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{"076574ae-4169-58ea-8669-32621e8dc0c1":{"name":"Vaso a due anse.","description":"Vaso a due anse su piede a disco ed alto collo. La decorazione, dipinta a lustro rosso intenso su smalto stannifero bianco-crema, presenta decorazioni vegetali interamente campite a lustro, come è consuetudine per i prodotti più tardi della produzione ispano-moresca. Sul fondo puntinato del corpo del vaso sono dipinti due tipici uccelli, i così detti “pardalot” valenzani, disegnati secondo una caratteristica stilizzazione a fasci di linee. “Pardalot” e “leoni grotteschi” costituiscono comunque una nota distintiva nel repertorio decorativo della classe di cui fa parte questo esemplare come pure la forma del vaso, nel quale grosse fasce a lustro compatto sottolineano le diverse parti.","short_description":"Il vaso appartiene ad una vasta classe di oggetti prodotti in ambito valenzano, decorati mediante motivi e stili assai tipici.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XI/ XVII secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 20,5, diametro cm 12,8.","method_for_datation":"il prototipo dei “pardalot” è da rintracciare quasi certamente nel tipo dell'aquila, spesso raffigurata sul rovescio di piatti valenzani della prima metà del IX/XV secolo. Una stilizzazione di tal genere, evolvendosi nel tempo in forme assai più accentuate, diviene di uso comune sui prodotti valenzani del XII/XVIII secolo.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["arte figurativa","arte mudéjar","lustro","Vaso"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"1602f68b-990c-5682-9da4-a873d3cc650b":{"name":"Brocca con testa di gallo","short_description":"La panciuta brocca con testa di gallo, decorata sul collo e in prossimità della base da un'iscrizione, presenta imponenti figure umane, immerse in un giardino, tipiche dello stile monumentale di Kashan.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 27.5","provenance":"Iran (Kashan)","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica","Kashan","lustro","selgiuchide"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione a lustro"]},"17315f50-dba9-5ad0-a841-47bafdd7bfe6":{"name":"Piatto","short_description":"Il grande piatto presenta una semplice ed elegante decorazione in manganese su invetriatura bianca opaca.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III–IV secolo / IX–X secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 4, diametro cm 42","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia samanide","keywords":["Ceramica","invetriatura","manganese","Samanide"],"materials":["Terracotta, decorazione a macchie verdi su invetriatura bianca opaca"]},"1917f306-bbb6-5dba-b6df-5ad0d13eb882":{"name":"Coppa","short_description":"In epoca abbaside centri fiorenti furono le città di Basra e Samarra, che hanno restituito una ricca testimonianza della vivacità degli artigiani locali. L'ammirazione dei ceramisti islamici per la porcellana cinese si riflette nella produzione di vasellame monocromo di colore bianco e crema, rivestito da una spessa vetrina opaca e decorato con macchie di colore.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III–IV secolo / IX–X secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro cm 26","provenance":"Iraq","dynasty":"Dinastia abbaside","keywords":["abbaside","Basra","Ceramica","Samarra","vasellame"],"materials":["Terracotta, invetriatura bianca opaca, macchie blu-cobalto"]},"1ad64436-5830-5802-954f-1fad4506d0f8":{"name":"Coppa con cavallo e cavaliere","short_description":"A Nishapur si diffonde la cosiddetta produzione “camoscio figurata” caratterizzata da una decorazione eseguita con argille liquide di colore verde, giallo, porpora e manganese, stese su una superficie color camoscio e ricoperte da un’invetriatura trasparente. Tra le decorazioni, fortemente influenzate dal repertorio sasanide, si ritrovano figure di cavalieri con cavalli, scene di caccia, animali e uccelli dai tratti fantastici, immersi in uno spazio fittamente decorato.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira IV secolo / X secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 7.5, diametro cm 13.5","provenance":"Iran (Nishapur)","dynasty":"Dinastia samanide","keywords":["Ceramica","Samanide"],"materials":["Terracotta, decorazione con argille liquide colorate sotto invetriatura"]},"1d61ec66-2c37-507e-9e98-65e166b78f82":{"name":"“Escudilla de orejas”.","description":"Tazza tipo “escudilla de orejas”, dipinta in lustro bruno-rosso su fondo crema. La decorazione all'interno comporta una fascia con iscrizione corrotta in caratteri latini da cui si evincerebbero le parole “In principio erat Verbum” (Giov., I, I) ed una serie di palmette stilizzate, incorniciate da grosse strisce a lustro compatto; sul fondo, un medaglione con stemma, ornato con la figura di un delfino. All'esterno, dove la decorazione è quasi completamente scomparsa, si riconosce un motivo con foglia di felce stilizzata.","short_description":"La tazza è un prodotto dell'arte ispano-moresca. Di probabile fabbricazione valenzana, è realizzata in ceramica dipinta a lustro metallico ed è decorata sia mediante un'iscrizione in carattere latino, sia mediante motivi fitomorfi e zoomorfi.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"X/ XVI secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 6, diametro cm 13, 5.","method_for_datation":"La tipologia della tazza è caratteristica della produzione ispano-moresca, riportabile ad una fabbrica valenzana, sebbene non sia da escludere anche l'attribuzione ad una fabbrica aragonese, sia per la divisione della decorazione mediante fasce concentriche a lustro compatto, sia per l'uso del motivo risparmiato.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana o aragonese.