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- {"54e4dfd7-48fc-5972-94f5-cea81c315201":{"name":"Ciotola.","description":"Ciotola a larga bocca e a fondo leggermente convesso. Come nella generalità degli esemplari di questa classe di oggetti, la decorazione, che ricopre interamente la superficie esterna, si articola in una larga fascia, alternata a medaglioni, formata da una serie di cartigli contenenti iscrizioni nel carattere corsivo (nashkî) mamelucco, denominato thìôh. Sul fondo esterno la decorazione presenta motivi caratteristici quali fenici in volo e peonie, peculiari della metallistica mamelucca, rivelatori dell'influenza del naturalismo estremo-orientale, mediato dall'ambiente iranico. Nelle iscrizioni, che offrono un tipico esempio di titoli in uso nel protocollo mamelucco per un oggetto destinato ad un personaggio di alto rango, si legge tra l'altro: “Al-maqarr…al-Âli (l'Eccellenza Altissima) al-mawlawî (il Maestro) al-Mâlikî (il Sovrano) al-âdilî (il Giusto) al-amîri (l'Emiro)…al- Mâmâlk (il Mamelucco): la ciotola era verosimilmente appartenente a un ignoto alto funzionario della corte del sovrano, cui fa riferimento una delle iscrizioni. Sul fondo interno figura un motivo di particolare interesse, formato da una serie di pesci disposti a vortice. Si tratta di un elemento decorativo molto diffuso nella metallistica islamica e soprattutto in quella del periodo mamelucco. Il motivo dei pesci, oltre ad essere naturalmente legato alla destinazione d'uso dell'oggetto, cioè contenere acqua, riveste probabilmente, nel contempo, un particolare significato magico-simbolico, in quanto il pesce è, anche nel mondo orientale, portatore di buoni auspici, nel caso specifico rivolti al proprietario dell'oggetto.","short_description":"Ciotola per acqua, decorata con iscrizioni e motivi zoomorfi (pesci, fenici in volo); illustra bene l'uso a scopo decorativo e benaugurale della calligrafia nel mondo islamico.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VIII/ XIV secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 20.","method_for_datation":"la tipologia della ciotola è assai diffusa nella metallistica islamica del XIV secolo.","method_for_provenance":"la classe di esemplari della tipologia cui appartiene questa ciotola è diffusa sia in ambiente iranico che in quello siro-egiziano.","provenance":"Egitto o Siria.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Atil, E., Renaissance of Islam. Art of the Mamluks, Washington, 1981 \n \nBaer, E., “Fish-pond Ornaments on Persian and Mamluk Metal Vassels”, Bulletin of the School of Oriental and African Studies, 31, 14-27, 1968 \n \nSafadi, Y.H., Islamic Calligraphy, London, 1979 \n \nScerrato, U., Metalli Islamici, Milano, 1966 \n \nTorre, P., “Metalli islamici”, Museo Poldi Pezzoli. Tessuti-Scultura-Metalli islamici, Milano, 1987, 273-304","dynasty":"Periodo mamelucco","linkcatalogs":"IAM_EG_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["agemina","Arte mamelucca","calligrafia","Ciotola","nashkî","ottone"],"materials":["Ottone ageminato in oro ed argento."]},"7c7c2cda-78e1-597a-b911-718576ff198a":{"name":"Bagni Arabi.","description":"I cosiddetti Bagni Arabi si trovano a pochi chilometri da Palermo, nel comune di Cefalà Diana. L'edificio si compone di una sala interna di 11x7.5 m sormontata da una volta a botte, leggermente ogivale, alta 7.5 m ed articolata in due ambienti distinti, separati da una transenna a tre archi a ogiva. Le colonne della transenna sono una variante dell'ordine corinzio e presentano capitelli in terracotta caliciformi. L'ambiente più piccolo, adiacente alla sorgente di acqua calda, è provvisto di una vasca, l'altro, più ampio, di tre vasche decrescenti: in questo modo era possibile bagnarsi a diverse temperature. Alle pareti si trovano delle nicchie in cui venivano riposti gli effetti personali, mentre sulla volta si aprono degli sfiatatoi per smaltire l'eccesso di vapore. Il sistema di canalizzazioni sotterranee che garantiva il riempimento e lo svuotamento delle vasche è ancora parzialmente leggibile nelle aree più prossime a queste. All'esterno, un epigrafe in caratteri cufici, molto deteriorata, è contenuta nel fregio di almeno tre dei quattro prospetti. Sulla data di costruzione non vi sono elementi certi: si è ipotizzata una prima fase costruttiva risalente all'età ellenistico-romana (muri perimetrali), una seconda all'epoca della dominazione araba (le colonne della transenna divisoria) e una terza al periodo normanno (fascia marcapiano). Un'ulteriore ipotesi è che si tratti di un edificio integralmente normanno per analogie costruttive con altri edifici risalenti all'età di Guglielmo II.","short_description":"I cosiddetti Bagni Arabi si trovano a pochi chilometri da Palermo e sfruttano l'acqua calda di una sorgente naturale. L'edificio si compone di una sala interna di m 11x7.5, articolata in due ambienti distinti, separati da una transenna, con una serie di vasche per bagnarsi a diverse temperature. \n \nAll'esterno corre un epigrafe in caratteri cufici, molto deteriorata. In base a recenti indagini si è pervenuti alla conclusione che si tratti di un edificio d'età normanna.","location":"Cefalà Diana, Sicilia","method_for_datation":"analisi architettonica delle diverse parti dell'edificio.","bibliography":"Bellafiore, G., Architettura in Sicilia nelle età islamica e normanna (827-1190), Palermo, 1990 \n \nLa Bua, G., e Truzzolino, T., Cefalà Diana nella Storia e nell'Arte, Palermo, 1999, 9-24 \n \nRyolo, D., “I bagni di Cefalà Diana”, Sicilia Archeologica, IV, 15, 1971, 19-32","dynasty":"Fatimide/Normanno.","linkcatalogs":"IAM_IT_IT_001","author":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["acqua"]},"e44f9b93-0fc9-58a0-8f0b-14d05df5157e":{"name":"Grande piatto con decorazione polilobata.","description":"Il piatto presenta una elegante decorazione consistente in un grande motivo polilobato dipinto in nero, sotto invetriatura turchese. Lungo la parete non corre la consueta iscrizione bene augurante ma bensì un verso del Divan del poeta persiano Hafez, che riporta il lamento di un innamorato infelice: “Ho lavato di [lacrime] il cortile della dimora dei miei occhi, ma a che scopo/ Dal momento che questa casa non merita [neppure] di immaginare la tua forma?”. Al termine dell'iscrizione si legge la data: “è stata finita nell'anno 873”.","short_description":"Il piatto appartiene alla classe di ceramiche note con il nome di *kubachi*, dal luogo (un villaggio del Caucaso) ove furono rinvenute. Venivano appese alle pareti delle abitazioni a scopo decorativo.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","owner":"Is.IAO.","dates":"873/1468-1469.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 35,86.","method_for_datation":"iscrizione con data.","method_for_provenance":"L'esemplare appartiene ad un particolare gruppo di ceramiche note come kubachi, dal nome di un villaggio del Daghestan, nel Caucaso, ove esse furono trovate appese alle pareti delle abitazioni a scopo decorativo. Ceramiche di questo tipo rivestono un eccezionale interesse in quanto documentano gli intensi scambi commerciali tra la Persia e Kubachi, centro noto per la produzione di armi in acciaio, particolarmente apprezzate dal mercato iranico, ove venivano ampiamente esportate in cambio di ceramiche persiane realizzate in un imprecisato centro di produzione.","obtention":"deposito Is.IAO.","bibliography":"Folsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., “Notes on the Decorative Arts of the Timurid Period”, Gururajamanjarika, Studi in onore di Giuseppe Tucci, Napoli, 1974, 233-277 \n \nGrube, E.J., Islamic Pottery from the Eight to the Fifteenth Century in the Keir Collection, London, 1976 \n \nLane, A., Later Islamic Pottery, London, 1957 \n \nTorre P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Epoca timuride","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["calligrafia","decorazione vegetale"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"f60e24ce-c1de-5b4b-9219-cfb0c187f885":{"name":"*Qanat* (dentro l’Ospedale Psichiatrico).","description":"Il qanat è un cunicolo drenante che intercetta le acque di falda e le conduce, anche da notevoli profondità, a pochi metri dal piano di campagna. Quelli scoperti a Palermo appartengono alla tipologia dei qanat arabo-persiani: a differenza di quelli orientali, però, qui manca un vero e proprio pozzo di alimentazione, sostituito da una galleria trasversale drenante, ubicata a monte. Grazie a queste condotte, che si sviluppano in una rete di percorsi sotterranei per decine di chilometri, era possibile garantire un flusso continuo e spontaneo d'acqua dalla falde sotterranee fino in superficie, consentendo di creare peschiere, fontane e bagni pubblici e di irrorare i giardini lussureggianti descritti dalle fonti medievali.","short_description":"Nel sottosuolo di Palermo è presente una rete di cunicoli drenanti che intercetta le acque di falda e le conduce, anche da notevoli profondità, a pochi metri dal piano di campagna: questa complessa opera di ingegneria idraulica, di derivazione arabo-persiana, prende il nome di *qanat*. Essa garantiva un flusso continuo e spontaneo d'acqua dalla falde sotterranee fino in superficie.","dates":"dal XII secolo.","location":"Palermo","method_for_datation":"Il rinvenimento di frammenti ceramici riferibili al XII - XIII secolo all'interno di due qanat dell'area centrale della Piana dei Colli (Castelforte e Scalea I) fornisce un indizio per confermare la loro esistenza in Sicilia almeno a partire da quel periodo.","bibliography":"Todaro P., Guida di Palermo sotterranea, Palermo, 2002","dynasty":"Fatimide/Normanno.","linkcatalogs":"IAM_IT_IT_001","author":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["acqua"]}}
