivamente il nome della città.'*"},"97f0d7d4-686c-530b-b13e-3459e7fb2772":{"title":"Splendori dell’alta sartoria: i tiraz e gli altri costumi dell’epoca","description":"L'Egitto fatimide era famoso per la produzione dei suoi tessuti di lusso e in particolare per i tessuti cosiddetti *dar al-tiraz* provenienti dagli opifici di Damietta, Dabiq, Tanis, Alessandria e Shata. La parola persiana *tiraz* sta ad indicare un'etichetta decorativa ricamata, cucita sul bordo di un tessuto o di un indumento, su cui sono riportate benedizioni e – in periodo fatimide – il nome del califfo regnante o del cliente di alto rango. Ogni opificio di *tiraz* aveva un responsabile che sovrintendeva alla produzione, confezione e trasporto dei tessuti, specialmente quelli destinati all'uso personale del califfo. Lo status del sovrintendente era molto alto, poteva disporre di un salario molto consistente e godeva persino dell'onore di essere accolto con una processione di benvenuto ogni volta che visitava il Cairo.","quote":"*'L'Egitto fatimide era famoso per gli opifici che producevano i tessuti cosiddetti dar al-tiraz.'*"},"9275ed46-c379-591c-b8f5-c59e0879225f":{"title":"La Civiltà della Parola","description":"L'abitudine di scrivere il nome e i titoli di un committente insieme alle benedizioni era richiesta dal committente stesso per esibire il suo mecenatismo, specialmente se le opere commissionate erano destinate ad istituzioni pubbliche come moschee o *madrasa*. Gli oggetti a volte dovevano affrontare lunghi spostamenti per raggiungere la loro destinazione, fungendo quindi da veicolo di ispirazione per gli artigiani del luogo di arrivo. Alcuni calligrafi, per altro, usavano la calligrafia con scopi esclusivamente decorativi, creando iscrizioni senza senso.","quote":"*'Alcuni calligrafi per altro, usavano la calligrafia con scopi esclusivamente decorativi, creando iscrizioni senza senso.'*"},"c3c3c6a9-356a-5b3d-b18a-805d7175e3fa":{"title":"Riforme amministrative"},"ab86e7ab-a2af-55b0-bd1d-acb09915baa1":{"title":"Moschee e palazzi","description":"I Fatimidi investirono grandi energie nel far costruire, arredare e mantenere le moschee per diffondere il credo sciita. A Mahdia o nella loro splendida capitale il Cairo – con imponenti realizzazioni come le moschee al-Azhar e al-Aqmar – fino in regioni lontane come la Sicilia, le moschee fatimidi erano progettate per fungere da simbolo di propaganda sciita. Da un punto di vista architettonico, la moschea fatimide si differenzia dalle altre: un'entrata sporgente che richiama gli archi di trionfo romani; cupole di pietra e una facciata con iscrizioni (di contenuto sciita) realizzate con caratteri kufici. Ma la differenza più sorprendente è l'assenza di minareti.","quote":"*'Le moschee fatimidi erano progettate per fungere da simbolo di propaganda sciita.'*"},"ee7a2a3a-731e-564b-b6f7-1f7eb1934418":{"title":"Cairo, Damasco e Gerusalemme: centri della vita culturale mamelucca","description":"Gerusalemme è città santa per i musulmani, per i cristiani e per gli ebrei. La città rifiorì sotto il dominio mamelucco che la trasformò in meta di primaria importanza non solo per pellegrini, ma anche per teologi e scienziati, realizzando grandiosi progetti architettonici. Di fatto Gerusalemme diventò un centro di scambi culturali, di studi religiosi e di dialogo interconfessionale di importanza tale da veder crescere il numero delle sue *madrasa* beneficate da generose donazioni, e di altri luoghi dedicati al sapere in cui insegnavano alcuni dei più famosi intellettuali dell'epoca. Vi erano più di cento di queste istituzioni.","quote":"*'I Mamelucchi resero la città meta di primaria importanza non solo per pellegrini, ma anche per teologi e scienziati.'*"},"6ca7f36b-6ff1-5be2-b8a1-162095f62272":{"title":"Arte e architettura regia","description":"L’architettura religiosa legata alla corte normanna è rappresentata da alcune chiese edificate sfruttando ambienti e strutture del precedente periodo islamico.","quote":"Alcune chiese regie normanne sono innalzate su resti di siti islamici."},"94fec78e-a38a-50eb-964d-7cb6963f9585":{"title":"Turchia","description":"L'ammirazione ottomana per l'arte, l'architettura e l'urbanistica occidentali portò alla nascita di un nuovo gusto nel Periodo dei Tulipani (1718–30). Nei decenni successivi, sempre più frequentemente le caratteristiche barocche e rococò vennero integrate all’interno dello stile ottomano. Di conseguenza, nel corso del XIX secolo, gli stili impero, neoclassico ed eclettico divennero abbastanza comuni.","quote":"“L'ammirazione ottomana per l'arte, l'architettura e l'urbanistica occidentali portò alla nascita di un nuovo gusto nel Periodo dei Tulipani (1718–30).”"},"46dc88ff-bfef-555f-911d-3ced9ca58efa":{"title":"Guardiani dei luoghi sacri","description":"In seguito alla conquista ottomana dell'Egitto nel 923 / 1517, i governanti locali della Mecca offrirono al sultano Selim I il potere supremo sull'Arabia per ragioni politiche ed economiche. Di conseguenza le due città musulmane più importanti, la Mecca e Medina, i luoghi più sacri, entrarono a far parte dell'impero ottomano e i sultani assunsero anche il titolo di califfi. Fu così che per circa 400 anni i sultani ottomani si occuparono con grande attenzione dei luoghi sacri, fornendo generosi sussidi.","quote":"*'Per circa 400 anni i sultani ottomani si occuparono con grande attenzione dei luoghi sacri, fornendo generosi sussidi.'*"},"93c54687-ed57-54c6-8dc9-82032411c77b":{"title":"La decorazione geometrica nell’arte libraria"},"622bc6c4-0521-53bd-80a6-0fa7a314fc9b":{"title":"Il Sacro Corano","description":"Il Corano, il sacro libro dell'Islam, contiene la parola di Dio rivelata oralmente al profeta Maometto, in arabo, fra il 610 e il 632. Fu raccolto e composto in un volume dai primi seguaci del profeta e dai primi califfi, specialmente il terzo califfo 'Uthman Ibn Affan (23–35 / 644–56), durante il regno del quale i testi furono organizzati nel Libro che oggi conosciamo. Il Corano consiste in 114 capitoli (*sura*) e 6.236 versetti (*ayat*).","quote":"*'**Il Corano, il sacro libro dell'Islam, contiene la parola di Dio rivelata oralmente al profeta Maometto in arabo.'*"},"11b19208-0f2c-5176-9948-5d121532b39a":{"title":"Le donne musulmane mecenati","description":"Le donne si distinsero anche nella committenza di *ribat* (fortificazioni religiose) e *khanqah* (conventi dervisci), dapprima usati come rifugio di monaci guerrieri e successivamente come luoghi per il culto, atti ad ospitare i poveri. \nUn'altra sfera di intervento delle donne mecenati fu l'educazione: ne è dimostrazione il composito complesso edilizio eretto al Cairo dalla madre del sultano mamelucco Shaban, la Madrasa di Umm Sultan Shaban. Altre donne sovvenzionarono scuole (*kuttab, madrasa*) per l'istruzione superiore delle ragazze. E ancora altre opere caritative furono l'edificazione di ospedali (*bimaristan*) come quello annesso alla Grande Moschea di Divriği, commissionato da Turan Melik che visse nel VII / XIII secolo o quello voluto da Aziza Othmana, che visse nel secolo XI / XVII.","quote":"*'Le donne si distinsero anche nella committenza di ribat e khanqah, madrasa e bimaristan.'*"},"1dbcce8a-f15c-5124-8ef3-103e38fe1b4e":{"title":"Scienza e sapere","description":"Gli amministratori musulmani prestarono sempre molta attenzione all'approvvigionamento idrico della popolazione e fecero applicare le conoscenze scientifiche disponibili per la migliore soluzione del problema. Quelle che ci sono pervenute sono dighe, acquedotti e norie.","quote":"'*Scienza e tecnologia idraulica*'"},"d0091937-ae75-5b53-b750-fd43ae2c25e5":{"title":"Abbigliamento e gioielleria delle donne musulmane"},"ee2aaf47-9aaa-5955-b4b2-c1f9cacab9fc":{"title":"I piaceri e le feste di corte","description":"Nonostante l'alone mistico, la vita alla corte fatimide e presso le corti dei loro vassalli – gli Ziridi in Nord Africa e i Kalbiti in Sicilia – non mancava di svaghi e intrattenimenti con il contributo di poeti, cantanti e danzatori. In Nord Africa i Fatimidi accolsero a corte poeti locali dell'Ifriqiya come Ibn Hani e al-Ladi. Successivamente, al Cairo, la corte ospitò poeti provenienti da tutto il mondo islamico. Diversi califfi composero versi che talvolta furono recitati in pubblico. Gli intrattenimenti musicali si rifacevano alle tradizioni d'oriente con l'aggiunta di elementi del repertorio andaluso; erano eseguiti da musici, sia uomini che donne, su strumenti come flauti ad ancia, liuti e salteri. I cantanti, molti dei quali erano in grado di suonare uno strumento e recitare, cantavano versi che parlavano d'amore e di cavalleria. I ballerini di ambo i sessi si esibivano senza posa; la famosa danza popolare del 'fazzoletto' compare su molti rilievi scolpiti.","quote":"*'Nonostante l'alone mistico, la vita alla corte fatimide non mancava di svaghi e intrattenimenti.'*"},"4d22c9f5-70ed-5031-b70e-7aa555a8fa7a":{"title":"La raffigurazione umana","description":"L'arte islamica adattò e stilizzò la figura umana dell'arte pre-islamica. Motivi di figure umane compaiono nelle decorazioni di opere d'arte e monumenti (fatta eccezione in ogni caso per le moschee) intessute o intarsiate, sotto forma di sculture o su monete e manoscritti miniati. Figure religiose di profeti e angeli erano desunte dal repertorio bizantino, e figure mitologiche, come ad esempio le arpie (uccelli con la testa di donna) dal repertorio dell'arte antica, altre figure venivano create da moduli visivi di tradizione, consolidati e radicati nei tessuti locali.","quote":"*'L'arte islamica adattò e stilizzò senza esitazione la figura umana dell'arte pre-islamica.'*"},"93d8ebf1-31d8-5e89-966d-89b3cb0abebd":{"title":"Immagini cristiane nei domini omayyadi"},"0f9828f8-dd3a-5969-ba97-2fc083ca3fe9":{"title":"Le donne musulmane nelle professioni, nell’artigianato e nelle arti","description":"Alla storia sono passate anche donne musulmane musiciste e danzatrici professioniste di altissimo livello; molte di loro venivano assunte come artiste di corte ed erano generosamente ricompensate. Sappiamo di Nasab, per esempio, la cui bravura nel suonare strumenti a percussione era tale che il califfo fatimide al-Mustansir Ibn Allah le regalò un appezzamento di terra al Cairo che successivamente si sviluppò diventando un sobborgo e prendendo nome da lei: al-Tabalah – Il Tamburo. Una suonatrice di liuto, Itifaq, riuscì persino a sposare il principe mamelucco al-Malik al-Muzaffar Haji Ibn Qalawun. Quando ella arrivò a corte per esibirsi, il principe cosparse il suolo di tessuti per farla camminare sulla seta e quando ebbe finito la ricompensò con quattro gioielli e sei perle, del valore di 4.000 dinari d'oro.","quote":"*'Molte donne musulmane sono rimaste alla storia come musiciste e danzatrici professioniste di altissimo livello.'*"},"5cef1f76-07da-5ce0-a8f7-d678e155d371":{"title":"Immagini cristiane nei domini omayyadi","description":"La regione medio orientale che forma un arco partendo dal nord del deserto siriano e raggiungendo la valle del Nilo attraverso i fiumi Tigri ed Eufrate – conosciuta in tempi più moderni come la regione della Mezzaluna Fertile – passò sotto il controllo islamico. Il periodo di dominio omayyade che seguì comportò meno cambiamenti per le popolazioni cristiane di quanto si possa pensare, perché le comunità musulmane appartenenti soprattutto alla classe militare si concentrarono generalmente nelle città e nei grandi centri abitati di nuova fondazione. I cristiani continuarono a condurre la propria vita nelle piccole città e nelle campagne, non esclusi da incarichi di governo. \nLe comunità cristiane prosperarono e gli artigiani continuarono a produrre numerosi manufatti come ad esempio le lampade per uso religioso e domestico. Il repertorio figurativo cristiano di fatto compare su molti oggetti da loro prodotti. \nFurono poche le chiese cadute in disuso. La tipologia di edificio ecclesiastico più comune era quella a pianta basilicale con tre navate e naturalmente le chiese di città erano più maestose di quelle che sorgevano nelle aree rurali. Molte chiese dell'epoca sono famose per i loro mosaici pavimentali.","quote":"*'Le comunità cristiane prosperarono e gli artigiani continuarono a produrre numerosi manufatti.'*"},"1d025879-0f4e-58f5-9d96-55b7af6f72a3":{"title":"La Civiltà della Parola"},"543aaa57-6637-5f92-ac7d-d3ff9c19f682":{"title":"L’arte andaluso-maghrebina","description":"L'arte nasride in al-Andalus e l'arte merinide, zianide e hafside in Maghreb rappresentano il punto culminante dell'arte dell'occidente musulmano. Le intense relazioni esistenti generarono una produzione artistica molto simile – con risultati straordinari come l'Alhambra di Granada o la *madrasa* Attarin di Fez – che divenne peculiare dell'arte islamica occidentale.","quote":"'*Merinidi e Nasridi: paradigmi dell'arte islamica occidentale.*'"},"39470669-f271-52b5-9ea9-ee88e042362a":{"title":"La donne musulmane e la vita domestica","description":"Nella cultura islamica le case e i palazzi erano progettati in modo da assicurare alle donne la massima riservatezza, riparandole dagli estranei. All'interno di questa sfera privata esclusiva, le donne erano libere di agire per assolvere alle loro faccende domestiche, socializzare con altri membri femminili di queste famiglie allargate, con parenti e amiche e badare alle proprie necessità. Le donne potevano disporre delle loro proprietà e della dote, compresi i gioielli ricevuti dal promesso sposo al momento del matrimonio, che rimanevano di sua proprietà anche in caso di divorzio. A corte le donne vivevano nel lusso con ogni tipo di conforto materiale, in quartieri del palazzo ad esse riservati.","quote":"*'Nella cultura islamica le case e i palazzi erano progettati in modo da assicurare riservatezza al vivere privato delle donne.'*"},"68239d8d-9472-53ee-9876-51e1be828f05":{"title":"Le attività della popolazione mudéjar","description":"I ceramisti mudéjar trasmisero all'Europa medioevale le tecniche più innovative riguardanti l'invetriatura delle ceramiche, dapprima semplicemente lucidate a piombo, trasparente, o a stagno, bianco opache: infine acquistarono riflessi metallici che donarono loro la necessaria impermeabilità e la bellezza desiderata. La produzione si diffuse in tutta la penisola, ma furono le ceramiche invetriate e dipinte di Paterna e Teruel e il vasellame dorato di Manises i più apprezzati ed esportati.","quote":"'*I ceramisti mudéjar erano specialisti dell'invetriatura e trasmisero questa tecnica all'Europa medioevale*'."},"9d838b06-c754-52b5-b005-6c418fbd4fdc":{"title":"I gioielli: ricchezza, prestigio e protezione esoterica","description":"I gioielli sono stati sempre molto apprezzati fra i musulmani. Gli uomini li utilizzavano come ornamento di vestiti e turbanti e a volte imitavano abitudini femminili come quella di indossare orecchini. In ogni caso erano le donne, che a prescindere dalla loro condizione sociale, amavano indossare gioielli. Stando al cronista nasride Ibn al-Jatib, le donne granatine facevano a gara nell'arte di adornarsi con vesti e gioielli: '...disgraziatamente sono arrivate a tali eccessi nell'abbigliarsi, nel truccarsi e nel mettersi in mostra che si affannano alla ricerca di tessuti esclusivi e gioielli senza più limiti.'","quote":"'*Simboli di prestigio e di posizione sociale*'"},"24e11f60-92ed-5fc9-959e-e0aa49482ffe":{"title":"La raffigurazione umana"},"4c126e80-2567-5abd-9191-3d40f380e81f":{"title":"Al-Franj: I Crociati nel Levante","description":"'Il Medio Oriente non ha più vissuto un periodo di tale interazione con l'Occidente fino al XX secolo.'","extra":{"credits":"Curators & authors (British Museum should be added) \nMona AL-MUADIN, Damascus \nSheila CANBY, London \nVerena DAIBER, Damascus \nAbdel-Razzaq MOAZ, Damascus \nKhader SALAMEH, Jerusalem \nEmily SHOVELTON, London \nZena TAKIEDDINE, Damascus \n \nCoordination \nSamer ABDEL-GHAFOUR, Damascus \nZena TAKIEDDINE, Damascus \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Fra il 487 E. / 1095 d.C. e il 538 / 1144, ci sono state 14 spedizioni crociate contro vari obiettivi della costa mediterranea islamica: nove in Terra Santa, due a Bisanzio, due in Egitto e una in Tunisia. Baldovino di Fiandra conquistò Edessa e fondò il primo stato Crociato a al-Raha nel 491 / 1098. Nei seguenti 200 anni, nell'area furono creati e si dissolsero molti regni latini. \nI Crociati europei erano chiamati 'al-Franj' – i Franchi. Anche se la storia dei Crociati franchi comincia con il terribile massacro di Gerusalemme nel 492 / 1099, in due secoli di permanenza i Franchi cambiarono le loro abitudini adattandosi a vivere in Medio Oriente fra musulmani. \nPrima dei Crociati, i contatti fra Arabi ed Europei nel Mediterraneo orientale erano stati minimi e la conoscenza reciproca scarsa e viziata da pregiudizi. Il periodo delle Crociate, per quanto violento, portò ad un grado di tolleranza religiosa molto più elevato e incoraggiò gli scambi culturali. Il Medio Oriente non avrebbe più vissuto un periodo di interazione così intensa con l'Occidente fino al XX secolo. La bellezza della Cupola della Roccia impressionò moltissimo gli invasori e in virtù di queste nuove esperienze i Crociati latini formularono impressioni più favorevoli sull'oriente islamico, riprese fedelmente nella letteratura dell'epoca. \nEdifici religiosi islamici furono convertiti in chiese e in istituzioni cristiane. A Gerusalemme sia la Cupola della Roccia sia la moschea al-Aqsa furono trasformate in chiese e la seconda fu usata anche come residenza di cavallieri Crociati. A Hebron, il soffitto originale della moschea di Abramo fu sostituito da uno in stile romanico. Le reciproche influenze spaziarono dall'architettura alla moda e alla cucina, oltre che alle usanze religiose e alla cultura popolare. Alla fine del secolo VII / XIII quando gli Ayyubidi e i Mamelucchi portarono a termine la liberazione dai Crociati, molti edifici religiosi, come ad esempio le chiese, furono riconvertiti in moschee. Questo processo ha arricchito l'estetica generale della regione e ha prodotto un'armoniosa commistione di stili latini e arte islamica.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/crusader/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/24/portal_image/1.jpg","display_order":15}}},"144150df-f28d-5d4f-8acc-353e17527739":{"title":"Il pellegrinaggio verso la Terra Santa","description":"All'epoca delle Crociate il Levante era diviso in numerose città-stato rivali, alcune di esse governate da Crociati altre da dinastie musulmane locali. Ciò comportava che i viaggi e i pellegrinaggi verso e attraverso la Terra Santa fossero irti di pericoli perfino in tempo di pace. A dispetto di tali difficoltà numerosi erano i viaggiatori coraggiosi che si avventuravano decisi a raggiungere la Terra Santa.","quote":"*'I viaggi e i pellegrinaggi verso e attraverso la Terra Santa erano irti di pericoli perfino in tempo di pace.'*"},"5838d42d-f446-52f1-8928-5f1d6b6140a6":{"title":"Le attività della popolazione mudéjar"},"9b603cf4-3d1b-5d98-b644-0c415a7c2a10":{"title":"Guardiani dei luoghi sacri"},"82d1ab69-c61e-55a9-920a-bf67ddfb6bda":{"title":"L’Occidente musulmano","description":"Sempre impegnato a rimanere integrato nell'ambito della civiltà musulmana, l'Occidente islamico, dall'Atlantico al Canale di Sicilia, conservò una sua innegabile specificità.","extra":{"credits":"Curators & authors \nCarmen ALONSO-RODRIGUEZ, Madrid \nMaria da Conceição AMARAL, Silves \nGaspar ARANDA, Madrid \nHouria CHERID, Algiers \nLakhdar DRIAS, Argel \nNaima ELKHATIB-BOUJIBAR, Casablanca \nÁngela FRANCO, Madrid \nÁngela GARCIA-BLANCO, Madrid \nSusana GOMEZ, Mertola \nTaha KHECHINE, Kairouan \nKamal LAKHDAR, Rabat \nSantiago MACIAS, Mertola \nMohamed MEZZINE, Fez \nMargarita SANCHEZ-LLORENTE, Madrid \nClaudio TORRES, Mertola \n \nCoordination \nMiguel GARCIA, Madrid \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Nella loro espansione verso occidente partendo dal Medio Oriente, i musulmani conquistarono i territori che oggi costituiscono la Tunisia, l'Algeria e il Marocco (che chiamarono Maghreb) e la Spagna e il Portogallo (al-Andalus); il processo di islamizzazione fu complesso e radicato nello sviluppo delle tradizioni urbane esistenti, per giungere, nel secolo IX, al rifiorire delle città. Senza escludere sporadici scontri, nelle città si realizzò la pacifica convivenza degli arabi con le popolazioni locali e fra le diverse comunità religiose (musulmani, cristiani ed ebrei) grazie anche all'attività commerciale e alla tolleranza religiosa. \nInizialmente dipendenti dal califfato di Damasco, gli emirati si resero man mano indipendenti e videro l'avvicendarsi al potere di dinastie locali (Idrisidi, Omayyadi di al-Andalus, Ziridi, Hammadidi, Almohadi, etc.) che si adoperarono per affermarsi emulando i califfi orientali con la costruzione di proprie residenze di corte, con l'ostentazione di attributi e simboli di comando e la difesa e il controllo assoluto del territorio. \nSempre impegnato a restare integrato nell'ambito della civiltà musulmana, l'Occidente islamico, dall'Atlantico al Canale di Sicilia, conservò sempre un'innegabile specificità che si riverbera soprattutto nelle novità stilistiche di origine orientale in architettura e nelle decorazioni sviluppatesi in al-Andalus e nel Maghreb fino a dar vita ad un'arte assolutamente peculiare. Altro patrimonio che ha connotato indelebilmente, fino ad oggi, l'occidente musulmano è costituito dal modo di vivere, dai sapori della cucina, dai comportamenti, dai suoni, dalle forme di espressione, dal sapere...","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/muslim_west/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/27/portal_image/1.jpg","display_order":7}}},"55222856-3011-566b-aae5-57b726cf2d41":{"title":"La decorazione geometrica sui tessuti","description":"Le tecniche decorative proprie dei tessuti, in questo caso il ricamo, si prestano all'uso di motivi geometrici e alla geometrizzazione di motivi diversi. Stelle, rombi, quadrati o semplici strisce decoravano con disegni semplici panneggi, indumenti e veli per coprire il capo.","quote":"'*Stelle, rombi, quadrati o semplici strisce decoravano panneggi, indumenti e veli per coprire il capo*.'"},"d3086523-5bfd-58be-92ce-ac1f8ca548d7":{"title":"La raffigurazione umana","description":"La rappresentazione della figura umana compare nell'arte islamica su mosaici, dipinti e sculture. Oltre ai ritratti, figurano scene di battaglia e di attività di svago come la caccia, la danza, il suonare, il leggere poesie, ma anche nudi o seminudi di donna, acrobati e giocolieri, portatori di doni e scene di attività lavorative. L'esatto significato delle immagini può essere interpretato in varie maniere e a volte anche in modo conflittuale, al punto da rendere la materia del soggetto piuttosto oscura. Anche se la maggior parte delle immagini può essere interpretata, in generale, come rappresentazione del lusso, dei piaceri della vita di corte e simboli del benessere e del potere, alcune scene possono essere messe in relazione a precisi eventi storici e sociali. I dettagli, inoltre, che si possono osservare in alcune scene di caccia sono interessanti per capire le caratteristiche peculiari della natura dei luoghi in cui si svolgono.","quote":"*'I dettagli che si possono osservare in alcune scene di caccia sono interessanti per capire le caratteristiche peculiari della natura dei luoghi.'*"},"506ae4e4-634a-525e-8b8e-dc798aafe087":{"title":"Turchia","description":"Queste novità in realtà non ebbero alcun effetto diretto sulla pianta dei monumenti, ma apportarono un notevole cambiamento nella loro decorazione. Gli elementi decorativi occidentali furono applicati anche a molte aree dell'artigianato, alterando il tradizionale repertorio decorativo che aveva dominato l'arte ottomana. Questa nuova moda, avviata a Istanbul sotto la direzione delle officine del palazzo, si fece strada in Anatolia quasi contemporaneamente.","quote":"“Questa nuova moda, avviata a Istanbul sotto la direzione delle officine del palazzo, si fece strada in Anatolia quasi contemporaneamente.”"},"b5239e1f-1ae6-5f79-9b09-016f7be99ee0":{"title":"Il pellegrinaggio verso la Terra Santa","description":"Due erano le vie principali per i pellegrini musulmani in viaggio per la Mecca: la via egiziana, percorsa da pellegrini provenienti dalla fascia sub sahariana e dal Nord Africa e la via siriana, usata da pellegrini provenienti dalle province orientali. Le carovane che attraversavano la Siria spesso dovevano allungare il cammino verso est per evitare la Terra Santa a causa della presenza dei Crociati.","quote":"*'Due erano le vie principali per i pellegrini musulmani in viaggio per la Mecca.'*"},"1b7b04e6-d4cb-5a10-a0bf-8f61b4de570f":{"title":"La nascita dell’arte islamica"},"036e868a-be9f-5e20-a301-fbf277420082":{"title":"Il sistema mamelucco","description":"L'irresistibile affermazione del sultanato mamelucco si sviluppò dalle basi di una complessa struttura gerarchica militare. I Mamelucchi erano prigionieri di guerra, oppure acquistati o ricevuti in dono. Inizialmente, la maggior parte di loro era di origini turche, curde o mongole: ad essi, a partire dal secolo VIII / XIV, si aggiunsero Circassi e Georgiani. Ogni nuova recluta mamelucca era sottoposta ad un esame medico completo per accertare la sua idoneità al servizio. Una volta superato l'esame, alla recluta venivano impartiti insegnamenti religiosi e i fondamenti della lingua araba prima di giurare incondizionata fedeltà al suo sultano.","quote":"*'I Mamelucchi erano prigionieri di guerra, oppure acquistati o ricevuti in dono.'*"},"bea69b13-6fa2-574b-aa7f-147e96a211c7":{"title":"Riforme amministrative","description":"Dalla riforma del conio in poi tutte le monete omayyadi furono di peso e di disegno uguali: unicamente epigrafiche, con iscrizioni riportanti la data e un versetto religioso. Queste misure furono adottate per introdurre quell'unità nazionale che fino a quel momento era venuta a mancare.","quote":"'Dalla riforma del conio in poi, tutte le monete omayyadi furono di peso e di disegno uguali'"},"635d4cb2-5c7e-5d27-bd41-43032dd5262b":{"title":"Tunisia","description":"Sin dall'antichità, la Tunisia, un piccolo paese al crocevia delle civiltà mediterranee, funse da punto di incontro tra il Mediterraneo orientale e occidentale, tra l'Africa e l'Europa. Agli albori dell'era moderna, l'antica Hafsid Ifriqiya, ormai provincia ottomana, si aprì all'oriente ottomano e all'occidente europeo. \n \n**Scambi e interferenze** \n \nNella Tunisia dei *dey* e poi dei *bey*, i nuovi governanti turchi del Paese iniziarono a costruire moschee, *madrase, zawiyas,* palazzi, caserme, fontane pubbliche, acquedotti e bastioni, in particolare nella capitale, al fine di consegnare il loro nome ai posteri. \nLe case commerciali europee si riversarono a Tunisi, la sicura capitale della Reggenza, stabilendosi lì sotto la protezione dei trattati di pace firmati dal Sultano di Istanbul. \nQuesto periodo vide il sorgere di una forte propensione per tutto ciò che fosse europeo, inizialmente tra i principi, i dignitari di corte e altri potenti all'interno del regime. Oltre a prendere contatti con gli europei con base a Tunisi, alcuni di loro si recarono in Europa: nel 1846 Bey Ahmed, ad esempio, fu ricevuto da Luigi Filippo di Francia con tutti gli onori propri di una visita reale. Le missioni a Istanbul portarono alla scoperta dei più raffinati beni di lusso dell’epoca. Tutto ciò ebbe un profondo effetto sull'arte e l'architettura tunisina del XVIII e XIX secolo.","quote":"“Agli albori dell'era moderna, l'antica Hafsid Ifriqiya, ormai provincia ottomana, si aprì all'oriente ottomano e all'occidente europeo.”"},"0f404f1e-3645-5bfa-870f-1b45825073f7":{"title":"Gli Omayyadi","description":"'L'arte omayyade è il risultato della sintesi di stili e motivi desunti da diverse culture artistiche.'","extra":{"credits":"Manal BASYOUNI, Aqaba \nGhazi BISHEH Amman \nJens KRÖGER, Berlin \nAida NAGHAWI DODO, Amman \nMohammad NAJJAR, Amman \nSamarah WOROUD, Irbid \n \nCoordination \nGhada AL-YOUSEF, Amman \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"La dinastia omayyade fu fondata dal califfo Mu'awiya I Ibn Abi Sufyan nel 41 E / 661 d.C. e rimase al potere fino alla sua destituzione ad opera degli Abbasidi, nel 132 / 750. Salito al potere, Mu'awiya scelse Damasco come capitale dell'impero musulmano. Questa decisione comportò conseguenze durature per l'arte omayyade perché a Damasco la componente predominante del gusto artistico era di matrice classica; ciononostante, nell'arte omayyade si riscontrano anche elementi sasanidi, bizantini e copti a dimostrazione dell'innovativa combinazione di vari stili e motivi desunti da culture artistiche diverse, impiegati per nuovi scopi per ottenere risultati completamente nuovi. La testimonianza più significativa di questa stagione artistica è data dall'architettura, grazie ai numerosi edifici ancora esistenti. I grandi progetti architettonici di rappresentanza si aggiungono agli edifici fatti erigere dalla famiglia reale a scopi residenziali. Sia la Cupola della Roccia a Gerusalemme, sia la Grande Moschea a Damasco sembrano essere state costruite per celebrare i trionfi e il potere omayyade, dando ancora oggi l'impressione di grandezza e magnificenza della dinastia. Al tempo stesso, le pregevoli realizzazioni palaziali conosciute come 'Castelli del Deserto' non finiscono di stupirci ed affascinarci con il loro essere vere e proprie finestre aperte sulla vita e sui cerimoniali di corte. \nQuesti ed altri edifici omayyadi erano tutti ampiamente e sfarzosamente decorati, palazzi e terme impreziositi da mosaici pavimentali figurativi e da pareti affrescate, oltre a stucchi e rilievi riportanti figure di animali, motivi floreali stilizzati e diversi elementi astratti. Anche le arti applicate conobbero un momento di fioritura e gli esempi che ci sono pervenuti mostrano come la lavorazione dei metalli e del legno raggiunsero risultati di alto valore. \nL'arte omayyade, con il suo stupefacente e vibrante eclettismo, può essere considerata un prolungamento dell'arte del Tardo Antico. Un'epoca che ebbe fine con l'ascesa degli Abbasidi, la dinastia che diede inizio ad una nuova fase di sviluppo dell'arte islamica.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/the_umayyads/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/10/portal_image/1.jpg","display_order":1}}},"3e98d267-1ed6-58c4-84e5-e601b73d8d09":{"title":"Il ruolo di fiori e piante","description":"Un altro fiore popolare, soprattutto nella Turchia ottomana, era il tulipano. Conosciuto come *lale* presso i Turchi e i Persiani, questo fiore era coltivato con grande passione in periodo ottomano. Nel XVIII secolo, sotto il regno del sultano Ahmet III, la passione per i tulipani diventò così diffusa che si organizzarono dispendiose celebrazioni che misero a dura prova le casse dello stato. Anche la poesia religiosa rese omaggio alla bellezza del tulipano, facendolo diventare simbolo dei martiri morti per la fede e dell'umiltà e discrezione dell'amore mistico.","quote":"*'Un altro fiore popolare, soprattutto nella Turchia ottomana, era il tulipano.'*"},"985ee9aa-03b0-5c47-b575-bf5cdd263b4b":{"title":"La gestione della prosperità","description":"Dato l'incremento della popolazione e per la coscienza di quanto importante fosse una buona pianificazione urbanistica, gli Abbasidi fecero costruire varie città e centri abitati prestando molta attenzione alle vie di trasporto e alle comunicazioni. Mentre gli Aghlabidi fondavano Raqqada in Ifriqiya – città a circa 8 km da Kairouan – per erigere i loro palazzi, parchi e giardini, più a est, nella Siria abbaside, nuovi insediamenti furono costruiti a Kharab Sayyar – una città fortificata sulla via principale fra al-Raqqa e Mosul in Iraq.","quote":"*'**Gli Abbasidi fecero costruire molte città e centri abitati prestando molta attenzione alle vie di trasporto e alle comunicazioni.'*"},"ed29c746-606e-5ae8-95a5-8870ae170839":{"title":"Egitto","description":"Divenuto *Wali* d'Egitto nel 1805, Mohammad Ali diede avvio al Rinascimento egiziano, caratterizzato da modernizzazione e occidentalizzazione, particolarmente evidenti anche nel campo delle belle arti e di quelle decorative, dell'artigianato e dell'architettura. Questo periodo di modernizzazione culminò sotto il regno dei figli di Muhammad Ali, saliti al potere dopo di lui, i quali invitarono numerosi architetti e artigiani europei a costruire e decorare una serie di palazzi in Egitto in stile europeo. Vennero infatti indirizzati all’utilizzo di elementi architettonici e decorativi nei popolari stili barocco e rococò. Ciò si può riscontrare nel Palazzo 'Abidin, nei sabil di Muhammad Ali a Nahaseen e di Umm Abbas presso Via Al-Saliba e negli edifici sparsi in altre città egiziane, seppure al Cairo sia particolarmente evidente. Il Museo d'Arte Islamica del Cairo ospita un gran numero di ceramiche, pezzi di marmo e manoscritti che mostrano chiaramente elementi decorativi occidentalizzati caratterizzati da linee curve, foglie e fiori d'acanto e corone in altorilievo.","quote":"“Divenuto *Wali* d'Egitto nel 1805, Mohammad Ali diede avvio al Rinascimento egiziano”"},"aa042c08-6f7c-5f9d-b7df-e0e92304f71d":{"title":"Esportazione del lusso"},"07323655-399a-5f20-bd33-36fbfca525bd":{"title":"L’arte mudéjar aristocratica e civile","description":"L'arte mudéjar aristocratica si affermò grazie ai re e ai nobili desiderosi di imitare i palazzi musulmani, della cui sontuosità erano venuti a conoscenza tramite gli ambasciatori. Man mano che i re cristiani procedevano nella conquista delle città di al-Andalus, i ricchi saloni, giardini e alcove dei palazzi andalusi diventarono residenze reali e cornice della vita aristocratica, segno di dominio sul nemico vinto ma anche di ammirazione per la sua arte. Contemporaneamente nei palazzi di nuova costruzione veniva usato l'intonaco e il laterizio e si cercava di ricreare la sofisticata ornamentazione degli interni e l'armonia di cortili e giardini. La Aljafería di Saragozza, il Real Alcázar di Siviglia e il palazzo di Sintra sono esempi di riutilizzazione dei palazzi andalusi da parte dei re cristiani.","quote":"'*Palazzi andalusi riutilizzati dai re cristiani*'."},"221eaf00-cefe-5da4-b4e5-b0ff24d5d9a0":{"title":"La flora e gli arabeschi: raffigurazioni dell’eternità e dell’unicità divina","description":"Quando i fiori non sono riprodotti in modo naturalistico nell'arte islamica, vengono usati spesso in composizioni di fantasia create per valorizzare la parete di un edificio o impreziosire un oggetto. Queste composizioni floreali sono a volte così elaborate da distrarre l'attenzione dalle caratteristiche fisiche dell'oggetto decorato o quanto meno da metterle in ombra. Edifici e oggetti d'arte appaiono così ricoperti di composizioni floreali a bassorilievo, dipinte o applicate. Anche se principalmente decorativi, queste composizioni offrono l'opportunità di ammirare l'eterna complessità dell'universo che emana e culmina nel suo creatore, Allah.","quote":"*'Quando i fiori non sono riprodotti in modo naturalistico vengono usati spesso in composizioni di fantasia.'*"},"929519b4-bcdf-5831-adb9-06ef4ef80b6b":{"title":"I rapporti con il resto del mondo: contatti diplomatici e commercio internazionale","description":"Le città mamelucche del Cairo, Damasco e Gerusalemme disponevano di numerosi mercati specializzati e molti luoghi dedicati al commercio (caravanserragli chiamati in vario modo *suq*, *khan e wikala*). Il loro scopo era quello di accogliere le carovane dei mercanti e fornire un riparo sicuro alle merci esotiche provenienti da ogniddove. La varietà dei prodotti commerciati nelle *wikala,* in particolare le ceramiche e i tessuti, stimolarono la produzione locale. Protetta dallo stato mamelucco e praticata in laboratori di corte o nei bazar cittadini in Egitto e Siria, l'arte decorativa raggiunse nuovi apici di maestria ed eccellenza nel disegno.","quote":"*'Grazie al mecenatismo mamelucco, l'arte decorativa raggiunse nuovi apici di maestria ed eccellenza nel disegno.'*"},"2a50f5ca-9045-5344-9508-e2af5f610c4c":{"title":"La capitale ottomana: Istanbul","description":"Istanbul, che si sviluppò densamente entro la cinta muraria per i primi tre secoli di governo ottomano, acquisì una nuova fisionomia a partire dagli inizi del secolo XVIII. L'attività architettonica lungo il Corno d'Oro e le rive del Bosforo è l'espressione del desiderio di imitare l'occidente in epoca tardo-ottomana. Istanbul fu occupata in seguito alla sconfitta degli Ottomani nella prima guerra mondiale e durante la guerra nazionale turca per l'indipendenza, Ankara diventò la nuova capitale. Istanbul è ancora oggi la più grande e la più bella città della Repubblica di Turchia.","quote":"*'Istanbul è ancora oggi la più grande e la più bella città della Repubblica di Turchia.'*"},"23700a6e-8a42-57ca-8d10-fa47337ec6cc":{"title":"La decorazione geometrica sui manufatti di ceramica","description":"La decorazione geometrica si è armonizzata particolarmente bene con la calligrafia a caratteri kufici, di indubbio valore estetico per il procedere rettilineo e angoloso della scrittura, composta da tratti netti, verticali e orizzontali. Queste caratteristiche la rendono particolarmente adatta per la decorazione del corpo di oggetti ceramici, sia a bande orizzontali sia in composizione radiale.","quote":"'*La decorazione geometrica si è armonizzata particolarmente bene con la calligrafia a caratteri kufici, di indubbio valore estetico*.'"},"2d7ae23a-a5ce-5e8f-8d9b-d2c05d03e0a9":{"title":"L’arte andaluso-maghrebina"},"edcbed04-061f-5f7b-b80d-402678ff5d1e":{"title":"La cultura nel Regno Crociato di Gerusalemme","description":"Quando i Crociati conquistarono Gerusalemme e i suoi dintorni nel 492 / 1099 costituirono il Regno di Gerusalemme, il terzo in ordine cronologico e il più vasto degli stati franchi nel Mediterraneo orientale. Il primo re fu Goffredo di Buglione che si dichiarò 'Difensore del Santo Sepolcro'. I governanti Crociati si presero cura sia dei luoghi sacri cristiani sia di quelli musulmani, sovvenzionando generosamente la moschea al-Aqsa e la Cupola della Roccia, e facendo costruire monumenti cristiani a Gerusalemme e Betlemme. Ci sono pervenute molte opere architettoniche e oggetti d'arte di questo periodo.","quote":"*' I governanti Crociati si presero cura sia dei luoghi sacri cristiani sia di quelli musulmani.'*"},"d81c8cbb-bdf6-53de-8363-0663b937e7d4":{"title":"Guerra e Cavalleria","description":"La Siria fu uno degli scenari principali delle guerre crociate e sul suo territorio furono costruite cittadelle musulmane e castelli franchi. Saladino (morto nel 589 / 1193) – il più famoso eroe musulmano di epoca crociata – fu seppellito a Damasco. Le sue fortunate campagne militari lo videro conquistare circa 50 avamposti crociati, incluso Chateau de Saone che cadde nel 584 / 1188. Oggi conosciuto come Qal'at Salah al-Din, o Castello di Saladino, questa fortezza è uno dei migliori esempi di castello dell'epoca.","quote":"*'* *Saladino – il più famoso eroe musulmano di epoca crociata – fu sepellito a Damasco.'*"},"e50ffc2b-cdda-5f5f-8dc2-131a6e74a0c9":{"title":"La corte","description":"Con il mutare della moda e del gusto decorativo degli spazi di rappresentanza, grazie alla presenza di mercanti e artisti orientali, la seta divenne il tessuto per eccellenza preferito dalla corte al cui splendore contribuiva con i suoi riflessi e la vasta gamma di colori. La produzione di seta fu inizialmente esclusiva prerogativa dei laboratori di corte e raggiunse livelli di qualità e bellezza tali da poter competere alla pari con le sete orientali. Per l'alto apprezzamento raggiunto, la seta fu spesso usata dai sovrani come regalo diplomatico.","quote":"*'La seta, tessuto di corte'*"},"3cf62f2a-9021-5aef-ac0a-0cc131185bcf":{"title":"Scienza e sapere"},"4eb28cf3-17bc-505f-8083-bec0c0308552":{"title":"Madrasa e Istruzione","description":"La costruzione di 100 nuove *madrasa* a Damasco sta a dimostrare il desiderio delle dinastie Atabeg e Ayyubide di cambiare e istruire la società. Le *madrasa* erano sovvenzionate da uomini e donne delle classi agiate turche e curde che si adoperarono anche per alimentare l'intensa atmosfera culturale che animava questi luoghi del sapere. Nella sua *Storia di Damasco,* lo storico Ibn 'Asakir (morto nel 571 / 1176) ha espresso gratitudine per i suoi insegnanti fra cui annovera 80 donne.","quote":"*'**Le madrasa erano sovvenzionate da uomini e donne delle classi agiate turche e curde.'*"},"b16c75fd-58ed-5aaa-b553-978b13694e35":{"title":"La corte e le arti","description":"La calligrafia era curata dai calligrafi di corte (*hattats*) che godevano di una posizione sociale elevata ed erano tenuti in grande considerazione dal sultano che permetteva loro di accedere alla lettura e alla consultazione dei preziosi manoscritti della biblioteca di corte. Interesse e rispetto per la calligrafia non mancò mai nei secoli e, a differenza del declino a cui si assistette in altre forme artistiche, l'arte della calligrafia si sviluppò sempre in consonanza con il gusto del momento nelle varie epoche. \nNel secolo XIX i sultani ottomani, optando per un diverso stile di vita, si trasferirono nei palazzi Dolmabahçe e Yıldız costruiti con gusto occidentale. Il trasferimento delle attività dal palazzo Topkapı comportò un cambiamento nel gusto artistico dei sultani e le botteghe di corte vennero chiuse, fatto che segnò la rottura delle relazioni fra palazzo e produzione artistica.","quote":"*'Godendo di una posizione sociale elevata, i calligrafi di corte erano tenuti in grande considerazione dai sultani.'*"},"a2d6b201-caf9-5fdf-9be7-286d4b763f71":{"title":"Il mecenatismo di corte","description":"Grandi progetti architettonici furono realizzati sia a beneficio della comunità sia ad uso personale della classe dirigente. In città come Amman, per esempio, furono eretti un complesso palaziale, una moschea, un mercato e un impianto di approvvigionamento idrico, per accogliere le strutture di governo e l'amministrazione del distretto oltre che per sopperire ai bisogni della popolazione. \nFurono costruite infrastrutture di vitale importanza come dighe, cisterne e bacini di riserva idrica, ponti. \nIl mecenatismo in architettura si spinse oltre, fino a permettere la costruzione di interi centri abitati e città come, per esempio, i complessi palaziali e amministrativi di Gerusalemme e Amman (Giordania) dove al Palazzo e alla Moschea Congregazionale viene data una posizione centrale, costruendoli uno accanto all'altra.","quote":"*'Progetti architettonici furono realizzati sia a beneficio della comunità sia ad uso della classe dirigente.'*"},"4acd54d9-a442-5bb9-94bb-ebb55cc7040c":{"title":"L’acqua e la vita quotidiana","description":"Oltre a *sabil* e *sikaya*, anche pozzi e fontane furono abbelliti con decorazioni. Esempi alto-medioevali di vere da pozzo sono visibili in Marocco e Algeria, decorate con ceramiche che presentano motivi vegetali stilizzati a stampo. Alcuni documenti di *waqf* (donazioni) testimoniano che, in certi casi, ampie vasche in pietra erano destinate non agli uomini ma al bestiame. Fontane di palazzi sistemate in giardini pubblici o privati, come quelle rinvenute nell'occidente islamico, sono spesso decorate con beccucci a forma di leone, ariete o drago, dalle cui bocche zampilla l'acqua che si raccoglie in vasche e conche per poi fluire in canali che attraversano i giardini.","quote":"*'Anche i pozzi e le fontane comuni o di palazzo furono abbellite con decorazioni.'*"},"67215e86-8b87-5410-a941-05738096eb5a":{"title":"Pratica Religiosa"},"ec1aa1aa-3f58-55b4-93d0-bac5583dd403":{"title":"La difesa","description":"La alcazaba, cittadella fortificata, insieme alle mura faceva parte del sistema difensivo delle città. Questo recinto murato situato entro le mura della città, generalmente nella sua parte più alta, poteva accogliere e difendere sia i governanti, nel caso la minaccia provenisse dalla stessa città, sia la popolazione urbana se il pericolo proveniva dall'esterno. Le alcazaba furono un punto d'appoggio strategico per lottare contro i ribelli, preparare battaglie e difendere le frontiere.","quote":"*'L'alcazaba: ultimo rifugio urbano'*"},"8677fa0d-83e5-5593-b69a-342224da5957":{"title":"Scienza e sapere","description":"Scopo principale dell'astronomia fu il prevedere la posizione degli astri partendo dai dati dell'osservazione. Gli astronomi musulmani elaborarono uno strumento specifico per osservare l'altezza, il movimento e la posizione degli astri rispetto alla terra: l'astrolabio. \nQuesto strumento trovò impiego anche nella navigazione e risultò di grande utilità per orientarsi e calcolare le coordinate conoscendo l'ora o viceversa.","quote":"*'Tecnologia scientifica: l'astrolabio'*"},"618dce7d-8482-5ccb-b334-54c0c96e6db0":{"title":"Gli Ottomani","description":"Dalle umili origini di un piccolo emirato in Anatolia Nord-occidentale, gli Ottomani riuscirono a creare uno dei più grandi imperi della storia.","extra":{"credits":"Curators & authors \nSule AKSOY, Istanbul \nSevinç GÖK, Izmir \nAlev ÖZAY, Istanbul \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \nSevgi KUTLUAY, Istanbul \nInci KUYULU ERSOY, Izmir \nSeracettin SAHIN, Istanbul \nCihat SOYHAN, Istanbul \nGönül TEKELI, Istanbul \nInci TURKOGLU, Istanbul \nFriederike VOIGT, Stockholm/Berlin \nBarry WOOD, London \n \nCoordination \nInci KUYULU ERSOY, Izmir \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Dalle umili origini di un piccolo emirato in Anatolia nord-occidentale, gli Ottomani riuscirono a creare uno dei più grandi imperi della storia. Per secoli furono una potenza mondiale, il centro del mondo islamico e rivali dell'occidente. \nNel tardo secolo VII / XII gli Ottomani reggevano uno dei numerosi beilicati (o emirati) presenti in Anatolia. Gradualmente prevalsero sugli emirati vicini, diventando la potenza musulmana dominante nella regione e, quando posero fine all'impero bizantino conquistando Costantinopoli (Istanbul) nel 857 / 1453, si assicurarono lo status di potenza internazionale. Ulteriori conquiste seguite nei secoli IX – X / XV – XVI diedero agli Ottomani il controllo su di un impero che si estendeva su gran parte del Mediterraneo, sull'Europa Sud-orientale, la penisola araba e, naturalmente, l'Anatolia. \nIl vasto impero era retto da un'amministrazione fortemente centralizzata e che aveva per capitale Istanbul. L'autorità suprema era rappresentata dal sultano, per quanto anch'egli soggetto alla legge islamica, mentre un'estesa rete di governatori locali garantiva che l'ordine imperiale fosse osservato su tutto il territorio. \nL'arte ottomana, per quanto le sue radici fossero in Anatolia, trasse ispirazione da tutte le numerose e variegate culture che l'impero aveva assoggettato: ma era comunque un'arte in gran parte centralizzata, pianificata e diffusa dalle botteghe di corte di Istanbul. L'omogeneità dello stile ottomano su spazi geografici incredibilmente estesi ne è la dimostrazione. \nSia nella decorazione di un palazzo o di una moschea, sia nell'ornare la propria casa e nel creare prodotti per l'inesauribile mercato europeo, gli Ottomani aderirono sempre ad un gusto estetico voluto dall'alto. Si trattava di un gusto che prese forma dalla profonda devozione islamica come si può osservare nella predilezione per i motivi floreali evocanti il paradiso. \nL'impero ottomano ebbe termine con la prima guerra mondiale, ma la sua arte continua ad affascinare anche ai nostri giorni.