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["arte mudéjar","calligrafia","iscrizione","lustro"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"27de28c8-df7c-5e34-b27a-6b4d7277f037":{"name":"Adorazione dei pastori","description":"Questo bassorilievo è parte di una serie (quattro scene orizzontali e quattro ovali) tutti ancora nelle cornici originali. \nI tre pastori si avvicinano per adorare il Bambino mentre la Madonna, S. Giuseppe e gli angeli, al centro della scena, indicano il centro dell'attenzione, Gesù. Piò modella la terracotta in modo da ottenere un dipinto tridimensionale morbido e delicato, non molto diverso dai risultati che nello stesso periodo erano raggiunti dai pittori suoi contemporanei.","short_description":"Questa scultura è un buon esembpio della pratica bolognese della lavorazione della terracotta. I bassorilievi in terracotta era intesi come veri e propri dipinti, incorniciati ed appesi alle pareti, ma privi della policromia. Le figure sono distribuite su piani diversi, dal primo piano, dove sono quasi tridimensionali, alle figure dello sfondo, più disegnate che scolpite.","type":"Scultura","holder":"Museo diocesano di Arte Sacra di San Giovanni in Persiceto","initial_owner":"Oratorio del Suffragio","dates":"1711","location":"San Giovanni in Persiceto, Bologna","dimensions":"64 x 77 cm.","place_of_production":"Bologna","method_for_datation":"La data è iscritta sulla superficie del bassorilievo. Il motivo della commissione è descritto dal biografo dell'artista, Zanotti.","provenance":"San Giovanni in Persiceto, Bologna","obtention":"Il bassorilievo fu realizzato in origine per l'oratorio del Suffragio, a San Giovanni In Persiceto. Più tardi fu trasferito nell'Oratorio del Santissimo Sacramento e in seguito nella chiesa della Madonna della Cintura. Nel 1948 fu ulteriormente trasferito nella Collegiata (la chiesa principale del paese) di San Giovanni in Persiceto e quando il museo della chiesa fu aperto al pubblico fu esposto in questa nuova sede.","bibliography":"Riccomini, E., “Sculture del Settecento a Bologna: Angelo Piò ed altri problemi”, *Arte Antica e Moderna:* 21, 1963, p. 58. \n*Scultura Bolognese del Settecento* (exhibition catalogue) (ed. E. Riccomini), Bologna, 1965, p. 76, p. 77, p. 84, p. 85. \nRoversi, G. C*.* “Ricerche sul patrimonio artistico persicetano alla fine del sec. XVIII”, *Strada maestra:* 3, 1970, p. 169. \nRiccomini, E., “Devozione e celebrazione nella scultura emiliana*”*, *Emilia Romagna* (ed. R. Bacchelli), Milan, 1972, p. 360. \nRiccomini, E. *Vaghezza e Furore*, Bologna, 1977, p. 50.","workshop":"Barocchetto Bolognese","artist_birthdate":"1690","artist_birthplace":"Bologna","artist_deathdate":"1770","artist_deathplace":"Bologna","copyright":"Copyright immagine: Ufficio Beni culturali ecclesiastici della diocesi di Bologna.","copy_editor":"Antonella Mampieri","keywords":["Adorazione dei pastori","Angelo Gabriello Piò","bassorilievo","oggetto religioso","Scultura barocca","tematiche cristiane","Terracotta"],"materials":["terracotta"]},"283e1f7c-b9ca-5499-bc9b-ce7e85ab773a":{"name":"Brocca","short_description":"La brocca è un tipico esempio di ceramica con decorazione \"a silhouette\": le forme decorative sono ottenute scavando lo spesso ingobbio nero che ricopre la brocca.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira tardo VI secolo / tardo XII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 13.5","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica","selgiuchide","silhouette"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione incisa su ingobbio nero, invetriatura turchese"]},"2bf07354-1d19-5067-a7fe-bfedc33b8380":{"name":"Coppetta con aquila.","description":"La coppa di forma polilobata è decorata con una figura stilizzata di aquila ad ali spiegate dipinta a lustro compatto, salvo alcuni particolari risparmiati come l'occhio e il collo, circondata da piccoli pannelli puntinati, mentre l'orlo è ornato da semidischi.","short_description":"La coppa presenta la combinazione di stili e tradizioni diverse, nella forma e nella decorazione: la forma, infatti, deriva da prototipi della metallistica sasanide. La decorazione invece rinvia ad una stilizzazione in uso nella ceramica figurata tardo-abbaside.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"IV/X secolo.","location":"Roma","dimensions":"lunghezza cm 12,5, larghezza cm 9,1, altezza cm 4,1.","method_for_datation":"La forma dell'esemplare deriva da prototipi metallici di origine sasanide, attraverso la mediazione della porcellana cinese T'ang (618-906 AD). Lo stile con cui è reso l'uccello, invece, rimanda ad un modello di stilizzazione curvilinea tipica della ceramica figurata tardo-abbaside.","provenance":"Iraq.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Folsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, volume IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma, 1968","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Ceramica","decorazione figurativa","lustro"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico."]},"313aa86d-6ad7-502e-9d04-bd9dbded6167":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa presenta la figura di un cervo che cammina in mezzo a piante in fiore. Al di sotto dei suoi zoccoli vi sono due pesci dipinti in blu. Il lustro è di colore marrone chiaro ed è arricchito da sottolineature di colore blu.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max cm 15.5","provenance":"Iran (Kashan)","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica","lustro"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione a lustro"]},"342ee59b-7d81-5295-82a8-47424a4bc175":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa presenta una decorazione a lustro di colore marrone-oro. I quattro personaggi seduti sono divisi da una sorta di croce ornata da motivi floreali. La coppa costituisce un esempio dello stile monumentale di Kashan.