@museumwnf/the-table-is-set-data 1.0.2 → 1.0.4

This diff represents the content of publicly available package versions that have been released to one of the supported registries. The information contained in this diff is provided for informational purposes only and reflects changes between package versions as they appear in their respective public registries.
@@ -0,0 +1 @@
1
+ {"7a94e504-793e-5d4f-8a12-0fe92e32a0e7":{"name":"J"}}
@@ -1 +1 @@
1
- {"17d6e18b-8628-5642-bf1b-3e753e6d63d6":{"name":"Soffitto ligneo dipinto della Cappella Palatina.","description":"Il soffitto ligneo dipinto della Cappella Palatina, eretta da Ruggero II subito dopo la propria incoronazione (1131), è l'unico ciclo pittorico su scala monumentale del periodo fatimide che sia sopravvissuto integralmente nel bacino del Mediterraneo. Il soffitto, composto da poligoni a forma di stella, è decorato da vivaci scenette, realizzate con uno stile grafico dal tratto nitido e netto, di chiara derivazione mediorientale, raffiguranti danzatrici, musici, giocatori, leoni e vari altri animali, cavalieri, lottatori, il tutto mescolato a decorazioni geometriche e vegetali. Intorno ai poligoni corrono iscrizioni di buon auspicio in carattere cufico. Il passaggio tra il soffitto e le pareti è modulato dalle muqarnas. L'identificazione delle maestranze attive nella decorazione è ancora oggetto di vivaci dibattiti: G. D'Erme (1995) ha ipotizzato una persistenza della tradizione pittorica tardo sasanide protoislamica, trasmessa nel corso dei secoli nel bacino del Mediterraneo grazie a una probabile circolazione di repertori di modelli figurativi: gli artisti, di cultura raffinatissima, potrebbero essere o i discendenti di conquistatori dell'isola di origine iranica (la cui presenza a Palermo sarebbe provata dalle fonti) o addirittura artigiani dell'Iran selgiuchide chiamati a lavorare a Palermo dal re normanno. Lo studioso tende ad escludere decisamente maestranze nordafricane o cairote. Secondo J. Johns (1995) invece le pitture sarebbero state eseguite da un atelier direttamente importato, per volere di Ruggero II, dall'Egitto fatimide: cadrebbe pertanto la tradizionale tesi secondo la quale gli autori sarebbero arabi di Sicilia e il soffitto della cappella ultima espressione dell'eredità artistica del passato islamico siciliano trasmessa al nuovo regno normanno e da esso riutilizzata a fini politici e ideologici. Johns ha fornito prove, tra l'altro, degli stretti legami politici e culturali stabilitisi tra Ruggero II e il califfato cairota: dalla corrispondenza epistolare con il califfo al-Hafiz ai frequenti scambi di doni, alla presenza di esperti diplomatici egiziani presso la corte palermitana, fino all'uso delle medesime formule epigrafiche, come quella squisitamente fatimide riportata su un'iscrizione un tempo nella Cappella Palatina (ora alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis) in cui il palazzo del monarca viene assimilato a un santuario. Per ciò che attiene il possibile significato del ciclo pittorico, sono molti gli studiosi che, condizionati dall'apparente inconciliabilità tra il carattere profano del ciclo ed il suo contesto ecclesiastico, vi hanno voluto vedere una celebrazione dei piaceri del paradiso coranico, spesso sovraccaricando di simbolismo religioso la lettura delle singole figurazioni che invece andrebbero più semplicemente interpretate come una festosa celebrazione della vita della corte reale (celebrazione comune peraltro anche alla cultura cortese nel mondo islamico) e dei suoi piaceri terreni: il gioco, il bere, la musica, la caccia. È proprio partendo da questo assunto, sfrondato da implicazioni simbolico-religiose, che hanno proposto le loro letture del ciclo sia Johns (1995) che Aurigemma (2004), quest'ultima istituendo gli opportuni confronti tra queste pitture e quelle coeve del soffitto ligneo della Cattedrale di Cefalù, anch'essa commissionata da Ruggero II.","short_description":"Il soffitto ligneo dipinto, realizzato durante il regno di Ruggero II, presenta vivaci scenette con danzatrici, musici, giocatori, leoni e vari altri animali, il tutto mescolato a decorazioni geometriche e vegetali. Il passaggio tra il soffitto e le pareti è modulato dalle *muqarnas*. Secondo studi recenti tra le maestranze figurerebbero pittori provenienti dall'Egitto o, comunque, influenzati dalla coeva arte fatimide.","dates":"tra il 1131 e il 1140","location":"Palermo, Sicilia","method_for_datation":"fonti storiche riportanti la data di fondazione (1131) e di consacrazione della cappella (1140).","bibliography":"Aurigemma, M.G., Il cielo stellato di Ruggero II. Il soffitto dipinto della cattedrale di Cefalù, Milano, 2004 \n \nCruikshank Dodd, E. , “Christian arab sources for the ceiling of the Palatine Chapel, Palermo”, Arte d'Occidente. Studi in onore di Angiola Maria Romanini, Roma 1999, 823-831 \n \nD'Erme, G.M., “Contesto architettonico e aspetti culturali dei dipinti del soffitto della Cappella Palatina di Palermo”, Bollettino d'arte, 6.Ser. 80.1995 (1996), 92, 1-32 \n \nGrube, E., “La pittura islamica nella Sicilia normanna”, La pittura in Italia. L'Altomedioevo, Milano, 1994, 416-431 \n \nJohns, J., “I re normanni e i califfi fatimidi. Nuove prospettive su vecchi materiali”, Del nuovo sulla Sicilia musulmana, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1995, 9-50 \n \nMonneret de Villard, U., Le pitture musulmane al soffitto della Cappella Palatina in Palermo, Roma, 1950 \n \nTronzo, W., The Cultures of his Kingdom: Roger II and the Cappella Palatina in Palermo, Princeton, 1997","patrons":"Re Ruggero II.","linkcatalogs":"IAM_IT_IT_001","author":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["decorazione figurativa"]},"2c11d15b-86e5-562f-bbfd-ef12cbbb45f1":{"name":"Moschea di Karacabey","description":""},"40153d07-6252-5b57-89aa-964009f142c0":{"name":"Coppa con cavaliere.","description":"La decorazione della coppa consiste in una grande figura di cavaliere a tutto campo, il cui volto presenta evidenti tratti mongoli, sopra un fondo campito da tralci vegetali a rilievo. La decorazione è caratterizzata da un disegno particolarmente delicato ed elegante dipinto in policromia, ove ogni colore richiede una cottura separata. L'esemplare appartiene alla classe denominata minâ' i, in persiano haft-rang, (“sette colori”): questa tecnica usa effettivamente sette colori (rosso, blu, verde, giallo, oro, bianco, nero) stesi sopra l'invetriatura e, a volte, come in questo caso, alcuni particolari sono eseguiti in rilievo e coperti da dorature.","short_description":"Questo esemplare appartiene alla classe di ceramiche denominate *minâ' i*, per via dell'uso di sette colori nella decorazione. Il principale centro di produzione delle ceramiche *minâ' i* fu, nell'antichità, Kashan, nell'Iran Centro-settentrionale.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VI/XII-VII/XIII secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 21,8, altezza cm 9,2.","method_for_datation":"Le ceramiche minâ' i furono prodotte soprattutto a Kashan (Iran centro-settentrionale) e con tutta probabilità dovettero essere realizzate da miniatori dei coevi manoscritti andati perduti con l'invasione mongola del 1220. Esse costituiscono pertanto un importante documento storico per lo studio delle miniature dell'epoca.","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Allan, J.W. , “ 'Abûl Qâsīm's Treatise on Ceramics”, Iran, XI, 1973, 111-120 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Ceramica","decorazione figurativa","minâ'i"],"materials":["Ceramica invetriata (tipo minâ' i)."]},"41a3ec4b-1e2e-5b41-a889-b733678cd8fd":{"name":"Bottiglia piriforme.","description":"L'esemplare è contraddistinto da una raffinata decorazione dipinta in bianco, rosso, nero con applicazione di foglie dorate, su fondo blu (lajvard in persiano, “lapislazzuli”), consistente in minuti motivi a girali stilizzati, grandi medaglioni polilobati in foglia d'oro e decori geometrici. A differenza delle ceramiche minâ' i, la decorazione di quella lajvardina è per lo più non figurata e si caratterizza per la presenza di motivi floreali, calligrafici, geometrici; con questo tipo di ceramica furono realizzati eleganti vasi ad alto collo, recipienti a parete poligonale, contenitori di forma cilindrica e mattonelle a losange o cruciformi.","short_description":"La bottiglia è un esemplare della classe denominata *lajvardina* per via della decorazione, dipinta in bianco, rosso, nero con applicazione di foglie dorate su fondo blu. Da ciò deriva il nome della classe: *lajvard*, infatti, significa, in persiano, “lapislazzuli”.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VII/XIII-VIII/XIV secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 35.","method_for_datation":"La datazione per la classe denominata lajvardina si ricava dal famoso trattato sulle tecniche dei ceramisti islamici scritto da Abû' l Kasîm di Kashan nel 1301: a tale data la tecnica della ceramica minâ' i non risulta più praticata, in quanto i ceramisti di Kashan sembrano preferire quella della ceramica lajvardina, la cui produzione dovette essere quindi iniziata prima del 1301, come è suggerito da ritrovamenti archeologici a Takht –i Sulayman nella Persia nord-occidentale, negli scavi recentemente condotti nel Palazzo di Abaka-Khan (1265-1281).","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Allan, J.W. , “ 'Abûl Qâsīm's Treatise on Ceramics”, Iran, XI, 1973, pp.111-120 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["bottiglia","Ceramica","Decorazione Floreale","decorazione geometrica","invetriatura"],"materials":["Ceramica invetriata (tipo lajvardina)."]},"643b2b9c-20f5-5b36-9e17-3be5e6f47f5b":{"name":"Complesso Sultân Khassâkî","description":""},"a0dd981d-e256-57f4-ba5c-7f37591cb8b5":{"name":"Moneta (*dirhâm*).","description":"La moneta omeyyade, coniata durante il regno di ai-Walîd I, presenta sul recto, al centro, l'iscrizione che recita â ila illâ Allâh wahda-hu lâ sharîk la-hu (Non vi è altro Dio che Allâh, L'Unico, nessuno Gli è pari), mentre sul margine si legge: “bismi-llâh duriba hadâ-l-dirhâm bi fî sanat ihda wa tis in” (Nel nome di Dio fu coniato questo dirhâm in Sijîstan nell'anno uno e novanta (91). Sul recto sono presenti due iscrizioni, una posta al centro ed una sul margine. Nell'iscrizione centrale si legge: “Allâh ahad Allâh al-samad lam yalid wa lam yûlad wa lam yakun la-hu kufû' an ahad” (Egli, Dio, è uno, Dio l'Eterno. Non generò e né fu generato e nessuno Gli è simile). Quella sul margine recita “Muhammad rasûl Allâh arsala-hu bi-l-hudâ wa al-haqq li-yuzhira-hu alâ al-dîn kulli-hi wa la-hu kariha al-mushrikûn” (Muhâmmad è il messaggero di Dio. Egli è colui che ha inviato il Suo Messaggero con la retta guida e la Religione della Verità perché prevalga sulle religioni tutte, anche a dispetto degli idolatri).","short_description":"*Dirhâm* coniato all'epoca di al-Walîd I.; moneta di base nel mondo arabo sino all'arrivo dei mongoli, il *dirhâm* deriva il suo nome dalla dracma greca: pesava normalmente 2,97 grammi.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"al – Walîd I, 91/ 709.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 2,6, peso gr 2,88.","method_for_datation":"iscrizione (recto, sul margine).","method_for_provenance":"iscrizione (recto, sul margine).","provenance":"Iran, Sijîgistan.","obtention":"donazione.","bibliography":"Walker, J., A Catalogue of the Arab-Byzantine and Post Reform Umayyad Coins, London, 1956, 159","linkcatalogs":"IAM_JO_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Al-Walîd I","moneta","numismatica","Omayyadi"],"materials":["argento/ coniazione"]},"f5534c7f-4ba5-5e47-aca4-efc34893cbc5":{"name":"Tessuto.","description":"Il tessuto è decorato al centro da un grande motivo di vaso con fiori, all'interno di una cornice cuspidata sorretta da due colonnine, alle cui basi figurano due cipressi. Nella parte inferiore è presente un motivo di “porta a cancellata” con, alla sommità, una mezzaluna sormontata da un motivo epigrafico in caratteri arabi. Ai lati due grandi cipressi affiancati da motivi a stella. Tutto il tessuto è incorniciato da girali con foglie lanceolate e fiori a quattro e cinque petali. La decorazione è ottenuta mediante ricamo con filati metallici argentati e dorati.","short_description":"Il tessuto si inquadra in una produzione di ambiente turco di tarda epoca ottomana, caratterizzata dall'uso di motivi floreali di gusto naturalistico, ove è molto evidente una forte influenza di elementi decorativi più propriamente occidentali.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XIII/ XIX secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 300 cm, larghezza cm 200.","method_for_datation":"Il tessuto si inquadra in una produzione di ambiente turco di tarda epoca ottomana del XIII/seconda metà del XIX secolo, caratterizzata dall'uso di motivi floreali di gusto naturalistico, ove è molto evidente una forte influenza di elementi decorativi più propriamente occidentali.","provenance":"Turchia.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Barista, H.Ö., \"Turkish Embroideries. Later Period of The Ottoman Empire\", Seventh International Congress of Turkish Art, Warsaw, 1990, 37-42 \n \nGönül, M., “Some Turkish Embroideries in the Collection of the Topkapisaray Museum in Istanbul”, Kunst des Orients, 1969, VI, 43-76 \n \nTaylor, R., Ottoman Embroidery, London, 1993","linkcatalogs":"IAM_TR_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Decorazione Floreale","ricamo","Tessuto"],"materials":["Raso di seta ricamato a filati metallici."]},"ffe08b8f-98ad-5e02-a0ff-ceaa5ae4d13f":{"name":"Raccolta di poesie","short_description":"Raccolta di poesie di Abd al-Wahhab ibn Mohammad ibn al-Sayyid. Il manoscritto, in caratteri *nasta\\`liq*, contiene due miniature dipinte da Aqa-malik e raffiguranti il principe in un giardino.","type":"Manoscritto","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira X secolo / XVI secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 28, larghezza cm 17","provenance":"Iran","keywords":["diwan","Manoscritto","Miniatura","safavide"],"materials":["Carta","inchiostro","oro e pigmenti"]}}