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Il motivo dei pesci, oltre ad essere naturalmente legato alla destinazione d'uso dell'oggetto, cioè contenere acqua, riveste probabilmente, nel contempo, un particolare significato magico-simbolico, in quanto il pesce è, anche nel mondo orientale, portatore di buoni auspici, nel caso specifico rivolti al proprietario dell'oggetto.","short_description":"Ciotola per acqua, decorata con iscrizioni e motivi zoomorfi (pesci, fenici in volo); illustra bene l'uso a scopo decorativo e benaugurale della calligrafia nel mondo islamico.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VIII/ XIV secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 20.","method_for_datation":"la tipologia della ciotola è assai diffusa nella metallistica islamica del XIV secolo.","method_for_provenance":"la classe di esemplari della tipologia cui appartiene questa ciotola è diffusa sia in ambiente iranico che in quello siro-egiziano.","provenance":"Egitto o Siria.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Atil, E., Renaissance of Islam. 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Sulla data di costruzione non vi sono elementi certi: si è ipotizzata una prima fase costruttiva risalente all'età ellenistico-romana (muri perimetrali), una seconda all'epoca della dominazione araba (le colonne della transenna divisoria) e una terza al periodo normanno (fascia marcapiano). Un'ulteriore ipotesi è che si tratti di un edificio integralmente normanno per analogie costruttive con altri edifici risalenti all'età di Guglielmo II.","short_description":"I cosiddetti Bagni Arabi si trovano a pochi chilometri da Palermo e sfruttano l'acqua calda di una sorgente naturale. L'edificio si compone di una sala interna di m 11x7.5, articolata in due ambienti distinti, separati da una transenna, con una serie di vasche per bagnarsi a diverse temperature. \n \nAll'esterno corre un epigrafe in caratteri cufici, molto deteriorata. 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- {"5656dd0b-ba48-5ef4-a959-1d9718ee9e56":{"name":"Pia de abluções.","description":"Pia de abluções, de taça circular, com oito lóbulos em jeito de flor. Tem uma única decoração no bordo exterior, uma faixa relevada e epigrafada. O desgaste provocado pela água fez desaparecer as letras nas curvas exteriores, permanecendo apenas algumas nos ângulos de junção dos lóbulos. Num deles é possível ler o início da *basmala* e tudo leva a crer que se completasse com uma citação corânica, como era habitual, aliás, em equipamentos do género ligados aos rituais de abluções à entrada das mesquitas. Conhece-se um outro exemplar de características semelhantes, e provavelmente da mesma época, na zona de Lisboa.","short_description":"Pia de abluções almóada. Tem como decoração no bordo exterior uma faixa relevada e epigrafada. Lê-se nesse rebordo o início da *basmala*, tudo levando a crer que se completasse com uma citação corânica. É provável que esta peça esteja ligada aos rituais de abluções praticados à entrada das mesquitas.","holder":"Museu Nacional de Arqueologia.","dates":"Séc. VI AH. / XII AD.","location":"Lisboa.","dimensions":"Alt. 18 cm; diâm. 53,5 cm.","method_for_datation":"O tipo de letra leva a datá-la de época almóada.","method_for_provenance":"O Dr. José Leite de Vasconcelos deixou anotado no Museu Arqueológico Nacional que pertenceu à colecção de Estácio da Veiga e que seria proveniente de Cacela.","provenance":"Cacela? (Faro)","obtention":"Deve ter sido levada pelo Dr. José Leite de Vasconcelos para o Museu Nacional de Arqueologia.","bibliography":"Borges, A. G. M. “Pia de abluções”, *Portugal Islâmico*, Lisboa, 1999, p. 265. \n \nLabarta, A. e Barceló, C. “Inscripciones árabes Portuguesas: situación actual”, *Al-Qantara*, 8, 1987, p. 404. \n \nNykl, A. R. “Inscrições árabes no Museu Etnológico do Dr. José Leite de Vasconcelos”, *Ethnos*, 2, Lisboa, 1942, pp. 27-28. \n \nNykl, A. R. “Arabic Inscriptions in Portugal”, *Ars Islamica*, 11-12, 1946, p. 173. \n \nVasconcelos, J. L. *Etnografia Portuguesa: Tentame de sistematização*, vol. IV, Lisboa 1982.","dynasty":"Período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Artur Goulart de Melo Borges","keywords":["almóadas","Faro","mármore esculpido","pia de abluções"],"materials":["Mármore esculpido."]},"ada30dbf-d7f6-59db-9686-df60e9f94fc9":{"name":"Amendoeiras em flor.","description":"Uma das mais conhecidas lendas portuguesa narra a forma como as amendoeiras passaram a fazer parte da paisagem da região sul de Portugal. Um príncipe árabe, casado com uma cristã do Norte, estranhava a permanente tristeza em que a esposa vivia, pelo que um dia perguntou-lhe a que se devia aquele permanente estado de espírito. Foi-lhe então respondido que sentia a falta da neve, frequente no Norte da Península, mas que raramente cai nas regiões mais a Sul. O princípe mandou então plantar amendoeiras, cujo florescimento, no final do Inverno, cria a ilusão dos campos cobertos de neve. \n \nA lenda, romântica e plena de lirismo, tem, contudo, um fundo de verdade e apresenta ligações profundas ao território português. \n \nAl-Mutamid, poeta e senhor da dinastia abádida (461-484 AH / 1069-1091 AD) lançou um dia um repto a Ibn Amar, enquanto passeavam ao longo do Guadalquivir: “A brisa converte o rio / numa cota de malha”. A resposta veio de Itimad, escrava de Romaik: “Melhor cota não se acha / desde que a congele o rio”. Impressionado pela beleza da escrava e pela sua inspiração poética, al-Mutamid tomou-a por mulher e fê-la rainha. As origens familiares e geográficas de Itimad limitaram-se a ajudar a construir a lenda. Embora os factos narrados se reportem à região de Sevilha, al-Mutamid nasceu em Beja e foi senhor de Silves, tendo depois governado grande parte do sul da Península Ibérica. \n \nApeado do poder, al-Mutamid, viria a ser exilado em Marrocos, onde faleceu em 30 de Dhu'l-Hijja de 487 /10 de Janeiro de 1095. Itimad jaz a seu lado, num mausoléu em Agmat.","short_description":"As amendoeiras em flor marcam, no final do Inverno, a paisagem algarvia. Teriam sido plantadas, segundo a lenda, por um príncipe árabe em homenagem à sua amada, oriunda do norte. Assim se criaria a ilusão da neve, rara no sul. A lenda mergulha as suas raízes no romance entre o princípe abádida Al-Mutamid e e a escrava Itimad. Impressionado pela sua beleza e pela sua inspiração poética, al-Mutamid tomou-a por mulher e fê-la rainha. As origens familiares e geográficas de Itimad limitaram-se a ajudar a construir a lenda.","dates":"Desde presença muçulmana na região (séc. II AH / VIII AD).","location":"Sul de Portugal.","method_for_datation":"Através da tradição oral.","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Isabel Cristina Ferreira Fernandes","keywords":["al-Mutamid","amendoeiras","lenda","paisagem","Sul de Portugal","tradições"]},"b8c3263e-bcad-57f1-85f6-7e684aea8d52":{"name":"Poço-Cisterna.","description":"Poço-cisterna de secção circular com cerca de 20 m de profundidade (profundidade atingida com a limpeza e escavação, mas que se pensa ser muito maior) e com 3 m de diâmetro de boca. Tem constantemente visíveis 2 a 3 metros de água o que leva a pensar tratar-se de uma construção com ligação ao nível freático. \n \nÉ uma obra hidráulica muito rara, construída em alvenaria de pedra local – grés vermelho de Silves – que lhe dá grande qualidade construtiva. Arquitetonicamente é um exemplo de mestria técnica e de funcionalidade: uma escadaria helicoidal abobadada, em galeria, acompanha a descida até ao nível inferior de 16 metros. \n \nToda a escadaria, com quatro lanços, é coberta por uma magnífica e segmentada abóbada de berço. Três janelas, com abóbadas de perfil semicircular, fazem a ligação entre a galeria da escadaria e o poço, permitindo o acesso à água, conforme os diferentes níveis de enchimento, mas também o arejamento e iluminação natural da galeria. \n \nEste monumento foi construído nos finais do século VI AH / XII AD ou inícios do século VII / XIII, perto do paramento interno da muralha que cerca a medina e que foi reconstruída na mesma época. Neste local a muralha é mais larga e tem adossada ao seu exterior uma torre albarrã. \n \nCertamente que estas três estruturas (muralha, torre albarrã e poço-cisterna), erguidas no mesmo período, funcionariam como um todo defensivo, estrutural e arquitectónico. \n \nEste monumental poço-cisterna teria assim como função abastecer grande parte da zona baixa da cidade, nomeadamente o *hammam* (banhos públicos) que se situava muito perto, a cerca de 100 m. \n \nO poço-cisterna foi entulhado com terra e lixo e abandonada a sua função com a chegada dos Cristãos, nos finais do séc. VII / XIII. Foi redescoberto somente em 1979, quando ali se iniciavam obras de reconstrução e de repavimentação. As escavações arqueológicas que se seguiram trouxeram à luz dia não só a magnífica estrutura mas também um espólio cerâmico extraordinário, com peças datadas desde o século III-IV / IX-X ao século XI / XVII, actualmente expostas no Museu Municipal de Arqueologia. \n \nO poço-cisterna integra hoje o Museu Municipal de Arqueologia de Silves, onde funciona como peça central e à volta da qual foi organizada toda a exposição permanente. \n \nEste exemplo único de poço-cisterna ligado ao nível freárico está classificado como Monumento Nacional desde 1990.","short_description":"Poço-cisterna almóada, ligado ao nível freático de Silves. Uma escadaria helicoidal abobadada, em galeria, acompanha a descida até ao nível inferior de 16 metros. Toda a escadaria, com quatro lanços, é coberta por uma segmentada abóbada de berço. Três janelas, com abóbadas de perfil semicircular, fazem a ligação entre a galeria da escadaria e o poço, permitindo o acesso à água mas também o arejamento e iluminação natural da galeria. O poço-cisterna integra hoje o Museu Municipal de Arqueologia, onde funciona como peça central e à volta da qual foi organizada toda a exposição permanente.","dates":"2ª metade do século VI-1ª metade do século VII AH / 2ª metade do século XII – 1ª metade do século XIII AD.","location":"Silves., Faro.","method_for_datation":"Constatação tipológica, construtiva e arquitectónica da estrutura. Referências documentais históricas sobre a existência de um poço-cisterna próximo do *hamman*.","bibliography":"AAVV, *Portugal Islâmico: os últimos sinais do Mediterrâneo,* Lisboa, 1998, p. 102. \n \nAAVV, *Terras da Moura Encantada*, Lisboa, 1999. \n \nGomes, R. V., *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 228. \n \nGomes, R. V., *Silves (Xelb) – Uma Cidade do Gharb Al-Andalus – Arqueologia e História (séculos VIII- XIII)*,F.C.S.H. da Universidade de Lisboa, 1999.","dynasty":"Almóada.","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["água","almóadas","cisterna","poço","Silves"]},"d39f33c7-ab99-570d-9745-2ca9481fd5e0":{"name":"Pia de abluções.","description":"Pia de abluções, oitavada. Interior escavado, com bordo moldurado superior e externamente. Apresenta uma perfuração, posterior. A base está truncada, estando em falta um pedúnculo ou pé. A moldura exterior apresenta decoração de pequenos elementos geométricos (losangos, quadrados e círculos) insculturados. O bordo superior apresenta a todo o perímetro uma inscrição árabe, em grafia cúfica, da qual é possível ler a expressão *al-mulk*, repetida de forma encadeada.","short_description":"A prolongada presença de uma comunidade muçulmana em Lisboa está bem atestada através desta pia de abluções oitavada, esculpida na pedra lioz local. Foi encontrada durante obras de reabilitação, no bairro da mouraria (Lisboa), a cuja mesquita terá pertencido. Data dos séculos VIII-IX AH / XIV-XV AD.","holder":"Museu da Cidade.","dates":"Séculos VIII-IX AH / XIV-XV AD.","location":"Lisboa.","dimensions":"Alt. total, 114 mm; diâm. 223 mm.","method_for_datation":"Datação externa, histórica. A mesquita da Mouraria, à qual se supõe ter pertencido, foi desmantelada nos inícios do século XVI, no reinado de D. Manuel I de Portugal.","method_for_provenance":"Encontrada durante obras de reabilitação urbana, reaproveitada na alvenaria de um dos muros do imóvel da Rua João do Outeiro n.º 67 (Mouraria, Lisboa). 