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{"012b5222-da31-50c5-8bfc-eb439eea45d0":{"name":"Fuga dell'esercito francese e ritirata del duca d'Alençon oltre il Ticino","description":"La celebre serie dei sette arazzi fiamminghi della Battaglia di Pavia, esposti in una grande sala del museo di Capodimonte, entra nelle raccolte museali con il legato testamentario del 1862 di Alfonso d’Avalos che dona al Museo Nazionale di Napoli la collezione di famiglia. \nAttraverso il ciclo decorativo si intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nRealizzata per essere donata dagli stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V, in occasione della riunione degli stessi a Bruxelles nel 1531, la serie decorativa intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernard van Orley (oggi a Parigi, Musée du Louvre), nell'atelier di William Dermoyen (o Van der Moyen), identificato grazie alla presenza del marchio del tessitore presente sulla bordure destra del panno, riscontrata anche in un altro esemplare della serie. La presenza del marchio del tessitore ha permesso anche di stabilire gli anni di realizzazione della serie: dopo il 1528, anno in cui un editto imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, e l'inizio del 1531, dato che verrà donata nel mese di marzo all'imperatore. \nRecentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). Secondo questa prospettiva, l'arazzo in esame, disposto nella sequenza suggerita dalla studiosa, costituisce l'ultimo della serie e va letto in strettissima continuità con quanto raffigurato nel panno che lo precede, *Sortita degli assediati e rotta degli svizzeri che annegano in gran numero nel Ticino*. In particolare, dall'accostamento dei due arazzi, si ricompone il paesaggio a sud di Pavia, caratterizzato dalla presenza dell'isolotto del Gravellone, separato dalla città dalle acque del Ticino. Nel panno è raffigurato uno degli ultimi momenti della battaglia con la ritirata del duca di Alençon - identificato dalla scritta sulla gualdrappa del cavallo -, che dopo aver attraversato il ponte di barche sul Ticino, ordina di distruggerlo per impedire l’inseguimento dei nemici. In primo piano, sono raffigurati alcuni fanti impegnati nella distruzione del ponte, mentre un cavaliere e altri soldati lo attraversano per ultimi. Il gesto del duca d'Alençon, cognato del re di Francia, condanna tutti coloro che non riescono ad oltrepassare il ponte alla furia del nemico o alle acque vorticose del fiume. 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VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, s.l., Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nCasali, Luigi, Fraccaro, C.ristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli* Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. Niente fu come prima\" (giornale pubblicato in occasione della mostra allestita al Castello Visconteo di Pavia dal 14 giugno al 15 novembre 2015). \n\"Pavia, la Battaglia, il Futuro. 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Sulla destra, si ridisegna il paesaggio a sud di Pavia, caratterizzato dalla presenza dell'isolotto del Gravellone e dal corso delle acque del Ticino. \nDomina l’arazzo la rappresentazione della città di Pavia, cinta di mura, con il Castello Visconteo, sulla sinistra, e il Ponte Coperto, sulla destra. È la fase finale della battaglia: dalla città assediata dagli imperiali, irrompono le truppe comandate da Antonio de Leyva che attaccano, alle spalle, l’esercito francese. Al centro, soldati e civili escono dai ricoveri tentando la fuga, mentre parecchi uomini, spinti verso il Ticino dalla cavalleria imperiale, annegano nel fiume. 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Determinate per questa scelta deve essere stato l’interesse del giovane don Carlos per le manifatture medicee ancora operanti a Firenze, maturato in occasione del soggiorno del futuro sovrano in città nel 1732, quale futuro successore di Gian Gastone dei Medici. \nInfatti, sarà proprio un piccolo gruppo di arazzieri e intagliatori di pietre dure fiorentini a dare vita nella città partenopea ai primi due opifici reali borbonici, collocati nei pressi della chiesa di San Carlo alle Mortelle. La fabbrica, composta anche di mano d’opera locale nell’intento di promuovere lo sviluppo di nuove tecniche artistiche nel Regno di Napoli, era sotto la direzione del fiorentino Domenico del Rosso. Ed è proprio all’arazziere fiorentino che Carlo affiderà il suo ritratto e quello della consorte che, come le altre realizzazioni della fase iniziale degli opifici, avevano l’intento di celebrare il sovrano finanziatore. La lavorazione del panno viene ultimata nel 1741, come indicato dalla presenza di firma e data sulla bordura dell’arazzo, in basso a destra: “DOM.CO D. L. ROSSO 1741”. Non si conosce l’autore che ha fornito il modello dell’arazzo, anche se è stato ipotizzato che si possa trattare di Giovan Battista delle Piane, in quegli anni ritrattista di corte, o di Francesco Solimena, per la straordinaria efficacia espressiva e per l’intensità della luce e del colore originari.","type":"Arazzo di manifattura napoletana","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","owner":"Museo di Capodimonte","dates":"1739–1741","location":"Napoli","dimensions":"cm 237 x 174","method_for_datation":"L'arazzo è firmato e datato","method_for_provenance":"Fonti documentarie e inventari","obtention":"Commissione diretta di Carlo di Borbone per le sue residenze reali","bibliography":"Giusti, Paola, *1737-1759. Le Manifatture Reali al tempo di Carlo di Borbone*, in *Carlo di Borbone. Un sovrano illuminato per Napoli*, arte'm, Napoli 2016, p. 39. \nGiusti, Paola, *Le arti decorative*, in *Storia e civiltà della Campania, il Settecento*, Napoli, Electa, 1994, pp. 289-292. \nMartino, Linda, in *Museo di Capodimonte*, Milano, Touring Club Italiano, 2002, p. 221 (scheda di catalogo). \nSiniscalco, Margherita, in *Civiltà del '700 a Napoli. 1734-1799,* vol. II, Firenze, Centro Di, 1980, p. 97 (scheda di catalogo). \nSpinosa, Nicola, *L'Arazzeria napoletana*, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1971.","workshop":"Arazzeria borbonica","author":"Maria Rosaria Sansone","materials":["Lana","seta"]},"5e3bd511-e913-550c-a38c-80f8d87cf0e9":{"name":"Cattura del re di Francia Francesco I","description":"La celebre serie dei sette arazzi fiamminghi della Battaglia di Pavia, esposti in una grande sala del museo di Capodimonte, entra nelle raccolte pubbliche con il legato testamentario del 1862 di Alfonso d’Avalos che dona al Museo Nazionale di Napoli la collezione di famiglia. \nRealizzata per essere donata dagli stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V, in occasione della riunione degli stessi a Bruxelles nel 1531, la serie decorativa intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernard van Orley (oggi a Parigi, Musée du Louvre), nell'atelier di William Dermoyen ( o Van der Moyen), identificato grazie alla presenza del marchio del tessitore sulla bordure di due arazzi della serie. Inoltre, proprio la presenza del marchio ha permesso di stabilire gli anni di realizzazione del ciclo: cioè dopo il 1528, anno in cui un editto imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, ed entro l'inizio del 1531, dato che verrà donato nel mese di marzo all'imperatore. \nRecentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire in sequenza il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). \nL'episodio centrale raccontato nel panno è quello della cattura di Francesco I. Dopo aver attraversato il boschetto, rappresentato in alto a sinistra, e dopo essersi battuto valorosamente in un terreno fangoso, sfavorevole per la pesante cavalleria francese, il re viene catturato a seguito di un colpo di archibugio che ferisce il suo cavallo. \nFrancesco I è raffigurato in primo piano mentre tre cavalieri dello schieramento nemico, La Motte de Noyers, il tedesco Nicolas von Salm e il conte di Montmartin - come suggeriscono le scritte abbreviate, inserite per lo più su finimenti e armature - lo aiutano a rialzarsi. Sulla sinistra, è raffigurato il viceré di Napoli Charles de Lannoy, identificato dalla scritta “VISSEROV” sulla lama della spada, mentre scende da cavallo per accettare la resa del re. \nDietro di lui un cavaliere innalza lo stendardo imperiale, dove si riconoscono l'aquila bicipite e le colonne d'Ercole con il motto “PLUS OVLTRE”. Al centro dell'arazzo, l'uomo a cavallo in abito scuro, su cui spicca la croce bianca che indica l'appartenenza francese, è Enrico II d'Albret, re di Navarra, catturato in battaglia; sullo sfondo, a destra, tra i cavalieri appena usciti dal boschetto figura Carlo III di Borbone, identificato dalla scritta \"BOURBON\" sulle redini, nonché per la presenza dei gigli francesi sulla pettiera del cavallo. \nIn primo piano, a terra, vi è l'archibugio con il quale è stato abbattuto il cavallo di Francesco I, simbolo anche del nuovo modo di fare battaglia e la fine della cavalleria: l'utilizzo delle armi da fuoco, colpendo da lontano, permettevano al meno prode di prevalere.","type":"Arazzo fiammingo","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","dates":"1528–1531","location":"Napoli","dimensions":"cm 435 x 789","method_for_datation":"Fonti e documenti storici","method_for_provenance":"Fonti e documenti storici","obtention":"Dono di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, al Museo Nazionale di Napoli (Stato Italiano) nel 1862","bibliography":"AA. VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, Chieti, Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nCasali Luigi, Fraccaro, Cristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli*, Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nJackson, Zofia, *Battaglia di Pavia con la cattura del re di Francia*, in Beltramini, G. e Tura, A. (a cura di), *Orlando Furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi*, catalogo della mostra (Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 24 settembre 2016 – 8 gennaio 2017), Ferrara, 2016, pp. 200-201. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. Niente fu come prima\" (giornale pubblicato in occasione della mostra allestita al Castello Visconteo di Pavia dal 14 giugno al 15 novembre 2015). \n*Pavia. 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Recentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire in sequenza il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). \nRealizzata per essere donata dagli Stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V e ornare una grande sala del Palazzo Reale in occasione dell’Assemblea degli Stati Generali di Bruxelles, nel marzo del 1531, la serie entra in Spagna nel sesto decennio del Cinquecento al seguito di Maria d’Ungheria, che la donerà al giovane nipote don Carlos. È proprio don Carlos a legare la storia degli arazzi alla famiglia d’Avalos lasciandoli in eredità a Francesco Ferdinando d’Avalos (Buchanan 2002), marchese di Pescara e diretto discendente di Fernando Francesco d’Avalos, eroe di Pavia rappresentato nell'arazzo *Sconfitta della cavalleria francese*, e identificato grazie alla scritta sul collo del cavallo. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernard van Orley (Paris, Musée du Louvre), famoso pittore e cartonista di arazzi e vetrate. Dai disegni, o modelletti, si ricavavano successivamente i cartoni preparatori per l’arazziere, con scene riportate in controparte dato che in quegli anni a Bruxelles gli arazzi venivano lavorati con telai a ‘basso liccio’. La presenza del marchio del tessitore sulla bordura di due arazzi ci offre un riferimento temporale per la realizzazione della serie, perché un editto del 1528 imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, e ha permesso di identificare l'atelier nel quale sono stati realizzati in quello di William Dermoyen (o Van der Moyen). \nNell'arazzo sono raccontate le fasi iniziali della battaglia. Sullo sfondo avanzano fanteria e cavalleria dell'esercito imperiale, guidate da Carlo di Borbone, connestabile di Francia (riconoscibile dalla scritta sulla pettiera del cavallo), pronte ad attaccare le truppe francesi. Sulla destra, in secondo piano, è raffigurato il re Francesco I nell'atto di uccidere il marchese di Civita Santangelo, comandante della schiera nemica, evento che segna uno dei primi successi francesi. In primissimo piano, sulla destra si notano alcuni archibugieri di parte imperiale che preparano le armi: essi portano a tracolla una cinghia dalla quale pendono astucci contenenti le cariche di polvere da sparo già dosate, e in vita polveriere a forma di corno. Le gambe dell'archibugiere di spalle, tagliate all'altezza del ginocchio, erano nascoste in origine da un tratto di muro del Parco Visconteo, come testimonia anche il disegno preparatorio per l'arazzo, oggi al Louvre. Il tratto di muro potrebbe essere stato decurtato insieme alla bordura dell'arazzo, non prima della seconda metà del Settecento. Infatti, secondo una descrizione degli anni Settanta del secolo, la bordura inferiore, ancora integra, presentava motivi decorativi con tritoni e cavallucci marini, simili cioè a quelli presenti nelle *Cacce di Massimiliano*, altro ciclo di arazzi realizzato per Carlo V su disegni di van Orley, e oggi al Louvre (Buchanan 2002). \nIn primo pano, il re è nuovamente raffigurato con celata abbassata, mentre si dirige con la sua guardia scelta verso un boschetto, dove gli sarà teso un tranello fatale.","type":"Arazzo fiammingo","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","owner":"Museo di Capodimonte","dates":"1528-1531","location":"Napoli","dimensions":"cm 415 x 818","method_for_datation":"Fonti e documenti storici","method_for_provenance":"Fonti e documenti storici","obtention":"Dono di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, al Museo Nazionale di Napoli (Stato Italiano) nel 1862","bibliography":"AA. VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, s.l., Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nCasali, Luigi, Fraccaro, Cristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli* Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. Niente fu come prima\" (giornale pubblicato in occasione della mostra allestita al Castello Visconteo di Pavia dal 14 giugno al 15 novembre 2015).","workshop":"Manifattura di Bruxelles","author":"Maria Rosaria Sansone","materials":["Lana","cotone colorato con fili d'oro e d'argento","seta"]},"80da057a-50e4-5b41-a93e-f12cf060df80":{"name":"Invasione del campo francese e presa del Castello di Mirabello. Fuga delle dame e dei civili al seguito di Francesco I","description":"La celebre serie dei sette arazzi fiamminghi della Battaglia di Pavia, esposti in una grande sala del museo di Capodimonte, entra nelle raccolte museali con il legato testamentario del 1862 di Alfonso d’Avalos che dona al Museo Nazionale di Napoli la collezione di famiglia. \nRealizzata per essere donata dagli stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V, in occasione della riunione degli stessi a Bruxelles nel 1531, la serie decorativa intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernard van Orley (oggi a Parigi, Musée du Louvre), nell'atelier di William Dermoyen (o Van der Moyen), identificato grazie alla presenza del marchio del tessitore sulla bordure di due arazzi della serie. Inoltre, proprio la presenza del marchio ha permesso di stabilire gli anni di realizzazione del ciclo: cioè dopo il 1528, anno in cui un editto imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, e l'inizio del 1531, dato che verrà donato nel mese di marzo all'imperatore. \nRecentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire in sequenza il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). Secondo questa prospettiva, l'arazzo in esame precede Sortita delle truppe imperiali da Pavia, dove vi è rappresentata la città lombarda. Accostando i due panni, infatti, si ricompone il paesaggio delimitato in primo piano dalle mura del Parco Visconteo; si ricongiunge, inoltre, sia in primo piano che sullo sfondo, il sistema difensivo che delimita il campo francese, costituito da una serie di gabbioni, fortificazioni campali formate da grandi cesti dai rami intrecciati riempiti di terra. \nSecondo la cronologia degli eventi, nell'arazzo è rappresentato uno dei primi momenti della fase finale della battaglia: all'alba del 24 febbraio le truppe imperiali irrompono nel campo francese, che si era accampato all’interno del Parco Vecchio, occupando il Castello di Mirabello, casino di caccia fortificato, raffigurato a sinistra sullo sfondo. Al centro, alcuni fanti cercano di salvarsi oltrepassando il fiume Vernavola, servendosi della picca. Al di là delle fiamme, dovute all’esplosione di barili di polvere da sparo, si intravede il padiglione di Francesco I, ornato con i gigli di Francia. In primo piano, attraverso una breccia nel muro, la fuga di soldati e civili, al seguito dell'esercito francese che vi era accampato, tra cui alcune donne riccamente abbigliate. Sullo sfondo, a destra, si intravedono scene tranquille di vita di campo, con personaggi affaccendati a preparare cibo e a occuparsi delle vivande.","type":"Arazzo fiammingo","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","owner":"Museo di Capodimonte","dates":"1528-1531","location":"Napoli","dimensions":"cm 440 x 818","method_for_datation":"Fonti e documenti storici","method_for_provenance":"Fonti e documenti storici","obtention":"Dono di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, al Museo Nazionale di Napoli (Stato Italiano) nel 1862","bibliography":"AA. VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, s.l., Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nBuchanan, Iain, *Invasion of the French Camp end the Flight of the Women and Civilians*, in Campbell, Thomas P. (a cura di), *Tapestry in the Renaissance: Art and Magnificence*, catalogo della mostra, New York, The Metropolitan Museum of Art, 2002, pp. 321-328. \nCasali, Luigi, Fraccaro, C.ristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli* Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. Niente fu come prima\" (giornale pubblicato in occasione della mostra allestita al Castello Visconteo di Pavia dal 14 giugno al 15 novembre 2015).","workshop":"Manifattura di Bruxelles","author":"Maria Rosaria Sansone","materials":["Lana","cotone colorato con fili d'oro e d'argento","seta"]},"9894288e-e20a-599a-a609-d59380647196":{"name":"Mosaico pavimentale","description":"Durante il riallestimento tardo settecentesco della Villa, voluto da Marco Antonio IV Borghese, l'architetto Antonio Asprucci decise di rivestire completamente il pavimento della “Stanza dell'Ermafrodito” con mosaici antichi: una consuetudine molto apprezzata all'epoca, il cui effetto decorativo raggiungeva effetti di potente suggestione. Il visitatore si muoveva infatti all'interno di un ambiente il cui rivestimento pavimentale, vero e proprio “tappeto di mosaico”, diventava al tempo stesso parte integrante della decorazione moderna e oggetto musealizzato. L'assemblaggio, operato nel 1781, utilizzò mosaici provenienti dagli scavi di un grande stabilimento termale effettuati nella località Castellarcione, possedimento della famiglia Borghese situato sulla Via Tiburtina presso Bagni di Tivoli, non lontano dalla celebre Villa Adriana. Il mosaico più antico, a fondo bianco con motivo “a stelline” (quattro tessere nere accostate in forma simile a una stella), è circondato da una cornice a meandro policromo. Al centro della sala è un riquadro, più tardo, con una scena di pesca circondato da una cornice a treccia multipla con foglie di acanto agli angoli. Un secondo riquadro coevo, sempre con scena di pesca, è collocato sul gradino nel vano della finestra. L'originale utilizzo di rivestimenti a mosaico autentici, come richiamo all'Antico caratteristico degli ultimi decenni del Settecento, fu una moda che ritroviamo negli stessi anni anche nelle Gallerie Pontificie (celebre la Sala Rotonda del Museo Pio-Clementino con i mosaici del sec. III d.C.) e in palazzi nobiliari, come il raffinatissimo Gabinetto nobile di Palazzo Altieri a Roma.","type":"Mosaico","holder":"Galleria Borghese","dates":"I sec. A.C.; 200-300 d.C.","location":"Roma","dimensions":"455 x 685 cm","method_for_datation":"Sulla base dell'analisi stilistica il mosaico in bianco e nero “a stelline” con cornice a meandro a più colori è datato al sec. I a.C.; gli “emblemata” con scene di pesca al 200-300 d.C. L'assemblaggio risale al 1781.","method_for_provenance":"La provenienza è documentata nella descrizione della Villa del 1796 (Lamberti, Visconti 1796).","provenance":"Scavi di Castellarcione presso Bagni di Tivoli (Roma)","obtention":"I due riquadri con scene di pesca provengono dagli scavi effettuati nel XVIII secolo a Castellarcione, possedimento della famiglia Borghese","bibliography":"Guadalupi Gianni, Coliva Anna, Napoleone Caterina, Minozzi Marina, *Villa Borghese*, Collana Grand Tour, n. 30, Milano: Franco Maria Ricci, 2002. \nLamberti, Luigi, Visconti, Ennio Quirino, *Sculture del Palazzo della Villa Borghese*, Roma, 1796. \nMoreno, Paolo, Viacava, Antonella, *I marmi antichi della Galleria Borghese. La collezione archeologica di Camillo e Francesco Borghese*, Roma, 2003.","author":"Marina Minozzi","materials":["Tessere marmoree"]},"9a5f6ab0-8a7b-5628-869a-8623164a2cfe":{"name":"Invasione del campo francese. Gli svizzeri si rifiutano di avanzare nonostante gli interventi dei loro capi","description":"La celebre serie dei sette arazzi fiamminghi della Battaglia di Pavia, esposti in una grande sala del museo di Capodimonte, entra nelle raccolte pubbliche con il legato testamentario del 1862 di Alfonso d’Avalos che dona al Museo Nazionale di Napoli la collezione di famiglia. \nRealizzata per essere donata dagli stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V, in occasione della riunione degli stessi a Bruxelles nel 1531, la serie decorativa intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernart van Orley (oggi a Parigi, Musée du Louvre), nell'atelier di Willem Dermoyen (o Van der Moyen), identificato grazie alla presenza del marchio del tessitore sulla bordure di due arazzi della serie. Inoltre, proprio la presenza del marchio ha permesso di stabilire gli anni di realizzazione del ciclo: cioè dopo il 1528, anno in cui un editto imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, e l'inizio del 1531, dato che verrà donato nel mese di marzo all'imperatore. \nRecentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire in sequenza il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). \nNel panno vi è raffigurato uno dei momenti conclusivi della battaglia di Pavia: i civili fuggono dal campo francese attaccato dagli imperiali, nei pressi della Vernavola, attraverso le brecce praticate nel muro del Parco Visconteo durante l’assedio. L'episodio offre lo spunto per narrazioni di carattere quotidiano: un soldato in primo piano fugge portando via alcuni polli, mentre guarda verso lo spettatore coinvolgendolo nella scena, una donna sullo sfondo porta un cesto con due oche, un frate corre impaurito. In primo piano, i fanti svizzeri (riconoscibli per la bandiera con la croce bianca) che avevano combattuto al seguito dei francesi dando prova di coraggio e di valore, perduta ogni speranza di vittoria e circondati da ogni parte, si arrendono ai cavalieri imperiali, gettando a terra le picche, sordi ai richiami dei loro ufficiali, e cercano scampo con la fuga o con la resa. In primo piano, tra i soldati si distinguono un suonatore di tamburo, di piffero e un alfiere portaspadone, figure che ricorrono spesso nell'iconografia militare. Il personaggio al centro dell'arazzo, è stato identificato con il capitano svizzero Jean de Diesbac, che si offre alla spada del cavaliere nemico per morire con onore (Casali 1993).","type":"Arazzo fiammingo","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","owner":"Museo di Capodimonte","dates":"1528-1531","location":"Napoli","dimensions":"cm 435 x 880","method_for_datation":"Fonti e documenti storici","method_for_provenance":"Fonti e documenti storici","obtention":"Dono di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, al Museo Nazionale di Napoli (Stato Italiano) nel 1862","bibliography":"AA. VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, s.l., Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nCasali, Luigi, Fraccaro, C.ristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli* Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. Niente fu come prima\" (giornale pubblicato in occasione della mostra allestita al Castello Visconteo di Pavia dal 14 giugno al 15 novembre 2015). \n\"Pavia, la Battaglia, il Futuro. Niente fu come prima\", \"Experienzapavese\" (pubblicazione online).","workshop":"Manifattura di Bruxelles","author":"Maria Rosaria Sansone","materials":["Lana","cotone colorato con fili d'oro e d'argento","seta"]},"b7f46ff9-52a1-5495-80f5-c075d3bfc0da":{"name":"*Sconfitta della cavalleria francese. Le fanterie imperiali si impadroniscono delle artiglierie nemiche*","description":"La celebre serie dei sette arazzi fiamminghi della Battaglia di Pavia, esposti in una grande sala del museo di Capodimonte, entra nelle raccolte pubbliche con il legato testamentario del 1862 di Alfonso d’Avalos che dona al Museo Nazionale di Napoli la collezione di famiglia. \nRealizzata per essere donata dagli Stati Generali di Bruxelles all’imperatore Carlo V, in occasione della riunione degli stessi a Bruxelles nel 1531, la serie decorativa intendeva celebrare la vittoria delle truppe imperiali su quelle francesi, comandate da Francesco I, avvenuta il 24 febbraio del 1525, e combattuta nella zona del Parco Visconteo, alle porte di Pavia. \nTessuti a Bruxelles, gli arazzi sono stati realizzati su disegni di Bernard van Orley (oggi a Parigi, Musée du Louvre), nell'atelier di William Dermoyen ( o Van der Moyen), identificato grazie alla presenza del marchio del tessitore presente sulla bordure destra del panno, riscontrata anche in