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/the_ottomans/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/18/portal_image/1.jpg","display_order":6}}},"df4ffea5-fc6b-5044-8eed-f3f4baa7147e":{"title":"Guardiani dei luoghi sacri","description":"Il posto più sacro dell'Islam, la *Ka**'ba* della Mecca, è stato consacrato alla direzione della preghiera dal profeta Maometto. Come punto centrale della fede, la *Ka**'ba* è anche la meta finale del pellegrinaggio che ogni musulmano cerca di compiere almeno una volta nella vita, e i sultani ottomani erano tenuti a garantire che il fedele potesse espletare i suoi doveri religiosi fra cui, per l'appunto, il pellegrinaggio. Il prestigio del sultanato quindi dipendeva molto dal grado di sicurezza delle vie che percorrevano i pellegrini, fatte presidiare soprattutto dai Beduini, perché le carovane in viaggio per la Mecca attraversavano i loro territori. I sultani presero anche misure per proteggere i luoghi di sosta dei pellegrini nel deserto con la costruzione di fortificazioni. All'inizio del XX secolo le conquiste tecnologiche facilitarono le comunicazioni nella regione grazie alla costruzione della ferrovia dell'Hijaz.","quote":"*'I sultani ottomani erano tenuti a garantire che il fedele potesse espletare i suoi doveri religiosi, fra cui il pellegrinaggio.'*"},"28d9a4d3-c0f4-52e4-b504-b865ba01f483":{"title":"Gli Atabeg e gli Ayyubidi","description":"'Saladino, da cui prende nome la dinastia, sale al potere alla fine del secolo VI / XII.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMona AL-MUADIN, Damascus \nDina BAKKOUR, Damascus \nSheila CANBY, London \nVerena DAIBER, Damascus \nAbdel-Razzaq MOAZ, Damascus \nEmily SHOVELTON, London \nZena TAKIEDDINE, Damascus \n \nCoordination \nSamer ABDEL-GHAFOUR, Damascus \nZena TAKIEDDINE, Damascus \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Nel corso del secolo V / XI divisioni e instabilità, causate dall'affermarsi del califfato fatimide in Egitto che si sostituiva a quello abbaside di Baghdad, caratterizzarono la storia del Levante (comprendente l'odierno Libano, Palestina, Siria e Giordania). I Selgiuchidi, guerrieri turchi dell'Asia centrale, consolidarono il loro controllo nella regione e inaugurarono una nuova era della storia dell'arte e dell'architettura islamica, presentandosi come i prosecutori del prestigio religioso esercitato dal califfato abbaside. \nLa difesa del potere fu affidata agli Atabeg, istruttori militari della nobiltà selgiuchide, che divennero gradualmente autonomi. Una personalità come l'Atabeg Nur al-Din Mahmud Ibn Zangi, morto nel 569 / 1174, riuscì a portare a termine l'impresa di cacciare i Crociati da Edessa nel 541 / 1146 e, riconquistando Damasco nel 549 / 1154, riunificò la Siria. \nAl-Malik al-Nasir Salah al-Din Yusuf Ibn Ayyub (conosciuto come Saladino, 564-89 / 1169-93) da cui prese nome la dinastia degli Ayyubidi, era un ufficiale dell'esercito di Nur al-Din. Giunse al potere alla fine del secolo VI / XII sconfiggendo i Fatimidi nel 566 / 1171 e i reggenti latini di Gerusalemme nel 583 / 1187. \nGli Atabeg e gli Ayyubidi introdussero importanti cambiamenti nei territori amministrati. Si impegnarono a islamizzare sistematicamente le loro genti secondo la dottrina sunnita impartita nei collegi religiosi - le *madrasa,* ricostruirono la Grande Moschea degli Omayyadi e rifortificarono completamente le cittadelle e le mura di Damasco, Aleppo e varie altre città compresa Il Cairo. \nLo sviluppo urbano ebbe grande impulso con la costruzione di *hammam* (bagni pubblici), *bimaristan* (ospedali) caravanserragli, *khanqah* (alberghi), sistemi di distribuzione dell'acqua e edifici religiosi come moschee, mausolei e *turbe* (tombe monumentali). I nuovi governanti introdussero dall'oriente le *madrasa* e i *bimaristan* come luoghi di formazione, inaugurando nuove forme architettoniche e repertori decorativi. \nLa cultura dei Selgiuchidi dominò il panorama dell'arte islamica dal secolo V /XI al VII / XIII apportando nuovi risultati in architettura, ceramica, gioielleria, lavorazione dei metalli e nella miniatura di manoscritti. \nContemporanea all'arte gotica in occidente e a quella della dinastia Song in Cina, l'arte degli Ayyubidi fu ulteriormente sviluppata dai Mamelucchi che subentrarono loro al potere.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/the_ayyubids/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/15/portal_image/1.jpg","display_order":4}}},"ad8cb308-f2d0-51c1-8a74-24b337e0c430":{"title":"L’Haram della Mecca e la Kaba","description":"I califfi musulmani e, più tardi, i sultani mamelucchi, si dichiararono primi protettori delle città sante dell'Hijaz. Di conseguenza erano responsabili dei restauri e della manutenzione dell'*Haram* della Mecca come anche della moschea e della tomba del Profeta a Medina. Per onorare gli impegni legati al titolo, il sultano mamelucco Qaytbay (r. 872–901 / 1468–96) fece costruire al Cairo un *wikala* (ostello), le cui entrate erano devolute per vettovaglie e altre donazioni caritatevoli per i bisognosi che vivevano nei pressi delle città sante: la Mecca e Medina.","quote":"*'I califfi musulmani e più tardi i sultani mamelucchi, si dichiararono primi protettori delle città sante dell'Hijaz.'*"},"1438dcdb-5040-5d2a-b082-cda3a58a1031":{"title":"Vita di corte"},"7eda07a3-0574-54d9-a9c2-bbccf25adcc1":{"title":"Gestione dell’acqua","description":"La domanda di esperti e ingegneri altamente qualificati era controbilanciata da un'offerta che spesso appariva piuttosto limitata sul versante delle competenze nella valutazione, nello sviluppo e nel mantenimento della tecnologia idraulica. Dovere di un buon governatore musulmano era pertanto assicurare l'impiego di specialisti in questo campo: i candidati prescelti erano generalmente esperti di matematica, fisica, geometria, astronomia (previsione meteorologica e tempistica) e, cosa essenziale, in geografia.","quote":"*'**Dovere di un buon governatore musulmano era l'assicurare l'impiego di esperti in questo campo.'*"},"2401b31f-6c0d-5b66-a16b-0fa24ce30cfa":{"title":"La decorazione geometrica sui tessuti","description":"La decorazione di alcuni tessuti richiama gli ornati di maioliche e gli stucchi che rivestono le pareti degli edifici; a volte ne ripropongono persino la suddivisione degli spazi: le bande di scrittura ai bordi del tessuto corrispondono ai fregi calligrafici che coronano le zoccolature geometriche. Questo tipo di decorazione rappresenta uno sviluppo della decorazione a legature che propone motivi a stella, poligonali, lobulati ecc.","quote":"'*La decorazione di alcuni tessuti richiama gli ornati di maioliche e gli stucchi*.'"},"80c86561-0d18-5f9a-a5fe-bce7f608b2e2":{"title":"Abbigliamento e gioielleria delle donne musulmane","description":"In Egitto l'abbigliamento femminile poteva comprendere l'*izar*, un indumento da avvolgere intorno al busto e il *mizar*, fermato in vita sopra il vestito. Diffusa come soprabito era la *jubah*, chiusa sul petto e aperta sulla gonna. Si usavano anche magliette di vario spessore fatte di lino o cotone che indicavano il rango di chi le indossava in base all'ampiezza delle maniche. Infine la *shimla* che ricopriva tutto il corpo. In altri paesi vigevano abitudini diverse, con ampia scelta di abiti e copricapo. Si indossavano turbanti e un vasto assortimento di veli e fazzoletti.","quote":"*'In altri paesi vigevano abitudini di abbigliamento femminile diverse, con ampia scelta di abiti e copricapo.'*"},"1de88509-41c2-5db1-91f2-cf64dc633e29":{"title":"La Sicilia cristiana e la cultura figurativa islamica: preesistenze e continuità"},"82eec7f2-6d4c-57c6-b028-8d6d584a67ec":{"title":"La corte"},"17e93a55-d0d0-51b2-8c52-ae90b63b4709":{"title":"I luoghi del potere: gli edifici palatini"},"3f965ac2-093e-5fc3-93f1-16f293577988":{"title":"La decorazione geometrica nell’arte libraria","description":"Il primo materiale usato per i manoscritti religiosi fu la pergamena (come nel caso di questo primo esemplare), che progressivamente fu soppiantato dalla carta per motivi di comodità e di costi. \nParallelamente la decorazione geometrica fu sostituita man mano da quella floreale, considerata più raffinata e sfarzosa. I motivi geometrici usati per le incorniciature divennero sempre più secondari e subordinati. \nAnche la stessa calligrafia fu usata a fini decorativi, specialmente i cosiddetti caratteri kufici quadrati, riportati nei più diversi ambiti.","quote":"'*La decorazione geometrica fu sostituita man mano da quella floreale considerata più raffinata e sfarzosa*.'"},"cc5c14f6-ee31-580d-97ca-0fb352da0379":{"title":"Vita quotidiana nel sultanato mamelucco","description":"Quasi tutta la popolazione dell'impero, ricchi e poveri, vivevano la loro intera esistenza secondo le regole dell'Islam. Alla ricerca del paradiso, essi pregavano cinque volte al giorno, facendo precedere le preghiere da abluzioni, donavano elemosine ai poveri, digiunavano durante il mese di Ramadan e speravano di visitare la sacra città della Mecca almeno una volta nella loro vita. Importanti questioni legali erano basate sulla legge religiosa, la *Sharia*, derivata dal santo Corano e da discorsi tramandati del profeta Maometto. Ogni azione, inclusa quella del mangiare e della cura dell'igiene personale era fatta 'in nome di Allah' e con il solo scopo di glorificarlo e compiere la sua volontà.","quote":"*'**Ogni azione, inclusa quella del mangiare e della cura dell'igiene personale era fatta 'in nome di Allah.'*"},"8b0e746f-e8de-560d-b25c-4bf6ebf52fe3":{"title":"Le donne musulmane mecenati"},"d56f34dd-618b-52fd-941d-524f966fe3d5":{"title":"Arte e architettura regia","description":"La capacità di mutuare dal mondo artistico islamico e da quello bizantino sollecitazioni figurali e tipologiche (con una certa permeabilità nei confronti di elementi ben più distanti, fra cui quelli di derivazione sasanide) assicura alle forme artistiche promosse dalla “politica dell’immagine” dei re normanni una valenza di sincretismo attivo e propositivo di spiccata originalità.","quote":"La “politica dell’immagine” dei re Normanni si serve largamente di modelli artistici islamici"},"775f0070-0222-53d3-a4ee-8bfa38c6cb2f":{"title":"La moschea, luogo di preghiera","description":"La moschea non è un tempio o una 'casa di Dio', né si celebra in essa alcuna liturgia: è uno spazio dedicato alla preghiera e alla meditazione e al tempo stesso un luogo di incontro. I fedeli si recano alla moschea per adempiere insieme all'obbligo delle preghiere rituali che però potrebbero essere anche recitate in privato. Il fedele prega rivolto verso la *qibla,* facendo gli inchini previsti e recitando testi del Corano. \nLa moschea è anche un centro di orientamento e insegnamento. Nel corso della preghiera del venerdì, durante la predica settimanale, l'imam spiega dal *minbar* determinate questioni religiose; dopo, a preghiera finita, si può assistere anche a conferenze teologiche e scientifiche tenute da esperti.","quote":"*'La sala di preghiera'*"},"70023ae2-4372-56e7-b249-dd9a30a1f9db":{"title":"Le ceramiche abbasidi","description":"Agli inizi del periodo abbaside, i raffinati governanti amanti del lusso e la corte imperiale si coinvolsero direttamente nel finanziare le innovazioni nel campo dell'industria ceramica, specialmente per quanto riguardava la manifattura delle ceramiche a lustro. Quando un terremoto danneggiò la Grande Moschea di Kairouan nel 247 / 862, il califfo Mustain inviò 139 piastrelle dipinte a lustro per il restauro del *mihrab*, e insieme ad esse inviò anche un maestro artigiano di Baghdad per farne delle altre in caso di bisogno. Il califfo donò anche denaro, pannelli di marmo e di legno di teak per la costruzione di un nuovo *minbar*. Nel 338 / 950 il geografo arabo Ibn Hawqal visitò la Tunisia e apprezzò la bellezza delle ceramiche locali fatte a lustro, equiparabili a quelle fatte in Iraq.","quote":"*'il califfo Mustain inviò 139 piastrelle dipinte a lustro per il restauro del mihrab.'*"},"e0d404ea-dbc1-591a-86a5-75265066d6f0":{"title":"L’acqua","description":"“'… e creammo dall'acqua tutto ciò che vive.''”","extra":{"credits":"Curators & authors \nMona AL-MUADIN, Damascus \nDina BAKKOUR, Damascus \nSheila CANBY, London \nVerena DAIBER, Damascus \nAbdel-Razzaq MOAZ, Damascus \nEmily SHOVELTON, London \nZena TAKIEDDINE, Damascus \n \nCoordination \nSamer ABDEL-GHAFOUR, Damascus \nZena TAKIEDDINE, Damascus \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Per i musulmani l'acqua è il segreto della vita e un dono divino. Nel Corano Dio dice *'…e creammo dall'acqua tutto ciò che vive.'* (21: 30). \nSecondo la legge islamica è proibito negare dell'acqua a chiunque abbia sete, anche se la sorgente è di proprietà privata. Secondo gli *hadith* ('I Discorsi del Profeta'), i musulmani devono condividere l'acqua, il fuoco e l'erba, beni naturali che appartengono a tutti. Mentre il diritto di disporre di acqua è inalienabile per qualsiasi essere vivente, esistono regole di proprietà che riguardano l'irrigazione delle terre. Per esempio, chi ha scavato un pozzo ha diritto ad irrigare per primo i suoi campi, ma se l'acqua è sufficiente, si devono irrigare anche i campi circostanti, per un raggio di 40 cubiti (detti *haram*). La stessa parola è usata per indicare uno spazio sacro, specialmente ove sorge una moschea. *Harim*, che è una variazione nota come harem, è usata per designare la parte della casa in cui è proibito l'accesso agli estranei, normalmente adibita a spazio per le donne. \nNel corso dei secoli, le società musulmane si sono sempre applicate per sviluppare nuove tecniche in grado di garantire un approvvigionamento idrico regolare. Come un po' ovunque, gli usi erano diversificati: l'acqua da bere, l'acqua per lavare e lavarsi e per le purificazioni rituali (*wudu*, *ghusl***)**, l'acqua per l'irrigazione dei campi e quella per le infrastrutture pubbliche come le fontane, i bagni e i giardini. Dato il ruolo centrale dell'acqua nella vita dei cittadini di qualsiasi rango e posizione sociale, un gran numero di architetti, ingegneri e manovalanze lavoravano per essa. \nSu di un territorio che estendendosi dai confini della Cina ad est, fino agli altipiani iberici ad ovest, comprendeva molte culture e popolazioni diverse passate sotto il dominio della civiltà islamica, era responsabilità dei principi musulmani l'assicurare un adeguato approvvigionamento idrico per il popolo. Macchinari idraulici furono costruiti e mantenuti con instancabile costanza e molti di essi hanno continuato ad essere usati persino dopo l'avvento delle tecnologie moderne. \nCon il crescere della popolazione e con l'espansione delle città mantenere un efficiente meccanismo di approvvigionamento divenne un compito sempre più arduo nei climi aridi che caratterizzavano molti paesi islamici intorno al Mediterraneo e oltre. Lo svantaggio dato dal clima e dall'aridità del suolo era superato con lo sviluppo di ingegnosi sistemi atti a creare riserve d'acqua e a portare il prezioso liquido sui luoghi di consumo.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/water/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/22/portal_image/1.jpg","display_order":10}}},"0051fc3a-c40c-5aa8-b485-9b66344bf6e7":{"title":"La moschea, luogo di preghiera","description":"La chiamata alla preghiera che compie il *muezzin* cinque volte al giorno dall'alto dei minareti si diffonde in tutta la città e ne scandisce il ritmo della vita. La prima chiamata avviene al sorgere del sole, le altre a mezzogiorno, nel pomeriggio, al tramonto e nella prima ora della notte. Ad ogni chiamata il *muezzin* ripete lodi a Dio e a Maometto, suo profeta, e invita a raccogliersi in preghiera.","quote":"'*Il minareto*'"},"ca4d15b3-1f58-5e52-8573-10d6bfc02842":{"title":"La ricerca del Baraka – Il pellegrinaggio a Gerusalemme e in Palestina","description":"Secondo la fede musulmana, la Cupola della Roccia costruita a Gerusalemme dagli Omayyadi alla fine del I / VII secolo, è il luogo indicato dal profeta Maometto per la resurrezione dei fedeli nel giorno del giudizio universale. Il Profeta lo chiamò luogo sacro quando di qui ascese al cielo (*Miraj*) nel suo viaggio notturno dalla Mecca a Gerusalemme *(Isra)*, ed egli invitò ripetutamente i fedeli musulmani ad onorare e visitare la Cupola della Roccia insieme alla Mecca e a Medina.","quote":"*'La Cupola della Roccia è il luogo indicato dal profeta Maometto per la resurrezione dei fedeli nel giorno del giudizio universale.'*"}}
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Legato all'araldica, lo scudo inquartato con iscrizioni religiose fa la sua comparsa fra le ceramiche mudéjar.","quote":"'*Il necessario adattarsi al gusto dei nuovi clienti obbligò i ceramisti mudéjar a rinnovare il loro repertorio*.'"},"00a9f1ac-ad56-56fb-b46c-95f05a196c8c":{"title":"L’arte mudéjar popolare e religiosa"},"00c4ec24-eae3-5f50-b012-fca1d0fc4b8b":{"title":"Splendori dell’alta sartoria: i tiraz e gli altri costumi dell’epoca"},"017e4b3b-5dc4-5b40-a034-7dbccb14bb54":{"title":"Arte turco-islamica nell’Anatolia preottomana","description":"In seguito alla battaglia di Manzikert nel 463 / 1071, l'Anatolia visse l'affermarsi di una nuova forza politica, religiosa e sociale che subentrava a secoli di dominazione bizantina. Si trattava di quella dei Turchi che partendo dalle steppe dell'Asia avevano fondato il grande impero selgiuchide in Iran.","quote":"*'In seguito alla battaglia di Manzikert, l'Anatolia visse l'affermarsi di una nuova forza politica, religiosa e sociale.'*"},"01a3e026-0ee5-5a3c-ada4-056b1dbede4c":{"title":"L’arte mudéjar aristocratica e civile","description":"Questa attrazione per le comodità e il lusso dei palazzi musulmani si diffuse ben presto tra tutti gli aristocratici, che si ispirarono ad essi per la costruzione e l'arredo delle proprie residenze, seguendo una vera e propria moda, divenuta ormai carattere distintivo dei ceti più elevati. Il fascino per lo stile di vita comportò anche l'imitazione dei costumi andalusi: le pareti si ricoprirono di alte zoccolature di *azulejos*, si moltiplicarono i soffitti in legno e gli intonaci si ricoprirono di decorazioni a stucco con motivi geometrici, vegetali ed epigrafici, tipici musulmani, combinati con stemmi nobiliari e iscrizioni in caratteri gotici. Questo gusto artistico si estese anche ad altre tipologie di edifici civili, come ad esempio le università.","quote":"*'Edifici civili mudéjar*"},"01b4539f-223c-58e3-970b-86b098e2e493":{"title":"La lingua visiva del potere","description":"L'arte e l'architettura sono spesso state usate per creare un linguaggio visivo attraverso cui proclamare il potere. Questa propaganda visiva ha assunto varie forme nel corso dei secoli: a volte si è proposta in modo aperto ed evidente, altre volte in modo più sottile e implicito. L'arte e l'architettura del periodo ottomano abbracciano una serie di interessanti varianti di come fosse mostrato visivamente il potere del sultano e dello stato ottomano.","quote":"*'Da sempre chi ha raggiunto il potere ha cercato diversi modi per dimostrarlo.'*"},"01b9c0b5-6a02-5be0-aa1a-2dead40ce2ff":{"title":"Il ruolo di fiori e piante","description":"Oltre al tulipano, anche il garofano era usato per evocare poeticamente la bellezza divina e ispirare la contemplazione: di conseguenza anch'esso è molto presente nell'arte, soprattutto ottomana. Non tutte le raffigurazioni di piante e fiori, comunque, hanno origine in contesti culturali islamici: la vite carica di grappoli, ad esempio, in associazione con la fertilità e con la vita eterna, rappresenta un retaggio della cultura ellenistica, mentre il loto, simbolo orientale della purezza spirituale, fu introdotto nell'arte islamica con l'arrivo dei Mongoli nel secolo VII / XIII.","quote":"*'Non tutte le raffigurazioni di piante e fiori, hanno origine in contesti culturali islamici.'*"},"0227731c-df1e-5f3e-8a97-45ca3e10bf2a":{"title":"Discover Islamic Art"},"028edd35-2131-5178-a3ea-7b1699bc9592":{"title":"La lapide funeraria, memoria in pietra","description":"La creazione di un cimitero, commissionata normalmente dal governante o dai membri della sua famiglia, era considerata un atto caritativo bene accetto agli occhi di Dio. Sebbene a volte il cimitero fosse recintato, nella maggior parte dei casi non veniva affidato a nessun tipo di protezione. Le tombe erano distribuite senza ordine preciso e non tutte avevano lapidi che permettessero l'identificazione del defunto: lo spiccare sulle altre di una determinata tomba era legata al rango sociale di chi vi era sepolto.","quote":"'*La lapide: simbolo di status sociale*'"},"036e868a-be9f-5e20-a301-fbf277420082":{"title":"Il sistema mamelucco","description":"L'irresistibile affermazione del sultanato mamelucco si sviluppò dalle basi di una complessa struttura gerarchica militare. I Mamelucchi erano prigionieri di guerra, oppure acquistati o ricevuti in dono. Inizialmente, la maggior parte di loro era di origini turche, curde o mongole: ad essi, a partire dal secolo VIII / XIV, si aggiunsero Circassi e Georgiani. Ogni nuova recluta mamelucca era sottoposta ad un esame medico completo per accertare la sua idoneità al servizio. Una volta superato l'esame, alla recluta venivano impartiti insegnamenti religiosi e i fondamenti della lingua araba prima di giurare incondizionata fedeltà al suo sultano.","quote":"*'I Mamelucchi erano prigionieri di guerra, oppure acquistati o ricevuti in dono.'*"},"0619d09f-5563-54e4-a733-b1fda9508dda":{"title":"Viaggio di un pulpito islamico","description":"Il *minbar* in questione riveste un significato importante perché è associato al martire sciita Imam al-Husayn, nipote del profeta Maometto. Quando i Crociati conquistarono Ashqelon (che si trova circa 50 km a sud di Giaffa) nel 548 / 1143, musulmani devoti si preoccuparono di salvare sia la testa mozzata di al-Husayn sia il *minbar* stesso, che trafugato e portato a Hebron fu sistemato nell'Haram al-Ibrahimi. Stando alla tradizione, la testa mozzata di al-Husayn fu portata invece al Cairo.","quote":"*'Il* *minbar trafugato e portato a Hebron fu sistemato nell'Haram al-Ibrahimi.'*"},"06c733a5-e1b4-5be1-ae58-c5968680a73a":{"title":"Al-Raqqa: capitale siriana del califfo Harun al-Rashid","description":"Il califfo Harun al-Rashid, nipote di al-Mansur, spostò la sua corte ad al-Raqqa negli anni 180-192 / 796-809, essendo questo un periodo di turbolenze politiche a Baghdad e nel sud dell'Iraq. Al-Rashid potenziò le fortificazioni e creò un intero nuovo quartiere di palazzi a nord di al-Raqqa. In questi palazzi fece sistemare il suo seguito e un certo numero di ufficiali dell'esercito che lo seguirono. I legami con Baghdad e con i territori orientali fu assicurato da un sofisticato sistema di collegamenti. I figli di Al-Rashid, tutti futuri califfi, vissero gran parte della loro giovinezza ad al-Raqqa.","quote":"*'**In questi palazzi fece sistemare il suo seguito e un certo numero di ufficiali dell'esercito che lo seguirono.'*"},"06f8adf1-80a7-5ad3-930e-d74a24929bf9":{"title":"La cultura della tavola","description":"Oltre ai piatti di ceramica di İznik, si usavano anche piatti di rame o dorati e non potevano mancare le porcellane importate dalla Cina. Nel XIX secolo, come conseguenza dell'adozione di uno stile di vita occidentale, si pose fine alla tradizionale cultura della tavola del Palazzo Topkapı e vennero introdotti tavoli e sedie, porcellane europee e posate d'argento.","quote":"*'Oltre ai piatti di ceramica di İznik, si usavano anche piatti di rame o dorati.'*"},"071e3e6e-8e36-5c3c-8643-17ee9ac60138":{"title":"La corte e le arti","description":"L'impero ottomano era uno stato centralizzato gestito da funzionari specificamente formati a corte. Questo sistema ebbe profonde ripercussioni anche sull'arte, producendo linee e stili decorativi omogenei in tutto il vasto territorio dell'impero. Gli architetti e gli artigiani che crearono il Palazzo Topkapı, e tutti gli artisti che lavoravano ad Istanbul e nel resto dell'impero, erano affidati al controllo dell'architetto capo imperiale. \nLe botteghe degli artisti ebbero sede prima a Edirne e, dopo la conquista di Costantinopoli, furono sistemate nel Palazzo Topkapı a Istanbul. La sistematica organizzazione della manodopera artistica cominciò agli inizi del secolo IX / XV. A volte ad artisti della corporazione di Istanbul o di altre regioni dell'impero veniva richiesto su invito di lavorare in una determinata bottega.","quote":"*'Il sistema centralizzato ebbe profonde ripercussioni sull'arte ottomana, producendo linee e stili decorativi omogenei in tutto il vasto territorio dell'impero.'*"},"07323655-399a-5f20-bd33-36fbfca525bd":{"title":"L’arte mudéjar aristocratica e civile","description":"L'arte mudéjar aristocratica si affermò grazie ai re e ai nobili desiderosi di imitare i palazzi musulmani, della cui sontuosità erano venuti a conoscenza tramite gli ambasciatori. Man mano che i re cristiani procedevano nella conquista delle città di al-Andalus, i ricchi saloni, giardini e alcove dei palazzi andalusi diventarono residenze reali e cornice della vita aristocratica, segno di dominio sul nemico vinto ma anche di ammirazione per la sua arte. Contemporaneamente nei palazzi di nuova costruzione veniva usato l'intonaco e il laterizio e si cercava di ricreare la sofisticata ornamentazione degli interni e l'armonia di cortili e giardini. La Aljafería di Saragozza, il Real Alcázar di Siviglia e il palazzo di Sintra sono esempi di riutilizzazione dei palazzi andalusi da parte dei re cristiani.","quote":"'*Palazzi andalusi riutilizzati dai re cristiani*'."},"073b795d-65c6-5d5e-9265-134b960cca53":{"title":"La corte","description":"Avendo come punto di riferimento Baghdad, il cerimoniale a tavola e il galateo dei commensali si raffinò. Il pasto, solitamente imbandito in un recipiente comune, fu ora sostituito da piatti serviti secondo un rigoroso protocollo. Il menu si arricchì di nuove e variate ricette, che facevano la gioia del palato e dell'olfatto, stimolato da aromi diversi; i piaceri dell'udito erano soddisfatti dalla musica eseguita durante la conversazione a tavola e la vista poteva godere delle danze e delle splendide decorazioni palatine.","quote":"'*Il cerimoniale dei pasti*'"},"07659934-a88a-585a-8ef8-22be0a77afbe":{"title":"Siria","description":"Le influenze occidentali influenzarono anche l’assetto urbano. Le città islamiche avevano sempre distinto tra spazi privati e pubblici; il privato era la residenza e il pubblico il luogo designato al lavoro – il *suq* – o al culto – la moschea. Ora, invece, le residenze avevano finestre più grandi, anche sulle pareti esterne, e talvolta una terrazza, come a Mashfa al-Ghuraba. L'adozione della piazza pubblica, nata per ostentare gli emblemi dello Stato sviluppatisi in Europa, è evidente in piazza Marjeh, situata fuori delle antiche mura della città di Damasco, e che divenne il moderno centro cittadino, segnato da un grande pilastro centrale. \nLa stazione ferroviaria di Hijaz è oggi uno degli edifici più belli di Damasco, finanziata da un ricco damasceno e progettata da un architetto spagnolo esperto di arte andalusa. Furono probabilmente poi operai di origine tedesca, i quali importarono l'industria ferroviaria come parte della loro alleanza politica, a realizzare il sistema ferroviario.","quote":"“Le influenze occidentali influenzarono anche l’assetto urbano.”"},"093d3b04-a322-5303-baa3-da0aa80dad8f":{"title":"La capitale ottomana: Istanbul"},"09bdd05c-c517-5715-b216-1c3b6562ce92":{"title":"Raffigurazioni del Giardino del Cielo e dell’Albero della Vita","description":"Dirette raffigurazioni del giardino del paradiso sono rare. Un esempio è lo stupefacente ciclo di mosaici che compare intorno al cortile della Moschea degli Omayyadi a Damasco, del secolo II / VIII. Il ciclo mostra un paesaggio idealizzato con un fiume sinuoso e un insieme di palazzi ed eleganti edifici. Che questi mosaici siano realmente basati sulle descrizioni coraniche è confermato dalla dichiarazione pervenutaci di uno dei mosaicisti che partecipò all'opera: 'Nei mosaici abbiamo voluto raffigurare ciò che è scritto nel Corano riguardo gli alberi e gli edifici del Paradiso. E ai lavoranti che avrebbero eseguito alberi particolarmente belli il califfo 'Umar avrebbe dato 30 *dirham* di premio.'","quote":"*'…abbiamo voluto raffigurare ciò che è scritto nel Corano a riguardo degli alberi e degli edifici del Paradiso...'*"},"0aeb920c-d823-5de4-81b9-061257cef978":{"title":"Due sultani mamelucchi contro i Franchi","description":"A prescindere dai due sultani mamelucchi qui trattati, Qalawun fu probabilmente l'ispiratore più prolifico di progetti architettonici in assoluto. La grandezza del suo complesso al Cairo, che segna un punto fermo nell'architettura mamelucca, è veramente imponente: esso comprende una madrasa, un mausoleo (*qubba*) e un ospedale (*bimaristan*). Il *bimaristan* fu costruito in seguito all'esperienza avuta da Qalawun nel Bimaristan Nur al-Din, un ospedale di Damasco dove rimase così impressionato dal trattamento medico ricevuto che giurò a se stesso che se si fosse ristabilito per salire sul trono ne avrebbe costruito uno simile al Cairo. Diede inizio al progetto nel 682 / 1283 subito dopo l'inizio del suo regno. Il *bimaristan* aperto a musulmani di ambo i sessi e di qualsiasi posizione sociale era inusuale per quei tempi.","quote":"*'**Qalawun fu probabilmente l'ispiratore più prolifico di progetti architettonici in assoluto.'*"},"0b479143-91f2-528d-88e6-5a5d5ad84169":{"title":"Splendori dell’alta sartoria: i tiraz e gli altri costumi dell’epoca","description":"Alla corte del Cairo, il guardaroba del califfo e i suoi capi personali *tiraz* erano curati da una squadra di donne che usavano essenze di fiori provenienti dai giardini del palazzo per profumare gli indumenti. Un secondo guardaroba di palazzo veniva gestito per i membri della corte. Costumi completi *tiraz* e altri indumenti dell'epoca sono rari, ma molti frammenti pervenutici ci informano che essi erano in lino o seta, spesso ricamati in seta, e venivano prodotti in una vasta gamma di colori. Ulteriori informazioni su come dovevano essere gli indumenti *tiraz* e i costumi dell'epoca fatimide in generale, ci provengono dai legni e avori scolpiti ad intaglio e dalle ceramiche, che ci mostrano uomini e donne che prendono parte a feste, a battute di caccia o a suonare in costumi costituiti da turbanti, scialli e tuniche fermate con cinte, spesso impreziositi da etichette *tiraz*.","quote":"*'Indumenti* tiraz *completi sono rari, ma i frammenti pervenutici ci mostrano una vasta gamma di colori.'*"},"0be5386c-7187-5f14-a5c9-e9d7972aaa20":{"title":"La cultura nel Regno Crociato di Gerusalemme","description":"Gli artigiani locali trassero grande vantaggio sia dall'insediamento di botteghe volute dai Crociati per permettere l'attuazione di programmi di rinnovo e restauro, sia dagli influssi esercitati nel Levante dagli oggetti d'arte europei. Gli scambi culturali fra i nuovi abitanti franchi del Regno e le sue componenti musulmane urbane e rurali continuarono nonostante il protrarsi dello stato di guerra.","quote":"*'Gli artigiani locali trassero grande vantaggio dall'insediamento di botteghe volute dai Crociati.'*"},"0be6d6e8-2fed-5e4f-b410-0a54ef0ed999":{"title":"Madrasa e Istruzione","description":"Le scienze erano insegnate insieme alla religione e alle lettere, e le sofisticate decorazioni in metallo presenti sugli strumenti scientifici attestano l'alto grado di sviluppo delle discipline scientifiche. Astrolabi e globi celesti erano fondamentali per uno studio accurato delle costellazioni. La pratica della geomanzia faceva uso di strumenti appositamente realizzati per predire il futuro. Al brillante ingegnere meccanico Abu al-'Izz Ismail al-Jazari, fu commissionato dalla corte urtuqide di Diyarbakir nel 603 / 1206 un libro illustrato sull'ingegneria idraulica e meccanica.","quote":"*'Le sofisticate decorazioni in metallo presenti sugli strumenti scientifici attestano l'alto grado di sviluppo delle discipline scientifiche.'*"},"0c57154a-3d32-5f59-919a-c9bcab6d8ac5":{"title":"Giordania","description":"Gli Ottomani sostituirono il percorso Hajj (Darb al-Hajj al-Shami) che segue le montagne a est del Wadi Araba, noto come Kings Highway, con una nuova tratta lungo il confine del deserto, nota come Darb al-Bint, come la figlia del sultano Salim I, che si era lamentato dei banditi sulla Kings Highway. Lungo questo nuovo percorso venne costruita una serie di forti e stazioni di pellegrinaggio per tutelare i pellegrini e fornire loro acqua, cibo e merci. \nLa ferrovia dell'Hejaz, completata nel 1908 durante il regno del sultano Abdul Hameed II, è una delle opere più importanti realizzate durante il periodo ottomano, il cui scopo principale era di trasportare i pellegrini da Damasco a Medina in Arabia Saudita attraverso la Giordania. Venne gravemente danneggiata durante la Prima guerra mondiale, ma alcune sezioni sono ancora funzionanti (ad esempio le tratte Damasco – Amman e Amman – Qatraneh).","quote":"“La ferrovia dell'Hejaz è una delle opere più importanti realizzate durante il periodo ottomano.”"},"0d399303-e091-5249-87cf-68e9ac89a080":{"title":"Arte e architettura regia","description":"Dopo il 1130 Ruggero II, divenuto re di Sicilia, promuove un’ arte aulica in cui componenti islamiche e bizantine si innestano su elementi romanici normanni già combinati con la locale cultura artistico-architettonica. Ciò avviene anche grazie alle fortunate campagne di Ruggero II a danno dei territori costieri del nord Africa e della penisola balcanica bizantina, con la conseguente acquisizione forzata di maestranze. Nasce così una vera e propria arte e architettura regia, abile ad assegnare riconoscibilità alle opere promosse dalla corona, sia civili sia religiose.","quote":"Ruggero II promuove un’arte aulica che innesta le componenti islamiche e bizantine sugli elementi romanici normanni"},"0d96fdda-709f-55ff-974d-36ce25e67b8e":{"title":"Vita quotidiana nel sultanato mamelucco"},"0e4ca3d5-ad07-5906-884a-7b4b89c83f5c":{"title":"Egitto"},"0e91bb3e-a45f-5595-9dcf-c2ad2c8547a9":{"title":"L’acqua e la vita quotidiana","description":"L'obbligo di provvedere al fabbisogno di acqua da bere per la popolazione delle città, portò alla costruzione di una tipologia architettonica specifica, il *sabil* (fontana pubblica). I *sabil* – molti dei quali furono eretti dai Mamelucchi (r. 648–92 / 1250–1517) al Cairo e a Gerusalemme – erano costituiti da una cisterna sotterranea e da una camera a livello stradale munita di finestre con inferriate che si affacciavano sulla via. Un addetto distribuiva l'acqua ai passanti in coppe fatte passare attraverso le inferriate. Il *sabil-kuttab* aveva un sistema di funzionamento simile, con l'aggiunta di un primo piano coperto a galleria che veniva usato come scuola elementare per i bambini (*kuttab*).","quote":"*'**Un addetto distribuiva l'acqua ai passanti in coppe fatte passare attraverso le inferriate.'*"},"0f404f1e-3645-5bfa-870f-1b45825073f7":{"title":"Gli Omayyadi","description":"'L'arte omayyade è il risultato della sintesi di stili e motivi desunti da diverse culture artistiche.'","extra":{"credits":"Manal BASYOUNI, Aqaba \nGhazi BISHEH Amman \nJens KRÖGER, Berlin \nAida NAGHAWI DODO, Amman \nMohammad NAJJAR, Amman \nSamarah WOROUD, Irbid \n \nCoordination \nGhada AL-YOUSEF, Amman \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"La dinastia omayyade fu fondata dal califfo Mu'awiya I Ibn Abi Sufyan nel 41 E / 661 d.C. e rimase al potere fino alla sua destituzione ad opera degli Abbasidi, nel 132 / 750. Salito al potere, Mu'awiya scelse Damasco come capitale dell'impero musulmano. Questa decisione comportò conseguenze durature per l'arte omayyade perché a Damasco la componente predominante del gusto artistico era di matrice classica; ciononostante, nell'arte omayyade si riscontrano anche elementi sasanidi, bizantini e copti a dimostrazione dell'innovativa combinazione di vari stili e motivi desunti da culture artistiche diverse, impiegati per nuovi scopi per ottenere risultati completamente nuovi. La testimonianza più significativa di questa stagione artistica è data dall'architettura, grazie ai numerosi edifici ancora esistenti. I grandi progetti architettonici di rappresentanza si aggiungono agli edifici fatti erigere dalla famiglia reale a scopi residenziali. Sia la Cupola della Roccia a Gerusalemme, sia la Grande Moschea a Damasco sembrano essere state costruite per celebrare i trionfi e il potere omayyade, dando ancora oggi l'impressione di grandezza e magnificenza della dinastia. Al tempo stesso, le pregevoli realizzazioni palaziali conosciute come 'Castelli del Deserto' non finiscono di stupirci ed affascinarci con il loro essere vere e proprie finestre aperte sulla vita e sui cerimoniali di corte. \nQuesti ed altri edifici omayyadi erano tutti ampiamente e sfarzosamente decorati, palazzi e terme impreziositi da mosaici pavimentali figurativi e da pareti affrescate, oltre a stucchi e rilievi riportanti figure di animali, motivi floreali stilizzati e diversi elementi astratti. Anche le arti applicate conobbero un momento di fioritura e gli esempi che ci sono pervenuti mostrano come la lavorazione dei metalli e del legno raggiunsero risultati di alto valore. \nL'arte omayyade, con il suo stupefacente e vibrante eclettismo, può essere considerata un prolungamento dell'arte del Tardo Antico. Un'epoca che ebbe fine con l'ascesa degli Abbasidi, la dinastia che diede inizio ad una nuova fase di sviluppo dell'arte islamica.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/the_umayyads/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/10/portal_image/1.jpg","display_order":1}}},"0f9828f8-dd3a-5969-ba97-2fc083ca3fe9":{"title":"Le donne musulmane nelle professioni, nell’artigianato e nelle arti","description":"Alla storia sono passate anche donne musulmane musiciste e danzatrici professioniste di altissimo livello; molte di loro venivano assunte come artiste di corte ed erano generosamente ricompensate. Sappiamo di Nasab, per esempio, la cui bravura nel suonare strumenti a percussione era tale che il califfo fatimide al-Mustansir Ibn Allah le regalò un appezzamento di terra al Cairo che successivamente si sviluppò diventando un sobborgo e prendendo nome da lei: al-Tabalah – Il Tamburo. Una suonatrice di liuto, Itifaq, riuscì persino a sposare il principe mamelucco al-Malik al-Muzaffar Haji Ibn Qalawun. Quando ella arrivò a corte per esibirsi, il principe cosparse il suolo di tessuti per farla camminare sulla seta e quando ebbe finito la ricompensò con quattro gioielli e sei perle, del valore di 4.000 dinari d'oro.","quote":"*'Molte donne musulmane sono rimaste alla storia come musiciste e danzatrici professioniste di altissimo livello.'*"},"119ab24b-479f-5ff2-b732-0ff4c64e08e5":{"title":"Le comunità islamizzate prima e dopo la conquista normanna","description":"Oggetti d’uso quotidiano e funerario, quali giare in terracotta ed iscrizioni sepolcrali alcune delle quali prossime tipologicamente ad esemplari nord africani, sia prodotte da maestranze attive nell’isola sia importate dal nord Africa o dalle aree ancora musulmane della penisola iberica, parlano di durature relazioni fra le varie regioni mediterranee, che, almeno fino a buona parte del XIV secolo, scavalcano le cesure fra due mondi contrapposti.","quote":"Oggetti d’uso quotidiano simili per tipologia a quelli nord africani e iberici parlano di durature relazioni fra le varie regioni mediterranee."},"119e81e9-24c1-5c11-8732-14582e47e370":{"title":"Donne della famiglia reale: discendenti di Fatima al-Zahra","description":"In Nord Africa le donne della dinastia ziride (Berberi Sanhaja) raffinate e con livelli di istruzione superiore, emulavano il comportamento delle dame di corte egiziane. Nel V / XI secolo una principessa ziride fece aggiungere una moschea al *ribat* (convento fortificato) di Monastir che fu chiamata la Moschea di al-Sayyida per riconoscenza nei confronti della committente. Nella biblioteca di Kairouan esistono diversi corani manoscritti commissionati da principesse ziridi ad uso della Grande Moschea, fra cui ricordiamo il Corano di Umm Milal e quello di Umm al-Ilu, sorella del principe ziride al-Mu'izz. Un terzo manoscritto fu presentato da Fatima, governatrice all'epoca del principe Badis Ibn al-Mansur.","quote":"*'Le donne della dinastia ziride (Berberi Sanhaja) raffinate e con livelli di istruzione superiore, emulavano l'agire delle dame di corte egiziane.'*"},"11b19208-0f2c-5176-9948-5d121532b39a":{"title":"Le donne musulmane mecenati","description":"Le donne si distinsero anche nella committenza di *ribat* (fortificazioni religiose) e *khanqah* (conventi dervisci), dapprima usati come rifugio di monaci guerrieri e successivamente come luoghi per il culto, atti ad ospitare i poveri. \nUn'altra sfera di intervento delle donne mecenati fu l'educazione: ne è dimostrazione il composito complesso edilizio eretto al Cairo dalla madre del sultano mamelucco Shaban, la Madrasa di Umm Sultan Shaban. Altre donne sovvenzionarono scuole (*kuttab, madrasa*) per l'istruzione superiore delle ragazze. E ancora altre opere caritative furono l'edificazione di ospedali (*bimaristan*) come quello annesso alla Grande Moschea di Divriği, commissionato da Turan Melik che visse nel VII / XIII secolo o quello voluto da Aziza Othmana, che visse nel secolo XI / XVII.","quote":"*'Le donne si distinsero anche nella committenza di ribat e khanqah, madrasa e bimaristan.'*"},"11f82e3d-c59a-5f69-a3bc-b5b190e3aaa1":{"title":"La corte","description":"In competizione con i fasti e l'eleganza delle corti orientali – e a volte superandoli – i monarchi dell'occidente musulmano crearono le proprie corti circondandosi di dignitari di alto rango, privilegiati nel godere la fiducia del sovrano e attori come lui del cerimoniale di corte, che rispecchiava la sua magnificenza, autorità e desiderio di impressionare i sudditi. \nI dignitari accompagnavano il sovrano nella sua attività pubblica, prendevano parte con lui a inviti e banchetti ufficiali e collaboravano all'azione di governo. Negli spostamenti facevano parte del corteo reale contribuendo così all'ammirazione che esso suscitava.","quote":"*'Il corteo militare'*"},"120cbd81-d9a2-540e-a178-dc11c283fc2d":{"title":"La donne musulmane e la vita domestica"},"12656ec4-68b3-5425-9a1d-71e4735a5c19":{"title":"La decorazione geometrica in architettura","description":"Anche i soffitti vengono decorati con motivi geometrici policromi e dorati, che sono stati interpretati come rappresentazione della volta celeste. Ciò si può ben notare nelle volte con *muqarnas*, la cui struttura parte da una stella centrale che espandendosi occupa tutto lo spazio.","quote":"'*La composizione parte da una stella centrale che espandendosi occupa tutto lo spazio*.'"