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+ {"5656dd0b-ba48-5ef4-a959-1d9718ee9e56":{"name":"Pia de abluções.","description":"Pia de abluções, de taça circular, com oito lóbulos em jeito de flor. Tem uma única decoração no bordo exterior, uma faixa relevada e epigrafada. O desgaste provocado pela água fez desaparecer as letras nas curvas exteriores, permanecendo apenas algumas nos ângulos de junção dos lóbulos. Num deles é possível ler o início da *basmala* e tudo leva a crer que se completasse com uma citação corânica, como era habitual, aliás, em equipamentos do género ligados aos rituais de abluções à entrada das mesquitas. Conhece-se um outro exemplar de características semelhantes, e provavelmente da mesma época, na zona de Lisboa.","short_description":"Pia de abluções almóada. Tem como decoração no bordo exterior uma faixa relevada e epigrafada. Lê-se nesse rebordo o início da *basmala*, tudo levando a crer que se completasse com uma citação corânica. É provável que esta peça esteja ligada aos rituais de abluções praticados à entrada das mesquitas.","holder":"Museu Nacional de Arqueologia.","dates":"Séc. VI AH. / XII AD.","location":"Lisboa.","dimensions":"Alt. 18 cm; diâm. 53,5 cm.","method_for_datation":"O tipo de letra leva a datá-la de época almóada.","method_for_provenance":"O Dr. José Leite de Vasconcelos deixou anotado no Museu Arqueológico Nacional que pertenceu à colecção de Estácio da Veiga e que seria proveniente de Cacela.","provenance":"Cacela? (Faro)","obtention":"Deve ter sido levada pelo Dr. José Leite de Vasconcelos para o Museu Nacional de Arqueologia.","bibliography":"Borges, A. G. M. “Pia de abluções”, *Portugal Islâmico*, Lisboa, 1999, p. 265. \n \nLabarta, A. e Barceló, C. “Inscripciones árabes Portuguesas: situación actual”, *Al-Qantara*, 8, 1987, p. 404. \n \nNykl, A. R. “Inscrições árabes no Museu Etnológico do Dr. José Leite de Vasconcelos”, *Ethnos*, 2, Lisboa, 1942, pp. 27-28. \n \nNykl, A. R. “Arabic Inscriptions in Portugal”, *Ars Islamica*, 11-12, 1946, p. 173. \n \nVasconcelos, J. L. *Etnografia Portuguesa: Tentame de sistematização*, vol. IV, Lisboa 1982.","dynasty":"Período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Artur Goulart de Melo Borges","keywords":["pia de abluções; Faro; almóadas; mármore esculpido"],"materials":["Mármore esculpido."]},"ada30dbf-d7f6-59db-9686-df60e9f94fc9":{"name":"Amendoeiras em flor.","description":"Uma das mais conhecidas lendas portuguesa narra a forma como as amendoeiras passaram a fazer parte da paisagem da região sul de Portugal. Um príncipe árabe, casado com uma cristã do Norte, estranhava a permanente tristeza em que a esposa vivia, pelo que um dia perguntou-lhe a que se devia aquele permanente estado de espírito. Foi-lhe então respondido que sentia a falta da neve, frequente no Norte da Península, mas que raramente cai nas regiões mais a Sul. O princípe mandou então plantar amendoeiras, cujo florescimento, no final do Inverno, cria a ilusão dos campos cobertos de neve. \n \nA lenda, romântica e plena de lirismo, tem, contudo, um fundo de verdade e apresenta ligações profundas ao território português. \n \nAl-Mutamid, poeta e senhor da dinastia abádida (461-484 AH / 1069-1091 AD) lançou um dia um repto a Ibn Amar, enquanto passeavam ao longo do Guadalquivir: “A brisa converte o rio / numa cota de malha”. A resposta veio de Itimad, escrava de Romaik: “Melhor cota não se acha / desde que a congele o rio”. Impressionado pela beleza da escrava e pela sua inspiração poética, al-Mutamid tomou-a por mulher e fê-la rainha. As origens familiares e geográficas de Itimad limitaram-se a ajudar a construir a lenda. Embora os factos narrados se reportem à região de Sevilha, al-Mutamid nasceu em Beja e foi senhor de Silves, tendo depois governado grande parte do sul da Península Ibérica. \n \nApeado do poder, al-Mutamid, viria a ser exilado em Marrocos, onde faleceu em 30 de Dhu'l-Hijja de 487 /10 de Janeiro de 1095. Itimad jaz a seu lado, num mausoléu em Agmat.","short_description":"As amendoeiras em flor marcam, no final do Inverno, a paisagem algarvia. Teriam sido plantadas, segundo a lenda, por um príncipe árabe em homenagem à sua amada, oriunda do norte. Assim se criaria a ilusão da neve, rara no sul. A lenda mergulha as suas raízes no romance entre o princípe abádida Al-Mutamid e e a escrava Itimad. Impressionado pela sua beleza e pela sua inspiração poética, al-Mutamid tomou-a por mulher e fê-la rainha. As origens familiares e geográficas de Itimad limitaram-se a ajudar a construir a lenda.","dates":"Desde presença muçulmana na região (séc. 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Arquitetonicamente é um exemplo de mestria técnica e de funcionalidade: uma escadaria helicoidal abobadada, em galeria, acompanha a descida até ao nível inferior de 16 metros. \n \nToda a escadaria, com quatro lanços, é coberta por uma magnífica e segmentada abóbada de berço. Três janelas, com abóbadas de perfil semicircular, fazem a ligação entre a galeria da escadaria e o poço, permitindo o acesso à água, conforme os diferentes níveis de enchimento, mas também o arejamento e iluminação natural da galeria. \n \nEste monumento foi construído nos finais do século VI AH / XII AD ou inícios do século VII / XIII, perto do paramento interno da muralha que cerca a medina e que foi reconstruída na mesma época. Neste local a muralha é mais larga e tem adossada ao seu exterior uma torre albarrã. \n \nCertamente que estas três estruturas (muralha, torre albarrã e poço-cisterna), erguidas no mesmo período, funcionariam como um todo defensivo, estrutural e arquitectónico. \n \nEste monumental poço-cisterna teria assim como função abastecer grande parte da zona baixa da cidade, nomeadamente o *hammam* (banhos públicos) que se situava muito perto, a cerca de 100 m. \n \nO poço-cisterna foi entulhado com terra e lixo e abandonada a sua função com a chegada dos Cristãos, nos finais do séc. VII / XIII. Foi redescoberto somente em 1979, quando ali se iniciavam obras de reconstrução e de repavimentação. As escavações arqueológicas que se seguiram trouxeram à luz dia não só a magnífica estrutura mas também um espólio cerâmico extraordinário, com peças datadas desde o século III-IV / IX-X ao século XI / XVII, actualmente expostas no Museu Municipal de Arqueologia. \n \nO poço-cisterna integra hoje o Museu Municipal de Arqueologia de Silves, onde funciona como peça central e à volta da qual foi organizada toda a exposição permanente. \n \nEste exemplo único de poço-cisterna ligado ao nível freárico está classificado como Monumento Nacional desde 1990.","short_description":"Poço-cisterna almóada, ligado ao nível freático de Silves. Uma escadaria helicoidal abobadada, em galeria, acompanha a descida até ao nível inferior de 16 metros. Toda a escadaria, com quatro lanços, é coberta por uma segmentada abóbada de berço. Três janelas, com abóbadas de perfil semicircular, fazem a ligação entre a galeria da escadaria e o poço, permitindo o acesso à água mas também o arejamento e iluminação natural da galeria. O poço-cisterna integra hoje o Museu Municipal de Arqueologia, onde funciona como peça central e à volta da qual foi organizada toda a exposição permanente.","dates":"2ª metade do século VI-1ª metade do século VII AH / 2ª metade do século XII – 1ª metade do século XIII AD.","location":"Silves., Faro.","method_for_datation":"Constatação tipológica, construtiva e arquitectónica da estrutura. Referências documentais históricas sobre a existência de um poço-cisterna próximo do *hamman*.","bibliography":"AAVV, *Portugal Islâmico: os últimos sinais do Mediterrâneo,* Lisboa, 1998, p. 102. \n \nAAVV, *Terras da Moura Encantada*, Lisboa, 1999. \n \nGomes, R. V., *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 228. \n \nGomes, R. 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- {"0356286a-7b78-54d7-b0a8-bf8bfd97a059":{"name":"Kabe Tasvirli Çini Pano.","description":"Beyaz zemin üzerine mavi, yeşil ve kırmızı renkler kullanılmıştır. Lacivert üzerine siyahla tahrirli zencirek motifli bir bordür ile çevrelenmiştir. Bu çerçeveyi mavi renkli palmetlerden oluşan, panonun üst kısmında mihrap şeklinde tamamlanan ikinci bir bordür zenginleştirmektedir. Mihrabın iki köşesi lacivert zemin üzerine yapılan geçme Rumilerle bezenmiştir. Mihrabın ortasında yine lacivert zemin üzerine dilimli Rûmilerle bezeli simetrik bir alınlık ve bu alınlığın altında siyah renk ve nesih hat ile yazılmış üç satırlık bir metin kısmı yer almaktadır. Metinde, Kur'an'dan III: 96-97 ayetleri yazılıdır. Bu ayetler; “Şüphesiz ki, insanlar yararına yeryüzünde ilk konulan ibadet evi alemler için mübarek olan ve doğru yolu gösteren Mekke'deki mabeddir. Onda açık ayetler, İbrahim makamı vardır. Kim oraya girerse her türlü saldırıdan güvencededir,” mealindedir. Bu metnin altında, mavi ve yeşil renklerle yapılmış bir dikdörtgenin içinde Mescid-ül Haram'ın resmi yapılmıştır. Revaklı bir avlu içine çizilerek tanıtılan Mescid-ül Haram'ın ortasında Kâbe yer almakta, revakların içinde bulunan tüm bina ve kapılar, makamlar, zemzem kuyularının resimleri çizilerek ve isimleri yazılarak tanıtılmaktadır. \n \nİslam dininin kutsal yerleri olan Mekke, Medine şehirleri ve bu şehirlerdeki kutsal makamları, camileri, kitaplarda tanıtmak, bu tanıtımı yaparken de resimlerle bir kez daha vurgulamak erken İslam devirlerinden itibaren görülmektedir. özellikle Eyyubi döneminde hazırlanmış olan ve müze koleksiyonunda da önemli bir yeri bulunan hac vekaletnamelerinde, bu kutsal mekanların resimleri detaylı olarak yapılmıştır. Dönem halifesinin sancağı ile başlayan bu belgelerde, Arafat dağı, Muzdalifa, Mescid-ül Haram, Medine ve hatta Kudüs'ün de resimlendirildiği bilinmektedir. Osmanlı sanatında da benzerleri yapılan hac vekaletnamelerinde de kutsal yerler resimle tanıtılmıştır. Mekke'deki Mescid-ül Haram'ın çini üzerine yapılan resimleri 10. / 16. yüzyılın sonlarından itibaren bazı camilerde de görülmektedir.","short_description":"Neslişah Sultan'ın Edirnekapı'daki camisi için İznik'te üretildiği kabul edilmektedir. Kâbe tasvirli çini panoların yapılmasındaki amaç, İslam dininin en kutsal makamı olan Kâbe'yi cami içinde ibadet ederken de hissedebilmekti.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Olasılıkla Neslişah Sultan (öl. 1579, Sultan II. Bayezid'in torunu)","dates":"H. 10. / M. 16. yüzyılın son çeyreği.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Yük: 62 cm. Gen: 34.","method_for_datation":"Eser, Neslişah Sultan'ın camisi için özel yapılmış olmalıdır dolayısıyla cami ile aynı döneme, 16. yüzyıl sonuna tarihlenmektedir.","method_for_provenance":"Malzeme, teknik ve kullanılan renkler, eserin İznik'te üretildiğini göstermektedir.","provenance":"İznik.","obtention":"Sultan II. Bayezid'in torunu Neslişah Sultan tarafından kendi adına yaptırılan İstanbul-Edirnekapı'daki Neslişah Sultan Camii'nden 1914 yılında Müze'ye getirilmiştir.","bibliography":"ölçer, N. vd, *Türk ve İslam Eserleri Müzesi*, İstanbul, 2002, s.282","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Cihat Soyhan","keywords":["Çini","İznik","Kabe"],"materials":["Beyaz hamurlu, sıraltı tekniğinde yapılmış Kâbe tasvirli, tek parça İznik çinisidir."]},"0a6a863f-3205-5785-8137-feaae00e4cbf":{"name":"Kırkçeşme Suları.","alternate_name":"Kemerburgaz Sukemerleri.","description":"H. 10. / M. 16. yüzyılda İstanbul'un nüfusu arttıkça su sıkıntısı çekilmeye başlandı. öykülere göre bir gün Kanuni Sultan Süleyman avlanırken gördüğü pınarların araştırılmasını ister. Hassa Başmimarı Sinan, araziyi inceleyerek kente su getirecek bir sukemeri sistemi inşasını önerir. H. 961 / M. 1554 yılında Kanuni'nin emriyle başlayan inşaat 970 / 1563 yılında tamamlanır fakat kısa süre sonra gerçekleşen sel felaketleri nedeniyle kısmen zarar görür. Derhal onarılarak 971 / 1564 yılında tekrar hizmete girer. İnşaatın tamamı yaklaşık 50 milyon akçeye mal olmuştur. \n \nKırkçeşme Su Tesisleri İstanbul'un yaklaşık 25 km kuzeybatısındaki çeşitli derelerden su toplar. Doğu ve Batı kolları, Kemerburgaz köyünün güneyinde birleşerek ana isale hattını oluşturur. 