un altro esemplare della serie. La presenza del marchio del tessitore ha permesso anche di stabilire gli anni di realizzazione della serie: dopo il 1528, anno in cui un editto imponeva agli arazzieri di firmare i loro prodotti, e l'inizio del 1531, dato che verrà donata nel mese di marzo all'imperatore. \nRecentemente è stata proposta una lettura d’insieme del ciclo, tesa a ricostruire in sequenza il paesaggio rappresentato nei sette arazzi in un’unica, e panoramica, visione d’insieme (Paredes 2014). Secondo questa prospettiva, l'arazzo in esame va letto in strettissima continuità con quanto raffigurato in Avanzata dell'esercito Imperiale. Accostando i due panni, infatti, si ricompongono, come suggerisce C. Paredes, il paesaggio e i movimenti delle truppe sul campo di battaglia. In particolare, in primo piano si riconosce il gruppo degli archibugieri imperiali, guidati dal loro comandante Fernando Francesco d'Avalos, identificato dalla scritta “MAR. DE PES.” (abbreviazione per \"Marchese di Pescara\") sul collo del cavallo. Al centro, un'altra scritta, “MARQ.IS DU VASTE”, segnala la presenza in campo di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto. Sulla destra è raffigurato il feroce combattimento tra i lanzichenecchi imperiali, guidati da Georg von Frundsberg, contraddistinti dalla fascia bianca e rossa, e le truppe mercenarie della Banda nera, al servizio dei francesi. Ossevando il particolare della presa delle artiglierie francesi nella panoramica veduta d'insieme che spazia nel panno che lo precede, più sopra citato, è possibile comprendere che i cannoni francesi cessano il fuoco per evitare di colpire alle spalle il proprio sovrano che, rompendo le fila dell'esercito, si scaglia contro il nemico, proprio come narrano le fonti. \nL'arazzo conserva, insieme ad altri tre della serie, la bordura originaria con motivi decorativi dove sono raffigurati fiori, frutti, uccelli e animali. Tuttavia, secondo una descrizione degli anni Settanta del Settecento, le bordure inferiori, in origine, presentavano motivi decorativi con tritoni e cavallucci marini, simili a quelli presenti nelle Cacce di Massimiliano, altro ciclo di arazzi realizzato per Carlo V dallo stesso atelier su disegni di van Orley, e oggi al Louvre. Pertanto, tutta la striscia inferiore, decurtata dopo gli anni Settanta del Settecento e successivamente riassemblata, appare ricucita utilizzando parti di bordure di arazzi, che adesso ne sono privi, destinate in origine a ornare il lato verticale del panno (Buchanan 2002).","type":"Arazzo fiammingo","holder":"Museo e Real Bosco di Capodimonte","dates":"1528‒1531","location":"Napoli","dimensions":"cm 439 x 867","method_for_datation":"Fonti e documenti storici","method_for_provenance":"Fonti e documenti storici","obtention":"Dono di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, al Museo Nazionale di Napoli (Stato Italiano) nel 1862","bibliography":"AA. VV., *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia*, Milano, Bompiani, 1999. \nArbace, Lucia, *Fasti d'Avalos: dagli Arazzi della Battaglia di Pavia alle Selle da parata*, s.l., Litografia Botolini, 2012. \nBuchanan, Iain, *The 'Battle of Pavia' and the Tapestry Collection of Don Carlos: New Documentation*, \"The Burlington Magazine\", vol. 144, n. 1191 (giugno, 2002), pp. 345-351. \nCasali, Luigi, Fraccaro, Cristina, Prina, Vittorio, *Gli Arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte a Napoli* Pavia, Edizioni ViGiEffe, 1993. \nParedes, Cecilia, *The tapestries of the battle of Pavia*, \"Riha Journal\", n. 4 (ottobre-dicembre, 2014), 28 dicembre 2014 (pubblicazione online). \nSansone, Maria Rosaria, *Gli arazzi della Battaglia di Pavia: dalla Spagna di Carlo V alla Napoli dei d'Avalos*, \"1525-2015. Pavia, la Battaglia, il Futuro. 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{"958f2e19-cf88-5446-b5c3-619ff5ee8038":{"name":"Halı.","description":"Anadolu'da Türk halı sanatının en erken örneklerinden olan \"Konya Halıları\" grubunun seçkin bir örneğidir. Atkı, çözgü iplikleri yüne yündür. Dokumada Gördes düğümü kullanılmıştır. Halının bütününde kırmızı, lacivert, mavi, krem renkler kullanılmıştır. Halının ana zemininde açık kırmızı üzerine koyu kırmızı renkte, uçları kancalı çengel motiflerden oluşan geometrik bir düzenleme görülür. Kaydırılmış eksenlerde sıralanan üçgen, sekizgenler, elibelinde ve eğri çengel motiflerinden oluşan geometrik desenler Selçuk halıları için karakteristiktir. Süsleme kompozisyonunda Türk halılarına özgü \"sonsuzluk\" anlayışı hakimdir. Desen sürekli tekrarlanarak devam etmektedir. Birbirini tekrarlayan motiflerin ortasında mavi noktalar yer alır. Bunlar açık-koyu kırmızı zeminde uyumlu bir renk kontrastı oluştururlar. \n \nAna zemin kompozisyonunu araları sarı çizgilerle ayrılmış sekiz köşeli lacivert yıldızların sıralandığı ince bir bordür kuşatır. Halının asıl çarpıcı olan kufi yazıya benzer desenlerle bezeli geniş bordürüdür. Koyu mavi zemin üzerine stilize iri kufi harfleri sırt sırta sıralanmışlardır. Sarı (krem) konturlu enine kırmızı şeritlerle bölümlenmiş harfler açık mavi renklidir. Halıya anıtsal bir görüntü kazandıran kufi yazılı bordür aynı zamanda Selçuklu halılarının karakteristik özelliğidir. \n \nHalının desen kompozisyonu mavi renkli bölmeler içinde kırmızı renkli, sekiz köşeli yıldızların sıralandığı ince dış bordürle tamamlanır. Oldukça yıpranmış halıda dış bordür ancak iki uzun kenarda seçilebilmektedir. Kufi hatlı geniş bordürün dış kenarını mavi çizgilerle bölümlenmiş kareler içinde kırmızı sekiz köşeli yıldızların sıralandığı ince dış bordür kuşatır. Halının havları büyük ölçüde dökülmüştür. Dış bordürleri yer yer eksik ve orta zeminde büyük bir yırtık vardır. \n \nGenellikle büyük boyutlu dokunan Selçuklu halıları, çok az rengin açıklı koyulu tonlarının kullanımıyla geometrik bir düzende sade bir desen şemasına karşılık kufi yazı istifli geniş bordürleriyle anıtsal bir görünüme sahiptirler.","short_description":"Konya halılarının bilinen en erken tarihli örneğidir. Açık-koyu renklerin kontrast oluşturması, ana zeminde sonsuzluk prensibiyle tekrarlanan geometrik motiflerin kullanılması ve stilize iri kufi yazılı geniş bordürlerin görüldüğü bu dönem halıları, Türk (Gördes) düğüm tekniğinde dokunmuşlardır.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 7. / M. 13. yüzyıl.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Yük: 519 cm. Gen: 294cm.","method_for_datation":"Bir çok cami yaptıran Selçuklu Sultanları tarafından bu camilerin mefruşatı için Kur'anlar, şamdanlar rahleler ile halıların vakfedildiği bilinmektedir. Bu halıların da 1221 yılında genişletilen camiye I. Alaaddin Keykubad tarafından vakfedildiği düşünülmektedir. Eserin yukarıda bahsedildiği üzere üslupsal özellikleri de onu 7. / 13. yüzyıla tarihlendirmektedir.","method_for_provenance":"Anadolu Selçukluları, Konya merkezli olarak Orta Anadolu'da güçlü bir egemenliğe sahipti. Bu eserlerin, halen önemli halı dokuma merkezlerinden olan Konya'da üretildiği düşünülmektedir. Ayrıca renkleri ve motifleri de Konya halılarına özgüdür.","provenance":"Konya.","obtention":"1905 yılında Marin tarafından Konya Alaaddin Camii'nde keşfedilmiş olan sekiz halı, Alman konsolosu Loytved'e bu halıların önemine değinerek bildirmesi ile gün 1908 yılında iki ciltlik eserinde yayınlamıştır. Konya'da Aladdin Keykubat Camii'nde bulunmuş ve Müze koleksiyonlarında bulunan 8 adet Anadolu Selçuklu halısından biri olan halı, 31 mart 1911 yılında müzeye getirilmiştir.","bibliography":"Erdman, K., *Der Türkische Teppich des 15.Jahrhundert*, İstanbul,1958, s.18 \n \nErdman,K., *Seven Hundred Years of Oriental Rugs*, London 1970, s.42 \n \nönder,M., \"Selçuklu Devri Konya Halıları,\" *Türk Etnoğrafya Dergisi* VII-VIII 1964-65, İstanbul 1966, s.46-50 \n \nölçer, N. vd, *Museum of Turkish and Islamic Art*, İstanbul 2002, s.145 \n \nölçer, N. vd, *Turkish Carpets from the 13th-18th Century*, London 1996, s.4-5 \n \nRoxborough, D.J. *Turks, The Journey of a Thousand Years, 600-1600*, London 2005, 402.","author":"Gönül Tekeli","keywords":["halı","Türk düğümü- Çift düğüm","Gördes"],"materials":["Düğüm: Gördes düğümü","Yüne yün dokuma"]},"e9f4c38d-048f-5665-96a4-f4e9444dc22f":{"name":"Saf Seccade.","description":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi koleksiyonunda 9. / 15. yüzyıldan günümüze ulaşabilen erken tarihli üç saf seccadeden biridir. Camilerde Müslümanların düzgün birer saf halinde namaz kılabilmesi için her kişiye ayrı bir alan yaratan mihrap nişleri halinde düzenlenmiştir. Asıl boyutları bilinmeyen seccade günümüze fragman halinde ulaşmıştır. Seccadenin zemini beyaz (krem) renklidir. Lacivert renkli bordürlerin çevrelediği bölümler içinde ikisi yeşil, üçü koyu mavi toplam beş mihrap nişi yer alır. Seccadenin mihrap tasarımında 7. / 13. yüzyıla tarihlenen Anadolu Selçuklu Dönemi Konya halılarının kufi desenli anıtsal bordürlerinin etkisi görülür. Mihrap nişlerinin alınlığına birer stilize koçbaşı motifi ile mihrap köşeliklerine içleri lacivert damalı kırmızı sarkıtlı köşebentler yerleştirilmiştir. Her bir mihrapta biri ortada, ikisi yanlarda olmak üzere aşağı doğru sarkıtılmış üç kandil motifi yer alır. Mihrap nişlerinin dört tanesinin alt bölümünde yer alan baklava motifleri, dört tarafa yönelmiş ok ucuna benzer motiflerle bezelidir. Buna karşılık orta nişin alt bölümünde yer alan baklava motifi, adeta seccadenin merkezini belirleyen simetri unsuru olarak yalın halde verilmiştir. \n \nKırmızı zemin üzerinde mavi renkte dizilmiş çifte koçbaşını andıran desen ana bordürü oluştururken, aynı zamanda safları birbirinden ayırıcı özelliktedir. \n \nAna bordürü çevreleyen sarı zeminli ince bordür üzerindeki motifler sarı ve mavi renkli rozetlerden oluşan bir zincir örgüsü görünümündedir. Selçuklu geleneğini devam ettiren özellikle kufi yazı karakterindeki ok ucuna benzer geometrik köşeli motifler, kandiller sekiz köşeli yıldız motifleri daha sonraki Osmanlı seccadelerine geçişi hazırlamıştır.","short_description":"Osmanlı sanatında bilinen en erken tarihli saf seccadeler, 9. / 15. yüzyıla tarihlenmektedir. Camide namaz kılan cemaatin düzgün bir saf oluşturması amacıyla üretilmişlerdir. Bu dönem seccadeleri, geometrik kompozisyonları ve kufi hatlı bordürleriyle klasik Osmanlı seccadelerine geçişi sağlamışlardır.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi","dates":"H. 9. / M. 15. yüzyıl.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"430 x 133 cm.","method_for_datation":"Hem kök boya üzerinde yapılan kimyasal analiz hem de halı üzerinde yer alan motif ve kompozisyon 9. / 15. yüzyıl özelliklerini taşımaktadır.","method_for_provenance":"Eskişehir-Sivrihisar yöresinde halıcılık yaygın değildir. Ayrıca bu dönemde Konya'nın en önemli üretim merkezi olması ve örneğimizin Selçuklu geleneğini sürdürmesi nedeniyle Konya yöresinde dokunduğu düşünülebilir.","provenance":"İç Anadolu Bölgesi.","obtention":"Yurt çapında yaygınlaşan hırsızlık ve yağmayı önlemek amacı ile başlatılan eser toplama çalışmaları sonucu Şeyh Baba Yusuf Camii'nden 1911 yılında getirilmiştir. Adı geçen cami, Anadolu'da ilk büyük Türkmen yerleşim yerlerinden olan Sivrihisar'da 1498'de yaptırılmıştır. Şeyh Baba Yusuf (ö.918 / 1512) 15. yüzyılda Sufiliğin Bayramiye kolunun kurucusu Hacı Bayram Veli'nin (753-834 / 1352-1430) selefi olan din bilginidir.","bibliography":"Aslanapa, O. *Türk Halı Sanatının Bin Yılı*, İstanbul 1987, s.163, Lev. 115 \n \nölçer, N. vd, *Turkish Carpets of 13th-18th Centuries*, İstanbul 1996, s.158-159. \n \nölçer, N. vd, *Türk ve İslam Eserleri Müzesi*, İstanbul 2002, s.168.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Gönül Tekeli","keywords":["Şeyh Yusuf Baba","Sivrihisar","seccade","saf seccade","Gördes"],"materials":["Yüne yün","Türk (Gördes) düğümü."]},"eeefe08e-b05d-5b9e-a805-c6fd43d4fe03":{"name":"Halı.","description":"10\\. / 16. yy. Uşak halısıdır. Atkı ve çözgü iplikleri yündür. Gördes düğümü ile dokunmuştur. İki ayrı parça halindedir. \n \nKırmızı zemin üzerine şaşırtmalı eksende yerleştirilmiş, çintamani ve pelenk (kaplan çizgisi veya leopar beneği) denilen motifler yer alır. Mavi renk konturlu siyah ve koyu mavi çintamani motifleri ile siyah konturlu sarı renkli kaplan çizgileri sonsuzluk prensibiyle verilmişlerdir. Budist kökenli, Uzak Doğu etkili bu motifler çin'de Sincan (Xinjiang)'daki Turfan Bezeklik Mağarası'nda 1.-3. / 7.-9. yy duvar resimlerindeki giysi motiflerinde görülür. Gücün ve saltanatın simgesi olarak kullanılan bu motifler, Sultan Yavuz Selim'in (918-927 / 1512-1520) 920 / 1514 yılında çaldıran zaferi ile Tebriz'i ele geçirmesiyle Osmanlı Saray sanatına girmiştir. 