},"12faaae8-0400-53bd-ba84-f5e66e0027ef":{"title":"Echi di Paradiso: il giardino e la flora nell’arte islamica","description":"Nella civiltà islamica il giardino e la sua vegetazione hanno sempre goduto di particolare attenzione sia per il richiamo alla bellezza di quanto creato da Dio sia per la rievocazione del *al-janna*: il paradiso islamico.","extra":{"credits":"Curators & authors \nSule AKSOY, Istanbul \nSevinç GÖK, Izmir \nAlev ÖZAY, Istanbul \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \nSevgi KUTLUAY, Istanbul \nInci KUYULU ERSOY, Izmir \nSeracettin SAHIN, Istanbul \nCihat SOYHAN, Istanbul \nGönül TEKELI, Istanbul \nInci TURKOGLU, Istanbul \nFriederike VOIGT, Stockholm/Berlin \nBarry WOOD, London \n \nCoordination \nInci KUYULU ERSOY, Izmir \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"In ogni periodo della storia della civiltà musulmana, l'idea del giardino e della sua vegetazione ha sempre avuto una particolare importanza nel pensiero islamico: circondati da deserti e assillati da climi caldissimi, i musulmani hanno sempre apprezzato la vista rilassante dell'acqua che scorre, il verde – seppur raro – delle oasi e quindi la vegetazione con fiori variopinti di giardini cinti da muri, creati artificialmente e mantenuti da raffinate tecniche idrauliche. I giardini di piacere di governanti e classi abbienti erano lussi ambiti, ma avevano anche una dimensione spirituale, perché erano spesso progettati per evocare la lussureggiante e rinfrescante vegetazione del *al-janna*: il paradiso islamico. Le descrizioni del paradiso che si trovano nel Corano e nella letteratura islamica ispirano la realizzazione dei giardini, la disposizione dei loro fiori, piante ed alberi. Dato il costante impegno del pensiero musulmano nel descrivere il paradiso, non sorprende che il concetto di giardino, con la sua ricca flora, è sempre stato un tema di centrale importanza nella cultura e quindi nell'arte islamica. Attraverso l'intero mondo musulmano, dalla Spagna all'India, i principi e le classi privilegiate hanno speso grandi risorse per realizzare lussuosi giardini nel cuore dei loro complessi palatini, rendendoli parte integrante del cerimoniale della vita di corte. In effetti anche il modo in cui i giardini reali venivano usati voleva riflettere le descrizioni coraniche del paradiso. Molti giardini avevano persino nomi che sottolineavano la loro valenza simbolica. Sia in architettura sia nell'arte in genere si fa spesso riferimento alla meravigliosa vegetazione del paradiso. Moschee, *madrasa* e sepolture reali erano regolarmente sistemate all'interno di un giardino simboleggiante il paradiso e impreziosite artisticamente con motivi che si riferivano a lussureggianti giardini fioriti. Nelle arti decorative si incontrano riferimenti sia a giardini sia a singoli fiori e piante spesso scelti – a prescindere dalla loro bellezza o uso pratico – per il loro significato religioso o poetico. Quando i fiori non sono raffigurati in forma naturalistica, il disegno di arabeschi che si articolano in elementi simmetrici composti di steli sinuosi e intrico di foglie e palmizi stimolano la riflessione sul processo cosmico della creazione e sulla unicità divina che si nasconde sotto l'infinita varietà del mondo terrestre.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/floral/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/28/portal_image/1.jpg","display_order":13}}},"134ba250-63fa-595c-a880-46d56bae5a59":{"title":"Viaggio di un pulpito islamico"},"1438dcdb-5040-5d2a-b082-cda3a58a1031":{"title":"Vita di corte"},"144150df-f28d-5d4f-8acc-353e17527739":{"title":"Il pellegrinaggio verso la Terra Santa","description":"All'epoca delle Crociate il Levante era diviso in numerose città-stato rivali, alcune di esse governate da Crociati altre da dinastie musulmane locali. Ciò comportava che i viaggi e i pellegrinaggi verso e attraverso la Terra Santa fossero irti di pericoli perfino in tempo di pace. A dispetto di tali difficoltà numerosi erano i viaggiatori coraggiosi che si avventuravano decisi a raggiungere la Terra Santa.","quote":"*'I viaggi e i pellegrinaggi verso e attraverso la Terra Santa erano irti di pericoli perfino in tempo di pace.'*"},"1621eaac-22de-5ea2-a831-558356a3e6df":{"title":"Il ruolo di fiori e piante"},"17b8ce1b-11e8-500c-ba13-dd3af722e3b4":{"title":"Il sultano e la sua corte","description":"Il sultano mamelucco era anche il capo supremo dell'esercito e il protagonista della diplomazia internazionale. L'autorità e la glorificazione del sultano si esprimeva anche attraverso complessi cerimoniali, magnifici ambienti di corte e passatempi privilegiati, come ad esempio la falconeria e la caccia.","quote":"*'L'autorità del sultano si esprimeva anche attraverso complessi cerimoniali e magnifici ambienti di corte.'*"},"17ddd4ae-d694-5a72-955a-060b61ef530c":{"title":"Donne della famiglia reale: discendenti di Fatima al-Zahra","description":"In nome della loro discendenza da Fatima al-Zahra, figlia di Maometto e moglie dell'imam 'Ali Ibn Abi Talib, i Fatimidi onorarono le principesse reali facendo loro condurre una vita lussuosa e affidando loro, al tempo stesso, incarichi di responsabilità nella vita pubblica e in politica. Questa attitudine influenzò in generale la condizione della donna nella società contemporanea. Molte donne di corte ricoprirono importanti incarichi politici, e Sitt al-Mulk sorella del califfo al-Hakim Ibn Amrillah, governò addirittura l'Egitto per quattro anni in vece di suo fratello ancora bambino. Molte donne fatimidi di rango amministrarono personalmente le proprie sostanze ed erano attive nei commerci, possedendo navi che trasportavano beni ovunque nel mondo. Stili di vita sfarzosi testimoniano la loro personale ricchezza: una principessa di nome Abda alla sua morte lasciò così tante ceste piene di gemme, gioielli e tesori che furono necessari 14 kg di cera per sigillarle e 30 risme di carta per compilarne il contenuto.","quote":"*'I Fatimidi onorarono le principesse reali facendo loro condurre una vita lussuosa e affidando loro al tempo stesso incarichi di responsabilità.'*"},"17e93a55-d0d0-51b2-8c52-ae90b63b4709":{"title":"I luoghi del potere: gli edifici palatini"},"18c44ba9-f8fa-5fdd-99a2-a8b6f034044a":{"title":"Raffigurazioni del Giardino del Cielo e dell’Albero della Vita","description":"Alberi con fiori dolcemente profumati e abbondanti frutti maturi sono al centro delle raffigurazioni del paradiso islamico. La palma occupa un posto particolare: secondo una leggenda, essa è parente dell'uomo, essendo stata creata con l'argilla avanzata a Dio dopo la creazione di Adamo. Un'altra leggenda tramanda l'aneddoto che il profeta Maometto associò la palma all'idea di paradiso. Ci sono riferimenti anche al melograno e all'albero mistico della tuba, un Albero della Vita simile al cipresso che sorge nel centro del paradiso.","quote":"*'Alberi con fiori dolcemente profumati e abbondanti frutti maturi ricoprono un ruolo particolare.'*"},"1935df49-d16b-562f-8737-07f9354ede4c":{"title":"La corte e le arti"},"1968b4ad-376a-5733-96cc-b0a0f079ea39":{"title":"La Terra Santa delle tre religioni","description":"La Palestina e Gerusalemme in particolare, sono state meta di pellegrinaggio per migliaia di anni. Per gli ebrei Gerusalemme è la città di Dio e il luogo venerato dove sorgeva il Suo tempio. Gli ebrei pregano in direzione di Gerusalemme e, al giorno d'oggi, la città rappresenta il loro centro di vita religiosa, spirituale ed educativa. I cristiani su indicazione dei Padri della Chiesa, hanno preso a recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme e in Terra Santa a partire almeno dal IV secolo d.C., venerando i luoghi dove Gesù Cristo ha vissuto, predicato e guarito i malati: fu sempre a Gerusalemme che egli consumò l'Ultima Cena, fu arrestato, tradito e crocifisso. Ai nostri giorni la Chiesa del Santo Sepolcro custodisce il luogo dove si crede che egli sia stato sepolto e da cui sarebbe asceso al cielo.","quote":"*'La Palestina e Gerusalemme in particolare, sono state meta di pellegrinaggio per migliaia di anni.'*"},"196db830-546b-584c-a36c-48974bbb7a0a":{"title":"Il sultano e la sua corte","description":"Con la sede del califfato al Cairo, tutti i principi del mondo musulmano guardarono all'Egitto come fonte di legittimazione del loro potere. Su tutto l'impero, sultani mamelucchi molto attivi come Baybars I, Qalawun, Nasr al-Din Muhammad Ibn Qalawun, Hassan e Qaytbay, fecero costruire magnifiche moschee e istituti religiosi e commissionarono splendidi corani manoscritti e arredi per abbellire gli interni.","quote":"*'I sultani mamelucchi fecero costruire magnifiche moschee e istituti religiosi.'*"},"198c176f-a670-5331-b416-a7ecc59e7ceb":{"title":"Le Arti Decorative"},"19908cb0-74da-580e-b6b3-2b320477903e":{"title":"Gli Aghlabidi: scudo di difesa della dinastia abbaside","description":"Date le vaste dimensioni dell'impero abbaside e la presenza di varie signorie islamiche rivali ai confini, nel 184/800 gli Abbasidi crearono il principato aghlabide in Nord Africa per arginare gli Omayyadi di al-Andalus e gli Idrisidi del Marocco. Il califfo abbaside Harun al-Rashid (r. 170–93/786–809) affidò l'Ifriqiya (Tunisia) a Ibrahim Ibn al-Aghlab a titolo di principato ereditario. Gli Aghlabidi diventarono così vassalli degli Abbasidi in Ifriqiya fra il 184/800 e il 296/909. Essi ricostruirono varie città e potenziarono le fortificazioni militari lungo la costa dell'Ifriqiya per fronteggiare i bizantini che avevano conquistato la Sicilia già da vari secoli. Gli Aghlabidi riorganizzarono anche la vita civile e fecero costruire nuove vie di comunicazione fra il Nord Africa e il Medio Oriente.","quote":"*'**Il califfo Harun al-Rashid affidò l'Ifriqiya a Ibrahim Ibn al-Aghlab a titolo di principato ereditario.'*"},"1a1a6170-d33d-5774-bbd8-19cce2b88392":{"title":"Viaggio di un pulpito islamico","description":"La risistemazione del *minbar* a Hebron diede alla città un'ulteriore valenza devozionale che attirò pellegrini musulmani, cristiani ed ebrei. I visitatori elargirono dotazioni e donazioni in generosa quantità a beneficio non solo del santuario, ma anche della città. La lampada di vetro della moschea, i candelieri di ottone ed alcune pagine del Corano esibite in questa mostra, sono raffinati esempi di queste donazioni.","quote":"*' I visitatori elargirono dotazioni e donazioni in generosa quantità.'*"},"1aa59d36-2ef4-55a4-9987-3abbfd0f309c":{"title":"Siria"},"1abd2666-7a05-5c9a-8f4d-991a0fac4643":{"title":"La cultura nel Regno Crociato di Gerusalemme","description":"Le descrizioni nei *'Viaggi'* di Ibn Jubayr e nei *'Ricordi'* di Usamah Ibn Munqidh, presentano il punto di vista della comunità islamica. Lo scrittore, diplomatico e politico Usamah (487–583 / 1095–1188), che visse nel castello di Shayzar, conobbe personalmente Nur al-Din e Saladino, come anche i loro nemici franchi. Descrivendo una visita a Gerusalemme riferisce: 'Normalmente quando entravo nella moschea di al-Aqsa occupata dai Templari, che erano miei amici, i Templari lasciavano libera la piccola moschea adiacente per permettermi di pregare.' Un giorno, quando Usamah si mise in posizione per pregare, fu interrotto da un Franco che lo obbligò a volgersi verso oriente. Un Templare amico di Usamah respinse il Franco e si scusò dicendo: 'Questo è uno straniero arrivato da poco dalla terra dei Franchi e non ha mai visto nessuno che non pregasse verso oriente.'","quote":"*'I Templari lasciavano libera la piccola moschea adiacente per permettermi di pregare.'*"},"1b29b6a7-7dc6-567b-aaf0-cbfc9c64fc07":{"title":"Saladino in Terra Santa","description":"L'ascesa di Saladino cominciò durante la lotta per l'Egitto quando Nur al-Din era ancora in vita. Dopo la morte di Nur al-Din, nel 569 / 1174, Saladino trascorse 10 anni a combattere correligionari musulmani e potenziò il suo esercito. Una volta unificati Siria ed Egitto ed in seguito alla conquista di Aleppo nel 579 / 1183, Saladino si impegnò a scacciare i Franchi. La sua prima vittoria importante fu la battaglia di Hittin nel 583 / 1187, che aprì la strada all'esercito per l'avanzata verso Gerusaleme che fu conquistata poco più tardi quello stesso anno.","quote":"*'Una volta unificati Siria ed Egitto, Saladino si impegnò a scacciare i Franchi.'*"},"1b7b04e6-d4cb-5a10-a0bf-8f61b4de570f":{"title":"La nascita dell’arte islamica"},"1d025879-0f4e-58f5-9d96-55b7af6f72a3":{"title":"La Civiltà della Parola"},"1dabd926-5ac6-53c1-b262-d5570beba088":{"title":"La decorazione geometrica in architettura","description":"In tutto il mondo musulmano le facciate degli edifici più rappresentativi si ricoprirono di composizioni a nodi o di rilievi geometrici intagliati nella pietra. Si prestava molta cura nel non lasciare vuoto alcuno spazio delle pareti da decorare (*horror vacui*). \nA partire dall'epoca almohade le facciate dei minareti in Maghreb e al-Andalus furono decorate prima con archi lobati, singoli o intrecciati la cui ripetizione e sovrapposizione diede vita, ridotti in scala, ad una trama di rombi denominata se*bka*, che fa pensare ad un arazzo ricamato a giorno.","quote":"'*Si prestava molta cura nel non lasciare vuoto alcuno spazio* (*horror vacui*).'"},"1dbcce8a-f15c-5124-8ef3-103e38fe1b4e":{"title":"Scienza e sapere","description":"Gli amministratori musulmani prestarono sempre molta attenzione all'approvvigionamento idrico della popolazione e fecero applicare le conoscenze scientifiche disponibili per la migliore soluzione del problema. Quelle che ci sono pervenute sono dighe, acquedotti e norie.","quote":"'*Scienza e tecnologia idraulica*'"},"1dc8b986-92dc-5a75-b544-000419ab6111":{"title":"La lapide funeraria, memoria in pietra","description":"Esiste una grande varietà di lapidi funerarie create in epoche diverse e che rispecchiano le differenze regionali: il cippo, che compare in Ifriqiya (Tunisia) nel IX secolo, sebbene ne siano stati trovati anche nella regione toledana di al-Andalus; la *maqabriya*, che fu usata nei cimiteri andalusi e maghrebini a partire dall'epoca almoravide; le stele discoidali, che si diffusero a partire dal XIV secolo in città con grande produzione di ceramica come Malaga, Granada e Murcia.","quote":"'*Le lapidi: differenze locali e sociali*'"},"1de88509-41c2-5db1-91f2-cf64dc633e29":{"title":"La Sicilia cristiana e la cultura figurativa islamica: preesistenze e continuità"},"1ec4779d-2e05-51bf-b099-64943deec02c":{"title":"I caratteri Kufici","description":"I calligrafi si impegnarono a decorare i caratteri kufici con disegni ornamentali, accumulando un intero repertorio di motivi decorativi. Con il tempo queste decorazioni divennero sempre più complesse e, a partire dall'inizio del secolo IV / X, i caratteri kufici iniziarono a presentare steli e foglie che spuntavano dal corpo della lettera creando un elaborato reticolo vegetale denominato kufico foliato.","quote":"*'I* *caratteri kufici iniziarono a presentare steli e foglie che spuntavano dal corpo della lettera creando un elaborato reticolo vegetale.*'"},"1fe29955-194b-5f40-833a-ae7bf2b5e383":{"title":"Cairo, Damasco e Gerusalemme: centri della vita culturale mamelucca","description":"Sotto il dominio mamelucco l'Egitto, la Palestina e la Siria vissero un periodo di enorme ripresa economica, culturale, intellettuale ed artistica che si concentrò soprattutto nelle città del Cairo, Damasco e Gerusalemme. Il Cairo, la capitale mamelucca, era celebrata come 'la metropoli dell'universo' e il 'giardino del mondo'; era la più grande metropoli del mondo e una delle città più ricche del Vicino Oriente, era punto di attrazione per intellettuali, studiosi, scienziati, artigiani e mercanti.","quote":"*'Il Cairo, la capitale mamelucca era celebrata come 'la metropoli dell'universo'.'*"},"21173928-d7cb-5f28-9f20-0a8f069336e7":{"title":"Le vie del Pellegrinaggio e i luoghi sacri lungo il cammino","description":"Esisteva anche una via del pellegrinaggio che proveniva dal nord per chi si recava alla Mecca da Turchia, Siria, Iraq e Iran. Le due correnti di pellegrini si incontravano nei pressi dell'antica Aylat (l'odierno villaggio di er-Rumeil) e di lì procedevano per Gedda e Medina. Molti governatori musulmani contribuivano al mantenimento delle strade; fra loro va ricordata Sayyida Zubayda, moglie del califfo Harun al-Rashid il cui tratto di strada di sua competenza era dotato di eccellenti infrastrutture ed era chiamato 'la Via di Zubayda'.","quote":"*'Esisteva anche una via del pellegrinaggio che proveniva dal nord per chi si recava alla Mecca dalla Turchia.'*"},"217482b1-7626-531f-8ca9-51c2f680fe3d":{"title":"I Mamelucchi","description":"'Originariamente schiavi dei regnanti musulmani, i Mamelucchi costruirono un impero che si affermò per circa 300 anni come uno dei più potenti dell'Islam.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nUlrike AL-KHAMIS, Edinburgh \nElsayed HAMAD, Cairo \nYousef NATSHEH, Jerusalem \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nEnaam Selim, Cairo \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Per circa 300 anni il sultanato mamelucco fu uno dei più potenti del mondo islamico. La parola araba *mamluk* significa 'in possesso di', e nel contesto della storia araba sta ad indicare un soldato straniero acquisito come forza speciale, agli ordini diretti del sultano. La maggior parte dei Mamelucchi erano Turchi e Circassi del Caucaso convertiti all'Islam, istruiti e formati per eccellere nelle arti marziali. Nel 648 / 1250 un vuoto di potere venutosi a creare alla corte dei loro padroni arabi permise ai Mamelucchi di creare un proprio regno. Da allora in avanti i Mamelucchi cominciarono a costruire un impero che finì per estendersi dall'Egitto alla Palestina, alla Siria e alle città sante della Hijaz araba, su cui regnarono ininterrottamente fino al 922 / 1517. \nNei primi anni di regno dovettero far fronte a costanti minacce provenienti da nemici esterni, ma i Mamelucchi furono in grado sia di espellere i Mongoli, dopo la decisiva battaglia vinta ad Ayn Jalut in Palestina nel 658 / 1260, sia i Crociati nel 690 / 1291. \nI Mamelucchi divennero i principali campioni e difensori dell'Islam: fecero risorgere il califfato al Cairo nel 659 / 1261 dopo che l'originaria sede a Baghdad era caduta in mani mongole nel 656 / 1258; lanciarono una campagna di costruzioni senza precedenti, tra cui splendide moschee, e istituirono donazioni religiose (*waqf*) in tutto l'impero, che agirono da punto di attrazione e riferimento per studiosi e scienziati oltre che per teologi. \nDa un punto di vista internazionale, il sultanato mamelucco istituì solidi legami con gli altri governi musulmani compresi quelli dell'Estremo Oriente, oltre a relazioni con Bisanzio, la Francia, la Castiglia, la Sicilia, Genova e Venezia. Il Cairo diventò il cuore del commercio mondiale: beni di consumo provenienti da est e da ovest venivano commerciati in mercati specializzati (*suq*), la cui brillante vitalità stimolò anche la produzione locale. \nL'inesorabile declino del potere mamelucco cominciò a causa sia dell'apertura di nuove vie di commercio con l'oriente attraverso il Capo di Buona Speranza, sia a causa dell'espansione ottomana, che pose fine al dominio dei Mamelucchi all'inizio del X / XVI secolo.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/the_mamluks/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/17/portal_image/1.jpg","display_order":5}}},"221eaf00-cefe-5da4-b4e5-b0ff24d5d9a0":{"title":"La flora e gli arabeschi: raffigurazioni dell’eternità e dell’unicità divina","description":"Quando i fiori non sono riprodotti in modo naturalistico nell'arte islamica, vengono usati spesso in composizioni di fantasia create per valorizzare la parete di un edificio o impreziosire un oggetto. Queste composizioni floreali sono a volte così elaborate da distrarre l'attenzione dalle caratteristiche fisiche dell'oggetto decorato o quanto meno da metterle in ombra. Edifici e oggetti d'arte appaiono così ricoperti di composizioni floreali a bassorilievo, dipinte o applicate. Anche se principalmente decorativi, queste composizioni offrono l'opportunità di ammirare l'eterna complessità dell'universo che emana e culmina nel suo creatore, Allah.","quote":"*'Quando i fiori non sono riprodotti in modo naturalistico vengono usati spesso in composizioni di fantasia.'*"},"227f3bb2-60fb-58e2-b42c-bcec823faca6":{"title":"Splendori dell’alta sartoria: i tiraz e gli altri costumi dell’epoca","description":"In occasioni speciali i califfi fatimidi selezionavano i tessuti *tiraz* più preziosi o costumi di gala, donandoli come riconoscimenti a dignitari e a membri della corte. Il primo ministro, ad esempio, riceveva 30 capi di vestiario completi da donare a sua discrezione ai collaboratori. Altri tessuti venivano donati ad ospiti di riguardo o persino – in occasione di festività e anniversari – a gente comune. I costumi *tiraz* si diversificavano in vari tipi e stili a seconda del rango di coloro che li indossavano. Sete dorate erano riservate a dignitari di rango principesco, mentre per i membri del governo e per i loro collaboratori c'erano vari tipi di altre sete.","quote":"*'I califfi fatimidi selezionavano i tessuti tiraz più preziosi per donarli come riconoscimenti a dignitari e a membri della corte.'*"},"22ad153f-423c-5508-a362-937e5100efd8":{"title":"Guerra e Cavalleria","description":"Il successo della cavalleria era un risultato raggiunto con intensi addestramenti e equipaggiamenti di qualità. I soldati si esercitavano in un ippodromo (*maydan*) dove si sottoponevano a prove estenuanti e partecipavano a competizioni sportive come il polo o il lancio del giavellotto o della pertica. In battaglia i guerrieri turchi adottavano tecniche di combattimento miste, usando l'arco con frecce a distanza e la lancia o la spada per scontri ravvicinati. Sia gli Arabi sia i Turchi erano abili con la lancia e in grado di colpire un nemico cavalcando a grande velocità. Le spade erano armi molto amate spesso chiamate con il nome del luogo di fabbricazione o identificate in base alla malleabilità o durezza del metallo con cui erano fabbricate. Gli scudi erano normalmente circolari per i soldati musulmani, ma gli scudi ad aquilone erano diffusi sia negli eserciti Musulmani, sia in quelli Bizantini o Franchi.","quote":"*'Le spade erano identificate con il nome del luogo di fabbricazione o in base alla malleabilità o durezza del metallo.'*"},"23700a6e-8a42-57ca-8d10-fa47337ec6cc":{"title":"La decorazione geometrica sui manufatti di ceramica","description":"La decorazione geometrica si è armonizzata particolarmente bene con la calligrafia a caratteri kufici, di indubbio valore estetico per il procedere rettilineo e angoloso della scrittura, composta da tratti netti, verticali e orizzontali. Queste caratteristiche la rendono particolarmente adatta per la decorazione del corpo di oggetti ceramici, sia a bande orizzontali sia in composizione radiale.","quote":"'*La decorazione geometrica si è armonizzata particolarmente bene con la calligrafia a caratteri kufici, di indubbio valore estetico*.'"},"23c5c103-e3d9-5951-b584-74137065c95f":{"title":"L’arte negli spazi di preghiera","description":"Le moschee, in quanto luoghi sacri dell'Islam, hanno mantenuto nei secoli le loro caratteristiche sia sotto il profilo architettonico sia negli arredi. \nDio per gli islamici non ha una forma concreta e secondo la tradizione la raffigurazione di esseri viventi in una moschea è ritenuta inopportuna. Se a ciò si aggiunge che la moschea è lo spazio della preghiera, si comprende come solo il Corano, in cui sono contenute le parole di Dio ed i suoi insegnamenti, abbia potuto ispirare gli artisti nella decorazione e negli arredi di questo luogo sacro.","quote":"*'Secondo la tradizione, la raffigurazione di esseri viventi in una moschea è ritenuta inappropriata.'*"},"2401b31f-6c0d-5b66-a16b-0fa24ce30cfa":{"title":"La decorazione geometrica sui tessuti","description":"La decorazione di alcuni tessuti richiama gli ornati di maioliche e gli stucchi che rivestono le pareti degli edifici; a volte ne ripropongono persino la suddivisione degli spazi: le bande di scrittura ai bordi del tessuto corrispondono ai fregi calligrafici che coronano le zoccolature geometriche. Questo tipo di decorazione rappresenta uno sviluppo della decorazione a legature che propone motivi a stella, poligonali, lobulati ecc.","quote":"'*La decorazione di alcuni tessuti richiama gli ornati di maioliche e gli stucchi*.'"},"2402e680-efca-5518-8365-20a53e16a37c":{"title":"La gestione della prosperità","description":"La salute e il benessere della società dipendono in gran parte dalla buona gestione delle risorse come il cibo e l'acqua, e dal buon governo. Molte soluzioni di ingegneria idraulica furono progettate dagli Abbasidi per sostenere ed incrementare i loro sistemi agricoli e le risorse d'acqua, mentre nuove scoperte in campo medico servirono a migliorare lo stato di salute della popolazione. A Kairouan, per esempio, nel 248/862, gli Aghlabidi costruirono una serie di bacini concepiti soprattutto per raccogliere l'acqua piovana dalle valli circostanti. Lo scopo filantropico risulta evidente dal fatto che essi fecero progettare e misero a disposizione mezzi per raccogliere l'acqua, purificarla e immagazzinarla e quindi renderla disponibile per gli abitanti della città, per i pastori della zona e per le carovane di passaggio: a titolo assolutamente gratuito.","quote":"*'G**li Aghlabidi costruirono una serie di bacini concepiti soprattutto per raccogliere l'acqua piovana dalle valli circostanti.'*"},"24dccfe7-0ad7-552e-aa3d-ebae78f613d0":{"title":"Vita di corte","description":"Il Palazzo Topkapı era sede del potere e residenza della famiglia imperiale. Fu costruito su di un area della penisola di Istanbul che dominava il Corno d'Oro su un lato e lo stretto del Bosforo e il Mar di Marmara sull'altro; è un insieme di edifici distribuiti in tre nuclei (il *birun*, l'*enderun* e l'*harem*) situati in ampi giardini. \nIl *birun* si trova fra la prima porta, Bab-ı Hümayun (Porta Imperiale), e la terza, Babü's-Saade (Porta della Felicità). Sul primo cortile si affacciavano gli edifici amministrativi, la zecca imperiale, le caserme, i ministeri e altri uffici governativi. Sul secondo cortile, chiamato Alay Meydanı, si affacciavano il Divan-ı Hümayun – detto anche 'Sotto la Cupola' – l'edificio del tesoro, le cucine, le stalle e l'accesso all'*harem*. \nLe cerimonie, come ad esempio l'ascesa al trono di un nuovo sultano, le udienze reali che avvenivano in caso di emergenza, conosciute come Alay Divanı (Assemblea in Piedi) e le feste, si svolgevano di fronte alla Porta della Felicità. Anche il trono del sultano si trovava vicino alla porta e la bandiera sacra (Sancak-ı Şerif), il più alto simbolo del sultano come califfo della fede, veniva issata qui quando la si prelevava dal Padiglione del Sacro Mantello in speciali occasioni.","quote":"*'Il Palazzo Topkapı era sede del potere e residenza della famiglia imperiale.'*"},"24e11f60-92ed-5fc9-959e-e0aa49482ffe":{"title":"La raffigurazione umana"},"252b7a7e-7c1d-559c-8738-0be280a6547c":{"title":"La raffigurazione degli animali","description":"Gli animali compaiono più frequentemente nell'arte e nell'architettura del periodo omayyade, specialmente su mosaici ed affreschi e non solo nei palazzi e nelle residenze, ma anche in chiese di comunità cristiane locali. In periodi successivi, in Spagna furono prodotti (a cavallo dei secoli X e XI) scrigni in avorio in varie forme e dimensioni, per contenere gioielli, con superfici ricoperte di decorazioni a intaglio raffiguranti tipici temi dedicati ai piaceri della vita di corte e alla caccia. I pannelli lignei intagliati egiziani di periodo fatimide riportano numerosi temi dedicati ad animali. Le facciate di alcuni edifici in Anatolia e le torri egiziane di periodo ayyubide e mamelucco erano spesso decorate con motivi animali naturalistici ed araldici.","quote":"*'**Scrigni in avorio per contenere gioielli, con superfici ricoperte di decorazioni a intaglio raffiguranti tipici temi dedicati ai piaceri della vita di corte.'*"},"25920ee3-8f72-5764-8504-8c11dfeff2db":{"title":"Il Sacro Corano","description":"La composizione del Corano segue uno schema prefissato di segnalazioni che indicano i titoli dei capitoli e i numeri dei versetti. Mentre nelle copie più elaborate queste segnalazioni sono miniate con sfarzo, negli esemplari più modesti e meno costosi sono semplicemente segnate. Dorature e altri pigmenti preziosi erano usati a profusione per decorare capoversi, titoli e segnalazioni dei numeri dei versetti. I manoscritti del Corano erano copiati con diversi caratteri fra cui il kufico, il *naskhi* e il *thuluth*. Corani rilegati in più volumi erano divisi in due, quattro o trenta tomi, seguendo una suddivisione convenzionale prestabilita. Le raccolte di tomi erano rilegate con copertine di alta qualità e confezionate in splendidi cofanetti o cassette; si eseguirono anche specifici appoggiatoi e leggii per sorreggere i corani aperti, in modo da facilitare sia la declamazione sia l'esposizione.","quote":"*'**Corani rilegati in più volumi erano divisi in due, quattro o trenta tomi, seguendo una suddivisione convenzionale prestabilita.'*"},"27407462-38d1-5483-a239-bfa506cb4830":{"title":"La gestione della prosperità","description":"Gli Abbasidi finanziarono e appoggiarono la ricerca e le pratiche mediche, permettendo di raggiungere importanti risultati in medicina: furono scritti e tradotti vari libri di soggetto medico; si effettuarono e documentarono esperimenti medici e molti strumenti furono messi a punto per le procedure più diverse nei vari campi della medicina.","quote":"*'Gli Abbasidi finanziarono e appoggiarono la ricerca e le pratiche mediche.'*"},"27a7074c-9378-500f-b1ed-4b1612e2a219":{"title":"Il ruolo di fiori e piante","description":"Alcuni fiori erano particolarmente famosi e sono presenti ripetutamente nelle arti del mondo musulmano. Particolarmente amata era la rosa: nella tradizione popolare islamica la rosa si generò da una goccia di sudore del profeta Maometto caduta durante il suo miracoloso viaggio notturno in paradiso. Essa simboleggia anche l'unicità di Allah, i suoi petali l'*Umma*, la comunità musulmana. Altri vedono nella rosa il simbolo del Profeta nel cuore di tutti i credenti, le sue spine ricordano le difficoltà che i musulmani devono superare per riuscire nella loro ricerca di Dio, il suo profumo anticipa le essenze dei giardini di rose del paradiso di là da venire.","quote":"*'Alcuni fiori erano particolarmente famosi e particolarmente amata era la rosa.'*"},"282bf248-cb40-5b24-9d50-166d75b8a10e":{"title":"I rapporti con il resto del mondo: contatti diplomatici e commercio internazionale"},"28d9a4d3-c0f4-52e4-b504-b865ba01f483":{"title":"Gli Atabeg e gli Ayyubidi","description":"'Saladino, da cui prende nome la dinastia, sale al potere alla fine del secolo VI / XII.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMona AL-MUADIN, Damascus \nDina BAKKOUR, Damascus \nSheila CANBY, London \nVerena DAIBER, Damascus \nAbdel-Razzaq MOAZ, Damascus \nEmily SHOVELTON, London \nZena TAKIEDDINE, Damascus \n \nCoordination \nSamer ABDEL-GHAFOUR, Damascus \nZena TAKIEDDINE, Damascus \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Nel corso del secolo V / XI divisioni e instabilità, causate dall'affermarsi del califfato fatimide in Egitto che si sostituiva a quello abbaside di Baghdad, caratterizzarono la storia del Levante (comprendente l'odierno Libano, Palestina, Siria e Giordania). I Selgiuchidi, guerrieri turchi dell'Asia centrale, consolidarono il loro controllo nella regione e inaugurarono una nuova era della storia dell'arte e dell'architettura islamica, presentandosi come i prosecutori del prestigio religioso esercitato dal califfato abbaside. \nLa difesa del potere fu affidata agli Atabeg, istruttori militari della nobiltà selgiuchide, che divennero gradualmente autonomi. Una personalità come l'Atabeg Nur al-Din Mahmud Ibn Zangi, morto nel 569 / 1174, riuscì a portare a termine l'impresa di cacciare i Crociati da Edessa nel 541 / 1146 e, riconquistando Damasco nel 549 / 1154, riunificò la Siria. \nAl-Malik al-Nasir Salah al-Din Yusuf Ibn Ayyub (conosciuto come Saladino, 564-89 / 1169-93) da cui prese nome la dinastia degli Ayyubidi, era un ufficiale dell'esercito di Nur al-Din. Giunse al potere alla fine del secolo VI / XII sconfiggendo i Fatimidi nel 566 / 1171 e i reggenti latini di Gerusalemme nel 583 / 1187. \nGli Atabeg e gli Ayyubidi introdussero importanti cambiamenti nei territori amministrati. Si impegnarono a islamizzare sistematicamente le loro genti secondo la dottrina sunnita impartita nei collegi religiosi - le *madrasa,* ricostruirono la Grande Moschea degli Omayyadi e rifortificarono completamente le cittadelle e le mura di Damasco, Aleppo e varie altre città compresa Il Cairo. \nLo sviluppo urbano ebbe grande impulso con la costruzione di *hammam* (bagni pubblici), *bimaristan* (ospedali) caravanserragli, *khanqah* (alberghi), sistemi di distribuzione dell'acqua e edifici religiosi come moschee, mausolei e *turbe* (tombe monumentali). I nuovi governanti introdussero dall'oriente le *madrasa* e i *bimaristan* come luoghi di formazione, inaugurando nuove forme architettoniche e repertori decorativi. \nLa cultura dei Selgiuchidi dominò il panorama dell'arte islamica dal secolo V /XI al VII / XIII apportando nuovi risultati in architettura, ceramica, gioielleria, lavorazione dei metalli e nella miniatura di manoscritti. \nContemporanea all'arte gotica in occidente e a quella della dinastia Song in Cina, l'arte degli Ayyubidi fu ulteriormente sviluppata dai Mamelucchi che subentrarono loro al potere.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/the_ayyubids/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/15/portal_image/1.jpg","display_order":4}}},"28ed3f37-70c7-5e87-9d40-6eef902eb3ee":{"title":"Le vie del Pellegrinaggio e i luoghi sacri lungo il cammino"},"29034c7a-8823-5847-9fb2-ed236e6ef371":{"title":"Le Arti Decorative","description":"L'applicazione di lustri metallici per decorare il vasellame è una tecnica tipicamente islamica che comparve nella lavorazione del vetro prima di diventare famosa con le ceramiche. In Egitto la tecnica applicata al vetro era conosciuta almeno dal II / VIII secolo. \nLa ceramica a lustro, quindi – anche grazie alla protezione accordata dai Fatimidi ai ceramisti immigrati – presto divenne la produzione più rappresentativa della ceramica egiziana, che comprendeva anche altri tipi di ceramiche lucide. Le botteghe dei maestri più noti che conosciamo sono la Scuola dei Musulmani e la Scuola dei Saad. \nAltra industria fiorente fu quella dei lavori in metallo. Gli artigiani si specializzarono nella produzione di animali tridimensionali, vasellame a sbalzo e ribattuto, strumenti scientifici come gli astrolabi e strumenti chirurgici.","quote":"*'L'applicazione di lustri metallici sul vasellame decorato è una tecnica tipicamente islamica.'*"},"2a50f5ca-9045-5344-9508-e2af5f610c4c":{"title":"La capitale ottomana: Istanbul","description":"Istanbul, che si sviluppò densamente entro la cinta muraria per i primi tre secoli di governo ottomano, acquisì una nuova fisionomia a partire dagli inizi del secolo XVIII. L'attività architettonica lungo il Corno d'Oro e le rive del Bosforo è l'espressione del desiderio di imitare l'occidente in epoca tardo-ottomana. Istanbul fu occupata in seguito alla sconfitta degli Ottomani nella prima guerra mondiale e durante la guerra nazionale turca per l'indipendenza, Ankara diventò la nuova capitale. Istanbul è ancora oggi la più grande e la più bella città della Repubblica di Turchia.","quote":"*'Istanbul è ancora oggi la più grande e la più bella città della Repubblica di Turchia.'*"},"2aca10e0-7f13-5d99-b5ac-513f7ea5b271":{"title":"Pratica Religiosa","description":"Numerosi musulmani alla ricerca di ammaestramenti religiosi, per non parlare della *jihad* (la guerra santa), furono attratti in Siria e in particolare ad Aleppo e Damasco. Il quartiere di as-Salihiya a Damasco, per esempio, diventò un centro di propaganda anti Crociata nonché residenza dei Banu Qudama, studiosi religiosi di origine palestinese che svolsero un ruolo di primo piano nella vittoria di Saladino sui Crociati nella decisiva battaglia di Hattin (583 / 1187).","quote":"*'Il quartiere di as-Salihiya a Damasco diventò un centro di propaganda anti Crociata.'*"},"2c60ed37-eb2d-5736-98a0-24252466e0a4":{"title":"Influenze occidentali nelle terre ottomane","description":"Dal XIX secolo l'Impero ottomano iniziò ad adottare un sistema di governo centralizzato, con l’obiettivo di incamminarsi verso la modernizzazione.","extra":{"credits":"Western Influence in Ottoman Lands \n \nCurators & authors \nMohamed ABBAS, Cairo \nInci KUYULU ERSOY, Izmir \nAida NAGHAWI DODO, Amman \nZena TAKIEDDINE, Damascus \nSaloua ZANGAR, Tunis \n \nCoordination \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nFor Arabic, English, French and Turkish: \nPlease refer to [General Credits](https://islamicart.museumwnf.org/mwnf_credit.php) \nGerman: \nItalian: Lavinia Amenduni \nPortuguese: \nSpanish: Arantza Morales \nSwedish: Lisa Lindström","intro_text":"L'impero ottomano abbracciava non solo quella che oggi conosciamo come la Repubblica di Turchia, ma anche un'area geografica molto più ampia, comprendente popoli di origini multietniche, che parlavano lingue diverse e professavano religioni differenti. All'interno di questa varietà, era inevitabile che le influenze occidentali comparissero in tempi e modalità diversi tra il XVIII e il XIX secolo, durante un periodo noto oggi come periodo di occidentalizzazione dell'Impero ottomano. \nFino al XIX secolo, l'impero era costituito da province governate da beilerbei (beglerbeg), e da sangiaccati (sanjaq) governati dai sangiacchi (sanjaqbeg), nominati a loro volta dai sultani. Allo stesso tempo, istituzioni locali, gruppi religiosi e waqf si fecero carico di diversi affari di interesse imperiale, e ciò, tra le altre cose, portò a una sintesi tra il gusto ottomano e le caratteristiche locali sia nell'arte che nell'architettura. \nDal XIX secolo l'Impero ottomano iniziò ad adottare un sistema di governo centralizzato, con l’obiettivo di incamminarsi verso la modernizzazione. All'interno del nuovo sistema centralizzato, si verificò un controllo più stretto sulle province, con la costruzione di edifici pubblici e governativi promossa direttamente dall'impero. Così, mentre i primi esempi di architettura concretamente influenzati dall'Occidente erano già stati eretti a Istanbul e in Anatolia nel XVIII secolo, in altre regioni le influenze iniziarono a essere visibili dal XIX secolo. Un altro tassello importante riguardante l’influenza occidentale, che portò ad altri sostanziali cambiamenti nell'impero, fu il miglioramento delle relazioni dirette tra le principali città dell'impero e l'Europa. \nSotto il governo di Muhammad Ali Pascià, il wali ottomano che stabilì per un certo periodo uno stato autonomo in Egitto, la regione stabilì forti relazioni politiche e commerciali con l'Europa. A sua volta, questa relazione si ripercuoteva a Istanbul, grazie all'élite egiziana che vi risiedeva durante l'estate. Sebbene l'area occidentale del Nord Africa comprendesse tre province, la Tripolitania (l'attuale Libia), Tunisia e Algeria, ufficialmente controllate da governatori inviati da Istanbul, le vere autorità di quelle regioni erano i governanti locali chiamati deys, che erano conosciuti in tutta Europa e con cui erano in contatto diretto. 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Nuovi metodi di manifattura e tecniche innovative di decorazione e lucidatura, combinate con una serie di nuove forme e motivi decorativi mai visti prima sul mercato, produssero ceramiche volte a soddisfare la domanda del nuovo gusto, orientato ad apprezzare lo stile cinese. I motivi decorativi adottati in questo periodo comprendono palme e varie stilizzazioni di foglie oltre che a scritte calligrafiche.","quote":"*'...**produssero ceramiche volte a soddisfare la domanda del nuovo gusto, orientato ad apprezzare lo stile cinese.'*"},"2fd1d033-a4f2-567f-b9d5-a05f8479663e":{"title":"Il Sacro Corano"},"30f650c4-28b8-51fa-9fb7-44613c3096bf":{"title":"L’acqua negli usi del bere e del lavarsi","description":"Nella vita sociale e religiosa dei musulmani i bagni pubblici (*hammam*) hanno da sempre svolto un ruolo centrale, perché il Corano sottolinea l'importanza dell'igiene personale. Anche se queste strutture devono molto all'importanza loro attribuita in epoca romana e nel Tardo Antico, dall'epoca omayyade in poi la funzione principale è svolta dal calidarium piuttosto che dal frigidarium, preferito dai Romani. Normalmente un *hammam* è composto da uno spogliatoio non riscaldato, uno spazio riscaldato intermedio e una stanza dei vapori.","quote":"*'L'hammam ha svolto un ruolo centrale nella vita sociale e religiosa dei Musulmani.'*"},"31839947-b81e-578b-b011-e2319540abf1":{"title":"Giordania"},"32488c74-a58c-5fa9-b361-a3daf955e17a":{"title":"La nascita dell’arte islamica","description":"La travolgente e rapida conquista arabo-musulmana abbatté le frontiere fra il mondo iraniano e mesopotamico da un lato e quello mediterraneo dall'altro. In tal modo si presentò l'opportunità di far confluire gli apporti delle due diverse civiltà. Lo stabilirsi della dinastia omayyade in Siria, una provincia ampiamente ellenizzata durante il millennio precedente, comportò la predominanza di influenze artistiche di tipo classico o più precisamente di un classico interpretato con una sensibilità orientale, tipico delle tradizioni locali.","quote":"*'Si presentò l'opportunità di far confluire le risorse delle due diverse civiltà.*'"},"343819d8-e720-529d-a3f2-a9d6277501c0":{"title":"La raffigurazione degli animali","description":"La raffigurazione di animali compare su mosaici, dipinti, sculture e in cicli decorativi. Per quanto i motivi animali siano presenti su di una vasta gamma di materiali, le realizzazioni più comuni sono su pietra, ceramica, metalli, ebanisteria e avorio. Il bestiario comprende animali domestici e selvatici come tori, cavalli, cammelli al trotto, gazzelle, onagri, cervi, colombi, aquile, cicogne, serpenti, conigli, scimmie, gatti e leoni. Animali mitologici come arpie, unicorni, cavalli alati e grifi sono derivati da archetipi greco-romani.","quote":"*'Animali mitologici come arpie, unicorni, cavalli alati e grifi sono derivati da archetipi greco-romani.'*"},"343a2d67-cc5d-51cf-b046-7beee7e64193":{"title":"Il Sacro Corano","description":"Copie del Corano si eseguivano in differenti formati e per usi diversi. Alcune erano destinate a moschee e *madrasa*, mentre altre erano eseguite per uso personale, per invocare benedizione e protezione. Il possesso e la committenza di trascrizioni e decorazioni di copie del Corano era considerato un'onorevole pratica religiosa per coloro che se lo potevano permettere. Il sistema di committenza era molto diffuso nel mondo islamico e i committenti facevano dono di copie del Corano, in speciali occasioni, alle moschee, ai santuari e alle scuole. La maggior parte degli edifici religiosi o di formazione, per evidenziare la propria funzione erano ornati con citazioni del Corano eseguite su pietra, su maioliche, su tessuti di arredo e mobilia.","quote":"*'**I committenti facevano dono di copie del Corano, in speciali occasioni, a moschee, santuari e scuole.'*"},"35beb34a-375b-5bd2-98d3-523a97e96b21":{"title":"I Fatimidi","description":"'Sognarono di fondare un califfato sciita nel cuore del mondo islamico; i Fatimidi regnarono su di un impero che divenne famoso per l'efficienza amministrativa oltre che per lo splendore artistico.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nNoorah AL-GAILANI, Glasgow \nUlrike AL-KHAMIS, Edinburgh \nJamila BINOUS, Tunis \nAicha BENABET, Tunis \nHouria CHERID, Algiers \nElsayed HAMAD, Cairo \nMourad RAMMAH, Kairouan \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nEnaam Selim, Cairo \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"L'assassinio del califfo 'Ali nella città irachena di Kufa e dell'imam Husayn, nipote di Maometto, a Karbala, causarono la nascita dello Sciismo. Il movimento reclamava il diritto di successione al califfato da parte dei propri capi, discendenti di Maometto. Aspramente combattuti dagli Omayyadi e dagli Abbasidi, gli Sciiti riuscirono comunque a diffondersi in tutto il mondo islamico e presto raggiunsero il Nord Africa, dove si stabilirono i seguaci di Abu Abdallah al-Shii con l'intento di conquistare il califfato islamico. \nIl califfato fatimide di fatto nacque a Raqqada in Ifriqiya (l'attuale Tunisia), e partendo di lì riuscì a rovesciare la locale dinastia aghlabide nel 297 E. / 909 d.C. La prima capitale fatimide fu Mahdia, il cui impianto urbanistico e architettonico rivela l'impronta fatimide. Con il buon governo del califfo fatimide al-Mu'izz li-Din Allah (r. 341–63 / 953–75) il regno ben presto prosperò creando le condizioni economiche ed il giusto clima politico per tentare la conquista dell'intero califfato musulmano. Seguendo questo disegno, fu inviato il generale Jawhar alla conquista dell'Egitto, molto provato dal dominio tulunide. Nel 357 / 969 al-Mu'izz entrò vittorioso in Egitto e delegò il governo dell'Ifriqiya alla dinastia vassalla degli Ziridi. Questi ultimi, vista l'opportunità di rendersi indipendenti, abiurarono lo sciismo in favore dell'Islam sunnita. Il tradimento fu punito dai Fatimidi che prontamente inviarono la tribù barbara di beduini Banu Hilal a devastare i loro territori. Il potere fatimide si spostò quindi in Egitto e nel 357 / 969 al-Mu'izz fondò una nuova capitale, il Cairo. Basata su di un impero in continua espansione, si sviluppò così una civiltà in grado di rivaleggiare con gli Abbasidi di Baghdad e gli Omayyadi di Cordova. L'urbanistica, le scienze, l'arte e la letteratura raggiunsero nuovi livelli di eccellenza, sebbene questi risultati fossero destinati a non durare: l'arrivo dei Crociati, il declino economico e il diffondersi di grandi epidemie contribuirono alla caduta di questa brillante dinastia che ricevette il colpo di grazia dalle mani di Salah al-Din Ayyubi (Saladino) che li sconfisse definitivamente nel 567 / 1171.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/fatimids/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/16/portal_image/1.jpg","display_order":3}}},"362960e9-cc01-5941-9e3e-f9dfc311b3b5":{"title":"La difesa","description":"Nelle mura poderose erano praticate piccole aperture per il lancio di proiettili vari ma successivamente questi spiragli furono ampliati per permettere il fuoco dei cannoni. Alte torri fiancheggiavano il perimetro dei muri per impedire gli assalti e una serie di dispositivi rendevano difficoltoso l'accerchiamento da parte degli assalitori: le torri di vedetta, isolate, si ergevano davanti alle mura ed erano collegate ad esse con un passaggio fortificato; il barbacane, o muro parallelo alle mura, con minor spessore, meno alto e con un fossato scavato tra le due cinte; infine la porta, protetta da torri e, a partire dal secolo XI, con entrata a gomito che obbligava a compiere una curva ad angolo retto.","quote":"'*Le mura di cinta, un sistema difensivo in sé'*."