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max cm 15.7","provenance":"Iran (Kashan)","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica","lustro"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione a lustro"]},"3863e32d-5905-504c-b6f3-2271051d2c51":{"name":"Piatto con animale fantastico.","description":"Il piatto, a parete ricurva con orlo estroflesso, su di un piede ad anello, è decorato con la figura di un grande animale fantastico alato, con la testa di uccello. È da sottolineare che il motivo dell'animale fantastico è molto frequente nelle diverse manifestazioni dell'arte islamica, essendo associato a valori magici e apotropaici. Sul corpo, nel senso della lunghezza, corre una fascia ad occhi di pavone, motivo che orna quasi tutta l'enorme ala, richiamando l'aspetto di piume. Sul fondo compaiono piccole iscrizioni cufiche del tipo baraka, (benedizione) e lisâhibihi, (“al proprietario”); grandi foglie lanceolate risparmiate sul fondo a lustro compatto decorano l'orlo del piatto. Sotto il piede è leggibile un'iscrizione che contiene la parola baraka.","short_description":"Decorato con motivi animali ed iscrizioni cufiche presenti sul fondo, questo piatto contiene un'iscrizione piuttosto insolita per questa classe di oggetti.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"IV/ X secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 6, diametro cm 26,5.","method_for_datation":"Il piatto è un eccellente esemplare della produzione irachena del X secolo, nell'ambito della classe dipinta in lustro monocromo.","provenance":"Iraq.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Lane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nPhilon, H., Early Islamic Ceramics, London, 1980 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma, 1968","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["animale fantastico","ceramica irachena","decorazione figurativa","lustro","Piatto"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico."]},"3ad498e2-1308-50b9-a3f2-b018a5be7ea1":{"name":"Vaso","short_description":"Questo piccolo vaso costituisce un esempio dell’elaborata produzione diffusa nelle regioni orientali dell’Iran. Il vaso reca, in eleganti caratteri cufici, un’iscrizione incompleta, forse a causa di un restauro, che augura – nella parte finale – “Nel nome di Dio (della) Benedizione al suo proprietario”.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira IV secolo / X secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 19, diametro max cm 19","provenance":"Iran (Nishapur)","dynasty":"Dinastia samanide","keywords":["Ceramica","cufico","Samanide"],"materials":["Terracotta, ingobbio bianco, decorazione in nero sotto invetriatura trasparente"]},"3e22b1c1-3e48-51e8-aa1f-07a2f91c99b3":{"name":"Mattonelle a forma stellare.","description":"Le mattonelle di tipo stellare appartengono ad una tipologia probabilmente sviluppatasi intorno alla fine del VII/XIII secolo: comunemente note con il nome di Kashi, dal centro di produzione più famoso, Kashan, in Iran centro-settentrionale, tali mattonelle, impiegate come rivestimento murario, con la loro vibrante luminosità e policromia riescono quasi a “smaterializzare” i volumi architettonici. La decorazione si articola in figure di animali al centro (felini, lepri, elefanti ecc.) sopra un fondo interamente ricoperto da cespugli fogliati. Lungo la cornice corrono diversi motivi epigrafici: nella mattonella con lepri è presente un'iscrizione coranica, che riprende quasi per intero la sura CX: “Nel nome di Dio Clemente Misericordioso!/ Quando Iddio vi darà il trionfo e la vittoria/ E vedrai la gente entrare nella religione di Dio a frotte/ Celebra allora le lodi del tuo Signore e chiedi a Lui perdono, che Egli è Colui che molto perdona!”, mentre in un'altra, decorata con un elefante ed una fenice in volo e recante la data 691/ 1291-92, è presente una citazione dallo Shahanama di Firdusi, riguardante la storia del ritorno di Isfandiyar da Gushtasp. Il testo dell'iscrizione recita: “Ora dobbiamo bere in allegria/ Dato che dal fiume giunge una fragranza di muschio,/ L'aria risuona di alte grida e la terra è irata/ Felice colui che si contenta di bere”.","short_description":"Note con il nome di *kashi*, per via del centro in cui furono maggiormente prodotte, cioè Kashan, queste mattonelle dalla forma di stella, che venivano combinate con altri esemplari cruciformi, erano destinate a rivestire le pareti di sontuosi palazzi.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VII/XIII-VIII/XIV secolo.","location":"Roma","dimensions":"larghezza cm 21.","method_for_datation":"data iscritta su un esemplare.","method_for_provenance":"Mattonelle di questa tipologia venivano comunemente prodotte a Kashan, in Iran.","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Curatola, G., Eredità dell'Islam. Arte islamica in Italia, Cinisello Balsamo, 1993 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953","dynasty":"Periodo ilkhanide","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["calligrafia","Ceramica","decorazione figurativa (animali)","lustro"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico e in blu."]