16. yy'dan 18. yy'a kadar Osmanlı Sarayının yönlendirdiği sanatçılar tarafından bütün dekoratif sanatlarda özellikle kumaş, çini, kitap ciltleri ve ahşap üzerinde görülen bu desenlerin uygulaması Sultan II. Selim (974-982 / 1566-1574) yıllarında en yüksek değere ulaşmıştır. \n \nHalının çevresini iki dar, bir geniş bordür dolanır. Birinci dar bordür lacivert zeminli olup mavi ve kırmızı noktalı sedef bordür ile kırmızı çizgi arasındadır. Kırmızı renkli sarmaşık dalları arasında lale ve karanfil motifleri ile dolguludur. Ana bordür, kahverengi konturlu açık ve koyu kırmızı renkli iri hatayiler, gül yaprakları, stilize çiçek ve yaprak motifleri ile bezelidir. En dış dar bordür ise kırmızı zemin üzerine sarmaşık dallar arasında lacivert, mavi, krem renkli lale ve karanfil motifleri ile doldurulmuştur.","short_description":"Sultan II. Selim tarafından inşa ettirilen Konya Selimiye Camii için Uşak'ta dokunmuştur. Bu dönemde en yüksek değerine ulaşan Uzak Doğu etkili, gücün ve saltanatın simgesi çintamani ve leopar beneği ile hatayi, lale, karanfil motifleri 10.-12. / 16.-18. yüzyıllarda çini, kumaş ve ahşapta da kullanılmıştır.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 9. / M. 16. yüzyıl.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"789 x 360 cm.","method_for_datation":"Osmanlı Sultanı II. Selim tarafından tahta çıkışından önce Konya valisi iken yapımına başlanan ve tahta çıktığı yıl olan H. 973 / M. 1566'da tamamlanan Konya Sultan Selim Camii için özel olarak dokutturulduğu veya vakfedildiği düşünülmektedir çünkü Osmanlı vakıf geleneğinde sultan camileri inşa edilirken tefrişi için de halı, rahle, ve bezeri eserler de özel olarak yaptırılırdı. Dolayısıyla hem motifleri hem de geldiği caminin inşa tarihi dayanılarak 10. / 16. yüzyıla tarihlenmektedir.","method_for_provenance":"10.-12. / 16.-18. yüzyıllarda en önemli halı üretim merkezi Uşak ve civarıydı. Halının özellikle ana bordürü üzerindeki kompozisyon ve motifler Uşak yöresine özgü olduğundan Uşak'ta dokunduğu düşünülmektedir.","provenance":"Uşak.","obtention":"Yurt genelinde kaçakçılık ve hırsızlığa karşı yapılan eser toplama ve kazı çalışmaları sırasında 1911 yılında Müze'ye getirilmiştir.","bibliography":"Roxborough, D.J. (ed.) *Turks, A Journey of a Thousand Years, 600-1600*, London 2005, s. 463. \n \nölçer, N. vd, *Turkish Carpets from the 13th – 18th Centuries*, İstanbul 1996, Plate 81.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Gönül Tekeli","keywords":["Konya","halı","II. Selim","Gördes","pelenk","çintamani"],"materials":["Yüne yün","Türk (Gördes) düğümü."]},"f7879232-ae13-54c3-8e2a-b4f64e92dbd7":{"name":"Uşak Halısı (Bergama).","alternate_name":"'Holbein' halısı.","description":"Batı Anadolu yöresinde dokunmuş 10. / 16. yüzyıl Bergama halısıdır. Atkı ve çözgü iplikleri yündür. Gördes düğümü kullanılmıştır. Kirli sarı zemin üzerine çiçek rozetli bordürlü, aralarda ikişer sekizgenin yer aldığı iki büyük dikdörtgenle beş bölmeye ayrılmıştır. Kırmızı zeminli dikdörtgenlerin içinde iç içe geçmiş sekizgenler ana motifi meydana getirir. Sekizgenlerin merkezinde sekiz kollu yıldız rozet yer alır. Yıldız etrafında çengel ve geçmelerle çiçek rozeti formuna dönüşen içteki sekizgenin çevresinde ise aralarında kırmızı ve beyaz stilize yaprakların yer aldığı yıldız kümesi dolaşır. Sarı ve mavi geçmelerle tamamlanan ana sekizgenin dört köşesine yerleştirilen çengellerden oluşan köşebentler büyük dikdörtgeni tamamlar. Zincir ve yaprak motifli iki ince bordürün çevrelediği lacivert zeminli ana bordürde stilize kufi harf kümeleri yer alır. Kırmızı konturlu beyaz, sarı, yeşil, mavi renkle Kufi-taklidi geçme motifleri, ortalarındaki zıt renklerle uyumlu bir kontrast oluşturur. \n \nOsmanlı ticaretinde önemli bir yeri olan Türk halıları, 8. / 14. yüzyıldan itibaren Avrupa pazarlarına çok sayıda ihraç edilmiştir. Pahalı bir ihraç malı olan bu halılar, soylu aileler, kilise ve ticaretle uğraşan zengin burjuva sınıfı tarafından büyük rağbet görmüştür. Resim sanatına büyük ilgi duyan bu zümreler, kilise ve saraylarını süsleyen tablolar ile kendi portrelerinde sahip oldukları değerli halıların da resmedilmesini sağlamıştır. \n \n9\\. / 15. yüzyıldan itibaren birçok sanatçı tarafından üretilen bu tablolar, halıların tarihlenmesi ve tipolojisinde önemli rol oynamışlardır. Holbein halıları olarak tanınan halıların bazıları Alman ressam Hans Holbein'in (1497-1543) tablolarında yer almış, bazıları ise hiçbir tablosunda yer almadığı halde “Holbein Halıları” olarak halı terminolojisine yerleşmiştir. Eserimiz Holbein IV grubu içerisinde değerlendirilmektedir.","short_description":"10. / 16. yüzyılda Bergama'da doğal yün ile Türk (Gördes) düğüm tekniğinde dokunmuş halılardandır. Zeminin dikdörtgenlere bölündüğü ve geometrik formların stilize bitkisel motiflere dönüştüğü bu halılar, Alman ressam Holbein'in tablolarına konu olduklarından 'Holbein Halıları' adıyla ün kazanmışlardır.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 10. / M. 16. yüzyıl.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"170 x 292 cm.","method_for_datation":"Motif ve kompozisyon özelliklerinin yanı sıra benzerlerinin resmedildiği tablolara dayanılarak 10. / 16. yüzyıla tarihlendirilmektedir.","method_for_provenance":"16. yüzyılda Bergama ve Uşak yöreleri halıcılığıyla tanınmaktadır. Halen üretimin sürdüğü Bergama halıcılığında gözlenen motif repertuarı ve geometrik bölümleme bu eserin Uşak'tan ziyade Bergama yöresinde dokunduğunu düşündürtmektedir.","provenance":"Batı Anadolu Bölgesi (Bergama-Uşak yöresi).","obtention":"13. / 19. yüzyılda yurt genelinde başlatılan eser toplama çalışmaları kapsamında Sivrihisar Şeyh Baba Yusuf Camii'nden 1329 / 1911 yılında Müze'ye getirilmiştir.","bibliography":"Aslanapa, O.*Türk Halı Sanatının Bin Yılı,* İstanbul 1987, s.94. Lev. 127 \n \nErdmann, K. *Seven Hundred Years of Oriental Carpets*, London 1970, p.105 \n \nErdmann, K. *Der Türkische Teppich des 15. Jahrhunderts*, İstanbul 1958, s.32. \n \nölçer, N. vd, *Turkish Carpets from the 13th-18th Centuries,* İstanbul 1996. pl.42.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Gönül Tekeli","keywords":["halı","Gördes"],"materials":["Yüne-yün","Türk (Gördes) düğümü."]}}
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{"01ed0e00-4aed-5afc-bdea-937514669d4b":{"name":"متحف فيكتوريا وألبرت","description":"فيكتوريا وألبرت (فيكتوريا وألبرت) هو المتحف الرائد في العالم للفنون والتصميم ، مع مجموعات لا مثيل لها في نطاقها وتنوعها. وعندما تم افتتاح المتحف للجمهور في عام 1852 ، كانت مهمته هي إعادة تشكيل التصميم من خلال إتاحة الأعمال الفنية للجميع ، وتحسين فهم الجمهور للموضوع وتوفير الإلهام للمصممين والمصنعين. واليوم ، تستمر مجموعات V & A ، التي تمتد لأكثر من 2000 عام من الإبداع البشري في كل وسيلة تقريبًا ومن أجزاء كثيرة من العالم ، في إثارة التفاهم والإلهام والإعلام. \nتخصص فيكتوريا وألبرت في جمع الفن والتصميم من العالم الإسلامي منذ خمسينيات القرن التاسع عشر ، وكانت أول مؤسسة في العالم تجمع الفن الإسلامي بطريقة منهجية. ويعتقد مؤسسو المتحف أن الأفكار الإسلامية حول هيكلة الأنماط ومطابقة الزخرفة بالشكل والوظيفة يمكن أن تحسن التصميم البريطاني. وقد نمت المجموعة لتصبح الأكثر أهمية في مجالها. وتشمل الأعمال البارزة سجادة أردبيل الإيرانية من القرن العاشر / السادس عشر ، وإبريق من الكريستال الصخري من القرن الخامس / الحادي عشر في مصر ، وأكبر مجموعات الخزف الإسلامي في العالم. ويضم المتحف أيضًا المجموعة الوطنية للمنسوجات الإسلامية.","city":"لندن","address":"Cromwell Road \nSouth Kensington \nSW7 2RL \nLondon \nUnited Kingdom","website":"http://www.vam.ac.uk","phone":"+44 207 9422000"},"04c60c4a-2430-5a48-ac2a-c1b3d488b403":{"name":"متحف بيناكي","description":"متحف بيناكي Benaki Museum هو أكبر وأقدم متحف في اليونان يعمل كمؤسسة بموجب القانون الخاص بذلك. وقد تأسس عام 1931 على يد أنطوني بيناكي Antoni Benaki ، أحد أفراد عائلة يونانية رائدة في الإسكندرية. والمتحف الحالي متفرق في عدة أماكن : مركزه هو القصر الكلاسيكي الجديد الذي يعرض تطور الفن اليوناني من العصر الحجري الحديث حتى يومنا هذا. وتشمل المباني المستقلة مركز المعارض في شارع بيروس Pireos والمحفوظات التاريخية في بيت دلتا ومعرض Nikos Hadjikyriakos-Ghika ومتحف الفن الإسلامي. \nوإن متحف الفن الإسلامي هو مبنى كلاسيكي جديد تم تجديده في وسط أثينا التاريخي بالقرب من أغورا القديمة. وقد تم افتتاحه في عام 2004 لوضع المجموعة التي شكَّلها أنطوني بيناكي خلال الجزء الأول من القرن العشرين ، عندما كان يعيش في مصر.وقد تم إثراؤه لاحقًا من خلال التبرعات الأخرى ، وهو يحتوي اليوم على 10000 قطعة تقريبا من الشرق الأوسط وإيران وتركيا وشمال إفريقيا والهند.وهو يوضح تطور الفن الإسلامي حتى العصر العثماني والتطورات المقابلة لمنتصف القرن العشرين. وتشتمل المجموعة على قطع خزفية ومشغولات معدنية ومجوهرات ومنسوجات وأعمال خشبية وأواني زجاجية وعاج وشواهد جنائزية وأسلحة ودروع. \nيجد الزائر أولاً معروضات من القرن السابع إلى القرن الثاني عشر. ومن أبرز هذه القطع الخزفية اللامعة وألواح الأبواب من العراق والأعمال المعدنية الفاطمية ومنسوجات الطراز وحصيرة القصب الفريدة من طبريا في القرن العاشر. ويعرض المعرض الثاني قطعًا من القرن الثاني عشر إلى القرن السادس عشر من الخزف السلجوقي ، والأعمال المعدنية المملوكية والفخار ، ويبرز صندوقًا نحاسيًا عليه توقيع إسماعيل بن الورد الموصلي المؤرخ عام 1220 والإسطرلاب لأحمد بن السراج. الذي يعود تاريخه إلى 1328/29. \nيعرض المعرض الثالث غرفة استقبال مبطنة بالرخام من قصر يعود تاريخه إلى القرن السابع عشر في القاهرة ، إلى جانب نافورته ونوافذه القمرية 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مساحة 67 ألف متر مربع من متنزه ريتربارك وفيلا ويسندونك. ثم في عام 1949، وافق سكان زيورخ على خطة تحويل فيلا ويسندونك إلى متحف وتم إنشاء متحف ريتبيرج في نفس الوقت. وفي عام 1952، فتح المتحف الجديد أبوابه أخيرًا للجمهور. يتكون المجمع من ثلاث فيلات تعود إلى القرن التاسع عشر ومنزل لعربات الخيول، ناهيك عن ملحق حديث تحت الأرض تم افتتاحه في عام 2007. \nيتميز عمل متحف ريتبيرج بدرجة عالية من الاحترافية والاندماج الاجتماعي والتنوع. ويهدف المتحف إلى زيادة الوعي بالإنجازات الفنية للأفراد إلى جانب تلك الناجمة عن التنوع الديني والاجتماعي. ومن خلال القيام بذلك، فإنه يحقق وظيفة ثقافية مهمة في عالمنا الذي يزداد عولمة. \nعلاوة على ذلك، تتطلب مجموعة المتحف ذات الشهرة العالمية من الدرجة الأولى رعاية متخصصة ودراسة أكاديمية مستمرة، بما في ذلك البحث عن المصدر، مع توسيعها وإدارتها بشكل نشط. وتضمن المؤسسة شفافية نتائج أبحاثها من خلال إتاحتها على نطاق واسع عبر الإنترنت. \nيتمتع متحف ريتبيرج بعلاقات محلية ودولية مع المؤسسات الثقافية وجامعي الأعمال الفنية والمتخصصين في مجالات متنوعة. وهي نتاج سياسة تعاون طويلة الأمد مع بلدان المنشأ بما في ذلك الكاميرون والهند وباكستان وبيرو.","city":"زيورخ","address":"Gablerstrasse 15 \n8002 Zurich","website":"http://www.rietberg.ch","phone":"+41 44 415 31 31","email":"museum.rietberg@zuerich.ch"},"1232b5a2-7af1-5de4-a332-ff444943f8b0":{"name":"المتحف التمساوي للفنون التطبيقية / الفنون المعاصرة","description":"المتحف النمساوي للفنون التطبيقية MAK / الفن المعاصر هو أحد أوائل المتاحف من نوعه في العالم. ويقع بناؤه في شتوبنربنغ في المنطقة الأولى من فينا وقد أسس في عام 1863 تحت اسم المتحف الإمبراطوري الملكي النمساوي للفن والصناعة ) ويتضمن اليوم مجموعة فريدة من الفنون التطبيقية والتصاميم والعمارة والفن المعاصر. \nوتتضمن مجموعة MAK فنون الزخرفة الأوربية والدولية التي تتراوح من بداية العصور الوسطى حتى الوقت الحاضر. ومقتنيات المتحف تتضمن الأقمشة ، الخزف ، الزجاج ، الأثاث ، والمشغولات المعدنية وأيضا القطع الخارجية من مشاغل فينا والفن الجديد . ومجموعته من السجاجيد الشرقية والفن الشرق آسيوي هي ذات الأهمية الأعلى على مستوى العالم. \nومن بين القطع من العالم الإسلامي هناك مجموعة من السجاجيد الشرقية بارزة ويمتلك المتحف أكبر مجموعة في العالم من اللوحات من الحمزنامة من عصر الإمبراطور المغولي أكبر العظيم . والأمثلة المهمة للفنون التطبيقية محفوظة في مجموعة آسيا في MAK والتي تشمل بشكل خاص قطع من إيران والإمبراطورية العثمانية.","city":"فينا","address":"Stubenring, 5 \nA-1010 Vienna \nAustria","website":"http://www.mak.at","phone":"+43 1 711 36-248","email":"office@MAK.at"},"1d0ff55d-dcd7-59a9-b95d-18903aa4ab05":{"name":"متحف بيناكي","description":"متحف بيناكي Benaki Museum هو أكبر وأقدم متحف في اليونان يعمل كمؤسسة بموجب القانون الخاص بذلك. وقد تأسس عام 1931 على يد أنطوني بيناكي Antoni Benaki ، أحد أفراد عائلة يونانية رائدة في الإسكندرية. والمتحف الحالي متفرق في عدة أماكن : مركزه هو القصر الكلاسيكي الجديد الذي يعرض تطور الفن اليوناني من العصر الحجري الحديث حتى يومنا هذا. وتشمل المباني المستقلة مركز المعارض في شارع بيروس Pireos والمحفوظات التاريخية في بيت دلتا ومعرض Nikos Hadjikyriakos-Ghika ومتحف الفن الإسلامي. \nوإن متحف الفن الإسلامي هو مبنى كلاسيكي جديد تم تجديده في وسط أثينا التاريخي بالقرب من أغورا القديمة. وقد تم افتتاحه في عام 2004 لوضع المجموعة التي شكَّلها أنطوني بيناكي خلال الجزء الأول من القرن العشرين ، عندما كان يعيش في مصر.وقد تم إثراؤه لاحقًا من خلال التبرعات الأخرى ، وهو يحتوي اليوم على 10000 قطعة تقريبا من الشرق الأوسط وإيران وتركيا وشمال إفريقيا والهند.