},"37af7457-871b-5f72-898f-77f35e43c973":{"title":"Pratica Religiosa","description":"L'Islam di fede sunnita fu ristabilito dalle dinastie degli Atabeg e degli Ayybidi in tutte le città della Siria, Palestina ed Egitto. Entrambe le dinastie si fecero carico del restauro della Grande Moschea degli Omayyadi, che aveva patito due catastrofici incendi, e sovvenzionarono centinaia di istituzioni religiose come moschee, oratori, *madrasa*, *khanqah* e santuari. Gli storici dell'epoca parlano di 242 moschee presenti nella sola Damasco.","quote":"*'Gli storici dell'epoca parlano di 242 moschee presenti nella sola Damasco.'*"},"38f5d49f-e4cd-5dbc-9056-b930d8d46019":{"title":"Viaggio di un pulpito islamico","description":"Il *minbar* giunse nella sua prestigiosa nuova dimora, l'Haram al-Ibrahimi a Hebron, dove sono seppelliti diversi profeti biblici, fra cui Abramo, Isacco e Giacobbe. Per il suo essere associato al profeta Abramo, il santuario è luogo sacro anche per i musulmani, perché secondo la fede islamica Abramo è il padre di tutti i profeti i cui insegnamenti furono ripresi dal profeta Maometto.","quote":"*'* *Il minbar giunse nella sua prestigiosa nuova dimora, l'Haram al-Ibrahimi a Hebron'*"},"390eb15a-b775-5e38-b060-b98bf5313187":{"title":"L’arte mudéjar popolare e religiosa","description":"Il mudéjar religioso aragonese si distingue per la profusione decorativa dell'esterno degli edifici e delle torri, ottenuta in laterizio con combinazioni di molteplici motivi geometrici: archetti mistilinei incrociati, reti di rombi e reste a spiga o a spina di pesce con l'applicazione di *azulejos* policromi. Negli interni, i soffitti in legno donano agli ambienti un senso di spaziosità, rendendoli più caldi e confortevoli. Fra questo tipo di realizzazioni merita particolare menzione l'enorme trabeazione a traversine (par y nudillo) della cattedrale di Teruel.","quote":"*'Il mudéjar aragonese: la profusione decorativa'*"},"39470669-f271-52b5-9ea9-ee88e042362a":{"title":"La donne musulmane e la vita domestica","description":"Nella cultura islamica le case e i palazzi erano progettati in modo da assicurare alle donne la massima riservatezza, riparandole dagli estranei. All'interno di questa sfera privata esclusiva, le donne erano libere di agire per assolvere alle loro faccende domestiche, socializzare con altri membri femminili di queste famiglie allargate, con parenti e amiche e badare alle proprie necessità. Le donne potevano disporre delle loro proprietà e della dote, compresi i gioielli ricevuti dal promesso sposo al momento del matrimonio, che rimanevano di sua proprietà anche in caso di divorzio. A corte le donne vivevano nel lusso con ogni tipo di conforto materiale, in quartieri del palazzo ad esse riservati.","quote":"*'Nella cultura islamica le case e i palazzi erano progettati in modo da assicurare riservatezza al vivere privato delle donne.'*"},"396874d9-40a1-5d19-9b40-a8c4225d8397":{"title":"Le vie del Pellegrinaggio e i luoghi sacri lungo il cammino","description":"In Egitto si riunivano i pellegrini provenienti dall'Africa centrale e settentrionale. Arrivavano ad Alessandria e proseguivano per il Cairo, quindi si imbarcavano a Fustat e risalivano per 640 km il fiume Nilo, fino alla città di Qus. In groppa a cammelli raggiungevano quindi Ayzaab, uno dei più importanti porti sul Mar Rosso, da dove con navi a vela venivano trasportati sull'altra riva in Arabia. L'attraversamento era rischioso: molte navi affondavano e numerosi pellegrini perivano annegati.","quote":"*'In Egitto si riunivano i pellegrini provenienti dall'Africa centrale e settentrionale.'*"},"39c2b16b-ece0-532b-b8a3-a71ce6678645":{"title":"Guardiani dei luoghi sacri","description":"La protezione dei sultani sui luoghi sacri, cui erano sottoposte anche città come Gerusalemme, si manifestò con ristrutturazioni, opere conservative, restauri e donazioni. Anche se le decisioni sulla gestione dei luoghi sacri, soprattutto in Arabia, rimasero prerogativa dei governanti locali, i permessi di edificazione o di effettuazione dei lavori spettavano al donatore. Fu così che queste committenze finirono con l'esprimere la sovranità ottomana su queste città.","quote":"'Le committenze ottomane nei luoghi santi finirono con l'esprimere la sovranità ottomana su queste città.'"},"39f632d5-77b2-5774-9593-b679b7db8455":{"title":"Esportazione del lusso","description":"Oltre ai tessuti, anche le ceramiche ottomane costituivano un famoso articolo di esportazione. La comparsa delle industrie ceramiche di Iznik, così importanti nella storia dell'arte turca, ebbe esiti folgoranti in Europa. Le ceramiche di Iznik diventarono così famose sui mercati europei che il sultano fu costretto ad emanare un editto in cui rimproverava i ceramisti di dedicarsi alla creazione di prodotti per acquirenti stranieri piuttosto che per il palazzo imperiale!","quote":"*'Oltre ai tessuti anche le ceramiche ottomane erano un famoso articolo di esportazione.'*"},"3a33eeec-8d4a-5425-b4d3-875f171e5011":{"title":"L’acqua negli usi del bere e del lavarsi","description":"L'acqua veniva bollita per cucinare o per altri usi in pentole di metallo con tre piedi o in contenitori di metallo più piccoli con piedi. Uno stufato o una zuppa cucinati nella pentola venivano poi serviti in scodelle di metallo o ceramica invetriata. L'acqua si beveva in bicchieri di vetro decorati a rilievo, oppure stampati, smaltati o dorati. In brocche di terracotta opaca, inoltre, con filtri traforati sul collo, si conservava l'acqua fresca e pulita; il materiale poroso di cui era fatta la brocca filtrava l'acqua e, permettendo la circolazione dell'aria, conservava all'interno una temperatura più bassa.","quote":"*'**In brocche di terracotta opaca con filtri traforati sul collo si conservava l'acqua fresca e pulita.'*"},"3b822b91-75f5-5142-bd3c-29b08ccd26ec":{"title":"La lingua visiva del potere","description":"Il potere del sultano o dei suoi rappresentanti regionali spesso era proclamato con un linguaggio chiaro e inequivocabile. L'architettura si è prestata in modo efficace a questo scopo: un edificio che domini quelli circostanti o che, ancora meglio, caratterizzi il profilo di una città, costituisce una solida asserzione di potere. Con esempi meno grandiosi il potere di un principe poteva comunque essere proclamato esplicitamente in forma scritta, come ad esempio includendo il suo nome o il suo titolo nella decorazione di un edificio o persino in manoscritti. La *tughra* imperiale è probabilmente l'esempio più notevole di questo aspetto del linguaggio visivo del potere.","quote":"*'Il potere del sultano spesso era proclamato con un linguaggio visivo chiaro ed inequivocabile.'*"},"3cf62f2a-9021-5aef-ac0a-0cc131185bcf":{"title":"Scienza e sapere"},"3dacef6f-9661-56d6-bef1-ed4eac1076a0":{"title":"Gestione dell’acqua","description":"Le conoscenze sull'irrigazione dei campi permisero ai governatori arabi di espandere il loro dominio sul Mediterraneo. L'installazione di cisterne nei caravanserragli era di fondamentale importanza per viaggiatori, mercanti e pellegrini, e a tale scopo furono scavati dei canali attraverso il deserto per irrigare il territorio. Apparati meccanici furono costruiti lungo i fiumi e si sfruttarono i pozzi per distribuire l'acqua su varie superfici.","quote":"*'**L'installazione di cisterne nei caravanserragli era di fondamentale importanza per viaggiatori, mercanti e pellegrini.'*"},"3e98d267-1ed6-58c4-84e5-e601b73d8d09":{"title":"Il ruolo di fiori e piante","description":"Un altro fiore popolare, soprattutto nella Turchia ottomana, era il tulipano. Conosciuto come *lale* presso i Turchi e i Persiani, questo fiore era coltivato con grande passione in periodo ottomano. Nel XVIII secolo, sotto il regno del sultano Ahmet III, la passione per i tulipani diventò così diffusa che si organizzarono dispendiose celebrazioni che misero a dura prova le casse dello stato. Anche la poesia religiosa rese omaggio alla bellezza del tulipano, facendolo diventare simbolo dei martiri morti per la fede e dell'umiltà e discrezione dell'amore mistico.","quote":"*'Un altro fiore popolare, soprattutto nella Turchia ottomana, era il tulipano.'*"},"3ef8c668-699a-5cd8-80dc-b34b51eb0c56":{"title":"Al-Raqqa: capitale siriana del califfo Harun al-Rashid","description":"Le città siriane gemelle di al-Raqqa e al-Rafiqa sorgono sulle rive dell'Eufrate in posizione strategica di controllo delle vie che collegavano l'oriente e l'occidente dell'impero abbaside, su cui transitavano i commerci, i pellegrini e i corrieri postali. Anche se la storia di al-Raqqa risale ad epoche preistoriche, la città acquistò importanza agli inizi del potere abbaside, quando nel 154 / 770–71 il califfo Abu Jafar al-Mansur (r. 136–58 / 754–75), trovandosi a passare in città e sentendo il fascino della sua posizione e del clima gradevole, decise di costruire nelle vicinanze un centro fortificato di tipo palaziale che soprannominò al-Rafiqa. Da quel momento in poi al-Rafiqa (al-Raqqa) diventò la residenza estiva della corte abbaside di Baghdad e suo rifugio nei momenti di maggior turbolenza politica.","quote":"*'**Al-Rafiqa (al-Raqqa) diventò la residenza estiva della corte abbaside di Baghdad.'*"},"3f965ac2-093e-5fc3-93f1-16f293577988":{"title":"La decorazione geometrica nell’arte libraria","description":"Il primo materiale usato per i manoscritti religiosi fu la pergamena (come nel caso di questo primo esemplare), che progressivamente fu soppiantato dalla carta per motivi di comodità e di costi. \nParallelamente la decorazione geometrica fu sostituita man mano da quella floreale, considerata più raffinata e sfarzosa. I motivi geometrici usati per le incorniciature divennero sempre più secondari e subordinati. \nAnche la stessa calligrafia fu usata a fini decorativi, specialmente i cosiddetti caratteri kufici quadrati, riportati nei più diversi ambiti.","quote":"'*La decorazione geometrica fu sostituita man mano da quella floreale considerata più raffinata e sfarzosa*.'"},"40ddc7cc-dac9-5a21-9c8d-53bd6111238c":{"title":"Vita di Corte","description":"Molti dei preziosi oggetti d'arredo dei palazzi nobiliari erano ricevuti in dono da altri nobili o famiglie governanti. Lo scambio di doni serviva a migliorare le relazioni fra territori confinanti o con signori rivali. Gli Urtuqidi – Turcomanni dell'Asia Minore – si stabilirono a Diyarbakir nella Jazira settentrionale nel tardo V / XI secolo. Nel corso del secolo VI / XII divennero sempre più autonomi, coniando moneta propria e intessendo legami con i governanti dei territori vicini tramite l'invio di doni.","quote":"*'**Lo scambio di doni serviva a migliorare le relazioni fra territori confinanti o con signori rivali.'*"},"42f06353-5ef7-51e7-934c-e5dc0f69f7b4":{"title":"La capitale ottomana: Istanbul","description":"Bisanzio scelta dall'imperatore Costantino come nuova capitale dell'impero romano, si sviluppò con il nome di Costantinopoli rimanendo capitale dell'Impero Romano d'Oriente. Oltre che per la sua posizione strategica, la città riuscì ad attrarre l'attenzione del mondo intero per via dei suoi splendidi monumenti fra cui la chiesa di Hagia Sofia. Costantinopoli resistette a diversi assedi degli Arabi musulmani e soffrì i danni causati dalla quarta Crociata. Dopo secoli di resistenza, Costantinopoli fu infine conquistata dal sultano Maometto II nel 857 / 1453. Quando gli Ottomani sconfissero i Mamelucchi nel 923 / 1517 e presero il titolo di califfi, la loro capitale divenne il centro del mondo islamico e fu denominata successivamente: Konstantiniyye, Asitane, Dersaadet e Istanbul. Istanbul rimase la capitale ottomana fino al 1922; per 400 anni ogni sultano che salì al trono ornò la città con nuovi monumenti, aggiornandone continuamente le strutture.","quote":"*'Per 400 anni ogni sultano che salì al trono ornò Istanbul con nuovi monumenti, aggiornandone continuamente le strutture.'*"},"43615e87-18d1-5224-8dc6-625f716cafe7":{"title":"I caratteri Kufici","description":"I caratteri calligrafici kufici sono considerati fra i più diffusi del mondo islamico, usati dalla Spagna ad ovest fino all'Uzbekistan a est. Sono stati probabilmente la prima forma di calligrafia araba e hanno sicuramente dominato la calligrafia durante i primi due secoli di Islam, poi furono sostituiti da altri stili calligrafici come il *naskhi* e il *maghrebi*, ma nessuno dei nuovi raggiunse il livello di diffusione in tutto l'impero come il kufico.","quote":"*'**I caratteri calligrafici kufici sono considerati fra i più diffusi del mondo islamico.'*"},"4525acaf-2e58-57ae-aa47-33e20171397d":{"title":"L’acqua negli usi del bere e del lavarsi"},"46837ac7-e216-535c-9487-5198e7fe98f9":{"title":"Siria","description":"La cerimonia annuale dell' *hajj* prevedeva un'ardua preparazione da parte delle carovane di pellegrini per un viaggio lungo e potenzialmente pericoloso attraverso il deserto a dorso di cammello. Il corteo fuori da Damasco era, quindi, un momento cruciale per i governatori per garantire sicurezza ai pellegrini e promuovere la propria immagine politica. Il Mahmal al-Hajj guidava la processione portando gli emblemi del califfo ottomano, sui quali è possibile osservare un linguaggio decorativo occidentalizzato filtrato attraverso un repertorio decorativo locale. \nTali innovazioni culturali e artistiche divennero onnipresenti all'inizio del XIV/XX secolo. I manoscritti coranici dipinti con oro e smalto mostrano un nuovo senso dell’ombreggiatura e del colore. Indipendentemente dai cambiamenti politici e stilistici, l'identità di Damasco come città santa rimase predominante.","quote":"“Indipendentemente dai cambiamenti politici e stilistici, l'identità di Damasco come città santa rimase predominante.”"},"46dc88ff-bfef-555f-911d-3ced9ca58efa":{"title":"Guardiani dei luoghi sacri","description":"In seguito alla conquista ottomana dell'Egitto nel 923 / 1517, i governanti locali della Mecca offrirono al sultano Selim I il potere supremo sull'Arabia per ragioni politiche ed economiche. Di conseguenza le due città musulmane più importanti, la Mecca e Medina, i luoghi più sacri, entrarono a far parte dell'impero ottomano e i sultani assunsero anche il titolo di califfi. Fu così che per circa 400 anni i sultani ottomani si occuparono con grande attenzione dei luoghi sacri, fornendo generosi sussidi.","quote":"*'Per circa 400 anni i sultani ottomani si occuparono con grande attenzione dei luoghi sacri, fornendo generosi sussidi.'*"},"47d7f8f6-10ef-57a4-b7b8-cfe315a78fb3":{"title":"Saladino in Terra Santa","description":"Le regioni occidentali del Levante, che furono principale teatro di scontri durante le Crociate, sono disseminate di castelli, fra cui quelli di Karak e Shawbak sono fra gli esempi più belli. I castelli cambiarono mano ripetutamente fra Crociati e musulmani e, dopo la vittoria nella battaglia di Hittin, le truppe di Saladino conquistarono numerose fortezze crociate, fra cui i menzionati castelli di Karak e Shawbak. I successori ayyubidi di Saladino ingrandirono questi castelli, come fecero anche i Mamelucchi più tardi, nel secolo VII / XIII e nel secolo VIII / XIV. Sia i Franchi sia i musulmani aggiunsero sempre nuove fortificazioni, rendendo arduo distinguere chi fosse responsabile della creazione dei vari corpi di fabbrica, anche se è indiscutibile che i Franchi portarono nel Levante la nuova tecnologia militare e che, viceversa, appresero le tecniche di costruzione islamiche.","quote":"*'* *I castelli cambiarono mano ripetutamente fra Crociati e musulmani.'*"},"48a86896-7c77-5f66-a1d9-8df0111a6e0c":{"title":"Il sistema mamelucco","description":"Ciò a cui si teneva di più, in ogni caso, era il rendimento nell'arte della guerra, nel tiro con l'arco e nell'equitazione: in verità, da molti punti di vista la formazione dei Mamelucchi può essere comparata a quella dei loro contemporanei cavalieri europei. Si tenevano regolari tornei in cui ci si confrontava in partite di polo (*jawkan*), praticate per affinare l'abilità equestre acquisita dal Mamelucco. Terminata la formazione, il Mamelucco tornava libero e gli venivano dati in dotazione armi e un cavallo e poteva scegliere di seguire la carriera militare che permetteva ai più capaci di scalare i vari gradi, per prestare servizio come ufficiali, o come governatori di province, al servizio diretto del sultano o divenire sultani essi stessi.","quote":"*'Da molti punti di vista la formazione dei Mamelucchi può essere comparata a quella dei loro contemporanei cavalieri europei.'*"},"4a1c6f21-6004-562f-a51b-159ea077a327":{"title":"La lapide funeraria, memoria in pietra","description":"I riti funebri dell'Occidente musulmano sono connotati da semplicità e assenza di pompa. I cimiteri musulmani sono situati fuori delle città, non distanti, però, per facilitare le visite alle tombe. I familiari normalmente vanno al cimitero il venerdì prima della preghiera e vi leggono dei versi del Corano. L'unica eccezione è costituita dalle famiglie reali, che seppellivano i loro morti all'interno delle mura palatine. In ogni caso la sepoltura avviene in una fossa scavata nella terra con il viso rivolto verso La Mecca.","quote":"'*Gli spazi funerari: le necropoli*'"},"4a887d81-bba5-56d2-aa88-42a28d04c83a":{"title":"Scuole di Calligrafia","description":"La calligrafia araba viene realizzata su di una vasta gamma di materiali oltre alla pergamena e alla carta. I calligrafi preparavano le misture per i loro inchiostri e intagliavano dalle canne le loro penne, come veniamo a sapere da varie iscrizioni. Anche se esisteva la specifica professione di calligrafo, a prescindere da ciò molti privati cittadini la praticavano. Nelle società islamiche i lavori calligrafici eseguiti dai maestri erano tenuti in gran considerazione, collezionati e conservati come tesori culturali.","quote":"*'**I calligrafi preparavano le misture per i loro inchiostri e intagliavano dalle canne le loro penne.'*"},"4abfb8e7-e61b-559d-9eb7-684a9ac667bc":{"title":"Vita di corte","description":"A metà del XVIII secolo, influenzati dal gusto occidentale, i sultani ottomani si trasferirono al Palazzo Dolmabahçe e poi al Palazzo Yıldız, e usarono come residenza estiva il Palazzo Beylerbeyi. Questi palazzi erano costruiti sull'esempio dei palazzi europei lungo il Bosforo. I palazzi del Bosforo diventarono le nuove residenze dinastiche e centri di cerimonie e ricevimenti ufficiali.","quote":"*'I palazzi del Bosforo diventarono le nuove residenze dinastiche.'*"},"4ac9ddb5-21d0-552f-aabe-4b88c6672977":{"title":"La difesa"},"4acd54d9-a442-5bb9-94bb-ebb55cc7040c":{"title":"L’acqua e la vita quotidiana","description":"Oltre a *sabil* e *sikaya*, anche pozzi e fontane furono abbelliti con decorazioni. Esempi alto-medioevali di vere da pozzo sono visibili in Marocco e Algeria, decorate con ceramiche che presentano motivi vegetali stilizzati a stampo. Alcuni documenti di *waqf* (donazioni) testimoniano che, in certi casi, ampie vasche in pietra erano destinate non agli uomini ma al bestiame. Fontane di palazzi sistemate in giardini pubblici o privati, come quelle rinvenute nell'occidente islamico, sono spesso decorate con beccucci a forma di leone, ariete o drago, dalle cui bocche zampilla l'acqua che si raccoglie in vasche e conche per poi fluire in canali che attraversano i giardini.","quote":"*'Anche i pozzi e le fontane comuni o di palazzo furono abbellite con decorazioni.'*"},"4bc22fb3-22f6-5931-bd3d-965aeb5ee21f":{"title":"L’Egitto abbaside","description":"L'attenzione per ciò che accadeva in Egitto diminuì da parte degli Abbasidi man mano che crebbero le difficoltà causate dalle sommosse nel sud dell'Iraq e ad oriente. Ibn Tulun ne approfittò per rendersi sempre più autonomo, iniziò a coniare moneta propria ed estese i suoi domini fino ad includere la Siria e la Palestina. Quando gli Abbasidi si provarono a fermarlo, egli per tutta risposta bandì dalla preghiera del venerdì il riferimento al califfo abbaside e fece cancellare il nome del califfo dalle etichette dei tessuti *tiraz*. In ogni modo questo periodo di indipendenza e di potere regionale diede all'Egitto una certa stabilità e prosperità. Molti poeti, studiosi e artisti gravitarono intorno a Fustat. Dopo la morte di Ibn Tulun (270 / 884), dovettero succedergli sul trono di Egitto un fratello, suo figlio e due nipoti, prima che gli Abbasidi fossero in grado di ristabilire il loro controllo nel 292 / 905.","quote":"*'In ogni modo questo periodo di indipendenza e di potere regionale diede all'Egitto una certa stabilità e prosperità.'*"},"4bed6c71-af16-5a48-8fbf-46d35ab606ed":{"title":"Il Sacro Corano","description":"L'importanza data ad una corretta lettura e declamazione del Corano comportò l'addizione di supplementi con note esplicative sul significato di alcuni versetti e indicazioni per un'appropriata declamazione. Queste note erano scritte a bordo pagina o aggiunte come un'appendice alla fine del volume, mentre estratti scelti del Corano spesso venivano associati con specifiche preghiere e citazioni profetiche tratte dall'*Hadith* ('Discorsi del Profeta') e pubblicate su libri separati e opuscoli da usare per preghiere e suppliche. Versi riferiti a profeti del Vecchio Testamento comparivano in libri storici riccamente decorati e illustrati, dedicati ad un profeta specifico.","quote":"*'**Versi riferiti a profeti del Vecchio Testamento comparivano in libri storici riccamente decorati e illustrati, dedicati ad un profeta specifico.'*"},"4c126e80-2567-5abd-9191-3d40f380e81f":{"title":"Al-Franj: I Crociati nel Levante","description":"'Il Medio Oriente non ha più vissuto un periodo di tale interazione con l'Occidente fino al XX secolo.'","extra":{"credits":"Curators & authors (British Museum should be added) \nMona AL-MUADIN, Damascus \nSheila CANBY, London \nVerena DAIBER, Damascus \nAbdel-Razzaq MOAZ, Damascus \nKhader SALAMEH, Jerusalem \nEmily SHOVELTON, London \nZena TAKIEDDINE, Damascus \n \nCoordination \nSamer ABDEL-GHAFOUR, Damascus \nZena TAKIEDDINE, Damascus \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Fra il 487 E. / 1095 d.C. e il 538 / 1144, ci sono state 14 spedizioni crociate contro vari obiettivi della costa mediterranea islamica: nove in Terra Santa, due a Bisanzio, due in Egitto e una in Tunisia. Baldovino di Fiandra conquistò Edessa e fondò il primo stato Crociato a al-Raha nel 491 / 1098. Nei seguenti 200 anni, nell'area furono creati e si dissolsero molti regni latini. \nI Crociati europei erano chiamati 'al-Franj' – i Franchi. Anche se la storia dei Crociati franchi comincia con il terribile massacro di Gerusalemme nel 492 / 1099, in due secoli di permanenza i Franchi cambiarono le loro abitudini adattandosi a vivere in Medio Oriente fra musulmani. \nPrima dei Crociati, i contatti fra Arabi ed Europei nel Mediterraneo orientale erano stati minimi e la conoscenza reciproca scarsa e viziata da pregiudizi. Il periodo delle Crociate, per quanto violento, portò ad un grado di tolleranza religiosa molto più elevato e incoraggiò gli scambi culturali. Il Medio Oriente non avrebbe più vissuto un periodo di interazione così intensa con l'Occidente fino al XX secolo. La bellezza della Cupola della Roccia impressionò moltissimo gli invasori e in virtù di queste nuove esperienze i Crociati latini formularono impressioni più favorevoli sull'oriente islamico, riprese fedelmente nella letteratura dell'epoca. \nEdifici religiosi islamici furono convertiti in chiese e in istituzioni cristiane. A Gerusalemme sia la Cupola della Roccia sia la moschea al-Aqsa furono trasformate in chiese e la seconda fu usata anche come residenza di cavallieri Crociati. A Hebron, il soffitto originale della moschea di Abramo fu sostituito da uno in stile romanico. Le reciproche influenze spaziarono dall'architettura alla moda e alla cucina, oltre che alle usanze religiose e alla cultura popolare. Alla fine del secolo VII / XIII quando gli Ayyubidi e i Mamelucchi portarono a termine la liberazione dai Crociati, molti edifici religiosi, come ad esempio le chiese, furono riconvertiti in moschee. Questo processo ha arricchito l'estetica generale della regione e ha prodotto un'armoniosa commistione di stili latini e arte islamica.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/crusader/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/24/portal_image/1.jpg","display_order":15}}},"4c42f69a-1a67-5fc7-9eb0-b5ed2c633802":{"title":"Raffigurazioni del Giardino del Cielo e dell’Albero della Vita"},"4d22c9f5-70ed-5031-b70e-7aa555a8fa7a":{"title":"La raffigurazione umana","description":"L'arte islamica adattò e stilizzò la figura umana dell'arte pre-islamica. Motivi di figure umane compaiono nelle decorazioni di opere d'arte e monumenti (fatta eccezione in ogni caso per le moschee) intessute o intarsiate, sotto forma di sculture o su monete e manoscritti miniati. Figure religiose di profeti e angeli erano desunte dal repertorio bizantino, e figure mitologiche, come ad esempio le arpie (uccelli con la testa di donna) dal repertorio dell'arte antica, altre figure venivano create da moduli visivi di tradizione, consolidati e radicati nei tessuti locali.","quote":"*'L'arte islamica adattò e stilizzò senza esitazione la figura umana dell'arte pre-islamica.'*"},"4d695d55-b515-5453-b09f-f1d34f603388":{"title":"Gli Aghlabidi: scudo di difesa della dinastia abbaside"},"4eb28cf3-17bc-505f-8083-bec0c0308552":{"title":"Madrasa e Istruzione","description":"La costruzione di 100 nuove *madrasa* a Damasco sta a dimostrare il desiderio delle dinastie Atabeg e Ayyubide di cambiare e istruire la società. Le *madrasa* erano sovvenzionate da uomini e donne delle classi agiate turche e curde che si adoperarono anche per alimentare l'intensa atmosfera culturale che animava questi luoghi del sapere. Nella sua *Storia di Damasco,* lo storico Ibn 'Asakir (morto nel 571 / 1176) ha espresso gratitudine per i suoi insegnanti fra cui annovera 80 donne.","quote":"*'**Le madrasa erano sovvenzionate da uomini e donne delle classi agiate turche e curde.'*"},"500b667f-8d91-5d1a-9be3-3d41d2538920":{"title":"La Civiltà della Parola","description":"Essendo molto rispettato il significato della parola nella cultura islamica, sia in forma orale sia scritta, le società arabofone e non arabofone hanno sempre attribuito estrema cura alla declamazione e alla scrittura. Ciò ha stimolato l'apprezzamento della calligrafia – letteralmente 'bella scrittura'- facendola diventare un'arte che è stata poi applicata su varie opere d'arte sia per scopi religiosi sia civili. La calligrafia compare su edifici, libri, monete e lavori in metallo, documenti ufficiali e tessuti *tiraz*, ceramiche, legno, avorio, pietra, vetro e qualsiasi altro materiale.","quote":"*'La calligrafia compare su qualsiasi materiale.'*"},"502462bc-e227-5ed9-b9ed-e3c4625d085e":{"title":"Le Arti Decorative","description":"In periodo fatimide le arti applicate raggiunsero alti livelli sia qualitativi sia quantitativi. Artigiani e manodopera altamente qualificati produssero sofisticati oggetti d'arte in una vasta gamma di tecniche e materiali atti a soddisfare la domanda sia della corte sia dei cittadini comuni. \nGli oggetti più raffinati erano riservati alla corte fatimide dove principi e dignitari facevano a gara per possedere vasellame lavorato in cristallo di importazione, molto richiesto. Anche il vetro era molto ricercato e la grande committenza fatimide permise alle fabbriche di Fustat di acquisire i più alti livelli tecnologici conosciuti nel soffiare, modellare, tagliare e decorare a rilievo i loro prodotti.","quote":"*'In periodo fatimide le arti applicate raggiunsero alti livelli sia in termini di qualità sia di quantità.'*"},"506ae4e4-634a-525e-8b8e-dc798aafe087":{"title":"Turchia","description":"Queste novità in realtà non ebbero alcun effetto diretto sulla pianta dei monumenti, ma apportarono un notevole cambiamento nella loro decorazione. Gli elementi decorativi occidentali furono applicati anche a molte aree dell'artigianato, alterando il tradizionale repertorio decorativo che aveva dominato l'arte ottomana. Questa nuova moda, avviata a Istanbul sotto la direzione delle officine del palazzo, si fece strada in Anatolia quasi contemporaneamente.","quote":"“Questa nuova moda, avviata a Istanbul sotto la direzione delle officine del palazzo, si fece strada in Anatolia quasi contemporaneamente.”"},"5143a580-5e9d-5338-aa83-89eaf0f30e05":{"title":"L’arte mudéjar aristocratica e civile","description":"Nei luoghi in cui non c'erano preesistenze islamiche da occupare, i re cristiani e i nobili fecero erigere nuovi palazzi a somiglianza di quelli. Il re di Castiglia, Pietro I, è tra coloro che caddero vittime del fascino per lo stile di vita musulmano e per gli spazi in cui esso prendeva vita. I palazzi di Tordesillas e Astudillo rispondono al desiderio del re di farli realizzare alla maniera degli edifici nasridi dell'epoca, e poté contare probabilmente sul contributo di artigiani granadini, inviati dal suo amico Muhammad V re di Granada.","quote":"*Palazzi mudéjar di nuova costruzione*."},"51fbd90e-6be2-5b7d-985d-95a359d424a3":{"title":"Due sultani mamelucchi contro i Franchi","description":"I due sultani mamelucchi che riportarono il maggior numero di vittorie ai danni dei territori Crociati furono Baybars (658–76 / 1260–77) e al-Mansur Sayf al-Din Qalawun (678–89 / 1279–90). In seguito ai loro successi, il sultano mamelucco al-Ashraf Khalil (r. 689–93 / 1290–93) vincendo la campagna di Acri nel 690 / 1291, pose fine alle Crociate.","quote":"*' A**l-Ashraf vincendo la campagna di Acri nel 690 / 1291, pose fine alle Crociate.'*"},"527ffe44-a653-52d5-b537-96b6f979648a":{"title":"Siria","description":"Durante il XIX secolo, l’impero ottomano sentì la necessità di raccogliere la sfida di un'Europa sempre più potente, ricca e industrializzata. Le tradizionali *madrase* e moschee non erano più considerate istituzioni educative sufficienti per una società moderna. La madrasa Jaqmaqiyya, ad esempio, venne trasformata in un nuovo tipo di scuola civile chiamata Maktab Rushdiyya. Vi si insegnava storia ottomana ed europea, scrittura letteraria e ufficiale e una varietà di lingue tra cui francese, ottomano e persiano, ma non erano offerte né la lingua né la storia araba. \nAll'inizio del XX secolo, queste riforme iniziarono a ritorcersi contro il governo allorché le minoranze cristiane e le maggioranze musulmane non turche pretesero il diritto all’autodeterminazione e la libera espressione di contro all'unità e obbedienza esercitate fino a quel momento. A Damasco, Maktab Anbar divenne un nuovo centro educativo e un punto focale per il risveglio politico arabo.","quote":"“Durante il XIX secolo, l'Impero Ottomano sentì la necessità di raccogliere la sfida di un'Europa sempre più potente, ricca e industrializzata.”"},"52ba552e-fa0a-5682-9bec-459980b75df8":{"title":"Le vie del Pellegrinaggio e i luoghi sacri lungo il cammino","description":"Il Corano dice: 'e proclamo l'*al-Hajj* all'umanità. Verranno a te a piedi o con ogni mezzo di trasporto; verranno anche dai più sperduti e impervi sentieri di montagna. (XXII: 27–8)'. Ogni anno i pellegrini musulmani convergono alla Mecca da ogni angolo del mondo. La manutenzione delle vie del pellegrinaggio, le stazioni di sosta, i bacini di riserva d'acqua e le fortificazioni di difesa erano sotto la responsabilità diretta del governatore o del principe locale.","quote":"*'Ogni anno i pellegrini musulmani convergono alla Mecca da ogni angolo del mondo musulmano.'*"},"5374f1d7-28b8-5e64-8bb8-d12ba84fb6a1":{"title":"I gioielli: ricchezza, prestigio e protezione esoterica"},"543aaa57-6637-5f92-ac7d-d3ff9c19f682":{"title":"L’arte andaluso-maghrebina","description":"L'arte nasride in al-Andalus e l'arte merinide, zianide e hafside in Maghreb rappresentano il punto culminante dell'arte dell'occidente musulmano. Le intense relazioni esistenti generarono una produzione artistica molto simile – con risultati straordinari come l'Alhambra di Granada o la *madrasa* Attarin di Fez – che divenne peculiare dell'arte islamica occidentale.","quote":"'*Merinidi e Nasridi: paradigmi dell'arte islamica occidentale.*'"},"544d24b1-a4c5-568d-8a3b-dd38d938afe5":{"title":"I caratteri Kufici","description":"I caratteri kufici prendono nome dalla città di Kufa in Iraq dove furono creati nelle prime decadi del secolo I / VII. Alla base dei caratteri kufici ci sono i caratteri *hijazi* a loro volta generati dal siriaco. I caratteri siriaci sono il risultato dell'incontro della scrittura adottata nell'Hijaz con quella adottata in Siria e sono attribuibili a studiosi cristiani migrati a Kufa nella prima metà del secolo I / VII. La forte posizione politica e militare di Kufa contribuì alla diffusione dei caratteri kufici, che presero definitivamente il nome della città anche grazie alla presenza di un gran numero di studiosi e declamatori del Corano e dell'*Hadith* che influirono molto sull'evoluzione dei caratteri sia da un punto di vista stilistico sia estetico.","quote":"*'**La forte posizione politica e militare di Kufa contribuì alla diffusione dei caratteri kufici che presero definitivamente il nome della città.'*"},"5462090c-84a2-599b-95ad-c52278086f8c":{"title":"La donne musulmane e la vita domestica","description":"A volte si trascorreva l'intera giornata in un *hammam*, godendo dei benefici di un massaggio o di una sauna. Le donne si scambiavano confidenze ed informazioni su cosmetici e sulla cura della pelle, come anche consigli sul trucco e sulla preparazione di creme ottenute con misture profumate basate su sali minerali e allume. Si scambiavano ricette o nomi di fornitori di essenze aromatiche e profumi, di origine animale come l'ambra grigia o vegetale. Il viaggiatore persiano Nassir Khusraw, in visita nell'Egitto fatimide, notò che i venditori di violette, narcisi, iris e gigli vendevano i loro prodotti persino per profumare le officine. I capelli erano trattati con molta cura e ci sono pervenuti pettini finemente lavorati che spesso riportavano iscrizioni scherzose come per esempio 'Non pettinerò nessuna che non sia una bella donna'.","quote":"*'A volte si trascorreva l'intera giornata in un hammam, godendo dei benefici di un massaggio o di una sauna.'*"},"54f705a7-f6cc-5d60-88a2-8e1edc57ef20":{"title":"Madrasa e Istruzione","description":"Il livello di scolarizzazione era alto e la gestione dei collegi molto funzionale. Uomini di scienza -'*ulama*'– provenienti dall'Iraq, Iran, Asia Centrale, al-Andalus, Maghreb ed Egitto si riversavano nelle *madrasa* trovando a Damasco rifugio e terreno fertile per l'insegnamento. Seguendo accordi stipulati con il sistema delle *waqf* (dotazioni) agli insegnanti venivano dati sussidi, salari e un posto per vivere. I migliori studenti erano premiati con *ijaza* (certificati) ricevuti dai loro tutori. Il processo di apprendistato è spesso illustrato sui frontespizi dei manoscritti scientifici e filosofici.","quote":"*'Il processo di apprendistato è spesso illustrato sui frontespizi dei manoscritti scientifici e filosofici.'*"},"55222856-3011-566b-aae5-57b726cf2d41":{"title":"La decorazione geometrica sui tessuti","description":"Le tecniche decorative proprie dei tessuti, in questo caso il ricamo, si prestano all'uso di motivi geometrici e alla geometrizzazione di motivi diversi. Stelle, rombi, quadrati o semplici strisce decoravano con disegni semplici panneggi, indumenti e veli per coprire il capo.","quote":"'*Stelle, rombi, quadrati o semplici strisce decoravano panneggi, indumenti e veli per coprire il capo*.'"},"55b7928a-e3bd-5865-b4c6-975a8167121f":{"title":"Raffigurazioni del Giardino del Cielo e dell’Albero della Vita","description":"La nozione di Albero della Vita del paradiso è spesso resa nell'arte islamica senza riferimenti ad un albero preciso, ma attraverso immagini stilizzate che evocano l'idea di fertilità, di una vegetazione lussureggiante con profusione di rami ombrosi pieni di foglie. Altre volte l'immagine dell'albero è sostituita da quella di un vaso lussuoso che contiene un ricco mazzo di fiori colorati, motivo che risale alla raffigurazione pre-islamica, ellenistica, della Fonte della Vita, riportando sia il fiore prezioso raffigurato in arcate di padiglioni dei giardini islamici, sia le delizie floreali nel giardino del paradiso.","quote":"*'Immagini stilizzate che evocano l'idea di fertilità, di una vegetazione lussureggiante con profusione di rami ombrosi pieni di foglie.'*"},"566203f6-e2ac-5a67-8b5e-89d63a01d16e":{"title":"Le donne musulmane mecenati","description":"Influenti donne musulmane si impegnarono in opere caritatevoli e fecero beneficenza. Dato che la legge islamica sancisce chiaramente i diritti delle donne in termini di entrate ed eredità, molte poterono operare sulla base di consistenti fondi stanziati per il loro uso personale. Esse svolsero un ruolo vitale nel consolidamento della società islamica, facilitando la solidarietà fra le varie classi sociali. Molte commissionarono moschee ed altri edifici pubblici, così in Marocco le sorelle al-Fihri fecero costruire sia la Moschea Qarawiyin sia la Moschea degli Andalusi a Fez durante il III / IX secolo. In Turchia Nilüfer Hatun, madre del sultano Murat I, fece costruire un edificio religioso a Iznik nel 789 / 1388, mentre la madre del sultano Abdülaziz commissionò il complesso della Moschea di Pertevniyal ad Istanbul nel 1288 / 1871, che comprende anche un santuario, una fontana, una scuola ed una biblioteca.","quote":"*'Influenti donne musulmane si impegnarono in opere caritatevoli e fecero beneficenza.'*"},"5739384e-e163-5d92-a390-a28d4233a917":{"title":"L’Haram della Mecca e la Kaba","description":"La *Kaba* è la struttura verso cui si dirige (*qibla*) la preghiera dei musulmani ed è anche la meta del loro pellegrinaggio. Coloro che visitano l'*Haram* della Mecca devono eseguire il rituale previsto di girare intorno alla *Kaba* per sette volte. Nella tradizione islamica la *Kaba* viene soprannominata in vari modi, fra cui: *al-Masjid al-Haram* (la Sacra Moschea, riferito alla moschea che sorge all'interno del recinto della *Kaba*) e *al-Bayt al-Atiq* (l'Antica Casa). La *Kaba* è una struttura grosso modo cubica: 9,29 m il lato nord, 12,15 m il lato ovest, 10,25 m il lato sud e 11,88 m quello est. Alta 15 m ha un unico accesso sul lato est, a 2 m di altitudine.","quote":"*'La Kaba è la* qibla *dell'Islam.'*"},"57abcad0-a4a6-59e5-ab3f-6bbbc8cfa027":{"title":"La moschea, luogo di preghiera","description":"La moschea è il principale edificio religioso, a pianta quadrata o rettangolare, ed è composta essenzialmente di tre parti: la sala di preghiera, il cortile e il minareto. \nLa sala di preghiera è divisa in navate, che possono essere parallele o più frequentemente perpendicolari alla *qibla,* muro orientato verso la Mecca e che si riconosce dalla presenza della nicchia del *mihrab*, evidenziata da un arco a ferro di cavallo che può essere riccamente decorato. \nQueste caratteristiche compaiono molto presto nella moschea di Cordova e si affermano definitivamente con le moschee almohadi.","quote":"*'La grande moschea e la moschea di quartiere*'*.*"},"57d4f9c5-7846-5502-a124-d07a4d4ecfee":{"title":"Viaggi e Commercio","description":"Nel Medioevo il viaggio era pieno di incognite e quasi tutte le vie di comunicazione dei commerci e dei pellegrinaggi, che andavano dalla costa mediterranea all'Asia centrale e all'Arabia, erano estremamente pericolose; quando i Crociati franchi iniziarono i loro attacchi le vie divennero sempre più insicure. Cittadelle e castelli furono eretti in punti strategici, come quelli di Karak e Shawbak in Giordania. Nonostante l'antagonismo politico, musulmani e franchi commerciavano fra di loro, attraversavano i rispettivi territori e si tassavano l'un l'altro.","quote":"*'Nonostante l'antagonismo politico, musulmani e franchi commerciavano fra di loro, attraversavano i rispettivi territori e si tassavano l'un l'altro.'*"},"5838d42d-f446-52f1-8928-5f1d6b6140a6":{"title":"Le attività della popolazione mudéjar"},"5a338511-2ac0-5415-a85c-90120546219d":{"title":"Tunisia","description":"Infatti, dalla fine del XVII secolo, vari edifici pubblici e privati iniziarono a introdurre innovazioni nell’assetto architettonico così come in quello decorativo e ornamentale. Cominciarono ad emergere i primi elementi in stile barocco, e le tradizioni locali in terracotta, stucco e legno scolpito furono abbandonate a favore di decorazioni in stile italiano o rococò eseguite da artigiani stranieri. \nNei quartieri più belli della *medina* , vennero costruite sontuose case e ville con giardino. \nL'ornamentazione differiva da un palazzo all'altro, ma il fascino per il marmo di Carrara e la ceramica d'importazione divenne una costante nel corso del XVIII e XIX secolo; altri elementi ricorrenti erano le grandiose scalinate in marmo, i soffitti lignei dipinti all'italiana, le piastrelle napoletane, gli stucchi Husaynidi e le pitture floreali. Le porte interne e le persiane erano spesso realizzate con pannelli scolpiti di origine italiana.","quote":"“Nei quartieri più belli della *medina* , vennero costruite sontuose case e ville con giardino.”"},"5ae1c986-c80f-5678-ba60-13ff1b19d638":{"title":"La ricerca del Baraka – Il pellegrinaggio a Gerusalemme e in Palestina","description":"Il risultato del desiderio espresso dal profeta Maometto, ossia la visita di Gerusalemme dopo l'*Hajj* per ricevere ulteriori benedizioni (*Baraka*), diventò una consolidata tradizione. Questo alone di sacralità naturalmente assicurò a Gerusalemme, nei secoli, l'attenzione e la cura di benefattori e notabili. Califfi, sultani ed emiri contribuirono al benessere della città, fondando molte istituzioni caritatevoli con la speranza di acquisire merito e perdono nell'altra vita.","quote":"*'Gerusalemme ricevette nei secoli l'attenzione e la cura di benefattori e notabili.'*"},"5c573dd8-51de-5a6c-9717-09f9aa851b0e":{"title":"L’acqua e la vita quotidiana","description":"I *sabil* erano spesso costruiti nelle vicinanze di una moschea ed erano mantenuti con *waqf (*donazioni) o dotazioni caritatevoli. Al Cairo, una volta all'anno, quando il Nilo era in piena, l'acqua era trasportata dal fiume al *sabil* in otri di pelle, in groppa a cammelli o muli, scaricata in un bacino di pietra sotterraneo e servita in coppe al pianterreno da un addetto che la offriva a chiunque avesse sete. In alcuni *sabil* l'acqua della cisterna zampillava da una fontana che si riversava in un bacino.","quote":"*'Una volta all'anno, quando il Nilo era in piena, l'acqua era trasportata alle cisterne in otri di pelle, in groppa a cammelli o muli.'*"},"5cef1f76-07da-5ce0-a8f7-d678e155d371":{"title":"Immagini cristiane nei domini omayyadi","description":"La regione medio orientale che forma un arco partendo dal nord del deserto siriano e raggiungendo la valle del Nilo attraverso i fiumi Tigri ed Eufrate – conosciuta in tempi più moderni come la regione della Mezzaluna Fertile – passò sotto il controllo islamico. Il periodo di dominio omayyade che seguì comportò meno cambiamenti per le popolazioni cristiane di quanto si possa pensare, perché le comunità musulmane appartenenti soprattutto alla classe militare si concentrarono generalmente nelle città e nei grandi centri abitati di nuova fondazione. I cristiani continuarono a condurre la propria vita nelle piccole città e nelle campagne, non esclusi da incarichi di governo. \nLe comunità cristiane prosperarono e gli artigiani continuarono a produrre numerosi manufatti come ad esempio le lampade per uso religioso e domestico. Il repertorio figurativo cristiano di fatto compare su molti oggetti da loro prodotti. \nFurono poche le chiese cadute in disuso. La tipologia di edificio ecclesiastico più comune era quella a pianta basilicale con tre navate e naturalmente le chiese di città erano più maestose di quelle che sorgevano nelle aree rurali. Molte chiese dell'epoca sono famose per i loro mosaici pavimentali.","quote":"*'Le comunità cristiane prosperarono e gli artigiani continuarono a produrre numerosi manufatti.'*"},"5d8d84b8-9df4-5581-af50-feecdace83f5":{"title":"Le comunità islamizzate prima e dopo la conquista normanna","description":"Il periodo arabo della Sicilia ha, tuttavia, una durata ben più lunga per quanto riguarda il permanere di modi (della cultura dell’abitare e del relazionarsi) e dell’uso di luoghi legati alle consuetudini e ai rituali dei tempi di appartenenza dell’isola al dominio islamico. L’esistenza, prevalentemente in piccoli centri, di brani di tessuti urbani, le cui morfologie, pur in considerazione delle mutate configurazioni del relativo patrimonio edilizio, sono affini a quelle delle città maghrebine, attestano il contributo apportato nell’urbanistica dalla presenza islamica nell’isola.","quote":"Il periodo arabo della Sicilia ha una durata ben più lunga per quanto riguarda il permanere di usanze e il riuso di luoghi in epoca normanna."},"5f07058e-e943-529b-9aad-26510494cbe8":{"title":"La ceramica mudéjar","description":"Il periodo di maggior pregio del vasellame dorato di Manises coincide con la produzione connotata dalla predominanza di temi decorativi zoomorfi: cervi, tori, trampolieri e altri piccoli uccelli, posti al centro della composizione, costituiscono una novità decorativa che si discosta dalla tradizione ispano-musulmana. Con la decadenza dei forni di Manises il colore passa dall'oro pallido al ramato o cioccolato e il repertorio decorativo si riduce: la decorazione più diffusa diventa quella del motivo del passero di fantasia (*pardalot*) con il corpo solcato di raggi che imitano il piumaggio.","quote":"*'Con la decadenza dei forni di Manises il colore passa dall'oro pallido al ramato.'