55x175 cm kesitli kapalı galerilerle kente su taşıyan sistem, 33 sukemeri, çok sayıda toplama ve dağıtım merkezine sahiptir. Toplam uzunluğu 54 kilometreye ulaşan isale hattı, kentin 34 metreden daha düşük kottaki semtlerine su sağlamıştır. 1029 – 1234 / 1620 – 1818 arasında inşa edilen çeşitli bentler ve isale hatları da sisteme bağlanmıştır. Sistemin küçük bir bölümü Kanuni'den önceki bir döneme, özellikle Eğrikapı ile Cebeciköy arasındaki kısım Fatih dönemine aittir. Kovuk Kemer gibi bazı bölümler kısmen Bizans kalıntılarının üzerine inşa edilmiştir. \n \nSukemerleri: 33 sukemerinden beş tanesi iki ya da üç katlı kemerleri ve uzunluklarıyla anıtsaldır. İki katlı Paşa Kemeri (Balıkzade) 102 metre uzunluğunda, 16.4 metre yüksekliğindedir. 711 metre uzunluğundaki Uzunkemer 25 metre yüksekliğinde ve iki katlıdır. üstteki sıvalı galerisi 60x175 cm olup taş levhalarla örtülüdür. Kovuk (Kırık) Kemer 408 metre uzunluğa ve 35 metre yüksekliğe sahip olup, 90 derecelik açıyla kıvrılır. Birinci kısım tek katlı iken ikinci kısım üç katlıdır. Tüm sistemin en muazzam eseri olan Mağlova (Muallak) Kemeri ise 258 metre uzunluğa, 36 metre yüksekliğe sahiptir. Sekiz büyük ve sekiz küçük kemer gözüyle iki katlıdır. Yine iki katlı Güzelcekemer (Gözlücekemer) ise 165 m uzunlukta ve 34.5 metre yüksekliktedir. Diğer önemli sukemerleri arasında tek katlı olan Ayvad (195 m), Kurt (305 m), Karakemer (62.6 m), Balıklıkemer (125 m) ve Valide Kemeri (38.8 m) sayılabilir. \n \nTamamı taş işçiliğiyle inşa edilen sistemde bosajlı taş kullanımı dikkat çeker. \n \nBaşlangıçta sistem, 135'i Kanuni tarafından vakıf olarak inşa ettirilen 300'den fazla çeşmeye su sağlıyordu. Daha sonraki eklemelerle bu sayı 580'e ulaştı. Sistemin, İstanbul kent surları dışında kalan kısmı 400 seneyi aşkın bir süredir halen kullanılmaktadır.","short_description":"Mimar Sinan'ın Kanuni Sultan Süleyman'ın emriyle İstanbul'un su sorununu çözmek amacıyla inşa ettiği Kırkçeşme tesisleri, 33 su kemeri ile çok sayıda toplama ve dağıtım merkezinden oluşmaktadır. Başlangıçta 300'den fazla, daha sonra 580 çeşmeye su sağlayan sistemin İstanbul kent surları dışında kalan kısmı günümüzde halen kullanılmaktadır.","dates":"H. 971 / M. 1564.","location":"Kemerburgaz, İstanbul","method_for_datation":"Sistemin inşa tarihleri Sinan tarafından Sai Mustafa çelebi'ye dikte ettirilen *Tezkiretü'l Bünyan* ve *Tezkiretü'l Ebniye* adlı eserlerde verilmektedir. Yine Sinan'ın bizzat kendi tarafından kaleme alınan *Tevzi Defteri*'nde ise sistemin sur içi kısımları hakkında ayrıntılı bilgi yer alır.","bibliography":"çeçen, K. *Sinan's Water Supply System in Istanbul*, Istanbul 1992. \n \nçeçen, K. “Kırkçeşme Tesisleri,” *Dünden Bugüne İstanbul Ansiklopedisi* Vol. 5, Istanbul 1994, 1-4. \n \nçeçen, K. *İstanbul'un Osmanlı Dönemi Su Yolları*, Istanbul, 1999, 33-117. \n \nSai, M.ç. *Tezkiretü'l-Bünyan*, İkdam Matbaası, 1315 (Tezkiretü'l-Bünyan, Osmanlıca baskı). \n \nMeriç, R.M. (derleyen) *Mimar Sinan, Hayatı, Eseri I, Mimar Sinan'ın Hayatına, Eserlerine Dair Metinler*, Ankara 1965.","patrons":"Kanuni Sultan Süleyman (926-974 / 1520-1566).","architects":"Mimar Sinan, yardımcısı Kiriz Nikola.","dynasty":"Osmanlı Dönemi.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"İnci Türkoğlu","keywords":["Kanuni Sultan Süleyman","Mimar Sinan","sivil mimari","su","su mimarisi.","sukemeri"]},"23e8db58-0148-5dc3-98b4-98cb5313ba16":{"name":"Hac Vekaletnamesi.","description":"El yapımı, abadi kağıt üzerine çizilmiş, boyanmış ve yazılmış bir hac vekaletnamesidir. Zaman içinde çok yıpranmış olan vekaletname iki parçadır. Birinci parçanın baş kısmında olması gereken *Besmele* kısmı eksiktir. Dönemin halifesi Nasır ed-din Allah'ın (576-620 / 1180-1225) adını taşıyan sancak resminin sadece bir tanesi kalmıştır. Sancağın altında renkli boyalarla Arafat dağı çizilmiştir. İki tarafına konmuş şamdanlarla aydınlatan Arafat Dağı'nın dokusu, siyahla kontürlü renkli boyalarla betimlenmiştir. Dağın altında Makam-ı İbrahim, su kuyuları yer almaktadır. Bunların altında hac farizasını tamamlamakta önemli bir adım olan Muzdalifa'nın çizimi vardır. çizimler arasındaki boşluklara hac için yapılması gerekli işlemler yazı ile yazılarak da anlatılmıştır. Bundan sonra hac için önemli üçüncü mekan olan Mina betimlenmiştir. \n \nçok harap ve iki ayrı parçadan oluşan hac belgesinde esas ziyaretgah olan Kabe'nin tasviri maalesef ki eksiktir. Belgenin ikinci parçasında Merva ve Safa'nın çizimlerle anlatımı, hacıların, Hz. Muhammed'in mezarını ziyaret için gittikleri Medine şehri, hac sonrasında ziyaret edilmesi bir gelenek olan Kudüs şehri ve bu şehirdeki Mescit-ül Aksa resimli olarak anlatılmakta ve belge bitmektedir. Hac vekaletnamesi Galip adlı şahsın eşi Umm Abbas adına düzenlenmiştir. Vekil olarak hacca giden kişi ise Ahmed bin Fadl el-Endülüsi'dir. Hac vekaletnamesi 602 / 1206 tarihinde hazırlanmıştır. \n \nOrtaçağ koşullarında hacca gitmenin özellikle de kadınlar açısından zorluğu açık bir gerçektir. Bu nedenle hacca giden kişiler veya hacca vekil olarak bir başkasını gönderen kişiler, İslam'ın kutsal topraklarına gittiklerini ve hac farizasını eksiksiz yerine getirdiklerini kanıtlamak ve belki de bunu kendilerinden sonraki nesillere bırakmak amacı ile bir belge sahibi olmak istemişlerdir. Bu amaçla hazırlandığını düşündüğümüz hac ve hac vekalet belgeleri, gerek hac ritüelini anlatması, gerek çizimlerle kutsal yerleri tanıtması, gerekse dönem sosyal yaşamını belgelemesi açısından çok değerli belgelerdir.","short_description":"Hac belgeleri, Orta çağın zorlu koşullarında kutsal topraklara yapılan seyahati ve Kâbe'nin tavafı ile sonuçlanan hac farizasını belgeleyen sertifikalardır. Bu sertifikalarda ziyaretçinin kimliği, gezdiği yerler ve yaptığı ibadetler resimlerle zenginleştirilerek anlatılmaktadır.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Umm Abbas.","dates":"H. 602 / M. 1206","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"4737: yük: 55 cm. gen: 26,5cm.; 4746: yük:51 cm. gen: 26,5 cm.","method_for_datation":"Hac belgesi üzerindeki tarih kaydı vardır: Hicri 602 / Miladi 1206. Ayrıca yazı karakteri, dönem halifesinin adı da tarihlendirme için temel olmuştur.","obtention":"İstanbul şehremini (Belediye Başkanı) ve Evkaf-ı İslamiye Müzesi idare meclisi üyesi olan İsmet Bey bir gezi dolayısıyla gittiği Şam'da Emeviye Camii'ni gezerken, Camii'nin “Kubbe tül Hazine” adlı odasında gördüğü Kur'anların İstanbul' a getirilerek incelenmesini istemiştir. 1914 yılından önce İstanbul'a getirilen ve tasnif edilen bu Kur'anlar arasında bulunan hac belgeleri de diğer eserlerle birlikte Müze kayıtlarına geçirilmiştir.","bibliography":"Aksoy, Ş. - Milstein, R. “A Collection of Thirteen Century Illustrated Hajj Certificates. *M. Uğur Derman 65th Birthday Festschrift*. İstanbul, 2000, 73-134. \n \nölçer, N. vd, *Türk ve İslam Eserleri Müzesi*, İstanbul, 2002, 82-83.","dynasty":"Eyyubi dönemi","author":"Şule Aksoy","keywords":["hac"]},"3b9a8d6f-7ca1-5e34-9c8f-c212c393a3de":{"name":"Haseki Hürrem Sultan Vakfiyesi.","description":"Kanuni Sultan Süleyman'ın eşi Haseki Hürrem Sultan'a ait olan vakfiye ince aharlı kağıt üzerine 49 sayfa olarak, Arapça, H. 964 / M. 1557 tarihinde yazılmıştır. Vakfiyenin 1a sayfasında Kanuni Sultan Süleyman (H. 926-974 / M. 1520-1566)'ın tuğrası bulunmaktadır. Tek sayfa serlevha ile başlayan, metin altın yaldızla çekilmiş cetveller içine 9 satır halinde siyah mürekkeple yazılmıştır. 1b deki serlevha ve 2a'daki metin araları, etrafı siyah renkle konturlanmış altın yaldızla doldurulmuştur. \n \nEserin açık kahverengi deri cildi 16. yüzyıl cilt sanatının karekteristik özelliklerini yansıtan, salbekli gömme oval şemseli, köşebentlidir, kalıpla çalışılmıştır ve altın yaldızla boyanmıştır. İç kapaklar ise kaat'ı ile yapılmış dilimli oval madalyonlarla süslenmiştir. Şemse ve madalyonların içi Hatayi ve rumi üslubundaki bitkisel kompozisyonlarla süslenmiştir. \n \nVakfiyenin 9b-10a sayfalarında, Kanuni Sultan Süleyman'ın eşi Hürrem Sultan için Kudüs'te Camii-i Şerif (Kubbetü's-Sahra) yakınında yaptırdığı ve tarihi kaynaklarda Haseki Hürrem Sultan Camii, Medresesi ve İmareti olarak geçen yapılardan söz edilmektedir. 12a -14b sayfalarında ise bu yapıların bakımı, temizliği, çalışanların maaşları v.b. vakfın işleyişini sağlamak için harcamaların nasıl yapılacağı tüm detayları ile anlatılmıştır. 15b, 27a 'da ise bu vakfa gelir sağlamak için bağışlanan arazi, değirmen v.b. Hürrem Sultan'a ait gayrimenkullerden adet olarak söz edilmiştir. Ancak bu arazilerin nerede olduğuna ilişkin bilgi verilmemiştir. 49a sayfasında ise şahitlerin imzası ve Hürrem Sultan'ın mührü bulunmaktadır. \n \nEser, Osmanlı vakıf sistemini ve bu sistemin nasıl işlediğini anlatması açısından tarihi değer taşımasının yanısıra Klasik Osmanlı dönemi kitap ve cilt sanatının da seçkin örneklerinden biridir.","short_description":"Siyasi kişiliği, zarafeti, hayırseverliği ile Osmanlı tarihinin ünlü simalarından olan Kanuni Sultan Süleyman'ın eşi Hürrem Sultan'ın Kudüs'teki eserlerinin vakfiyesi, tarihi bir belge olmasının yanı sıra 16. yüzyıl kitap sanatlarının da güzel bir örneğidir.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Haseki Hürrem Sultan (öl. 965 / 1558).","dates":"H. 964 / M. 1557.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Boy: 28 cm. En: 19 cm.","method_for_datation":"Ketebesine göre H. 964 / M. 1557 yazılmıştır.","method_for_provenance":"H. 964 / M. 1557 yazılmıştır. Ayrıca hattı, Kanuni Sultan Süleyman'ın tuğrası, cildi ve tezhibindeki kalite eserin 16. yüzyılda İstanbul'da Saray nakkaşhanesinde hazırlanmış olabileceğini göstermektedir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"1919'da Evkaf Müdürlüğü'nden getirilmiştir.","bibliography":"*Soliman le Magnifique,* Paris 1990, cat.no. 17, s. 38-39.","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Sevgi Kutluay","keywords":["Altın (yaldız)","baskı","boyama","deri","Kağıt","mürekkep","suluboya","vakfiye","vakıf sistemi"],"materials":["Aharlı kağıt, deri, mürekkep, suluboya, altın yaldız, deri ciltte baskı tekniği kullanılmıştır."]