},"40153d07-6252-5b57-89aa-964009f142c0":{"name":"Coppa con cavaliere.","description":"La decorazione della coppa consiste in una grande figura di cavaliere a tutto campo, il cui volto presenta evidenti tratti mongoli, sopra un fondo campito da tralci vegetali a rilievo. La decorazione è caratterizzata da un disegno particolarmente delicato ed elegante dipinto in policromia, ove ogni colore richiede una cottura separata. L'esemplare appartiene alla classe denominata minâ' i, in persiano haft-rang, (“sette colori”): questa tecnica usa effettivamente sette colori (rosso, blu, verde, giallo, oro, bianco, nero) stesi sopra l'invetriatura e, a volte, come in questo caso, alcuni particolari sono eseguiti in rilievo e coperti da dorature.","short_description":"Questo esemplare appartiene alla classe di ceramiche denominate *minâ' i*, per via dell'uso di sette colori nella decorazione. Il principale centro di produzione delle ceramiche *minâ' i* fu, nell'antichità, Kashan, nell'Iran Centro-settentrionale.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VI/XII-VII/XIII secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 21,8, altezza cm 9,2.","method_for_datation":"Le ceramiche minâ' i furono prodotte soprattutto a Kashan (Iran centro-settentrionale) e con tutta probabilità dovettero essere realizzate da miniatori dei coevi manoscritti andati perduti con l'invasione mongola del 1220. Esse costituiscono pertanto un importante documento storico per lo studio delle miniature dell'epoca.","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Allan, J.W. , “ 'Abûl Qâsīm's Treatise on Ceramics”, Iran, XI, 1973, 111-120 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953","dynasty":"Periodo selgiuchide","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Ceramica","decorazione figurativa","minâ'i"],"materials":["Ceramica invetriata (tipo minâ' i)."]},"41a3ec4b-1e2e-5b41-a889-b733678cd8fd":{"name":"Bottiglia piriforme.","description":"L'esemplare è contraddistinto da una raffinata decorazione dipinta in bianco, rosso, nero con applicazione di foglie dorate, su fondo blu (lajvard in persiano, “lapislazzuli”), consistente in minuti motivi a girali stilizzati, grandi medaglioni polilobati in foglia d'oro e decori geometrici. A differenza delle ceramiche minâ' i, la decorazione di quella lajvardina è per lo più non figurata e si caratterizza per la presenza di motivi floreali, calligrafici, geometrici; con questo tipo di ceramica furono realizzati eleganti vasi ad alto collo, recipienti a parete poligonale, contenitori di forma cilindrica e mattonelle a losange o cruciformi.","short_description":"La bottiglia è un esemplare della classe denominata *lajvardina* per via della decorazione, dipinta in bianco, rosso, nero con applicazione di foglie dorate su fondo blu. Da ciò deriva il nome della classe: *lajvard*, infatti, significa, in persiano, “lapislazzuli”.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VII/XIII-VIII/XIV secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 35.","method_for_datation":"La datazione per la classe denominata lajvardina si ricava dal famoso trattato sulle tecniche dei ceramisti islamici scritto da Abû' l Kasîm di Kashan nel 1301: a tale data la tecnica della ceramica minâ' i non risulta più praticata, in quanto i ceramisti di Kashan sembrano preferire quella della ceramica lajvardina, la cui produzione dovette essere quindi iniziata prima del 1301, come è suggerito da ritrovamenti archeologici a Takht –i Sulayman nella Persia nord-occidentale, negli scavi recentemente condotti nel Palazzo di Abaka-Khan (1265-1281).","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Allan, J.W. , “ 'Abûl Qâsīm's Treatise on Ceramics”, Iran, XI, 1973, pp.111-120 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo ilkhanide","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["bottiglia","Ceramica","Decorazione Floreale","decorazione geometrica","invetriatura"],"materials":["Ceramica invetriata (tipo lajvardina)."]},"460f4b40-8466-573e-89cc-49b512d4d70b":{"name":"Coppa con palmette aliformi.","description":"La coppa, dipinta in lustro bruno e bruno-giallo, è decorata da due grandi ali campite da tratti sottili, che racchiudono un motivo ovoidale circondato da elementi vegetali. All'esterno, quattro medaglioni di colore bruno con motivo a gocce. La decorazione dell'interno sembra da ricondurre ad una variante dell'albero della vita, formato da palmette a forma di ali, di tradizione sasanide.","short_description":"La coppa ha una decorazione molto interessante: all'interno compare un motivo consistente nelle tradizionali palmette, questa volta a forma di ali; in tale motivo si è vista una sorta di variante dell'albero della vita, di tradizione sasanide.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"III/ IX secolo (seconda metà).","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 6,8, diametro cm 22,2.","method_for_datation":"La determinazione della datazione e della provenienza dell'esemplare si basano sull'analisi della decorazione della coppa, caratteristica nell'ambito della classe di ceramica irachena del IX secolo dipinta a lustro metallico bicromo.","provenance":"Iraq.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Lane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nPhilon, H., Early Islamic Ceramics, London, 1980 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma, 1968","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Decorazione Floreale","lustro"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"4a14838f-3d68-55e8-8f84-cac452161836":{"name":"Bacino con decorazione baccellata.","description":"Il piatto, dipinto a lustro bruno chiaro su fondo crema, è del tipo fondo, a parete dritta verticale, con tesa moderatamente espansa, decorata con baccellature a vortice in rilievo. La decorazione consiste in minuti elementi a forma di spiga e piccole margherite, che si alternano a fasce a lustro compatto e a reticolo. L'umbone è ornato al centro con un animale, probabilmente una lepre. Sulla parete, all'interno, figura un motivo epigrafico molto stilizzato. Esternamente, al centro, un motivo radiale a sedici bracci; intorno, serie di medaglioni con foglie di felce stilizzate.","short_description":"Bacino appartenente alla classe delle ceramiche dipinte a lustro metallico prodotte in ambito valenzano. Motivi zoomorfi e fitomorfi, insieme al elementi di tipo geometrico, ornano la superficie dell'esemplare.