*"},"5f7953a9-49d7-5d9f-be1c-93cbec183abd":{"title":"L’arte andaluso-maghrebina","description":"L'arte degli Hammadidi, contemporanea a quella dei regni di Taifa andalusi, condivide con essa alcuni motivi decorativi, sebbene ne differisca nella tecnica di realizzazione. Insieme alle influenze andaluse, il comparire molto presto di alcuni elementi chiaramente orientali denota l'evidente funzione di ponte assunta dal Maghreb.","quote":"*'Ziridi e Hammadidi: il ponte tra oriente e occidente'*."},"5fece024-c74e-561d-b95d-491951907de9":{"title":"Cairo, Damasco e Gerusalemme: centri della vita culturale mamelucca"},"5ff53527-c223-5816-b616-a7a036304f06":{"title":"Calligrafia monumentale","description":"Il kufico angolare minimale fu il primo stile calligrafico arabo a comparire su monumenti. Successivamente si andò evolvendo nel V / XI secolo nel kufico foliato che risultava arricchito di motivi floreali sul corpo delle lettere, come si può osservare sulla *m**aqsura* (spazio riservato al califfo o all'*imam)* della Grande Moschea di Kairouan. Sebbene i caratteri kufici – con i loro allineamenti orizzontali e verticali – si prestino perfettamente a completare molte componenti decorative architettoniche, soprattutto pilastri e supporti di vario genere, dal VI / XII secolo sui monumenti compaiono anche altri stili calligrafici arabi come il *naskhi,* meno austero: è il caso del Khanqah (ostello) del sultano Baybars in Egitto.","quote":"*'Il kufico angolare minimale fu il primo stile calligrafico arabo a comparire sui monumenti.'*"},"60261853-a266-5a82-958e-d10b6269bdca":{"title":"Insediamenti abitativi e vita domestica","description":"Le abitazioni urbane corrispondevano, meglio di quelle rurali, al senso di intimità musulmana. Si costruiva intorno ad un cortile scoperto, luogo di incontro familiare e ricreazione, provvisto di serbatoio, pozzo o cisterna e portici sui lati. Intorno al cortile sorgevano le camere da letto, la cucina e i servizi igienici, costruiti su pozzi neri o più frequentemente con canali di evacuazione (atarjea) delle acque residue fino ai pozzi neri situati in strada.","quote":"'*La casa urbana: intimità della vita privata*'"},"607ac3c1-0180-5845-a8cc-ed6170965418":{"title":"Viaggi e Commercio","description":"Mercanti e viaggiatori finirono con il fungere da formidabile mezzo di diffusione di nuove idee artistiche: lo scambio di manufatti diversi offriva nuovi modelli e nuove tecniche di realizzazione di ceramiche, lavori in metallo, cristallerie e tessuti, da un centro urbano all'altro. La tecnica della ceramica invetriata fu introdotta in Siria nel secolo VI / XII, probabilmente importata da ceramisti emigrati dall'Egitto fatimide, sebbene la tecnica abbia avuto origine in Iraq nel secolo III / IX. Similmente, artigiani persiani del Khorasan, in fuga dalle invasioni mongole del secolo VII / XIII, importarono la tecnica dei metalli intarsiati a Mosul nell'Iraq settentrionale. Le vie carovaniere hanno permesso anche lo scambio di tecniche e motivi dei vari stili dell'arte cinese.","quote":"*'Mercanti e viaggiatori portavano con sé nuove idee artistiche oltre che articoli di consumo'*"},"618dce7d-8482-5ccb-b334-54c0c96e6db0":{"title":"Gli Ottomani","description":"Dalle umili origini di un piccolo emirato in Anatolia Nord-occidentale, gli Ottomani riuscirono a creare uno dei più grandi imperi della storia.","extra":{"credits":"Curators & authors \nSule AKSOY, Istanbul \nSevinç GÖK, Izmir \nAlev ÖZAY, Istanbul \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \nSevgi KUTLUAY, Istanbul \nInci KUYULU ERSOY, Izmir \nSeracettin SAHIN, Istanbul \nCihat SOYHAN, Istanbul \nGönül TEKELI, Istanbul \nInci TURKOGLU, Istanbul \nFriederike VOIGT, Stockholm/Berlin \nBarry WOOD, London \n \nCoordination \nInci KUYULU ERSOY, Izmir \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Dalle umili origini di un piccolo emirato in Anatolia nord-occidentale, gli Ottomani riuscirono a creare uno dei più grandi imperi della storia. Per secoli furono una potenza mondiale, il centro del mondo islamico e rivali dell'occidente. \nNel tardo secolo VII / XII gli Ottomani reggevano uno dei numerosi beilicati (o emirati) presenti in Anatolia. Gradualmente prevalsero sugli emirati vicini, diventando la potenza musulmana dominante nella regione e, quando posero fine all'impero bizantino conquistando Costantinopoli (Istanbul) nel 857 / 1453, si assicurarono lo status di potenza internazionale. Ulteriori conquiste seguite nei secoli IX – X / XV – XVI diedero agli Ottomani il controllo su di un impero che si estendeva su gran parte del Mediterraneo, sull'Europa Sud-orientale, la penisola araba e, naturalmente, l'Anatolia. \nIl vasto impero era retto da un'amministrazione fortemente centralizzata e che aveva per capitale Istanbul. L'autorità suprema era rappresentata dal sultano, per quanto anch'egli soggetto alla legge islamica, mentre un'estesa rete di governatori locali garantiva che l'ordine imperiale fosse osservato su tutto il territorio. \nL'arte ottomana, per quanto le sue radici fossero in Anatolia, trasse ispirazione da tutte le numerose e variegate culture che l'impero aveva assoggettato: ma era comunque un'arte in gran parte centralizzata, pianificata e diffusa dalle botteghe di corte di Istanbul. L'omogeneità dello stile ottomano su spazi geografici incredibilmente estesi ne è la dimostrazione. \nSia nella decorazione di un palazzo o di una moschea, sia nell'ornare la propria casa e nel creare prodotti per l'inesauribile mercato europeo, gli Ottomani aderirono sempre ad un gusto estetico voluto dall'alto. Si trattava di un gusto che prese forma dalla profonda devozione islamica come si può osservare nella predilezione per i motivi floreali evocanti il paradiso. \nL'impero ottomano ebbe termine con la prima guerra mondiale, ma la sua arte continua ad affascinare anche ai nostri giorni.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/the_ottomans/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/18/portal_image/1.jpg","display_order":6}}},"61bd4ed5-85c4-5ab9-88e8-0e600ef3d9cd":{"title":"Le attività della popolazione mudéjar","description":"La popolazione mudéjar assimilata alla società cristiana veicolò conoscenze tecniche in gran parte mutuate dall’antichità. L’importanza dell’azione svolta dalla popolazione mudéjar costituì un fattore importante nello sviluppo economico dei nuovi regni della penisola e lascia traccia anche nella regolamentazione dei mestieri e delle corporazioni di questo periodo. Fra le attività svolte si distinguono, nell’ambito dell’edilizia, quella dei muratori e degli stuccatori. I primi realizzavano la costruzione grezza in laterizio che i secondi si occupavano di cementare, intonacare e rivestire. Fra la popolazione mudéjar ci furono anche abili carpentieri, fabbri, vasai e tessitori.","quote":"*'Gli artigiani mudéjar furono molto richiesti per la loro abilità in varie attività'.*"},"622bc6c4-0521-53bd-80a6-0fa7a314fc9b":{"title":"Il Sacro Corano","description":"Il Corano, il sacro libro dell'Islam, contiene la parola di Dio rivelata oralmente al profeta Maometto, in arabo, fra il 610 e il 632. Fu raccolto e composto in un volume dai primi seguaci del profeta e dai primi califfi, specialmente il terzo califfo 'Uthman Ibn Affan (23–35 / 644–56), durante il regno del quale i testi furono organizzati nel Libro che oggi conosciamo. Il Corano consiste in 114 capitoli (*sura*) e 6.236 versetti (*ayat*).","quote":"*'**Il Corano, il sacro libro dell'Islam, contiene la parola di Dio rivelata oralmente al profeta Maometto in arabo.'*"},"635d4cb2-5c7e-5d27-bd41-43032dd5262b":{"title":"Tunisia","description":"Sin dall'antichità, la Tunisia, un piccolo paese al crocevia delle civiltà mediterranee, funse da punto di incontro tra il Mediterraneo orientale e occidentale, tra l'Africa e l'Europa. Agli albori dell'era moderna, l'antica Hafsid Ifriqiya, ormai provincia ottomana, si aprì all'oriente ottomano e all'occidente europeo. \n \n**Scambi e interferenze** \n \nNella Tunisia dei *dey* e poi dei *bey*, i nuovi governanti turchi del Paese iniziarono a costruire moschee, *madrase, zawiyas,* palazzi, caserme, fontane pubbliche, acquedotti e bastioni, in particolare nella capitale, al fine di consegnare il loro nome ai posteri. \nLe case commerciali europee si riversarono a Tunisi, la sicura capitale della Reggenza, stabilendosi lì sotto la protezione dei trattati di pace firmati dal Sultano di Istanbul. \nQuesto periodo vide il sorgere di una forte propensione per tutto ciò che fosse europeo, inizialmente tra i principi, i dignitari di corte e altri potenti all'interno del regime. Oltre a prendere contatti con gli europei con base a Tunisi, alcuni di loro si recarono in Europa: nel 1846 Bey Ahmed, ad esempio, fu ricevuto da Luigi Filippo di Francia con tutti gli onori propri di una visita reale. Le missioni a Istanbul portarono alla scoperta dei più raffinati beni di lusso dell’epoca. Tutto ciò ebbe un profondo effetto sull'arte e l'architettura tunisina del XVIII e XIX secolo.","quote":"“Agli albori dell'era moderna, l'antica Hafsid Ifriqiya, ormai provincia ottomana, si aprì all'oriente ottomano e all'occidente europeo.”"},"6428106b-9d8e-590a-bc5c-8be1ac54d645":{"title":"La donne musulmane e la vita domestica","description":"Ingrediente importante per il trucco degli occhi era il kohl, ottenuto da una mistura di ingredienti fra cui l'incenso resinoso, il mallo di mandorla e il cartamo. Godendo fama di effetti benefici, il kohl era anche considerato un potente antidoto contro il malocchio ed era conservato in scatoline graziosamente decorate in cui si teneva anche un bastoncino per applicarlo sulle palpebre.","quote":"*'Il kohl si otteneva da una mistura di ingredienti fra cui l'incenso resinoso, il mallo di mandorla e il cartamo.'*"},"646ebdd8-a486-5d6b-8cd6-0d16de835996":{"title":"La cultura nel Regno Crociato di Gerusalemme","description":"Un altro storico e viaggiatore dell'epoca, al-Hurawy (morto nel 611 / 1215), ricorda, vedendo la griglia di metallo intorno alla roccia: 'Ho visto questa roccia al tempo dei Franchi, era a nord della moschea al-Aqsa ed era circondata da una recinzione di ferro come fosse una casa. L'altezza della recinzione è di due braccia.'","quote":"*'L'altezza della recinzione di ferro che circonda la roccia è di due braccia.'*"},"647c6643-4c92-5053-a855-7bc6c0f2444a":{"title":"Calligrafia Araba","description":"'Dio disse al Profeta: *“Riporta che il tuo Signore è il più generoso perché con la penna ha insegnato all'uomo ciò che non sapeva.''* (Corano, 96: 2–5*).*","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nNoorah AL-GAILANI, Glasgow \nDina BAKKOUR, Damascus \nJamila BINOUS, Tunis \nAicha BENABET, Tunis \nElsayed HAMAD, Cairo \nTaha KHECHINE, Kairouan \nMourad RAMMAH, Kairouan \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nSaloua ZANGAR, Tunis \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Essendo la parola orale e scritta di importanza centrale nella civiltà islamica, la calligrafia, di conseguenza, ricopre un sommo rilievo nell'arte islamica. L'Islam ebbe inizio con la divina rivelazione della parola di Dio al profeta Maometto (571-632 d.C.) che fu raccolta nel Corano, il sacro libro dell'Islam. Sin dagli inizi il Profeta e i suoi seguaci invitarono la comunità musulmana a imparare a leggere e scrivere. Il califfo 'Umar Ibn al-Khattab – secondo califfo dopo la morte del Profeta avvenuta nell'11 E. / 632 d.C.) – soleva dire: 'il migliore scritto è quello più chiaro e una chiara grafia è la migliore', mentre l'imam 'Ali, il quarto califfo, diceva: 'Una buona grafia aumenta la chiarezza della verità.' Questa attenzione per l'eccellenza della scrittura incoraggiò la ricerca della perfezione nella calligrafia. \nDopo la morte del Profeta, i primi califfi si premurarono di raccogliere e preservare tutte le rivelazioni coraniche in un libro definitivo. Furono assunti degli scribi per assolvere questo compito e visto che lo stato si espandeva rapidamente fuori dai confini dell'Arabia, divenne improcrastinabile fornire le nuove regioni di copie del Corano definitive e approvate. L'accuratezza nel copiare il testo era di suprema importanza e si prestò massima attenzione anche alla qualità della rilegatura che doveva durare il più a lungo possibile. La cura di questi dettagli e la successiva introduzione in Medio Oriente di nuove tecnologie per la fabbricazione della carta portò a un rapido sviluppo della produzione di manoscritti in tutto il mondo islamico. \nL'arabizzazione del sistema politico e amministrativo dell'impero islamico in espansione, avvenuta con il califfo omayyade 'Abd al-Malik Ibn Marwan (r. 65–86 / 685–707) diede impulso definitivo allo sviluppo della calligrafia araba. Oltre al mondo arabofono, diverse altre regioni islamiche e popoli islamici diversi cominciarono ad usare l'alfabeto arabo per dare forma scritta alle proprie lingue. Il persiano ed il turco prima, l'urdu successivamente, adattarono la calligrafia araba alle loro esigenze e gusti artistici.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/arabic_calligraphy/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/19/portal_image/1.jpg","display_order":11}}},"66042ec5-c370-5352-acd8-d82b98d67a73":{"title":"Vita di corte","description":"All'entrata dell'Enderun si trovava l'Arz Odası (sala delle udienze), dove i sultani ricevevano ambasciatori, vizir e alti funzionari. \nL'*harem* era un posto sacro e privato dove l'entrata era proibita a chiunque non facesse parte del personale autorizzato. L'Harem era affidato alla custodia della madre del sultano, la valide sultan. Ella viveva con i figli del sultano, con le sue favorite e concubine (le *ikbal* e le odalische). Anche se tutte vivevano nel lusso, non era permesso loro sedersi accanto al sultano o uscire dal palazzo senza il suo permesso.","quote":"*'L'harem era un posto sacro e privato dove l'entrata era proibita a chiunque non fosse personale autorizzato.'*"},"664da959-c73e-5c6a-8641-060470f0010e":{"title":"L’arte mudéjar","description":"L'arte mudéjar è il prodotto di vicende storiche che si verificarono solo nella penisola iberica medievale","extra":{"credits":"Curators & authors \nCarmen ALONSO-RODRIGUEZ, Madrid \nMaria da Conceição AMARAL, Silves \nGaspar ARANDA, Madrid \nÁngela FRANCO, Madrid \nÁngela GARCIA-BLANCO, Madrid \nSusana GOMEZ, Mertola \nSantiago MACIAS, Mertola \nMargarita SANCHEZ-LLORENTE, Madrid \nClaudio TORRES, Mertola \n \nCoordination \nMiguel GARCIA, Madrid \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"La principale caratteristica dell'arte mudéjar è la sua singolarità. Si tratta di una forma d'arte non paragonabile a nessun altra, islamica o cristiana che sia, in quanto risultato di vicende storiche che si verificarono solo nella penisola iberica medievale. \nDi fatto, man mano che procedeva il processo di riconquista di al-Andalus, i re cristiani dovettero affrontare l'arduo problema del ripopolamento in tempi brevi, concedendo così alla popolazione musulmana di restare nei territori recentemente conquistati e di conservare la propria religione, la lingua e l'organizzazione giuridica. La popolazione mudéjar, popolazione musulmana in territorio cristiano, si integrò nella nuova società, lavorò per le nuove classi dominanti e si fece portatrice dell'arte e delle usanze musulmane i cui colori, esotismo, lusso e raffinatezza esercitavano grande fascino sulla nobiltà e sui re cristiani. \nLe opere mudéjar sono facilmente riconoscibili per la perfetta armonizzazione dei materiali usati – laterizio, intonaco, legno e ceramica – per le tecniche specifiche di lavorazione e per i motivi decorativi propri del repertorio islamico. C'è chi considera l'arte mudéjar una forma di sopravvivenza dell'arte islamica nella società cristiana e certamente questa interpretazione è valida solo da un punto di vista formale, perché gli schemi costruttivi e decorativi islamici esprimono, in questo caso, concetti e valori propri della cultura cristiana, rinunciando agli originari contenuti musulmani. \nD'altronde le peculiarità dell'arte islamica si fusero magistralmente con quelle di tradizione occidentale per creare una nuova forma di arte cangiante, a seconda che si combinasse con il romanico, il gotico o lo stile rinascimentale. Si può quindi dire che il mudéjar non appartiene in senso stretto al panorama dell'arte islamica, né tanto meno a quello dell'arte occidentale cristiana. Anello di congiunzione fra due culture, il mudéjar divenne l'espressione artistica di una società complessa nella quale convivevano cristiani, ebrei e musulmani, rimanendo pertanto un fenomeno singolare nella storia dell'arte. \nIl declino dell'arte mudéjar iniziò nel XVI secolo e si consumò con l'espulsione dei musulmani nel 1609, nonostante il gusto mudéjar con inflessioni barocche sopravvivesse fino all'avvento del barocco vero e proprio.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/mudejar_art/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/26/portal_image/1.jpg","display_order":17}}},"66a1b849-44f7-56db-b90b-8414c7492a80":{"title":"Due sultani mamelucchi contro i Franchi"},"67215e86-8b87-5410-a941-05738096eb5a":{"title":"Pratica Religiosa"},"6780505e-c91f-5e51-8a78-74d186fc4a0b":{"title":"Le comunità islamizzate prima e dopo la conquista normanna","description":"L’importazione di tecniche di irrigazione e di coltivazione, sulla scorta della conoscenza del mondo antico, in territori meno fertili, come del resto gli interventi di ingegneria idraulica, addirittura di ascendenza iranica (come ad esempio la formidabile rete dei *qanat*), sono alcuni degli aspetti di punta dell’organizzazione del territorio nel periodo islamico.","quote":"Tecniche di irrigazione e coltivazione sono alcuni degli aspetti di punta dell’organizzazione del territorio."},"67d05c74-9479-5504-9b95-28708620c776":{"title":"Cairo, Damasco e Gerusalemme: centri della vita culturale mamelucca","description":"In Siria, Damasco si distinse come seconda città del sultanato mamelucco per importanza politica, artistica e intellettuale, un centro di studi religiosi e di progresso scientifico. Molti preziosi libri di medicina, geografia e scienze naturali furono copiati e illustrati nelle sue famose *madrasa* e istituti di istruzione superiore.","quote":"*'**Damasco si distinse come seconda città del sultanato mamelucco per importanza politica, artistica e intellettuale.'*"},"68239d8d-9472-53ee-9876-51e1be828f05":{"title":"Le attività della popolazione mudéjar","description":"I ceramisti mudéjar trasmisero all'Europa medioevale le tecniche più innovative riguardanti l'invetriatura delle ceramiche, dapprima semplicemente lucidate a piombo, trasparente, o a stagno, bianco opache: infine acquistarono riflessi metallici che donarono loro la necessaria impermeabilità e la bellezza desiderata. La produzione si diffuse in tutta la penisola, ma furono le ceramiche invetriate e dipinte di Paterna e Teruel e il vasellame dorato di Manises i più apprezzati ed esportati.","quote":"'*I ceramisti mudéjar erano specialisti dell'invetriatura e trasmisero questa tecnica all'Europa medioevale*'."},"68eb0582-4a1d-5233-92af-cfac47f86d57":{"title":"La lapide funeraria, memoria in pietra"},"699bcf48-10b7-5156-85dc-0aff994af0da":{"title":"L’arte oltre i confini della capitale","description":"Come già avvenuto per altri imperi nella storia, gli Ottomani insieme al sistema amministrativo e politico introdussero anche il loro gusto artistico nei nuovi territori acquisiti. Attraverso le botteghe di corte essi controllarono la produzione artistica nelle province del vasto impero. E' d'altronde vero che più ci si allontana dalla capitale più si assiste all'intervento di varianti locali nonostante il controllo delle botteghe palatine. \nNelle province, gli Ottomani cercarono di imitare il raffinato gusto che si affermava di volta in volta nella capitale e che si rifletteva in opere commissionate direttamente dalla corte o dai governatori locali rappresentanti del sultano. Le opere commissionate da mecenati del posto cercavano di competere con quelle realizzate nella capitale, ottenendo a volte risultati di rilievo.","quote":"*'Più ci si allontana dalla capitale, più si assiste all'intervento di varianti locali nonostante il controllo delle botteghe palatine.'*"},"6a1bdb93-67a9-5fa8-b419-7479fb504783":{"title":"I caratteri Kufici","description":"I caratteri kufici divennero lo stile calligrafico per eccellenza all'inizio dell'era islamica, per trascrivere il Corano, per le iscrizioni sulle monete e per gli ornamenti architettonici. Lo stile kufico attraversò varie fasi di sviluppo, da un andamento piatto e rigido - da cui si generò in seguito lo stile *muhaqqaq –* ad uno più morbido, che generò il *thuluth*, il *maghrebi*, e il *riqaa*. Le varie tipologie kufiche furono gradualmente omogeneizzate, tanto da rendere impossibile l'identificazione e l'attribuzione di un'iscrizione ad una regione osservando soltanto la calligrafia.","quote":"*'I caratteri kufici divennero lo stile calligrafico per eccellenza all'inizio dell'era islamica, per trascrivere il Corano.'*"},"6a3348dc-029d-59c2-af77-31ec3a3dfe2f":{"title":"Vita di Corte"},"6a6bebaa-7157-585a-a0a4-10139e43213c":{"title":"La flora e gli arabeschi: raffigurazioni dell’eternità e dell’unicità divina","description":"L'arabesco è certamente la più nota delle alternative alla composizione floreale di tipo naturalistico. Formato da una combinazione di steli, volute, foglie e palmizi che si intrecciano e sviluppano in un insieme infinito e simmetrico, l'arabesco diventò universalmente famoso nell'arte islamica a partire dal secolo V / XI. L'adattabile versatilità dell'uso dell'arabesco ha permesso la sua diffusione come motivo decorativo di oggetti d'arte ed edifici, dove sembra sempre invitare a riflettere sulle imperscrutabili interconnessioni tra la dimensione umana e quella divina.","quote":"*'L'arabesco è certamente la più nota delle alternative alla composizione floreale di tipo naturalistico.'*"},"6ca7f36b-6ff1-5be2-b8a1-162095f62272":{"title":"Arte e architettura regia","description":"L’architettura religiosa legata alla corte normanna è rappresentata da alcune chiese edificate sfruttando ambienti e strutture del precedente periodo islamico.","quote":"Alcune chiese regie normanne sono innalzate su resti di siti islamici."},"6cd83239-a26e-5c98-bcfb-6a0737411c89":{"title":"Esportazione del lusso","description":"I prodotti tessili costituivano una voce fondamentale dell'economia ottomana, specialmente dal momento in cui i domini ottomani arrivarono a comprendere importanti regioni percorse dall'antica via della seta. La loro importanza crebbe quando iniziarono ad essere apprezzati anche in Europa ed altrove. Fra i tessuti esportati più richiesti c'erano i tappeti, i cui splendidi disegni di straordinaria qualità li resero famosi presso le classi abbienti europee. Il fenomeno è testimoniato dai dipinti europei contemporanei al periodo classico ottomano. Artisti come Hans Holbein e Lorenzo Lotto ritrassero personalità aristocratiche e dell'alta finanza (fra cui Enrico VIII d'Inghilterra) circondati da simboli di prosperità e lusso, fra cui tappeti con disegni ottomani. Questi tappeti oggi vengono chiamati tappeti 'Holbein' e 'Lotto'.","quote":"*'Fra i tessuti ottomani esportati più richiesti c'erano i tappeti.'*"},"6cde84c3-7f28-5ff8-88ec-3cf31d5516fb":{"title":"La ricerca del Baraka – Il pellegrinaggio a Gerusalemme e in Palestina","description":"Oltre a Gerusalemme è forse proprio in Palestina che si incontrano il maggior numero di luoghi sacri venerati dai musulmani. Molti di essi sono associati a profeti e personaggi venerati non soltanto dai musulmani, ma anche da ebrei e cristiani: fra i più famosi l'Haram al-Ibrahimi (il Santuario di Abramo) patriarca dei profeti e primo musulmano, o i luoghi della vita di Gesù Cristo, profeta, secondo il credo musulmano, e profondamente rispettato.","quote":"*'E' forse proprio in Palestina che si incontrano il maggior numero di luoghi sacri venerati dai musulmani.'*"},"6df85d25-d81f-566f-8e8a-02540066a550":{"title":"Turchia","description":"Il processo di cambiamento portato dall'occidentalizzazione può essere considerato in relazione alle personalità dei sultani dell'epoca, e compreso come un fenomeno parallelo ai loro diversi background culturali e formae mentis. Non sorprende dunque che le riforme note come Tanzimat Firman (1839), avviate da Abdulmejid I accogliessero apertamente i principi e l'organizzazione amministrativa occidentali da applicare al sistema ottomano.","quote":"“Non sorprende dunque che le riforme note come Tanzimat Firman (1839), avviate da Abdulmejid I accogliessero apertamente i principi e l'organizzazione amministrativa occidentali da applicare al sistema ottomano.”"},"6e7d4f2d-b957-51ff-b7ba-274922d1bffb":{"title":"La ceramica mudéjar","description":"Fra gli oggetti più affascinanti delle ceramiche mudéjar ci sono piatti e bracieri totalmente decorati con motivi geometrici ed epigrafici, ovoli curvi e triangoli a vela, che nel loro ripetersi danno la sensazione del movimento. La novità compositiva di matrice occidentale è visibile nell'organizzazione del disegno intorno ad un centro ben evidenziato. Questi piatti con umbone e baccelli in rilievo furono realizzati a stampo per essere oggetti più ornamentali che di uso pratico.","quote":"'*Questi piatti con umbone e baccelli in rilievo furono realizzati per essere oggetti ornamentali.'*"},"6f026780-ce1b-55d2-b48b-2d177c9ca628":{"title":"Calligrafia monumentale","description":"Sin dagli inizi dell'era islamica le iscrizioni calligrafiche compaiono su di una vasta gamma tipologica di edifici. La calligrafia araba era uno dei principali aspetti contraddistintivi dell'architettura islamica. Il primo edificio pervenutoci che presenta questa caratteristica è la Cupola della Roccia a Gerusalemme del I / VII secolo.","quote":"*'**La calligrafia araba era uno dei principali aspetti contraddistintivi dell'architettura islamica.'*"},"6f2f66f9-0684-5348-a89e-04c0ea5914a2":{"title":"La lingua visiva del potere","description":"Non sempre il linguaggio visivo del potere ha bisogno di imporsi con evidenza e l'arte è stata anche usata in modo molto sottile per comunicare questi messaggi. Un complesso di decorazioni, per esempio, stordendo lo spettatore di ornamenti abbaglianti, vuole comunicargli la potenza del committente. A volte il programma decorativo non ha bisogno di ricoprire grandi superfici, potendo trasmettere l'idea della grandezza dell'impero persino mediante i teli di una tenda. Anche i prodotti dell'artigianato fanno parte del linguaggio visivo: quando il sultano o i suoi funzionari indossavano preziosi indumenti abbelliti da accessori finemente elaborati, fossero essi veri e propri simboli di alto lignaggio (come i pennacchi) o accessori semplicemente funzionali (come le fibbie di una cinta) il mostrare il benessere ed il poter disporre di tali elevate maestranze in grado di produrli implicitamente proclamava il loro potere.","quote":"*'A volte la decorazione non ha bisogno di ricoprire grandi superfici; basta una tenda a trasmettere l'idea della grandezza dell'impero.'*"},"6f47a9bf-47af-5ba5-80f4-3405332e6bed":{"title":"Il sultano e la sua corte","description":"A capo delle istituzioni mamelucche c'era il sultano, egli stesso un mamelucco che era stato scelto per il suo talento dai suoi pari. Ogni sultano mamelucco, a prescindere dalle sue ambizioni, attività e interessi personali doveva assolvere responsabilità superiori connaturate al suo incarico. Innanzitutto egli era il supremo rappresentante e difensore dell'Islam sunnita (ortodosso), protettore dei luoghi e delle città sante dell'impero e Guardiano del Califfato Islamico, che grazie all'intervento mamelucco fu ristabilito al Cairo nel 659 / 1261 dopo che Baghdad era caduta in mani mongole tre anni prima.","quote":"*'Il sultano mamelucco era il supremo rappresentante dell'Islam, capo dell'esercito e dello stato e protettore delle arti.'*"},"6ff61f8d-0983-5aa2-8637-2151608072f9":{"title":"L’arte mudéjar popolare e religiosa","description":"Il mudéjar popolare e religioso portoghese è caratterizzato da particolari elementi decorativi, come le merlature e i pinnacoli, che assimilati alle strutture in stile gotico, convivono con soffitti con trabeazione a traversine (par y nudillo), intagliati e decorati con motivi a stella e piccole croci policrome a tinte vivaci o con soffittature piatte, utilizzate soprattutto in absidi alte e decorate altrettanto con motivi a stella di otto o sedici punte.","quote":"*'Il mudéjar portoghese'*"},"70023ae2-4372-56e7-b249-dd9a30a1f9db":{"title":"Le ceramiche abbasidi","description":"Agli inizi del periodo abbaside, i raffinati governanti amanti del lusso e la corte imperiale si coinvolsero direttamente nel finanziare le innovazioni nel campo dell'industria ceramica, specialmente per quanto riguardava la manifattura delle ceramiche a lustro. Quando un terremoto danneggiò la Grande Moschea di Kairouan nel 247 / 862, il califfo Mustain inviò 139 piastrelle dipinte a lustro per il restauro del *mihrab*, e insieme ad esse inviò anche un maestro artigiano di Baghdad per farne delle altre in caso di bisogno. Il califfo donò anche denaro, pannelli di marmo e di legno di teak per la costruzione di un nuovo *minbar*. Nel 338 / 950 il geografo arabo Ibn Hawqal visitò la Tunisia e apprezzò la bellezza delle ceramiche locali fatte a lustro, equiparabili a quelle fatte in Iraq.","quote":"*'il califfo Mustain inviò 139 piastrelle dipinte a lustro per il restauro del mihrab.'*"},"710d70c6-b797-5eef-a871-46a1465067fa":{"title":"Il sistema mamelucco","description":"I Mamelucchi del sultano ayyubide Najm al-Din (637–47 / 1240–49) venivano formati alla carriera militare e vivevano in caserme sull'isola di Roda, sul Nilo. La parola araba per indicare un grande fiume è *al-bahr* e questo corpo armato speciale fu quindi denominato al-Bahriyya. Alla morte del sultano uno dei comandanti anziani, Baybars I al-Bunduqdari (r. 658–76 / 1260–77), seppe approfittare del vuoto di potere venutosi a creare per favorire i Mamelucchi Bahri, e dopo aver sconfitto i Mongoli nel 658 / 1260, si affermò come primo grande sultano mamelucco di un impero in espansione. I Mamelucchi Bahri governarono fino al 784 / 1382, quando a loro volta dovettero cedere il potere ad un'altra fazione mamelucca, denominata al-Burjiyya, dal nome della torre (*al-burj*) nella Cittadella del Cairo dove erano acquartierati.","quote":"*'Uno dei comandanti anziani, Baybars, si affermò come primo grande sultano mamelucco.'*"},"7200b864-706c-5b6f-b1a4-7bcfad4e72c5":{"title":"Calligrafia monumentale","description":"Le iscrizioni calligrafiche sugli edifici avevano due funzioni principali: in contesti religiosi celebravano l'autorità dell'Islam e in ambito politico servivano da supporto allo stabilimento di un nuovo ordine che poggiava sull'etica elaborata dalle principali scuole religiose. Dal III / IX secolo l'uso di iscrizioni in architettura si diffuse in tutto il mondo islamico per evidenziare la funzione degli edifici. Iscrizioni con versetti coranici, preghiere in lode di Dio come anche date di costruzione e committenza comparvero su moschee e altri edifici religiosi per eternarne la memoria e forse anche per motivazioni di ordine mistico o politico. Sugli edifici civili, anche se compaiono spesso la data di costruzione e altre notizie sull'architetto e sugli artigiani impegnati nella costruzione, sono le scritte epigrafiche riferite alla committenza di un particolare califfo, principe o benefattore benestante a svolgere la funzione principale, cercando di magnificare attivamente il potere e la generosità del committente. Vari stili calligrafici si affermarono anche per pure ragioni estetiche, che divennero caratteristiche costanti della calligrafia araba. D'altronde la leggibilità delle iscrizioni è sempre stata altrettanto importante quanto il loro valore estetico.","quote":"*'**Vari stili calligrafici si affermarono anche per pure ragioni estetiche.'*"},"72236f27-2ff3-5d56-a623-02606a2fa355":{"title":"La flora e gli arabeschi: raffigurazioni dell’eternità e dell’unicità divina"},"7458975b-fc3b-5c26-8fde-fb0c9b93214e":{"title":"Arte turco-islamica nell’Anatolia preottomana"},"746b43e3-b5fd-5bfd-8ecf-f3e9560860b0":{"title":"I luoghi del potere: gli edifici palatini","description":"All'interno delle recinzioni palatine gli spazi erano distribuiti secondo un ordine gerarchico a seconda che fossero destinati ad uso privato o pubblico. Fra i primi c'era la residenza reale, ubicata nella parte più interna ed inaccessibile della fortificazione e destinata ad alloggiare la numerosa famiglia del sovrano. Le unità residenziali sorgevano intorno a cortili porticati da cui si accedeva alle stanze private, fra cui si distingueva sempre una stanza principale con alcove laterali, tutte riccamente ammobiliate e decorate per ricevere in intimità e celebrare feste private.","quote":"'*Gli spazi privati del palazzo'*"},"74c72f22-8df4-5152-a841-ae72115354c3":{"title":"Egitto","description":"L'interesse ottomano per l'arte europea, in particolare il barocco e il rococò, risale al XVII secolo. I sultani ottomani erano desiderosi di introdurre elementi europei nelle arti decorative e nelle cosiddette arti minori, così come negli edifici di particolare rilevanza architettonica, come moschee e palazzi. La tendenza ad adottare lo stile occidentale continuò a crescere in Egitto e altrove nel corso del XVIII e XIX secolo, poiché gli Ottomani tendevano a commissionare le opere ad architetti, costruttori e decoratori europei, le cui costruzioni e decorazioni erano splendidamente ispirate al barocco e al rococò, caratterizzate perciò da linee a spirale e curve piuttosto che bordi dritti. Cornici sporgenti formate da foglie d'acanto sostituirono le *muqarnas* islamiche in moschee, palazzi e *sabil*s (fontane d'acqua). Così i valori artistici del barocco e del rococò entrarono a far parte della cultura egiziana, che era a quel tempo una delle province dell'impero ottomano. La spedizione francese in Egitto nel 1798–1801 contribuì ulteriormente alla diffusione delle influenze europee, particolarmente evidenti nella capitale Il Cairo.","quote":"“I valori artistici del barocco e del rococò entrarono a far parte della cultura egiziana, che era a quel tempo una delle province dell'impero ottomano.”"},"74e405d2-4d5c-563a-85b7-bcbf5812982e":{"title":"Le ceramiche abbasidi","description":"Dal momento che l'impero abbaside si estendeva dall'Afghanistan all'Algeria, l'industria ceramica ebbe modo di usufruire di contributi provenienti da tutte le regioni dell'impero che andavano ad aggiungersi alle tecniche decorative e ai repertori di stili già esistenti in loco. Mentre le ceramiche delle regioni orientali dell'impero sia policrome sia monocrome erano sfrenatamente lussuose, gli equivalenti oggetti in Nord Africa – specialmente in Ifriqiya – risultano più sobri. Oltre alle ceramiche a lustro, erano molto diffuse anche suppellettili verniciate, monocrome e policrome, e oggetti verniciati con iscrizioni. Oggetti di uso quotidiano, in genere tendevano ad essere in ceramica opaca e scarsamente decorata, ma ciononostante sembrano condividere con quelli di lusso caratteristiche tipicamente islamiche.","quote":"*'l'industria ceramica ebbe modo di usufruire di contributi provenienti da tutte le regioni dell'impero.'*"},"75215c23-1bf5-590c-8e80-8ff32da4e273":{"title":"Guerra e Cavalleria","description":"I cavalli in questo periodo erano di fondamentale importanza non solo per il viaggio, ma anche sui campi di battaglia. La maggior parte dei cavalli idonei all'uso militare venivano dall'Asia centrale: cavalcati da fieri guerrieri turchi esperti di cavalleria militare, furono decisivi per il successo delle armate di Nur al-Din e Saladino. Una rinomata tattica militare dei Turchi era quella di attaccare frontalmente il nemico aggirandolo all'ultimo momento per colpirlo con frecce quando questi indietreggiava. Questa tattica combinata con la maestria e l'abilità equestre diede ai Turchi un grande vantaggio contro i Franchi durante le Crociate.","quote":"*'* *La maggior parte dei cavalli idonei all'uso militare venivano dall'Asia centrale, cavalcati da fieri guerrieri turchi.'*"},"754c7cda-4d25-5730-9b40-d05583d87eb1":{"title":"Scienza e sapere","description":"L'insegnamento cominciava con la lettura, la scrittura, la recitazione del Corano e lo studio dei discorsi del Profeta. Tenendo presente che i libri non erano numerosi, la trasmissione del sapere si basava sulla memorizzazione dei concetti e saper scrivere fu considerato come il requisito essenziale per permettere la trasmissione della conoscenza e della religione alle generazioni successive.","quote":"*'L'insegnamento religioso: i copisti del Corano'*"},"75d461b2-226f-594c-ab20-e9b5b2e58ad5":{"title":"Arte turco-islamica nell’Anatolia preottomana","description":"Il potere selgiuchide crollò in seguito alle invasioni mongole. Al suo posto si vennero a formare gli emirati anatolici, tra cui quello ottomano, che adottarono i modelli artistici selgiuchidi, seppur sviluppandoli con spiccata originalità.","quote":"*'Gli emirati anatolici svilupparono una nuova arte basata sui modelli selgiuchidi.'*"},"775f0070-0222-53d3-a4ee-8bfa38c6cb2f":{"title":"La moschea, luogo di preghiera","description":"La moschea non è un tempio o una 'casa di Dio', né si celebra in essa alcuna liturgia: è uno spazio dedicato alla preghiera e alla meditazione e al tempo stesso un luogo di incontro. I fedeli si recano alla moschea per adempiere insieme all'obbligo delle preghiere rituali che però potrebbero essere anche recitate in privato. Il fedele prega rivolto verso la *qibla,* facendo gli inchini previsti e recitando testi del Corano. \nLa moschea è anche un centro di orientamento e insegnamento. Nel corso della preghiera del venerdì, durante la predica settimanale, l'imam spiega dal *minbar* determinate questioni religiose; dopo, a preghiera finita, si può assistere anche a conferenze teologiche e scientifiche tenute da esperti.","quote":"*'La sala di preghiera'*"},"79a58714-659c-5509-a4f9-b9359b2829ae":{"title":"La decorazione geometrica in architettura"},"79e2b8e9-7cfa-5332-82b0-542b14234df5":{"title":"Cerimoniali e svaghi di corte"},"7b2c2d23-dc2f-50d9-92cf-f23ca9c8f4ce":{"title":"I rapporti con il resto del mondo: contatti diplomatici e commercio internazionale","description":"La produzione di oggetti in vetro divenne una delle più rinomate attività dell’arte mamelucca, con in primo piano la produzione di lampade per le moschee. L’Egitto mamelucco divenne famoso per la produzione e l’esportazione di tessuti come i cotoni stampati e le sete intessute. Le botteghe di ceramica producevano una gamma di oggetti di vibrante bellezza e grande qualità, alcuni dei quali si richiamavano alle porcellane cinesi verde chiaro e blu e bianche. Gli ebanisti si specializzarono nella produzione di mobili e persino di cenotafi con intrichi intagliati e intarsi a disegni geometrici a stella.","quote":"*'L'Egitto mamelucco divenne famoso per la produzione e l'esportazione di tessuti come i cotoni stampati e le sete intessute.'*"},"7b8e8ebb-749c-5252-9649-7f18a8830f7b":{"title":"La ceramica mudéjar","description":"I primi prodotti mudéjar in ceramica furono realizzati ad imitazione della ceramica nasride a tal punto da risultare a volte indistinguibili da essa. Delle ceramiche nasridi si imitava sia la tecnica (ceramica dorata e blu di cobalto) e i motivi decorativi (palmizi, steli e germogli) sia le forme; mentre gli originali erano stati prodotti in gran parte come pezzi unici, lussuosi ed esclusivi, quelli mudéjar furono realizzati per soddisfare la domanda di una clientela più ampia e numerosa. Successivamente, il necessario adattarsi al gusto dei nuovi clienti obbligò i ceramisti mudéjar a rinnovare i repertori di forme, includendo anche elementi gotici e rinascimentali, e a far ricorso all'iconografia cristiana.","quote":"'*Delle ceramiche nasridi si imitava sia la tecnica e la decorazione, sia le forme*'."},"7bb30298-992c-56ba-a331-b96f90384fbb":{"title":"La Sicilia cristiana e la cultura figurativa islamica: preesistenze e continuità","description":"Paradossalmente, è proprio il regno cristiano dei normanni ad aver lasciato in Sicilia alcune fra le più preziose testimonianze di arte islamica (seppur con apporti di elementi classici, bizantini e iranici) presenti nel bacino del Mediterraneo. La nuova dinastia invece di porsi in conflitto con i predecessori ne assimila sapientemente cultura e abitudini, ma più che guardando al passato, confrontandosi direttamente con quanto, di quella raffinata cultura, poteva offrire il mondo islamico coevo: il dialogo con quest’ultimo non si limita a quello con i musulmani rimasti nell’isola, ma si esprime soprattutto attraverso i rapporti tra la corte normanna e il califfato fatimide del Cairo, testimoniati da relazioni diplomatiche, commerciali e perfino da scambi di doni, come quelli tra il califfo al-Hafîz e Ruggero II. È molto probabile che alcune delle maestranze impiegate nei cantieri regi normanni siano proprio di provenienza egiziana.","quote":"Paradossalmente, è il regno cristiano dei normanni ad aver lasciato in Sicilia alcune fra le più preziose testimonianze di arte islamica presenti nel Mediterraneo"},"7ca8b514-16be-5930-b8ed-1c96b7324e76":{"title":"Le donne musulmane mecenati","description":"Le donne musulmane furono anche generose mecenati di arredi interni di edifici religiosi, di preziose copie del Corano e di lussuosi accessori di moschea. Uno dei più stupefacenti è il *mihrab* in legno di teak intarsiato per il santuario di Sayyida Ruqayya, commissionato dalla moglie del califfo fatimide al-Amir Ibn-Ahkam Allah nel 527 / 1133. Esistono numerosi corani manoscritti, commissionati dalle principesse ziridi per la grande Moschea di Kairouan, fra cui il Corano di Umm Milal e quello di Umm al-Ilu, sorella del principe ziride al-Muizz Ibn Badis. Un terzo manoscritto fu donato alla moschea da Fatima, governatrice durante il regno di al-Mansur.","quote":"*'Le donne musulmane furono generose mecenati di arredi interni di edifici religiosi.'*"},"7d659fcb-96c1-59dd-8424-245eaf39b9cd":{"title":"L’arte andaluso-maghrebina","description":"Tappe diverse della stessa arte, fondata sul rigorismo religioso originatosi nel Maghreb e che imponendosi in al-Andalus, diede unità alle realizzazioni artistiche di entrambe le sponde dello stretto di Gibilterra. Inizialmente sobrio e austero, lo stile maghrebino- andaluso per influenza dell'arte andalusa precedente si addolcì diventando più elaborato.","quote":"*Almoravidi e Almohadi: un'arte maghrebino-andalusa*"},"7dc9303d-b5b2-5fef-b408-8178d88f89d2":{"title":"Insediamenti abitativi e vita domestica","description":"Nella casa musulmana le donne, nello svolgimento delle attività domestiche, facevano scorte d'acqua in grandi giare per poi utilizzarla di volta in volta nella quantità che serviva. In questo tipo di contenitori conservavano anche il grano e, in altri più piccoli, del pesce conservato, carne e frutta. Producevano formaggi, preparavano gli alimenti secondo le ricette tradizionali e li cucinavano su fornelli alimentati con carbone vegetale. Specialmente nelle feste familiari mettevano in mostra tutto il loro sapere culinario.","quote":"*'La vita domestica: attività femminili per il benessere della famiglia*'"},"7e1dd92e-fca9-5d89-aaaf-7b9903fb14af":{"title":"Vita quotidiana nel sultanato mamelucco","description":"Nella gerarchia sociale del sultanato, i Mamelucchi costituivano la classe dirigente che viveva piuttosto appartata dalla popolazione delle campagne e delle città. La società dell'epoca era incredibilmente eterogenea da un punto di vista etnico, religioso e persino linguistico. Oltre ai Mamelucchi, essi stessi di origine straniera, soprattutto Turchi e Circassi, in Egitto c'erano comunità di Egiziani, Arabi, Armeni, Siriani e Greci. Purtroppo si sa relativamente poco della gente comune che componeva la società dell'impero mamelucco, perché le fonti storiche vertono soprattutto sui risultati raggiunti dai sultani e dalla casta mamelucca.","quote":"*'La società dell'epoca era incredibilmente eterogenea da un punto di vista etnico, religioso e persino linguistico.'*"},"7e85c07a-48f2-5fc5-b04e-c0bb4eaed801":{"title":"Il pellegrinaggio verso la Terra Santa"},"7eda07a3-0574-54d9-a9c2-bbccf25adcc1":{"title":"Gestione dell’acqua","description":"La domanda di esperti e ingegneri altamente qualificati era controbilanciata da un'offerta che spesso appariva piuttosto limitata sul versante delle competenze nella valutazione, nello sviluppo e nel mantenimento della tecnologia idraulica. Dovere di un buon governatore musulmano era pertanto assicurare l'impiego di specialisti in questo campo: i candidati prescelti erano generalmente esperti di matematica, fisica, geometria, astronomia (previsione meteorologica e tempistica) e, cosa essenziale, in geografia.","quote":"*'**Dovere di un buon governatore musulmano era l'assicurare l'impiego di esperti in questo campo.'*"},"7f42af49-7560-50da-88eb-23e32df201f3":{"title":"La ricerca del Baraka – Il pellegrinaggio a Gerusalemme e in Palestina","description":"Anche se la meta principale del pellegrinaggio è costituita dalle città sante della Mecca e di Medina, la Palestina, e in particolare Gerusalemme, sono sempre state molto visitate dai pellegrini. Gerusalemme (al-Quds) è considerata la terza città santa dell'Islam. Allah stesso nel Corano benedice la città e la nomina prima *qibla* dell'Islam, facendo sì che fosse Gerusalemme e non la Mecca a divenire punto di riferimento spirituale e geografico nei primi anni dell'Islam.","quote":"*'La Palestina e in particolare Gerusalemme sono sempre state molto visitate dai pellegrini.'