},"62e625a3-a3f0-51a2-b3d3-9ee1fce45141":{"name":"Süleymaniye Külliyesi.","description":"Mimar Sinan'ın “kalfalık dönemi” eseri olarak nitelendirdiği Süleymaniye Camii, İstanbul'da aynı adla anılan semtte, yaklaşık 60.000m²lik bir alana oturan kapsamlı bir külliye içinde yer almaktadır. Külliyenin merkezinde bulunan cami, güneyindeki hazireyle birlikte, 216mX144m. boyutlarında bir avlu içine alınarak, külliyenin diğer yapılarından ayrılmıştır. Güneydeki hazirede, Kanuni Sultan Süleyman ve eşi Hürrem Sultan'a ait birer türbe ve bir türbedar odası bulunmaktadır. Külliyenin diğer yapıları, cami ve hazireyi doğu, batı ve kuzeyden “U” şeklinde çevrelemektedir. Caminin kuzeyine tabhane, imaret ve darüşşifa; batısına sıbyan mektebi, tıp medresesi, birinci ve ikinci medreseler ve 36 dükkandan oluşan Tiryaki çarşısı; doğusuna üçüncü ve dördüncü medreseler; güneydoğusuna ise darülhadis ve hamam yerleştirilmiştir. Mimar Sinan'a ait baldaken kuruluşlu mütevazı türbe ise, külliyenin kuzeydoğu köşesindedir. \n \nSüleymaniye Camii, 69m.X63m. boyutlarında kareye yakın dikdörtgen planlı bir harim ve kuzeyindeki revaklı avludan oluşmaktadır. Avlunun ortasında dikdörtgen şekilli bir şadırvan bulunmaktadır. Tüm revak birimleri kubbelerle örtülüdür. Yapının, ikisi harimin, ikisi avlunun kuzeydoğu ve kuzeybatı köşelerine yerleştirilmiş 4 minaresi vardır. Harimin iki köşesindeki minareler 76m. yükseklikte ve üç şerefeli; avlu köşelerindekiler ise 56m. yükseklikte ve iki şerefelidir. Harim, birbirlerine sivri kemerlerle bağlı, 6.20m.X5.10m. boyutlarında dört anıtsal destekle taşınan 27.40m. çapında bir merkezi kubbeyle örtülüdür. Kubbenin yerden yüksekliği 49.50m.dir. Merkezi hacmin kuzeyinde ve güneyinde kalan dikdörtgen hacimler birer yarım kubbeyle; doğu ve batısında kalan bölümler ise küçüklü büyüklü beşer kubbeyle örtülmüştür. Merkezde yer alan anıtsal destekler, sivri kemerler aracılığıyla beden duvarları içine yerleştirilmiş anıtsal payandalara bağlanarak desteklenmiştir. Payandaların yaratacağı monotonluğu kırmak amacıyla yapının doğu ve batı cepheleri revak ve galerilerle hareketlendirilmiştir. \n \nKülliyedeki tüm yapılar, düzgün kesme taşlarla inşa edilmiştir. Caminin taçkapı, mihrap ve minber gibi unsurları mermerlerle kaplanmıştır. \n \nSüleymaniye Külliyesinin süsleme açısından en zengin yapıları, çini ve kalemişleriyle bezeli Kanuni ve Hürrem Sultan türbeleridir. Cami, süsleme açısından oldukça sadedir. Avlu ve harim kubbelerinde yer alan kalem işi süslemeler, alt sıra pencerelerinin sedef ve fildişi kakmalı ahşap kapakları ve güney duvarındaki pencerelerde görülen vitraylar başlıca süsleme unsurlarıdır. Harimdeki kalemişi süslemelerin üzerine, 19. yüzyılda Fossati Kardeşler tarafından dönemin zevkine uygun süslemeler yapılmış; 1961-67 yıllarında yapılan onarımlar sırasında bu süslemeler kaldırılarak, özgün süslemeler açığa çıkarılmıştır. Külliyenin diğer yapılarında süslemeye yer verilmemiştir. \n \nCami günümüzde ibadet işlevini sürdürmektedir. Külliyenin diğer yapıları ise farklı işlevlerde kullanılmaktadır.","short_description":"Mimar Sinan'ın türbesinin de bulunduğu Süleymaniye Külliyesi, cami, medrese, tabhane, imaret, darüşşifa, sıbyan mektebi, türbe, darülhadis, hamam ve çarşı gibi farklı işlevlerde çok sayıda yapıdan oluşan muhteşem bir külliyedir. Külliyenin merkezinde yer alan ve Sinan'ın kalfalık dönemi eseri olarak tanımladığı cami, ortada dört anıtsal destekle taşınan 27.40 metre çapında ve yerden 49.50 metre yükseklikte bir kubbe, güney ve kuzeyde birer yarım kubbe, doğu ve batıda ise küçüklü büyüklü beşer kubbe ile örtülüdür.","dates":"H. 957-964 / M. 1550-1557.","location":"Süleymaniye, İstanbul","method_for_datation":"Harim kuzey taçkapısındaki, hattat Karahisari Ahmed Efendi tarafından yazılan Arapça kitabeden, caminin inşasına 957/1550'de başlandığı; 964/1557'de tamamlandığı öğrenilmektedir. Sinan'ın yakın arkadaşı Mustafa Sai çelebi tarafından kaleme alınan *Tezkiret-ül Bünyan*'dan inşaata tam olarak 27 Cemaziyel evvel 957/13 Haziran 1550'de başlandığı, 21 Zilhicce 964/ 15 Ekim 1557'de tamamlandığı anlaşılmaktadır. Belgelere göre, Birinci ve İkinci Medreseler 960/1553'de, üçüncü ve Dördüncü medreseler ise 966/1559 da tamamlanmıştır. Hürrem Sultan Türbesi 965/1557-58'de; Kanuni Türbesi ise 974/1567'de inşa edilmiştir.","bibliography":"Aslanapa, O., *Osmanlı Devri Mimarisi*, İstanbul, 1986. \n \nKuran, A., *Mimar Sinan*, İstanbul, 1986. \n \nMülayim, S., *Ters Lâle, Osmanlı Mimarisinde Sinan çağı ve Süleymaniye*, İstanbul, 2001. \n \nSözen M., *Türk Mimarisinin Gelişimi ve Mimar Sinan*, İstanbul, 1975. \n \nBarkan, ö.L., *Süleymaniye Camii ve İmareti İnşaatı:1550-1557*, C.I, II Ankara, 1972, 1979.","patrons":"Kanuni Sultan Süleyman (927-974 / 1520-1566).","architects":"Mimar Sinan; hattat Karahisari Ahmed Efendi.","dynasty":"Klasik Osmanlı Dönemi.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Şakir Çakmak","keywords":["dini mimari","Fossati Kardeşler","Hürrem Sultan Türbesi","İstanbul","Kanuni Sultan Süleyman","Kanuni Türbesi","kubbe","Külliye","Mimar Sinan","Mimar Sinan Türbesi","Süleymaniye","Süleymaniye Külliyesi","Tiryaki Çarşısı"]},"823fdade-8900-58b3-bcda-59a5e61574cf":{"name":"Leğen-İbrik Takımı.","description":"Abdest almak için kullanılan leğen-ibrik takımıdır. Leğen büyük ve kenarları dışa dönüktür. İbriği armudi gövdeli, eğimli kulplu ve kapaklıdır. Leğenin dışa dönük kenarları, ibriğin tüm gövde ve kapağı, emziğinin alt kısmı yivlerle küçük baklavalara bölünmüş, içlerine bir dik bir yatay yiv açılarak ayrıca kareler oluşturulmuştur. Kapağın tepesinde dönemin modasına uygun tomurcuk ve yaprak vardır. \n \nAltın yaldızlı bakır (tombak) ve kazıma tekniği ile süslenmiştir. Türk maden sanatında, özellikle saf bakırın altın varakla yaldızlanması (tombak), 18. yüzyıldan sonra daha çok görülür. Kimyasal yöntemle yapılan kaplamada, altın tozunun cıvayla karışmasından oluşan amalgam, madeni yüzeye sürülerek fırınlanır. Isı ile cıva buharlaşırken, altın tozu esere yapışır. Daha kontrollü bir kaplama, istenilen kalınlıkta altın varaklarının cıva sürülmüş eser yüzeyine yerleştirilmesiyle elde edilir. Fırınlanan malzemedeki cıva buharlaşırken, varaklar eser yüzeyine yapışır. \n \nLeğen ve ibrikte Pertevniyal Valide Sultan türbesinde vakfedildiğini belirten yazı ve 1286 / 1870 tarihi yer alır. Pertevniyal, Sultan II. Mahmud' un (1223-1255 / 1808-1839) ikinci ikbaliyken, daha sonra tahta geçecek oğlu Abdülaziz'in doğumu ile beşinci kadın efendiliğe yükselmiştir. Abdülaziz'in tahta çıkmasıyla Valide Sultan oldu. Aksaray' da bir cami, mektep ve çeşme yaptırdı. 1883' de vefat etti. Kendi adı ile anılan caminin avlusunda bulunan türbesine defnedildi. Sergimizde bu türbeden müzeye getirilen çeşitli eserler yer almaktadır.","short_description":"Altın her dönemde devletlerin ekonomik gücünün bir ifadesi olmuştur. 'Tombak'' tekniği, eşyalara altın görüntüsü verebilmek amacıyla kullanılan bir teknikti. Sultan Abdülaziz'in annesi Pertevniyal Valide Sultan'ın dini törenlerde kullandığı leğen-ibrik de tombak tekniğiyle oluşturulmuştur.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Olasılıkla Pertevniyal Valide Sultan (Öl. 1300 / 1883; Valide Sultanlığı: H. 1277-92 / M.1861-76).","dates":"H. 1286 / M. 1870.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Leğen: Yük 12cm., çapı: 60 cm., İbrik: yük:30,5 cm.","method_for_datation":"Leğende ve ibrikte Pertevniyal Valide Sultan Türbesine vakfedildiğini belirten yazı ve 1286 / 1870 tarihi yer alır.","method_for_provenance":"Leğen-ibrik takımı Sultan Abdülaziz'in annesi Pertevniyal Valide Sultan'ın türbesi için yapılmıştır. Tombak tekniği özellikle başkent İstanbul'da üretildiğinden, bu takımın da İstanbul'da üretilmiş olması kuvvetle muhtemeldir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Asıl olarak vakfedildiği Pertevniyal Valide Sultan Türbesinden 9 ocak 1926 tarihinde Müze'ye gelmiştir.","bibliography":"*Anadolu Medeniyetleri III, Selçuklu-Osmanlı*, İstanbul, 1983, 305.","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Alev Özay","keywords":["Abdülaziz","ibrik","II. Mahmud","leğen","Pertevniyal Valide Sultan","Tombak"],"materials":["Bakır üzerine altın yaldızın kaplanmasıyla elde edilen tombak tekniğindedir."]},"a7ce0231-54e8-5757-928a-48c3c0b66585":{"name":"Süleymaniye Suyolu Haritası.","description":"Süleymaniye Camii'ne su getirmek amacı ile yapılan suyolunu anlatan Süleymaniye Suyolu haritası, aharsız kağıt üzerine elde yapılmıştır. Ancak suyolu sadece camiye değil külliyedeki imaret, şifahane, mektep, çeşmeler ve yolu üzerindeki evlere de su vermek üzere planlanmıştır. Süleymaniye'ye su getiren suyolu, Halkalı Suları içinde debisi en fazla olan Aypah (Kirazlı) ve çınar suları ile beslenmekte ve şehirde seksen yere su vermektedir. Su yolu haritasında suyun ilk çıkış noktasından Süleymaniye'ye ulaşıncaya kadar geçtiği yerler, ana suya katılan yeni sular, şehir surlarından içeriye girdiği noktalar, özellikle de maslak ve su kemerleri tüm detayı ile çizilmiştir. \n \nHaritada ölçeksiz şematik anlatım yapılmıştır. Bu nedenle bir çok bina ve semt tam olarak bugünkü konumuna yerleştirilememektedir. Harita, su getirmek amacı ile yapıldığı Süleymaniye Camii'nin çizimi ile son bulmaktadır. \n \nSuyolları haritaları, çıktığı noktadan itibaren künkler ile yolları belirlenen, kemerlerle engebeleri aşan, su terazileri ile basıncı ayarlanan, maksemlerle dağıtım yapılacak yerlere yönlendirilen ve sonunda da çeşme ve sebillere ulaşan suyun öyküsünü anlatmaktadır. Bu anlatımda şehrin yerleşimi, bu yerleşimde oturan kişiler ve yapılar hakkında da bilgi verilmektedir. İstanbul Şehzadebaşı'ndaki Bozdoğan (Valens) Sukemeri, “Atpazarında olan büyük kemer budur,” cümlesiyle tanıtılmakta, bu kemerden su alan ayrıcalıklı kişi ve kuruluşların isimleri belirtilmektedir. Halkalı Suyu ancak sultanın yazılı fermanı ile ayrıcalıklı kişilerin, devlet erkanının evlerine verilebilmektedir. Harita üzerinde bu kişilerin adları da belirtilmektedir. örneğin, Kanuni Sultan Süleyman'ın dişçisi Moşe Hamon'un (899-962 / 1494-1554) evi, haritada “Hamudoğlu Hanesi” olarak gösterilmiştir. \n \nSuyolları haritaları ile hem kentin su ihtiyacının nasıl karşılandığını hem de devlet erkanının oturduğu semtleri, saraya yakın kişilerin yoğunlukla yaşadığı bölgeleri de öğrenmekteyiz. Bu nedenle suyolları haritaları şehrin sosyal yapısını tanımlamakta önemlidir.","short_description":"İstanbul tarih boyunca su kaynaklarının yetersizliği nedeniyle sorunlar yaşamış ve kentin su gereksinimi kent dışındaki kaynaklardan künkler ve kemerler ile karşılanmıştır. Suyolu haritaları, suyun kaynağından kentteki çeşmelere kadar geçtiği yollar, yollardaki eserler ve kentin sosyal yapısı hakkında bilgi verirler.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 12. / M. 18. yüzyıl ikinci yarısı.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Uzunluk: 2572 cm. Gen: 30 cm.","method_for_datation":"Su yolları haritasında tarih yoktur. Elimizdeki nüshanın, 12. / 18. yüzyılda yapılan bir kopya olduğu, bu yüzyılda yaşayan kişilere ait yapılara da su verilmesinden dolayı anlaşılmaktadır. örneğin, Taygun Sarayı'na bağlantının 1161 / 1748 yılında inşa edildiği bilindiğine göre bu harita bu tarihten sonra yapılmış olmalıdır.","method_for_provenance":"Padişahın emriyle, Hassa mimarları tarafından inşa edilen Halkalı sularının dağılımını gösteren bu haritada ancak Hassa Mimarları Ocağı üyelerince hazırlanmış olabilir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Evkaf Levazım Müdürlüğünden, 1923 yılında Müzeye gelmiştir.","bibliography":"Aksoy, Ş. “İstanbul'un Suyolları”, *P Dergisi*, Yaz 2001(S.22), s.17-29 \n \nçeçen, K. *Süleymaniye Suyolları*, İTü Yayınları, İst. 1986 \n \nçeçen, K. *Halkalı Suları*, İstanbul 1991 \n \nYerasimos, S. *Soliman le Magnifique*, Paris 1999, cat.no.323","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Şule Aksoy","keywords":["su"],"materials":["Kağıt, mürekkep, renkli boya."]