وهو يوضح تطور الفن الإسلامي حتى العصر العثماني والتطورات المقابلة لمنتصف القرن العشرين. وتشتمل المجموعة على قطع خزفية ومشغولات معدنية ومجوهرات ومنسوجات وأعمال خشبية وأواني زجاجية وعاج وشواهد جنائزية وأسلحة ودروع. \nيجد الزائر أولاً معروضات من القرن السابع إلى القرن الثاني عشر. ومن أبرز هذه القطع الخزفية اللامعة وألواح الأبواب من العراق والأعمال المعدنية الفاطمية ومنسوجات الطراز وحصيرة القصب الفريدة من طبريا في القرن العاشر. ويعرض المعرض الثاني قطعًا من القرن الثاني عشر إلى القرن السادس عشر من الخزف السلجوقي ، والأعمال المعدنية المملوكية والفخار ، ويبرز صندوقًا نحاسيًا عليه توقيع إسماعيل بن الورد الموصلي المؤرخ عام 1220 والإسطرلاب لأحمد بن السراج. الذي يعود تاريخه إلى 1328/29. \nيعرض المعرض الثالث غرفة استقبال مبطنة بالرخام من قصر يعود تاريخه إلى القرن السابع عشر في القاهرة ، إلى جانب نافورته ونوافذه القمرية وشبكات المشربية. ومن المعروضات الأخرى الجديرة بالملاحظة مجموعة فخار إزنيق Iznik وسرج مخملي من القرن السادس عشر من بورصة. ويعرض المعرض الرابع والأخير الأسلحة والدروع ومجموعة مهمة من مجوهرات قاجار التي جمعتها أرجين سالفاغوس Argine Salvagos ، شقيقة المؤسس . \nأثناء أعمال الترميم ، تم الكشف عن جزء كبير من سور المدينة القديمة في أثينا من القرن الرابع قبل الميلاد وظل في موقعه في الطابق السفلي ، ويمكن للزوار الوصول إليه.","city":"أثينا","address":"22 Agion Asomaton & 12 Dipilou Street \n10674 Athens","website":"http://www.benaki.gr/","phone":"+30 210 325 1311","email":"islamic_collection@benaki.gr"},"1f8d17ba-50e5-5154-92ce-7f7506c09d97":{"name":"المتحف الإسلامي في ماليزيا","description":"نما الاهتمام بالفن الإسلامي بشكل كبير في السنوات الأخيرة. وانعكاسًا لهذا الإدراك فقد أصبحت ماليزيا في ديسمبر 1998 موطنًا لأكبر متحف للفن الإسلامي في جنوب شرق آسيا. ويحتل المبنى 30 ألف متر مربع ، ويقع وسط المناطق الخضراء المحيطة بحدائق بحيرة كوالا لامبور المركزية. ويضم متحف الفنون الإسلامية في ماليزيا أكثر من عشرة آلاف قطعة أثرية ، بالإضافة إلى مكتبة استثنائية من كتب الفن الإسلامي. وتتراوح القطع الفنية المعروضة من أصغر قطع المجوهرات إلى واحدة من أكبر نماذج المسجد الحرام في العالم. وإن الهدف من هذا هو إنشاء مجموعة تمثل العالم الإسلامي حقًا. حيث بدلاً من التركيز على الأعمال من قلب بلاد فارس والشرق الأوسط ، يركز IAMM أيضًا على آسيا. ويتم تمثيل الصين وجنوب شرق آسيا بشكل خاص.أما العنصر الثالث في بوتقة الانصهار الماليزي فهو الهند ، والتي تم منحها أيضًا مكانة خاصة. وتقع الهند والصين وعالم الملايو في فئة استثنائية. حيث يتم عرض الأجزاء الأخرى من المجموعة وفقًا للنوع بدلاً من الأصول الجغرافية في 12 صالة عرض بالمتحف. \nحوَّل عمال البلاط الإيرانيون المدخل على طراز الإيوان إلى بساط حائطي مزخرف خزفي يحيط بآية ترحيبية من القرآن. وعلى السطح ، حوّل هؤلاء الحرفيون تقاليد تشييد القبة في آسيا الوسطى إلى تتويج للمبنى. وأصبحت القباب ذات اللون الفيروزي الآن علامة بارزة في أفق كوالالمبور. \nوداخل المبنى ، تتباين زاوية تصميم القرن الحادي والعشرين مع الأشكال البسيطة والمستديرة للقباب الخمس التي تهيمن على الجزء الداخلي للمتحف. وتعمل هذه المعالم المهيبة ، التي عمل عليها حرفيون من أوزبكستان ، على تكوين أجواء جيدة التهوية وانسجام متناسق. ويتم المحافظة على الانسياب السلس للضوء والحيز في جميع أنحاء صالات العرض وفي مناطق أخرى من المتحف ، مثل المكتبة والمطعم.","city":"كوالا لمبور","address":"Jalan Lembah Perdana \n50480 Kuala Lumpur \nMalaysia","website":"www.iamm.org.my","phone":"+603 20927070; +603 22742020","email":"info@iamm.org.my"},"2300bb0e-fc9f-55c5-ae2e-20f619a46cce":{"name":"متحف العالم","description":"متحف العالم في فينا – سابقا متحف الأعراق – يتضمن مجموعات شاملة من القطع العرقية والصور التاريخية والكتب حول الحضارات غير الأوربية مما يجعله واحدا من أهم المتاحف العرقية العالمية. وتعود جذوره لعام 1806 عندما أسست \"المجموعة العرقية الإمبراطورية و الملكية \" كجزء من هيئة البلاط الإمبراطوري والملكي المجتمعة للقطع الطبيعية وتلاها الحيازة الجزئية لمجموعة كوك في مزاد لندن. والمجموعات التي كانت تنمو باستمرار نقلت إلى ما يعرف حديثا \" بقسم الأنثروبولوجيا والأعراق\" لمتحف البلاط الملكي للتاريخ الطبيعي في عام 1876. وإن ضيق المكان وهدف تطوير علم دراسة الأعراق كعلم ثقافي أقنع صانعي القرار السياسي بتأسيس متحف شامل موحد لعلم الأعراق. وقد افتتح متحف الأعراق رسميا في عام 1928 وأخذ كل بناء \"كور دو لوجيس\" في نويبرغ. \nفي عام 2001 فقد تم إلحاق متحف الأعراق بجمعية متحف KHM وفي أبريل 2013 أصبح متحف الأعراق يسمى متحف العالم في فينا وهو موقع للثقافات والحضارات العالمية في ساحة هيلدين في فينا. وفي اكتوبر 2017 وبعد الإصلاح الشامل وتحديث البناء التاريخي أعاد المتحف فتح أبوابه كليا بمجموعة مكونة من 14 معرضا دائما منقحا وقد توسعت قائمة موجواته لتصل إلى أكثر من 200,000 قطعة.","city":"فينا","address":"Heldenplatz \n1010 Vienna","website":"http://www.weltmuseumwien.at","phone":"+43 1 534 30-5052","email":"info@weltmuseumwien.at"},"29bb1769-bb2e-5b37-ad87-8c30a9e69ed4":{"name":"متحف فيكتوريا وألبرت","description":"فيكتوريا وألبرت (فيكتوريا وألبرت) هو المتحف الرائد في 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\nThe Met Breuer \n945 شارع ماديسون \nنيويورك ، نيويورك 10021 \n+1212731 1675 \nيغلق أبوابه الاثنين \nبفتح أبوابه : \nالثلاثاء والأربعاء: 10:00 صباحًا - 5:30 مساءً \nالخميس والجمعة: 10:00 صباحًا - 9:00 مساءً \nالسبت والأحد: 10:00 صباحًا - 5:30 مساءً \nThe Met Cloisters \n99 مارجريت كوربين درايف ، فورت تريون بارك \nنيويورك ، نيويورك 10040 \n+1212923 3700 \nآذار (مارس) - تشرين الأول (أكتوبر): 10:00 صباحًا - 5:15 مساءً \nمن 27 مايو إلى 2 سبتمبر 2016: مفتوح حتى وقت متأخر من أيام الجمعة حتى الساعة 7:30 مساءً \nتشرين الثاني (نوفمبر) - شباط (فبراير): 10:00 صباحًا - 4:45 مساءً \nتغلق جميع المواقع يوم عيد الشكر ، 25 ديسمبر ، و 1 يناير. ويغلق Met Fifth Avenue يوم الاثنين الأول من مايو.","city":"نيويورك","address":"The Met Fifth Avenue \n1000 Fifth Avenue (at 82nd Street) \nNew York, NY 10028 \nSunday–Thursday: 10:00am–5:30pm \nFriday and Saturday: 10:00am–9:00pm","website":"http://www.metmuseum.org","phone":"+1 212 535 7710"},"36670bdc-150b-5f89-8906-79b8e4e2518d":{"name":"مجموعة ديفيد","description":"أسست مجموعة ديفيد The David Collection من قبل C. L. David (1878-1960) وهو محام دانماركي بارز والذي بدا في جمع الفن الرفيع والزخرفي في 1910s . وفي هذا المجال الأخير فقد ساعده مدراء من المتحف الدانماركي للفن والتصميم والذين أيضا وجهوه تدريجيا لمجال آخر الذي لفت سابقا القليل من الاهتمام في الدانمارك : الفن الإسلامي . \nولكن الجزء الإسلامي من مجموعة ديفيد كان ما يزال بسيطا في ذلك الوقت الذي توفي فيه الرجل في عام 1960. \nولكون C. L. David كان عازبا وليس لديه أولاد فقد ترك بيته في مسقط رأسه في الدنمارك والأعمال الفنية لمؤسسة خاصة مع الإمكانيات المالية التي تجعل من الممكن توسيع مجموعاته. \nواعتبارا من 1970s فقد اتخذ قرار بالتركيز أكثر على توسيع المقتنيات الإسلامية . والمجموعة الإسلامية نمت لتصبح ليس فقط الأكثر أهمية في المتحف ، حيث بلغت أكثر من 4,000 قطعة ولكن لتكون الأهم في كل المنطقة الإسكندنافية في اهميتها في هذا المجال. \nوالمجموعة الإسلامية تم تشكيلها بالمحافظة على النموذج الكلاسيكي للمجموعات الغربية من هذا النوع. وهي تتضمن أعمال من إسبانيا في الغرب إلى الهند في الشرق. ولكن لا يوجد أعمال من جنوب شرق آسيا أو الصحراء الكبرى الأفريقية . ومن الناحية الزمنية فالمجموعة تتراوح من أعمال يعود تاريخها بعد وقت قصير من ظهور الإسلام وحتى منتصف القرن التاسع عشر. وتتضمن المجموعة كل انواع المواد ولكن بسبب صغر مساحات الغرف في الأبنية من القرن التاسع عشر شأن الحال في مسقط رأس C. L. David والذي هو الآن مقر المتحف فقد جعل هذا من المستحيل عرض القطع الكبيرة وبالتالي صار لدى المتحف فقط مجموعة صغيرة من السجاد وهي كذلك ذات قياسات صغيرة أو قطع من سجادات أكبر. \nوبعد إعادة تنظيم المتحف وإعادة توزيع مجموعاته في عام 2009 فإن مجموعة ديفيد انقسمت لثلاثة أجزاء: الفن الأوربي في القرن الثامن عشر ، بداية الفن الدانماركي الحديث و الفن الإسلامي. ومجموعة الفن الإسلامي معروضة في مكان جديد معاصر معزز بالتقنيات الرقمية الحديثة المستخدمة لعرض القطع على شاشات. \nوالهيكل الأساسي للمجموعة هو 20 جزء زمني/ جغرافي ولكن المعروضات تشمل أيضا معارض خاصة للمواد الحساسة للضوء وأيضا معروضات أخرى مخصصة لمواضيع معينة مثل التاريخ الثقافي والتقنيات الفنية.","city":"كوبنهاجن","address":"Kronprinsessegade, 30 \nCopenhagen \nDenmark \n \nPostal address: Kronprinsessegade 30-32","website":"http://www.davidmus.dk/en","phone":"+45 33734949","email":"museum@davidmus.dk"},"36dd7a00-ac4e-5317-9673-604bbb89af53":{"name":"متحف الفنون الشرقية (مؤسسة المتاحف في تورينو)","description":"يمثل متحف تورينو الجديد للفنون الشرقية Turin’s new Museum of Oriental Art تتويجًا لمختلف مجالات الاهتمام في هذا المجال: تفتخر المدينة بتقليد طويل من الدراسات الشرقية في الجامعة - مدعومًا بوجود مركز رئيسي للبحوث المتخصصة (CESMEO) ، في حين شهدت السنوات القليلة الماضية إدراكًا متزايدًا للحاجة إلى إنشاء أدوات محددة لتعزيز معرفتنا وفهمنا للعوالم الثقافية البعيدة. وإن المتحف الذي يعرض إبداعات فنية من ثقافات مختلفة لا يحقق رسالته الخاصة فقط كمستودع لحفظها وعرضها ، ولكنه قبل كل شيء يحث الزوار على توسيع آفاقهم المتمركزة حول العرق. \nكانت هذه بعض الأسس الأساسية التي أدت إلى فكرة إنشاء متحف للفنون الشرقية (MAO) Museum of Oriental Art ، في تورين على أساس إعادة تعريف وتجديد وتوسيع القسم الشرقي من المتحف المدني للفن القديم Civic Museum of Ancient Art. \nيقع المتحف الجديد ، في واحدة من أكثر مناطق المدينة حيوية ورائعة ، في ساحة ماتسونيس Palazzo Mazzonis ، والذي تم بناؤه بين القرنين السابع عشر والثامن عشر ، والمعروف ، بأنه كان مملوكًا سابقًا لماركيز سولارو ديلا كيوزا Marquis Solaro della Chiusa قبل أن تنقل ملكيته في عام 1870 لشوفالييه باولو ماتسونيس Chevalier Paolo Mazzonis ، قطب صناعة المنسوجات. وبعد أن أصبح المكتب الرئيسي لشركة Manifattura Mazzonis ، تم إجراء تحسينات واسعة النطاق ، خاصة في الطابق الأول.وقد انهارت أعمال Mazzonis في عام 1968 وظل المبنى غير مستخدم. وقد تم شراؤه من قبل مجلس مدينة تورينو في عام 1980 وتم ترميمه لاحتواء قسم من المحكمة القانونية من عام 1982 إلى عام 2001 وأخيراً أصبح الترميم المناسب موقعًا لمتحف. \nيحتوي المتحف الآن على حوالي 1500 عمل من جميع أنحاء آسيا. وتنقسم الغرف المستخدمة للمعرض الدائم إلى خمسة \"صالات عرض\" منفصلة ، والتي تتلاءم بشكل طبيعي مع التصميم الإنشائي للمبنى. \nيطمح MAO أن يكون معبرا قدر الإمكان في اختياره للأعمال الفنية من مختلف البلدان: وتشمل مجموعاته التقاليد الثقافية الرئيسية من القارة الأوربية، بناءً على المجموعات المهمة التي تمتلكها بالفعل مؤسسات مختلفة في تورين ، والتي ألهمت بشكل مباشر التصميم المقترح لـلمتحف الجديد الذي ينقسم إلى خمس مناطق ثقافية محددة بوضوح: جنوب آسيا والصين واليابان ودول الهيمالايا والدول الإسلامية. \nيهدف الترتيب الذي يتم عرض الأعمال به وعلامات العرض المصاحبة إلى إبراز نقاط الاتصال والتفاعلات الإبداعية بين الدول المختلفة في الفترات التاريخية المختلفة ، وإعادة تقديم تفسير موحد للمسار المقترح. \nيعمل MAO أيضًا كوسيط ثقافي للزوار ، الذين ليسوا على دراية بالمفاهيم والتقاليد الثقافية التي تشير إليها المعارض. ويهدف إلى إلهام الزوار لاستكشاف أشكال جديدة من الفكر ، وتشجيع الوعي الكامل بقيمة المعرفة الإنسانية. \nأخيرًا ، يقدم MAO مجموعة واسعة من الخدمات العامة: محطات الوسائط المتعددة ، وكاتالوج عبر الإنترنت على موقع المتحف على الإنترنت ، ومكتبة الكتب ، وإمكانية استخدام مكتبة الفنون وأرشيفات الصور الفوتوغرافية لمؤسسة تورينو للمتاحف Fondazione Torino Musei ، والندوات ، والمؤتمرات ، والمعارض المؤقتة ، والغرف التعليمية.","city":"تورينو","address":"Via San Domenico11 \n10122 Turin","website":"http://www.maotorino.it","phone":"+39 01 14 43 69 27","email":"mao@fondazionetorinomusei.it"},"40411e66-c284-545a-b2ef-8e0e8a2c7f6e":{"name":"متحف الفن والصناعة","description":"متحف الفن والصناعة MKG في هامبورغ (متحف für Kunst und Gewerbe Hamburg) هو متحف للفنون التطبيقية يسلط الضوء على التصميم والتصوير الفوتوغرافي والأزياء والفنون التصويرية والحرف اليدوية. تم افتتاح MKG في عام 1877 تحت إشراف مديره المؤسس Justus Brinckmann ( (1843-1915. \nويضم المتحف حوالي 500000 قطعة فنية وتصميما ، تغطي نطاقًا جغرافيًا من أوروبا ومناطق البحر الأبيض المتوسط إلى الغرب وآسيا. يتم عرض أكثر من 4000 عام من تاريخ التصميم والثقافة ، من العصور القديمة إلى العصر الحالي. \nكما يعد جناح الفن الإسلامي الأقدم من نوعه في ألمانيا وكان جزءًا من المتحف منذ تأسيسه. وقد اقتنى جوستوس برينكمان قطعًا تسم الفن الإسلامي في سياق معارض العالم في فيينا (1873) وباريس (1889). وكان التركيز الأولي للمجموعة هو على البلاط والخزف ، والتي تم الحصول عليها كعناصر للفن الزخرفي. \nوالمجموعة مهمة بسبب قطعها الفردية البارزة. فعلى سبيل المثال ، ديوان موهبي ، وهو مجلد شعر مذهب (1554) يعود للسلطان العثماني سليمان القانوني أو أجزاء من ألواح بلاط ضريح بويان قولي خان في بخارى (أوزبكستان) ، وهي كسر (أجزاء غير كاملة) من القرن السادس عشر. والتحفة الأخرى في المجموعة هي السجادة الصفوية 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وبداية البناء ، سافرت ديوك على نطاق واسع في الشرق الأوسط ، حيث قامت بزيارة المعالم التاريخية وزودت المهندس المعماري بصور للزخرفة المعمارية ليتم دمجها في تصميم فندق شانغري لا. كما أنها عينت مجموعات كبيرة مع الحرفيين المعاصرين من الهند والمغرب وإيران وسوريا لإنشاء عناصر فنية ومعمارية ، باستخدام الأشكال والأنماط التقليدية ووسائل التصنيع. \nولما يقرب من 60 عامًا ، استمرت دوريس ديوك في جمع الفن الإسلامي ، لتشكل في النهاية مجموعة من حوالي 2500 قطعة ، العديد منها مدمج في هيكل المنزل. وتشكِّل الألواح الخزفية الإيرانية ، والسقوف المنحوتة والمطلية من المغرب ، والأبواب والنوافذ الجالي Jali (ذات الأشكال الحجرية المثقبة) والمنسوجات والسجاد بيئة معيشية للفن الإسلامي والتزيين المعماري. \nتم تمثيل القرون اللاحقة من الإنتاج (من 1600 إلى 1940) بشكل أفضل ، وتم تفضيل الخزف والمشغولات المعدنية والخشب والزجاج والمنسوجات على فنون الكتاب والأعمال على الورق. وتتراوح المجموعة من عناصر ذات جودة فنية عالية ، بما في ذلك أعمال البلاط الفارسي في العصور الوسطى والديكورات الداخلية المطلية من دمشق في القرنين الثامن عشر 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وفيه نحو 93000 قطعة تضم واحدة من أرقى مجموعات الفن الإسلامي في العالم من جميع مناطق الحكم الإسلامي تقريبًا. \nمجموعاته غنية بشكل خاص بقطع من سياق معماري بما في ذلك الواجهة الضخمة لقصر الخلافة في المشتى (الأردن) Mshatta (Jordan)، الذي يعود تاريخه إلى منتصف القرن الثامن. وهذه الواجهة هي أكبر قطعة أثرية للفن الإسلامي في أي متحف في جميع أنحاء العالم. والقبة الفريدة من قصر الحمراء Alhambra Palace في غرناطة (إسبانيا) Granada (Spain) ومشاكي الصلاة من القرن الثالث عشر من كاشان (إيران) وقونية (تركيا) هي من بين المعالم البارزة في هذا المتحف . وأكثر ما يحبه زوارنا هو الألواح الخشبية المطلية بدقة لمنزل من الطبقة العليا من حلب (سوريا) من أوائل القرن السابع عشر - وهي أقدم نموذج باقٍ من العالم العثماني. ومن بين المجموعات الأثرية العديدة من أعمال حفريات التنقيب الأثري الكبرى في العالم الإسلامي ، تبرز الاكتشافات من عاصمة الخلافة سامراء (العراق) في القرن التاسع. تحتوي المجموعة أيضًا على عدد كبير من السجاد العثماني والفارسي والأعمال الفنية الببليوغرافية ، بما في ذلك العديد من المنمنمات من الإمبراطورية المغولية. \nيتم عرض المجموعة حسب ترتيبها الزمني ، مما يسمح للزائر بمتابعة المراحل الأسلوبية المختلفة للفن الإسلامي وتشكيل فكرة عن التاريخ الإسلامي المعقد ومزاياه الفنية. ونظرًا للعدد الكبير من الزوار (الذي يصل إلى 900,000 سنويًا) ، حيث لا يُعرض سوى عدد قليل من أهم الأعمال الفنية.