1
+ {"17d6e18b-8628-5642-bf1b-3e753e6d63d6":{"name":"Soffitto ligneo dipinto della Cappella Palatina.","description":"Il soffitto ligneo dipinto della Cappella Palatina, eretta da Ruggero II subito dopo la propria incoronazione (1131), è l'unico ciclo pittorico su scala monumentale del periodo fatimide che sia sopravvissuto integralmente nel bacino del Mediterraneo. Il soffitto, composto da poligoni a forma di stella, è decorato da vivaci scenette, realizzate con uno stile grafico dal tratto nitido e netto, di chiara derivazione mediorientale, raffiguranti danzatrici, musici, giocatori, leoni e vari altri animali, cavalieri, lottatori, il tutto mescolato a decorazioni geometriche e vegetali. Intorno ai poligoni corrono iscrizioni di buon auspicio in carattere cufico. Il passaggio tra il soffitto e le pareti è modulato dalle muqarnas. L'identificazione delle maestranze attive nella decorazione è ancora oggetto di vivaci dibattiti: G. D'Erme (1995) ha ipotizzato una persistenza della tradizione pittorica tardo sasanide protoislamica, trasmessa nel corso dei secoli nel bacino del Mediterraneo grazie a una probabile circolazione di repertori di modelli figurativi: gli artisti, di cultura raffinatissima, potrebbero essere o i discendenti di conquistatori dell'isola di origine iranica (la cui presenza a Palermo sarebbe provata dalle fonti) o addirittura artigiani dell'Iran selgiuchide chiamati a lavorare a Palermo dal re normanno. Lo studioso tende ad escludere decisamente maestranze nordafricane o cairote. Secondo J. Johns (1995) invece le pitture sarebbero state eseguite da un atelier direttamente importato, per volere di Ruggero II, dall'Egitto fatimide: cadrebbe pertanto la tradizionale tesi secondo la quale gli autori sarebbero arabi di Sicilia e il soffitto della cappella ultima espressione dell'eredità artistica del passato islamico siciliano trasmessa al nuovo regno normanno e da esso riutilizzata a fini politici e ideologici. Johns ha fornito prove, tra l'altro, degli stretti legami politici e culturali stabilitisi tra Ruggero II e il califfato cairota: dalla corrispondenza epistolare con il califfo al-Hafiz ai frequenti scambi di doni, alla presenza di esperti diplomatici egiziani presso la corte palermitana, fino all'uso delle medesime formule epigrafiche, come quella squisitamente fatimide riportata su un'iscrizione un tempo nella Cappella Palatina (ora alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis) in cui il palazzo del monarca viene assimilato a un santuario. Per ciò che attiene il possibile significato del ciclo pittorico, sono molti gli studiosi che, condizionati dall'apparente inconciliabilità tra il carattere profano del ciclo ed il suo contesto ecclesiastico, vi hanno voluto vedere una celebrazione dei piaceri del paradiso coranico, spesso sovraccaricando di simbolismo religioso la lettura delle singole figurazioni che invece andrebbero più semplicemente interpretate come una festosa celebrazione della vita della corte reale (celebrazione comune peraltro anche alla cultura cortese nel mondo islamico) e dei suoi piaceri terreni: il gioco, il bere, la musica, la caccia. È proprio partendo da questo assunto, sfrondato da implicazioni simbolico-religiose, che hanno proposto le loro letture del ciclo sia Johns (1995) che Aurigemma (2004), quest'ultima istituendo gli opportuni confronti tra queste pitture e quelle coeve del soffitto ligneo della Cattedrale di Cefalù, anch'essa commissionata da Ruggero II.","short_description":"Il soffitto ligneo dipinto, realizzato durante il regno di Ruggero II, presenta vivaci scenette con danzatrici, musici, giocatori, leoni e vari altri animali, il tutto mescolato a decorazioni geometriche e vegetali. Il passaggio tra il soffitto e le pareti è modulato dalle *muqarnas*. Secondo studi recenti tra le maestranze figurerebbero pittori provenienti dall'Egitto o, comunque, influenzati dalla coeva arte fatimide.","dates":"tra il 1131 e il 1140","location":"Palermo, Sicilia","method_for_datation":"fonti storiche riportanti la data di fondazione (1131) e di consacrazione della cappella (1140).","bibliography":"Aurigemma, M.G., Il cielo stellato di Ruggero II. Il soffitto dipinto della cattedrale di Cefalù, Milano, 2004 \n \nCruikshank Dodd, E. , “Christian arab sources for the ceiling of the Palatine Chapel, Palermo”, Arte d'Occidente. Studi in onore di Angiola Maria Romanini, Roma 1999, 823-831 \n \nD'Erme, G.M., “Contesto architettonico e aspetti culturali dei dipinti del soffitto della Cappella Palatina di Palermo”, Bollettino d'arte, 6.Ser. 80.1995 (1996), 92, 1-32 \n \nGrube, E., “La pittura islamica nella Sicilia normanna”, La pittura in Italia. L'Altomedioevo, Milano, 1994, 416-431 \n \nJohns, J., “I re normanni e i califfi fatimidi. Nuove prospettive su vecchi materiali”, Del nuovo sulla Sicilia musulmana, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1995, 9-50 \n \nMonneret de Villard, U., Le pitture musulmane al soffitto della Cappella Palatina in Palermo, Roma, 1950 \n \nTronzo, W., The Cultures of his Kingdom: Roger II and the Cappella Palatina in Palermo, Princeton, 1997","patrons":"Re Ruggero II.","dynasty":"Normanni.","linkcatalogs":"IAM_IT_IT_001","author":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["decorazione figurativa"]},"2c11d15b-86e5-562f-bbfd-ef12cbbb45f1":{"name":"Moschea di Karacabey","description":""},"40153d07-6252-5b57-89aa-964009f142c0":{"name":"Coppa con cavaliere.","description":"La decorazione della coppa consiste in una grande figura di cavaliere a tutto campo, il cui volto presenta evidenti tratti mongoli, sopra un fondo campito da tralci vegetali a rilievo. La decorazione è caratterizzata da un disegno particolarmente delicato ed elegante dipinto in policromia, ove ogni colore richiede una cottura separata. L'esemplare appartiene alla classe denominata minâ' i, in persiano haft-rang, (“sette colori”): questa tecnica usa effettivamente sette colori (rosso, blu, verde, giallo, oro, bianco, nero) stesi sopra l'invetriatura e, a volte, come in questo caso, alcuni particolari sono eseguiti in rilievo e coperti da dorature.","short_description":"Questo esemplare appartiene alla classe di ceramiche denominate *minâ' i*, per via dell'uso di sette colori nella decorazione. Il principale centro di produzione delle ceramiche *minâ' i* fu, nell'antichità, Kashan, nell'Iran Centro-settentrionale.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VI/XII-VII/XIII secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 21,8, altezza cm 9,2.","method_for_datation":"Le ceramiche minâ' i furono prodotte soprattutto a Kashan (Iran centro-settentrionale) e con tutta probabilità dovettero essere realizzate da miniatori dei coevi manoscritti andati perduti con l'invasione mongola del 1220. Esse costituiscono pertanto un importante documento storico per lo studio delle miniature dell'epoca.","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Allan, J.W. , “ 'Abûl Qâsīm's Treatise on Ceramics”, Iran, XI, 1973, 111-120 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953","dynasty":"Periodo selgiuchide","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Ceramica","decorazione figurativa","minâ'i"],"materials":["Ceramica invetriata (tipo minâ' i)."]},"41a3ec4b-1e2e-5b41-a889-b733678cd8fd":{"name":"Bottiglia piriforme.","description":"L'esemplare è contraddistinto da una raffinata decorazione dipinta in bianco, rosso, nero con applicazione di foglie dorate, su fondo blu (lajvard in persiano, “lapislazzuli”), consistente in minuti motivi a girali stilizzati, grandi medaglioni polilobati in foglia d'oro e decori geometrici. A differenza delle ceramiche minâ' i, la decorazione di quella lajvardina è per lo più non figurata e si caratterizza per la presenza di motivi floreali, calligrafici, geometrici; con questo tipo di ceramica furono realizzati eleganti vasi ad alto collo, recipienti a parete poligonale, contenitori di forma cilindrica e mattonelle a losange o cruciformi.","short_description":"La bottiglia è un esemplare della classe denominata *lajvardina* per via della decorazione, dipinta in bianco, rosso, nero con applicazione di foglie dorate su fondo blu. Da ciò deriva il nome della classe: *lajvard*, infatti, significa, in persiano, “lapislazzuli”.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VII/XIII-VIII/XIV secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 35.","method_for_datation":"La datazione per la classe denominata lajvardina si ricava dal famoso trattato sulle tecniche dei ceramisti islamici scritto da Abû' l Kasîm di Kashan nel 1301: a tale data la tecnica della ceramica minâ' i non risulta più praticata, in quanto i ceramisti di Kashan sembrano preferire quella della ceramica lajvardina, la cui produzione dovette essere quindi iniziata prima del 1301, come è suggerito da ritrovamenti archeologici a Takht –i Sulayman nella Persia nord-occidentale, negli scavi recentemente condotti nel Palazzo di Abaka-Khan (1265-1281).","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Allan, J.W. , “ 'Abûl Qâsīm's Treatise on Ceramics”, Iran, XI, 1973, pp.111-120 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo ilkhanide","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["bottiglia","Ceramica","Decorazione Floreale","decorazione geometrica","invetriatura"],"materials":["Ceramica invetriata (tipo lajvardina)."]},"643b2b9c-20f5-5b36-9e17-3be5e6f47f5b":{"name":"Complesso Sultân Khassâkî","description":""},"a0dd981d-e256-57f4-ba5c-7f37591cb8b5":{"name":"Moneta (*dirhâm*).","description":"La moneta omeyyade, coniata durante il regno di ai-Walîd I, presenta sul recto, al centro, l'iscrizione che recita â ila illâ Allâh wahda-hu lâ sharîk la-hu (Non vi è altro Dio che Allâh, L'Unico, nessuno Gli è pari), mentre sul margine si legge: “bismi-llâh duriba hadâ-l-dirhâm bi fî sanat ihda wa tis in” (Nel nome di Dio fu coniato questo dirhâm in Sijîstan nell'anno uno e novanta (91). Sul recto sono presenti due iscrizioni, una posta al centro ed una sul margine. Nell'iscrizione centrale si legge: “Allâh ahad Allâh al-samad lam yalid wa lam yûlad wa lam yakun la-hu kufû' an ahad” (Egli, Dio, è uno, Dio l'Eterno. Non generò e né fu generato e nessuno Gli è simile). Quella sul margine recita “Muhammad rasûl Allâh arsala-hu bi-l-hudâ wa al-haqq li-yuzhira-hu alâ al-dîn kulli-hi wa la-hu kariha al-mushrikûn” (Muhâmmad è il messaggero di Dio. Egli è colui che ha inviato il Suo Messaggero con la retta guida e la Religione della Verità perché prevalga sulle religioni tutte, anche a dispetto degli idolatri).","short_description":"*Dirhâm* coniato all'epoca di al-Walîd I.; moneta di base nel mondo arabo sino all'arrivo dei mongoli, il *dirhâm* deriva il suo nome dalla dracma greca: pesava normalmente 2,97 grammi.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"al – Walîd I, 91/ 709.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 2,6, peso gr 2,88.","method_for_datation":"iscrizione (recto, sul margine).","method_for_provenance":"iscrizione (recto, sul margine).","provenance":"Iran, Sijîgistan.","obtention":"donazione.","bibliography":"Walker, J., A Catalogue of the Arab-Byzantine and Post Reform Umayyad Coins, London, 1956, 159","dynasty":"Dinastia Omayyade","linkcatalogs":"IAM_JO_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Al-Walîd I","moneta","numismatica","Omayyadi"],"materials":["argento/ coniazione"]},"f5534c7f-4ba5-5e47-aca4-efc34893cbc5":{"name":"Tessuto.","description":"Il tessuto è decorato al centro da un grande motivo di vaso con fiori, all'interno di una cornice cuspidata sorretta da due colonnine, alle cui basi figurano due cipressi. Nella parte inferiore è presente un motivo di “porta a cancellata” con, alla sommità, una mezzaluna sormontata da un motivo epigrafico in caratteri arabi. Ai lati due grandi cipressi affiancati da motivi a stella. Tutto il tessuto è incorniciato da girali con foglie lanceolate e fiori a quattro e cinque petali. La decorazione è ottenuta mediante ricamo con filati metallici argentati e dorati.","short_description":"Il tessuto si inquadra in una produzione di ambiente turco di tarda epoca ottomana, caratterizzata dall'uso di motivi floreali di gusto naturalistico, ove è molto evidente una forte influenza di elementi decorativi più propriamente occidentali.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XIII/ XIX secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 300 cm, larghezza cm 200.","method_for_datation":"Il tessuto si inquadra in una produzione di ambiente turco di tarda epoca ottomana del XIII/seconda metà del XIX secolo, caratterizzata dall'uso di motivi floreali di gusto naturalistico, ove è molto evidente una forte influenza di elementi decorativi più propriamente occidentali.","provenance":"Turchia.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Barista, H.Ö., \"Turkish Embroideries. Later Period of The Ottoman Empire\", Seventh International Congress of Turkish Art, Warsaw, 1990, 37-42 \n \nGönül, M., “Some Turkish Embroideries in the Collection of the Topkapisaray Museum in Istanbul”, Kunst des Orients, 1969, VI, 43-76 \n \nTaylor, R., Ottoman Embroidery, London, 1993","dynasty":"Periodo ottomano","linkcatalogs":"IAM_TR_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Decorazione Floreale","ricamo","Tessuto"],"materials":["Raso di seta ricamato a filati metallici."]},"ffe08b8f-98ad-5e02-a0ff-ceaa5ae4d13f":{"name":"Raccolta di poesie","short_description":"Raccolta di poesie di Abd al-Wahhab ibn Mohammad ibn al-Sayyid. Il manoscritto, in caratteri *nasta\\`liq*, contiene due miniature dipinte da Aqa-malik e raffiguranti il principe in un giardino.","type":"Manoscritto","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira X secolo / XVI secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 28, larghezza cm 17","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia safavide","keywords":["diwan","Manoscritto","Miniatura","safavide"],"materials":["Carta, inchiostro, oro e pigmenti"]}}