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"X/ XVI secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 6,5, diametro cm 40.","method_for_datation":"Il piatto appartiene ad una vasta classe, che fa la sua comparsa in ambiente valenzano verso la fine del IX/XV secolo e che risulta largamente influenzata da forme metallistiche del Rinascimento.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["arte mudéjar","Bacino","lustro"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"4c1c6011-7e32-57c2-ac90-5672e32a2457":{"name":"Brocca","short_description":"La piccola brocca presenta una decorazione a rilievo sotto una spessa invetriatra di colore blu-cobalto.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 15.4","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["blu-cobalto","Ceramica","fritta","selgiuchide"],"materials":["decorazione a rilievo sotto invetraitura blu-cobalto","Impasto siliceo"]},"4c1d7376-2dba-5edb-8c50-24e7e3030900":{"name":"Piatto","short_description":"Il piatto appartiene alla cosiddetta \"produzione Sari\" (una produzione locale situata nella località di Sari). 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Lungo il bordo esterno della coppa corre un'iscrizione, quasi certamente di tipo benaugurale, purtroppo difficilmente leggibile, in conseguenza dell'attuale stato di conservazione.","short_description":"Coppa decorata con due personaggi raffigurati in colloquio. L'esemplare, proveniente da Kashan, presenta una decorazione tipica dei prodotti dell'inizio del VH/ XII secolo.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","owner":"Is.IAO.","dates":"VI/XII -VII/XIII secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 19,6.","method_for_datation":"La coppa presenta, all'interno, la tipica, fitta decorazione propria dei prodotti di Kashan dell'inizio del VI/XII secolo.","provenance":"Iran, Kashan.","obtention":"deposito Is.IAO.","bibliography":"Fèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nPhilon, H., Early Islamic Ceramics, London, 1980 \n \nTorre P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo selgiuchide","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["decorazione figurativa"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico."]},"5e2de5b6-9e65-5cc0-b7c3-55df296ef3f6":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa presenta una decorazione costituita da un fiore stilizzato posto al centro e collocato all'interno di un quadrato dai cui angoli germogliano foglie a forma di scudo separate da motivi a trifoglio su archi. La decorazione é dipinta in blu cobalto direttamente sull'invetriatura.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III–IV secolo / IX–Xsecolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro cm 21.6","provenance":"Iraq","dynasty":"Dinastia abbaside","keywords":["abbaside","blu cobalto","Ceramica"],"materials":["Terracotta, invetraitura bianca opaca, decorazione in blu cobalto"]},"635e554c-d176-55b1-b007-ffecaeed2fd7":{"name":"Piastrella","short_description":"La piastrella è suddivisa in triangoli all'interno dei quali la decorazione a *cintamani* fluttua tra motivi a nuvola di colore verde.","type":"Ceramica; rivestimento architettonico","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira XII secolo / XVIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 25, larghezza cm 25","provenance":"Turchia (Istanbul)","dynasty":"Impero Ottomano","keywords":["Ceramica","chintamani","cintamani","ottomana"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione policroma sotto invetriatura"]},"6494cd55-e904-5563-a3a1-c84b7c6ea6dc":{"name":"Coppa polilobata","short_description":"L’apice della produzione selgiuchide è rappresentato dal vasellame *mina’i*, ottenuto con la tecnica della pittura a smalto sopra vetrina. 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La lettura dell'iscrizione, anche se di esecuzione molto corrente, può essere ricondotta alla formula del tipo baraka lisâhibihi, ossia “benedizione al possessore”. E' il caso di sottolineare che fra i lustri mesopotamici la decorazione consistente soltanto nel motivo epigrafico è piuttosto rara, ed in tal senso si può ragionevolmente ipotizzare che l'esemplare rifletta l'influenza della ceramistica del periodo samanide del Khurâsân e della Transoxiana (IX-X secolo), cui si deve un'ampia produzione di vasellame non a lustro, la cui unica decorazione è affidata al motivo epigrafico.","short_description":"Pezzo praticamente unico per forma e decorazione. 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A volte, come nel nostro esemplare, si nota l'uso pressoché esclusivo di quest'ultimo motivo, secondo un gusto che si rivela ispirato alle famose ceramiche turche di İznik, ove, fra gli altri, è molto tipico anche l'uso decorativo del vaso con fiori.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. 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La tesa è ornata con il caratteristico motivo “a onde e scogli”, molto stilizzato. Sulla parete figurano motivi a palmetta e a rosetta che si alternano nei colori blu e verde, con alonatura del colore.","short_description":"Tipico prodotto delle fabbriche di İznik tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, il piatto presenta ricche decorazioni floreali.