},"b0b32448-07f0-5aaa-8b81-cade08d4c6f4":{"name":"III. Ahmed Çeşme ve Sebili.","description":"Bugün Bab-ı Hümayun ile Ayasofya arasında yer alan III. Ahmed çeşmesi, köşelerinde birer sebil bulunan kare planlı bir yapıdır. Merkezinde, çevre koridoru ile kuşatılmış sekizgen bir su haznesi bulunur. \n \nDört cephesinin ortasına sivri kemerli birer çeşme; çeşmelerin iki yanına mihrap görünümlü mukarnas kavsaralı birer niş yapılmıştır. Arka cephede ise, nişlerin yerine sebile girişi sağlayan iki kapı yerleştirilmiştir. \n \nKöşelerde bulunan yarım daire formlu sebillerde, yerden insan beli yüksekliğine kadar yükselen duvarların üzerine oturtulan dörder sütun, dilimli kemerlerle bağlanmıştır. Sütunlar arasında kalan üçer açıklık, madeni şebekelerle kapatılmıştır. Şebekeli açıklıkların üzerinde yükselen duvarlar yine yarım daire biçimlidir. \n \nYapının üzeri geniş saçaklı ahşap bir çatıyla örtülmüştür. Dıştan kurşun kaplı çatının ortasına büyük; köşelerde sebillerin üzerine rastlayan kesimlere ise daha küçük olmak üzere toplam beş kubbe yerleştirilmiştir. Ahşaptan yapılmış kubbeler, birer sekizgen kasnak üzerine oturtulmuştur. Kurşunla kaplanmış kubbelerin tepesinde altın yaldızlı tunç alemler yükselir. Adeta boşluk korkusu varmışçasına süslenen yapıda, mermercepheler, hem Türk süsleme sanatından hem de Avrupa sanatından alınmış çeşitli motiflerle bezenmiştir. \n \nCephelerde mukarnas, rumi, palmet gibi motiflerle oluşturulmuş yatay şeritler halinde uzanan süsleme bordürleri ile çeşmeler etrafında oluşturulmuş kıvrım dal kompozisyonları dikkati çeker. Cephelerde ve sebillerin alt kısmında, alçak kabartma olarak yapılmış çiçekli vazo motifleri görülür. Ayrıca yazı ve çinilerle oluşturulmuş süslemeler ile sebil açıklıklarını kapatan şebekelerdeki lale motifleri, yapıyı bezeyen diğer unsurlardır. Geniş ahşap saçak yüzeyi ahşaptan yapılmış süslemelere sahiptir. Cephelerin üstüne rastlayan kesimlerde kasetlemelerden oluşan düzenlemelere yer verilmiştir. Köşelerde ise çeşitli meyveli ve bitkisel bezemeli kompozisyonlar dikkati çeker. \n \nOsmanlı Sanatı'nın gerçek anlamda Batılılaşma sürecine girdiği kabul edilen Lale Devri'nde (1130-1142 / 1718-1730) çeşme ve sebil gibi çok sayıda su yapısı inşa ettirilmiştir. Bu döneme kadar, yapı avlularında ya da duvarlarda yer alan çeşmeler, binalardan koparılarak kendi başlarına bağımsız birer yapı olarak inşa edilmeye başlanmışlardır. Kent silüetine yeni bir öğe olarak katılan bu tip çeşme ve sebiller, Osmanlı mimarisinde, yabancı etkilerin görülmeye başlandığı ilk yapılar olarak kabul edilir. Meydan çeşmesi anlayışının en anıtsal örneği olan III. Ahmed çeşme ve Sebili, tasarımı ve süsleme özellikleriyle Klasik Osmanlıdan Batı etkilerine geçişi gösteren önemli bir yapıdır.","short_description":"12. / 18. yüzyıldan itibaren anıtsal ölçekte yapılmaya başlayan Osmanlı meydan çeşmelerinin en önemli örneklerinden biridir. Yapının dört köşesine birer sebil, cephe ortalarına da birer çeşme yerleştirilmiştir. Topkapı Sarayı'nın Bab-ı Hümayun'u önünde yer alan yapı, geniş saçaklı çatısı ve zengin süslemeleriyle Lale Devri'nin en özgün eserlerinden biridir.","dates":"H. 1141/ M. 1729.","location":"Sultanahmet, İstanbul","method_for_datation":"Dört cephedeki çeşmelerin ve sebillerin üzerinde bulunan kitabe Seyyid Vehbi'nin kasidesidir. Bu kitabeden çeşmenin 1141/1729 yılında Nevşehirli Damat İbrahim Paşa'nın önerisiyle yaptırılmış olduğu anlaşılmaktadır. Tarih beyti Sultan III. Ahmed'in kendisi tarafından söylenmiştir. 1141 Ramazan / Nisan 1729 tarihli bir belge, Marmara Adası'ndan saf beyaz ve damarsız mermerlerin istendiği anlaşılmaktadır. Bu durum yapının bu tarihte henüz tamamlanmamış olduğu göstermektedir.","bibliography":"Eyice, S., “Ahmed III çeşmesi”, *Türkiye Diyanet Vakfı İslâm Ansiklopedisi*, C. 2, 1989, 38-39. \n \nKumbaracılar, İ., *İstanbul Sebilleri*, Istanbul, 1938, p.8. \n \nTanışık, İ. H., *İstanbul çeşmeleri I*, Istanbul, 1943.","patrons":"Sultan III. Ahmed (H. 1115-1143 / M. 1703-1730).","architects":"Mimarı bilinmemekle birlikte, Kayserili Mehmed Ağa’nın başmimarlığı döneminde inşa edildiği anlaşılmaktadır. Alem ve şebekelerinin yaldızlanmasını mimar Kayserili Mehmed Ağa yapmıştır.","dynasty":"Osmanlı Dönemi.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"İnci Kuyulu Ersoy","keywords":["Bitkisel bezeme","Çeşme","sebil","su mimarisi","Yazı"]}}
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+ {"0356286a-7b78-54d7-b0a8-bf8bfd97a059":{"name":"Kabe Tasvirli Çini Pano.","description":"Beyaz zemin üzerine mavi, yeşil ve kırmızı renkler kullanılmıştır. Lacivert üzerine siyahla tahrirli zencirek motifli bir bordür ile çevrelenmiştir. Bu çerçeveyi mavi renkli palmetlerden oluşan, panonun üst kısmında mihrap şeklinde tamamlanan ikinci bir bordür zenginleştirmektedir. Mihrabın iki köşesi lacivert zemin üzerine yapılan geçme Rumilerle bezenmiştir. Mihrabın ortasında yine lacivert zemin üzerine dilimli Rûmilerle bezeli simetrik bir alınlık ve bu alınlığın altında siyah renk ve nesih hat ile yazılmış üç satırlık bir metin kısmı yer almaktadır. Metinde, Kur'an'dan III: 96-97 ayetleri yazılıdır. Bu ayetler; “Şüphesiz ki, insanlar yararına yeryüzünde ilk konulan ibadet evi alemler için mübarek olan ve doğru yolu gösteren Mekke'deki mabeddir. Onda açık ayetler, İbrahim makamı vardır. Kim oraya girerse her türlü saldırıdan güvencededir,” mealindedir. Bu metnin altında, mavi ve yeşil renklerle yapılmış bir dikdörtgenin içinde Mescid-ül Haram'ın resmi yapılmıştır. Revaklı bir avlu içine çizilerek tanıtılan Mescid-ül Haram'ın ortasında Kâbe yer almakta, revakların içinde bulunan tüm bina ve kapılar, makamlar, zemzem kuyularının resimleri çizilerek ve isimleri yazılarak tanıtılmaktadır. \n \nİslam dininin kutsal yerleri olan Mekke, Medine şehirleri ve bu şehirlerdeki kutsal makamları, camileri, kitaplarda tanıtmak, bu tanıtımı yaparken de resimlerle bir kez daha vurgulamak erken İslam devirlerinden itibaren görülmektedir. özellikle Eyyubi döneminde hazırlanmış olan ve müze koleksiyonunda da önemli bir yeri bulunan hac vekaletnamelerinde, bu kutsal mekanların resimleri detaylı olarak yapılmıştır. Dönem halifesinin sancağı ile başlayan bu belgelerde, Arafat dağı, Muzdalifa, Mescid-ül Haram, Medine ve hatta Kudüs'ün de resimlendirildiği bilinmektedir. Osmanlı sanatında da benzerleri yapılan hac vekaletnamelerinde de kutsal yerler resimle tanıtılmıştır. Mekke'deki Mescid-ül Haram'ın çini üzerine yapılan resimleri 10. / 16. yüzyılın sonlarından itibaren bazı camilerde de görülmektedir.","short_description":"Neslişah Sultan'ın Edirnekapı'daki camisi için İznik'te üretildiği kabul edilmektedir. Kâbe tasvirli çini panoların yapılmasındaki amaç, İslam dininin en kutsal makamı olan Kâbe'yi cami içinde ibadet ederken de hissedebilmekti.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Olasılıkla Neslişah Sultan (öl. 1579, Sultan II. Bayezid'in torunu)","dates":"H. 10. / M. 16. yüzyılın son çeyreği.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Yük: 62 cm. Gen: 34.","method_for_datation":"Eser, Neslişah Sultan'ın camisi için özel yapılmış olmalıdır dolayısıyla cami ile aynı döneme, 16. yüzyıl sonuna tarihlenmektedir.","method_for_provenance":"Malzeme, teknik ve kullanılan renkler, eserin İznik'te üretildiğini göstermektedir.","provenance":"İznik.","obtention":"Sultan II. Bayezid'in torunu Neslişah Sultan tarafından kendi adına yaptırılan İstanbul-Edirnekapı'daki Neslişah Sultan Camii'nden 1914 yılında Müze'ye getirilmiştir.","bibliography":"ölçer, N. vd, *Türk ve İslam Eserleri Müzesi*, İstanbul, 2002, s.282","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Cihat Soyhan","keywords":["Çini; Kabe; İznik"],"materials":["Beyaz hamurlu, sıraltı tekniğinde yapılmış Kâbe tasvirli, tek parça İznik çinisidir."]},"0a6a863f-3205-5785-8137-feaae00e4cbf":{"name":"Kırkçeşme Suları.","alternate_name":"Kemerburgaz Sukemerleri.","description":"H. 10. / M. 16. yüzyılda İstanbul'un nüfusu arttıkça su sıkıntısı çekilmeye başlandı. öykülere göre bir gün Kanuni Sultan Süleyman avlanırken gördüğü pınarların araştırılmasını ister. Hassa Başmimarı Sinan, araziyi inceleyerek kente su getirecek bir sukemeri sistemi inşasını önerir. H. 961 / M. 1554 yılında Kanuni'nin emriyle başlayan inşaat 970 / 1563 yılında tamamlanır fakat kısa süre sonra gerçekleşen sel felaketleri nedeniyle kısmen zarar görür. Derhal onarılarak 971 / 1564 yılında tekrar hizmete girer. İnşaatın tamamı yaklaşık 50 milyon akçeye mal olmuştur. \n \nKırkçeşme Su Tesisleri İstanbul'un yaklaşık 25 km kuzeybatısındaki çeşitli derelerden su toplar. Doğu ve Batı kolları, Kemerburgaz köyünün güneyinde birleşerek ana isale hattını oluşturur. 55x175 cm kesitli kapalı galerilerle kente su taşıyan sistem, 33 sukemeri, çok sayıda toplama ve dağıtım merkezine sahiptir. Toplam uzunluğu 54 kilometreye ulaşan isale hattı, kentin 34 metreden daha düşük kottaki semtlerine su sağlamıştır. 1029 – 1234 / 1620 – 1818 arasında inşa edilen çeşitli bentler ve isale hatları da sisteme bağlanmıştır. Sistemin küçük bir bölümü Kanuni'den önceki bir döneme, özellikle Eğrikapı ile Cebeciköy arasındaki kısım Fatih dönemine aittir. Kovuk Kemer gibi bazı bölümler kısmen Bizans kalıntılarının üzerine inşa edilmiştir. \n \nSukemerleri: 33 sukemerinden beş tanesi iki ya da üç katlı kemerleri ve uzunluklarıyla anıtsaldır. İki katlı Paşa Kemeri (Balıkzade) 102 metre uzunluğunda, 16.4 metre yüksekliğindedir. 711 metre uzunluğundaki Uzunkemer 25 metre yüksekliğinde ve iki katlıdır. üstteki sıvalı galerisi 60x175 cm olup taş levhalarla örtülüdür. Kovuk (Kırık) Kemer 408 metre uzunluğa ve 35 metre yüksekliğe sahip olup, 90 derecelik açıyla kıvrılır. Birinci kısım tek katlı iken ikinci kısım üç katlıdır. Tüm sistemin en muazzam eseri olan Mağlova (Muallak) Kemeri ise 258 metre uzunluğa, 36 metre yüksekliğe sahiptir. Sekiz büyük ve sekiz küçük kemer gözüyle iki katlıdır. Yine iki katlı Güzelcekemer (Gözlücekemer) ise 165 m uzunlukta ve 34.5 metre yüksekliktedir. Diğer önemli sukemerleri arasında tek katlı olan Ayvad (195 m), Kurt (305 m), Karakemer (62.6 m), Balıklıkemer (125 m) ve Valide Kemeri (38.8 m) sayılabilir. \n \nTamamı taş işçiliğiyle inşa edilen sistemde bosajlı taş kullanımı dikkat çeker. \n \nBaşlangıçta sistem, 135'i Kanuni tarafından vakıf olarak inşa ettirilen 300'den fazla çeşmeye su sağlıyordu. Daha sonraki eklemelerle bu sayı 580'e ulaştı. Sistemin, İstanbul kent surları dışında kalan kısmı 400 seneyi aşkın bir süredir halen kullanılmaktadır.","short_description":"Mimar Sinan'ın Kanuni Sultan Süleyman'ın emriyle İstanbul'un su sorununu çözmek amacıyla inşa ettiği Kırkçeşme tesisleri, 33 su kemeri ile çok sayıda toplama ve dağıtım merkezinden oluşmaktadır. Başlangıçta 300'den fazla, daha sonra 580 çeşmeye su sağlayan sistemin İstanbul kent surları dışında kalan kısmı günümüzde halen kullanılmaktadır.","dates":"H. 971 / M. 1564.","location":"Kemerburgaz, İstanbul","method_for_datation":"Sistemin inşa tarihleri Sinan tarafından Sai Mustafa çelebi'ye dikte ettirilen *Tezkiretü'l Bünyan* ve *Tezkiretü'l Ebniye* adlı eserlerde verilmektedir. Yine Sinan'ın bizzat kendi tarafından kaleme alınan *Tevzi Defteri*'nde ise sistemin sur içi kısımları hakkında ayrıntılı bilgi yer alır.","bibliography":"çeçen, K. *Sinan's Water Supply System in Istanbul*, Istanbul 1992. \n \nçeçen, K. “Kırkçeşme Tesisleri,” *Dünden Bugüne İstanbul Ansiklopedisi* Vol. 5, Istanbul 1994, 1-4. \n \nçeçen, K. *İstanbul'un Osmanlı Dönemi Su Yolları*, Istanbul, 1999, 33-117. \n \nSai, M.ç. *Tezkiretü'l-Bünyan*, İkdam Matbaası, 1315 (Tezkiretü'l-Bünyan, Osmanlıca baskı). \n \nMeriç, R.M. (derleyen) *Mimar Sinan, Hayatı, Eseri I, Mimar Sinan'ın Hayatına, Eserlerine Dair Metinler*, Ankara 1965.","patrons":"Kanuni Sultan Süleyman (926-974 / 1520-1566).","architects":"Mimar Sinan, yardımcısı Kiriz Nikola.","dynasty":"Osmanlı Dönemi.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"İnci Türkoğlu","keywords":["Su; sukemeri; Kanuni Sultan Süleyman; Mimar Sinan; sivil mimari; su mimarisi."]