@@ -1 +1 @@
1
- {"8d436c70-8d15-5b93-b5b5-044a974ad60d":{"name":"Panela.","description":"Panela de bordo vertical recto com lábio plano e rebordo exterior, boca circular, colo cilíndrico, corpo troncocónico com carena pronunciada situada junto à base. Possui duas asas de fita com uma nervura central e base convexa. Apresenta incisões decorativas horizontais no bordo, no colo y cuerpo, e marcas de fogo que indicam o seu uso culinário. Peça restaurada.","short_description":"Peça de uso culinário, de grande simplicidade formal e marcado despojamento decorativo. Este tipo de panela foi encontrado num forno almóada escavado en Mértola e aparece quase exclusivamente nesta região, razões que permitem identificá-la como uma produção local.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Primeiras décadas do VII AH / primeras décadas do XIII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro do borde 23,5 cm; diâmetro da base 19 cm; comprimento 35 cm; altura 21,5 cm.","method_for_datation":"Foi datado na época almóada por razões estratigráficas, já que foi encontrado nos níveis de abandono de uma das casas da alcáçova abandonadas após a conquista de Mértola pelos cristãos em 635-636 AH / 1238 AD.","method_for_provenance":"Este tipo de panela foi encontrado num forno almóada escavado en Mértola e aparece quase exclusivamente nesta región, razões que nos permiten identificá-lo como uma produção local.","provenance":"Mértola.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S. “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, ed. S. Macias, Mértola, 2001, pp. 107-167. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 155.","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["alimentação","cozinha","vida quotidiana"],"materials":["Cerâmica comum moldada com pasta avermelhada em torno rápido e cozida em atmosfera oxidante."]},"ada30dbf-d7f6-59db-9686-df60e9f94fc9":{"name":"Amendoeiras em flor.","description":"Uma das mais conhecidas lendas portuguesa narra a forma como as amendoeiras passaram a fazer parte da paisagem da região sul de Portugal. Um príncipe árabe, casado com uma cristã do Norte, estranhava a permanente tristeza em que a esposa vivia, pelo que um dia perguntou-lhe a que se devia aquele permanente estado de espírito. Foi-lhe então respondido que sentia a falta da neve, frequente no Norte da Península, mas que raramente cai nas regiões mais a Sul. O princípe mandou então plantar amendoeiras, cujo florescimento, no final do Inverno, cria a ilusão dos campos cobertos de neve. \n \nA lenda, romântica e plena de lirismo, tem, contudo, um fundo de verdade e apresenta ligações profundas ao território português. \n \nAl-Mutamid, poeta e senhor da dinastia abádida (461-484 AH / 1069-1091 AD) lançou um dia um repto a Ibn Amar, enquanto passeavam ao longo do Guadalquivir: “A brisa converte o rio / numa cota de malha”. A resposta veio de Itimad, escrava de Romaik: “Melhor cota não se acha / desde que a congele o rio”. Impressionado pela beleza da escrava e pela sua inspiração poética, al-Mutamid tomou-a por mulher e fê-la rainha. As origens familiares e geográficas de Itimad limitaram-se a ajudar a construir a lenda. Embora os factos narrados se reportem à região de Sevilha, al-Mutamid nasceu em Beja e foi senhor de Silves, tendo depois governado grande parte do sul da Península Ibérica. \n \nApeado do poder, al-Mutamid, viria a ser exilado em Marrocos, onde faleceu em 30 de Dhu'l-Hijja de 487 /10 de Janeiro de 1095. Itimad jaz a seu lado, num mausoléu em Agmat.","short_description":"As amendoeiras em flor marcam, no final do Inverno, a paisagem algarvia. Teriam sido plantadas, segundo a lenda, por um príncipe árabe em homenagem à sua amada, oriunda do norte. Assim se criaria a ilusão da neve, rara no sul. A lenda mergulha as suas raízes no romance entre o princípe abádida Al-Mutamid e e a escrava Itimad. Impressionado pela sua beleza e pela sua inspiração poética, al-Mutamid tomou-a por mulher e fê-la rainha. As origens familiares e geográficas de Itimad limitaram-se a ajudar a construir a lenda.","dates":"Desde presença muçulmana na região (séc. II AH / VIII AD).","location":"Sul de Portugal.","method_for_datation":"Através da tradição oral.","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Isabel Cristina Ferreira Fernandes","keywords":["al-Mutamid","amendoeiras","lenda","paisagem","Sul de Portugal","tradições"]}}
1
+ {"8d436c70-8d15-5b93-b5b5-044a974ad60d":{"name":"Panela.","description":"Panela de bordo vertical recto com lábio plano e rebordo exterior, boca circular, colo cilíndrico, corpo troncocónico com carena pronunciada situada junto à base. Possui duas asas de fita com uma nervura central e base convexa. Apresenta incisões decorativas horizontais no bordo, no colo y cuerpo, e marcas de fogo que indicam o seu uso culinário. Peça restaurada.","short_description":"Peça de uso culinário, de grande simplicidade formal e marcado despojamento decorativo. Este tipo de panela foi encontrado num forno almóada escavado en Mértola e aparece quase exclusivamente nesta região, razões que permitem identificá-la como uma produção local.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Primeiras décadas do VII AH / primeras décadas do XIII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro do borde 23,5 cm; diâmetro da base 19 cm; comprimento 35 cm; altura 21,5 cm.","method_for_datation":"Foi datado na época almóada por razões estratigráficas, já que foi encontrado nos níveis de abandono de uma das casas da alcáçova abandonadas após a conquista de Mértola pelos cristãos em 635-636 AH / 1238 AD.","method_for_provenance":"Este tipo de panela foi encontrado num forno almóada escavado en Mértola e aparece quase exclusivamente nesta región, razões que nos permiten identificá-lo como uma produção local.","provenance":"Mértola.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S. “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, ed. S. Macias, Mértola, 2001, pp. 107-167. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 155.","dynasty":"Período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["alimentação","cozinha","vida quotidiana"],"materials":["Cerâmica comum moldada com pasta avermelhada em torno rápido e cozida em atmosfera oxidante."]},"ada30dbf-d7f6-59db-9686-df60e9f94fc9":{"name":"Amendoeiras em flor.","description":"Uma das mais conhecidas lendas portuguesa narra a forma como as amendoeiras passaram a fazer parte da paisagem da região sul de Portugal. Um príncipe árabe, casado com uma cristã do Norte, estranhava a permanente tristeza em que a esposa vivia, pelo que um dia perguntou-lhe a que se devia aquele permanente estado de espírito. Foi-lhe então respondido que sentia a falta da neve, frequente no Norte da Península, mas que raramente cai nas regiões mais a Sul. O princípe mandou então plantar amendoeiras, cujo florescimento, no final do Inverno, cria a ilusão dos campos cobertos de neve. \n \nA lenda, romântica e plena de lirismo, tem, contudo, um fundo de verdade e apresenta ligações profundas ao território português. \n \nAl-Mutamid, poeta e senhor da dinastia abádida (461-484 AH / 1069-1091 AD) lançou um dia um repto a Ibn Amar, enquanto passeavam ao longo do Guadalquivir: “A brisa converte o rio / numa cota de malha”. A resposta veio de Itimad, escrava de Romaik: “Melhor cota não se acha / desde que a congele o rio”. Impressionado pela beleza da escrava e pela sua inspiração poética, al-Mutamid tomou-a por mulher e fê-la rainha. As origens familiares e geográficas de Itimad limitaram-se a ajudar a construir a lenda. Embora os factos narrados se reportem à região de Sevilha, al-Mutamid nasceu em Beja e foi senhor de Silves, tendo depois governado grande parte do sul da Península Ibérica. \n \nApeado do poder, al-Mutamid, viria a ser exilado em Marrocos, onde faleceu em 30 de Dhu'l-Hijja de 487 /10 de Janeiro de 1095. Itimad jaz a seu lado, num mausoléu em Agmat.","short_description":"As amendoeiras em flor marcam, no final do Inverno, a paisagem algarvia. Teriam sido plantadas, segundo a lenda, por um príncipe árabe em homenagem à sua amada, oriunda do norte. Assim se criaria a ilusão da neve, rara no sul. A lenda mergulha as suas raízes no romance entre o princípe abádida Al-Mutamid e e a escrava Itimad. Impressionado pela sua beleza e pela sua inspiração poética, al-Mutamid tomou-a por mulher e fê-la rainha. As origens familiares e geográficas de Itimad limitaram-se a ajudar a construir a lenda.","dates":"Desde presença muçulmana na região (séc. II AH / VIII AD).","location":"Sul de Portugal.","method_for_datation":"Através da tradição oral.","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Isabel Cristina Ferreira Fernandes","keywords":["al-Mutamid","amendoeiras","lenda","paisagem","Sul de Portugal","tradições"]}}
@@ -1 +1 @@
1
- {"1f5849a0-4eae-5275-9603-dfe4acb6e862":{"name":"İbrik.","description":"İbrik armut biçimli gövdeli, kulplu ve emziklidir. İbriğin süslemesi, bitki motifleri ve kitabe frizlerinden oluşmaktadır. İbriğin omuz kısmını nesihle yazılmış bir kitabe frizi dolanmaktadır. Bu kitabenin hemen altında bitki motiflerinden oluşan ikinci bir friz yer almaktadır. Eserin boynunda ve emzik kısmında da yine nesihle yazılmış kitabeler bulunmaktadır. İbriği süsleyen kitabeler ve bitki motifleri gümüş varaklarla omuzdaki kitabenin çerçevesi ise kırmızı-bakır varaklarla bezelidir. İbriğin omzunda ve emziğinin üzerinde yer alan kitabeler, eserin sahibine şan, şöhret, başarı ve ebedi hayat dileyen, bereket kitabeleridir. Bu nedenle ibrik, gerek Mezopotamya' ya ait tarihli bir örnek olması, gerek boyun kitabesinde iki Musullu ustanın adının birlikte anılmış olması bakımından büyük önem taşımaktadır.","short_description":"Zengiler döneminde Musul ve civarı, İslam maden sanatının önemli merkezlerindendi. Bu merkezin, teknik ve üslup bakımından Anadolu'da Artuklu maden sanatına büyük etkisi olmuştur. Kitabesine göre Musullu usta İyas tarafından yapılan bu ibrik, döneminin karakteristik özelliklerini taşımaktadır.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 627 / M. 1229.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Yük: 39 cm.(kapaksız); Kaide çapı: 16,5 cm., en geniş çapı: 20 cm.","method_for_datation":"Boynu dolanan kitabede ibriğin, “Musullu usta Abdülkerim İbn-el Turabi'nin gulam'ı (kalfası) İyas” tarafından, 627 / 1229 yılında yapıldığı belirtilmiştir.","obtention":"Gelibolu Süleyman Paşa Türbesinden 11 Aralık 1911'de getirilmiştir.","bibliography":"Erginsoy, ü., İslam Maden Sanatının Gelişmesi, İstanbul 1978. \n \nölçer, N. vd, *Türk ve İslam Eserleri Müzesi*, İstanbul 2002, s.78-79.","author":"Alev Özay","keywords":["Bitkisel bezeme","hat","ibrik","pirinç"],"materials":["kazıma tekniği ile süslenmiştir. Kırmızı bakır ve gümüş kakmalıdır.","Pirinçtir. Döküm tekniği ile yapılmış"]},"2c11d15b-86e5-562f-bbfd-ef12cbbb45f1":{"name":"İmaret Camii","description":""},"6683cc1c-52e6-5a4a-a227-4855d653487b":{"name":"Firuzekari Altın Gülabdan.","description":"Armudi gövdeli, yuvarlak kısa kaidelidir. Selvi biçimli ince uzun boyun kısmı, bir mil üzerinde dönen, üzeri bitkisel dekorlu topuzla gövdeye rapdedilmiştir. \n \nGövde zeminine düz kesimli firuzeler (Firuzekâri) yerleştirilmiş, bunun üzerinde dönüşümlü olarak sıralanan lale, gül, karanfilden oluşan çiçek demetleri ve servi motifleri maden tabakasının üzerine çizilen desenin zemin kısımları kesilip çıkarılarak yapılan delik işi (ajur) tekniği ile yapılmıştır. Sepicinin üzerinde firuzekâri serviler, kaidede aynı teknikte palmetler vardır. Tüm yüzey yuvalar içinde yakut ve zümrütlerle süslenmiştir. Füruzekâri işçilik, altın bezemesi 16. yüzyıl son çeyreğinde özellikle Kur'an kaplarında uygulanmıştır. \n \nYeşilimtırak mavi renkte bir taş olan firuze, nazara karşı bir tılsım sayıldığı gibi, düşme kazalarının tehlikesizce geçiştirilmesini temin ettiğine de inanılır. \n \nOsmanlılar döneminde, üzerinde çok zarif işçilikli kıymetli taşlarla süslü gülabdanları daha ziyade Saray mensupları kullanmışlardır. Gülabdanlar, altın, gümüş, porselen ve camdan yapılan uzun boyunlu, dar ağızlı, şişkin gövdeli kaplardır. Günlük ve mevlid gibi dini toplantılarda misafirlerin ellerine gül suyu dökmek adettir. İçine gülsuyu konarak istendiği zaman damlatmaya ve serpmeye yarar. Gülabdanın ayrıca bir tablası olur ve genellikle mevlidlerde buhurdanla birlikte takım halinde kullanılırdı.","short_description":"Dini törenlerde ve özel toplantılarda konuklara ikram edilmek üzere gülsuyu konulan gülabdanların özellikle altın olanları, saray mensupları tarafından kullanılırdı. İslam inanışına göre, Hz. Muhammed'i simgeleyen 'gül'ün kokusunu taşıyan gülsuyunu kullanmak yapılan ibadeti daha anlamlı kılardı.