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"X/XVI-XI/XVII secolo.","location":"Roma","dimensions":"Altezza cm 6,7, diametro cm 36,3.","method_for_datation":"L'esemplare è un prodotto delle fabbriche di İznik della fine del X/XVI-inizio XI/XVII secolo, come risulta dalla minuta trattazione dei particolari, nonché dall'orlo non lobato del piatto.","provenance":"Iznik, Turchia.","bibliography":"Atasoy, N. e Raby, J., Iznik. The Pottery of Ottoman Turkey, London, 1989 \n \nLane, A., Later Islamic Pottery, London, 1957 \n \nPetsopoulos, Y., Tulips, Arabesques and Turbants. Decorative Arts from the Ottoman Empire, London, 1982 \n \nRogers, G. M., “The Wares of sixteenth Century Ottoman Turkey”, Islamic Art and Design 1500-1700, London, 1993, 93-120 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo ottomano","linkcatalogs":"IAM_TR_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Ceramica","Decorazione Floreale","giacinti","invetriatura","Iznik","Piatto"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"79de590d-1ba1-5b9f-a1c0-57b81de273a9":{"name":"Mattonella a forma di stella","short_description":"La piastrella a forma di stella a dieci punte è decorata con disegni di arabesco a motivo ogivale su sfondo nero, intrecciati tra loro che si sviluppano alternado i colori blu chiaro e avorio, intorno a una piccola stella a sei punte su uno sfondo cobalto. Tali piastrelle erano realizzate con la tecnica della *cuerda seca*, secondo la quale i diversi colori della smaltatura venivano separati per mezzo di linee di contorno costituite da manganese mescolato a olii e grassi.","type":"Ceramica; piastrella","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira metà del IX secolo / metà del XV secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max cm 36","provenance":"Iran orientale","dynasty":"Dinastia timuride","keywords":["Ceramica","mattonella","timuride"],"materials":["Cuerda seca"]},"7ec4c61a-0b37-51f0-9e27-faeecc7abdb3":{"name":"Piatto con decorazione a triangoli.","description":"Piatto umbonato a larga tesa, dipinto a lustro bruno su fondo crema. Motivo principale della decorazione è una corona di triangoli, disposti a vortice lungo il bordo interno della tesa e dipinti a lustro compatto. 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Sulla superficie esterna sono dipinti in lustro bruno-rosso circoli concentrici che seguono un movimento a spirale.","short_description":"Il piatto, prodotto intorno al XVI secolo in ambito valenzano, è decorato principalmente da triangoli e motivi detti *solfas*.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"X/ XVI secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 4,5, diametro cm 34.","method_for_datation":"Il piatto fa parte di una numerosa serie di prodotti valenzani di fattura piuttosto corrente, largamente diffusi nella seconda metà del X/XVI secolo. Essa riprende, semplificandoli secondo un gusto popolare, temi decorativi propri della raffinata classe dei piatti baccellati della fine IX/XV -inizio X/XVI secolo.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["arte mudéjar","decorazione geometrica","lustro","Piatto"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"8360d938-1158-5dec-8d1b-26aa9fd74053":{"name":"Coppia di piastrelle","short_description":"Una delle caratteristiche salienti dell'arte islamica è quella di rivestire interi edifici di piastrelle colorate. La coppia di mattonelle offre un esempio dell'aspetto brillante che dovevano avere le pareti dei suntuosi palazzi safavidi.","type":"Ceramica; piastrella","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira X secolo / XVI secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 22.8, lunghezza cm 45.6","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia safavide","keywords":["Ceramica","cuerda seca","mattonella","piastrella","safavide"],"materials":["Cuerda seca"]},"86fa6510-d51d-5f73-84cd-e89730dfb6c9":{"name":"Brocca","short_description":"L'epoca selgiuchide rappresenta l'età d'oro della ceramica islamica ed è caratterizzata da fiorenti centri di produzione situati nell'odierno Iran e in grado di sperimentare tecniche differenti.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira fine VI–inizi VII secolo / fine XII–inizi XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 19.6, diametro max cm 14.9","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica","selgiuchide","turchese"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione intagliata, invetriatura turchese"]},"8acf2eac-8e23-5efc-a927-dea5fc1c4c75":{"name":"Coppa con decorazione radiale.","description":"L'esemplare, la cui forma è ripresa dalle contemporanee porcellane cinesi del periodo T'ang (618-906 AD), presenta una decorazione dipinta in blu cobalto, che consiste in un grande motivo a forma di petali stilizzati; sul fondo un poligono stellare, i cui vertici sono campiti a tratteggio. Al centro figura un motivo noto come “sigillo di Salomone”, elemento decorativo molto comune nell'arte islamica. La coppa, decorata con stile semplice ma gradevole, può essere considerata tipica della produzione mesopotamica, nell'ambito della classe dipinta soltanto in blu di cobalto su fondo bianco crema. Tale classe è di notevole interesse, in quanto rappresenta uno dei più antichi esempi di imitazione, nel mondo islamico, delle apprezzate porcellane cinesi che giungevano in grande quantità in Egitto e in Iraq via mare e in Persia anche via terra, attraverso la Via della Seta. L'imitazione della porcellana era realizzata ricorrendo all'uso di una pesante invetriatura all'ossido di piombo, cui era aggiunto, come opacizzante, dell'ossido di stagno: il risultato era una copertura compatta bianco-crema, sulla quale era dipinta in blu cobalto una decorazione di gusto islamico.","short_description":"Esemplare di notevole interesse per via della decorazione ispirata alle porcellane cinesi del periodo T'ang e testimone dei contatti e degli scambi che, lungo la Via della Seta, avvenivano tra la Cina e paesi come l'Egitto, la Persia e l'Iraq.