},"23e8db58-0148-5dc3-98b4-98cb5313ba16":{"name":"Hac Vekaletnamesi.","description":"El yapımı, abadi kağıt üzerine çizilmiş, boyanmış ve yazılmış bir hac vekaletnamesidir. Zaman içinde çok yıpranmış olan vekaletname iki parçadır. Birinci parçanın baş kısmında olması gereken *Besmele* kısmı eksiktir. Dönemin halifesi Nasır ed-din Allah'ın (576-620 / 1180-1225) adını taşıyan sancak resminin sadece bir tanesi kalmıştır. Sancağın altında renkli boyalarla Arafat dağı çizilmiştir. İki tarafına konmuş şamdanlarla aydınlatan Arafat Dağı'nın dokusu, siyahla kontürlü renkli boyalarla betimlenmiştir. Dağın altında Makam-ı İbrahim, su kuyuları yer almaktadır. Bunların altında hac farizasını tamamlamakta önemli bir adım olan Muzdalifa'nın çizimi vardır. çizimler arasındaki boşluklara hac için yapılması gerekli işlemler yazı ile yazılarak da anlatılmıştır. Bundan sonra hac için önemli üçüncü mekan olan Mina betimlenmiştir. \n \nçok harap ve iki ayrı parçadan oluşan hac belgesinde esas ziyaretgah olan Kabe'nin tasviri maalesef ki eksiktir. Belgenin ikinci parçasında Merva ve Safa'nın çizimlerle anlatımı, hacıların, Hz. Muhammed'in mezarını ziyaret için gittikleri Medine şehri, hac sonrasında ziyaret edilmesi bir gelenek olan Kudüs şehri ve bu şehirdeki Mescit-ül Aksa resimli olarak anlatılmakta ve belge bitmektedir. Hac vekaletnamesi Galip adlı şahsın eşi Umm Abbas adına düzenlenmiştir. Vekil olarak hacca giden kişi ise Ahmed bin Fadl el-Endülüsi'dir. Hac vekaletnamesi 602 / 1206 tarihinde hazırlanmıştır. \n \nOrtaçağ koşullarında hacca gitmenin özellikle de kadınlar açısından zorluğu açık bir gerçektir. Bu nedenle hacca giden kişiler veya hacca vekil olarak bir başkasını gönderen kişiler, İslam'ın kutsal topraklarına gittiklerini ve hac farizasını eksiksiz yerine getirdiklerini kanıtlamak ve belki de bunu kendilerinden sonraki nesillere bırakmak amacı ile bir belge sahibi olmak istemişlerdir. Bu amaçla hazırlandığını düşündüğümüz hac ve hac vekalet belgeleri, gerek hac ritüelini anlatması, gerek çizimlerle kutsal yerleri tanıtması, gerekse dönem sosyal yaşamını belgelemesi açısından çok değerli belgelerdir.","short_description":"Hac belgeleri, Orta çağın zorlu koşullarında kutsal topraklara yapılan seyahati ve Kâbe'nin tavafı ile sonuçlanan hac farizasını belgeleyen sertifikalardır. Bu sertifikalarda ziyaretçinin kimliği, gezdiği yerler ve yaptığı ibadetler resimlerle zenginleştirilerek anlatılmaktadır.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Umm Abbas.","dates":"H. 602 / M. 1206","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"4737: yük: 55 cm. gen: 26,5cm.; 4746: yük:51 cm. gen: 26,5 cm.","method_for_datation":"Hac belgesi üzerindeki tarih kaydı vardır: Hicri 602 / Miladi 1206. Ayrıca yazı karakteri, dönem halifesinin adı da tarihlendirme için temel olmuştur.","obtention":"İstanbul şehremini (Belediye Başkanı) ve Evkaf-ı İslamiye Müzesi idare meclisi üyesi olan İsmet Bey bir gezi dolayısıyla gittiği Şam'da Emeviye Camii'ni gezerken, Camii'nin “Kubbe tül Hazine” adlı odasında gördüğü Kur'anların İstanbul' a getirilerek incelenmesini istemiştir. 1914 yılından önce İstanbul'a getirilen ve tasnif edilen bu Kur'anlar arasında bulunan hac belgeleri de diğer eserlerle birlikte Müze kayıtlarına geçirilmiştir.","bibliography":"Aksoy, Ş. - Milstein, R. “A Collection of Thirteen Century Illustrated Hajj Certificates. *M. Uğur Derman 65th Birthday Festschrift*. İstanbul, 2000, 73-134. \n \nölçer, N. vd, *Türk ve İslam Eserleri Müzesi*, İstanbul, 2002, 82-83.","dynasty":"Eyyubi dönemi","author":"Şule Aksoy","keywords":["hac"]},"3b9a8d6f-7ca1-5e34-9c8f-c212c393a3de":{"name":"Haseki Hürrem Sultan Vakfiyesi.","description":"Kanuni Sultan Süleyman'ın eşi Haseki Hürrem Sultan'a ait olan vakfiye ince aharlı kağıt üzerine 49 sayfa olarak, Arapça, H. 964 / M. 1557 tarihinde yazılmıştır. Vakfiyenin 1a sayfasında Kanuni Sultan Süleyman (H. 926-974 / M. 1520-1566)'ın tuğrası bulunmaktadır. Tek sayfa serlevha ile başlayan, metin altın yaldızla çekilmiş cetveller içine 9 satır halinde siyah mürekkeple yazılmıştır. 1b deki serlevha ve 2a'daki metin araları, etrafı siyah renkle konturlanmış altın yaldızla doldurulmuştur. \n \nEserin açık kahverengi deri cildi 16. yüzyıl cilt sanatının karekteristik özelliklerini yansıtan, salbekli gömme oval şemseli, köşebentlidir, kalıpla çalışılmıştır ve altın yaldızla boyanmıştır. İç kapaklar ise kaat'ı ile yapılmış dilimli oval madalyonlarla süslenmiştir. Şemse ve madalyonların içi Hatayi ve rumi üslubundaki bitkisel kompozisyonlarla süslenmiştir. \n \nVakfiyenin 9b-10a sayfalarında, Kanuni Sultan Süleyman'ın eşi Hürrem Sultan için Kudüs'te Camii-i Şerif (Kubbetü's-Sahra) yakınında yaptırdığı ve tarihi kaynaklarda Haseki Hürrem Sultan Camii, Medresesi ve İmareti olarak geçen yapılardan söz edilmektedir. 12a -14b sayfalarında ise bu yapıların bakımı, temizliği, çalışanların maaşları v.b. vakfın işleyişini sağlamak için harcamaların nasıl yapılacağı tüm detayları ile anlatılmıştır. 15b, 27a 'da ise bu vakfa gelir sağlamak için bağışlanan arazi, değirmen v.b. Hürrem Sultan'a ait gayrimenkullerden adet olarak söz edilmiştir. Ancak bu arazilerin nerede olduğuna ilişkin bilgi verilmemiştir. 49a sayfasında ise şahitlerin imzası ve Hürrem Sultan'ın mührü bulunmaktadır. \n \nEser, Osmanlı vakıf sistemini ve bu sistemin nasıl işlediğini anlatması açısından tarihi değer taşımasının yanısıra Klasik Osmanlı dönemi kitap ve cilt sanatının da seçkin örneklerinden biridir.","short_description":"Siyasi kişiliği, zarafeti, hayırseverliği ile Osmanlı tarihinin ünlü simalarından olan Kanuni Sultan Süleyman'ın eşi Hürrem Sultan'ın Kudüs'teki eserlerinin vakfiyesi, tarihi bir belge olmasının yanı sıra 16. yüzyıl kitap sanatlarının da güzel bir örneğidir.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Haseki Hürrem Sultan (öl. 965 / 1558).","dates":"H. 964 / M. 1557.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Boy: 28 cm. En: 19 cm.","method_for_datation":"Ketebesine göre H. 964 / M. 1557 yazılmıştır.","method_for_provenance":"H. 964 / M. 1557 yazılmıştır. Ayrıca hattı, Kanuni Sultan Süleyman'ın tuğrası, cildi ve tezhibindeki kalite eserin 16. yüzyılda İstanbul'da Saray nakkaşhanesinde hazırlanmış olabileceğini göstermektedir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"1919'da Evkaf Müdürlüğü'nden getirilmiştir.","bibliography":"*Soliman le Magnifique,* Paris 1990, cat.no. 17, s. 38-39.","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Sevgi Kutluay","keywords":["Kağıt; altın (yaldız); mürekkep; suluboya; deri; baskı; boyama; vakfiye; vakıf sistemi"],"materials":["Aharlı kağıt, deri, mürekkep, suluboya, altın yaldız, deri ciltte baskı tekniği kullanılmıştır."]},"62e625a3-a3f0-51a2-b3d3-9ee1fce45141":{"name":"Süleymaniye Külliyesi.","description":"Mimar Sinan'ın “kalfalık dönemi” eseri olarak nitelendirdiği Süleymaniye Camii, İstanbul'da aynı adla anılan semtte, yaklaşık 60.000m²lik bir alana oturan kapsamlı bir külliye içinde yer almaktadır. Külliyenin merkezinde bulunan cami, güneyindeki hazireyle birlikte, 216mX144m. boyutlarında bir avlu içine alınarak, külliyenin diğer yapılarından ayrılmıştır. Güneydeki hazirede, Kanuni Sultan Süleyman ve eşi Hürrem Sultan'a ait birer türbe ve bir türbedar odası bulunmaktadır. Külliyenin diğer yapıları, cami ve hazireyi doğu, batı ve kuzeyden “U” şeklinde çevrelemektedir. Caminin kuzeyine tabhane, imaret ve darüşşifa; batısına sıbyan mektebi, tıp medresesi, birinci ve ikinci medreseler ve 36 dükkandan oluşan Tiryaki çarşısı; doğusuna üçüncü ve dördüncü medreseler; güneydoğusuna ise darülhadis ve hamam yerleştirilmiştir. Mimar Sinan'a ait baldaken kuruluşlu mütevazı türbe ise, külliyenin kuzeydoğu köşesindedir. \n \nSüleymaniye Camii, 69m.X63m. boyutlarında kareye yakın dikdörtgen planlı bir harim ve kuzeyindeki revaklı avludan oluşmaktadır. Avlunun ortasında dikdörtgen şekilli bir şadırvan bulunmaktadır. Tüm revak birimleri kubbelerle örtülüdür. Yapının, ikisi harimin, ikisi avlunun kuzeydoğu ve kuzeybatı köşelerine yerleştirilmiş 4 minaresi vardır. Harimin iki köşesindeki minareler 76m. yükseklikte ve üç şerefeli; avlu köşelerindekiler ise 56m. yükseklikte ve iki şerefelidir. Harim, birbirlerine sivri kemerlerle bağlı, 6.20m.X5.10m. boyutlarında dört anıtsal destekle taşınan 27.40m. çapında bir merkezi kubbeyle örtülüdür. Kubbenin yerden yüksekliği 49.50m.dir. Merkezi hacmin kuzeyinde ve güneyinde kalan dikdörtgen hacimler birer yarım kubbeyle; doğu ve batısında kalan bölümler ise küçüklü büyüklü beşer kubbeyle örtülmüştür. Merkezde yer alan anıtsal destekler, sivri kemerler aracılığıyla beden duvarları içine yerleştirilmiş anıtsal payandalara bağlanarak desteklenmiştir. Payandaların yaratacağı monotonluğu kırmak amacıyla yapının doğu ve batı cepheleri revak ve galerilerle hareketlendirilmiştir. \n \nKülliyedeki tüm yapılar, düzgün kesme taşlarla inşa edilmiştir. Caminin taçkapı, mihrap ve minber gibi unsurları mermerlerle kaplanmıştır. \n \nSüleymaniye Külliyesinin süsleme açısından en zengin yapıları, çini ve kalemişleriyle bezeli Kanuni ve Hürrem Sultan türbeleridir. Cami, süsleme açısından oldukça sadedir. Avlu ve harim kubbelerinde yer alan kalem işi süslemeler, alt sıra pencerelerinin sedef ve fildişi kakmalı ahşap kapakları ve güney duvarındaki pencerelerde görülen vitraylar başlıca süsleme unsurlarıdır. Harimdeki kalemişi süslemelerin üzerine, 19. yüzyılda Fossati Kardeşler tarafından dönemin zevkine uygun süslemeler yapılmış; 1961-67 yıllarında yapılan onarımlar sırasında bu süslemeler kaldırılarak, özgün süslemeler açığa çıkarılmıştır. Külliyenin diğer yapılarında süslemeye yer verilmemiştir. \n \nCami günümüzde ibadet işlevini sürdürmektedir. Külliyenin diğer yapıları ise farklı işlevlerde kullanılmaktadır.","short_description":"Mimar Sinan'ın türbesinin de bulunduğu Süleymaniye Külliyesi, cami, medrese, tabhane, imaret, darüşşifa, sıbyan mektebi, türbe, darülhadis, hamam ve çarşı gibi farklı işlevlerde çok sayıda yapıdan oluşan muhteşem bir külliyedir. Külliyenin merkezinde yer alan ve Sinan'ın kalfalık dönemi eseri olarak tanımladığı cami, ortada dört anıtsal destekle taşınan 27.40 metre çapında ve yerden 49.50 metre yükseklikte bir kubbe, güney ve kuzeyde birer yarım kubbe, doğu ve batıda ise küçüklü büyüklü beşer kubbe ile örtülüdür.","dates":"H. 957-964 / M. 1550-1557.","location":"Süleymaniye, İstanbul","method_for_datation":"Harim kuzey taçkapısındaki, hattat Karahisari Ahmed Efendi tarafından yazılan Arapça kitabeden, caminin inşasına 957/1550'de başlandığı; 964/1557'de tamamlandığı öğrenilmektedir. Sinan'ın yakın arkadaşı Mustafa Sai çelebi tarafından kaleme alınan *Tezkiret-ül Bünyan*'dan inşaata tam olarak 27 Cemaziyel evvel 957/13 Haziran 1550'de başlandığı, 21 Zilhicce 964/ 15 Ekim 1557'de tamamlandığı anlaşılmaktadır. Belgelere göre, Birinci ve İkinci Medreseler 960/1553'de, üçüncü ve Dördüncü medreseler ise 966/1559 da tamamlanmıştır. Hürrem Sultan Türbesi 965/1557-58'de; Kanuni Türbesi ise 974/1567'de inşa edilmiştir.","bibliography":"Aslanapa, O., *Osmanlı Devri Mimarisi*, İstanbul, 1986. \n \nKuran, A., *Mimar Sinan*, İstanbul, 1986. \n \nMülayim, S., *Ters Lâle, Osmanlı Mimarisinde Sinan çağı ve Süleymaniye*, İstanbul, 2001. \n \nSözen M., *Türk Mimarisinin Gelişimi ve Mimar Sinan*, İstanbul, 1975. \n \nBarkan, ö.L., *Süleymaniye Camii ve İmareti İnşaatı:1550-1557*, C.I, II Ankara, 1972, 1979.","patrons":"Kanuni Sultan Süleyman (927-974 / 1520-1566).","architects":"Mimar Sinan; hattat Karahisari Ahmed Efendi.","dynasty":"Klasik Osmanlı Dönemi.