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 10. / M. 16. yüzyılın son çeyreği.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Yük: 32 cm.","method_for_datation":"10. / 16. yüzyılın ortalarından başlayarak, natüralist bir yaklaşımla lale, gül, sümbül, selvi ve nar motiflerinin de Osmanlı bezeme repertuvarına girmeye başlandığı gözlenir. Bu özelliklerin örneğimizde de görülmesi ve Topkapı Sarayı Hazinesinde yer alan benzer örnekler nedeniyle, eserimiz 10. / 16. yüzyılın son çeyreğinde tarihlenmektedir.","method_for_provenance":"Eserin işçiliği saray işçiliği kalitesinde olduğundan, ve Topkapı Sarayı'nda yer alan benzer örneklerin İstanbul'da Topkapı Sarayı atölyelerinde yapıldığı düşünülmektedir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Eyüp Sultan Türbesi'nden 10 Ocak 1919 tarihinde getirilmiştir.","bibliography":"*Anadolu Medeniyetleri III*, *Selçuklu-Osmanlı*, İstanbul 1983, 181.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Alev Özay","keywords":["firuze","Firuzekari","Gülabdan","sümbül","turkuaz"],"materials":["çeşitli maden","Firüzekari ve delik işi tekniği ile şekillendirilmiştir. Altın","gümüş","porselen ve camdan yapılmıştır."]},"69a91c1d-a3b0-5106-9135-ad44679f9576":{"name":"Nilüfer Hatun İmareti.","alternate_name":"İznik Müzesi.","description":"Tabhaneli, zaviyeli, ya da çok işlevli camiler olarak adlandırılan ve 8.-9. / 14.-15. yüzyıllarda, Anadolu'da çok fazla örneği görülen yapılar tipinde inşa edilmiştir. Yapı doğu-batı yönünde uzanan dikdörtgen alan içine art arda yerleştirilmiş dağılım ve ibadet mekanı ile dağılım mekanının kuzey ve güneyindeki birer oda ve doğu cephesi önünde uzanan son cemaat yerinden oluşur. Doğu cephesi 40,5 m, son cemaat yeri 25,35 m. genişliğinde olup son cemaat yeri dahil derinlemesine uzunluğu 33,60 m.dir. \n \nDört paye ve dört sütun tarafından taşınan beş bölümlü son cemaat yeri yanlarda ikişer, önde beş sivri kemerlidir. Alışılanın aksine, giriş cephesinin tümünü kaplamayan son cemaat yerinde ortadaki bölüm kubbeyle, diğerleri ise birer tekne tonozla örtülmüştür. Batı cephesinin ortasına, dağılım mekanına açılan ve üzerinde inşa kitabesi bulunan kapı yerleştirilmiştir. \n \nKare planlı dağılım mekanı, üzerinde yuvarlak aydınlık feneri bulunan bir kubbeyle örtülmüştür. Batısındaki ibadet mekanının üst örtüsü bir kemerle iki bölüme ayrılmıştır. Doğudaki bölümün ortasında sekiz dilimli bir kubbe yer alırken, batıdaki bölümde kubbe çapraz ve yıldız tonozlar arasına yerleştirilmiştir. Mihrap nişi güney duvarındadır. Dağılım mekanının kuzey ve güneyinde bulunan dikdörtgen planlı odalar, aynalı kemerlerle kareye dönüştürülmüş ve üzerleri kırık üçgen geçişli birer kubbe ile örtülmüştür. Her iki odanın da doğu duvarlarında ocak nişleri bulunur. \n \nüstü kiremit kaplı yapının cepheleri bir sıra kesme taş ve üç sıra tuğla ile almaşık teknikle örülmüştür. Duvarların üst kesimini dört sıra tuğladan yapılmış kirpi saçak çevrelerken, kubbelerin kirpi saçakları iki sıra tuğladan oluşturulmuştur \n \nSon cemaat yerinin sütun başlıkları, giriş kapısının söve ve lentosu, alınlık ve yanlardaki payeler mermerdir. Cephelerde tuğla ve taşların farklı şekillerde yerleştirilmeleriyle oluşturulmuş süslemeler vardır. Giriş ekseni üzerinde yer alan kaval silmeli payeler değişik bir süsleme unsuru olarak göze çarpar. Son cemaat yerinin orta bölümünün kubbesi ve giriş mekanının duvarlarının üst kısmında kabartma tekniği ile yapılmış palmet motifli frizlerin bulunduğu alçı süslemeler vardır. \n \nNilüfer Hatun İmareti'nin işlevi konusunda farklı görüşler bulunmaktadır. Bazı araştırmacılar, yoksullara yiyecek dağıtılan yer anlamına gelen “imaret” sözcüğünden hareketle yapının bir aşhane olduğunu ifade ederken diğerleri, imaret sözcüğünün bu anlamını daha sonraki dönemlerde kazandığını; başlangıçta hayır için yapılan her türlü yapıya imaret dendiğini; bu nedenle 8.-9. / 14.-15. yüzyıllarda Anadolu'da çok sayıda örneği görülen ve imaret denilen bu tür yapıların gezici dervişlerin barınması için inşa edildiklerini kabul ederler. \n \nKurtuluş Savaşı (1919-1922) sırasında tahrip olan yapı daha sonra bir süre depo olarak kullanılmıştır. 1955'ten sonra onarılmış ve müze olarak hizmete açılmıştır. Müzede İznik ve çevresindeki kazılardan çıkarılan seramikler ile çeşitli antik ve etnografik malzeme sergilenmektedir.","short_description":"Tuğla, taş ve mermerin birlikte kullanıldığı, özellikle iç mekândaki örtü çeşitlemesiyle dikkati çeken yapı, I. Murad tarafından annesi adına yaptırılmıştır. Bizans Harmankaya Tekfuru'nun kızı olan Holophira, Orhan Gazi ile evlenip İslamiyet'i seçtikten sonra Nilüfer adını almış ve yaşamı boyunca yaptığı hayır işleriyle haklı bir ün sağlamıştır. 14. - 15. yüzyıllarda Anadolu'nun Müslümanlaştırılmasında büyük rol oynayan misyoner dervişlerin konaklamalarına olanak sağlayan tabhaneli cami örneklerindendir.","dates":"H. 790 / M. 1388.","location":"İznik, Bursa","method_for_datation":"Giriş kapısı üzerinde yer alan mermer bir levha üzerine yazılmış üç satırlık kitabe yer almaktadır. Sultan I. Murad'ın (1362-89) annesi “Nilüfer Hatun” için yaptırılmış ve 8 Nisan 1388'de tamamlanmıştır.","bibliography":"Aslanapa, O., *Osmanlı Devri Mimarisi* , İstanbul 1986. \n \nAyverdi, E.H., *İstanbul Mi'mâri çağının Menşei. Osmanlı Mi'mârisinin ilk Devri 630-805 (1230 -1402)*, Baha Matbaası, İstanbul, 1962, s. 320-328 \n \nEyice, S., İki Türk Abidesinin Mahiyetleri Hakkında Notlar. İznik'te Nilüfer Hatun İmareti ve Kayseri'deki Köşk Medrese, *İFYAD 2*, 1957, s. 107-110 \n \nEyice, S., “İlk Osmanlı Devrinin Dini-İçtimai Bir Müessesesi: Zaviyeler ve Zaviyeli Camiler”, *İktisat Fakültesi Mecmuası*, *XXIII*, 1962/63, 1-80. \n \nGoodwin, G., *A History of Ottoman Architecture*, Thames and Hudson, London 1992, s. 22, 44-45","patrons":"I. Murad (Hüdevandigar) H. 764-792 / M. 1362-1389.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Mehmet Kahyaoğlu","keywords":["gezici derviş","İmaret","İznik","Nilüfer Hatun","Orhan Gazi","tabhane","Zaviye"]},"72c0e86c-b1ae-5017-a60e-32986c29c774":{"name":"Surname-i Hümayun.","description":"Surname 1582 yılında III. Murad'ın oğlu Şehzade Mehmed için düzenlenen ve 52 gün 52 gece boyunca süren sünnet düğünü şenliklerini ele alan bir çalışmadır. Yazmada şenlik sırasında İstanbul esnafının meslek dallarına ilişkin üretimlerini bir geçit töreni ile sundukları, çeşitli eğlenceler düzenlendiği, davetlilere ve halka her gün ziyafet ve yemekler verildiği, padişahın zaman zaman halka altın ve gümüş saçtığı, fakir çocukları sünnet ettirip giydirdiği, dilencileri sevindirdiği, borçlarından dolayı hapse düşenlerin borçlarını ödeyerek onları özgürlüklerine kavuşturduğu sözel ve görsel olarak belgelenmektedir. Eser bu yönüyle 10. / 16. yüzyıl Osmanlı yaşamını, ekonomisini, sosyal hayatını, kültürünü, sanatını ve eğlence hayatını gözler önüne seren tarihi bir kaynak niteliği taşımaktadır. \n \nŞenlik Hipodrom'da, yani At Meydanı'nda gerçekleşmiştir. Bu alanda bulunan İbrahim Paşa Sarayı, sarayın bir köşesine saray erkanı ve yabancı hükümet temsilcileri için yapılan üç katlı ahşap seyirlik binası eserdeki sahnelerin vazgeçilmez dekorunu oluşturmuştur. \n \nBunu yansıtan örneklerden biri *camcılar loncasının geçişi*ni gözler önüne seren minyatürdür. Burada padişah, İbrahim Paşa Sarayı Divanhanesi'nin şahnişininden, ürettikleri cam objeleri sunan, hatta tekerlekli bir araba üzerine yerleştirdikleri seyyar fırın yardımıyla camın üretim aşamalarını ve kullandıkları aletleri sergileyen camcılar loncasını, meydanda küme olmuş halk ve seyirlik binasında oturan misafirlerle birlikte izlemektedir. \n \nEserde mimar ve mühendisler grubunun *Süleymaniye Camii*'nin tahta ve fildişinden yapılmış çok benzer bir maketi ile geçişini gösteren bir diğer tasvir bu dönemde hala hayatta olan ve muhtemelen bu geçit törenine katılan Mimar Sinan'ı temsil etmesi ve onun en anıtsal yapısı aracılığıyla Osmanlı sanatının görkemini yansıtması açısından dikkat çekicidir. \n \nSünnet düğünü şenlikleri eserde genelde bu iki sahnenin kompozisyon şemasında olan 250 çift sayfa minyatür ile resimsel bir öyküye dönüşmüştür.","short_description":"*Surname,* 990 / 1582 yılında III. Murad'ın şehzadesi Mehmed için düzenlenen sünnet düğünü şenliklerini, olayın gerçekleştiği At Meydanı ve İbrahim Paşa Sarayı'nın oluşturduğu dekor içinde, sözel ve görsel olarak belgeleyen muhteşem bir çalışmadır.","holder":"Topkapı Sarayı Müzesi.","initial_owner":"Sultan III Murad (r. AH 982-1003 / AD 1574-95).","dates":"H. 991-997 / M. 1583-1588.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Boy: 33.5 cm. En: 23.5 cm.","method_for_datation":"Eserin bazı sayfaları ve ketebe kaydı eksik olduğu için Başbakanlık Arşivi, Kepeci Ruus Defteri (3 Safer 997/1583 No.250, 37)'nden 1588 yılında tamamlandığı öğrenilmektedir.","method_for_provenance":"Topkapı Sarayı nakkaş ekibi tarafından hazırlandığı bilindiği için İstanbul'da hazırlandığı düşünülmektedir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Eser sultan için yapılmıştır ve her zaman sarayın mülkiyetinde kalmıştır.","bibliography":"And, M. *Kırk Gün Kırk Gece*, İstanbul, 1959. \nAtasoy, N. *Surname-i Hümayun*, İstanbul, 1998. \nAtasoy, N. “Tarih Konulu Minyatürlerin Usta Nakkaşı Osman”, *Sanat Dünyamız*, S.73, Yıl,1999, s.213-221. \nİpşiroğlu, M.Ş. “Das Hochzeitbuch Murats III”, *Deutsch-Türkische Gesellschaft*, Bonn, 1960. \nTansuğ, S. *Şenlikname Düzeni*, İstanbul, 1961.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Şebnem Tamcan","keywords":["cam","hat","İbrahim Paşa Sarayı","Mimar Sinan","minyatür","Süleymaniye"],"materials":["Aharlı kağıt","altın yaldız","deri.","mürekkep","suluboya"]},"823fdade-8900-58b3-bcda-59a5e61574cf":{"name":"Leğen-İbrik Takımı.","description":"Abdest almak için kullanılan leğen-ibrik takımıdır. Leğen büyük ve kenarları dışa dönüktür. İbriği armudi gövdeli, eğimli kulplu ve kapaklıdır. Leğenin dışa dönük kenarları, ibriğin tüm gövde ve kapağı, emziğinin alt kısmı yivlerle küçük baklavalara bölünmüş, içlerine bir dik bir yatay yiv açılarak ayrıca kareler oluşturulmuştur. Kapağın tepesinde dönemin modasına uygun tomurcuk ve yaprak vardır. \n \nAltın yaldızlı bakır (tombak) ve kazıma tekniği ile süslenmiştir. Türk maden sanatında, özellikle saf bakırın altın varakla yaldızlanması (tombak), 18. yüzyıldan sonra daha çok görülür. Kimyasal yöntemle yapılan kaplamada, altın tozunun cıvayla karışmasından oluşan amalgam, madeni yüzeye sürülerek fırınlanır. Isı ile cıva buharlaşırken, altın tozu esere yapışır. Daha kontrollü bir kaplama, istenilen kalınlıkta altın varaklarının cıva sürülmüş eser yüzeyine yerleştirilmesiyle elde edilir. Fırınlanan malzemedeki cıva buharlaşırken, varaklar eser yüzeyine yapışır. \n \nLeğen ve ibrikte Pertevniyal Valide Sultan türbesinde vakfedildiğini belirten yazı ve 1286 / 1870 tarihi yer alır. Pertevniyal, Sultan II. Mahmud' un (1223-1255 / 1808-1839) ikinci ikbaliyken, daha sonra tahta geçecek oğlu Abdülaziz'in doğumu ile beşinci kadın efendiliğe yükselmiştir. Abdülaziz'in tahta çıkmasıyla Valide Sultan oldu. Aksaray' da bir cami, mektep ve çeşme yaptırdı. 1883' de vefat etti. Kendi adı ile anılan caminin avlusunda bulunan türbesine defnedildi. Sergimizde bu türbeden müzeye getirilen çeşitli eserler yer almaktadır.","short_description":"Altın her dönemde devletlerin ekonomik gücünün bir ifadesi olmuştur. 'Tombak'' tekniği, eşyalara altın görüntüsü verebilmek amacıyla kullanılan bir teknikti. Sultan Abdülaziz'in annesi Pertevniyal Valide Sultan'ın dini törenlerde kullandığı leğen-ibrik de tombak tekniğiyle oluşturulmuştur.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Olasılıkla Pertevniyal Valide Sultan (Öl. 1300 / 1883; Valide Sultanlığı: H. 1277-92 / M.1861-76).","dates":"H. 1286 / M. 1870.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Leğen: Yük 12cm., çapı: 60 cm., İbrik: yük:30,5 cm.","method_for_datation":"Leğende ve ibrikte Pertevniyal Valide Sultan Türbesine vakfedildiğini belirten yazı ve 1286 / 1870 tarihi yer alır.","method_for_provenance":"Leğen-ibrik takımı Sultan Abdülaziz'in annesi Pertevniyal Valide Sultan'ın türbesi için yapılmıştır. Tombak tekniği özellikle başkent İstanbul'da üretildiğinden, bu takımın da İstanbul'da üretilmiş olması kuvvetle muhtemeldir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Asıl olarak vakfedildiği Pertevniyal Valide Sultan Türbesinden 9 ocak 1926 tarihinde Müze'ye gelmiştir.","bibliography":"*Anadolu Medeniyetleri III, Selçuklu-Osmanlı*, İstanbul, 1983, 305.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Alev Özay","keywords":["Abdülaziz","ibrik","II. Mahmud","leğen","Pertevniyal Valide Sultan","Tombak"],"materials":["Bakır üzerine altın yaldızın kaplanmasıyla elde edilen tombak tekniğindedir."]