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"III/ IX secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 19,8, altezza cm 6.","method_for_datation":"La datazione è stata proposta in base alla tipologia dell'oggetto, per l'analisi della quale si rimanda alla descrizione; per quanto riguarda la provenienza della coppa, va osservato come l'esemplare sia tipico della produzione mesopotamica, nell'ambito della classe dipinta soltanto in blu di cobalto su fondo bianco crema (si veda il testo della descrizione).","provenance":"Iraq.","obtention":"deposito privato.","bibliography":"Fèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma 1968","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Ceramica","Decorazione Floreale","invetriatura"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"8e119327-6e4c-5502-ac20-00d69c2be9c3":{"name":"Coppa calligrafica","short_description":"La coppa presenta un corpo argilloso di colore rosso, ricoperto da da un ingobbio bianco che crea uno sfondo omogeneo sul quale viene tracciata un'elegante decorazione calligrafica a contenuto benaugurale in caratteri cufici di colore nero.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III–IV secolo / IX–X secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 8, diametro cm 24","provenance":"Iran (Nishapur)","dynasty":"Dinastia samanide","keywords":["calligrafia","Ceramica","iscrizione","Samanide","vasellame"],"materials":["Terracotta, ingobbio bianco, decorazione in nero sotto invetriatura trasparente"]},"8e67c517-318a-50e5-bf21-5fd465b11ddd":{"name":"Pannello di nove mattonelle","short_description":"Il pannello riproduce la sezione trasversale, stilizzata, della moschea del Profeta a Medina. 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In mezzo vi é un cartiglio che reca la scritta \"Gloria ad Allah\".","type":"Pannello; rivestimento architettonico","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira XI secolo / XVII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 84, larghezza cm 84","provenance":"Siria","dynasty":"Impero Ottomano","keywords":["Ceramica","mattonella","ottomano","piastrella","Rivestimento architettonico"],"materials":["Decorazione policroma sotto invetriatura"]},"8f8ea92e-671e-5c67-8e28-151c8dfb79b3":{"name":"Piatto con figura di uccello stilizzato.","description":"Il piatto fondo a parete ricurva su base piana è decorato con una grande figura di uccello stilizzato dalle ali lunghe e filiformi, di aspetto quasi vegetale, mentre il corpo è reso con una serie di pannellature rettangolari campite da grossi tratti a serpentina. 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Il motivo circolare posto nel centro è circondato da quattro grandi figure di uccelli (*simurgh*) dipinte in verde e bianco. Lo sfondo è interamente coperto da forme pseudo-geometriche puntinate in bianco.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III–IV secolo / IX–X secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max cm 34.9","provenance":"Iran orientale","dynasty":"Dinastia samanide","keywords":["animale immaginario","Ceramica","Samanide","simurgh"],"materials":["Terracotta, ingobbio, decorazione con argille liquide colorate, invetriatura trasparente"]},"9bbd279c-caa6-5b81-867d-5d87688d25b6":{"name":"Piatto con luna antropomorfa.","description":"Piatto a parete obliqua su piede a disco. La decorazione, dipinta in un tipico lustro rosso come è consuetudine sui prodotti più tardi della produzione ispano-moresca, consiste in un grande motivo romboidale, entro il quale è iscritto un cerchio il cui profilo, sottolineato da un leggero solco, funge da raccordo tra tesa e parete. Negli spazi compresi tra rombo e cerchio sono presenti “triangoli piumati”, formati da una serie di grossi tratti paralleli contrapposti, con effetto simile a foglie stilizzate. Sulla tesa, il cui bordo esterno è delimitato da una grossa fascia a lustro compatto, compaiono tipici tralci di foglie con elemento centrale simile a un grosso frutto di aspetto globulare (forse un melograno). Le foglie, in particolare, sono rese con una caratteristica serie di tratti curvilinei paralleli e sembrano suggerire l'idea di molle metalliche. Tralci vegetali, pressoché del medesimo tipo (mancanti solo del frutto centrale), si ripetono nella decorazione del fondo del piatto ove, ai lati di un motivo lunare antropomorfico di gusto popolare, sono disegnati, l'uno di fronte all'altro, due caratteristici “leoni grotteschi”.","short_description":"Questo piatto è riconducibile alla tarda produzione ispano-moresca, come attestato dalla decorazione, ottenuta nel tipico lustro rosso.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XI/ XVII secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 8,2, diametro cm 36,5.","method_for_datation":"Il genere di decorazione è assai comune nella produzione valenzana a partire dalla prima metà del XI/XVII secolo e si ripete, senza varianti di rilievo, su oggetti di diverso tipo (piatti, vasi ad alto collo, orcioli ansati, boccali).","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["arte mudéjar","Decorazione Floreale","decorazione geometrica","lustro","Piatto"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"9fb409e3-528f-533c-9017-82d63273b965":{"name":"Coppa","short_description":"L'epoca selgiuchide è contrassegnata da un ampio impiego della tecnica del lustro – pittura con ossidi metallici e cottura in ambiente riducente – adottato per la produzione di ceramiche raffinate. 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La coppa è impreziosita da una decorazione a foglia d'oro.