لكن سينتقل المتحف داخل متحف بيرغامون وستتضاعف مساحة العرض ثلاث مرات (3,000 متر مربع) بحلول عام 2020. سيكتشف تخطيط المكان ومفهوم التصميم طرقًا جديدة ومبتكرة لعرض الإرث الثقافي. \nيعد متحف الفن الإسلامي ، الذي يضم مجموعة فنية وأثرية غنية ، أحد المؤسسات البحثية الرائدة المكرسة للثقافة المادية في الشرق الأوسط والمناطق المجاورة. وترقى العديد من مشاريع البحث والحفاظ على التراث والمعارض لدينا إلى بحث استقصائي في الموروثات الحضرية في الشرقين الأدنى والأوسط. وتضم المؤسسة مجموعات مهمة من الصور الأرشيفية عن الفن الإسلامي والعمارة بالإضافة إلى مكتبة بارزة دوليًا تركز على الفن والعمارة وعلم الآثار في العالم الإسلامي.","city":"برلين","address":"Geschwister-Scholl-Straße, 6 \n10117 Berlin 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، ومعظمها من إيران وتركيا. ويشمل أيضًا مجموعات معروفة مثل ما يسمى بمجموعة هانيبال لكِسَر الزجاج. وعلى الرغم من أن السويد لا تقع على حدود أي من الأراضي الإسلامية ، إلا أن هناك العديد من القطع الثقافية في المحفوظات والمكتبات والمتاحف الأخرى تشهد على علاقاتها الدبلوماسية والتجارية مع الدول الإسلامية. وقد تم اختيار أمثلة من هذه المؤسسات لوصف تطور المجموعات الإسلامية في السويد. \nيتم عرض المجموعة الإسلامية في غرفتين يمكن الوصول إليهما من القاعة الرئيسية. كمقدمة ، يتم تصوير طريقة الحياة الإسلامية بأشياء من سياق ديني. ويعرض المعرض نفسه قطعًا أثرية من مناطق وفترات مختلفة ومن مواد مختلفة وفقًا للتقاليد الجمالية. ويقع المعرض بالقرب من مكتشفات من ثقافات البحر الأبيض المتوسط الأخرى ، ويشجع الزوار على فهم العلاقات والتقاليد والتأثيرات.","city":"استوكهولم","address":"Fredsgatan 2 \nBox 16008 \n10321 Stockholm, Sweden","website":"http://www.varldskulturmuseerna.se/medelhavsmuseet/","phone":"+46 010 456 12 00","email":"info@medelhavsmuseet.se"},"6001ff30-e9b6-573e-a38c-5ac23b472e6c":{"name":"متحف سان لويس للفن","description":"المهمة \nيجمع متحف سانت لويس للفنون ويعرض ويفسر ويحفظ الأعمال الفنية عالية الجودة عبر العصور والثقافات ؛ يثقف ويلهم الاكتشاف ويرفع الروح البشرية ؛ ويحافظ على إرث من الإنجاز الفني لشعب سانت لويس والعالم. \nالتاريخ \nتأسس متحف سانت لويس للفنون في عام 1879 ، في ختام عقد شهد إنشاء متاحف فنية في مدن كبرى عبر النصف الشرقي من الولايات المتحدة. وتشهد مجموعات هذا المتحف الشاملة على الأهداف الملهمة والتعليمية التي يتطلع إليها مؤسسها والضرورات الأخلاقية والديمقراطية التي تبناها. وما بدأ كمجموعة من قوالب الجبس المتنوعة ، والطباعة المرسبة الكهربائية electrotype ، وأمثلة أخرى للتصميم الجيد في مختلف الوسائط ، سرعان ما أفسح المجال لمجموعة كبيرة ومتنوعة من الأعمال الفنية الأصلية التي تمتد على مدى خمسة آلاف عام وست قارات. وتضمن جودة مجموعة المتحف واتساع نطاقها اليوم مكانًا لها بين أفضل المؤسسات من نوعها. \n(دليل متحف سانت لويس للفنون للمجموعة)","city":"سان لويس","address":"1 Fine Arts Drive, Forest Park \nSt. Louis, Missouri 63110","website":"http://www.slam.org","phone":"+1 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Myntkabinettet)** \nSlottsbacken 6, \nBox 5428 \n114 84 Stockholm \nTel.: +46 8 51955300 \n[www.myntkabinettet.se](http://www.myntkabinettet.se) \n \n**Royal Armoury (Livrustkammaren)** \nSlottsbacken 3, \n111 30 Stockholm \nTel: +46 8 4023000 \n[www.lrk.lsh.se](http://www.lrk.lsh.se) \n \n**National Maritime Museum (Sjöhistoriska museet)** \nBox 27131 \n102 52 Stockholm \nAddress for visitors: Djurgårdsbrunnsvägen 24 \nTel.: +46 8 51954900 \n[www.sjohistoriska.se](http://www.sjohistoriska.se) \n \n**Army Museum (Armémuseum)** \nBox 14095, \n104 41 Stockholm \nAddress for visitors: Riddargatan 13 \nTel.: +46 8 51956310 \n[www.sfhm.se](http://www.sfhm.se) \n \n**Swedish National Archives (Riksarkivet)** \nFyrverkarbacken 13, \nBox 12541, \n102 29 Stockholm \nTel: +46 010 4767000 \n[www.riksarkivet.se](http://www.riksarkivet.se) \n \n**Hallwyl Museum (Hallwylska Museet)** \nHamngatan 4, \n111 47 Stockholm \nTel.: +46 8 4023099 \n[http://www.hallwylskamuseet.se](http://www.hallwylskamuseet.se) \n \n**Museum of Cultural History** \nBox 1095 \n221 04 Lund \nAddress for visitors: \nTegnérsplatsen \n223 50 Lund \nTel.: +46 046 350400 \n[www.kulturen.com](http://www.kulturen.com) \n \n**Uppsala University Library** \nBox 510, \n751 20 Uppsala \nAddress for visitors: Carolina Rediviva, Dag Hammarskjölds väg 1 \nTel.: +46 18 4713900 \n[www.ub.uu.se](http://www.ub.uu.se)"},"6f59c776-1dfb-5c86-a785-81769fa9be34":{"name":"متحف الفنون التركية والإسلامية","description":"كان متحف الفنون التركية والإسلامية أول متحف في تركيا يجمع بين أعمال الفن الإسلامي. وقد تأسس عام 1914 كمتحف للمؤسسات الإسلامية ومقره في مبنى مجمع السليمانية الذي بناه المهندس المعماري التركي العظيم سنان Sinan في القرن السادس عشر. زتم تغيير اسم المتحف إلى متحف الفنون التركية والإسلامية بعد إعلان الجمهورية وانتقل إلى موقعه الحالي لقصر إبراهيم باشا الذي يعود للقرن السادس عشر في عام 1983. \nتضم المجموعة الأساسية للمتحف الأعمال الفنية الإسلامية التي تم جمعها من جميع أنحاء الإمبراطورية العثمانية في بداية القرن العشرين. وتشمل هذه الأعمال السجاد والمخطوطات والمشغولات المعدنية والأواني الزجاجية والسيراميك والمشغولات الخشبية والمواد الإثنوغرافية. وتمثل المجموعة فترة طويلة تتراوح من ظهور الإسلام إلى القرن العشرين والمنطقة الجغرافية الشاسعة التي حكمتها الإمبراطورية العثمانية. \nتشكل مجموعة السجاد التي يبلغ عددها حوالي 1700 قطعة، من حيث جودتها وتنوعها ، أحد أهم مجموعات السجاد في العالم ، لذلك يُنظر إلى المتحف أحيانًا على أنه متحف سجاد. ولكن المتحف يحتوي أيضًا على مجموعات أخرى بارزة: تمثل مجموعة المخطوطات جميع الدول الإسلامية الحاكمة من القرن الأول / السابع إلى القرن العشرين عبر منطقة جغرافية واسعة. وتتيح مجموعة المشغولات المعدنية للزوار متابعة تطور الأعمال المعدنية التركية في الأناضول ، وتتراوح المجموعة الغنية من المشغولات الخشبية من القرن الثالث / التاسع إلى العصر العثماني. تشمل مجموعات الأواني الزجاجية والفخارية القطع الأثرية التي تم العثور عليها أثناء عمليات التنقيب في المراكز العباسية الشهيرة مثل سامراء وكاشان (إيران) والرقة (سوريا) بالإضافة إلى قطع أثرية من العصر التركي الأناضولي. وتشتمل الأعمال الحجرية ، ومعظمها تحمل نقوشاً ، على أمثلة من العصر الأموي والعباسي والمملوكي والسلجوقي والعثماني. والقسم الإثنوغرافي هو أحدث قسم. \nكما ينظم المتحف ويستضيف ويشارك في المعارض الوطنية والدولية المؤقتة. \nبعد أعمال الترميم الكبرى ، أعيد افتتاح متحف الفنون التركية والإسلامية في أبريل 2014 ، بالضبط بعد 100 عام من تأسيسه ، مع معارض خاصة للاحتفال بالذكرى المئوية لتأسيسه.","city":"اسطنبول","address":"İbrahim Paşa Sarayı Atmeydanı Sok. 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وربما تكون الآن الأكثر شمولاً خارج لندن حيث يوجد 5000 قطعة فنية تاريخية وإثنوغرافية ذات أهمية وطنية أو دولية ، تم الحصول عليها من خلال التبرعات والوصايا والشراء والعمل الميداني. المجموعات ، التي يعود تاريخها إلى القرن التاسع إلى القرن العشرين ، تشمل الخزف والبلاط والزجاج والمشغولات المعدنية والأسلحة والدروع والآلات الموسيقية واللوحات والورنيش (البرنيق) والمنسوجات والسجاد والملابس والمجوهرات والعملات المعدنية من شمال إفريقيا ومصر والعرب. شبه الجزيرة ، سوريا ، تركيا ، إيران ، أفغانستان وآسيا الوسطى. \nالمجموعات الإيرانية قوية بشكل خاص بسبب اللواء السير روبرت مردوخ سميث Major General Sir Robert Murdoch Smith KCMG (1885-1900 الذي أصبح مديرًا للمتحف في عام 1885 بعد أن عمل مع قسم التلغراف الهندو-أوروبي في بلاد فارس. وقد جمع مجموعة من القطع الأثرية للمتحف ، تعود إلى ما بين القرنين السادس عشر والتاسع عشر. كما أن تركيا ممثلة بشكل جيد بشكل خاص ، من بين أمور أخرى ، بمجموعة ممتازة من خزف إزنيق ، ومجموعة مهمة من قطع الملابس العثمانية القديمة ومجموعة كبيرة من المواد الإثنوغرافية من القرن العشرين من وسط وجنوب شرق تركيا.","city":"إدنبره","address":"Chambers Street, \nEdinburgh EH1 1JF","website":"http://www.nms.ac.uk","phone":"+ 44 (0)300 123 6789","email":"info@nms.ac.uk"},"8128a827-15fb-5166-902e-e23aab2a8fd7":{"name":"Museum for Islamic Art at the Pergamon Museum","city":"Berlin","address":"Geschwister-Scholl-Straße, 6 \n10117 Berlin \nGermany","website":"http://www.smb.museum/museen-und-einrichtungen/museum-fuer-islamische-kunst/home.html","phone":"+49 30 266 42 5201","email":"isl@smb.spk-berlin.de"},"85fff507-bb71-531b-85a8-f2b6d6324d8e":{"name":"شانغري لا ، مؤسسة دوريس ديوك للفن الإسلامي","description":"بُني فندق Shangri La في هونولولو في هاواي في الفترة من 1936 إلى 1938 ، ويطل على المحيط الهادئ ورأس الماس Diamond Head ويضم مجموعة دوريس ديوك (1912-1993) للفن الإسلامي . ومن بين العديد من المنازل التي سكنتها ديوك ، كان Shangri La هو الوحيد الذي بنته المؤسسة من الألف إلى الياء وملأته من الداخل إلى الخارج. \nيضم المجمع الذي تبلغ مساحته خمسة أفدنة منزلًا تبلغ مساحته 14000 قدم مربع ، وبيت ألعاب ، ومسبحًا ، يتألف من سلسلة من المساحات المتشابكة ، في الداخل والخارج: غرف ، ساحات ، شرفات ، حدائق ، والعديد من المعالم المائية. وأثناء التصميم وبداية البناء ، سافرت ديوك على نطاق واسع في الشرق الأوسط ، حيث قامت بزيارة المعالم التاريخية وزودت المهندس المعماري بصور للزخرفة المعمارية ليتم دمجها في تصميم فندق شانغري لا. كما أنها عينت مجموعات كبيرة مع الحرفيين المعاصرين من الهند والمغرب وإيران وسوريا لإنشاء عناصر فنية ومعمارية ، باستخدام الأشكال والأنماط التقليدية ووسائل التصنيع. \nولما يقرب من 60 عامًا ، استمرت دوريس ديوك في جمع الفن الإسلامي ، لتشكل في النهاية مجموعة من حوالي 2500 قطعة ، العديد منها مدمج في هيكل المنزل. وتشكِّل الألواح الخزفية الإيرانية ، والسقوف المنحوتة والمطلية من المغرب ، والأبواب والنوافذ الجالي Jali (ذات الأشكال الحجرية المثقبة) والمنسوجات والسجاد بيئة معيشية للفن الإسلامي والتزيين المعماري. \nتم تمثيل القرون اللاحقة من الإنتاج (من 1600 إلى 1940) بشكل أفضل ، وتم تفضيل الخزف والمشغولات المعدنية والخشب والزجاج والمنسوجات على فنون الكتاب والأعمال على الورق. وتتراوح المجموعة من عناصر ذات جودة فنية عالية ، بما في ذلك أعمال البلاط الفارسي في العصور الوسطى والديكورات الداخلية المطلية من دمشق في القرنين الثامن عشر والتاسع عشر ، إلى الأشياء الإثنوغرافية مثل السروج الجلدية والخيمة ذات الطراز البدوي ، مما يعكس إحساس الدوق الواسع والشامل بالجمال. \nاليوم ، تشتهر Shangri La على المستوى الوطني بقيمتها الفنية العالية وكواحدة من أكثر منازل هاواي أهمية من الناحية المعمارية. وإنه مفتوح للجمهور للجولات المصحوبة بمرشدين والبرامج التعليمية مثل المحاضرات والعروض والندوات العرضية. تدعم Shangri La أيضًا الإقامات للفنانين المعاصرين والباحثين الباحثين عن الفن الإسلامي.","city":"هونولولو","address":"4055 Papu Circle \nHonolulu, HI 96816","website":"http://www.shangrilahawaii.org/","phone":"(808) 734-1941","email":"shangrilahawaii@ddcf.org"},"a05b0a22-d90a-5e08-85e3-53fd66868e26":{"name":"متحف الفن الإسلامي","description":"متحف الفن الإسلامي (MIA) هو مشروع رائد يسلط الضوء على الرؤية الثقافية لدولة قطر ، سواء في المنطقة أو في جميع أنحاء العالم. في ظل الرؤية الإرشادية لسعادة الشيخ حمد بن خليفة آل ثاني ، حيث يعتبر المشروع حجر الأساس لدولة قطر في تأسيسها كعاصمة عالمية للثقافة. \nتم تصميم المتحف الذي تبلغ مساحته 35500 متر مربع من قبل I.M. Pei ، وهو مستوحى من القرن الثالث عشر لسبيل (نافورة الوضوء) لمسجد أحمد بن طولون في القرن التاسع في القاهرة. ويتألف المتحف من مبنى رئيسي من خمسة طوابق وجناح تعليمي من طابقين متصل عبر فناء النافورة. وتشكل المستويات الزاويّة للمبنى الرئيسي قممًا صاعدة ترتفع حول الفناء. وفي الداخل ، تكشف قبة تحجب النظر من الخارج بجدران برج مركزي. وترتفع نافذة على الجانب الشمالي من المبنى إلى ارتفاع 54 مترًا ، مما يوفر مناظر رائعة من جميع الطوابق الخمسة. ويحتوي الطابق الأرضي على مساحة معرض مؤقتة للتجول في المعارض الدولية والمقهى ومتجر الهدايا وخدمات المعلومات. وقد تم تأسيس المعرض الدائم للمتحف على طابقين من صالات العرض التي صممتها الشركة الفرنسية Jean-Michel Wilmotte & Associés. ويحتوي الطابق الرابع على صالات عرض مؤقتة تعرض الموضوعات البحثية لموظفي المتحف ، باستخدام عناصر إما لم تظهر في صالات العرض الدائمة أو بمعلومات جديدة لرؤيتها بطريقة جديدة. \nنظرة عامة على المجموعات \nيضم متحف الفن الإسلامي قطعًا أثرية تسلط الضوء على الإنجازات الإبداعية لأغنى ثقافات العالم الإسلامي والتي تمتد لما يقرب من ألف عام. وتمثل المجموعة التشكيلة الكاملة للفن الإسلامي من جميع الوسائط ، من المخطوطات إلى السيراميك والمشغولات المعدنية والزجاج والحجر والعاج والمنسوجات والخشب والأحجار الكريمة والمجوهرات. \nالمعرض الدائم ذو 850 قطعة أثرية لقي تقريبا نظرة ثاقبة على الفن المتنوع في العالم الإسلامي. وقد تم تخصيص طابقين لاستكشاف العصور التاريخية وتفسير موضوعات الفن الإسلامي والثقافة المادية ، من القرن الثامن إلى أعتاب القرن التاسع عشر. \nويحتوي متحف الفن الإسلامي أيضًا على آلاف القطع الأخرى ، بعضها مجهز للعرض في العروض المستقبلية والبعض الآخر يوفر موردًا للتعليم والبحث. \nتشمل أبرز مقتنيات المجموعة: مجموعة مميزة من السجاد والمنسوجات ، ومجموعة من الأعمال المعدنية الأيوبية والمملوكية والزجاج المطلي بالمينا ، ومجموعة بارزة مرتبطة بصناعة الخزف القديمة ، ومجموعة شاملة من الأسطرلابات والأدوات العلمية ، وروائع المجوهرات المغولية ، والمخطوطات النادرة والمنمنمات. \nدائرة التربية والمعلومات \nالهدف الرئيسي لهذا القسم هو تأمين المواد والبرامج وورش العمل التي من شأنها إشراك الجمهور ، مما يسمح لهم باستكشاف العالم من خلال الفن الإسلامي ، وتعزيز ثقافة التعلم في جو من المعرفة والترفيه. \nقسم التنظيم \nيلتزم قسم الأمناء المدربين دوليًا بدراسة وتوثيق ونشر مجموعة متحف الفن الإسلامي وإبراز متحف الفن الإسلامي كمركز عالمي للبحث العلمي. \nقسم الترميم \nمن المقرر أن يصبح مركز خدمة