},"a7ce0231-54e8-5757-928a-48c3c0b66585":{"name":"Süleymaniye Suyolu Haritası.","description":"Süleymaniye Camii'ne su getirmek amacı ile yapılan suyolunu anlatan Süleymaniye Suyolu haritası, aharsız kağıt üzerine elde yapılmıştır. Ancak suyolu sadece camiye değil külliyedeki imaret, şifahane, mektep, çeşmeler ve yolu üzerindeki evlere de su vermek üzere planlanmıştır. Süleymaniye'ye su getiren suyolu, Halkalı Suları içinde debisi en fazla olan Aypah (Kirazlı) ve çınar suları ile beslenmekte ve şehirde seksen yere su vermektedir. Su yolu haritasında suyun ilk çıkış noktasından Süleymaniye'ye ulaşıncaya kadar geçtiği yerler, ana suya katılan yeni sular, şehir surlarından içeriye girdiği noktalar, özellikle de maslak ve su kemerleri tüm detayı ile çizilmiştir. \n \nHaritada ölçeksiz şematik anlatım yapılmıştır. Bu nedenle bir çok bina ve semt tam olarak bugünkü konumuna yerleştirilememektedir. Harita, su getirmek amacı ile yapıldığı Süleymaniye Camii'nin çizimi ile son bulmaktadır. \n \nSuyolları haritaları, çıktığı noktadan itibaren künkler ile yolları belirlenen, kemerlerle engebeleri aşan, su terazileri ile basıncı ayarlanan, maksemlerle dağıtım yapılacak yerlere yönlendirilen ve sonunda da çeşme ve sebillere ulaşan suyun öyküsünü anlatmaktadır. Bu anlatımda şehrin yerleşimi, bu yerleşimde oturan kişiler ve yapılar hakkında da bilgi verilmektedir. İstanbul Şehzadebaşı'ndaki Bozdoğan (Valens) Sukemeri, “Atpazarında olan büyük kemer budur,” cümlesiyle tanıtılmakta, bu kemerden su alan ayrıcalıklı kişi ve kuruluşların isimleri belirtilmektedir. Halkalı Suyu ancak sultanın yazılı fermanı ile ayrıcalıklı kişilerin, devlet erkanının evlerine verilebilmektedir. Harita üzerinde bu kişilerin adları da belirtilmektedir. örneğin, Kanuni Sultan Süleyman'ın dişçisi Moşe Hamon'un (899-962 / 1494-1554) evi, haritada “Hamudoğlu Hanesi” olarak gösterilmiştir. \n \nSuyolları haritaları ile hem kentin su ihtiyacının nasıl karşılandığını hem de devlet erkanının oturduğu semtleri, saraya yakın kişilerin yoğunlukla yaşadığı bölgeleri de öğrenmekteyiz. Bu nedenle suyolları haritaları şehrin sosyal yapısını tanımlamakta önemlidir.","short_description":"İstanbul tarih boyunca su kaynaklarının yetersizliği nedeniyle sorunlar yaşamış ve kentin su gereksinimi kent dışındaki kaynaklardan künkler ve kemerler ile karşılanmıştır. Suyolu haritaları, suyun kaynağından kentteki çeşmelere kadar geçtiği yollar, yollardaki eserler ve kentin sosyal yapısı hakkında bilgi verirler.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 12. / M. 18. yüzyıl ikinci yarısı.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Uzunluk: 2572 cm. Gen: 30 cm.","method_for_datation":"Su yolları haritasında tarih yoktur. Elimizdeki nüshanın, 12. / 18. yüzyılda yapılan bir kopya olduğu, bu yüzyılda yaşayan kişilere ait yapılara da su verilmesinden dolayı anlaşılmaktadır. örneğin, Taygun Sarayı'na bağlantının 1161 / 1748 yılında inşa edildiği bilindiğine göre bu harita bu tarihten sonra yapılmış olmalıdır.","method_for_provenance":"Padişahın emriyle, Hassa mimarları tarafından inşa edilen Halkalı sularının dağılımını gösteren bu haritada ancak Hassa Mimarları Ocağı üyelerince hazırlanmış olabilir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Evkaf Levazım Müdürlüğünden, 1923 yılında Müzeye gelmiştir.","bibliography":"Aksoy, Ş. “İstanbul'un Suyolları”, *P Dergisi*, Yaz 2001(S.22), s.17-29 \n \nçeçen, K. *Süleymaniye Suyolları*, İTü Yayınları, İst. 1986 \n \nçeçen, K. *Halkalı Suları*, İstanbul 1991 \n \nYerasimos, S. *Soliman le Magnifique*, Paris 1999, cat.no.323","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Şule Aksoy","keywords":["su"],"materials":["kağıt","mürekkep","renkli boya."]},"b71ad5bf-0537-5bae-a28c-3289c9d237b7":{"name":"Beylerbeyi Sarayı.","description":"Beylerbeyi Sarayı, Boğaziçi'nin Anadolu yakasında, eskiden İstavroz Bahçeleri adıyla anılan Beylerbeyi semtinde yer alan bir sahil sarayıdır. Saray kompleksine ait birimler araziye, birbirinden bağımsız bir biçimde ve herhangi bir simetri aranmaksızın yerleştirilmiştir. Ana yapı olan saray binası yüksek bir bodrum üzerine iki katlı ve kâgir olarak yapılmıştır. Yaklaşık olarak 65x40 m. boyutlarındaki yapı, kuzey-güney doğrultusunda uzanan dikdörtgen bir alan üzerine oturmaktadır. Sarayın güney bölümü Mabeyn, kuzey bölümü ise Harem olarak tasarlanmıştır. Simetrik ve aksiyal bir plana sahip olan ana yapı, dış görünümündeki Batılı etkilere karşılık geleneksel Türk evi plan anlayışını anımsatan eyvanlı merkezi sofa düzenlemesine dayanan bir plan kompozisyonuna sahiptir. Rıhtım ile saray arasında boydan boya uzanan ve yinelenen üçlü pilastrlarla hareketlendirilmiş olan duvarda, iki deniz kapısı ile iki küçük deniz köşkü bulunmaktadır. Yalı ya da deniz kapısı adı verilen bu görkemli kapılar, saraya deniz yönünden girişi sağlamak için kullanılmıştır. Biri selamlık, diğeri hareme ait olarak tasarlanmış olan Doğu etkili deniz köşkleri, rıhtım duvarının sakin çizgisini iki uçta hareketlendiren ilgi çekici tasarımlardır. Saray kompleksi içinde yer alan diğer yapılar birbirine merdiven ve rampalarla bağlı Set Bahçeleri'ne dağıtılmış olan Mermer Köşk, Sarı Köşk ve Hasahır'dır. Geyiklik, Tavukluk, Aslanhane Paşalar Dairesi ile Muzika Dairesi ise bugün ayakta değildir. Beylerbeyi Sarayı'nın cepheleri de iç mekan düzenlemeleri gibi eklektik bir anlayışla biçimlendirilmiştir. Abdülaziz'in yeni yaptırdığı bu saraya ve bezemesine oldukça önem verdiği anlaşılmaktadır. Grek ve Roma tarzı kemer ve pencereler, yarım daire kemerler ve sınırlı mimari biçimlerin kullanımı ile dengeli ve klasik bir ifade kazanan cephelerde, plastik etkili Barok düzenlemeler de öne çıkmaktadır. Dış bezemelerde görülen belirgin Batı etkilerine karşılık, iç mekanlarda geleneksel motiflerle Doğulu motiflerin ağırlığı hissedilir. Birçok oda ve salonun tavan ve duvarlarında kılıç, sancak, gibi askeri objelerle deniz resimleri yer almaktadır. Sarayda herhangi bir ısıtma sistemine yer verilmemesi, sarayın tümüyle yazlık bir yapı olarak kullanılmak üzere tasarlanmış olmasına bağlanmaktadır. \n \nİlk Beylerbeyi Sarayı, II. Mahmud tarafından mimar Krikor Amira Balyan'a yaptırılan ahşap saraydır. Abdülmecid döneminde geçirdiği bir yangının ardından terk edilen bu sarayın yerine Abdülaziz tarafından 1861-1864 yılları arasında bugünkü Beylerbeyi Sarayı yaptırılmıştır. Zaman içinde çok sayıda yabancı konuğu ağırlayan Beylerbeyi Sarayı'nın imparatorluk dönemindeki son konuğu ise tahttan indirilen II. Abdülhamid olmuştur. Cumhuriyet döneminde de devlet konuklarına ayrılan sarayın bazı bölümleri 1985 yılında ziyarete açılmış ve çeşitli sanatsal etkinlikler için uygun duruma getirilmiştir. Beylerbeyi Sarayı bugün Milli Saraylar'a bağlı bir müze-saray olarak hizmet vermektedir.","short_description":"Osmanlı İmparatorluğu'nun görkemli sahil saraylarından biridir. Boğaz'ın Anadolu yakasında yer alan yapı, Sultan Abdülaziz tarafından yaptırılmıştır. Saray, bahçe içindeki ana yapı ve bağlı bulunduğu yapılardan oluşan bir komplekstir. 1984 yılında müze olarak ziyarete açılan yapının cephe ve iç dekorasyonunda çeşitli Batı etkileri ile Doğulu motifler kaynaşmıştır. Zengin bezemeleri ile dikkati çeken yazlık sarayın deniz kıyısındaki iki deniz köşkünün tasarımı, oryantalizmin İstanbul'daki en çarpıcı uygulamalarından biridir.","dates":"Hicri 1281, Miladi 1865.","location":"Beylerbeyi, İstanbul","method_for_datation":"Anıtın tarihlendirilmesinde imparatorluğa ait arşiv belgeleri, anıtların üzerinde yer alan kitabeler, dönemin gazeteleri, seyahatnameler ve tarihçilerin kaleme almış oldukları eserlerden yararlanılmaktadır. Ayrıca saray kompleksinin ortaya koyduğu üslup özellikleri de yapıldığı dönemine ilişkin önemli ipuçları sağlamaktadır.","bibliography":"Batur, A., “Beylerbeyi Sarayı”, *İstanbul Ansiklopedisi*, C. II, İstanbul, 1994, 206-210. \n \nEldem, S.H., *Boğaziçi Anıları*, İstanbul, 1979. \n \nGülsün, H., *Beylerbeyi Sarayı*, İstanbul, 1993. \n \nKarahüseyin, G., “Beylerbeyi Sarayı ve ünlü Konukları”, *Milli Saraylar Dergisi*, S.II, 1992, 126-141. \n \nSözen, M., *Devletin Evi Saray*, İstanbul, 1990.","patrons":"Sultan Abdülaziz (H. 1278-1293 / M. 1861-1876).","architects":"Sarkis Balyan, Agop Balyan.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Semra Daşçı","keywords":["Abdülaziz","Boğaziçi","İstanbul","köşk","Osmanlı mimarisi","sahil sarayı"]},"d1fc6e82-6e79-5203-89e4-cd774dcda7fd":{"name":"Pertevniyal Valide Sultan Camii.","description":"Pertevniyal Valide Sultan'ın inşa ettirdiği cami, türbe, sebil, çeşme, muvakkithane, kütüphane, ve mektepten oluşan bir külliye şeklinde tasarlanmıştır. Cami, tek kubbeli kare planlı ibadet mekanıyla geleneksel plan şemasını sürdüren bir yapıdır. Düşey karakterli kütlesinin önünde, son cemaat yeri, haremlik, selamlık, hünkar mahfili ve çeşitli mekanlardan oluşan iki katlı ek yapı bulunur. Birer şerefeli iki minare, cami ana kütlesinden ayrı, ek yapıya bitişik inşa edilmiştir. 10 m. x 10 m. ölçülerindeki kare planlı harim, dört yönden kemerlerle genişletilmiştir. Köşeleri birer kuleyle vurgulanmış caminin doğu, batı ve güney cephelerinden dışa çıkıntı oluşturan orta bölümleri birer üçgen alınlıkla taçlandırılmıştır. Her bölüme iki sıra halinde üçer pencere yerleştirilmiştir. Duvarlardan koparılarak içeriye alınmış kubbe, onaltıgen yüksek kasnak üzerine oturtulmuştur. \n \nPertevniyal Valide Sultan Camii, süsleme yoğunluğu ve çeşitliliği ile dikkati çeker. Cephelerden dışa çıkıntı oluşturan orta bölümleri ve kubbe kasnağında yer alan pencereler, Gotik tarzda yapılmıştır. Pencere üstlerindeki üçlü sağır niş düzenlemeleri ise, biçim olarak Osmanlı sanatında görülen öğeler olmakla birlikte; kullanıldığı yer açısından Kuzey Afrika ve Endülüs mimarlığındaki örnekleri anımsatır. Cephelerde rumi ve palmetlerden oluşan süsleme kompozisyonları ile sağır niş, mukarnas gibi klasik Osmanlı unsurları da kullanılan öğeler arasındadır. Dilimli soğan kubbe biçimli birer tepelikle sonlanan Hint mimarisini anımsatan köşe kuleleri, klasik Osmanlı mimarisine özgü mukarnaslı nişler, düz sağır nişler ve çeşitli geometrik motiflerle bezenmiştir. \n \nİç mekan da, cepheler gibi yoğun süslemelere sahiptir. Mavi rengin hakim olduğu kalem işi süslemelerde Osmanlı bezeme motifleri kullanılmıştır. Alt sıra pencerelerinin üst kesimini mukarnaslı bir korniş dolanır. Duvar yüzeylerinde, cephelerde olduğu gibi sağır nişler, mukarnaslar, kemer motifleri, rumiler, hatayiler gibi klasik Osmanlı unsurları dikkati çeker. Mermerden inşa edilmiş mihrap ve minberi ise sadedir. \n \nİnşa edildiği dönemin stilistik özelliklerini ve değişimlerini yansıtan yapı, Oryantal eğilimlerin ağır bastığı seçmeci (eklektik) üslupta inşa edilmiştir. \n \nO dönemde Avrupa'da da yaygın olan bu anlayışın Pertevniyal Valide Sultan Camii'nde Gotik, Osmanlı, Hint gibi farklı sanatlara özgü unsurların birlikte kullanılmasıyla uygulandığı görülür. \n \nPertevniyal Valide Sultan'ın yaptırdığı mektep 1911'de yanmış; türbe, sebil ve muvakkithanesi ise 1956-59 yılları arasında, Aksaray Meydanı ve çevre düzenlemesi sırasında kaldırılmıştır. çeşitli yol çalışmaları sonrasında, cami kot seviyesinin altında kalmıştır. Türbenin parçaları ise İstanbul III. Selim Türbesi'nin haziresine nakledilmiştir. Daha sonra, kalan parçalar kullanılarak, külliyenin avlusuna Pertevniyal Valide Sultan'ın türbesi yeniden inşa edilmiştir. önce Topkapı Sarayı'na, daha sonra II. Mahmud Türbesi'ne nakledilen naaşı da, bugün kendi türbesine taşınmış bulunmaktadır","short_description":"Hayırseverliğiyle tanınan Sultan II. Mahmud'un eşi, Sultan Abdülaziz'in annesi Pertevniyal Valide Sultan'ın inşa ettirdiği türbe, sebil, çeşme, muvakkithane ve mektepten oluşan külliyenin ana yapısı olan cami, inşa edildiği dönemin karakteristik özelliklerini yansıtır. Oryantalist eğilimlerin ağır bastığı camide Gotik, Osmanlı, İslam ve Hint sanatına özgü unsurların birlikte kullanıldığı seçmeci anlayış hakimdir.","dates":"H. 1288 / M. 1871.","location":"Aksaray, İstanbul","method_for_datation":"Avlu kapısı üzerindeki kitabeden 1288 / 1871'de inşasının tamamlandığı anlaşılmaktadır. çeşitli belgelerde, caminin temellerinin törenlerle Kasım 1869'da atıldığı ve inşasının üç yıl sürdüğü belirtilmektedir.","bibliography":"Batur, A., “Valide Camii”, *Dünden Bugüne İstanbul Ansiklopedisi*, 7, 1994, 360-362. \n \nEyice, S., “İstanbul'un Tarihi Eserleri”, *İslam Ansiklopedisi*, 5/2, 1214-63. \n \nOkçuoğlu, T., “Pertevniyal Valide Sultan Türbesi”, *Dünden Bugüne İstanbul Ansiklopedisi*, 6, 1994, 246. \n \nöz, T., *İstanbul Camileri*, I, Ankara, 1962. \n \nSaner, T., *19\\. Yüzyıl Osmanlı Mimarlığında “Oryantalizm”*, İstanbul 1988.","patrons":"Sultan Abdülaziz’in annesi Pertevniyal Valide Sultan (öl. 1301 / 1883).","architects":"Yapının mimarının kimliği konusunda farklı görüşler bulunmaktadır. Araştırmacılardan bazıları Montani Efendi, bazıları ise Sarkis Balyan olduğunu söyler. Tasarımına Agop Balyan’ın da katıldığı, çizim işlerinde desinatör Osep’in çalıştığı ifade edilir.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"İnci Kuyulu Ersoy","keywords":["Cami","dini mimari","Gotik","Kadın bani","Oryantalist"]},"f7b54067-2ca1-5b6d-bcf0-c61b4f118231":{"name":"II. Bayezid Külliyesi.","description":"Büyük bir yapılar topluluğu olan II. Bayezid Külliyesi, Tunca Nehri'nin kuzey kıyısında, nehrin kenarına inşa edilmiştir. 