*"},"7f51c07a-1225-5789-b81c-1f76126498a2":{"title":"I luoghi del potere: gli edifici palatini","description":"Fra gli edifici del complesso, il palazzo era lo spazio di rappresentanza propriamente detto, in cui si svolgeva l'esercizio del potere o si tenevano le udienze pubbliche durante le quali il sovrano riceveva, seguendo un rigido protocollo, i funzionari amministrativi o gli ambasciatori. Il palazzo si articolava in spazi monumentali e sontuosi, grandi e ricchi di saloni che si affacciavano su cortili con giardini. Per accedere a questa area il percorso era lungo e complesso, non solo come misura di sicurezza, ma anche per rendere visibile e manifesta l'inaccessibilità del potere.","quote":"*'Il palazzo, rappresentazione del potere reale'*"},"7fc6e76a-c529-5929-9940-9de5218a34cb":{"title":"La raffigurazione degli animali","description":"La preclusione della rappresentazione di figure umane ed animali in contesti religiosi era sistematica, ma in altri contesti animali e creature mitologiche occupano un posto cruciale nell'arte islamica. Uccelli e animali con corna, draghi e grifi sono predominanti, mentre bestie da soma e animali domestici compaiono solo occasionalmente, spesso in conseguenza a tradizioni popolari locali.","quote":"*'Animali e creature mitologiche occupano un posto cruciale nell'arte islamica.'*"},"7fdb8cb0-22ea-566f-a81b-259013b7d4a3":{"title":"Insediamenti abitativi e vita domestica"},"804d4535-4e46-51c6-8a4c-6dcc2261f2d1":{"title":"L’acqua e la vita quotidiana"},"80b0b3fa-f2d0-572d-870a-09008ef28789":{"title":"Riforme amministrative","description":"Durante il califfato di 'Abd al-Malik Ibn Marwan (r. 65–86 / 685–705) si iniziò una politica di centralizzazione politica e amministrativa. Il conio unico di monete arabe si sostituì alla tipologia arabo-bizantina e a quella arabo-sasanide in uso fino ad allora.","quote":"*'Il conio unico di monete arabe si sostituì alla tipologia bizantina e sasanide. '*"},"80c86561-0d18-5f9a-a5fe-bce7f608b2e2":{"title":"Abbigliamento e gioielleria delle donne musulmane","description":"In Egitto l'abbigliamento femminile poteva comprendere l'*izar*, un indumento da avvolgere intorno al busto e il *mizar*, fermato in vita sopra il vestito. Diffusa come soprabito era la *jubah*, chiusa sul petto e aperta sulla gonna. Si usavano anche magliette di vario spessore fatte di lino o cotone che indicavano il rango di chi le indossava in base all'ampiezza delle maniche. Infine la *shimla* che ricopriva tutto il corpo. In altri paesi vigevano abitudini diverse, con ampia scelta di abiti e copricapo. Si indossavano turbanti e un vasto assortimento di veli e fazzoletti.","quote":"*'In altri paesi vigevano abitudini di abbigliamento femminile diverse, con ampia scelta di abiti e copricapo.'*"},"81a769fe-d87f-5009-a3e9-568e47eae420":{"title":"Moschee e palazzi"},"82d1ab69-c61e-55a9-920a-bf67ddfb6bda":{"title":"L’Occidente musulmano","description":"Sempre impegnato a rimanere integrato nell'ambito della civiltà musulmana, l'Occidente islamico, dall'Atlantico al Canale di Sicilia, conservò una sua innegabile specificità.","extra":{"credits":"Curators & authors \nCarmen ALONSO-RODRIGUEZ, Madrid \nMaria da Conceição AMARAL, Silves \nGaspar ARANDA, Madrid \nHouria CHERID, Algiers \nLakhdar DRIAS, Argel \nNaima ELKHATIB-BOUJIBAR, Casablanca \nÁngela FRANCO, Madrid \nÁngela GARCIA-BLANCO, Madrid \nSusana GOMEZ, Mertola \nTaha KHECHINE, Kairouan \nKamal LAKHDAR, Rabat \nSantiago MACIAS, Mertola \nMohamed MEZZINE, Fez \nMargarita SANCHEZ-LLORENTE, Madrid \nClaudio TORRES, Mertola \n \nCoordination \nMiguel GARCIA, Madrid \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Nella loro espansione verso occidente partendo dal Medio Oriente, i musulmani conquistarono i territori che oggi costituiscono la Tunisia, l'Algeria e il Marocco (che chiamarono Maghreb) e la Spagna e il Portogallo (al-Andalus); il processo di islamizzazione fu complesso e radicato nello sviluppo delle tradizioni urbane esistenti, per giungere, nel secolo IX, al rifiorire delle città. Senza escludere sporadici scontri, nelle città si realizzò la pacifica convivenza degli arabi con le popolazioni locali e fra le diverse comunità religiose (musulmani, cristiani ed ebrei) grazie anche all'attività commerciale e alla tolleranza religiosa. \nInizialmente dipendenti dal califfato di Damasco, gli emirati si resero man mano indipendenti e videro l'avvicendarsi al potere di dinastie locali (Idrisidi, Omayyadi di al-Andalus, Ziridi, Hammadidi, Almohadi, etc.) che si adoperarono per affermarsi emulando i califfi orientali con la costruzione di proprie residenze di corte, con l'ostentazione di attributi e simboli di comando e la difesa e il controllo assoluto del territorio. \nSempre impegnato a restare integrato nell'ambito della civiltà musulmana, l'Occidente islamico, dall'Atlantico al Canale di Sicilia, conservò sempre un'innegabile specificità che si riverbera soprattutto nelle novità stilistiche di origine orientale in architettura e nelle decorazioni sviluppatesi in al-Andalus e nel Maghreb fino a dar vita ad un'arte assolutamente peculiare. Altro patrimonio che ha connotato indelebilmente, fino ad oggi, l'occidente musulmano è costituito dal modo di vivere, dai sapori della cucina, dai comportamenti, dai suoni, dalle forme di espressione, dal sapere...","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/muslim_west/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/27/portal_image/1.jpg","display_order":7}}},"82eec7f2-6d4c-57c6-b028-8d6d584a67ec":{"title":"La corte"},"8319f75e-c88b-5e0d-87d1-baa20d291ec5":{"title":"L’Haram della Mecca e la Kaba"},"8328accb-dce9-5333-9598-eb8502278b59":{"title":"L’arte oltre i confini della capitale","description":"La politica di integrazione delle tribù nomadi turche nei territori di nuova conquista non fu applicata nelle regioni con popolazione a maggioranza araba, dove si formarono però società la cui classe dominante era turca. Col tempo i funzionari e i militari si integrarono nella vita locale e si ebbero anche matrimoni misti che crearono una nuova classe, i *Kuloğlu*, specialmente in Maghreb, che costituiva le estreme propaggini dell'impero dove l'influenza andalusa era ancora molto presente.","quote":"*'Il Maghreb costituiva una delle estreme propaggini dell'impero dove l'influenza andalusa era ancora molto presente.'*"},"83fcd46d-b7fd-5e22-8abd-08f76c9613a8":{"title":"L’acqua e la vita quotidiana","description":"A partire dal VI / XII secolo la città di Fez, in Marocco, fu fornita di acqua grazie a fontane pubbliche, chiamate *sikaya.* La tipologia di queste fontane è sopravvissuta nei secoli: in una nicchia ricavata in un muro e ricoperta di *zellij* (mattonelle di ceramica), l'acqua zampilla da beccucci e si raccoglie in una vasca.","quote":"*'La città di Fez in Marocco fu approvvigionata con acqua di fontane pubbliche, chiamate sikaya.'*"},"84a22b47-284c-5dd3-8bd8-63874c62d17e":{"title":"La corte","description":"Insieme all'ostentazione di ricchezza, fu costume altrettanto praticato a corte il condurre una vita elegante seguendo le regole del protocollo che includevano l'abitudine a scambiarsi sfarzosi regali con i conoscenti più prossimi o con ambasciatori e dignitari stranieri. Convertiti in espressione del potere sovrano, alcuni di questi doni diventarono un eccezionale strumento di propaganda, come dimostrano le dediche e i simboli del repertorio di corte che li decorano. \nLa domanda di oggetti esclusivi da parte della corte originò la creazione di botteghe reali e, nelle città, lo sviluppo della produzione di manufatti di lusso destinati anche al commercio.","quote":"'*I contenitori in avorio, un regalo di eccezionale valore*'"},"8677fa0d-83e5-5593-b69a-342224da5957":{"title":"Scienza e sapere","description":"Scopo principale dell'astronomia fu il prevedere la posizione degli astri partendo dai dati dell'osservazione. Gli astronomi musulmani elaborarono uno strumento specifico per osservare l'altezza, il movimento e la posizione degli astri rispetto alla terra: l'astrolabio. \nQuesto strumento trovò impiego anche nella navigazione e risultò di grande utilità per orientarsi e calcolare le coordinate conoscendo l'ora o viceversa.","quote":"*'Tecnologia scientifica: l'astrolabio'*"},"87981465-ac17-588c-98d9-d4f2d4298bdc":{"title":"I Normanni in Sicilia","description":"Il regno normanno di Sicilia eredita dagli arabi un patrimonio di cultura e civiltà che, fondendosi al retaggio della cultura greca, latina e bizantina, getta i primi semi del Rinascimento italiano.","extra":{"credits":"Curators & authors \nRita BERNINI, Rome \nPier Paolo RACIOPPI, Rome \nEttore SESSA, Palermo \nPaola TORRE, Rome \n \nCoordination \nIrene SALERNO, Rome \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Occupata a partire dall’827 dalle armate dell’emiro di Kairouan, la Sicilia diviene fino al 1061 uno dei territori del *Dar al-Islam*. Tuttavia, nell’area orientale dell’isola, saldamente di cultura greco-bizantina, restano delle irriducibili sacche di resistenza fino al 965. \nMalgrado la limitata immigrazione di popolazioni dall’area maghrebina, dalla penisola iberica, dall’Egitto e dal medio-oriente, l’organizzazione della società islamica ha una rapida affermazione e diffusione. In questi due secoli di presenza araba la legge coranica garantisce, non senza discriminazioni, la professione della fede cristiana. \nNel 1061 i Normanni, capeggiati dalla famiglia degli Altavilla, sbarcano nell’isola dalle loro basi nel meridione d’Italia. Nel 1094 Ruggero I istituisce la Contea di Sicilia, ereditata da suo figlio Ruggero II che nel 1130 fonda il Regno di Sicilia. I successori, Guglielmo I e Guglielmo II, continuano la sua politica, contrastando i musulmani, Bisanzio e il Sacro Romano Impero fino al subentrare, nel 1194, della dinastia sveva. \n \nIn continuità con il periodo di dominazione araba, le comunità cristiana e musulmana convivono garantendo il permanere di modi e rituali sociali del periodo islamico: questo, tra l’altro, emerge nel riuso, da parte della nuova dinastia cristiana, di luoghi ed edifici voluti dai precedenti regnanti. \nQueste forme di continuità culturale sono rafforzate dai rapporti politici tra i Normanni ed il mondo islamico contemporaneo. \nUna delle più emblematiche forme del permanere di queste relazioni è proprio, una volta istituita la corona di Sicilia, la precisa volontà delle dinastia normanna di rifondare la cultura artistica siciliana servendosi largamente di modelli desunti da quella islamica: essi vengono sapientemente innestati sulle preesistenti, modeste forme artistiche e architettoniche arabo-sicule e di derivazione bizantina. \nIl risultato di questa operazione è un sincretismo attivo e propositivo che rende la produzione siculo-normanna come una delle più originali tra le culture artistiche del Mediterraneo e dell’Europa medievale.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/siculo_norman/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/25/portal_image/1.jpg","display_order":16}}},"89e7d33e-fcb7-5aa7-9d7f-b32dc0373d7c":{"title":"La convivenza delle tre culture","description":"La conservazione di oggetti appartenenti ad altre religioni da parte di istituzioni religiose, in alcuni casi per il loro valore storico, in altri per la possibilità di un riutilizzo e in altri ancora semplicemente per il loro valore materiale, ci permette di conoscere meglio il patrimonio e le diverse culture dell'occidente musulmano.","quote":"'*Le istituzioni religiose come conservatrici del patrimonio*'"},"8aaef163-92d1-584e-b208-20da9b7fd02e":{"title":"Scuole di Calligrafia","description":"Diversi stili calligrafici si svilupparono nel tempo, influenzati dalla eterogenea composizione sociale delle diverse province. Nelle regioni occidentali – Maghreb e al-Andalus – comparve lo stile *maghrebi* influenzato da retaggi berberi nord-africani, mentre nella multiculturale Sicilia, i Normanni, per documentare e commemorare i vari eventi, produssero iscrizioni multilingue, che comprendevano anche l'arabo.","quote":"*'**Nelle regioni occidentali – Maghreb e al-Andalus – comparve lo stile maghrebi.'*"},"8b0e746f-e8de-560d-b25c-4bf6ebf52fe3":{"title":"Le donne musulmane mecenati"},"8b2c362e-437e-54a1-8dd6-250b89aa0eb5":{"title":"Explore Islamic Art Collections"},"8b555882-9559-52d8-ae93-cfbbd27f9bfe":{"title":"I piaceri e le feste di corte"},"8ba9ac70-d9d1-566c-a0f5-e8b951a601fd":{"title":"Moschee e palazzi","description":"In tutte le province fatimidi, gli interni delle moschee e gli arredi erano abbondantemente decorati con iscrizioni religiose eseguite con elegante calligrafia e ornate di intrichi ad arabesco. La committenza reale assicurava i più alti livelli di esecuzione artigianale, per ottenere l'espressione artistica dei convincimenti religiosi e ideologici della dinastia.","quote":"*'La committenza reale assicurava i più alti livelli di esecuzione artigianale, per ottenere l'espressione artistica dei convincimenti religiosi e ideologici della dinastia.'*"},"8c63340a-4f5b-5eea-b058-3a168de8b461":{"title":"L’arte mudéjar popolare e religiosa","description":"Oltre all'arte mudéjar aristocratica e civile, ci fu anche un'arte mudéjar popolare e religiosa che si manifestò in edifici di culto dedicati al popolo, come le chiese parrocchiali, i conventi e i monasteri. Nel mudéjar religioso avvenne un'integrazione di elementi costruttivi e decorativi musulmani con quelli romanici e gotici. Fu così, per esempio, che si utilizzò come materiale da costruzione il laterizio invece della pietra e i soffitti in legno al posto delle volte. Insieme a queste ed altre caratteristiche generali, il mudéjar presenta differenze regionali dovute ai periodi diversi in cui le varie regioni furono conquistate dai re cristiani.","quote":"*Il mudéjar della Castiglia e Leòn: romanico in laterizio*"},"8c88e6e2-52cb-52db-ae22-4a2afe00294d":{"title":"La decorazione geometrica sui tessuti","description":"La scrittura viene usata come motivo decorativo anche nei tessuti, soprattutto i caratteri kufici, per il loro scorrere rettilineo e angoloso, con regolarità geometrica. Normalmente le scritte incorniciano a frange i tessuti adattandosi alle diverse forme dei motivi geometrici utilizzati e viceversa gli spazi interni dei caratteri sono decorati con tratti geometrici. Le iscrizioni nei tessuti indicano la loro provenienza e recitano lodi ad Allah e ai sovrani o riportano sure coraniche e poesie.","quote":"'*La scrittura di solito decorava a frange le superfici dei tessuti*.'"},"8d1948a8-5d3f-58f4-be9a-e443a4b2078b":{"title":"Scienza e sapere","description":"La conoscenza scientifica musulmana divenne ben presto la più evoluta del mondo. Dopo la conquista dell'impero bizantino e di quello sasanide, l'accesso alle loro biblioteche permise ai musulmani di tradurre e conoscere tutto il sapere dell'antichità classica e orientale ivi contenuto e con tali basi far progredire tutte le scienze, inclusi gli studi religiosi, ritenuti fondamento della conoscenza scientifica.","quote":"'*La madrasa, centro di istruzione superiore*'"},"8d71ce09-ebae-530f-ab2a-0c71746f1822":{"title":"Le comunità islamizzate prima e dopo la conquista normanna"},"8fb7d82f-7aa1-51a8-a1b6-61a100dee9f6":{"title":"La lingua visiva del potere"},"8fc8d244-2d43-5bf9-99f7-fd9e84dcf3eb":{"title":"Giordania","description":"La storia della Giordania durante il periodo ottomano si concentra su tre temi principali: amministrazione, fortezze e stazioni Hajj, e ferrovia Hejaz. \nIl sistema amministrativo della Giordania in particolare durante la seconda fase del dominio ottomano (1864 – 1918) era costituito da due principali distretti geografici; Ajlun e Irbid nel nord; Salt, Kerak, Ma'an e Tafileh nel sud. Tutti facevano capo al governatore della Siria, che era la massima autorità amministrativa di Bilad al Sham. Nel 1878 gli ottomani facilitarono l’inserimento nelle terre arabe dei emigranti circassi, che stabilirono nel territorio giordano nuovi villaggi e città influenzati da diverse culture.","quote":"La storia della Giordania durante il periodo ottomano si concentra su tre temi principali: amministrazione, fortezze e stazioni Hajj, e ferrovia Hejaz."},"906067fa-11f7-54b0-a094-74a0bbde97ff":{"title":"Cairo, Damasco e Gerusalemme: centri della vita culturale mamelucca","description":"In quanto sede del califfato, il Cairo divenne città guida dell'insegnamento islamico e dell'attività intellettuale. Le sue istituzioni religiose, soprattutto l'università di al-Azhar e il complesso del sultano Hasan, ricevettero dai sultani e dagli ufficiali veterani, generose donazioni, i *waqf,* per promuovere sia gli studi religiosi sunniti sia le scienze e in particolare la medicina. In tal modo il bimaristan (ospedale) modello del sultano Qalawun al Cairo, costruito nel 683 / 1284, poté fornire l'insegnamento di molte materie mediche come la chirurgia e l'oculistica oltre ad essere dotato di 100 posti letto per i pazienti, una biblioteca di argomenti vari e una farmacia.","quote":"*'Il bimaristan del sultano Qalawun forniva l'insegnamento di molte materie nel campo della medicina, come la chirurgia e l'oculistica.'*"},"91a64bcb-07fa-5fe8-a772-1643e67fe98b":{"title":"L’acqua negli usi del bere e del lavarsi","description":"Il fatto che l'acqua scarseggi nelle regioni desertiche la rende preziosa e gli accessori ad essa associati sono spesso minuziosamente decorati. Nelle residenze di gente benestante – come quella di un governatore mamelucco di Qus nell'Alto Egitto – l'acqua era versata sulle mani degli ospiti da brocche di metallo intarsiato e raccolta in bacinelle, prima e dopo i pasti. Spesso le bacinelle mamelucche in metallo intarsiato presentano al centro del fondo una spirale a forma di pesce, che sembra nuotare man mano che il recipiente viene riempito. I pesci sono anche fra i motivi presenti nella ceramica mamelucca verde invetriata che imita le porcellane cinesi.","quote":"*'Il* *fatto che l'acqua scarseggi nelle regioni desertiche la rende preziosa.'*"},"9246e5d1-d625-54a9-a9cb-348e8099b248":{"title":"La decorazione geometrica sui manufatti di ceramica","description":"Le composizioni geometriche a volte vengono combinate con motivi vegetali che, per quanto subordinati allo schema generale, servono ad arricchire la decorazione geometrica, a sottolineare determinati punti chiave nel tracciato o semplicemente a riempire i fondi o i vuoti lasciati dal disegno geometrico.","quote":"'*I motivi vegetali arricchiscono la decorazione geometrica'*"},"9275ed46-c379-591c-b8f5-c59e0879225f":{"title":"La Civiltà della Parola","description":"L'abitudine di scrivere il nome e i titoli di un committente insieme alle benedizioni era richiesta dal committente stesso per esibire il suo mecenatismo, specialmente se le opere commissionate erano destinate ad istituzioni pubbliche come moschee o *madrasa*. Gli oggetti a volte dovevano affrontare lunghi spostamenti per raggiungere la loro destinazione, fungendo quindi da veicolo di ispirazione per gli artigiani del luogo di arrivo. Alcuni calligrafi, per altro, usavano la calligrafia con scopi esclusivamente decorativi, creando iscrizioni senza senso.","quote":"*'Alcuni calligrafi per altro, usavano la calligrafia con scopi esclusivamente decorativi, creando iscrizioni senza senso.'*"},"929519b4-bcdf-5831-adb9-06ef4ef80b6b":{"title":"I rapporti con il resto del mondo: contatti diplomatici e commercio internazionale","description":"Le città mamelucche del Cairo, Damasco e Gerusalemme disponevano di numerosi mercati specializzati e molti luoghi dedicati al commercio (caravanserragli chiamati in vario modo *suq*, *khan e wikala*). Il loro scopo era quello di accogliere le carovane dei mercanti e fornire un riparo sicuro alle merci esotiche provenienti da ogniddove. La varietà dei prodotti commerciati nelle *wikala,* in particolare le ceramiche e i tessuti, stimolarono la produzione locale. Protetta dallo stato mamelucco e praticata in laboratori di corte o nei bazar cittadini in Egitto e Siria, l'arte decorativa raggiunse nuovi apici di maestria ed eccellenza nel disegno.","quote":"*'Grazie al mecenatismo mamelucco, l'arte decorativa raggiunse nuovi apici di maestria ed eccellenza nel disegno.'*"},"93c54687-ed57-54c6-8dc9-82032411c77b":{"title":"La decorazione geometrica nell’arte libraria"},"93d8ebf1-31d8-5e89-966d-89b3cb0abebd":{"title":"Immagini cristiane nei domini omayyadi"},"94130d65-0910-5b0b-a913-78dfa23191b4":{"title":"La Terra Santa delle tre religioni"},"94a60eaa-c709-51fa-b5cd-f7f16a0f40a8":{"title":"Tunisia"},"94fec78e-a38a-50eb-964d-7cb6963f9585":{"title":"Turchia","description":"L'ammirazione ottomana per l'arte, l'architettura e l'urbanistica occidentali portò alla nascita di un nuovo gusto nel Periodo dei Tulipani (1718–30). Nei decenni successivi, sempre più frequentemente le caratteristiche barocche e rococò vennero integrate all’interno dello stile ottomano. Di conseguenza, nel corso del XIX secolo, gli stili impero, neoclassico ed eclettico divennero abbastanza comuni.","quote":"“L'ammirazione ottomana per l'arte, l'architettura e l'urbanistica occidentali portò alla nascita di un nuovo gusto nel Periodo dei Tulipani (1718–30).”"},"955c7ce6-0ff9-5519-9478-5130c4e3d1c8":{"title":"L’acqua negli usi del bere e del lavarsi","description":"Bere e lavarsi sono bisogni primari per la maggior parte degli esseri viventi. Per i musulmani costituisce obbligo di fede eseguire le abluzioni rituali prima della preghiera ed è per questo che nelle moschee ci sono delle vasche apposite, spesso decorate con motivi vegetali ed iscrizioni epigrafiche. Per assolvere alla prescrizione coranica e per bere, la maggior parte dei pellegrini, non facevano mancare, fra i pochi effetti personali che portavano nei loro lunghi viaggi, una borraccia di terracotta.","quote":"*'La borraccia per l'acqua era uno dei pochi effetti personali portati con sé dalla maggior parte dei pellegrini.'*"},"95694260-7655-5184-a4d8-7c24d7fd8562":{"title":"Riforme amministrative","description":"Per i primi 70 anni di dominio i musulmani non introdussero un nuovo sistema amministrativo centralizzato in lingua araba ma lasciarono che ogni provincia continuasse a seguire gli ordinamenti del regime precedente. In Siria la lingua dell'ufficio delle entrate era il greco e l'amministrazione era ancora retta da cristiani del luogo. Gli Arabi introdussero invece un nuovo sistema di riscossione delle imposte secondo il quale a tutti i membri adulti impiegati nel nuovo stato era corrisposto un regolare stipendio (*'ata'* ) finanziato dal gettito fiscale delle popolazioni locali. Le tasse più alte erano quelle fondiarie (*kharaj*), una somma fissa in natura o in denaro e una tassa sulla persona (*jizya*) imposta ad ogni cittadino non musulmano adulto in proporzione alle sue entrate. Preti, monaci e disabili erano esentati dal pagare la *jizya.*","quote":"*'Ogni provincia continuò a seguire gli ordinamenti del regime precedente.'*"},"968db63b-b20a-5f2d-94c5-02edf7fd6fea":{"title":"La cultura della tavola"},"96e50aab-a868-5824-b376-8cdd7e37d384":{"title":"Arte figurativa","description":"'Nell'arte islamica compaiono sin dalla sua nascita figure umane, uccelli e altri animali e vi permangono continuativamente, raffigurati con diverse tecniche, in diversi periodi e regioni.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nManal BASYOUNI, Aqaba \nGhazi BISHEH Amman \nJens KRÖGER, Berlin \nAida NAGHAWI DODO, Amman \nMohammad NAJJAR, Amman \nSamarah WOROUD, Irbid \n \nCoordination \nGhada AL-YOUSEF, Amman \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Nell'arte islamica compaiono sin dalla sua nascita, figure umane, uccelli e altri animali e vi permangono continuativamente, raffigurati con diverse tecniche, in diversi periodi e regioni. Anche se non predominante come nell'arte del Tardo Antico che l'ha preceduta, l'arte figurativa islamica si esprime in una grande varietà di tecniche (dipinti, bassorilievi e sculture a tutto tondo) e in una grande varietà di materiali come la pietra, il mosaico, gli stucchi, l'avorio, il vetro, le ceramiche, il metallo, il legno, i tessuti, la pelle e su carta. \nEssa copre un ampio raggio di temi sia religiosi (il viaggio mistico del profeta dalla Mecca a Gerusalemme, *Isra*, e la sua ascensione al cielo, *Miraj*), sia profani (scene di vita di corte con musici, danzatori, banchetti e scene di caccia). A differenza dell'arte cristiana, l'arte figurativa islamica non persegue fini religiosi. Anche se l'arte islamica sembra di fatto aver bandito immagini di figure umane e di animali nel suo vocabolario artistico, contrariamente a quanto si possa credere comunemente nel Corano non vi è alcuna proibizione che la metta al bando. Raffigurazioni di uomini e animali erano proibite solo in edifici religiosi come le moschee. \nNel suo periodo di formazione, l'arte islamica figurativa fece propri i repertori mutuati dall'arte classica, tardo antica, bizantina e sasanide. Successivamente furono assimilate altre tradizioni artistiche come quelle originatesi in Asia Centrale, India, Cina ed Europa. Il risultato fu una ricca sintesi di diversi repertori che una volta attuata assunse un carattere tipicamente islamico molto diverso dalle basi di origine.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/figural/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/20/portal_image/1.jpg","display_order":12}}},"97f0d7d4-686c-530b-b13e-3459e7fb2772":{"title":"Splendori dell’alta sartoria: i tiraz e gli altri costumi dell’epoca","description":"L'Egitto fatimide era famoso per la produzione dei suoi tessuti di lusso e in particolare per i tessuti cosiddetti *dar al-tiraz* provenienti dagli opifici di Damietta, Dabiq, Tanis, Alessandria e Shata. La parola persiana *tiraz* sta ad indicare un'etichetta decorativa ricamata, cucita sul bordo di un tessuto o di un indumento, su cui sono riportate benedizioni e – in periodo fatimide – il nome del califfo regnante o del cliente di alto rango. Ogni opificio di *tiraz* aveva un responsabile che sovrintendeva alla produzione, confezione e trasporto dei tessuti, specialmente quelli destinati all'uso personale del califfo. Lo status del sovrintendente era molto alto, poteva disporre di un salario molto consistente e godeva persino dell'onore di essere accolto con una processione di benvenuto ogni volta che visitava il Cairo.","quote":"*'L'Egitto fatimide era famoso per gli opifici che producevano i tessuti cosiddetti dar al-tiraz.'*"},"9829971b-8342-5ad0-adce-e00bc28b63c2":{"title":"Il ruolo di fiori e piante","description":"La cultura musulmana ha sempre espresso profondo amore per piante e fiori e i giardini erano coltivati con cura. Molte piante venivano scelte non solo per la loro bellezza o per le proprietà curative, ma anche per il loro significato poetico e religioso. Come miracolo di natura, la flora era considerata un ulteriore segno del potere creativo di Allah nel dare la vita; il suo fiorire e appassire ogni anno costituiva uno stimolo alla riflessione sulla condizione umana e sulla promessa dell'Islam di una resurrezione a vita eterna nel paradiso per tutti i veri credenti.","quote":"*'Singole piante e fiori erano scelti spesso per il loro significato poetico e religioso.'*"},"982c8126-411c-56dc-8e82-defe108e4e2e":{"title":"Esportazione del lusso","description":"La bellezza e la maestria artigianale dell'arte islamica è stata apprezzata in occidente per secoli. Nel Medioevo, per esempio, i tessuti e i prodotti delle arti decorative mediorientali venivano collezionati nei tesori delle chiese. Con l'ascesa dell'impero ottomano e lo sviluppo del commercio mondiale, i prodotti dei fiorenti opifici artigianali ottomani crearono una domanda su scala mondiale. Il risultato è che molta arte ottomana pervenutaci è stata originariamente prodotta per l'esportazione. L'immagine dell'impero ottomano, terra di benessere e di lusso, deriva ampiamente da questi oggetti d'arte commerciati attraverso una rete di bazar e *han*.","quote":"*'I prodotti dei fiorenti opifici artigianali ottomani crearono una domanda su scala mondiale.'*"},"985ee9aa-03b0-5c47-b575-bf5cdd263b4b":{"title":"La gestione della prosperità","description":"Dato l'incremento della popolazione e per la coscienza di quanto importante fosse una buona pianificazione urbanistica, gli Abbasidi fecero costruire varie città e centri abitati prestando molta attenzione alle vie di trasporto e alle comunicazioni. Mentre gli Aghlabidi fondavano Raqqada in Ifriqiya – città a circa 8 km da Kairouan – per erigere i loro palazzi, parchi e giardini, più a est, nella Siria abbaside, nuovi insediamenti furono costruiti a Kharab Sayyar – una città fortificata sulla via principale fra al-Raqqa e Mosul in Iraq.","quote":"*'**Gli Abbasidi fecero costruire molte città e centri abitati prestando molta attenzione alle vie di trasporto e alle comunicazioni.'*"},"98c2e587-fe2e-561f-800d-0429b0889c72":{"title":"La decorazione geometrica in architettura","description":"Le pareti si rivestono di pannelli e fregi con disegni geometrici in rilievo e colorati in modo originale come se fossero dei tessuti. \nLa ornamentazione tridimensionale fa la sua comparsa con le *muqarbas,* note come *muqarnas* in oriente, impiegate per gli archi e come cornici di finestre. Questa tipologia decorativa è costituita da figure prismatiche di varie forme che si intersecano fra loro. \nInfine la decorazione calligrafica disegnata in moduli geometrici, soprattutto con caratteri kufici, percorre i fregi di edifici religiosi e civili.","quote":"'*Le pareti si rivestono di pannelli e fregi come se fossero ricchi tessut*i.'"},"9925ba99-2ee6-5c86-a78c-af21daac6624":{"title":"Turchia"},"9b603cf4-3d1b-5d98-b644-0c415a7c2a10":{"title":"Guardiani dei luoghi sacri"},"9bff6ece-d3d2-5f2a-b7cc-fb1f33c3e113":{"title":"Il mecenatismo di corte"},"9d1ba52c-7e9b-5e9d-9ef2-729fa7e30e96":{"title":"Gli Aghlabidi: scudo di difesa della dinastia abbaside","description":"Gli Aghlabidi costruirono vari monumenti simbolo a Kairouan, Monastir, Sousse e Tunisi. L'Ifriqiya diventò la principale via di collegamento commerciale fra l'oriente e l'occidente e fra al-Andalus e il Sudan. Vi prosperarono l'agricoltura e altre attività come la produzione tessile e le ceramiche. La caduta degli Aghlabidi è da imputare soprattutto alla frivolezza e alla dissolutezza del regno di Ziyadat Allah III (290– 96/903–09), che si alienò il favore del popolo spianando la strada alla conquista dell'Ifriqiya, senza resistenza, da parte dei Fatimidi.","quote":"*'**L'Ifriqiya diventò la principale via di collegamento commerciale fra l'oriente e l'occidente e fra al-Andalus e il Sudan.'*"},"9d1c91d5-e536-5351-9c97-8a1d1755f2dd":{"title":"Scuole di Calligrafia","description":"I calligrafi conseguivano l'abilitazione all'esercizio della professione in modo ufficiale, sotto la guida di maestri già affermati. Molti di loro venivano assunti a corte e negli uffici governativi e alcuni funzionari dell'amministrazione divennero famosi calligrafi, come per esempio Ibn Muqlah, vizir abbaside. Egli definì le regole delle perfette proporzioni di scrittura in un manuale, che diventò il testo di riferimento per intere generazioni di calligrafi che seguirono.","quote":"*'**Alcuni funzionari dell'amministrazione divennero famosi calligrafi come per esempio Ibn Muqlah, vizir abbaside.'*"},"9d838b06-c754-52b5-b005-6c418fbd4fdc":{"title":"I gioielli: ricchezza, prestigio e protezione esoterica","description":"I gioielli sono stati sempre molto apprezzati fra i musulmani. Gli uomini li utilizzavano come ornamento di vestiti e turbanti e a volte imitavano abitudini femminili come quella di indossare orecchini. In ogni caso erano le donne, che a prescindere dalla loro condizione sociale, amavano indossare gioielli. Stando al cronista nasride Ibn al-Jatib, le donne granatine facevano a gara nell'arte di adornarsi con vesti e gioielli: '...disgraziatamente sono arrivate a tali eccessi nell'abbigliarsi, nel truccarsi e nel mettersi in mostra che si affannano alla ricerca di tessuti esclusivi e gioielli senza più limiti.'","quote":"'*Simboli di prestigio e di posizione sociale*'"},"9da4357e-97c6-5bd4-aadd-f2077c7eccf0":{"title":"Viaggi e Commercio","description":"In epoca atabeg e ayyubide molte città in Siria e nella Jazira diventarono importanti centri politici, economici e culturali. Guerrieri, studiosi, mercanti e artigiani vi venivano attratti rendendo la regione un pulsante crogiuolo sociale composto di Arabi, Persiani, Turchi, e Curdi. Questo fenomeno diede vita ad una società multietnica e multilingue.","quote":"*'* *Guerrieri, studiosi, mercanti e artigiani vi venivano attratti rendendo la regione un pulsante crogiuolo sociale.*'"},"9e30bc38-26f6-5892-9b38-6c81101cb0d5":{"title":"Abbigliamento e gioielleria delle donne musulmane","description":"L'Islam ingiunge sia agli uomini che alle donne di vestire modestamente. Alle donne musulmane si richiede di coprire il capo e di indossare lunghi indumenti a manica, dal collo alle caviglie. A parte queste convenzioni generali osservate da tutti, gli abiti delle donne musulmane sono sempre stati molto vari, cambiando da cultura a cultura e da un periodo all'altro in termini di tessuti, disegno, modelli, stile di copricapo e accessori. Nel modo di apparire di una donna ha sempre svolto un ruolo fondamentale anche la classe sociale di appartenenza e il retroterra etnico.","quote":"*'L'Islam ingiunge sia agli uomini che alle donne di vestire modestamente e alle donne è richiesto anche di coprire il capo.'*"},"9f0c366a-10e7-53d5-91e8-2d8a35ffc22a":{"title":"La decorazione geometrica","description":"Gli artisti musulmani non hanno inventato la decorazione geometrica, essendosi ispirati all'arte romana, bizantina, persiana e berbera: l'hanno però sviluppata e portata all'acme della sua potenzialità espressiva.","extra":{"credits":"Curators & authors \nCarmen ALONSO-RODRIGUEZ, Madrid \nMaria da Conceição AMARAL, Silves \nGaspar ARANDA, Madrid \nHouria CHERID, Algiers \nLakhdar DRIAS, Argel \nNaima ELKHATIB-BOUJIBAR, Casablanca \nÁngela FRANCO, Madrid \nÁngela GARCIA-BLANCO, Madrid \nSusana GOMEZ, Mertola \nKamal LAKHDAR, Rabat \nSantiago MACIAS, Mertola \nMohamed MEZZINE, Fez \nMargarita SANCHEZ-LLORENTE, Madrid \nClaudio TORRES, Mertola \n \nCoordination \nMiguel GARCIA, Madrid \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Nell'arte islamica la geometria fornisce la base per i motivi decorativi predominanti, ai quali si subordinano normalmente gli altri motivi ornamentali. La decorazione geometrica compare ovunque sia nell'architettura sia nelle arti applicate come la ceramistica, l'arte tessile e quella libraria. A prescindere da materiali, misure e tecniche usati, i motivi rimangono praticamente gli stessi. \nGli artisti musulmani non hanno inventato la decorazione geometrica, essendosi ispirati all'arte romana, bizantina, persiana e berbera: l'hanno però sviluppata e portata all'acme della sua potenzialità espressiva. \nI risultati raggiunti dai musulmani nella ornamentazione geometrica furono resi possibili anche dall'importanza attribuita nel mondo islamico agli studi matematici, per esempio a quella pitagorici. \nCiò risulta evidente se si guardano per esempio le decorazioni a fasce geometriche ereditate dalla decorazione preislamica che vengono rielaborate fino ad ottenere combinazioni complesse di fregi a nastri intrecciati: partendo dal cerchio, furono generate una straordinaria varietà di figure (quadrati, rombi, esagoni, ottagoni, stelle a sei, otto, dieci, dodici o più punte) seguendo i principi della ripetizione simmetrica, della moltiplicazione o suddivisione che furono applicati su qualsiasi materiale, di qualsiasi dimensione. \nLa ricchezza cromatica e l'abilità nell'accostamento tonale fanno sì che le composizioni vengano poste a risalto creando l'illusione di diverse superifici. Se si vuole dare l'idea di ricchezza, si ottengono inoltre effetti tridimensionali sia con la ripetizione dei motivi (come nel caso della rete di rombi o *sebka*), sia con il contrasto di diverse tessiture o con l'uso generalizzato di *muqarnas* o *muqarbas* (nell'occidente musulmano). \nI motivi geometrici, scaturiti dalla stilizzazione di motivi naturalistici, non sono privi di valenze simboliche a seconda della funzione dell'oggetto o dell'edificio.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/geometric/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/21/portal_image/1.jpg","display_order":14}}},"9f7848ae-c4b1-5425-8491-708ef71e028d":{"title":"Gestione dell’acqua","description":"Anche se i sistemi idrici costruiti dai romani furono ampiamente riutilizzati nei secoli, il contributo della civiltà islamica nell'ambito della gestione dell'acqua è altrettanto importante. L'immigrazione araba su vasta scala provocò l'aumento della popolazione e una nuova classe di proprietari terrieri addetti alla produzione agricola. Il retaggio delle tecniche romane di gestione dell'acqua fu quindi ulteriormente potenziato dalle dinastie islamiche, come testimoniato dalla costruzione di molti nuovi sistemi di irregimentazione delle acque, come canali sotterranei, canali irrigui, acquedotti, cisterne, dighe, bacini di raccolta dell'acqua piovana e ruote ad acqua (le norie).","quote":"*'Il retaggio delle tecniche romane di gestione dell'acqua fu ulteriormente sviluppato dalle dinastie islamiche.'*"},"9faade38-b220-5c24-8c3c-705dc77ce345":{"title":"Abbigliamento e gioielleria delle donne musulmane","description":"Gli indumenti andavano spesso fermati e abbottonati e le donne dei ceti agiati prendevano spunto da questa necessità per esibire splendidi gancetti, bottoni e asole lavorati in oro e argento, unendo così l'utile al bello. \nAccessori di gioielleria erano comunemente usati per accrescere l'effetto dell'abito e le donne di qualsiasi ceto erano felici di esibire in occasioni sociali la propria eleganza, non solo per valorizzare la loro bellezza, ma anche per sottolineare il proprio benessere. La gioielleria oltre tutto costituiva forma di accumulo da convertire in denaro, in caso di necessità. Alcuni modelli di gioielli contengono versetti del Corano, preghiere o giaculatorie esoteriche contro il malocchio.","quote":"*'**Accessori di gioielleria erano comunemente usati per accrescere l'effetto dell'abito.'*"},"a04edab2-8889-509d-8f02-71d9be653c47":{"title":"Donne della famiglia reale: discendenti di Fatima al-Zahra","description":"Le principesse fatimidi beneficiarono con dotazioni vari palazzi e istituzioni religiose del regno. Sappiamo che al Cairo alcuni appartamenti del Palazzo Occidentale destinati a Sitt al-Mulk, sorella del califfo al-Hakim, erano decorati con pannelli in legno intagliato e impreziositi con scene di vita di corte e di caccia. Sayyida Ulam al-Ameriyya, moglie del califfo al-Amir bi-Ahkam Allah (r. 495–524 / 1101–30) fece costruire un santuario, decorato con iscrizioni epigrafiche a caratteri kufici, riportanti il nome della committente, in memoria della venerata Sayyida Ruqayya, figlia dell'imam 'Ali Ibn Abi Talib, quarto califfo 'ben guidato' (*Rashidun)*. Il santuario era arredato con un magnifico pulpito in legno di qaru e teak indiano.","quote":"*'Le principesse fatimidi beneficiarono con dotazioni vari palazzi e istituzioni religiose del regno.'*"},"a09c8ed7-01f3-5c9b-bd21-96a1d81c4678":{"title":"Le Donne","description":"'L'Islam assegna alle donne una posizione ben definita nella società; le donne musulmane hanno sempre contribuito attivamente alla cultura dell'ambiente in cui sono vissute, sia a casa, sia nelle professioni, sia come promotrici di iniziative caritatevoli oppure nelle arti.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nNoorah AL-GAILANI, Glasgow \nUlrike AL-KHAMIS, Edinburgh \nJamila BINOUS, Tunis \nAicha BENABET, Tunis \nHouria CHERID, Algiers \nElsayed HAMAD, Cairo \nMourad RAMMAH, Kairouan \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nEnaam Selim, Cairo \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"L'Islam assegna alle donne una posizione ben definita nella società. I loro diritti, doveri e status sociale sono trattati nel Corano e sanciti dalla *Sharia*, la legge islamica. Nella storia dell'Islam, le donne hanno praticato attivamente la fede. Non c'è mai stato comunque - e non c'è neanche oggi- un approccio uniforme nell'interpretazione delle dottrine islamiche nel variegato mondo musulmano, con le sue diverse civiltà; ogni società islamica ha adattato il suo sistema all'Islam secondo il proprio retaggio culturale: di conseguenza non si può parlare di una condizione femminile omogenea nell'Islam. La complessità delle eredità culturali e patriarcali con cui le donne musulmane hanno dovuto confrontarsi – alcune di esse pre-islamiche – e il gran numero di compiti loro attribuiti all'interno delle società in cui esse sono vissute e vivono, stanno a dimostrare comunque il continuo sforzo nel sostenere battaglie per condizioni di vita migliori in una società giusta. \nMolte donne musulmane nella storia sono diventate modelli di comportamento per altre donne, prima fra tutte Sayyida Khadija bint Muhammad al-Khurasani, prima moglie del profeta Maometto, donna di affari indipendente e animosa, vera sostenitrice della missione del Profeta. Molti individuano un altro modello in Sayyida al-Manubiya, scrittrice mistica molto acclamata nella Tunisia medioevale. Maryam bint Abd al-Rahman, donna giudice vissuta agli inizi del secolo VIII E. / XIV d.C. in Palestina, pubblicò una propria raccolta di interpretazioni dell'*al-Hadith* ('I Discorsi del Profeta'). Personaggio chiave del XIX secolo è Huda Sharawi, pioniera e capo carismatico delle lotte per i diritti della donna nella società araba e musulmana. \nSiamo a conoscenza dei vari lavori pubblici voluti da donne delle classi agiate e il loro rapporto con il potere è testimoniato da realizzazioni e magnifiche opere d'arte pervenuteci, che dimostrano il loro mecenatismo e il loro prestigio. D'altro canto, a causa delle poche fonti documentarie riferite ad esse e della scarsezza di testimonianze materiali pervenutici, la nostra conoscenza relativa alle donne comuni è frammentaria. Possiamo farci un'idea della loro vita dalle attività da esse praticate, come il tessere, il ricamare, il modellare la creta e dalle fonti ufficiali riferite a sentenze, matrimoni, divorzi e altre questioni.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/women/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/23/portal_image/1.jpg","display_order":9}}},"a0cc97a9-d2a3-5089-88c2-b997f283e950":{"title":"La cultura della tavola","description":"La cultura della tavola alla corte ottomana era tenuta in una considerazione eccezionale e quasi ogni pietanza aveva uno chef apposito: lo chef per la zuppa (*çorbacıbaşı*), lo chef per la helva (*helvacıbaşı*) e così via. Ai banchetti per le cene di Ramadan (*iftar*), venivano adagiati sul pavimento, ricoperto di drappi, dei cuscini al centro dei quali veniva sistemato un vassoio di rame, d'argento o dorato, su cui si sistemavano dei cucchiai di guscio di tartaruga, corallo, avorio o altri tipi di osso. I piatti seguivano un ordine tradizionale: il primo piatto era la zuppa, servita in scodelle individuali; seguiva la portata principale a base di pollo o altra carne servita su ampi piatti coperti (per mantenere caldo il cibo) chiamati *kuşhane*. La portata principale era accompagnata da bevande e infine erano serviti i dolci come *zerde*, *baklava* e *helva.*","quote":"*'Quasi ogni pietanza aveva uno chef apposito: lo chef per la zuppa (çorbacıbaşı), lo chef per la halva (helvacıbaşı) e così via.'*"},"a1627728-24d7-5242-9f95-1b065c869096":{"title":"I piaceri e le feste di corte","description":"I Fatimidi amavano la vita all'aria aperta e disponevano di giardini ben tenuti e frutteti. Gli ospiti erano invitati a passeggiare fra le piante per godere delle splendide fontane decorate e del suono dei giochi d'acqua. Alcune residenze reali erano fornite di strutture atte ad ospitare animali esotici e uccelli. Al di là dei cancelli dei palazzi, la famiglia reale e i membri della classe dominante praticavano vari sport fra cui la caccia e l'equitazione. Si cacciavano uccelli, lepri e gazzelle facendo uso di uccelli rapaci, cani e cavalli. Il polo, la sfida col bastone e il lancio del giavellotto erano altri sport molto amati.","quote":"*'I Fatimidi amavano la vita all'aria aperta e disponevano di giardini ben tenuti e frutteti.'*"},"a1f710c0-f3ac-5a24-a8f4-4bfadf1b55e4":{"title":"La decorazione geometrica sui manufatti di ceramica"},"a2d6b201-caf9-5fdf-9be7-286d4b763f71":{"title":"Il mecenatismo di corte","description":"Grandi progetti architettonici furono realizzati sia a beneficio della comunità sia ad uso personale della classe dirigente. In città come Amman, per esempio, furono eretti un complesso palaziale, una moschea, un mercato e un impianto di approvvigionamento idrico, per accogliere le strutture di governo e l'amministrazione del distretto oltre che per sopperire ai bisogni della popolazione. \nFurono costruite infrastrutture di vitale importanza come dighe, cisterne e bacini di riserva idrica, ponti. \nIl mecenatismo in architettura si spinse oltre, fino a permettere la costruzione di interi centri abitati e città come, per esempio, i complessi palaziali e amministrativi di Gerusalemme e Amman (Giordania) dove al Palazzo e alla Moschea Congregazionale viene data una posizione centrale, costruendoli uno accanto all'altra.","quote":"*'Progetti architettonici furono realizzati sia a beneficio della comunità sia ad uso della classe dirigente.'