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Şakir Çakmak","keywords":["Dini Mimari; İstanbul; Süleymaniye; Kubbe; Kanuni Sultan Süleyman; Kanuni Türbesi; Hürrem Sultan Türbesi; Fossati Kardeşler; Mimar Sinan; Mimar Sinan Türbesi; Tiryaki Çarşısı; Süleymaniye Külliyesi; Külliye"]},"823fdade-8900-58b3-bcda-59a5e61574cf":{"name":"Leğen-İbrik Takımı.","description":"Abdest almak için kullanılan leğen-ibrik takımıdır. Leğen büyük ve kenarları dışa dönüktür. İbriği armudi gövdeli, eğimli kulplu ve kapaklıdır. Leğenin dışa dönük kenarları, ibriğin tüm gövde ve kapağı, emziğinin alt kısmı yivlerle küçük baklavalara bölünmüş, içlerine bir dik bir yatay yiv açılarak ayrıca kareler oluşturulmuştur. Kapağın tepesinde dönemin modasına uygun tomurcuk ve yaprak vardır. \n \nAltın yaldızlı bakır (tombak) ve kazıma tekniği ile süslenmiştir. Türk maden sanatında, özellikle saf bakırın altın varakla yaldızlanması (tombak), 18. yüzyıldan sonra daha çok görülür. Kimyasal yöntemle yapılan kaplamada, altın tozunun cıvayla karışmasından oluşan amalgam, madeni yüzeye sürülerek fırınlanır. Isı ile cıva buharlaşırken, altın tozu esere yapışır. Daha kontrollü bir kaplama, istenilen kalınlıkta altın varaklarının cıva sürülmüş eser yüzeyine yerleştirilmesiyle elde edilir. Fırınlanan malzemedeki cıva buharlaşırken, varaklar eser yüzeyine yapışır. \n \nLeğen ve ibrikte Pertevniyal Valide Sultan türbesinde vakfedildiğini belirten yazı ve 1286 / 1870 tarihi yer alır. Pertevniyal, Sultan II. Mahmud' un (1223-1255 / 1808-1839) ikinci ikbaliyken, daha sonra tahta geçecek oğlu Abdülaziz'in doğumu ile beşinci kadın efendiliğe yükselmiştir. Abdülaziz'in tahta çıkmasıyla Valide Sultan oldu. Aksaray' da bir cami, mektep ve çeşme yaptırdı. 1883' de vefat etti. Kendi adı ile anılan caminin avlusunda bulunan türbesine defnedildi. Sergimizde bu türbeden müzeye getirilen çeşitli eserler yer almaktadır.","short_description":"Altın her dönemde devletlerin ekonomik gücünün bir ifadesi olmuştur. 'Tombak'' tekniği, eşyalara altın görüntüsü verebilmek amacıyla kullanılan bir teknikti. Sultan Abdülaziz'in annesi Pertevniyal Valide Sultan'ın dini törenlerde kullandığı leğen-ibrik de tombak tekniğiyle oluşturulmuştur.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Olasılıkla Pertevniyal Valide Sultan (Öl. 1300 / 1883; Valide Sultanlığı: H. 1277-92 / M.1861-76).","dates":"H. 1286 / M. 1870.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Leğen: Yük 12cm., çapı: 60 cm., İbrik: yük:30,5 cm.","method_for_datation":"Leğende ve ibrikte Pertevniyal Valide Sultan Türbesine vakfedildiğini belirten yazı ve 1286 / 1870 tarihi yer alır.","method_for_provenance":"Leğen-ibrik takımı Sultan Abdülaziz'in annesi Pertevniyal Valide Sultan'ın türbesi için yapılmıştır. Tombak tekniği özellikle başkent İstanbul'da üretildiğinden, bu takımın da İstanbul'da üretilmiş olması kuvvetle muhtemeldir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Asıl olarak vakfedildiği Pertevniyal Valide Sultan Türbesinden 9 ocak 1926 tarihinde Müze'ye gelmiştir.","bibliography":"*Anadolu Medeniyetleri III, Selçuklu-Osmanlı*, İstanbul, 1983, 305.","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Alev Özay","keywords":["Tombak; leğen; ibrik; Pertevniyal Valide Sultan; II. Mahmud; Abdülaziz"],"materials":["Bakır üzerine altın yaldızın kaplanmasıyla elde edilen tombak tekniğindedir."]},"a7ce0231-54e8-5757-928a-48c3c0b66585":{"name":"Süleymaniye Suyolu Haritası.","description":"Süleymaniye Camii'ne su getirmek amacı ile yapılan suyolunu anlatan Süleymaniye Suyolu haritası, aharsız kağıt üzerine elde yapılmıştır. Ancak suyolu sadece camiye değil külliyedeki imaret, şifahane, mektep, çeşmeler ve yolu üzerindeki evlere de su vermek üzere planlanmıştır. Süleymaniye'ye su getiren suyolu, Halkalı Suları içinde debisi en fazla olan Aypah (Kirazlı) ve çınar suları ile beslenmekte ve şehirde seksen yere su vermektedir. Su yolu haritasında suyun ilk çıkış noktasından Süleymaniye'ye ulaşıncaya kadar geçtiği yerler, ana suya katılan yeni sular, şehir surlarından içeriye girdiği noktalar, özellikle de maslak ve su kemerleri tüm detayı ile çizilmiştir. \n \nHaritada ölçeksiz şematik anlatım yapılmıştır. Bu nedenle bir çok bina ve semt tam olarak bugünkü konumuna yerleştirilememektedir. Harita, su getirmek amacı ile yapıldığı Süleymaniye Camii'nin çizimi ile son bulmaktadır. \n \nSuyolları haritaları, çıktığı noktadan itibaren künkler ile yolları belirlenen, kemerlerle engebeleri aşan, su terazileri ile basıncı ayarlanan, maksemlerle dağıtım yapılacak yerlere yönlendirilen ve sonunda da çeşme ve sebillere ulaşan suyun öyküsünü anlatmaktadır. Bu anlatımda şehrin yerleşimi, bu yerleşimde oturan kişiler ve yapılar hakkında da bilgi verilmektedir. İstanbul Şehzadebaşı'ndaki Bozdoğan (Valens) Sukemeri, “Atpazarında olan büyük kemer budur,” cümlesiyle tanıtılmakta, bu kemerden su alan ayrıcalıklı kişi ve kuruluşların isimleri belirtilmektedir. Halkalı Suyu ancak sultanın yazılı fermanı ile ayrıcalıklı kişilerin, devlet erkanının evlerine verilebilmektedir. Harita üzerinde bu kişilerin adları da belirtilmektedir. örneğin, Kanuni Sultan Süleyman'ın dişçisi Moşe Hamon'un (899-962 / 1494-1554) evi, haritada “Hamudoğlu Hanesi” olarak gösterilmiştir. \n \nSuyolları haritaları ile hem kentin su ihtiyacının nasıl karşılandığını hem de devlet erkanının oturduğu semtleri, saraya yakın kişilerin yoğunlukla yaşadığı bölgeleri de öğrenmekteyiz. Bu nedenle suyolları haritaları şehrin sosyal yapısını tanımlamakta önemlidir.","short_description":"İstanbul tarih boyunca su kaynaklarının yetersizliği nedeniyle sorunlar yaşamış ve kentin su gereksinimi kent dışındaki kaynaklardan künkler ve kemerler ile karşılanmıştır. Suyolu haritaları, suyun kaynağından kentteki çeşmelere kadar geçtiği yollar, yollardaki eserler ve kentin sosyal yapısı hakkında bilgi verirler.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 12. / M. 18. yüzyıl ikinci yarısı.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Uzunluk: 2572 cm. Gen: 30 cm.","method_for_datation":"Su yolları haritasında tarih yoktur. Elimizdeki nüshanın, 12. / 18. yüzyılda yapılan bir kopya olduğu, bu yüzyılda yaşayan kişilere ait yapılara da su verilmesinden dolayı anlaşılmaktadır. örneğin, Taygun Sarayı'na bağlantının 1161 / 1748 yılında inşa edildiği bilindiğine göre bu harita bu tarihten sonra yapılmış olmalıdır.","method_for_provenance":"Padişahın emriyle, Hassa mimarları tarafından inşa edilen Halkalı sularının dağılımını gösteren bu haritada ancak Hassa Mimarları Ocağı üyelerince hazırlanmış olabilir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Evkaf Levazım Müdürlüğünden, 1923 yılında Müzeye gelmiştir.","bibliography":"Aksoy, Ş. “İstanbul'un Suyolları”, *P Dergisi*, Yaz 2001(S.22), s.17-29 \n \nçeçen, K. *Süleymaniye Suyolları*, İTü Yayınları, İst. 1986 \n \nçeçen, K. *Halkalı Suları*, İstanbul 1991 \n \nYerasimos, S. *Soliman le Magnifique*, Paris 1999, cat.no.323","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Şule Aksoy","keywords":["su"],"materials":["Kağıt, mürekkep, renkli boya."]},"b0b32448-07f0-5aaa-8b81-cade08d4c6f4":{"name":"III. Ahmed Çeşme ve Sebili.","description":"Bugün Bab-ı Hümayun ile Ayasofya arasında yer alan III. Ahmed çeşmesi, köşelerinde birer sebil bulunan kare planlı bir yapıdır. Merkezinde, çevre koridoru ile kuşatılmış sekizgen bir su haznesi bulunur. \n \nDört cephesinin ortasına sivri kemerli birer çeşme; çeşmelerin iki yanına mihrap görünümlü mukarnas kavsaralı birer niş yapılmıştır. Arka cephede ise, nişlerin yerine sebile girişi sağlayan iki kapı yerleştirilmiştir. \n \nKöşelerde bulunan yarım daire formlu sebillerde, yerden insan beli yüksekliğine kadar yükselen duvarların üzerine oturtulan dörder sütun, dilimli kemerlerle bağlanmıştır. Sütunlar arasında kalan üçer açıklık, madeni şebekelerle kapatılmıştır. Şebekeli açıklıkların üzerinde yükselen duvarlar yine yarım daire biçimlidir. \n \nYapının üzeri geniş saçaklı ahşap bir çatıyla örtülmüştür. Dıştan kurşun kaplı çatının ortasına büyük; köşelerde sebillerin üzerine rastlayan kesimlere ise daha küçük olmak üzere toplam beş kubbe yerleştirilmiştir. Ahşaptan yapılmış kubbeler, birer sekizgen kasnak üzerine oturtulmuştur. Kurşunla kaplanmış kubbelerin tepesinde altın yaldızlı tunç alemler yükselir. Adeta boşluk korkusu varmışçasına süslenen yapıda, mermercepheler, hem Türk süsleme sanatından hem de Avrupa sanatından alınmış çeşitli motiflerle bezenmiştir. \n \nCephelerde mukarnas, rumi, palmet gibi motiflerle oluşturulmuş yatay şeritler halinde uzanan süsleme bordürleri ile çeşmeler etrafında oluşturulmuş kıvrım dal kompozisyonları dikkati çeker. Cephelerde ve sebillerin alt kısmında, alçak kabartma olarak yapılmış çiçekli vazo motifleri görülür. Ayrıca yazı ve çinilerle oluşturulmuş süslemeler ile sebil açıklıklarını kapatan şebekelerdeki lale motifleri, yapıyı bezeyen diğer unsurlardır. Geniş ahşap saçak yüzeyi ahşaptan yapılmış süslemelere sahiptir. Cephelerin üstüne rastlayan kesimlerde kasetlemelerden oluşan düzenlemelere yer verilmiştir. Köşelerde ise çeşitli meyveli ve bitkisel bezemeli kompozisyonlar dikkati çeker. \n \nOsmanlı Sanatı'nın gerçek anlamda Batılılaşma sürecine girdiği kabul edilen Lale Devri'nde (1130-1142 / 1718-1730) çeşme ve sebil gibi çok sayıda su yapısı inşa ettirilmiştir. Bu döneme kadar, yapı avlularında ya da duvarlarda yer alan çeşmeler, binalardan koparılarak kendi başlarına bağımsız birer yapı olarak inşa edilmeye başlanmışlardır. Kent silüetine yeni bir öğe olarak katılan bu tip çeşme ve sebiller, Osmanlı mimarisinde, yabancı etkilerin görülmeye başlandığı ilk yapılar olarak kabul edilir. Meydan çeşmesi anlayışının en anıtsal örneği olan III. Ahmed çeşme ve Sebili, tasarımı ve süsleme özellikleriyle Klasik Osmanlıdan Batı etkilerine geçişi gösteren önemli bir yapıdır.","short_description":"12. / 18. yüzyıldan itibaren anıtsal ölçekte yapılmaya başlayan Osmanlı meydan çeşmelerinin en önemli örneklerinden biridir. Yapının dört köşesine birer sebil, cephe ortalarına da birer çeşme yerleştirilmiştir. Topkapı Sarayı'nın Bab-ı Hümayun'u önünde yer alan yapı, geniş saçaklı çatısı ve zengin süslemeleriyle Lale Devri'nin en özgün eserlerinden biridir.","dates":"H. 1141/ M. 1729.","location":"Sultanahmet, İstanbul","method_for_datation":"Dört cephedeki çeşmelerin ve sebillerin üzerinde bulunan kitabe Seyyid Vehbi'nin kasidesidir. Bu kitabeden çeşmenin 1141/1729 yılında Nevşehirli Damat İbrahim Paşa'nın önerisiyle yaptırılmış olduğu anlaşılmaktadır. Tarih beyti Sultan III. Ahmed'in kendisi tarafından söylenmiştir. 1141 Ramazan / Nisan 1729 tarihli bir belge, Marmara Adası'ndan saf beyaz ve damarsız mermerlerin istendiği anlaşılmaktadır. Bu durum yapının bu tarihte henüz tamamlanmamış olduğu göstermektedir.","bibliography":"Eyice, S., “Ahmed III çeşmesi”, *Türkiye Diyanet Vakfı İslâm Ansiklopedisi*, C. 2, 1989, 38-39. \n \nKumbaracılar, İ., *İstanbul Sebilleri*, Istanbul, 1938, p.8. \n \nTanışık, İ. H., *İstanbul çeşmeleri I*, Istanbul, 1943.","patrons":"Sultan III. Ahmed (H. 1115-1143 / M. 1703-1730).","architects":"Mimarı bilinmemekle birlikte, Kayserili Mehmed Ağa’nın başmimarlığı döneminde inşa edildiği anlaşılmaktadır. Alem ve şebekelerinin yaldızlanmasını mimar Kayserili Mehmed Ağa yapmıştır.","dynasty":"Osmanlı Dönemi.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"İnci Kuyulu Ersoy","keywords":["Çeşme; sebil; su mimarisi; bitkisel bezeme; yazı"]}}