22.000 metrekarelik geniş bir alan üzerine kurulmuş ve etrafı duvarlarla çevrilmiş külliye cami, camiye bitişik inşa edilmiş iki tabhane (misafirhane), medrese, darüsşifa (hastane), imaret, erzak depoları ile avlu duvarları dışında kalan bir çifte hamam ve köprüden oluşur. Külliyenin batısında kalan çifte hamam, bugün ayakta değildir. Külliyeyi kente bağlamak amacıyla yapılmış Tunca Nehri üzerindeki köprü, sivri kemerli büyük gözlere sahiptir. \n \nDış avlu duvarlarının kuzeyindeki kapıdan girilen ortak avlunun batısına medrese ve darüsşifa (hastane), doğusuna imaret, kuzeyine de cami yerleştirilmiştir. Avlu kapısının doğusunda, Sinan Ağa çeşmesi bulunur. \n \nTek kubbeli kübik *cami*nin doğu ve batı cephelerine bitişik olarak, birer tabhane inşa edilmiştir. Dokuzar birimli *tabhaneler* dört eyvanlı plan şemasına sahiptir. Harimin kuzeyindeki dikdörtgen avluya kuzey, doğu ve batı cephelerindeki üç taçkapıdan girilir. Dört yönden kubbeli revaklarla çevrilmiş avlunun ortasında mermer bir şadırvan mevcuttur. Cami cephesindeki yedi birimli son cemaat yeri revakındaki kubbelerden mukarnaslı olan ortadaki kubbe diğerlerinden daha yüksektir. Yapının iki minaresi, tabhanelerin dış köşelerinde yer alır. Tek şerefeli minarelerin yaklaşık 38 m. yükseklikteki yivli gövdeleri 3.25 m. çapındadır. Kare planlı harimi örten yaklaşık 20.55 m. çapındaki kubbeye geçiş pandantiflerle sağlanmıştır. \n \nMihrap, minber ve hünkar mahfili mermerden inşa edilmiştir. Minber ve mahfilde geometrik süslemeler dikkati çeker. Ahşap kapı kanatları, dolap ve pencere kapakları zengin süslemelidir. Süslemeler arasında geometrik ve bitkisel desenlerin yanı sıra çeşitli yazılara da yer verilmiştir. \n \nDikdörtgen bir alanı kaplayan *medrese*, tek katlı ve açık avlulu bir yapıdır. Dört yönden revaklarla çevrili avlunun ortasındaki şadırvan yıkılmıştır. Giriş doğu cephesinin ortasındadır. Kuzey, güney ve batı kanatlarında, revakların arkasına 18 öğrenci hücresi sıralanmıştır. Hem revak birimleri hem de öğrenci hücreleri birer kubbeye örtülüdür. Yaklaşık 7.36 x 7.37 ölçülerindeki kare planlı dershane batı kanadın ortasına yerleştirilmiştir. Büyük bir kubbeyle örtülü dershanenin doğu duvarına yapılmış balkon görünümlü asma kat kütüphanedir. \n \nCaminin batısındaki *darüşşifa*, iki avlu ile bir ana yapı kitlesinden meydana gelmektedir. Altıgen planlı ana yapı, ortadaki kubbeli merkezi mekan ile bu mekana açılan altı eyvan ve bu eyvanlar arasına yerleştirilmiş hücrelerden oluşur. Hem eyvanlar hem de hücreler birer kubbeyle örtülüdür. Diğerlerinden daha derin tutulmuş güneydeki eyvan dışa taşıntı yapar. \n \nCaminin doğusunda bulunan ve mutfak, fırın, yemekhane, kiler, depo, ahır gibi bölümlerden oluşan *imaret* iki büyük blok halinde inşa edilmiştir. \n \nGünümüzde darüşşifa ve tıp medresesi bölümleri Trakya üniversitesi'ne tahsis edilmiş olup Sağlık Müzesi ve Güzel Sanatlar Müzesi olarak ziyarete açıktır.","short_description":"Osmanlı Dönemi'nin anıtsal külliyelerinden biri olan Edirne II. Bayezid Külliyesi, Tunca Nehri kıyısında inşa edilmiştir. 22000 metrekarelik geniş bir alan üzerine kurulan külliye, cami, camiye bitişik iki tabhane, medrese, darüsşifa, imaret, erzak depoları ile avlu duvarları dışında kalan bir çifte hamam (bugün ayakta değil) ve külliyeyi kente bağlayan Tunca Nehri üzerindeki köprüden oluşmaktadır. Darüsşifada, akıl hastalarına müzikle tedavi uygulandığı bilinmektedir.","dates":"H. 893 / M. 1488.","location":"Edirne","method_for_datation":"İnşasına Rebiülâhir 889 / Mayıs 1484'de başlanan külliyenin temel atma törenlerine Sultan II. Bayezid'in kendisinin de katılmış olduğu belgelerden anlaşılmaktadır. Cami, taçkapısı üzerinde bulunan, hattat Şeyh Hamdullah'ın yazdığı kitabeye göre 893 / 1488 yılında tamamlanmıştır. Külliyenin diğer yapılarının da bu tarihte bitirilmiş olduğu kabul edilmektedir. Dış avlu kapısının doğusunda bulunan çeşme, 1080 / 1670 yılında Sinan Ağa tarafından yaptırılmıştır.","bibliography":"Eyice, S., “Beyazıt II Camii ve Külliyesi”, *Türkiye Diyanet Vakfı İslam Ansiklopedisi*, 6, 1992, 42-45. \n \nKuyulu, İ. “II. Beyazıd Külliyesi”, *Erken Osmanlı Sanatı, Beyliklerin Mirası*, Madrid, 1999, 189-193. \n \nMüderrisoğlu, F., “Edirne II. Bayezid Külliyesi”, *Vakıflar Dergisi*, XXII, 1991, 151-198. \n \nRi'fat Osman, *Edirne Evkâf-ı İslâmiyye Tarihi Camiler ve Mescitler*, (Osmanlıca'dan Sadeleştiren ü. (Ayan) özsoy), Ankara 1999. \n \nYüksel, İ.A., *Osmanlı Mimarisinde II. Bâyezid Yavuz Selim Devri (886-926/1481-1520)*, İstanbul 1983.","patrons":"Sultan II. Bayezid (H. 886-917 / M. 1481-1512)","architects":"Mimarının kimliği konusunda farklı görüşler bulunmaktadır. Külliye, bazı araştırmacılara göre Mimar Hayreddin, bazı araştırmacılara göre ise Mimar Yakub Şah bin Sultan Şah tarafından inşa edilmiştir. \n \nHattat: Şeyh Hamdullah.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"İnci Kuyulu Ersoy","keywords":["Bitkisel bezeme","Cami","darüşşifa (hastane)","dini mimari","Edirne","Geometrik bezeme","II. Bayezid","İmaret","köprü","Külliye","Medrese","tabhane (misafirhane)","Yazı"]}}
1
+ {"1f5849a0-4eae-5275-9603-dfe4acb6e862":{"name":"İbrik.","description":"İbrik armut biçimli gövdeli, kulplu ve emziklidir. İbriğin süslemesi, bitki motifleri ve kitabe frizlerinden oluşmaktadır. İbriğin omuz kısmını nesihle yazılmış bir kitabe frizi dolanmaktadır. Bu kitabenin hemen altında bitki motiflerinden oluşan ikinci bir friz yer almaktadır. Eserin boynunda ve emzik kısmında da yine nesihle yazılmış kitabeler bulunmaktadır. İbriği süsleyen kitabeler ve bitki motifleri gümüş varaklarla omuzdaki kitabenin çerçevesi ise kırmızı-bakır varaklarla bezelidir. İbriğin omzunda ve emziğinin üzerinde yer alan kitabeler, eserin sahibine şan, şöhret, başarı ve ebedi hayat dileyen, bereket kitabeleridir. Bu nedenle ibrik, gerek Mezopotamya' ya ait tarihli bir örnek olması, gerek boyun kitabesinde iki Musullu ustanın adının birlikte anılmış olması bakımından büyük önem taşımaktadır.","short_description":"Zengiler döneminde Musul ve civarı, İslam maden sanatının önemli merkezlerindendi. Bu merkezin, teknik ve üslup bakımından Anadolu'da Artuklu maden sanatına büyük etkisi olmuştur. Kitabesine göre Musullu usta İyas tarafından yapılan bu ibrik, döneminin karakteristik özelliklerini taşımaktadır.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 627 / M. 1229.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Yük: 39 cm.(kapaksız); Kaide çapı: 16,5 cm., en geniş çapı: 20 cm.","method_for_datation":"Boynu dolanan kitabede ibriğin, “Musullu usta Abdülkerim İbn-el Turabi'nin gulam'ı (kalfası) İyas” tarafından, 627 / 1229 yılında yapıldığı belirtilmiştir.","obtention":"Gelibolu Süleyman Paşa Türbesinden 11 Aralık 1911'de getirilmiştir.","bibliography":"Erginsoy, ü., İslam Maden Sanatının Gelişmesi, İstanbul 1978. \n \nölçer, N. vd, *Türk ve İslam Eserleri Müzesi*, İstanbul 2002, s.78-79.","dynasty":"Zengiler dönemi","author":"Alev Özay","keywords":["Bitkisel bezeme","hat","ibrik","pirinç"],"materials":["Pirinçtir. Döküm tekniği ile yapılmış, kazıma tekniği ile süslenmiştir. Kırmızı bakır ve gümüş kakmalıdır."]},"2c11d15b-86e5-562f-bbfd-ef12cbbb45f1":{"name":"İmaret Camii","description":""},"6683cc1c-52e6-5a4a-a227-4855d653487b":{"name":"Firuzekari Altın Gülabdan.","description":"Armudi gövdeli, yuvarlak kısa kaidelidir. Selvi biçimli ince uzun boyun kısmı, bir mil üzerinde dönen, üzeri bitkisel dekorlu topuzla gövdeye rapdedilmiştir. \n \nGövde zeminine düz kesimli firuzeler (Firuzekâri) yerleştirilmiş, bunun üzerinde dönüşümlü olarak sıralanan lale, gül, karanfilden oluşan çiçek demetleri ve servi motifleri maden tabakasının üzerine çizilen desenin zemin kısımları kesilip çıkarılarak yapılan delik işi (ajur) tekniği ile yapılmıştır. Sepicinin üzerinde firuzekâri serviler, kaidede aynı teknikte palmetler vardır. Tüm yüzey yuvalar içinde yakut ve zümrütlerle süslenmiştir. Füruzekâri işçilik, altın bezemesi 16. yüzyıl son çeyreğinde özellikle Kur'an kaplarında uygulanmıştır. \n \nYeşilimtırak mavi renkte bir taş olan firuze, nazara karşı bir tılsım sayıldığı gibi, düşme kazalarının tehlikesizce geçiştirilmesini temin ettiğine de inanılır. \n \nOsmanlılar döneminde, üzerinde çok zarif işçilikli kıymetli taşlarla süslü gülabdanları daha ziyade Saray mensupları kullanmışlardır. Gülabdanlar, altın, gümüş, porselen ve camdan yapılan uzun boyunlu, dar ağızlı, şişkin gövdeli kaplardır. Günlük ve mevlid gibi dini toplantılarda misafirlerin ellerine gül suyu dökmek adettir. İçine gülsuyu konarak istendiği zaman damlatmaya ve serpmeye yarar. Gülabdanın ayrıca bir tablası olur ve genellikle mevlidlerde buhurdanla birlikte takım halinde kullanılırdı.","short_description":"Dini törenlerde ve özel toplantılarda konuklara ikram edilmek üzere gülsuyu konulan gülabdanların özellikle altın olanları, saray mensupları tarafından kullanılırdı. İslam inanışına göre, Hz. Muhammed'i simgeleyen 'gül'ün kokusunu taşıyan gülsuyunu kullanmak yapılan ibadeti daha anlamlı kılardı.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 10. / M. 16. yüzyılın son çeyreği.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Yük: 32 cm.","method_for_datation":"10. / 16. yüzyılın ortalarından başlayarak, natüralist bir yaklaşımla lale, gül, sümbül, selvi ve nar motiflerinin de Osmanlı bezeme repertuvarına girmeye başlandığı gözlenir. Bu özelliklerin örneğimizde de görülmesi ve Topkapı Sarayı Hazinesinde yer alan benzer örnekler nedeniyle, eserimiz 10. / 16. yüzyılın son çeyreğinde tarihlenmektedir.","method_for_provenance":"Eserin işçiliği saray işçiliği kalitesinde olduğundan, ve Topkapı Sarayı'nda yer alan benzer örneklerin İstanbul'da Topkapı Sarayı atölyelerinde yapıldığı düşünülmektedir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Eyüp Sultan Türbesi'nden 10 Ocak 1919 tarihinde getirilmiştir.","bibliography":"*Anadolu Medeniyetleri III*, *Selçuklu-Osmanlı*, İstanbul 1983, 181.","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Alev Özay","keywords":["firuze","Firuzekari","Gülabdan","sümbül","turkuaz"],"materials":["Firüzekari ve delik işi tekniği ile şekillendirilmiştir. Altın, gümüş, çeşitli maden, porselen ve camdan yapılmıştır."]},"69a91c1d-a3b0-5106-9135-ad44679f9576":{"name":"Nilüfer Hatun İmareti.","alternate_name":"İznik Müzesi.","description":"Tabhaneli, zaviyeli, ya da çok işlevli camiler olarak adlandırılan ve 8.-9. / 14.-15. yüzyıllarda, Anadolu'da çok fazla örneği görülen yapılar tipinde inşa edilmiştir. Yapı doğu-batı yönünde uzanan dikdörtgen alan içine art arda yerleştirilmiş dağılım ve ibadet mekanı ile dağılım mekanının kuzey ve güneyindeki birer oda ve doğu cephesi önünde uzanan son cemaat yerinden oluşur. Doğu cephesi 40,5 m, son cemaat yeri 25,35 m. genişliğinde olup son cemaat yeri dahil derinlemesine uzunluğu 33,60 m.dir. \n \nDört paye ve dört sütun tarafından taşınan beş bölümlü son cemaat yeri yanlarda ikişer, önde beş sivri kemerlidir. Alışılanın aksine, giriş cephesinin tümünü kaplamayan son cemaat yerinde ortadaki bölüm kubbeyle, diğerleri ise birer tekne tonozla örtülmüştür. Batı cephesinin ortasına, dağılım mekanına açılan ve üzerinde inşa kitabesi bulunan kapı yerleştirilmiştir. \n \nKare planlı dağılım mekanı, üzerinde yuvarlak aydınlık feneri bulunan bir kubbeyle örtülmüştür. Batısındaki ibadet mekanının üst örtüsü bir kemerle iki bölüme ayrılmıştır. Doğudaki bölümün ortasında sekiz dilimli bir kubbe yer alırken, batıdaki bölümde kubbe çapraz ve yıldız tonozlar arasına yerleştirilmiştir. Mihrap nişi güney duvarındadır. Dağılım mekanının kuzey ve güneyinde bulunan dikdörtgen planlı odalar, aynalı kemerlerle kareye dönüştürülmüş ve üzerleri kırık üçgen geçişli birer kubbe ile örtülmüştür. Her iki odanın da doğu duvarlarında ocak nişleri bulunur. \n \nüstü kiremit kaplı yapının cepheleri bir sıra kesme taş ve üç sıra tuğla ile almaşık teknikle örülmüştür. Duvarların üst kesimini dört sıra tuğladan yapılmış kirpi saçak çevrelerken, kubbelerin kirpi saçakları iki sıra tuğladan oluşturulmuştur \n \nSon cemaat yerinin sütun başlıkları, giriş kapısının söve ve lentosu, alınlık ve yanlardaki payeler mermerdir. Cephelerde tuğla ve taşların farklı şekillerde yerleştirilmeleriyle oluşturulmuş süslemeler vardır. Giriş ekseni üzerinde yer alan kaval silmeli payeler değişik bir süsleme unsuru olarak göze çarpar. Son cemaat yerinin orta bölümünün kubbesi ve giriş mekanının duvarlarının üst kısmında kabartma tekniği ile yapılmış palmet motifli frizlerin bulunduğu alçı süslemeler vardır. \n \nNilüfer Hatun İmareti'nin işlevi konusunda farklı görüşler bulunmaktadır. Bazı araştırmacılar, yoksullara yiyecek dağıtılan yer anlamına gelen “imaret” sözcüğünden hareketle yapının bir aşhane olduğunu ifade ederken diğerleri, imaret sözcüğünün bu anlamını daha sonraki dönemlerde kazandığını; başlangıçta hayır için yapılan her türlü yapıya imaret dendiğini; bu nedenle 8.-9. / 14.-15. yüzyıllarda Anadolu'da çok sayıda örneği görülen ve imaret denilen bu tür yapıların gezici dervişlerin barınması için inşa edildiklerini kabul ederler. \n \nKurtuluş Savaşı (1919-1922) sırasında tahrip olan yapı daha sonra bir süre depo olarak kullanılmıştır. 1955'ten sonra onarılmış ve müze olarak hizmete açılmıştır. Müzede İznik ve çevresindeki kazılardan çıkarılan seramikler ile çeşitli antik ve etnografik malzeme sergilenmektedir.","short_description":"Tuğla, taş ve mermerin birlikte kullanıldığı, özellikle iç mekândaki örtü çeşitlemesiyle dikkati çeken yapı, I. Murad tarafından annesi adına yaptırılmıştır. Bizans Harmankaya Tekfuru'nun kızı olan Holophira, Orhan Gazi ile evlenip İslamiyet'i seçtikten sonra Nilüfer adını almış ve yaşamı boyunca yaptığı hayır işleriyle haklı bir ün sağlamıştır. 