*"},"a33e8d0d-78bb-5e1f-bf96-8cdd1b65b6f8":{"title":"I rapporti con il resto del mondo: contatti diplomatici e commercio internazionale","description":"Durante tutto il periodo del loro regno, i Mamelucchi mantennero relazioni diplomatiche con le principali corti d'Europa fra cui la Castiglia, la Sicilia, le Repubbliche Marinare italiane e l'impero bizantino oltre che, a est, con i Mongoli e l'Estremo Oriente. Lo scambio di doni diplomatici ed il commercio su vasta scala favorirono l'istaurarsi ed il consolidarsi di relazioni internazionali in Egitto e Siria.","quote":"*'Lo scambio di doni diplomatici favorì l'istaurarsi ed il consolidarsi di relazioni internazionali in Egitto e Siria.'*"},"a4a1d940-8c79-56af-9276-3b8d7e1c6911":{"title":"L’arte oltre i confini della capitale","description":"E' interessante considerare l'arte ottomana fuori dalla capitale. Mentre in Anatolia permangono elementi di origine turca, più a sud si sviluppa una sintesi con il ricco retroterra culturale della regione, compresi gli importanti contributi delle minoranze non musulmane. Come risultato del programma centralizzatore della corte ottomana, il patrimonio culturale del Medio Oriente – costituitosi con l'arte degli Omayyadi, Abbasidi, Ayyubidi, Fatimidi e Mamelucchi – si mescolò con gli elementi ottomani.","quote":"*'L'arte degli Omayyadi, Abbasidi, Ayyubidi, Fatimidi e Mamelucchi si mescolò con elementi ottomani.'*"},"a52fece5-e533-5203-bd90-001ae174dfca":{"title":"Arte e architettura regia"},"a54056db-53e8-5044-b4c1-ab40a258ab5b":{"title":"L’arte negli spazi di preghiera","description":"All'effetto della luce del giorno che passando attraverso vetrate con disegni di fiori colorati illuminava l'interno della moschea si aggiungeva quello della luce delle lampade ad olio in vetro pendenti dall'alto e decorate con versi del Corano e simboli imperiali. Stuoini di preghiera e tappeti, disegnati anch'essi negli opifici di corte, erano omogeneamente decorati con motivi simili a quelli delle maioliche che ornavano i muri. Leggii per il Corano, contenitori in legno dove si conservava una copia del Corano, e i *minbar* erano altri oggetti dove la fede islamica e il luogo di preghiera si sposavano con l'arte.","quote":"*'Leggii per il Corano, contenitori in legno dove si conservava una copia del Corano, e i minbar erano ulteriori oggetti dove la fede islamica e il luogo di preghiera si sposavano con l'arte.'*"},"a558466d-1411-5f51-bb99-70959fe5d70a":{"title":"La decorazione geometrica sui tessuti","description":"Nella decorazione tessile, tessuti e tappeti, predomina la geometria a bande semplici, a linee spezzate o a riquadri, per quanto compaiano a volte, nei tessuti più antichi, alcuni motivi figurativi come il bestiario araldico, animali che anche se stilizzati e senza modellatura ripropongono le immagini di arte antica da cui provengono. Per quanto riguarda i colori, abbondano gli azzurri, i gialli e i rossi nelle diverse gradazioni e si intessono fili d'oro e d'argento per creare brillanti contrasti. \nNei tappeti, la principale novità è costituita dalla stilizzazione completa dei motivi figurativi fino a renderli quasi irriconoscibili. Spesso le superfici decorate vengono divise in medaglioni poligonali.","quote":"'*Compaiono motivi figurativi, come il bestiario araldico*'"},"a63d73d1-ce20-5a6f-9699-40bef46f5a8e":{"title":"I gioielli: ricchezza, prestigio e protezione esoterica","description":"I gioielli erano presenti in tutta la vita di una donna. Da bambina indossava gioielli che la proteggevano dal malocchio. Quando veniva chiesta in sposa riceveva dai genitori, oltre alla dote, gioielli di famiglia. Il fidanzato, da parte sua, le regalava gioielli e preziosi in modo che il giorno del matrimonio potesse apparire sul luogo della celebrazione con i suoi ornamenti più belli.","quote":"*'Patrimonio inalienabile di una donna'*."},"a68e0dec-446e-5c8a-bf2e-1f05f0f0e7fb":{"title":"L’arte andaluso-maghrebina","description":"L'arte andaluso-maghrebina aderì alla predilezione dell'arte islamica per la decorazione degli interni e delle facciate degli edifici, con l'uso sistematico dell'arco e del capitello come elementi decorativi. \nAnche se l'arco a ferro di cavallo è il più caratteristico, gli architetti crearono anche nuovi tipi di archi o ne ottennero di nuovi combinando gli elementi in modo diverso. Lo stesso può dirsi per i capitelli: la modifica delle proporzioni e l'arricchimento del fogliame dei capitelli romano-bizantini diedero luogo a capitelli di spiccata originalità. \nIl punto di partenza di questo modo di intendere l'architettura è la moschea di Cordova.","quote":"'*Dall'arte degli emirati occidentali a quella dei regni di Taifa: formazione e maturità di un gusto di tipo barocco*'."},"a787ec88-bc49-5171-bf60-265ba0253dd4":{"title":"Calligrafia monumentale"},"a83b5614-7afc-5fae-8115-5fbbcede5144":{"title":"La gestione della prosperità","description":"Circa nello stesso periodo, il califfo abbaside Al-Mutawakkil (r. 232–47/847–61), ordinò la costruzione di un'altra struttura ingegnosa: il Nilometro. Questa era usata per misurare il livello delle inondazioni stagionali, permettendo alle autorità in campo agricolo di avanzare previsioni sul raccolto e quindi delle tasse da applicare. Il Nilometro era utile anche alle popolazioni della valle del Nilo per prevedere una possibile scarsezza di cibo ed i razionamenti nei periodi di siccità, preservando così sia il benessere sia la salute del paese.","quote":"*'**Il Nilometro era utile alle popolazioni della valle del Nilo per prevedere una possibile scarsezza di cibo ed i razionamenti nei periodi di siccità.'*"},"a919029f-a759-5c31-89dc-8db0585bcd4c":{"title":"La raffigurazione umana","description":"In periodi successivi a quello omayyade, la figura umana pur continuando a comparire, diventa meno frequente. Durante i periodi abbaside (132–750 / 923–1517), fatimide e in quelli seguenti, l'arte figurativa si manifesta principalmente su manoscritti miniati e ceramiche, con grande varietà di soggetti sia religiosi sia profani. I temi religiosi vertono anche sul viaggio mistico del Profeta e la sua ascensione, mentre quelli profani ritraggono scene di vita quotidiana e celebrano la magnificenza del sovrano.","quote":"*'In periodi successivi l'arte figurativa si manifesta principalmente su manoscritti miniati e ceramiche.'*"},"aa042c08-6f7c-5f9d-b7df-e0e92304f71d":{"title":"Esportazione del lusso"},"aa67e1af-35cc-5e7a-99e2-d1870c0b4ca7":{"title":"Due sultani mamelucchi contro i Franchi","description":"Malgrado il crescente impegno bellico coronato da successo attuato dalla dinastia ayyubide (564–658 / 1169–1260) per cacciare i Crociati franchi dal Levante, l'obiettivo non fu raggiunto pienamente. Passarono altri 50 anni di lotte prima che i Mamelucchi d'Egitto riuscissero nell'intento di allontanare definitivamente i Franchi dalla Terra Santa e dalle coste della Siria.","quote":"*' I* *Mamelucchi d'Egitto riuscirono nell'intento di allontanare i Franchi dalla Terra Santa.'*"},"aa7dbfdb-56bd-59fa-98ce-c5b08de806c5":{"title":"I caratteri Kufici"},"aaa18cdd-a5f0-52cf-9e64-9676401e300e":{"title":"Madrasa e Istruzione","description":"Gli ospedali *(bimaristan*) erano anche importanti centri di formazione scientifica. Il viaggiatore andaluso Ibn Jubayr rimase impressionato dal Bimaristan Nur al-Din di recente costruzione, che, come egli annotò, era sia un centro di cura sia una scuola di medicina fornita di vasta biblioteca. Ibn Jubayr descrive anche l'orologio ad acqua che ammirò nella Moschea degli Omayyadi. Abu al-Fadl Muhammad Ibn 'Abd al-Karim al-Harithi, conosciuto come al-Muhandis, o 'il Geometra', era medico di ruolo nell'ospedale ed eclettico scienziato versato nelle scienze matematiche. Fu lui a disegnare gli intagli geometrici sulla porta del *bimaristan* e sempre lui a riparare l'orologio meccanico della Moschea degli Omayyadi.","quote":"*'Il Bimaristan Nur al-Din* *era sia un centro di cura sia una scuola di medicina fornita di vasta biblioteca.'*"},"aaf61a39-17ed-561e-8fc6-7e7f983d5ddd":{"title":"Egitto","description":"La decadenza economica, politica e culturale che colpì tutto il territorio ottomano in questo periodo potrebbe essere stata la causa di fondo della tendenza alle riforme in direzione occidentalizzante, e che si basava sull'adattamento in tutti i campi dell'arte di alcuni tratti ed elementi dell'arte islamica a determinati valori estetici europei. Gli elementi occidentalizzati di edifici e palazzi suggerivano una magnificenza e opulenza apprezzate dai sultani e dai re ottomani, e dunque questo stile prevalse sugli elementi islamici quali i *muqarnas* e i vari motivi geometrici, vegetali ed epigrafici.","quote":"“Gli elementi occidentalizzati di edifici e palazzi suggerivano una magnificenza e opulenza apprezzate dai sultani e dai re ottomani,..”"},"ab61d1b6-fc37-59e8-a3b2-262f917d2f6e":{"title":"La convivenza delle tre culture","description":"Dalla Tunisia all'Algarve portoghese non mancano prove della presenza cristiana in territori musulmani. Questa convivenza si verificò più nelle città che nelle campagne per via delle attività commerciali. In alcuni casi le comunità cristiane godettero anche di un certo potere e di sufficienti mezzi economici per pagare raffinati lavori artistici. \nLe comunità ebraiche che vivevano nell'occidente musulmano prima dell'avvento dell'Islam coabitarono con i musulmani sotto le diverse dinastie in propri quartieri, occupandosi di attività amministrative e artigianali e partecipando alla vita sociale ed economica.","quote":"*'Cristiani ed Ebrei nelle terre musulmane'*"},"ab86e7ab-a2af-55b0-bd1d-acb09915baa1":{"title":"Moschee e palazzi","description":"I Fatimidi investirono grandi energie nel far costruire, arredare e mantenere le moschee per diffondere il credo sciita. A Mahdia o nella loro splendida capitale il Cairo – con imponenti realizzazioni come le moschee al-Azhar e al-Aqmar – fino in regioni lontane come la Sicilia, le moschee fatimidi erano progettate per fungere da simbolo di propaganda sciita. Da un punto di vista architettonico, la moschea fatimide si differenzia dalle altre: un'entrata sporgente che richiama gli archi di trionfo romani; cupole di pietra e una facciata con iscrizioni (di contenuto sciita) realizzate con caratteri kufici. Ma la differenza più sorprendente è l'assenza di minareti.","quote":"*'Le moschee fatimidi erano progettate per fungere da simbolo di propaganda sciita.'*"},"ab8c2fe1-9836-5c36-9b9a-179e2f8b07fb":{"title":"La decorazione geometrica in architettura","description":"Nella decorazione architettonica sono predominanti i motivi geometrici, ai quali vengono subordinati gli altri motivi. Il carattere lineare e ripetitivo dell'ornamentazione geometrica si presta alla copia fedele, da parte degli artigiani, di trame compositive complicate che di conseguenza si perpetrano nel tempo e nello spazio in modo formalmente molto simile. La grande varietà di motivi geometrici, inoltre, e le loro possibilità di adattamento ai più diversi materiali come la maiolica, lo stucco, il laterizio e il legno, ne favoriscono l'utilizzo in qualsiasi parte dell'edificio: pavimenti, zoccolature, pareti, cornicioni e soffitti.","quote":"'*La natura ripetitiva della decorazione geometrica permette agli artigiani di effettuare copie fedeli di schemi complessi.*'"},"ad8cb308-f2d0-51c1-8a74-24b337e0c430":{"title":"L’Haram della Mecca e la Kaba","description":"I califfi musulmani e, più tardi, i sultani mamelucchi, si dichiararono primi protettori delle città sante dell'Hijaz. Di conseguenza erano responsabili dei restauri e della manutenzione dell'*Haram* della Mecca come anche della moschea e della tomba del Profeta a Medina. Per onorare gli impegni legati al titolo, il sultano mamelucco Qaytbay (r. 872–901 / 1468–96) fece costruire al Cairo un *wikala* (ostello), le cui entrate erano devolute per vettovaglie e altre donazioni caritatevoli per i bisognosi che vivevano nei pressi delle città sante: la Mecca e Medina.","quote":"*'I califfi musulmani e più tardi i sultani mamelucchi, si dichiararono primi protettori delle città sante dell'Hijaz.'*"},"adc2c82c-8dbe-5321-9ab3-9fea14b4167f":{"title":"Turchia","description":"Sebbene vi fosse da secoli una relazione tra gli Ottomani e l'Occidente attraverso guerre o commerci risalenti al Medioevo, l'occidentalizzazione del gusto Ottomano giunse all'impero molto più tardi. \nL'apice dell'Impero ottomano, raggiunto nel XVI secolo, non durò a lungo, e le debolezze del sistema amministrativo, insieme all'erosione degli organi militari e finanziari, provocarono la perdita di territori dell'impero a partire dalla fine del XVII secolo. Furono fatti tentativi per riacquisire il potere un tempo saldo dell'impero, tra cui l'importazione di misure dalle infrastrutture amministrative e tecniche dell'Occidente, un prestito che si rifletteva anche nella società e nell'arte ottomana. Le più strette relazioni culturali e diplomatiche stabilite con l'Occidente, rafforzate dalla percezione dell'Impero ottomano come nuovo mercato dei prodotti europei, portarono a nuovi sviluppi sia nella struttura della società che nella sua arte. Pertanto, l'introduzione di elementi occidentali nel repertorio artistico ottomano nel XVIII e XIX secolo è nota come periodo di occidentalizzazione.","quote":"Sebbene vi fosse da secoli una relazione tra gli Ottomani e l'Occidente attraverso guerre o commerci risalenti al Medioevo, l'occidentalizzazione del gusto Ottomano giunse all'impero molto più tardi."},"adc7d88a-073e-571d-ad07-7d7f35682e7e":{"title":"Viaggi e Commercio"},"afba56c6-390e-5231-9951-6321bf20581e":{"title":"Scuole di Calligrafia"},"b16c75fd-58ed-5aaa-b553-978b13694e35":{"title":"La corte e le arti","description":"La calligrafia era curata dai calligrafi di corte (*hattats*) che godevano di una posizione sociale elevata ed erano tenuti in grande considerazione dal sultano che permetteva loro di accedere alla lettura e alla consultazione dei preziosi manoscritti della biblioteca di corte. Interesse e rispetto per la calligrafia non mancò mai nei secoli e, a differenza del declino a cui si assistette in altre forme artistiche, l'arte della calligrafia si sviluppò sempre in consonanza con il gusto del momento nelle varie epoche. \nNel secolo XIX i sultani ottomani, optando per un diverso stile di vita, si trasferirono nei palazzi Dolmabahçe e Yıldız costruiti con gusto occidentale. Il trasferimento delle attività dal palazzo Topkapı comportò un cambiamento nel gusto artistico dei sultani e le botteghe di corte vennero chiuse, fatto che segnò la rottura delle relazioni fra palazzo e produzione artistica.","quote":"*'Godendo di una posizione sociale elevata, i calligrafi di corte erano tenuti in grande considerazione dai sultani.'*"},"b1e5cc51-1bae-53e9-9ca7-b41d062600ac":{"title":"Arte turco-islamica nell’Anatolia preottomana","description":"La decorazione architettonica selgiuchide in Anatolia adotta come materiali soprattutto le ceramiche, la pietra, il legno e l'intonaco. Conformemente alle usanze islamiche, negli edifici religiosi si preferisce la decorazione a motivi floreali e geometrici con iscrizioni ma, specialmente nei palazzi, è presente diffusamente anche l'arte figurativa: un mondo di uomini, animali e creature mitiche, risultato di una buona osservazione e di una viva immaginazione che smentisce il luogo comune che vuole che la rappresentazione figurativa sia proibita nell'arte islamica.","quote":"*'Un mondo di uomini, animali e creature mitiche, risultato di una buona osservazione e di una viva immaginazione.'*"},"b1f3d679-a18b-5258-af5f-524e8530cb84":{"title":"Il sultano e la sua corte"},"b2dfb887-c592-5972-be84-da52442aac78":{"title":"Viaggio di un pulpito islamico","description":"Questa è la storia di un *minbar* (pulpito) islamico sottratto ai Crociati e messo in salvo. Il *minbar* era stato previsto originariamente per il *maqam* (santuario) di Ashqelon dedicato al grande martire musulmano al-Husayn, nipote del profeta Maometto. Come il *mihrab* (la nicchia che indica la direzione della preghiera), il *minbar* è un punto focale della moschea ma diversamente da esso è normalmente mobile. Ad eccezione di alcune copie di Corano, il *minbar* è perciò il solo oggetto mobile in una moschea che rivesta un profondo valore spirituale.","quote":"*'**Questa è la storia di un minbar islamico sottratto all'avanzata dei Crociati.'*"},"b3513528-5861-5dfd-a473-0f15c92c8f94":{"title":"La decorazione geometrica sui manufatti di ceramica","description":"Nell'arte ceramica i motivi geometrici derivano spesso dalla stilizzazione di motivi vegetali naturalistici che sono stati schematizzati e geometrizzati nel tempo. Questo processo di astrazione appare molto chiaramente in alcuni piatti e bacili a decorazione geometrico-vegetale radiale: partendo da motivi originariamente naturalistici, come il fiore a petali arrotondati, le forme si evolvono fino a raggiungere la semplicità assoluta di linee radiali che delimitano spazi triangolari.","quote":"'*I motivi naturalistici vengono stilizzati fino a raggiungere la semplicità assoluta'*"},"b4082e27-2852-5968-8ae5-6d5eb32f370a":{"title":"La gestione della prosperità"},"b47b44b8-f4c5-57ff-b813-46c5b0f3fb22":{"title":"La moschea, luogo di preghiera","description":"Il cortile antistante la sala di preghiera è uno spazio scoperto e porticato a cui si accede dalla strada. In esso il fedele si prepara alle orazioni purificando il suo corpo con le abluzioni rituali, così come successivamente purificherà la sua anima con la preghiera. Anche il cortile come la sala di preghiera è luogo di incontro dei fedeli.","quote":"'*Il cortile*'"},"b5239e1f-1ae6-5f79-9b09-016f7be99ee0":{"title":"Il pellegrinaggio verso la Terra Santa","description":"Due erano le vie principali per i pellegrini musulmani in viaggio per la Mecca: la via egiziana, percorsa da pellegrini provenienti dalla fascia sub sahariana e dal Nord Africa e la via siriana, usata da pellegrini provenienti dalle province orientali. Le carovane che attraversavano la Siria spesso dovevano allungare il cammino verso est per evitare la Terra Santa a causa della presenza dei Crociati.","quote":"*'Due erano le vie principali per i pellegrini musulmani in viaggio per la Mecca.'*"},"b554b571-d0e5-5750-8458-758d1d2857a2":{"title":"Il sultano e la sua corte","description":"A corte il sultano era circondato da una cerchia ristretta di consiglieri veterani, ognuno dei quali aveva specifiche mansioni, come coppiere, tesoriere o maggiordomo. Questi Mamelucchi veterani erano stati previsti per aiutare lealmente il loro sultano nei vari impegni religiosi, politici e militari, ma spesso presero parte a sommosse e congiure di palazzo contro il loro signore. \nIn senso positivo, essi facevano a gara per emulare le attività del sultano come mecenati dell'arte e dell'architettura. Siccome ai figli dei Mamelucchi non era permesso ereditare il rango e i privilegi dei loro padri, le dotazioni (*waqf*) di fondazioni religiose erano un sistema molto diffuso per procurare entrate sicure per la propria famiglia.","quote":"*'I consiglieri mamelucchi facevano a gara per emulare le attività del sultano come mecenati dell'arte e dell'architettura.'*"},"b57ef26f-345f-5d0d-8e89-3f02ef5a1f29":{"title":"Giordania","description":"In Giordania le caratteristiche estetiche occidentali del periodo ottomano sono rappresentate principalmente in scene naturalistiche che prima non facevano parte del linguaggio visivo degli ottomani. Gli artisti europei che realizzarono queste scene introdussero nuovi elementi artistici e li integrarono sapientemente con quanto trovarono di già realizzato in Giordania. Inoltre in questo periodo è attestato il frequente utilizzo (più delle monete ottomane) di monete occidentali con motivi figurativi umani. In generale venivano infatti preferiti i manufatti occidentali, in particolare le monete, usate come ornamenti, in particolare per collane, collane da mento e veli. Questi artisti venuti dall’Occidente decorarono con i loro affreschi anche case, chiese e altri tipi di edifici. Alcuni di questi divennero in seguito musei, molte delle chiese sono ancora oggi in uso, mentre alcune case continuano ad essere abitazioni di privati che le conservano e le restaurano. \nAnche dopo il declino dell'impero ottomano, i giordani continuarono ad apprezzare le monete occidentali e ottomane e le donne continuarono a indossare ciondoli e braccialetti d'oro adornati con le monete del re Giorgio V e del sultano Muhammad Rashad V, spesso ricevute come dote. Parte di questo patrimonio è esposto al Museo del Folklore, mentre altri oggetti appartengono ancora ai successori di queste antiche famiglie.","quote":"\"In Giordania le caratteristiche estetiche occidentali del periodo ottomano sono rappresentate principalmente in scene naturalistiche che prima non facevano parte del linguaggio visivo degli ottomani.\""},"b6146a5e-8a97-5fec-bf52-891c57ea0891":{"title":"Scuole di Calligrafia","description":"Dall'avvento dell'Islam e attraverso i secoli successivi, la calligrafia araba si è sviluppata in varie scuole. I caratteri più significativi e diffusi sono il kufico, il *naskhi* e il *thuluth*. I caratteri kufici furono i più antichi dei tre, adottati soprattutto per i lavori calligrafici, ma si rivelarono inappropriati per altri usi comuni, dando luogo alla creazione dei caratteri *naskhi*, usati soprattutto in ambiti di utilizzo pratico riguardanti la vita civile quotidiana.","quote":"*'*I caratteri più significativi e diffusi sono il kufico, il *naskhi* e il *thuluth.'*"},"b82e552a-e3da-5171-bbda-751d4602d53f":{"title":"Due sultani mamelucchi contro i Franchi","description":"Entrambi i sultani, Baybars e Qalawun, furono instancabili committenti di oggetti d'arte di lusso ed edifici che furono eretti non solo nella capitale, il Cairo, ma anche in Terra Santa e in Siria. Baybars, ad esempio, fece restaurare delle fortezze in Palestina e Siria, ma i suoi interessi non si limitarono solo all'architettura militare come dimostra la vasta moschea Congregazionale del Cairo, la più antica moschea reale mamelucca della città pervenutaci. Morì nella Cittadella di Damasco (676 / 1277) e fu seppellito in un mausoleo (*qubba*) a nord della Moschea degli Omayyadi. La *qubba* è parte di una scuola già a lui dedicata, la Madrasa al-Zahiriyya.","quote":"*'I* *sultani Baybars e Qalawun, furono instancabili committenti di oggetti d'arte di lusso ed edifici.'*"},"ba6e5443-d6c5-5620-916d-366e3adb48bc":{"title":"Al-Raqqa: capitale siriana del califfo Harun al-Rashid","description":"Dopo la morte di al-Rashid nel 192/809 il governo tornò a Baghdad, ma la città di al-Raqqa conservò la sua importanza strategica, essendo situata alle porte dell'impero bizantino e diventò sede del governatore della regione di al-Jazira, fra i fiumi Eufrate e Tigri, nel nord-est siriano e nord-ovest iracheno. Durante il regno del califfo al-Mutasim – il fondatore di Samarra in Iraq – al-Raqqa visse un altro periodo di restauri e di fervente attività edilizia con nuove realizzazioni architettoniche ispirate alle linee e agli schemi decorativi di Samarra. Ad al-Raqqa fiorirono in questo periodo anche le industrie del vetro e delle ceramiche, influenzate dalle ceramiche coeve prodotte a Damasco e in varie città dell'Iraq.","quote":"*'**Ad al-Raqqa fiorirono in questo periodo anche le industrie del vetro e delle ceramiche.'*"},"bb6637ac-a866-515d-b9a2-3869310f0ad7":{"title":"La Civiltà della Parola","description":"Le iscrizioni variano nel soggetto e comprendono una grande quantità di stili calligrafici: possono riferirsi al committente o riportare versi del Corano, suppliche di protezione, benedizioni, versi poetici o proverbi. Questi ultimi sono normalmente preferiti a complemento della funzione dell'oggetto, come l'uso del verso coranico 'Dio, Luce del Mondo' (24: 35) sulle lampade delle moschee, oppure l'uso di versi poetici per celebrare il lavoro della penna che si possono leggere su portapenne o astucci da scrivania. Le suppliche di protezione e le invocazioni di benedizioni compaiono su vasellami come beneaugurante contributo alla loro funzione. Parole come '*barakah'* riconoscono e invocano la generosità di Dio e augurano buona fortuna al proprietario. Lo stesso dicasi per la presenza, su un determinato oggetto, di uno dei novantanove appellativi di Dio con lo scopo di preservare l'oggetto stesso e il suo contenuto da possibili danni e perdite.","quote":"*'Le iscrizioni sono generalmente usate come complemento della funzione dell'oggetto.'*"},"bc3059aa-db7e-5ab4-ae05-77999d031552":{"title":"Cerimoniali e svaghi di corte","description":"A partire dal II / VIII secolo gli Omayyadi indirizzarono le loro mire sempre più verso est, dopo avere provato più volte senza successo a conquistare Costantinopoli. Questo comportò rapporti più ravvicinati con l'Iran, che si ripercossero nell'arte e nell'architettura, ma soprattutto nei cerimoniali di corte. \nSi sviluppò così un elaborato protocollo di ricevimenti e udienze volto a enfatizzare la separazione fra governante e governati. I palazzi omayyadi pervenutici, con i loro sfarzosi arredi realizzati con ricchezza di materiali, insieme alle fonti letterarie dell'epoca ci forniscono l'immagine dei cerimoniali e degli svaghi della classe dominante.","quote":"*'Si sviluppò un elaborato protocollo di ricevimenti e udienze.'*"},"bc7fb8be-cdce-5445-b548-ff8fbfd12324":{"title":"Scienza e sapere","description":"Nell'Occidente musulmano si promossero gli studi e la conoscenza delle scienze teoriche e applicate: fra queste ultime si distinsero, all'epoca del califfato di Cordova, la medicina, la chirurgia, la farmacia e la veterinaria con personaggi eminenti come Abulcasis o Ibn Baitar, autori di enciclopedie.","quote":"'*Scienze applicate*'"},"be3643d7-c50e-574a-9d16-2e5d7e04d722":{"title":"La decorazione geometrica nell’arte libraria","description":"La proibizione di immagini figurate nei libri religiosi musulmani produsse l'effetto che la loro ornamentazione consistesse essenzialmente in motivi astratti e soprattutto in miniature geometriche. A tale scopo furono impiegati artisti specializzati in varie attività come la rilegatura, la calligrafia e la miniatura che finirono per influenzare anche altre forme d'arte come la tessitura, i lavori in metallo, l'ebanisteria, l'epigrafia monumentale o la decorazione architettonica. \nIl formato più abituale nel quale fu riportato il Corano fu quello rettangolare verticale, sebbene ci siano anche alcuni esempi di formato quadrato e orizzontale.","quote":"'*La decorazione del Corano impegnò rilegatori, calligrafi e miniaturisti*.'"},"bea69b13-6fa2-574b-aa7f-147e96a211c7":{"title":"Riforme amministrative","description":"Dalla riforma del conio in poi tutte le monete omayyadi furono di peso e di disegno uguali: unicamente epigrafiche, con iscrizioni riportanti la data e un versetto religioso. Queste misure furono adottate per introdurre quell'unità nazionale che fino a quel momento era venuta a mancare.","quote":"'Dalla riforma del conio in poi, tutte le monete omayyadi furono di peso e di disegno uguali'"},"beaed359-49db-5b82-b5ab-00d242347b19":{"title":"La donne musulmane e la vita domestica","description":"Una volta alla settimana una visita ai bagni pubblici (*hammam*) procurava alle donne la possibilità di socializzare. All'*hammam* si combinavano persino matrimoni e si discuteva della dote. Gli *hammam* erano progettati in modo da permettere agli avventori di passare gradualmente dagli spazi più caldi a quelli più freschi. Molti di questi edifici avevano pareti interne affrescate con scene di vita quotidiana e altri motivi atti a contribuire a creare un'atmosfera di rigenerazione dello spirito ed un senso di benessere generale.","quote":"*'All'hammam si combinavano persino matrimoni e si discuteva della dote.'*"},"bedfc26e-1599-5d90-867d-794002406ce7":{"title":"Al-Raqqa: capitale siriana del califfo Harun al-Rashid"},"c120081f-2000-5d9f-bbc8-dc8089955a17":{"title":"Madrasa e Istruzione"},"c1e27de3-f47f-5dbf-a939-9b3c100f2f30":{"title":"Il mecenatismo di corte","description":"Gli Omayyadi intesero il mecenatismo in architettura come dimostrazione del potere della nuova fede in generale e della propria dinastia in particolare. Con le loro committenze si realizzarono alcuni dei più importanti edifici religiosi come la Cupola della Roccia, la Moschea al-Aqsa a Gerusalemme e la Grande Moschea di Damasco. \nLa moschea, come tipologia architettonica propria dell'Islam, fu creata in periodo pre-omayyade prendendo ispirazione dalla Casa del Profeta a Medina. Gli Omayyadi contribuirono ad aggiungere nuovi elementi che col tempo divennero componenti caratteristiche di ogni moschea: il minareto (simbolo della presenza dell'Islam e da cui si chiama i fedeli alla preghiera); il *mihrab* (simbolo della presenza del Profeta) e la *maqsura* (uno spazio chiuso, riservato all'*imam*, colui che conduce la preghiera, o al califfo) presso il *mihrab*.","quote":"*'Il mecenatismo in architettura fu inteso come dimostrazione del potere della nuova fede.'*"},"c2dbf4ef-9ab1-5dca-9ef4-37ca6225e91e":{"title":"Il mecenatismo di corte","description":"I palazzi omayyadi conosciuti come 'Castelli del Deserto', come il palazzo di Minya, hanno suscitato diffuso interesse. La posizione di alcuni di questi monumenti su territori vasti e ben irrigati suggerisce la loro funzione anche come centri di colture agricole. Alcuni ricercatori hanno avanzato l'ipotesi che essi fossero costruiti per mantenere stretti contatti con le tribù arabe locali, forti sostenitrici della dinastia omayyade.","quote":"*'I palazzi omayyadi conosciuti come 'Castelli del Deserto' hanno suscitato diffuso interesse.'*"},"c3c3c6a9-356a-5b3d-b18a-805d7175e3fa":{"title":"Riforme amministrative"},"c5fe097b-ce23-566c-9ba9-78fa3ca5eb00":{"title":"Siria","description":"Le famiglie benestanti di Damasco, ispirate dalla grandiosità della capitale ottomana Istanbul, a sua volta ispirata all'Europa, ammodernarono le loro case secondo la nuova moda ottomana. Ad esempio, gli interni e gli specchi con pesanti decorazioni in oro di Beit Nizam riflettono un gusto per il barocco europeo, mentre i grandi dipinti murali di Beit Baroudi presentano paesaggi urbani internazionali come La Mecca e Medina accanto a Istanbul sul Bosforo, Place de la Concorde a Parigi e gli affluenti di Venezia. I piroscafi e le locomotive appaiono nei dipinti con le parole \"Sham Sheriff\" - \"Onorevole Siria\" che indicano la destinazione finale del treno. L’espressione “Onorevole Siria” deriva dal ruolo della città di Damasco come luogo di raduno per i pellegrini ed è, quindi, simbolo del felice connubio tra Oriente e Occidente, rappresentando l'integrazione e la conservazione del patrimonio culturale.","quote":"“Le famiglie benestanti di Damasco, ispirate dalla grandiosità della capitale ottomana Istanbul, a sua volta ispirata all'Europa, ammodernarono le loro case secondo la nuova moda ottomana.”"},"c667dbde-a90a-50a0-a246-daedc5e094da":{"title":"Il pellegrinaggio verso la Terra Santa","description":"Ibn Jubayr (539–613 / 1145–1217), un musulmano originario di Valencia, in Spagna, ha scritto il resoconto del suo viaggio in Medio Oriente. Egli descrive dettagliatamente la Grande Moschea di Damasco e altri santuari in città e nei dintorni. Lasciando Damasco nel settembre del 580 / 1184 con una carovana di mercanti diretta all'antica città di S. Giovanni d'Acri nell'odierna Israele egli scrive: 'uno dei fenomeni più strani è quello delle carovane musulmane che partono verso le terre dei Franchi, proprio mentre dei prigionieri Franchi vengono tradotti in territorio musulmano.'","quote":"*'...carovane musulmane che partono verso le terre dei Franchi, proprio mentre dei prigionieri Franchi vengono tradotti in territorio musulmano.'*"},"c6bda72b-5fc2-5242-a86c-73e57fb7f25b":{"title":"Gli Aghlabidi: scudo di difesa della dinastia abbaside","description":"Oltre al Nord Africa, anche Malta, la Sicilia e alcune basi in Sud Italia entrarono a far parte dei domini aghlabidi. Gli Aghlabidi si consideravano vassalli degli Abbasidi, sebbene godevano di ampia autonomia, e mantennero costanti legami con Baghdad – la capitale abbaside – con scambi commerciali e scientifici, uno dei quali portò a Kairouan le maioliche a lustro usate per decorare il *mihrab* (la nicchia di orientamento della preghiera) della Grande Moschea. In segno di riconoscenza per la lealtà dimostrata dagli Aghlabidi il califfo abbaside al-Mustain (r. 248–52 / 862–66) fece costruire la cupola sul *mihrab* della moschea al-Zituna.","quote":"*'Gli Aghlabidi agirono prendendo a modello i loro signori – i califfi abbasidi.'*"},"c847fdb4-fe99-5430-96ad-f2a1a1bedc31":{"title":"La lapide funeraria, memoria in pietra","description":"In epoca almoravide, prima in al-Andalus e poi nel Maghreb, si introdusse un altro tipo di stele, scolpita a forma di arco a ferro di cavallo decorato, sorretto da colonnine e simboleggiante il *mihrab*. All'interno dell'arco si legge l'iscrizione funebre che in questo come in altri casi si riduce al nome, all'appartenenza e ai titoli del defunto, alla data di morte, all'espressione di professione di fede, ai versetti del Corano e alle invocazioni religiose.","quote":"'*Le lapidi decorate*'"},"c8537387-383b-5275-8627-e7e6711be5ec":{"title":"Saladino in Terra Santa","description":"Con il governo di Saladino fiorirono le committenze di monumenti e opere d'arte. Numerosi progetti architettonici furono voluti da egli stesso, incluso il restauro di siti religiosi di primo piano, come la moschea al-Aqsa e la Cupola della Roccia a Gerusalemme e la moschea di Abramo a Hebron.","quote":"*' Con il governo di Saladino fiorirono le committenze di monumenti e opere d'arte.*'"},"c891e7d0-4fed-5c58-96cf-57ac94c648f4":{"title":"Viaggi e Commercio","description":"I mercanti musulmani spesso viaggiavano nella stessa carovana insieme ai pellegrini e si fermavano per passare la notte in caravanserragli o in *khan*, normalmente costruiti lungo le vie del commercio o nelle principali città. Entrambi fornivano riparo, cibo e acqua per uomini e bestie. Una volta giunti in città i viaggiatori avrebbero trovato mercati (*suq*) che offrivano un impressionante varietà di articoli: seta, profumi, gioielli, spezie, cristallerie, oggetti in metallo lavorato e ceramiche. Il *suq* di Aleppo, per esempio, era fornito di un *khan*, un *hammam* e una moschea, provvedendo così ai principali bisogni di chi viaggiava.","quote":"*'I viaggiatori trovavano mercati che* *offrivano un impressionante varietà di articoli: seta, profumi, gioielli, spezie*.'"},"ca03bc94-3139-59a8-a6bb-af5e1368a210":{"title":"La decorazione geometrica nell’arte libraria","description":"Tenendo sempre presente il carattere sacro del libro, i miniaturisti decorarono con particolare attenzione la prima pagina (*fatiha*) e l'ultima (*jatima*), che spesso furono miniate per intero. L'inizio di ogni sura era posto in risalto con un cartiglio e tutte le pagine erano decorate con miniature geometriche a seconda dei casi, più o meno elaborate. Nel colophon normalmente si indicava la data, il luogo di realizzazione e, a volte, il committente o il destinatario che riceveva quella copia in dono.","quote":"'*I miniaturisti decoravano con massima cura soprattutto la prima pagina (fatiha) e l'ultima (jatima).*'"},"ca0dc59b-60b3-560e-8e70-93208a08246a":{"title":"I gioielli: ricchezza, prestigio e protezione esoterica","description":"Nell'occidente musulmano medievale era usanza che lo sposo facesse recapitare alla promessa sposa un dono nuziale consistente in gioielli, abiti e cosmetici in modo che ella potesse degnamente figurare alle celebrazioni nuziali, che peraltro duravano vari giorni. Anche il padre della sposa le prestava gioielli che dovevano essere restituiti al termine della cerimonia. \nLe celebrazioni del matrimonio cominciavano con la visita delle donne di famiglia alla promessa sposa che, acconciata e vestita per l'evento e con tutti i gioielli che la posizione economica del fidanzato e della sua famiglia le permettevano, riceveva le felicitazioni, immobile come una statua, seduta in trono o in altro posto d'onore.","quote":"*'Doni nuziali'*"},"ca354990-79c2-5bab-83fc-460c8bcc911e":{"title":"Moschee e palazzi","description":"Dopo che il generale Jawhar ebbe conquistato l'Egitto per conto del califfo al-Mu'izz nel 358 / 969, fu fondata una nuova capitale al-Qahira (il Cairo 'La Vittoriosa'), cinta da mura con otto porte d'accesso. Seguendo la tipologia fatimide, l'imponente complesso palaziale chiamato *al-Sharqi* o Palazzo Orientale, sorse nel cuore della nuova capitale occupando una supeficie di più di 17 acri, un quinto dell'intera estensione della città. Successivamente il cosiddetto Palazzo Occidentale fu costruito di fronte, e fra di essi sorse una piazza pubblica. E' rimasto e si sa poco di questi due edifici, ma fonti storiche ci informano che all'interno del complesso vi erano aree di sepoltura riservate alla famiglia reale, elemento che avrebbe dovuto accrescere l'alone di santità che circondava il califfato. Palazzi conformi all'ideologia fatimide si diffusero fino in terre lontane come la Sicilia dove continuarono a ispirare l'architettura di corte ben oltre la conquista normanna.","quote":"*'Fu costruita una nuova capitale, al-Qahira, cinta di mura con otto porte di accesso**.'*"},"ca4d15b3-1f58-5e52-8573-10d6bfc02842":{"title":"La ricerca del Baraka – Il pellegrinaggio a Gerusalemme e in Palestina","description":"Secondo la fede musulmana, la Cupola della Roccia costruita a Gerusalemme dagli Omayyadi alla fine del I / VII secolo, è il luogo indicato dal profeta Maometto per la resurrezione dei fedeli nel giorno del giudizio universale. Il Profeta lo chiamò luogo sacro quando di qui ascese al cielo (*Miraj*) nel suo viaggio notturno dalla Mecca a Gerusalemme *(Isra)*, ed egli invitò ripetutamente i fedeli musulmani ad onorare e visitare la Cupola della Roccia insieme alla Mecca e a Medina.","quote":"*'La Cupola della Roccia è il luogo indicato dal profeta Maometto per la resurrezione dei fedeli nel giorno del giudizio universale.'*"},"ca4e1fb9-a323-523f-bcbb-6c6de8cefb05":{"title":"La corte e le arti","description":"Molti degli artisti delle botteghe di corte erano chiamati *nakkaş* (disegnatori). I moduli venivano poi usati ad ampio raggio nella decorazione di libri, nella calligrafia, su tappeti, porcellane, ceramiche, opere di ebanisteria, sculture in pietra e realizzati uniformemente anche con materiali diversi come il metallo, il legno e la pietra. \nI disegni erano anche usati fuori del palazzo, come nelle botteghe ceramiche di İznik, e nelle botteghe di tessitura di tappeti di Uşak; i prodotti poi venivano venduti su tutto il territorio dell'impero o esportati.","quote":"*'I moduli venivano usati ad ampio raggio nella decorazione, dai libri alle sculture in pietra.'*"},"ca738840-bcc5-5148-8748-e3bb31ec2983":{"title":"L’arte mudéjar aristocratica e civile"},"cb0785ef-fb33-5e76-b51b-81652da4bdfc":{"title":"Saladino in Terra Santa","description":"L'eroe islamico per eccellenza, Salah al-Din al-Ayyubi (conosciuto come Saladino, r. 531–89 / 1137–93), invertì il corso delle sconfitte arabe e delle vittorie crociate quando riconquistò Gerusalemme. L'epoca di Saladino è considerata una delle più luminose della storia araba, quando l'indebolito califfato abbaside ebbe un breve momento di ripresa ad opera dei suoi governatori ayyubidi.","quote":"*'L'epoca di Saladino è considerata una delle più luminose della storia araba.'*"},"cbc12111-8c44-55d6-b676-b86eda25e6a1":{"title":"Tunisia","description":"I mobili europei furono adottati ancora più prontamente, e divenne comune vedere letti a baldacchino con intonaci in doratura, specchi e consolle riccamente dorati, lampade veneziane e velluto e seta italiani o francesi accanto ai tradizionali mobili ispano-magrebini, sebbene questa nuova tendenza non soppiantò mai del tutto lo stile tradizionale. Le nuove importazioni includevano anche tappeti *(zarbia)* dall'Anatolia, cassapanche nuziali intagliate, tavolini e scatole con costosi intarsi dalla Turchia. \nMobili, abbigliamento femminile, gioielli, ecc. subirono dunque le stesse modifiche. Le tappezzerie, le carte da parati, la biancheria da letto e divani, così come l'abbigliamento in genere, erano riccamente dotati di ricami levantini.","quote":"“Mobili, abbigliamento femminile, gioielli, ecc. subirono le stesse modifiche”"},"cc1b1d0f-11e9-5198-addd-247752f7c5b8":{"title":"L’arte negli spazi di preghiera","description":"Ci sono due caratteristiche distinte nelle moschee ottomane progettate generalmente da architetti imperiali: la cupola, che simboleggia l'universo eterno mentre il *mihrab* la presenza del Profeta come capo della preghiera. Per sottolineare questi due aspetti venivano scritti versi del Corano all'interno della cupola o sul tamburo e il *mihrab* veniva riccamente decorato. Le pareti erano abbellite con maioliche o dipinte con disegni geometrici simboleggianti l'eternità di Dio e / o con motivi floreali che si richiamavano alla visione dei giardini del paradiso.","quote":"*'La cupola simboleggia l'universo eterno e il mihrab la presenza del Profeta come capo della preghiera.'*"},"cc5c14f6-ee31-580d-97ca-0fb352da0379":{"title":"Vita quotidiana nel sultanato mamelucco","description":"Quasi tutta la popolazione dell'impero, ricchi e poveri, vivevano la loro intera esistenza secondo le regole dell'Islam. Alla ricerca del paradiso, essi pregavano cinque volte al giorno, facendo precedere le preghiere da abluzioni, donavano elemosine ai poveri, digiunavano durante il mese di Ramadan e speravano di visitare la sacra città della Mecca almeno una volta nella loro vita. Importanti questioni legali erano basate sulla legge religiosa, la *Sharia*, derivata dal santo Corano e da discorsi tramandati del profeta Maometto. Ogni azione, inclusa quella del mangiare e della cura dell'igiene personale era fatta 'in nome di Allah' e con il solo scopo di glorificarlo e compiere la sua volontà.","quote":"*'**Ogni azione, inclusa quella del mangiare e della cura dell'igiene personale era fatta 'in nome di Allah.'*"},"cca743b1-59ef-5ca4-9e68-aacc9793e3f9":{"title":"La nascita dell’arte islamica","description":"Nella prima metà del II / VIII secolo, gli Omayyadi eressero nel deserto siriano lussuosi castelli sfarzosamente decorati che ci danno un'idea, ancor più dei palazzi urbani, dell'arte islamica ai suoi primi stadi di formazione.","quote":"*'Lussuosi palazzi decorati con mosaici a colori, affreschi, stucchi e marmi levigati.'*"},"cd32f260-a216-5142-ba1e-9c46b541a116":{"title":"Moschee e palazzi","description":"Quando i Fatimidi conquistarono il potere, il califfo al-Mahdi fondò la capitale Mahdia nel 308 / 914, adottando un modello urbanistico inedito che doveva rispecchiare la centralità del califfo sciita secondo la visione del mondo fatimide, una visione che da allora in poi forgiò l'aspetto di tutte le città fatimidi. La moschea, un tempo il cuore della vita urbana, dovette fare spazio al palazzo splendidamente decorato e a più piani del califfo, capo carismatico sia in ambito politico sia in ambito religioso. Dal cuore della città, il suo palazzo che si erge al centro della *qasba* (cittadella) domina la grande moschea che sorgeva lungo le mura di cinta.","quote":"*'I Fatimidi adottarono un modello urbanistco inedito che rispecchiava la centralità del califfo sciita.'*"},"ce66627b-ff4a-54f2-8878-1023a2f1743f":{"title":"La nascita dell’arte islamica","description":"In questa fase di formazione non si può ancora parlare di arte islamica in senso stretto, trattandosi più che altro di sovrapposizioni ed innovative ricombinazioni di vari stili e motivi desunti da differenti culture artistiche che dà come risultato effetti sorprendenti, riproponendo forme conosciute che appaiono completamente diverse. L'arte eclettica di questo primo periodo è diversa da quella che si svilupperà nei secoli successivi, mancando della predilezione per l'astratto e per il disegno infinito, segno contraddistintivo dell'arte islamica matura. L'arte islamica ai suoi albori può essere considerata una sorta di continuazione dell'arte di epoca tardo antica dal IV al VI secolo.","quote":"*'La sovrapposizione e ricombinazione di stili desunti da diverse culture artistiche.'*"},"ceab8d7c-6e1d-5d61-81c7-078ad66f0bd3":{"title":"Vita di Corte","description":"Altri esempi di oggetti di lusso usati per facilitare le relazioni diplomatiche li troviamo alla corte di Badr al-Din Lu'lu', un armeno convertito all'Islam. Fu prima vizir vassallo di Zangi e successivamente divenne signore della corte di Mosul nel nord dell'Iraq dal 615–57 / 1218–59. Badr al-Din Lu'lu' ebbe grande interesse per il metallo intarsiato, ci sono pervenuti numerosi recipienti di ottone intarsiato con oro e argento che riportano il suo nome. Questi preziosi oggetti di valore erano usati probabilmente in sostituzione dell'oro e il fatto che Lu'lu' abbia fatto riportare il suo nome testimonia la loro funzione di doni ambasciatoriali.","quote":"*'Badr al-Din Lu'lu' ebbe grande interesse per il metallo intarsiato.'