إقليميًا رائدًا للمتاحف ، ويلتزم القسم بترميم المجموعة والحفاظ عليها ورعايتها من خلال تطبيق الأساليب العلمية المبتكرة. \nشراكات دولية \nيلتزم متحف الفن الإسلامي ببناء شبكة من الشراكات في جميع أنحاء العالم ويتيح للمعاهد والمتاحف الوصول الجماعي إلى المعلومات والأبحاث والصور. ويتمتع المتحف بعلاقات قوية مع العديد من المتاحف والمجموعات ذات المستوى العالمي ، بما في ذلك متحف اللوفر في فرنسا ، المتحف البريطاني في المملكة المتحدة ، متحف فيكتوريا وألبرت في المملكة المتحدة ، متحف متروبوليتان للفنون في الولايات المتحدة الأمريكية ، متحف الفن الإسلامي في ألمانيا ، مجموعة الصباح في الكويت ، كولبنكيان في البرتغال ، والمتحف الوطني للآثار والفنون الإسلامية في الجزائر.","city":"الدوحة","address":"Museum of Islamic Art roundabout, the Corniche \nPostal Address: P.O. Box 2777 \nDoha, Qatar","website":"http://mia.org.qa/","phone":"+974 4422 4444","email":"infomia@qma.org.qa; educationmia@qma.org.qa; librarymia@qma.org.qa"},"b43ae2c6-2060-5819-bd1c-dd9ca66b9f11":{"name":"متحف مقاطعة لوس أنجلوس للفنون (LACMA)","description":"يعد متحف مقاطعة لوس أنجلوس للفنون (LACMA) ، الذي يضم 100000 قطعة أثرية يعود تاريخها إلى العصور القديمة وحتى الوقت الحاضر ، أكبر متحف فني في غرب الولايات المتحدة. وهو متحف ذو مكانة دولية بالإضافة إلى جزء حيوي من جنوب كاليفورنيا ، وتشارك LACMA مجموعاتها الضخمة من خلال المعارض والبرامج العامة ومرافق البحث التي تجذب ما يقرب من مليون زائر سنويًا. \nيقع مجمع LACMA المكون من سبعة مبانٍ على مساحة عشرين فدانًا في قلب لوس أنجلوس ، في منتصف الطريق بين المحيط ووسط المدينة. وخضع الحرم لعملية توسعة وتجديد لمدة عشر سنوات تُعرف باسم التحويل Transformation وصُمم بواسطة ورشة عمل Renzo Piano Building Workshop. \nتشمل مجموعات LACMA العالم الجغرافي وتاريخ الفن بأكمله تقريبًا. ويضم المتحف مجموعة مهمة للغاية من الفن الإسلامي. وهذه الفنون المتنوعة على نطاق واسع ، من منطقة تمتد من جنوب إسبانيا إلى آسيا الوسطى ، تتبع الخيال البصري المميز للفنانين الإسلاميين على مدى أربعة عشر قرنا. وتتكون المجموعة من أكثر من 1700 عمل ، منها حوالي 150 مثال معروض ؛ وتشمل هذه الخزفيات المزججة ، والأعمال المعدنية المرصعة ، والزجاج المطلي بالمينا ، والخشب المنحوت والحجر ، والرسوم التوضيحية للمخطوطات ، والتذهيب ، والخط. وإن نقاط القوة الخاصة في المجموعة هي الفخار والبلاط المصقول من إيران وتركيا ؛ الزجاج ، خاصة من أواخر القرن السابع إلى منتصف القرن الثالث عشر ؛ والفنون الفارسية والتركية للكتاب. \nبدأ المتحف في التركيز بجدية على الفن الإسلامي في عام 1973 ، من خلال اقتناء مجموعة Nasli M. Heeramaneck ، وهي الهدية الكريمة من Joan Palevsky. على الرغم من أن مجموعة هيرامانيك Heeramaneck تشكل نواة المقتنيات الإسلامية ، فقد تطور تركيز ونطاق المجموعة بشكل كبير منذ عام 1973. وقد حدثت إضافتان مهمتان ، كلاهما هديتان ، في الثمانينيات. في عام 1985 ، ترك الجامع الشهير إدوين بيني الثالث Edwin Binney, 3rd ، أكثر من مائة عمل ، ولا سيما أمثلة على فنون الكتاب والخزف في الفترة العثمانية. وقد تم تسليم ما يقرب من خمسين قطعة زجاجية ، بشكل أساسي من الفترة الإسلامية المبكرة ، من مجموعة هانز وفاريا كون Hans and Varya Cohn's الرائعة إلى المتحف في عام 1988. وقد تم زيادة المجموعة بشكل أكبر على مدى العقدين الماضيين من خلال الهدايا والشراء ، وأبرزها اقتناء تم عام 2002 من مجموعة المدينة للفنون الإسلامية ، التي أصبحت ممكنة إلى حد كبير بفضل هدية سخية من المتبرع والوصي منذ فترة طويلة في LACMA كاميلا تشاندلر فروست Hans and Varya Cohn's . وقد أدت إضافة المجموعات الأخيرة إلى تكوين اهتمام دولي جديد بلوس أنجلوس وبـ LACMA.","city":"لوس أنجلوس","address":"5905 Wilshire Boulevard \nLos Angeles, CA 90036","website":"http://www.lacma.org/","phone":"323 857 6000","email":"publicinfo@lacma.org"},"c0c2fa4f-c38c-578e-8cc1-4703cc60b8a9":{"name":"متحف الفنون التركية والإسلامية","description":"كان متحف الفنون التركية والإسلامية أول متحف في تركيا يجمع بين أعمال الفن الإسلامي. وقد تأسس عام 1914 كمتحف للمؤسسات الإسلامية ومقره في مبنى مجمع السليمانية الذي بناه المهندس المعماري التركي العظيم سنان Sinan في القرن السادس عشر. زتم تغيير اسم المتحف إلى متحف الفنون التركية والإسلامية بعد إعلان الجمهورية وانتقل إلى موقعه الحالي لقصر إبراهيم باشا الذي يعود للقرن السادس عشر في عام 1983. \nتضم المجموعة الأساسية للمتحف الأعمال الفنية الإسلامية التي تم جمعها من جميع أنحاء الإمبراطورية العثمانية في بداية القرن العشرين. وتشمل هذه الأعمال السجاد والمخطوطات والمشغولات المعدنية والأواني الزجاجية والسيراميك والمشغولات الخشبية والمواد الإثنوغرافية. وتمثل المجموعة فترة طويلة تتراوح من ظهور الإسلام إلى القرن العشرين والمنطقة الجغرافية الشاسعة التي حكمتها الإمبراطورية العثمانية. \nتشكل مجموعة السجاد التي يبلغ عددها حوالي 1700 قطعة، من حيث جودتها وتنوعها ، أحد أهم مجموعات السجاد في العالم ، لذلك يُنظر إلى المتحف أحيانًا على أنه متحف سجاد. ولكن المتحف يحتوي أيضًا على مجموعات أخرى بارزة: تمثل مجموعة المخطوطات جميع الدول الإسلامية الحاكمة من القرن الأول / السابع إلى القرن العشرين عبر منطقة جغرافية واسعة. وتتيح مجموعة المشغولات المعدنية للزوار متابعة تطور الأعمال المعدنية التركية في الأناضول ، وتتراوح المجموعة الغنية من المشغولات الخشبية من القرن الثالث / التاسع إلى العصر العثماني. تشمل مجموعات الأواني الزجاجية والفخارية القطع الأثرية التي تم العثور عليها أثناء عمليات التنقيب في المراكز العباسية الشهيرة مثل سامراء وكاشان (إيران) والرقة (سوريا) بالإضافة إلى قطع أثرية من العصر التركي الأناضولي. وتشتمل الأعمال الحجرية ، ومعظمها تحمل نقوشاً ، على أمثلة من العصر الأموي والعباسي والمملوكي والسلجوقي والعثماني. والقسم الإثنوغرافي هو أحدث قسم. \nكما ينظم المتحف ويستضيف ويشارك في المعارض الوطنية والدولية المؤقتة. \nبعد أعمال الترميم الكبرى ، أعيد افتتاح متحف الفنون التركية والإسلامية في أبريل 2014 ، بالضبط بعد 100 عام من تأسيسه ، مع معارض خاصة للاحتفال بالذكرى المئوية لتأسيسه.","city":"اسطنبول","address":"İbrahim Paşa Sarayı Atmeydanı Sok. 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القرن الرابع قبل الميلاد). وتعد القطع النادرة المشهورة عالميًا ، وهي أقدم أربع أيقونات بيزنطية من \"سيناء\" “Sinai” من القرنين السادس والسابع ، جزءًا مهمًا من مجموعة المتحف ومعروضاته. \nتبلغ مساحة المعرض الدائم للمتحف حوالي 1300 متر مربع. وهناك أيضًا صالتان للمعارض المؤقتة بمساحة إجمالية قدرها 150 مترًا مربعًا تستضيف مشاريع فنية للمتاحف الأوكرانية والدولية. ويخطط المتحف في السنوات القادمة لتوسيع مناطق المعارض والتعليمية والإيداع من خلال إضافة مبنى معاصر جديد في الفناء. \nلكونه المؤسسة الأوكرانية الرائدة للتعليم غير الرسمي ، فإن متحف خانينكو يقدم مجموعة واسعة من البرامج للبالغين والشباب والأطفال والزائرين ذوي الإعاقة. ويجري حاليًا تطوير موقع متحف رسمي جديد يسهل الوصول إليه باللغتين الأوكرانية والإنجليزية ، ليتم إطلاقه في نوفمبر 2019.","city":"كييف","address":"Tereshchenkivska Street 15-17 \n01004","website":"https://www.khanenkomuseum.kiev.ua/en/main","phone":"+38044 2350206"},"c4e2bffb-1a54-5ec8-9d21-bcd0d3d8a6a6":{"name":"متاحف جلاسكو","description":"على الرغم من أنها ليست العاصمة ، فإن غلاسكو هي أكبر مدينة في اسكتلندا. وتفتخر بمشهدها متعدد الثقافات مع مجتمع مسلم مزدهر يمثل أكبر مجموعة اسكتلندية غير بيضاء في المدينة وفي اسكتلندا. وتعد مجموعة متاحف جلاسكو أكبر مجموعة تديرها أي سلطة محلية في المملكة المتحدة وواحدة من مجموعة قليلة من المجموعات البلدية المعترف بها بأنها ذات أهمية وطنية. وقد تأسست هذه الخدمة في عام 1854 مع مجموعة ماكليلان للوحات الأوروبية McLellan collection of European paintings ، والتي تبرع بها أرشيبالد ماكليلان Archibald McLellan إلى سكان غلاسكو مع مبنى لإيوائها. وتدير جلاسكو حاليًا ثلاثة عشر متحفًا عامًا تغطي مجموعة واسعة من الموضوعات. \nتأتي مجموعات غلاسكو الإسلامية من جميع أنحاء العالم مع قطع من إفريقيا وإسبانيا والشرق الأوسط وآسيا الوسطى. وتعود أقدم العناصر إلى القرنين العاشر والحادي عشر.وقد تم التبرع بأقدم القطع التي دخلت مجموعات المتاحف في سبعينيات القرن التاسع عشر. وعلى الرغم من أن العديد من هذه التبرعات هي تبرعات خاصة ، فقد تم شراء بعضها بواسطة خدمة المتحف. وتوجد المجموعات الإسلامية بشكل أساسي في مجموعة Burrell ، ومتحف St. Mungo للحياة الدينية والفنون ، ومركز موارد متاحف غلاسكو ، ومتحف ومعرض فنون Kelvingrove. \nتكمن القوة الرئيسية للمجموعات الإسلامية في التبرع الكبير للسير ويليام بوريل Sir William Burrell وزوجته ، اللذين أهديا مجموعتهما الضخمة والمتنوعة إلى غلاسكو في عام 1944. وهي تشمل الخزف والسجاد الإيراني والمغولي الهندي والمنسوجات والمطرزات التركية والأوزبكية ، والقطع البراقة للمساجد الإسبانية Hispano-Moresque lustrewares. وتشمل المجموعات الإسلامية الأخرى لمتاحف جلاسكو قطعًا من موغال الهند ، والقطع الفاطمية والمملوكية مصر وسوريا ، الشرق الأوسط العثماني ، وقطع القرن التاسع عشر البربرية والعربية من شمال أفريقيا. بالإضافة إلى كل ما سبق ، تهتم متاحف جلاسكو بتطوير مجموعاتها الإسلامية المعاصرة من خلال الترحيب بالتبرعات للفنون والحرف الإسلامية الحديثة ، فضلاً عن تعزيز المجالات الأخرى ضمن مجموعاتها الإسلامية.","city":"غلاسكو","address":"The Burrell Collection \nPollok Country Park \n2060 Pollokshaws Road \nG43 1AT \nGlasgow, United Kingdom","website":"http://www.glasgowlife.org.uk/","phone":"+44 141 2872550"},"c4e6ffe7-9558-5187-95b6-26ee80fdbe18":{"name":"متحف الفن الوطني في رومانيا","description":"تأسس المتحف الوطني للفنون في رومانيا عام 1948 بأعمال مستمدة من المجموعات المحلية الخاصة والعامة ، وكذلك من المجموعة الملكية. وهو موجود منذ ذلك الحين في القصر الملكي السابق الواقع في قلب مدينة بوخارست. والمتحف هو مقر لأكبر وأفضل مجموعة فنية في البلاد.والمقتنيات الحالية ، التي تضم أكثر من 100000 عمل ، مقسمة بين خمسة أقسام تنظيمية ، أحدها مخصص للفن الشرقي. \nمنذ إنشائها في عام 1954 ، تم توسيع مجموعة الأعمال الفنية الشرقية بالمتحف وتوحيدها بشكل مطرد حول مجالين رئيسيين من مجالات الاهتمام: الفن الإسلامي من ناحية والفن الصيني والياباني من ناحية أخرى. وإنها أكبر مجموعة شرقية يضمها متحف روماني ، وتتكون من عناصر من المجموعة الملكية ، ومتحف توما ستيليان ، بالإضافة إلى الهدايا والمقتنيات. ويضم قسم الفن الشرقي حاليًا أكثر من 5000 قطعة. وتشمل مقتنيات ثلاثة أقسام أخرى بالمتحف ، وهي قسم الفن الروماني في العصور الوسطى ، وقسم الفن الزخرفي ، وكذلك متحف المجموعات الفنية (الذي يعد جزءًا من المتحف الوطني للفنون في رومانيا) أعمالًا فنية إسلامية بارزة ، وبعضها تم اختيارها لهذا الموقع. \nتم إغلاق المعرض الدائم لتجديد المبنى الذي تمس الحاجة إليه ، وسيتم إعادة عرضه في المناطق التي تم تجديدها حديثًا وفقًا للمعايير الأوروبية للحفظ. وفي غضون ذلك ، تقام معارض الفن الشرقي بانتظام. يوجد حوالي أربعمائة سجادة تغطي منطقة جغرافية واسعة تمتد لأربعة قرون هي في صميم مجموعة الفن الإسلامي. وعلى الرغم من أن مجموعات الخزف والمطرزات والأعمال المعدنية أقل شمولاً ، إلا أنها تفتخر ببعض الأعمال البارزة ، مما يوفر نظرة ثاقبة ذات مغزى لمجالات مميزة من الفن الإسلامي. \nإلى جانب متحف المجموعات الفنية ، الذي يضم عددًا كبيرًا من القطع الأثرية الإسلامية التي تبرع بها جامعو الفن الرومانيون على مر السنين ، يدير المتحف الوطني للفنون في رومانيا متحفين آخرين في بوخارست: متحف K. H. Zambaccian ومتحف Theodor Pallady.","city":"رومانيا","address":"Calea Victoriei, 49-53 \nsector 1 \n010063 Bucharest","website":"https://www.mnar.arts.ro/en/","phone":"+40 021 313 30 30","email":"secretariat@art.museum.ro"},"d077cb9e-6c63-5943-b0b0-ef3de9ccf2af":{"name":"عهدة عائلة خليلي - مجموعة ناصر د. خليلي للفن الإسلامي","description":"في سعيه لتقديم رؤية شاملة لفنون العالم الإسلامي بأسره ، ومنذ سبعينيات القرن الماضي ، جمع البروفيسور ناصر د. خليلي مجموعته من الفن الإسلامي تحت رعاية صندوق عائلة خليلي. مع ما يزيد عن 28000 قطعة توثق نطاق الإنتاج الفني للأراضي الإسلامية على مدى حوالي 1400 عام ، تعد المجموعة الآن من بين الأفضل في العالم وتمثل جيلًا جديدًا من مجموعات الفن الإسلامي. \nتتضمن المجموعة مجموعة رائعة من مخطوطات القرآن الكريم والمخطوطات المصورة ، وتغطية الفنون الزخرفية - الخزف والمنسوجات والزجاج والمعدن والورنيش وكذلك الأختام والعملات المعدنية - تغطية شاملة. \nإن مقتنيات مخطوطات وأوراق القرآن الكريم هي أول ما تم تجميعه بشكل منهجي لتوضيح التاريخ الكامل لإنتاج القرآن ، من حيث المدى الزمني والنطاق الجغرافي - من القرن الثامن إلى القرن العشرين. ومن المغرب الى الصين. تم تجميع تسلسلات مماثلة للرسم والفنون الزخرفية. على سبيل المثال ، يتم تمثيل الزجاج والخزف والأعمال المعدنية في مجموعة كاملة من التقنيات من فترة ما قبل الإسلام وحتى القرن التاسع عشر. \nنال الفن الإسلامي اللاحق نفس المستوى من الاهتمام. تُظهر جملة القطع والمخطوطات المهمة من فترات لاحقة في المجموعة أن الكثير من الأعمال الفنية التي تستحق اهتمامنا على أسس جمالية وتاريخية وفكرية تم إنتاجها في القرنين السابع عشر والثامن عشر والتاسع عشر. شكل فني مهم آخر لهذه الفترة هو الورنيش الإسلامي ، ويمثله في المجموعة أكثر من 500 مثال. \nكتالوك المجموعة عبارة عن سلسلة غير مسبوقة من 27 مجلدًا ، تم نشر العديد منها الآن ، وعند اكتمالها ستشكل مسحًا فريدًا للمجال حتى الآن. دراسات في مجموعة الخليلي هي سلسلة ثانية من المنشورات المتعلقة بمجموعة الفن الإسلامي ، وتقدم تحليلاً أكثر تفصيلاً لبعض الأشياء.","city":"لندن","website":"http://www.khalilicollections.org","email":"info@nourhouse.com"},"d2b9c791-32d7-590a-9a1b-3f6766d360d6":{"name":"متحف الشيخ فيصل بن قاسم ال ثاني","description":"تأسس متحف الشيخ فيصل بن قاسم آل ثاني عام 1998. على يد صاحبه الشيخ فيصل فهو من بنات أفكار سعادته ونتاج شغفه الدائم بجمع القطع الفنية من كل أنحاء العالم سواء كانت قطعاً غريبة أو ذات أهمية تاريخية. \n \nيتميز المتحف الذي يتمتع بتنوع عالمي بضم أكثر من 30,000 قطعة من مختلف الأزمنة والثقافات، ويمثل بالمعنى الحقيقي نسخة حديثة من \"صندوق الفضول\"، خزانة العجائب التاريخية التي تعود إلى عصر النهضة. \nالمجموعة المعروضة في أكثر من 30 قاعة بالمتحف تتميز بالتنوع من العصور البدائية حتى الوقت الحاضر، وتشمل الفن الإسلامي والتراث القطري والسجاد والأسلحة والمركبات والمجوهرات والعملات المعدنية وغيرهما. كما تتضمن أبرز القاعات في المتحف بيتًا سوريًا مُعاد تشييده وغرفة القرآن. تجسد القطع المعروضة ثقافة الفن الإسلامي وتقاليده الواسعة من جنوب أوروبا وشمال أفريقيا والشرق الأوسط حتى جنوب آسيا. تقديم الأعمال بطريقة موضوعية يسلط الضوء على التشابه بين الأشكال الفنية والتعبيرات الثقافية والتفاعل المتبادل بين المجتمعات. \n \nلا يُعتبر المتحف مجرد مجموعة قطع فنية. فمنذ بناء المتحف الرئيسي في الشحانية عام 1998 باستخدام الحجر المحلي على هيئة حصن بأبراج تقليدية، يسعى متحف الشيخ فيصل بن قاسم إلى إبراز التراث القطري ومشاركته عالمياً، مع إنشاء متحف السجاد في قلب الدوحة عام 2014 وافتتاح متحف السيارات، يهدف مجمع متاحف الشيخ فيصل بن قاسم آل ثاني إلى إلهام الناس على التفاعل مع التراث الثقافي من خلال مشاركة القصص من قريب وبعيد. أيضا يسعى إلى تعزيز الحوار بين الثقافات من خلال المعارض والبرامج التعليمية والبرامج العامة، سواء محلياً أو دولياً. \n \nفي عام 2010، تم اختيار المتحف من قبل وزارة الثقافة والفنون والتراث في قطر كواحد من المعالم الثقافية الهامة ضمن عام \"الدوحة عاصمة الأنشطة الثقافية 2010\".","city":"الدوحة","address":"Zone 80, Street 9999 Building No. 365, Al Samariya \nAl Shahaniya, Doha Qatar \nP.O. 