14. - 15. yüzyıllarda Anadolu'nun Müslümanlaştırılmasında büyük rol oynayan misyoner dervişlerin konaklamalarına olanak sağlayan tabhaneli cami örneklerindendir.","dates":"H. 790 / M. 1388.","location":"İznik, Bursa","method_for_datation":"Giriş kapısı üzerinde yer alan mermer bir levha üzerine yazılmış üç satırlık kitabe yer almaktadır. Sultan I. Murad'ın (1362-89) annesi “Nilüfer Hatun” için yaptırılmış ve 8 Nisan 1388'de tamamlanmıştır.","bibliography":"Aslanapa, O., *Osmanlı Devri Mimarisi* , İstanbul 1986. \n \nAyverdi, E.H., *İstanbul Mi'mâri çağının Menşei. Osmanlı Mi'mârisinin ilk Devri 630-805 (1230 -1402)*, Baha Matbaası, İstanbul, 1962, s. 320-328 \n \nEyice, S., İki Türk Abidesinin Mahiyetleri Hakkında Notlar. İznik'te Nilüfer Hatun İmareti ve Kayseri'deki Köşk Medrese, *İFYAD 2*, 1957, s. 107-110 \n \nEyice, S., “İlk Osmanlı Devrinin Dini-İçtimai Bir Müessesesi: Zaviyeler ve Zaviyeli Camiler”, *İktisat Fakültesi Mecmuası*, *XXIII*, 1962/63, 1-80. \n \nGoodwin, G., *A History of Ottoman Architecture*, Thames and Hudson, London 1992, s. 22, 44-45","patrons":"I. Murad (Hüdevandigar) H. 764-792 / M. 1362-1389.","dynasty":"Erken Osmanlı Dönemi.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Mehmet Kahyaoğlu","keywords":["gezici derviş","İmaret","İznik","Nilüfer Hatun","Orhan Gazi","tabhane","Zaviye"]},"72c0e86c-b1ae-5017-a60e-32986c29c774":{"name":"Surname-i Hümayun.","description":"Surname 1582 yılında III. Murad'ın oğlu Şehzade Mehmed için düzenlenen ve 52 gün 52 gece boyunca süren sünnet düğünü şenliklerini ele alan bir çalışmadır. Yazmada şenlik sırasında İstanbul esnafının meslek dallarına ilişkin üretimlerini bir geçit töreni ile sundukları, çeşitli eğlenceler düzenlendiği, davetlilere ve halka her gün ziyafet ve yemekler verildiği, padişahın zaman zaman halka altın ve gümüş saçtığı, fakir çocukları sünnet ettirip giydirdiği, dilencileri sevindirdiği, borçlarından dolayı hapse düşenlerin borçlarını ödeyerek onları özgürlüklerine kavuşturduğu sözel ve görsel olarak belgelenmektedir. Eser bu yönüyle 10. / 16. yüzyıl Osmanlı yaşamını, ekonomisini, sosyal hayatını, kültürünü, sanatını ve eğlence hayatını gözler önüne seren tarihi bir kaynak niteliği taşımaktadır. \n \nŞenlik Hipodrom'da, yani At Meydanı'nda gerçekleşmiştir. Bu alanda bulunan İbrahim Paşa Sarayı, sarayın bir köşesine saray erkanı ve yabancı hükümet temsilcileri için yapılan üç katlı ahşap seyirlik binası eserdeki sahnelerin vazgeçilmez dekorunu oluşturmuştur. \n \nBunu yansıtan örneklerden biri *camcılar loncasının geçişi*ni gözler önüne seren minyatürdür. Burada padişah, İbrahim Paşa Sarayı Divanhanesi'nin şahnişininden, ürettikleri cam objeleri sunan, hatta tekerlekli bir araba üzerine yerleştirdikleri seyyar fırın yardımıyla camın üretim aşamalarını ve kullandıkları aletleri sergileyen camcılar loncasını, meydanda küme olmuş halk ve seyirlik binasında oturan misafirlerle birlikte izlemektedir. \n \nEserde mimar ve mühendisler grubunun *Süleymaniye Camii*'nin tahta ve fildişinden yapılmış çok benzer bir maketi ile geçişini gösteren bir diğer tasvir bu dönemde hala hayatta olan ve muhtemelen bu geçit törenine katılan Mimar Sinan'ı temsil etmesi ve onun en anıtsal yapısı aracılığıyla Osmanlı sanatının görkemini yansıtması açısından dikkat çekicidir. \n \nSünnet düğünü şenlikleri eserde genelde bu iki sahnenin kompozisyon şemasında olan 250 çift sayfa minyatür ile resimsel bir öyküye dönüşmüştür.","short_description":"*Surname,* 990 / 1582 yılında III. Murad'ın şehzadesi Mehmed için düzenlenen sünnet düğünü şenliklerini, olayın gerçekleştiği At Meydanı ve İbrahim Paşa Sarayı'nın oluşturduğu dekor içinde, sözel ve görsel olarak belgeleyen muhteşem bir çalışmadır.","holder":"Topkapı Sarayı Müzesi.","initial_owner":"Sultan III Murad (r. AH 982-1003 / AD 1574-95).","dates":"H. 991-997 / M. 1583-1588.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Boy: 33.5 cm. En: 23.5 cm.","method_for_datation":"Eserin bazı sayfaları ve ketebe kaydı eksik olduğu için Başbakanlık Arşivi, Kepeci Ruus Defteri (3 Safer 997/1583 No.250, 37)'nden 1588 yılında tamamlandığı öğrenilmektedir.","method_for_provenance":"Topkapı Sarayı nakkaş ekibi tarafından hazırlandığı bilindiği için İstanbul'da hazırlandığı düşünülmektedir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Eser sultan için yapılmıştır ve her zaman sarayın mülkiyetinde kalmıştır.","bibliography":"And, M. *Kırk Gün Kırk Gece*, İstanbul, 1959. \nAtasoy, N. *Surname-i Hümayun*, İstanbul, 1998. \nAtasoy, N. “Tarih Konulu Minyatürlerin Usta Nakkaşı Osman”, *Sanat Dünyamız*, S.73, Yıl,1999, s.213-221. \nİpşiroğlu, M.Ş. “Das Hochzeitbuch Murats III”, *Deutsch-Türkische Gesellschaft*, Bonn, 1960. \nTansuğ, S. *Şenlikname Düzeni*, İstanbul, 1961.","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Şebnem Tamcan","keywords":["cam","hat","İbrahim Paşa Sarayı","Mimar Sinan","minyatür","Süleymaniye"],"materials":["Aharlı kağıt, mürekkep, suluboya, altın yaldız, deri."]},"823fdade-8900-58b3-bcda-59a5e61574cf":{"name":"Leğen-İbrik Takımı.","description":"Abdest almak için kullanılan leğen-ibrik takımıdır. Leğen büyük ve kenarları dışa dönüktür. İbriği armudi gövdeli, eğimli kulplu ve kapaklıdır. Leğenin dışa dönük kenarları, ibriğin tüm gövde ve kapağı, emziğinin alt kısmı yivlerle küçük baklavalara bölünmüş, içlerine bir dik bir yatay yiv açılarak ayrıca kareler oluşturulmuştur. Kapağın tepesinde dönemin modasına uygun tomurcuk ve yaprak vardır. \n \nAltın yaldızlı bakır (tombak) ve kazıma tekniği ile süslenmiştir. Türk maden sanatında, özellikle saf bakırın altın varakla yaldızlanması (tombak), 18. yüzyıldan sonra daha çok görülür. Kimyasal yöntemle yapılan kaplamada, altın tozunun cıvayla karışmasından oluşan amalgam, madeni yüzeye sürülerek fırınlanır. Isı ile cıva buharlaşırken, altın tozu esere yapışır. Daha kontrollü bir kaplama, istenilen kalınlıkta altın varaklarının cıva sürülmüş eser yüzeyine yerleştirilmesiyle elde edilir. Fırınlanan malzemedeki cıva buharlaşırken, varaklar eser yüzeyine yapışır. \n \nLeğen ve ibrikte Pertevniyal Valide Sultan türbesinde vakfedildiğini belirten yazı ve 1286 / 1870 tarihi yer alır. Pertevniyal, Sultan II. Mahmud' un (1223-1255 / 1808-1839) ikinci ikbaliyken, daha sonra tahta geçecek oğlu Abdülaziz'in doğumu ile beşinci kadın efendiliğe yükselmiştir. Abdülaziz'in tahta çıkmasıyla Valide Sultan oldu. Aksaray' da bir cami, mektep ve çeşme yaptırdı. 1883' de vefat etti. Kendi adı ile anılan caminin avlusunda bulunan türbesine defnedildi. Sergimizde bu türbeden müzeye getirilen çeşitli eserler yer almaktadır.","short_description":"Altın her dönemde devletlerin ekonomik gücünün bir ifadesi olmuştur. 'Tombak'' tekniği, eşyalara altın görüntüsü verebilmek amacıyla kullanılan bir teknikti. Sultan Abdülaziz'in annesi Pertevniyal Valide Sultan'ın dini törenlerde kullandığı leğen-ibrik de tombak tekniğiyle oluşturulmuştur.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Olasılıkla Pertevniyal Valide Sultan (Öl. 1300 / 1883; Valide Sultanlığı: H. 1277-92 / M.1861-76).","dates":"H. 1286 / M. 1870.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Leğen: Yük 12cm., çapı: 60 cm., İbrik: yük:30,5 cm.","method_for_datation":"Leğende ve ibrikte Pertevniyal Valide Sultan Türbesine vakfedildiğini belirten yazı ve 1286 / 1870 tarihi yer alır.","method_for_provenance":"Leğen-ibrik takımı Sultan Abdülaziz'in annesi Pertevniyal Valide Sultan'ın türbesi için yapılmıştır. Tombak tekniği özellikle başkent İstanbul'da üretildiğinden, bu takımın da İstanbul'da üretilmiş olması kuvvetle muhtemeldir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Asıl olarak vakfedildiği Pertevniyal Valide Sultan Türbesinden 9 ocak 1926 tarihinde Müze'ye gelmiştir.","bibliography":"*Anadolu Medeniyetleri III, Selçuklu-Osmanlı*, İstanbul, 1983, 305.","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Alev Özay","keywords":["Abdülaziz","ibrik","II. Mahmud","leğen","Pertevniyal Valide Sultan","Tombak"],"materials":["Bakır üzerine altın yaldızın kaplanmasıyla elde edilen tombak tekniğindedir."]},"a7ce0231-54e8-5757-928a-48c3c0b66585":{"name":"Süleymaniye Suyolu Haritası.","description":"Süleymaniye Camii'ne su getirmek amacı ile yapılan suyolunu anlatan Süleymaniye Suyolu haritası, aharsız kağıt üzerine elde yapılmıştır. Ancak suyolu sadece camiye değil külliyedeki imaret, şifahane, mektep, çeşmeler ve yolu üzerindeki evlere de su vermek üzere planlanmıştır. Süleymaniye'ye su getiren suyolu, Halkalı Suları içinde debisi en fazla olan Aypah (Kirazlı) ve çınar suları ile beslenmekte ve şehirde seksen yere su vermektedir. Su yolu haritasında suyun ilk çıkış noktasından Süleymaniye'ye ulaşıncaya kadar geçtiği yerler, ana suya katılan yeni sular, şehir surlarından içeriye girdiği noktalar, özellikle de maslak ve su kemerleri tüm detayı ile çizilmiştir. \n \nHaritada ölçeksiz şematik anlatım yapılmıştır. Bu nedenle bir çok bina ve semt tam olarak bugünkü konumuna yerleştirilememektedir. Harita, su getirmek amacı ile yapıldığı Süleymaniye Camii'nin çizimi ile son bulmaktadır. \n \nSuyolları haritaları, çıktığı noktadan itibaren künkler ile yolları belirlenen, kemerlerle engebeleri aşan, su terazileri ile basıncı ayarlanan, maksemlerle dağıtım yapılacak yerlere yönlendirilen ve sonunda da çeşme ve sebillere ulaşan suyun öyküsünü anlatmaktadır. Bu anlatımda şehrin yerleşimi, bu yerleşimde oturan kişiler ve yapılar hakkında da bilgi verilmektedir. İstanbul Şehzadebaşı'ndaki Bozdoğan (Valens) Sukemeri, “Atpazarında olan büyük kemer budur,” cümlesiyle tanıtılmakta, bu kemerden su alan ayrıcalıklı kişi ve kuruluşların isimleri belirtilmektedir. Halkalı Suyu ancak sultanın yazılı fermanı ile ayrıcalıklı kişilerin, devlet erkanının evlerine verilebilmektedir. Harita üzerinde bu kişilerin adları da belirtilmektedir. örneğin, Kanuni Sultan Süleyman'ın dişçisi Moşe Hamon'un (899-962 / 1494-1554) evi, haritada “Hamudoğlu Hanesi” olarak gösterilmiştir. \n \nSuyolları haritaları ile hem kentin su ihtiyacının nasıl karşılandığını hem de devlet erkanının oturduğu semtleri, saraya yakın kişilerin yoğunlukla yaşadığı bölgeleri de öğrenmekteyiz. Bu nedenle suyolları haritaları şehrin sosyal yapısını tanımlamakta önemlidir.","short_description":"İstanbul tarih boyunca su kaynaklarının yetersizliği nedeniyle sorunlar yaşamış ve kentin su gereksinimi kent dışındaki kaynaklardan künkler ve kemerler ile karşılanmıştır. Suyolu haritaları, suyun kaynağından kentteki çeşmelere kadar geçtiği yollar, yollardaki eserler ve kentin sosyal yapısı hakkında bilgi verirler.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 12. / M. 18. yüzyıl ikinci yarısı.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Uzunluk: 2572 cm. Gen: 30 cm.","method_for_datation":"Su yolları haritasında tarih yoktur. Elimizdeki nüshanın, 12. / 18. yüzyılda yapılan bir kopya olduğu, bu yüzyılda yaşayan kişilere ait yapılara da su verilmesinden dolayı anlaşılmaktadır. örneğin, Taygun Sarayı'na bağlantının 1161 / 1748 yılında inşa edildiği bilindiğine göre bu harita bu tarihten sonra yapılmış olmalıdır.","method_for_provenance":"Padişahın emriyle, Hassa mimarları tarafından inşa edilen Halkalı sularının dağılımını gösteren bu haritada ancak Hassa Mimarları Ocağı üyelerince hazırlanmış olabilir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Evkaf Levazım Müdürlüğünden, 1923 yılında Müzeye gelmiştir.","bibliography":"Aksoy, Ş. “İstanbul'un Suyolları”, *P Dergisi*, Yaz 2001(S.22), s.17-29 \n \nçeçen, K. *Süleymaniye Suyolları*, İTü Yayınları, İst. 1986 \n \nçeçen, K. *Halkalı Suları*, İstanbul 1991 \n \nYerasimos, S. *Soliman le Magnifique*, Paris 1999, cat.no.323","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Şule Aksoy","keywords":["su"],"materials":["Kağıt, mürekkep, renkli boya."]