*"},"ceba53e2-8d26-5b58-86d1-788c47e11fd6":{"title":"La convivenza delle tre culture"},"cffb5dbb-cdd6-5c87-9301-6dc14bb279d8":{"title":"Pratica Religiosa","description":"Al prestigio religioso di Damasco si aggiunge il ruolo di punto di partenza del pellegrinaggio annuale, detto *hajj*. Nel periodo Ayyubide, nei pressi della via dell'*hajj*, si sviluppò un intero sobborgo conosciuto col nome di al-Maydan che divenne ben presto un importante centro di produzione di arte religiosa. Sotto il governo degli Atabeg e degli Ayyubidi l'arte religiosa islamica trova massima espressione nell'architettura delle moschee e nella miniatura del Corano. Lavori di cesello in pietra e in legno per decorare minareti, *mihrab*, *maqsura* e *minbar* testimoniano questo primato.","quote":"*L'arte religiosa islamica trova massima espressione nell'architettura delle moschee'*"},"d0091937-ae75-5b53-b750-fd43ae2c25e5":{"title":"Abbigliamento e gioielleria delle donne musulmane"},"d03f0704-42d3-54b3-8b3b-d1ee5a970a2c":{"title":"L’Egitto abbaside"},"d0420e12-6207-5772-b8f0-9c22f7f604c4":{"title":"I rapporti con il resto del mondo: contatti diplomatici e commercio internazionale","description":"Gli artigiani risposero prontamente alle tante sollecitazioni che si presentavano loro dall'est e dall'ovest, come si può osservare nell'evoluzione dell'impaginazione di corani. La collaborazione fra calligrafi, miniaturisti e rilegatori ebbe come risultato la pubblicazione di splendide copie del corano assolutamente all'altezza delle grandi ambizioni del sultanato mamelucco. Lavori in metallo spettacolari per il mirabile intrico degli intarsi erano prodotti per il mercato interno e per l'esportazione, insieme ad alcuni manufatti direttamente commissionati da illustri clienti stranieri.","quote":"*'Gli artigiani risposero prontamente ai tanti spunti che si presentarono loro dall'est e dall'ovest.'*"},"d0f2de47-bb3f-5401-adda-d70b0bdc2f1c":{"title":"La raffigurazione degli animali"},"d1cd70ed-eba3-5102-ad3f-35f48ba86542":{"title":"Arte turco-islamica nell’Anatolia preottomana","description":"Avendo stabilizzato il loro dominio sull'Anatolia, i sultani selgiuchidi aumentarono l'impegno nel costruire nuovi edifici e promossero lo sviluppo del commercio, grazie alle vie di comunicazione tornate sicure; abitarono in lussuosi palazzi costruiti con l'idea di dover vivere in un paradiso terreno. I Selgiuchidi anatolici fondarono uno stato turco-islamico e svilupparono un gusto artistico radicato nelle tradizioni di molte civiltà asiatiche e anatoliche e influenzato dalla contemporanea cultura bizantina. Nel loro periodo di regno, dalla seconda metà del secolo V / XI all'inizio del secolo VIII / XIV, i Selgiuchidi anatolici costruirono molti monumenti per soddisfare le esigenze di culto e per le loro ambizioni sociali. Furono erette moschee, *türbe* (tombe monumentali), *madrasa* (scuole religiose), *hammam* (bagni pubblici), *han* (caravanserragli) e ponti.","quote":"*'Svilupparono un gusto artistico radicato nelle tradizioni di molte civiltà asiatiche e anatoliche.'*"},"d3086523-5bfd-58be-92ce-ac1f8ca548d7":{"title":"La raffigurazione umana","description":"La rappresentazione della figura umana compare nell'arte islamica su mosaici, dipinti e sculture. Oltre ai ritratti, figurano scene di battaglia e di attività di svago come la caccia, la danza, il suonare, il leggere poesie, ma anche nudi o seminudi di donna, acrobati e giocolieri, portatori di doni e scene di attività lavorative. L'esatto significato delle immagini può essere interpretato in varie maniere e a volte anche in modo conflittuale, al punto da rendere la materia del soggetto piuttosto oscura. Anche se la maggior parte delle immagini può essere interpretata, in generale, come rappresentazione del lusso, dei piaceri della vita di corte e simboli del benessere e del potere, alcune scene possono essere messe in relazione a precisi eventi storici e sociali. I dettagli, inoltre, che si possono osservare in alcune scene di caccia sono interessanti per capire le caratteristiche peculiari della natura dei luoghi in cui si svolgono.","quote":"*'I dettagli che si possono osservare in alcune scene di caccia sono interessanti per capire le caratteristiche peculiari della natura dei luoghi.'*"},"d3c09fd8-614a-5317-a73b-07bb96f5d57c":{"title":"Saladino in Terra Santa"},"d4324e40-dd9c-55ae-bca3-245862dcd559":{"title":"Donne della famiglia reale: discendenti di Fatima al-Zahra"},"d56f34dd-618b-52fd-941d-524f966fe3d5":{"title":"Arte e architettura regia","description":"La capacità di mutuare dal mondo artistico islamico e da quello bizantino sollecitazioni figurali e tipologiche (con una certa permeabilità nei confronti di elementi ben più distanti, fra cui quelli di derivazione sasanide) assicura alle forme artistiche promosse dalla “politica dell’immagine” dei re normanni una valenza di sincretismo attivo e propositivo di spiccata originalità.","quote":"La “politica dell’immagine” dei re Normanni si serve largamente di modelli artistici islamici"},"d691a9e4-feba-58bc-947e-a2528e1d9adb":{"title":"Immagini cristiane nei domini omayyadi","description":"Data la nuova situazione socio-religiosa la cultura delle comunità cristiane subì qualche cambiamento. Essendo noto che in materia religiosa l'Islam proibiva la presenza di immagini, le comunità cristiane di propria iniziativa sostituirono le figure umane e animali che apparivano nelle chiese con croci o altri motivi geometrici o vegetali. In alcuni casi il disegno venne scontornato e riformulato. Lo scontornamento dei mosaici pavimentali veniva fatto con la massima cura mentre le chiese continuavano ad essere officiate: ciò dimostra che l'iconoclastia avveniva per volere della chiesa stessa o quanto meno sotto la sua diretta supervisione.","quote":"*'Era noto che in materia religiosa l'Islam proibiva la presenza di immagini '*"},"d7c23444-3d3f-5267-ac39-29110a7751ab":{"title":"La cultura nel Regno Crociato di Gerusalemme"},"d81c8cbb-bdf6-53de-8363-0663b937e7d4":{"title":"Guerra e Cavalleria","description":"La Siria fu uno degli scenari principali delle guerre crociate e sul suo territorio furono costruite cittadelle musulmane e castelli franchi. Saladino (morto nel 589 / 1193) – il più famoso eroe musulmano di epoca crociata – fu seppellito a Damasco. Le sue fortunate campagne militari lo videro conquistare circa 50 avamposti crociati, incluso Chateau de Saone che cadde nel 584 / 1188. Oggi conosciuto come Qal'at Salah al-Din, o Castello di Saladino, questa fortezza è uno dei migliori esempi di castello dell'epoca.","quote":"*'* *Saladino – il più famoso eroe musulmano di epoca crociata – fu sepellito a Damasco.'*"},"da37f448-7c1f-5fc6-ac49-a3a689b3f87a":{"title":"Cerimoniali e svaghi di corte","description":"I temi ricorrenti di danzatrici, di scene di caccia e del fare musica rispecchiavano i piaceri e gli svaghi di corte. Queste attività venivano effettuate in uno spazio apposito, il *majlis al-lahu* in cui la vita del principe era raffigurata attraverso la sua associazione alla caccia, ai banchetti e ai divertimenti come il danzare e il cantare, diffuse nella corte sasanide e usate per glorificare il principe in quanto celebranti la sua grandezza.","quote":"*'La vita del principe era raffigurata attraverso la sua associazione alla caccia, ai banchetti e ai divertimenti.'*"},"da493358-92ba-5a20-8866-fa30fb03bfb2":{"title":"Gli Abbasidi","description":"'L'arte e l'architettura islamica si arricchirono enormemente grazie al contributo della grande varietà di culture locali dell'impero abbaside, comprendente popoli e civiltà diverse.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nNoorah AL-GAILANI, Glasgow \nDina BAKKOUR, Damascus \nJamila BINOUS, Tunis \nAicha BENABET, Tunis \nElsayed HAMAD, Cairo \nTaha KHECHINE, Kairouan \nMourad RAMMAH, Kairouan \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nSaloua ZANGAR, Tunis \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"La dinastia abbaside salì al potere nel 656 E / 750 d.C., e stabilì la propria corte a Baghdad. Il suo dominio si estese dall'Asia Centrale a est fino alla Tunisia ad ovest e durò circa 508 anni. Gli Abbasidi perseguirono l'obbiettivo di far sentire uguali tra loro i diversi popoli e gruppi sociali facenti parte del loro dominio. A causa della vastità dell'impero, essi nominarono dei governatori per tutelare l'ordine sociale e la stabilità. Nella regione mediterranea, la Tunisia fu affidata agli Aghlabidi e l'Egitto ai Tulunidi. \nIl periodo di maggiore splendore degli Abbasidi fu tra il III e IV/ IX e X secolo, durante il quale il Medio Oriente e il Nord Africa vissero grandi mutamenti, dovuti in primo luogo a cambiamenti economici determinati dal passaggio dall'agricoltura alle attività commerciali. Il nuovo benessere venutosi a creare avvicinò le comunità arabe a quelle non arabe, stimolando le attività artigianali come la lavorazione del vetro, l'arte ceramica e il settore tessile. I manufatti prodotti furono esportati in tutto il mondo fino alla Cina e all'Africa subsahariana. \nL'amministrazione promosse la ricerca del sapere e furono aperte molte scuole a Baghdad e nelle province. Fiorirono le attività di traduzione che portarono a preservare i testi chiave della cultura greca, persiana e indiana, tradotti in arabo. Importanti contributi furono dati a scienze come la matematica, la medicina e la filosofia. \nIl declino degli Abbasidi cominciò durante il V/XI secolo, quando alcune parti dell'impero si resero indipendenti o diventarono regioni autonome. I Fatimidi (297– 567/909–1171) istituirono un califfato rivale in Egitto e Tughrul Beg – un ufficiale turco dell'esercito abbaside – assunse il controllo personale di Baghdad, la capitale abbaside, nel 447/1055. Seguirono diversi tentativi infruttuosi di ristabilire la sovranità abbaside, e il colpo finale fu sferrato quando i Mongoli dilagarono nel Medio Oriente e conquistarono Baghdad nel 656/1258.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/the_abbasids/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/13/portal_image/1.jpg","display_order":2}}},"dc1ba8a3-fd25-52de-bd11-66f5e8ee0fdc":{"title":"Le donne musulmane nelle professioni, nell’artigianato e nelle arti"},"dc90a515-7d31-50e6-bb8f-6de8b231efd4":{"title":"L’Egitto abbaside","description":"L'Egitto fu governato in modo diretto dagli Abbasidi fra il 132 e il 358/750 e 969. Le sue attività agricole e commerciali sviluppavano un gran giro di affari e la sua posizione lo favoriva come porta del Nord Africa. Vi fu insediato un governatore che poteva contare sull'esercito e su di una squadra di alti funzionari amministrativi. Fustat – sulla riva orientale del Nilo a sud del Cairo – era la più importante capitale commerciale: la città aveva ancora una maggioranza della popolazione di religione cristiano copta e la moschea di Amr Ibn Al-As era il principale luogo di culto musulmano. Il governatore e il suo esercito occupavano il distretto di Asakir nei pressi di Fustat.","quote":"*'**Fustat – sulla riva orientale del Nilo a sud del Cairo – era la più importante capitale commerciale.'*"},"df28fd23-6a70-55b8-9302-7d8b3b1968ac":{"title":"La cultura della tavola","description":"Fondazioni di carità dette *imaret* erano istituite da persone benestanti per dar da mangiare ai poveri. Il cibo era cucinato in calderoni e servito in grandi coppe chiamate *imaret.* Per le persone impossibilitate a recarsi all'*imaret* il cibo era inviato in gavetta o in altri tipi di piatti. \nNormalmente la gente accompagnava il cibo con pane schiacciato, cotto su di un piano metallico convesso, riscaldato su fuoco aperto o in forni *tandoor*. Si cominciava a mangiare con la mano destra invocando il nome di Dio e si finiva con una preghiera di ringraziamento. Un vassoio su di un piede di legno veniva poggiato sul pavimento ricoperto di stoffe e la famiglia mangiava con posate di legno seduta intorno al vassoio.","quote":"*'Fondazioni caritative dette imaret erano istituite da persone benestanti per servire cibo ai poveri.'*"},"df4ffea5-fc6b-5044-8eed-f3f4baa7147e":{"title":"Guardiani dei luoghi sacri","description":"Il posto più sacro dell'Islam, la *Ka**'ba* della Mecca, è stato consacrato alla direzione della preghiera dal profeta Maometto. Come punto centrale della fede, la *Ka**'ba* è anche la meta finale del pellegrinaggio che ogni musulmano cerca di compiere almeno una volta nella vita, e i sultani ottomani erano tenuti a garantire che il fedele potesse espletare i suoi doveri religiosi fra cui, per l'appunto, il pellegrinaggio. Il prestigio del sultanato quindi dipendeva molto dal grado di sicurezza delle vie che percorrevano i pellegrini, fatte presidiare soprattutto dai Beduini, perché le carovane in viaggio per la Mecca attraversavano i loro territori. I sultani presero anche misure per proteggere i luoghi di sosta dei pellegrini nel deserto con la costruzione di fortificazioni. All'inizio del XX secolo le conquiste tecnologiche facilitarono le comunicazioni nella regione grazie alla costruzione della ferrovia dell'Hijaz.","quote":"*'I sultani ottomani erano tenuti a garantire che il fedele potesse espletare i suoi doveri religiosi, fra cui il pellegrinaggio.'*"},"dfd16be7-b25b-5454-8dba-80cf0cda47b8":{"title":"Gestione dell’acqua","description":"Per convivere con l'aridità del suolo era di primaria importanza trovare un metodo di canalizzazione delle acque, una volta individuata una sorgente naturale o aver raccolta acqua piovana in appositi bacini. Sulle vie del pellegrinaggio diveniva di importanza vitale rifornire d'acqua *khan*, caravanserragli e *wikala.* Preciso dovere dei governatori musulmani era quello di assicurare un regolare approvvigionamento idrico e la sicurezza del viaggio verso i luoghi sacri.","quote":"*'Era di primaria importanza trovare un metodo di canalizzazione delle acque, una volta individuata una sorgente naturale o aver raccolta acqua piovana in appositi bacini.'*"},"dfe11212-0dd1-5b88-8c67-bc7d735d4c2c":{"title":"La decorazione geometrica sui manufatti di ceramica","description":"Molta della ceramica islamica si decora con motivi geometrici semplici o con motivi vegetali talmente stilizzati da risultare figure geometriche. In ogni caso vengono scelti e si compongono motivi che si adeguino alla forma dell'oggetto per valorizzare le sue varie parti. Per le forme aperte, perciò, si preferiscono schemi organizzativi a diffusione radiale e, per le forme chiuse, bande orizzontali.","quote":"'*I motivi decorativi vengono scelti e composti soprattutto in base alla forma dell'oggetto'*"},"e0d404ea-dbc1-591a-86a5-75265066d6f0":{"title":"L’acqua","description":"“'… e creammo dall'acqua tutto ciò che vive.''”","extra":{"credits":"Curators & authors \nMona AL-MUADIN, Damascus \nDina BAKKOUR, Damascus \nSheila CANBY, London \nVerena DAIBER, Damascus \nAbdel-Razzaq MOAZ, Damascus \nEmily SHOVELTON, London \nZena TAKIEDDINE, Damascus \n \nCoordination \nSamer ABDEL-GHAFOUR, Damascus \nZena TAKIEDDINE, Damascus \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Per i musulmani l'acqua è il segreto della vita e un dono divino. Nel Corano Dio dice *'…e creammo dall'acqua tutto ciò che vive.'* (21: 30). \nSecondo la legge islamica è proibito negare dell'acqua a chiunque abbia sete, anche se la sorgente è di proprietà privata. Secondo gli *hadith* ('I Discorsi del Profeta'), i musulmani devono condividere l'acqua, il fuoco e l'erba, beni naturali che appartengono a tutti. Mentre il diritto di disporre di acqua è inalienabile per qualsiasi essere vivente, esistono regole di proprietà che riguardano l'irrigazione delle terre. Per esempio, chi ha scavato un pozzo ha diritto ad irrigare per primo i suoi campi, ma se l'acqua è sufficiente, si devono irrigare anche i campi circostanti, per un raggio di 40 cubiti (detti *haram*). La stessa parola è usata per indicare uno spazio sacro, specialmente ove sorge una moschea. *Harim*, che è una variazione nota come harem, è usata per designare la parte della casa in cui è proibito l'accesso agli estranei, normalmente adibita a spazio per le donne. \nNel corso dei secoli, le società musulmane si sono sempre applicate per sviluppare nuove tecniche in grado di garantire un approvvigionamento idrico regolare. Come un po' ovunque, gli usi erano diversificati: l'acqua da bere, l'acqua per lavare e lavarsi e per le purificazioni rituali (*wudu*, *ghusl***)**, l'acqua per l'irrigazione dei campi e quella per le infrastrutture pubbliche come le fontane, i bagni e i giardini. Dato il ruolo centrale dell'acqua nella vita dei cittadini di qualsiasi rango e posizione sociale, un gran numero di architetti, ingegneri e manovalanze lavoravano per essa. \nSu di un territorio che estendendosi dai confini della Cina ad est, fino agli altipiani iberici ad ovest, comprendeva molte culture e popolazioni diverse passate sotto il dominio della civiltà islamica, era responsabilità dei principi musulmani l'assicurare un adeguato approvvigionamento idrico per il popolo. Macchinari idraulici furono costruiti e mantenuti con instancabile costanza e molti di essi hanno continuato ad essere usati persino dopo l'avvento delle tecnologie moderne. \nCon il crescere della popolazione e con l'espansione delle città mantenere un efficiente meccanismo di approvvigionamento divenne un compito sempre più arduo nei climi aridi che caratterizzavano molti paesi islamici intorno al Mediterraneo e oltre. Lo svantaggio dato dal clima e dall'aridità del suolo era superato con lo sviluppo di ingegnosi sistemi atti a creare riserve d'acqua e a portare il prezioso liquido sui luoghi di consumo.","legacy_exhibition":{"show":"y","exh_link":"https://islamicart.museumwnf.org/exhibitions/ISL/water/","new_status":"N","project_id":"ISL","portal_image":"database/exhibitions/22/portal_image/1.jpg","display_order":10}}},"e0fad146-3560-5ca0-86d7-06707053fbef":{"title":"Il Pellegrinaggio","description":"'Il pellegrinaggi è la componente forse più profondamente sentita tra le pratiche religiose di ebrei, cristiani e musulmani: conduce i fedeli ai luoghi sacri esaudendo così un loro desiderio spirituale.'","extra":{"credits":"Curators & authors \nMohammad ABBAS, Cairo \nUlrike AL-KHAMIS, Edinburgh \nElsayed HAMAD, Cairo \nYousef NATSHEH, Jerusalem \nSalah SAYAOUR, Cairo \nTarek TORKY, Cairo \n \nCoordination \nEnaam Selim, Cairo \nMehmet KAHYAOGLU, Brussels \n \nWebdesign \nTENTWELVE, Brussels \n \nPhotographers \nPlease refer to the Database \n \nTranslators and copyeditors \nPlease refer to General Credits","intro_text":"Il pellegrinaggio è un elemento fondamentale nella pratica religiosa delle tre religioni monoteistiche, ebraismo, cristianesimo e Islam. \nPer l'Islam il pellegrinaggio (*al-Hajj*), è un dovere religioso che rappresenta il quinto ed ultimo pilastro della fede musulmana; gli altri sono: la Professione di Fede (*Shahada*: 'non c'è altro dio all'infuori di Allah e Maometto è il suo profeta'); le cinque preghiere giornaliere; il dovere di fare elemosina e il digiuno durante il mese di Ramadan. Il Corano descrive l'*Hajj* e ammonisce: 'E l'*Hajj* alla *Kaba* è un impegno che l'umanità deve ad Allah' (III: 97), mentre la *Sunna*, l'insieme delle Tradizioni del Profeta, precisa più approfonditamente i dettagli. Di conseguenza, ogni musulmano fisicamente abile e che disponga delle necessarie risorse economiche deve intraprendere l'*Hajj* almeno una volta nella vita. Secondo il credo musulmano, il santuario (l'*Haram;* il Sacro Recinto della Mecca) fu costruito originariamente da Abramo e da suo figlio Ismaele, entrambi venerati, seppur vissuti prima dell'Islam, perché ne propiziarono la nascita. \nCon l'avvento dell'Islam, il pellegrinaggio religioso venne praticato con ben definiti rituali chiaramente descritti nel Corano e nella *Sunna*. Il pellegrinaggio islamico ha luogo nei due mesi di *Dhu al-Qaada* e *Dhu al-Hijja*. Esso ha inizio adottando uno stile di vita all'insegna della purezza, simboleggiato dallo svestire i panni abituali per indossare l'*ihram*, una tenuta composta di due capi bianchi senza lacci, portata indistintamente da tutti gli uomini, ricchi o poveri (per le donne gli indumenti previsti sono invece allacciati). Per tutta la durata dell'*Hajj* il credente deve rimanere puro spiritualmente e fisicamente. Nell'*Haram* della Mecca, i pellegrini girano intorno alla sacra *Kaba* sette volte (*Tawaf*) prima di intraprendere l'*al-Sayi*, un cammino rituale fra due colline all'interno del complesso della moschea: *al-Safaa* e *al–Marwah*. Il nono giorno di *Dhu al-Hijja* i pellegrini si riuniscono sul monte Arafat per pregare e chiedere perdono ad Allah per i loro peccati. L'*Hajj* culmina con l'*Eid al-Adha* (la Festa del Sacrificio) il decimo giorno di *Dhu al-Hijja*, la più importante festa musulmana. 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I regnanti musulmani assicurarono la protezione delle vie del pellegrinaggio: tra di essi, i califfi 'Umar Ibn al-Khattab (r. 13–23 / 634–44) e Salah al-Din al-Ayyubi (Saladino, r. 564–89 / 1169–93) si impegnarono generosamente nella manutenzione dei luoghi sacri facilitando l'accesso a tutti – musulmani e non – secondo quanto prescritto nello stesso Corano, in cui si raccomanda rispetto per ebrei e cristiani in quanto 'Popoli del Libro' (*ahl al-kitab*).","quote":"*'Il Corano rispetta gli Ebrei e i Cristiani in quanto 'Popoli del Libro'* (ahl al-kitab)*.'*"},"e2009245-e11e-522b-9c3a-48771cd25259":{"title":"Il pellegrinaggio verso la Terra Santa","description":"La Terra Santa era meta di pellegrinaggio sia per i cristiani sia per i musulmani che vi sostavano nel loro viaggio verso la Mecca (*hajj*) per recarsi alla Cupola della Roccia e alla moschea al-Aqsa a Gerusalemme. Per i pellegrini cristiani la Terra Santa era invece la destinazione finale con Gerusalemme, Betlemme e Hebron come mete principali.","quote":"*'La Terra Santa* *era meta di pellegrinaggio sia per i musulmani sia per i cristiani.'*"},"e227dc1b-85f9-5719-a57f-69b159c22d02":{"title":"Vita di Corte","description":"Nei secoli IV-X / VI-XII in Siria e nel Nord dell'Iraq non c'è stata un'unica grande corte centrale, ma piuttosto una serie di corti locali che coesistevano grazie a un complesso sistema di alleanze. L'ascesa di governanti spesso iniziava da incarichi ricevuti come nel caso degli Atabeg al servizio dei Selgiuchidi iraniani (429 / 1038 – 590 / 1194 c.), che presto crearono propri centri di potere, costruendo i loro palazzi reali all'interno delle cittadelle per difendersi dalla costante minaccia dei Crociati. Il miglior esempio pervenutoci è il palazzo reale della Cittadella di Aleppo.","quote":"*'Una serie di corti locali coesistevano grazie a un complesso sistema di alleanze.'*"},"e26df9ee-c3ec-50ad-8f99-5e7f98714dba":{"title":"La capitale ottomana: Istanbul","description":"Il sultano Maometto II, che si guadagnò il titolo di *Fatih* (Il Conquistatore) conquistando Costantinopoli, ne influenzò in modo determinante lo sviluppo, promuovendo il commercio e definendo il riassetto della città. Il Palazzo Topkapı, i bazar (*han*) e gli impianti idrici iniziati da Maometto II furono poi ulteriormente sviluppati dai sultani che seguirono. Gli Ottomani dotarono la città dei sette colli di grandiosi complessi architettonici e ne ornarono le strade con fontane. Furono costruiti molti nuovi edifici ad uso commerciale, civico e militare per soddisfare le esigenze di una società in espansione.","quote":"*'Gli Ottomani dotarono la città dei sette colli di grandiosi complessi architettonici e ne ornarono le strade con fontane.'*"},"e3075285-c16a-5607-8854-92c2e7fc9d89":{"title":"L’Egitto abbaside","description":"Nel 254/868, Ahmad Ibn Tulun (r. 254–270/868–84), un ufficiale turco di 33 anni dell'armata abbaside di stanza a Samarra, Iraq, fu inviato in Egitto come governatore facente veci, insieme a un esercito di 100.000 uomini. In quel periodo l'Egitto doveva far fronte a diverse difficoltà politiche ed economiche causate da sommosse dovute al continuo prelievo di risorse effettuate dal governo centrale seguito alla morte del califfo Harun al-Rashid nel 193/809. Ibn Tulun riuscì a pacificare la regione, ristabilendo il regolare flusso di entrate. Promosso governatore d'Egitto nel 256/870, iniziò una politica di trattenimento delle entrate che furono reinvestite in una riforma agraria e a sostegno delle attività produttive del posto; restaurò il Nilometro, fece costruire il distretto di al-Qatai – ispirato al modello di Samarra – per alloggiare le sue truppe e i funzionari di governo e una moschea nel centro della città che porta il suo nome.","quote":"*'Ibn Tulun* *iniziò una politica di trattenimento delle entrate che furono reinvestite in una riforma agraria e a sostegno delle attività produttive del posto.'*"},"e402578d-fdef-5abf-8357-26ca4fc3ddd5":{"title":"Calligrafia monumentale","description":"La calligrafia fu applicata per decorare vari tipi di superfici come la pietra, l'intonaco, il legno e la ceramica maiolicata. In Turchia, Siria, Egitto e Tunisia era diffusa soprattutto l'iscrizione scolpita su pietra, mentre un esempio eccezionale di calligrafia intagliata nel legno si può ammirare nella Grande Moschea di Kairouan e nella Cupola della Roccia a Gerusalemme.","quote":"*'**La calligrafia fu applicata per decorare vari tipi di superfici come la pietra, l'intonaco, il legno e la ceramica maiolicata.'*"},"e50ffc2b-cdda-5f5f-8dc2-131a6e74a0c9":{"title":"La corte","description":"Con il mutare della moda e del gusto decorativo degli spazi di rappresentanza, grazie alla presenza di mercanti e artisti orientali, la seta divenne il tessuto per eccellenza preferito dalla corte al cui splendore contribuiva con i suoi riflessi e la vasta gamma di colori. La produzione di seta fu inizialmente esclusiva prerogativa dei laboratori di corte e raggiunse livelli di qualità e bellezza tali da poter competere alla pari con le sete orientali. Per l'alto apprezzamento raggiunto, la seta fu spesso usata dai sovrani come regalo diplomatico.","quote":"*'La seta, tessuto di corte'*"},"e5a16576-99a6-59e3-b60e-463525d95dd9":{"title":"La ricerca del Baraka – Il pellegrinaggio a Gerusalemme e in Palestina"},"e69dcd7a-5d1d-5edb-ae45-6bb6e2a8c847":{"title":"Il sistema mamelucco"},"e6ad56f0-f7ef-58c5-8cd7-b611edb41a00":{"title":"Vita di Corte","description":"Come conseguenza della conquista di Damasco nel 547 / 1154 Nur al-Din Mahmud Ibn Zangi unificò la Siria e molte città divennero importanti centri politici, economici e culturali ciascuno con una propria vita di corte. Gli Atabeg e gli Ayyubidi furono attivi committenti nell'ambito dell'architettura, del restauro di mura e fortificazione di cittadelle, eressero nuove *madrasa*, *bimaristan*, *hammam*, *suq* (mercati) e moschee. I palazzi erano arredati con sontuosi tappeti, raffinati oggetti in metallo lavorato e recipienti in vetro.","quote":"*'* *I palazzi erano arredati con sontuosi tappeti, raffinati oggetti in metallo lavorato e recipienti in vetro.'*"},"e7b309d4-f6ec-5a3c-85a4-64bb13cff1d3":{"title":"Le comunità islamizzate prima e dopo la conquista normanna","description":"Rare sono le testimonianze materiali riferibili al periodo di dominazione islamica in Sicilia, intendendo con ciò sia l’epoca in cui l’isola, nella sua interezza, era governata dagli emiri Kalbiti, vassalli dei Fatimidi, sia l’epoca della conquista normanna, quando solo alcune aree restarono, per un certo tempo, in mano ai musulmani. In ambito architettonico si tratta spesso di resti di murature appartenenti a moschee o fortilizi, il più delle volte inglobati in strutture successive.","quote":"Rare sono le testimonianze del periodo di dominazione islamica in Sicilia. 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Si sa di donne famose calligrafe, per esempio Hafsa, moglie del profeta Maometto e figlia del califfo 'Umar Ibn al-Khattab o Fatima al-Baghdadia, altra calligrafa famosa, il cui stile era di livello così alto da farla paragonare a Ibn Hilal, uno dei più acclamati calligrafi in assoluto. Nel caso della prima moglie del profeta, Sayyida al-Khadija, alcuni suoi lavori calligrafici ci sono pervenuti, testimoniando la sua grande abilità.","quote":"*'**Alcune donne divennero scrittrici o poetesse, altre si dedicarono alla fisica ed altre ancora furono esperte di legge coranica e giurisprudenza.'*"},"ea3faf2c-86c3-553a-b331-7ddd3ee15aec":{"title":"Insediamenti abitativi e vita domestica","description":"Nell'occidente musulmano, la popolazione si concentrava nella città e nelle masserie rurali. Entrambi i tipi di insediamento presentano caratteristiche peculiari dovute al sapiente adattamento dei materiali e delle tecniche di costruzione ad un ambiente secco e caldo. \nLa città si articolava in modo complesso ed era formata da: \na) Un nucleo urbano centrale composto dalla grande moschea, l'alcázar o residenza del governatore; il *suq* o mercato a ridosso della via principale e ramificato nelle vie adiacenti; bagni pubblici, locande e botteghe degli artigiani. \nb) La zona residenziale entro le mura. \nc) Sobborghi rurali o villaggi fuori le mura dove si tenevano mercati di prodotti agricoli e di bestiame o anche alcune attività artigianali.","quote":"*'La città musulmana: un labirinto di strade'*"},"ebe1e957-e9a6-5900-a103-902e5fee4e8f":{"title":"Gestione dell’acqua"},"ec1aa1aa-3f58-55b4-93d0-bac5583dd403":{"title":"La difesa","description":"La alcazaba, cittadella fortificata, insieme alle mura faceva parte del sistema difensivo delle città. Questo recinto murato situato entro le mura della città, generalmente nella sua parte più alta, poteva accogliere e difendere sia i governanti, nel caso la minaccia provenisse dalla stessa città, sia la popolazione urbana se il pericolo proveniva dall'esterno. Le alcazaba furono un punto d'appoggio strategico per lottare contro i ribelli, preparare battaglie e difendere le frontiere.","quote":"*'L'alcazaba: ultimo rifugio urbano'*"},"ecc4b251-5132-548b-b9cd-828061e0469f":{"title":"Vita quotidiana nel sultanato mamelucco","description":"L'Islam era la principale religione dell'impero, ma c'erano anche minoranze cristiane, cattoliche e ortodosse e, in Egitto, vi era la chiesa copta, oltre a varie comunità di ebrei che contribuivano alla sua vitalità spirituale e culturale. Entrambe le minoranze religiose, quella cristiana e quella ebraica, erano protette da alcuni espliciti versi del Corano, e godevano di una coesistenza pacifica con i loro connazionali musulmani. I copti egiziani diedero allo stato mamelucco importanti contributi economici, culturali e artistici con la loro antica esperienza in campo architettonico, tessile, ceramico e nell'ebanisteria.","quote":"*'Le minoranze religiose erano protette da alcuni espliciti versi del Corano.'*"},"ecdac084-8c2d-5ed0-b7b0-f96e5e40a7a1":{"title":"I luoghi del potere: gli edifici palatini","description":"Nella zecca di corte e nelle zecche delle città che avevano questo privilegio, si coniava la moneta nella quantità che assicurava al sovrano il controllo della produzione di denaro necessario per le paghe regolari dell'esercito e dei funzionari di stato. \nLa moneta era uno dei simboli più evidenti del potere del sovrano, perché la qualità e il grado di purezza dei metalli nobili usati era indizio della forza economica e politica dell'autorità reale.","quote":"'*La zecca, controllo economico e simbolo di potere'*"},"ed29c746-606e-5ae8-95a5-8870ae170839":{"title":"Egitto","description":"Divenuto *Wali* d'Egitto nel 1805, Mohammad Ali diede avvio al Rinascimento egiziano, caratterizzato da modernizzazione e occidentalizzazione, particolarmente evidenti anche nel campo delle belle arti e di quelle decorative, dell'artigianato e dell'architettura. Questo periodo di modernizzazione culminò sotto il regno dei figli di Muhammad Ali, saliti al potere dopo di lui, i quali invitarono numerosi architetti e artigiani europei a costruire e decorare una serie di palazzi in Egitto in stile europeo. Vennero infatti indirizzati all’utilizzo di elementi architettonici e decorativi nei popolari stili barocco e rococò. Ciò si può riscontrare nel Palazzo 'Abidin, nei sabil di Muhammad Ali a Nahaseen e di Umm Abbas presso Via Al-Saliba e negli edifici sparsi in altre città egiziane, seppure al Cairo sia particolarmente evidente. Il Museo d'Arte Islamica del Cairo ospita un gran numero di ceramiche, pezzi di marmo e manoscritti che mostrano chiaramente elementi decorativi occidentalizzati caratterizzati da linee curve, foglie e fiori d'acanto e corone in altorilievo.","quote":"“Divenuto *Wali* d'Egitto nel 1805, Mohammad Ali diede avvio al Rinascimento egiziano”"},"ed71c8d2-a286-5d34-ad28-4352240ff03d":{"title":"Le attività della popolazione mudéjar","description":"Gli ebanisti e i carpentieri mudéjar erano in grado di affrontare qualunque tipo di lavoro in legno, dai soffitti alla mobilia. Come artefici della *carpintería de lo blanco* ci hanno lasciato una delle creazioni più autentiche dell'arte spagnola: soffitti in legno e porte che, realizzati con legname tagliato a squadra e finemente decorato, mantenevano l'intelaiatura geometrica come base sia della costruzione sia della decorazione. La raffinata maestria nella realizzazione risulta anche dalla perfetta unione tra struttura architettonica e la decorazione.","quote":"*'La raffinata maestria nella realizzazione risulta anche dalla perfetta simbiosi tra la struttura architettonica e la decorazione.'*"},"edcbed04-061f-5f7b-b80d-402678ff5d1e":{"title":"La cultura nel Regno Crociato di Gerusalemme","description":"Quando i Crociati conquistarono Gerusalemme e i suoi dintorni nel 492 / 1099 costituirono il Regno di Gerusalemme, il terzo in ordine cronologico e il più vasto degli stati franchi nel Mediterraneo orientale. Il primo re fu Goffredo di Buglione che si dichiarò 'Difensore del Santo Sepolcro'. I governanti Crociati si presero cura sia dei luoghi sacri cristiani sia di quelli musulmani, sovvenzionando generosamente la moschea al-Aqsa e la Cupola della Roccia, e facendo costruire monumenti cristiani a Gerusalemme e Betlemme. Ci sono pervenute molte opere architettoniche e oggetti d'arte di questo periodo.","quote":"*' I governanti Crociati si presero cura sia dei luoghi sacri cristiani sia di quelli musulmani.'*"},"eddac8a0-9c6b-5866-bceb-4f157fa5a04a":{"title":"Guerra e Cavalleria"},"ee2aaf47-9aaa-5955-b4b2-c1f9cacab9fc":{"title":"I piaceri e le feste di corte","description":"Nonostante l'alone mistico, la vita alla corte fatimide e presso le corti dei loro vassalli – gli Ziridi in Nord Africa e i Kalbiti in Sicilia – non mancava di svaghi e intrattenimenti con il contributo di poeti, cantanti e danzatori. In Nord Africa i Fatimidi accolsero a corte poeti locali dell'Ifriqiya come Ibn Hani e al-Ladi. Successivamente, al Cairo, la corte ospitò poeti provenienti da tutto il mondo islamico. Diversi califfi composero versi che talvolta furono recitati in pubblico. Gli intrattenimenti musicali si rifacevano alle tradizioni d'oriente con l'aggiunta di elementi del repertorio andaluso; erano eseguiti da musici, sia uomini che donne, su strumenti come flauti ad ancia, liuti e salteri. I cantanti, molti dei quali erano in grado di suonare uno strumento e recitare, cantavano versi che parlavano d'amore e di cavalleria. I ballerini di ambo i sessi si esibivano senza posa; la famosa danza popolare del 'fazzoletto' compare su molti rilievi scolpiti.","quote":"*'Nonostante l'alone mistico, la vita alla corte fatimide non mancava di svaghi e intrattenimenti.'*"},"ee5d09b5-f282-551a-ad6c-510a7a1d4b9d":{"title":"L’arte negli spazi di preghiera"},"ee7a2a3a-731e-564b-b6f7-1f7eb1934418":{"title":"Cairo, Damasco e Gerusalemme: centri della vita culturale mamelucca","description":"Gerusalemme è città santa per i musulmani, per i cristiani e per gli ebrei. La città rifiorì sotto il dominio mamelucco che la trasformò in meta di primaria importanza non solo per pellegrini, ma anche per teologi e scienziati, realizzando grandiosi progetti architettonici. Di fatto Gerusalemme diventò un centro di scambi culturali, di studi religiosi e di dialogo interconfessionale di importanza tale da veder crescere il numero delle sue *madrasa* beneficate da generose donazioni, e di altri luoghi dedicati al sapere in cui insegnavano alcuni dei più famosi intellettuali dell'epoca. 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Le sue caratteristiche peculiari sono fra le altre: muri costituiti di parti in pietra che si alternano con il laterizio, facciate decorate con fregi di archi incrociati, aperture con archi a ferro di cavallo e campanili su base di pietra, separati dal corpo della chiesa come fossero minareti.","quote":"*'Il mudéjar toledano: le linee slanciate del gotico in laterizio'*"},"f4035718-d69a-5c0e-b8cf-7d6e57c6114f":{"title":"La Sicilia cristiana e la cultura figurativa islamica: preesistenze e continuità","description":"Gli apporti della cultura artistica islamica rielaborati in epoca normanna permangono anche nella produzione del secolo successivo (sec. XIII) e trovano espressione in una serie di raffinati oggetti, fra i quali i famosi cofanetti d’avorio con decorazione incisa e dipinta.","quote":"Gli apporti della cultura artistica islamica permangono anche nella produzione del secolo successivo (sec. XIII)."},"f70d4425-5bc1-5d34-bbc8-8c1e22ee9757":{"title":"Arte e architettura regia","description":"L’istituzione del *Tiraz* presso il Palazzo Reale, cioè di un opificio regio di oggetti e stoffe artistiche preziose, costituisce un importante veicolo di diffusione dei repertori figurativi e delle tecniche di lavorazione della cultura islamica.","quote":"L’istituzione del Tiraz costituisce un importante veicolo di diffusione dei repertori figurativi"},"f78b948c-3d4a-57bd-8aa5-5da02d955c9a":{"title":"Le Arti Decorative","description":"L'intaglio del legno di epoca fatimide è caratterizzato da una tecnica ad alto rilievo e il risultato vibrante delle scene rappresentate, spesso figurative, è ottenuto su diversi tipi di legno indigeno e di importazione. Talvolta i pannelli finiti venivano dipinti, verniciati e trattati con sostanze ignifughe; le porte di legno venivano ricoperte con strati di rame lavorato. Anche gli avori e altri tipi di ossa venivano usati per i lavori a intaglio o a volte utilizzati per gli intarsi su diversi prodotti. \nIl benessere materiale dell'epoca fatimide risulta anche dal conio delle monete: il *dinar* d'oro, il *dirham* d'argento e il *fils* di rame circolavano ad ampio spazio di mercato. La consistenza delle monete era accuratamente misurata con pesi in vetro che riportavano a rilievo la misura e il nome del regnante.","quote":"*'Il benessere materiale dell'epoca fatimide risulta anche dal conio delle monete.'*"},"f79e2e2d-2bd9-536c-96fc-75712b9b3f2b":{"title":"La difesa","description":"La difesa del territorio era affidata a castelli e *ribat*, recinti fortificati con all'interno una poderosa torre. Situati in punti strategici, permettevano di dominare con la vista il territorio circostante. Servivano sia per l'acquartieramento delle truppe che sorvegliavano sulle frontiere, sulle vie di comunicazione, su valli, passi di montagna e porti, sia per accogliere la popolazione in caso di pericolo.","quote":"'*I castelli: la difesa del territorio*'"},"f8ba8b16-3482-51fa-a0f4-ba6003540b9d":{"title":"I luoghi del potere: gli edifici palatini","description":"Dopo essersi resi indipendenti dal califfato d'oriente, l'accentramento del potere politico e religioso fece nascere il desiderio nei nuovi sovrani di emulare i loro pari nell'est, costruendo lussuosi complessi palatini. Quasi tutti i sovrani fecero uso di questa loro esclusiva prerogativa per costruire sedi di governo, residenze personali o per i loro rappresentanti. \nI complessi palatini sorsero fuori dalle città sotto forma di splendide 'città palaziali' cinte di mura o all'interno delle città nella parte più alta di esse e in ogni modo separate da cinta di mura. Queste cittadelle palatine servivano per tenere sotto controllo la popolazione urbana e difendere le istituzioni del potere.","quote":"*'Il complesso palatino, un recinto difeso da mura'*."},"f9582527-5e66-53ac-b264-520c2d4cf28b":{"title":"Le ceramiche abbasidi"},"fa309a83-49c5-5883-9ee9-a69be57780e6":{"title":"La convivenza delle tre culture","description":"L'espansione dell'Islam nel Mediterraneo occidentale non implicò la formazione di una società omogenea da un punto di vista religioso né l'espulsione degli abitanti di altre confessioni (ebraica e cristiana) che poterono conservare il loro credo pagando un'imposta. \nLe attività economiche, specialmente quelle commerciali e gli scambi culturali, favorirono l'incontro di persone e civiltà diverse. \nFu così che nelle città e nei villaggi dell'occidente musulmano coesistettero le tre religioni del Libro in un processo di arricchimento materiale e spirituale reciproco.","quote":"'*Le tre religioni*'"},"fad5c96e-5e8e-5b67-81cc-5c34e034bb09":{"title":"Le donne musulmane nelle professioni, nell’artigianato e nelle arti","description":"A livello più pratico le donne musulmane erano anche impegnate in varie attività artigianali, come il produrre vasellame per uso domestico. Sulla base di un piatto di ceramica proveniente da Fustat, in Egitto, si può leggere la scritta 'amal Khadija' ('fatto da Khadija'). La tessitura di tappeti e stuoini era un'altra attività tipicamente femminile, con accorgimenti ed esperienza tramandati per generazioni di madre in figlia. Ruolo importante nelle attività svolte dalle donne infine è assunto dal ricamo. Le donne dedicavano molte ore a ricamare i tessuti in famiglia, sia per usi domestici sia, soprattutto, a scopi commerciali.","quote":"*'Le donne musulmane erano impegnate in varie attività artigianali come il produrre vasellame e intessere tappeti e stuoini.'*"},"faf029c1-2130-55ac-8ebd-77f3acfeea29":{"title":"Le vie del Pellegrinaggio e i luoghi sacri lungo il cammino","description":"In tardo periodo ayyubide (metà del secolo VII / XIII), i pellegrini provenienti dall'Egitto e dal Maghreb cominciarono a percorrere le vie di terra. Si racconta che la sultana Shajarat al-Durr, vedova dell'ultimo principe ayyubide, governatrice d'Egitto, proclamò nel 645 / 1247 che per adempiere al suo dovere religioso si sarebbe recata in pellegrinaggio via terra, con il risultato che ella è ritenuta la prima pellegrina ad aver inaugurato le rotte per l' *Hajj* seguendo questo nuovo itinerario. Dall'epoca in cui il sultano mamelucco Baybars inviò una carovana di pellegrini, finanziata con fondi dello stato, con il compito di portare alla Mecca la *kiswa* (la copertura) della *Kaba* insieme alla chiave, queste vie diventarono il tragitto ufficiale per il pellegrinaggio. La carovana dell'*Hajj* partì da Suez e proseguì fino ad Aqaba dove si incontrò con le carovane dell'*Hajj* che provenivano da Bilad al-Sham (il Levante).","quote":"*'In tardo periodo ayyubide i pellegrini provenienti dall'Egitto e dal Maghreb cominciarono ad usare le vie di terra.'*"},"fb7529af-c345-5f7f-84b9-097ce4ffba20":{"title":"La decorazione geometrica sui tessuti"},"fc555000-73aa-597e-83a9-aecade079247":{"title":"La difesa","description":"Le fortificazioni dell'occidente musulmano perseguivano due obiettivi: difendere le frontiere e consolidare il governo del territorio conquistato, sotto la costante minaccia di rivolgimenti interni. Inizialmente le costruzioni difensive furono sporadiche e dedicate soprattutto a sottomettere le popolazioni turbolente. Successivamente si andò sviluppando un sistema difensivo complesso che si diffuse in tutto l'occidente musulmano durante il dominio almohade, rispondente alle esigenze di strategie di attacco con catapulte, arieti e torri di assalto.","quote":"*Sviluppo di un sistema difensivo*"},"fc6af4b9-28ef-546f-9551-69c5530a82db":{"title":"I piaceri e le feste di corte","description":"Il gioco degli scacchi era largamente diffuso, sebbene il califfo al-Hakim Ibn Amrillah (r. 386–411 / 996–1021) lo bandì nel 403 / 1012. Spesso ci si intratteneva con l'astronomia, l'astrologia e la lettura dei tarocchi: califfi come ad esempio al-Mu'izz e al-Hakim erano esperti astrologi. \nOltre ai vari passatempi a carattere privato, la corte fatimide si rivelò particolarmente creativa nella celebrazione degli avvenimenti e delle festività pubbliche. Le processioni erano avvenimenti da preparare con la massima accuratezza per fare mostra della potenza fatimide e promuovere la teologia ismailita. Programmati nei minimi dettagli, si tenevano annualmente banchetti ufficiali e cerimonie di conferimento di doni e premi per funzionari pubblici, ufficiali dell'esercito e alti rappresentanti del potere giudiziario e religioso.","quote":"*'La corte fatimide si rivelò particolarmente creativa nella celebrazione degli avvenimenti e festività pubbliche.'*"},"fc7c939a-850e-5462-8ba3-c2aa03ed101f":{"title":"La moschea, luogo di preghiera"},"fde9c1e2-a19a-570e-98f7-a4cd5e14c12e":{"title":"Cerimoniali e svaghi di corte","description":"Le fonti letterarie riportano l'esistenza di due tipi diversi di udienza: l'udienza pubblica (*majlis al-amm*) e quella privata (*khass*), riservata ai collaboratori più stretti e ai consiglieri. Durante l'udienza il califfo (o il suo rappresentante) sedeva su di un trono rialzato (*sarir*), mentre coloro che erano ricevuti venivano fatti accomodare in modo diverso a seconda del loro rango. Alcuni edifici come Qusayr Amra in Giordania, Khirbat al-Mafjar vicino Gerico e Qasr al-Hayr al-Gharbi in Siria, hanno estesi programmi iconografici che mostrano musici, danzatori e figure femminili che offrono doni, svaghi che divennero parte integrante della vita di corte omayyade.","quote":"*'Durante l'udienza il califfo (o il suo rappresentante) sedeva su di un trono rialzato.'*"},"feb15667-99f8-5b55-8c0b-bcda36247b11":{"title":"Pratica Religiosa","description":"In parallelo con il dinamico fiorire di istituzioni islamiche, anche chiese e monasteri cristiani vissero un momento di rigogliosa ripresa. Si realizzarono nuovi cicli di affreschi come solo in periodo omayyade se ne erano visti in Siria. Deir Mar Yakub (Monastero di S. Giacomo) e Deir Mar Musa al-Habashi (Monastero di S. Mosè Etiopico) sono eccellenti esempi di arte cristiana medievale e di monachesimo siriano.","quote":"*Chiese e monasteri cristiani vissero un momento di rigogliosa ripresa.'*"}}
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