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Pei ، وهو مستوحى من القرن الثالث عشر لسبيل (نافورة الوضوء) لمسجد أحمد بن طولون في القرن التاسع في القاهرة. ويتألف المتحف من مبنى رئيسي من خمسة طوابق وجناح تعليمي من طابقين متصل عبر فناء النافورة. وتشكل المستويات الزاويّة للمبنى الرئيسي قممًا صاعدة ترتفع حول الفناء. وفي الداخل ، تكشف قبة تحجب النظر من الخارج بجدران برج مركزي. وترتفع نافذة على الجانب الشمالي من المبنى إلى ارتفاع 54 مترًا ، مما يوفر مناظر رائعة من جميع الطوابق الخمسة. ويحتوي الطابق الأرضي على مساحة معرض مؤقتة للتجول في المعارض الدولية والمقهى ومتجر الهدايا وخدمات المعلومات. وقد تم تأسيس المعرض الدائم للمتحف على طابقين من صالات العرض التي صممتها الشركة الفرنسية Jean-Michel Wilmotte & Associés. ويحتوي الطابق الرابع على صالات عرض مؤقتة تعرض الموضوعات البحثية لموظفي المتحف ، باستخدام عناصر إما لم تظهر في صالات العرض الدائمة أو بمعلومات جديدة لرؤيتها بطريقة جديدة. \nنظرة عامة على المجموعات \nيضم متحف الفن الإسلامي قطعًا أثرية تسلط الضوء على الإنجازات الإبداعية لأغنى ثقافات العالم الإسلامي والتي تمتد لما يقرب من ألف عام. وتمثل المجموعة التشكيلة الكاملة للفن الإسلامي من جميع الوسائط ، من المخطوطات إلى السيراميك والمشغولات المعدنية والزجاج والحجر والعاج والمنسوجات والخشب والأحجار الكريمة والمجوهرات. \nالمعرض الدائم ذو 850 قطعة أثرية لقي تقريبا نظرة ثاقبة على الفن المتنوع في العالم الإسلامي. وقد تم تخصيص طابقين لاستكشاف العصور التاريخية وتفسير موضوعات الفن الإسلامي والثقافة المادية ، من القرن الثامن إلى أعتاب القرن التاسع عشر. \nويحتوي متحف الفن الإسلامي أيضًا على آلاف القطع الأخرى ، بعضها مجهز للعرض في العروض المستقبلية والبعض الآخر يوفر موردًا للتعليم والبحث. \nتشمل أبرز مقتنيات المجموعة: مجموعة مميزة من السجاد والمنسوجات ، ومجموعة من الأعمال المعدنية الأيوبية والمملوكية والزجاج المطلي بالمينا ، ومجموعة بارزة مرتبطة بصناعة الخزف القديمة ، ومجموعة شاملة من الأسطرلابات والأدوات العلمية ، وروائع المجوهرات المغولية ، والمخطوطات النادرة والمنمنمات. \nدائرة التربية والمعلومات \nالهدف الرئيسي لهذا القسم هو تأمين المواد والبرامج وورش العمل التي من شأنها إشراك الجمهور ، مما يسمح لهم باستكشاف العالم من خلال الفن الإسلامي ، وتعزيز ثقافة التعلم في جو من المعرفة والترفيه. \nقسم التنظيم \nيلتزم قسم الأمناء المدربين دوليًا بدراسة وتوثيق ونشر مجموعة متحف الفن الإسلامي وإبراز متحف الفن الإسلامي كمركز عالمي للبحث العلمي. \nقسم الترميم \nمن المقرر أن يصبح مركز خدمة إقليميًا رائدًا للمتاحف ، ويلتزم القسم بترميم المجموعة والحفاظ عليها ورعايتها من خلال تطبيق الأساليب العلمية المبتكرة. \nشراكات دولية \nيلتزم متحف الفن الإسلامي ببناء شبكة من الشراكات في جميع أنحاء العالم ويتيح للمعاهد والمتاحف الوصول الجماعي إلى المعلومات والأبحاث والصور. ويتمتع المتحف بعلاقات قوية مع العديد من المتاحف والمجموعات ذات المستوى العالمي ، بما في ذلك متحف اللوفر في فرنسا ، المتحف البريطاني في المملكة المتحدة ، متحف فيكتوريا وألبرت في المملكة المتحدة ، متحف متروبوليتان للفنون في الولايات المتحدة الأمريكية ، متحف الفن الإسلامي في ألمانيا ، مجموعة الصباح في الكويت ، كولبنكيان في البرتغال ، والمتحف الوطني للآثار والفنون الإسلامية في الجزائر.","city":"الدوحة","address":"Museum of Islamic Art roundabout, the Corniche \nPostal Address: P.O. Box 2777 \nDoha, Qatar","website":"http://mia.org.qa/","phone":"+974 4422 4444","email":"infomia@qma.org.qa; educationmia@qma.org.qa; librarymia@qma.org.qa"},"f0c1b6b9-8198-5a97-9aea-8ebedfa90ca3":{"name":"متحف الفن الإسلامي","description":"بأمر من الخديوي إسماعيل باشا Khedive Ismail Pasha في عام 1880 فإن مجموعة النوادر الأثرية من العصر الإسلامي بدأ عرضها في مسجد الحكيم Al- Hakim . وقد شكّل مجلس المحافظة على الآثار العربية The Council for the Preservation of Arab Antiquities في عام 1881 بالاشتراك مع وزارة الأوقاف Ministry of Awqaf وقد أشرف على صالة الآثار العربية House of Arab Antiquities كما كانت تعرف في ذلك الوقت وحتى عام 1930 عندما نقل المتحف لعهدة وزارة التعليم Ministry of Education. \nوقد جمع المتحف فقط قطعه من المساجد والأبنية العامة في أول عشرن عاما من عمره. وبعدها قام بأولى حفرياته في عام 1910 بجوار دورونكا Doronka في مصر العليا Upper Egypt وحفرية ثانية جنوب القاهرة التي كشفت عن جزء من مدينة الفسطاط Fustat (أول عاصمة إسلامية لمصر). \nوقد حصل المتحف على العديد من القطع عن طريق الهبات. وقد تبرع الملك فؤاد الأول . King Fu’ad I بمجموعة قيمة من الأقمشة والموازين والأختام كما فعل الملك فاروق King Farouk والأمير محمد علي Amir Muhammad Ali والأمير يوسف كمال Amir Yusuf Kamal والأمير كمال الدين حسين Amir Kamal al-Din Hussein ويعقوب أرتين باشا Yakub Artin Pasha وعلي إبراهيم باشا Ali Ibrahim Pasha أيضا تبرعوا بمجموعات كاملة. \nوإن المجموعات التي بلغت 7082 قطعة والتي نقلت للبناء الحالي عندما تم تدشين المتحف الحالي في ديسمبر 1903 . وفي عام 1952 فإن اسم المتحف تغير إلى \" متحف الفن الإسلامي\" ‘Museum of Islamic Art’ ليعكس منظور المجموعة : القطع التي انتجت في العالم الإسلامي التي يعود تاريخها إلى بداية العصر الإسلامي (القرن السابع الميلادي) إلى نهاية القرن التاسع عشر.وعدد القطع المسجلة وصل الآن إلى 103,000 قطعة. \nوتتضمن المجموعات مصابيح زجاجية مطلية بالمينا والخزف المصري ومحموعة ندرة من فلاتر أوعية المياه ذت الزخرفة المخرمة من الفخار غير المطلي المعروفة بتصاميمها من الزخرفة بالتربيط . وهناك أيضا مجموعات من المشغولات الخشبية والأقمشة والأحجار ذات النقوش بينما مجموعة السجاد تعتبر واحدة من أعظم المجموعات من هذا النوع. ومجموعات الأجهزة العلمية تظهر المدى الذي أسهمت به الحضارة الإسلامية في العديد من المحالات المختلفة . وهناك أيضا مجموعة استثنائية من الأختام ، الأوزان والمقاييس والعملات من الذهب والفضة والنحاس. \nإن متحف الفن الإسلامي يملك واحدة من المجموعات الأكثر اتساعا وشمولا وتكمل المجموعات الفنية في العالم التي يستمر في تطويرها وتوسيع مجموعاته وتحديث أبنيته ذات 25 صالة ومنشأة وحديقة أثرية.","city":"القاهرة","website":"https://www.miaegypt.org/","phone":"+20 2 2390 1520"},"f2458b82-49ff-540e-aaed-991eb2df207d":{"name":"متحف الفن الإسلامي في متحف بيرغامون ، المتاحف الحكومية","description":"سيتم إغلاق متحف الفن الإسلامي في الفترة من أكتوبر 2023 إلى مارس 2027 بسبب أعمال التجديد والتوسعة. \n \nيعد متحف الفن الإسلامي في متحف بيرغامون برلين Museum of Islamic Art at the Pergamon Museum Berlin المؤسسة الوحيدة من نوعها في ألمانيا ، والأقدم في الغرب وفيه نحو 93000 قطعة تضم واحدة من أرقى مجموعات الفن الإسلامي في العالم من جميع مناطق الحكم الإسلامي تقريبًا. \nمجموعاته غنية بشكل خاص بقطع من سياق معماري بما في ذلك الواجهة الضخمة لقصر الخلافة في المشتى (الأردن) Mshatta (Jordan)، الذي يعود تاريخه إلى منتصف القرن الثامن. وهذه الواجهة هي أكبر قطعة أثرية للفن الإسلامي في أي متحف في جميع أنحاء العالم. والقبة الفريدة من قصر الحمراء Alhambra Palace في غرناطة (إسبانيا) Granada (Spain) ومشاكي الصلاة من القرن الثالث عشر من كاشان (إيران) وقونية (تركيا) هي من بين المعالم البارزة في هذا المتحف . وأكثر ما يحبه زوارنا هو الألواح الخشبية المطلية بدقة لمنزل من الطبقة العليا من حلب (سوريا) من أوائل القرن السابع عشر - وهي أقدم نموذج باقٍ من العالم العثماني. ومن بين المجموعات الأثرية العديدة من أعمال حفريات التنقيب الأثري الكبرى في العالم الإسلامي ، تبرز الاكتشافات من عاصمة الخلافة سامراء (العراق) في القرن التاسع. تحتوي المجموعة أيضًا على عدد كبير من السجاد العثماني والفارسي والأعمال الفنية الببليوغرافية ، بما في ذلك العديد من المنمنمات من الإمبراطورية المغولية. \nيتم عرض المجموعة حسب ترتيبها الزمني ، مما يسمح للزائر بمتابعة المراحل الأسلوبية المختلفة للفن الإسلامي وتشكيل فكرة عن التاريخ الإسلامي المعقد ومزاياه الفنية. ونظرًا للعدد الكبير من الزوار (الذي يصل إلى 900,000 سنويًا) ، حيث لا يُعرض سوى عدد قليل من أهم الأعمال الفنية.لكن سينتقل المتحف داخل متحف بيرغامون وستتضاعف مساحة العرض ثلاث مرات (3,000 متر مربع) بحلول عام 2020. سيكتشف تخطيط المكان ومفهوم التصميم طرقًا جديدة ومبتكرة لعرض الإرث الثقافي. \nيعد متحف الفن الإسلامي ، الذي يضم مجموعة فنية وأثرية غنية ، أحد المؤسسات البحثية الرائدة المكرسة للثقافة المادية في الشرق الأوسط والمناطق المجاورة. وترقى العديد من مشاريع البحث والحفاظ على التراث والمعارض لدينا إلى بحث استقصائي في الموروثات الحضرية في الشرقين الأدنى والأوسط. وتضم المؤسسة مجموعات مهمة من الصور الأرشيفية عن الفن الإسلامي والعمارة بالإضافة إلى مكتبة بارزة دوليًا تركز على الفن والعمارة وعلم الآثار في العالم الإسلامي.","city":"برلين","address":"Geschwister-Scholl-Straße, 6 \n10117 Berlin \nGermany","website":"http://www.smb.museum/museen-und-einrichtungen/museum-fuer-islamische-kunst/home.html","phone":"+49 30 266 42 5201","email":"isl@smb.spk-berlin.de"},"f446146a-791c-5ab5-a762-4bd0263541be":{"name":"Moravian Gallery","city":"Brno","address":"Husova 18, \nCZ-662 00 Brno \nCzech Republic","website":"http://www.moravska-galerie.cz","phone":"+420 532 169 111; 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{"1232b5a2-7af1-5de4-a332-ff444943f8b0":{"name":"MAK – Österreichisches Museum für angewandte Kunst","description":"Das MAK – Österreichisches Museum für angewandte Kunst / Gegenwartskunst ist eines der großen Museen seiner Art. Das am Stubenring im ersten Wiener Gemeindebezirk beheimatete Haus wurde bereits 1863 als „k.k. Österreichisches Museum für Kunst und Industrie“ gegründet und verfügt heute über eine einzigartige Sammlung von angewandter Kunst, Design, Architektur und Gegenwartskunst. \n \nDie Sammlung des MAK beherbergt europäisches und internationales Kunstgewerbe vom frühen Mittelalter bis in die Gegenwart. 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Weltkrieg, dem Verlust zahlreicher großer Teppiche und der Teilung der Bestände auf eine östliche und eine westliche Hälfte der Stadt Berlin wurde die Sammlung schließlich im Pergamonmuseum im Jahr 2000 wieder zusammengeführt. \n \nDas Museum gehört mit seinen Kunstwerken aus fast allen Teilen der islamischen Welt zu einer der weltweit bedeutenden Sammlungen. Sie ist vor allen Dingen besonders reich durch Kunstwerke aus größeren architektonischen Zusammenhängen. Dazu gehört die Fassade von Mschatta, zwei Gebetsnischen aus Kaschan/Iran und Konya/Türkei, der Alhambra-Kuppel aus Granada/Spanien, dem Aleppo-Zimmer aus Aleppo/Syrien und Ausgrabungsfunden. Die Sammlung weist darüber hinaus eine bedeutende Anzahl von osmanischen und persischen Teppichen auf und besitzt zudem wichtige Bestände der Buchkunst mit zahlreichen Miniaturen aus dem Moghul-Reich. \n \nDie Kunstwerke werden chronologisch präsentiert und erlauben dem Besucher die unterschiedlichen Kunststile der islamischen Geschichte kennenzulernen und ein Verständnis für die komplexe islamische Geschichte und ihre künstlerischen Entwicklungen zu gewinnen. Durch die zahlreichen Besucher in der Ausstellung kann nur eine geringe Anzahl von Meisterwerken der Sammlung gezeigt werden. Abgesehen von der Dauerausstellung veranstaltet das Museum Sonderausstellungen. Neben Ausstellungen zu dynastischen Themen oder zu bestimmten Fragestellungen wie den Beziehungen zur zeitgenössischen islamischen Kunst werden auch anderen Orts konzipierte Austellungen übernommen.","city":"Berlin","address":"Geschwister-Scholl-Straße, 6 \n10117 Berlin \nGermany","website":"http://www.smb.museum/museen-und-einrichtungen/museum-fuer-islamische-kunst/home.html","phone":"+49 30 266 42 5201","email":"isl@smb.spk-berlin.de"},"8128a827-15fb-5166-902e-e23aab2a8fd7":{"name":"State Museums Berlin, Museum of Islamic Art at the Pergamon Museum","description":"**Das Museum für Islamische Kunst ist wegen Umbau- und Erweiterungsarbeiten von Oktober 2023 bis März 2027 geschlossen.** \n \nMit dem Geschenk der Fassade des Palastes von Mschatta durch den deutschen Kaiser an die Berliner Museen, der Stiftung von Teppichen durch Wilhelm von Bode und der Dauerleihgabe einer Sammlung islamischer Kunst durch Friedrich Sarre konnte das Museum 1904 eröffnet werden. 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Die Museen präsentieren Schweizer Geschichte von den Anfängen bis heute, und erschliessen - auch mit temporären Ausstellungen zu aktuellen Themen - die schweizerischen Identitäten und die Vielfalt der Geschichte und Kultur unseres Landes.","city":"Zurich","address":"Swiss National Museum \nMuseumstrasse, 2 \nP.O. Box 8021 \nZurich \nSwitzerland","website":"http://www.nationalmuseum.ch","phone":"+41 44 218 65 11","email":"info@nationalmuseum.ch"}}
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{"04c60c4a-2430-5a48-ac2a-c1b3d488b403":{"name":"Μουσείο Μπενάκη","address":"22 Agion Asomaton & 12 Dipilou Street \nAthens \nGreece","website":"http://www.benaki.gr/","phone":"+30 210 325 1311","email":"islamic_collection@benaki.gr"}}
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