},"b71ad5bf-0537-5bae-a28c-3289c9d237b7":{"name":"Beylerbeyi Sarayı.","description":"Beylerbeyi Sarayı, Boğaziçi'nin Anadolu yakasında, eskiden İstavroz Bahçeleri adıyla anılan Beylerbeyi semtinde yer alan bir sahil sarayıdır. Saray kompleksine ait birimler araziye, birbirinden bağımsız bir biçimde ve herhangi bir simetri aranmaksızın yerleştirilmiştir. Ana yapı olan saray binası yüksek bir bodrum üzerine iki katlı ve kâgir olarak yapılmıştır. Yaklaşık olarak 65x40 m. boyutlarındaki yapı, kuzey-güney doğrultusunda uzanan dikdörtgen bir alan üzerine oturmaktadır. Sarayın güney bölümü Mabeyn, kuzey bölümü ise Harem olarak tasarlanmıştır. Simetrik ve aksiyal bir plana sahip olan ana yapı, dış görünümündeki Batılı etkilere karşılık geleneksel Türk evi plan anlayışını anımsatan eyvanlı merkezi sofa düzenlemesine dayanan bir plan kompozisyonuna sahiptir. Rıhtım ile saray arasında boydan boya uzanan ve yinelenen üçlü pilastrlarla hareketlendirilmiş olan duvarda, iki deniz kapısı ile iki küçük deniz köşkü bulunmaktadır. Yalı ya da deniz kapısı adı verilen bu görkemli kapılar, saraya deniz yönünden girişi sağlamak için kullanılmıştır. Biri selamlık, diğeri hareme ait olarak tasarlanmış olan Doğu etkili deniz köşkleri, rıhtım duvarının sakin çizgisini iki uçta hareketlendiren ilgi çekici tasarımlardır. Saray kompleksi içinde yer alan diğer yapılar birbirine merdiven ve rampalarla bağlı Set Bahçeleri'ne dağıtılmış olan Mermer Köşk, Sarı Köşk ve Hasahır'dır. Geyiklik, Tavukluk, Aslanhane Paşalar Dairesi ile Muzika Dairesi ise bugün ayakta değildir. Beylerbeyi Sarayı'nın cepheleri de iç mekan düzenlemeleri gibi eklektik bir anlayışla biçimlendirilmiştir. Abdülaziz'in yeni yaptırdığı bu saraya ve bezemesine oldukça önem verdiği anlaşılmaktadır. Grek ve Roma tarzı kemer ve pencereler, yarım daire kemerler ve sınırlı mimari biçimlerin kullanımı ile dengeli ve klasik bir ifade kazanan cephelerde, plastik etkili Barok düzenlemeler de öne çıkmaktadır. Dış bezemelerde görülen belirgin Batı etkilerine karşılık, iç mekanlarda geleneksel motiflerle Doğulu motiflerin ağırlığı hissedilir. Birçok oda ve salonun tavan ve duvarlarında kılıç, sancak, gibi askeri objelerle deniz resimleri yer almaktadır. Sarayda herhangi bir ısıtma sistemine yer verilmemesi, sarayın tümüyle yazlık bir yapı olarak kullanılmak üzere tasarlanmış olmasına bağlanmaktadır. \n \nİlk Beylerbeyi Sarayı, II. Mahmud tarafından mimar Krikor Amira Balyan'a yaptırılan ahşap saraydır. Abdülmecid döneminde geçirdiği bir yangının ardından terk edilen bu sarayın yerine Abdülaziz tarafından 1861-1864 yılları arasında bugünkü Beylerbeyi Sarayı yaptırılmıştır. Zaman içinde çok sayıda yabancı konuğu ağırlayan Beylerbeyi Sarayı'nın imparatorluk dönemindeki son konuğu ise tahttan indirilen II. Abdülhamid olmuştur. Cumhuriyet döneminde de devlet konuklarına ayrılan sarayın bazı bölümleri 1985 yılında ziyarete açılmış ve çeşitli sanatsal etkinlikler için uygun duruma getirilmiştir. Beylerbeyi Sarayı bugün Milli Saraylar'a bağlı bir müze-saray olarak hizmet vermektedir.","short_description":"Osmanlı İmparatorluğu'nun görkemli sahil saraylarından biridir. Boğaz'ın Anadolu yakasında yer alan yapı, Sultan Abdülaziz tarafından yaptırılmıştır. Saray, bahçe içindeki ana yapı ve bağlı bulunduğu yapılardan oluşan bir komplekstir. 1984 yılında müze olarak ziyarete açılan yapının cephe ve iç dekorasyonunda çeşitli Batı etkileri ile Doğulu motifler kaynaşmıştır. Zengin bezemeleri ile dikkati çeken yazlık sarayın deniz kıyısındaki iki deniz köşkünün tasarımı, oryantalizmin İstanbul'daki en çarpıcı uygulamalarından biridir.","dates":"Hicri 1281, Miladi 1865.","location":"Beylerbeyi, İstanbul","method_for_datation":"Anıtın tarihlendirilmesinde imparatorluğa ait arşiv belgeleri, anıtların üzerinde yer alan kitabeler, dönemin gazeteleri, seyahatnameler ve tarihçilerin kaleme almış oldukları eserlerden yararlanılmaktadır. Ayrıca saray kompleksinin ortaya koyduğu üslup özellikleri de yapıldığı dönemine ilişkin önemli ipuçları sağlamaktadır.","bibliography":"Batur, A., “Beylerbeyi Sarayı”, *İstanbul Ansiklopedisi*, C. II, İstanbul, 1994, 206-210. \n \nEldem, S.H., *Boğaziçi Anıları*, İstanbul, 1979. \n \nGülsün, H., *Beylerbeyi Sarayı*, İstanbul, 1993. \n \nKarahüseyin, G., “Beylerbeyi Sarayı ve ünlü Konukları”, *Milli Saraylar Dergisi*, S.II, 1992, 126-141. \n \nSözen, M., *Devletin Evi Saray*, İstanbul, 1990.","patrons":"Sultan Abdülaziz (H. 1278-1293 / M. 1861-1876).","architects":"Sarkis Balyan, Agop Balyan.","dynasty":"Osmanlı Dönemi.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Semra Daşçı","keywords":["Abdülaziz","Boğaziçi","İstanbul","köşk","Osmanlı mimarisi","sahil sarayı"]},"d1fc6e82-6e79-5203-89e4-cd774dcda7fd":{"name":"Pertevniyal Valide Sultan Camii.","description":"Pertevniyal Valide Sultan'ın inşa ettirdiği cami, türbe, sebil, çeşme, muvakkithane, kütüphane, ve mektepten oluşan bir külliye şeklinde tasarlanmıştır. Cami, tek kubbeli kare planlı ibadet mekanıyla geleneksel plan şemasını sürdüren bir yapıdır. Düşey karakterli kütlesinin önünde, son cemaat yeri, haremlik, selamlık, hünkar mahfili ve çeşitli mekanlardan oluşan iki katlı ek yapı bulunur. Birer şerefeli iki minare, cami ana kütlesinden ayrı, ek yapıya bitişik inşa edilmiştir. 10 m. x 10 m. ölçülerindeki kare planlı harim, dört yönden kemerlerle genişletilmiştir. Köşeleri birer kuleyle vurgulanmış caminin doğu, batı ve güney cephelerinden dışa çıkıntı oluşturan orta bölümleri birer üçgen alınlıkla taçlandırılmıştır. Her bölüme iki sıra halinde üçer pencere yerleştirilmiştir. Duvarlardan koparılarak içeriye alınmış kubbe, onaltıgen yüksek kasnak üzerine oturtulmuştur. \n \nPertevniyal Valide Sultan Camii, süsleme yoğunluğu ve çeşitliliği ile dikkati çeker. Cephelerden dışa çıkıntı oluşturan orta bölümleri ve kubbe kasnağında yer alan pencereler, Gotik tarzda yapılmıştır. Pencere üstlerindeki üçlü sağır niş düzenlemeleri ise, biçim olarak Osmanlı sanatında görülen öğeler olmakla birlikte; kullanıldığı yer açısından Kuzey Afrika ve Endülüs mimarlığındaki örnekleri anımsatır. Cephelerde rumi ve palmetlerden oluşan süsleme kompozisyonları ile sağır niş, mukarnas gibi klasik Osmanlı unsurları da kullanılan öğeler arasındadır. Dilimli soğan kubbe biçimli birer tepelikle sonlanan Hint mimarisini anımsatan köşe kuleleri, klasik Osmanlı mimarisine özgü mukarnaslı nişler, düz sağır nişler ve çeşitli geometrik motiflerle bezenmiştir. \n \nİç mekan da, cepheler gibi yoğun süslemelere sahiptir. Mavi rengin hakim olduğu kalem işi süslemelerde Osmanlı bezeme motifleri kullanılmıştır. Alt sıra pencerelerinin üst kesimini mukarnaslı bir korniş dolanır. Duvar yüzeylerinde, cephelerde olduğu gibi sağır nişler, mukarnaslar, kemer motifleri, rumiler, hatayiler gibi klasik Osmanlı unsurları dikkati çeker. Mermerden inşa edilmiş mihrap ve minberi ise sadedir. \n \nİnşa edildiği dönemin stilistik özelliklerini ve değişimlerini yansıtan yapı, Oryantal eğilimlerin ağır bastığı seçmeci (eklektik) üslupta inşa edilmiştir. \n \nO dönemde Avrupa'da da yaygın olan bu anlayışın Pertevniyal Valide Sultan Camii'nde Gotik, Osmanlı, Hint gibi farklı sanatlara özgü unsurların birlikte kullanılmasıyla uygulandığı görülür. \n \nPertevniyal Valide Sultan'ın yaptırdığı mektep 1911'de yanmış; türbe, sebil ve muvakkithanesi ise 1956-59 yılları arasında, Aksaray Meydanı ve çevre düzenlemesi sırasında kaldırılmıştır. çeşitli yol çalışmaları sonrasında, cami kot seviyesinin altında kalmıştır. Türbenin parçaları ise İstanbul III. Selim Türbesi'nin haziresine nakledilmiştir. Daha sonra, kalan parçalar kullanılarak, külliyenin avlusuna Pertevniyal Valide Sultan'ın türbesi yeniden inşa edilmiştir. önce Topkapı Sarayı'na, daha sonra II. Mahmud Türbesi'ne nakledilen naaşı da, bugün kendi türbesine taşınmış bulunmaktadır","short_description":"Hayırseverliğiyle tanınan Sultan II. Mahmud'un eşi, Sultan Abdülaziz'in annesi Pertevniyal Valide Sultan'ın inşa ettirdiği türbe, sebil, çeşme, muvakkithane ve mektepten oluşan külliyenin ana yapısı olan cami, inşa edildiği dönemin karakteristik özelliklerini yansıtır. Oryantalist eğilimlerin ağır bastığı camide Gotik, Osmanlı, İslam ve Hint sanatına özgü unsurların birlikte kullanıldığı seçmeci anlayış hakimdir.","dates":"H. 1288 / M. 1871.","location":"Aksaray, İstanbul","method_for_datation":"Avlu kapısı üzerindeki kitabeden 1288 / 1871'de inşasının tamamlandığı anlaşılmaktadır. çeşitli belgelerde, caminin temellerinin törenlerle Kasım 1869'da atıldığı ve inşasının üç yıl sürdüğü belirtilmektedir.","bibliography":"Batur, A., “Valide Camii”, *Dünden Bugüne İstanbul Ansiklopedisi*, 7, 1994, 360-362. \n \nEyice, S., “İstanbul'un Tarihi Eserleri”, *İslam Ansiklopedisi*, 5/2, 1214-63. \n \nOkçuoğlu, T., “Pertevniyal Valide Sultan Türbesi”, *Dünden Bugüne İstanbul Ansiklopedisi*, 6, 1994, 246. \n \nöz, T., *İstanbul Camileri*, I, Ankara, 1962. \n \nSaner, T., *19\\. Yüzyıl Osmanlı Mimarlığında “Oryantalizm”*, İstanbul 1988.","patrons":"Sultan Abdülaziz’in annesi Pertevniyal Valide Sultan (öl. 1301 / 1883).","architects":"Yapının mimarının kimliği konusunda farklı görüşler bulunmaktadır. Araştırmacılardan bazıları Montani Efendi, bazıları ise Sarkis Balyan olduğunu söyler. Tasarımına Agop Balyan’ın da katıldığı, çizim işlerinde desinatör Osep’in çalıştığı ifade edilir.","dynasty":"Osmanlı Dönemi.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"İnci Kuyulu Ersoy","keywords":["Cami","dini mimari","Gotik","Kadın bani","Oryantalist"]},"f7b54067-2ca1-5b6d-bcf0-c61b4f118231":{"name":"II. Bayezid Külliyesi.","description":"Büyük bir yapılar topluluğu olan II. Bayezid Külliyesi, Tunca Nehri'nin kuzey kıyısında, nehrin kenarına inşa edilmiştir. 22.000 metrekarelik geniş bir alan üzerine kurulmuş ve etrafı duvarlarla çevrilmiş külliye cami, camiye bitişik inşa edilmiş iki tabhane (misafirhane), medrese, darüsşifa (hastane), imaret, erzak depoları ile avlu duvarları dışında kalan bir çifte hamam ve köprüden oluşur. Külliyenin batısında kalan çifte hamam, bugün ayakta değildir. Külliyeyi kente bağlamak amacıyla yapılmış Tunca Nehri üzerindeki köprü, sivri kemerli büyük gözlere sahiptir. \n \nDış avlu duvarlarının kuzeyindeki kapıdan girilen ortak avlunun batısına medrese ve darüsşifa (hastane), doğusuna imaret, kuzeyine de cami yerleştirilmiştir. Avlu kapısının doğusunda, Sinan Ağa çeşmesi bulunur. \n \nTek kubbeli kübik *cami*nin doğu ve batı cephelerine bitişik olarak, birer tabhane inşa edilmiştir. Dokuzar birimli *tabhaneler* dört eyvanlı plan şemasına sahiptir. Harimin kuzeyindeki dikdörtgen avluya kuzey, doğu ve batı cephelerindeki üç taçkapıdan girilir. Dört yönden kubbeli revaklarla çevrilmiş avlunun ortasında mermer bir şadırvan mevcuttur. Cami cephesindeki yedi birimli son cemaat yeri revakındaki kubbelerden mukarnaslı olan ortadaki kubbe diğerlerinden daha yüksektir. Yapının iki minaresi, tabhanelerin dış köşelerinde yer alır. Tek şerefeli minarelerin yaklaşık 38 m. yükseklikteki yivli gövdeleri 3.25 m. çapındadır. Kare planlı harimi örten yaklaşık 20.55 m. çapındaki kubbeye geçiş pandantiflerle sağlanmıştır. \n \nMihrap, minber ve hünkar mahfili mermerden inşa edilmiştir. Minber ve mahfilde geometrik süslemeler dikkati çeker. Ahşap kapı kanatları, dolap ve pencere kapakları zengin süslemelidir. Süslemeler arasında geometrik ve bitkisel desenlerin yanı sıra çeşitli yazılara da yer verilmiştir. \n \nDikdörtgen bir alanı kaplayan *medrese*, tek katlı ve açık avlulu bir yapıdır. Dört yönden revaklarla çevrili avlunun ortasındaki şadırvan yıkılmıştır. Giriş doğu cephesinin ortasındadır. Kuzey, güney ve batı kanatlarında, revakların arkasına 18 öğrenci hücresi sıralanmıştır. Hem revak birimleri hem de öğrenci hücreleri birer kubbeye örtülüdür. Yaklaşık 7.36 x 7.37 ölçülerindeki kare planlı dershane batı kanadın ortasına yerleştirilmiştir. Büyük bir kubbeyle örtülü dershanenin doğu duvarına yapılmış balkon görünümlü asma kat kütüphanedir. \n \nCaminin batısındaki *darüşşifa*, iki avlu ile bir ana yapı kitlesinden meydana gelmektedir. Altıgen planlı ana yapı, ortadaki kubbeli merkezi mekan ile bu mekana açılan altı eyvan ve bu eyvanlar arasına yerleştirilmiş hücrelerden oluşur. Hem eyvanlar hem de hücreler birer kubbeyle örtülüdür. Diğerlerinden daha derin tutulmuş güneydeki eyvan dışa taşıntı yapar. \n \nCaminin doğusunda bulunan ve mutfak, fırın, yemekhane, kiler, depo, ahır gibi bölümlerden oluşan *imaret* iki büyük blok halinde inşa edilmiştir. \n \nGünümüzde darüşşifa ve tıp medresesi bölümleri Trakya üniversitesi'ne tahsis edilmiş olup Sağlık Müzesi ve Güzel Sanatlar Müzesi olarak ziyarete açıktır.","short_description":"Osmanlı Dönemi'nin anıtsal külliyelerinden biri olan Edirne II. Bayezid Külliyesi, Tunca Nehri kıyısında inşa edilmiştir. 22000 metrekarelik geniş bir alan üzerine kurulan külliye, cami, camiye bitişik iki tabhane, medrese, darüsşifa, imaret, erzak depoları ile avlu duvarları dışında kalan bir çifte hamam (bugün ayakta değil) ve külliyeyi kente bağlayan Tunca Nehri üzerindeki köprüden oluşmaktadır. Darüsşifada, akıl hastalarına müzikle tedavi uygulandığı bilinmektedir.","dates":"H. 893 / M. 1488.","location":"Edirne","method_for_datation":"İnşasına Rebiülâhir 889 / Mayıs 1484'de başlanan külliyenin temel atma törenlerine Sultan II. Bayezid'in kendisinin de katılmış olduğu belgelerden anlaşılmaktadır. Cami, taçkapısı üzerinde bulunan, hattat Şeyh Hamdullah'ın yazdığı kitabeye göre 893 / 1488 yılında tamamlanmıştır. Külliyenin diğer yapılarının da bu tarihte bitirilmiş olduğu kabul edilmektedir. Dış avlu kapısının doğusunda bulunan çeşme, 1080 / 1670 yılında Sinan Ağa tarafından yaptırılmıştır.","bibliography":"Eyice, S., “Beyazıt II Camii ve Külliyesi”, *Türkiye Diyanet Vakfı İslam Ansiklopedisi*, 6, 1992, 42-45. \n \nKuyulu, İ. “II. Beyazıd Külliyesi”, *Erken Osmanlı Sanatı, Beyliklerin Mirası*, Madrid, 1999, 189-193. \n \nMüderrisoğlu, F., “Edirne II. Bayezid Külliyesi”, *Vakıflar Dergisi*, XXII, 1991, 151-198. \n \nRi'fat Osman, *Edirne Evkâf-ı İslâmiyye Tarihi Camiler ve Mescitler*, (Osmanlıca'dan Sadeleştiren ü. (Ayan) özsoy), Ankara 1999. \n \nYüksel, İ.A., *Osmanlı Mimarisinde II. Bâyezid Yavuz Selim Devri (886-926/1481-1520)*, İstanbul 1983.","patrons":"Sultan II. Bayezid (H. 886-917 / M. 1481-1512)","architects":"Mimarının kimliği konusunda farklı görüşler bulunmaktadır. Külliye, bazı araştırmacılara göre Mimar Hayreddin, bazı araştırmacılara göre ise Mimar Yakub Şah bin Sultan Şah tarafından inşa edilmiştir. \n \nHattat: Şeyh Hamdullah.","dynasty":"Osmanlı Dönemi.","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"İnci Kuyulu Ersoy","keywords":["bitkisel bezeme, yazı","Cami","darüşşifa (hastane)","dini mimari","Edirne","Geometrik bezeme","II. Bayezid","İmaret","köprü","Külliye","Medrese","tabhane (misafirhane)"]}}