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / AD XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 7.6, diametro max cm 25.5","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica","mina’i","selgiuchide"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione mina’i"]},"a55c2ebe-979d-535b-8bc8-31f893bda658":{"name":"Coppa con suonatore di *rubâb*.","description":"La coppa è decorata al centro con la figura di un suonatore di rubâb, strumento a corde di tradizione iranica. Il fondo è campito con pannellature puntinate, mentre l'orlo è decorato con elementi a semicerchio. Il motivo del suonatore di rubâb, qui raffigurato seduto secondo l'abitudine dei nomadi, ricorre di frequente nell'arte islamica e sembra rievocare, al pari della figura del bevitore, scene di corte celebranti la vita del sovrano. Il musicante, raffigurato in uno stile assai simile a quello che si ritrova nella ceramica figurata di Nîshâpûr dello stesso periodo, indossa un caratteristico copricapo in uso presso i popoli turco-mongoli dell'Asia centrale.","short_description":"La decorazione dell'esemplare mostra, tra gli altri elementi, una figura maschile intenta a suonare uno strumento a corde, il *rubâb*. La figura del suonatore è usuale nell'arte islamica e sembra rievocare, al pari della figura del bevitore, la vita ed i fasti della Corte.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"IV/ X secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 23,5 altezza cm 6,8.","method_for_provenance":"molti elementi della decorazione, come ad esempio le pannellature puntiate con cui è campito il fondo, sono tipiche delle ceramiche irachene del IV/X secolo.","provenance":"Iraq.","obtention":"deposito privato.","bibliography":"Lane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nPhilon, H., Early Islamic Ceramics, London, 1980 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma, 1968 \n \nTorre P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Ceramica","decorazione geometrica, arte figurativa","lustro"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico."]},"ad2cb375-808c-5067-aa87-d73fb88bbe79":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa dipinta a lustro è un tipico esemplare dello stile miniaturistico di Kashan. La decorazione è costituita da figure di uomini a cavallo e cipressi.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 11.6, diametro max cm 18.8","provenance":"Iran (Kashan)","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica","Kashan","lustro"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione a lustro"]},"b822c95a-a322-5a1f-a599-8e7881c43da8":{"name":"Coppa con beccuccio","short_description":"La piccola coppa con beccuccio presenta la figura di un uccello circondato da motivi pseudo-geometrici dipinti in nero e puntinati in bianco e rosso. 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La decorazione presenta al centro la silhouette di un torello dipinto a lustro con particolari risparmiati, dalla quale partono, simmetricamente, quattro lunghi steli con infiorescenze stilizzate, derivanti molto probabilmente da una ulteriore trasformazione di tralci vegetali del tipo rappresentato in esemplari della stessa classe di oggetti. \nI quattro settori, in cui risulta divisa la superficie, sono decorati ciascuno con un grosso cespuglio a foglie piumate, disposto obliquamente, che preannuncia un motivo assai comune in prodotti più tardi (XII/XVIII secolo).","short_description":"Il piatto mostra una decorazione che preannuncia motivi che diverranno tipici dei prodotti più tardi realizzati in ambito valenzano.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XI/ XVII secolo (fine).","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 7,6, diametro cm 36,5.","method_for_datation":"La decorazione del fondo del piatto, campito da una serie di gruppi di punti, da altri arbusti più piccoli fioriti e da minuti motivi cruciformi e stellari, ricorre nei più tardi prodotti valenzani del XII/XVIII secolo. Lungo il bordo del piatto, sottolineato da una grossa fascia a lustro compatto, corre una cornice formata da una serie di semicerchi, campiti da dischetti a lustro, cornice che anticipa un motivo proprio dei prodotti di età successiva e che al tempo stesso risulta molto probabilmente ispirata dal cosiddetto motivo ad “unghia”, comune sull'orlo di una serie di piatti del primo terzo del XI/XVII secolo.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["arte mudéjar","decorazione figurativa","Decorazione Floreale","lustro","Piatto"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"d1fd8d7d-6217-538a-98af-666817b8e42a":{"name":"Pannello di mattonelle","short_description":"Il pannello è costituito da dieci mattonelle disposte su due file verticali. La decorazine è costituita da un festone che disegni forme ogivali contenenti fiori e palmette.","type":"Rivestimento architettonico; pannello","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira tardo X–inizi XI secolo / tardo XVI–inizi XVII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 117.5, larghezza cm 46.5","provenance":"Siria","dynasty":"Impero Ottomano","keywords":["ottomano","pannello","Rivestimento architettonico"],"materials":["Decorazione policroma sotto invetriatura"]},"d209c356-064a-548c-bf26-d4da707c6cfc":{"name":"Mattonella con cicogna.","description":"La mattonella, di forma esagonale, dipinta in blu e nero sotto un'invetriatura di colore turchese, presenta una decorazione consistente in una cicogna, posta al centro, sopra un fondo di tralci fogliati e fioriti. L'esemplare era destinato ad uso architettonico, come copertura delle pareti.","short_description":"Nel mondo islamico simili mattonelle erano generalmente utilizzate in architettura, in particolare per il rivestimento delle pareti domestiche. Ascrivibile, per la tecnica esecutiva ad un ambito siriano o egiziano del XV secolo circa.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"IX/ XV secolo.","location":"Roma","dimensions":"Larghezza cm 20,5, lato cm 10,5.","method_for_datation":"La tipologia di oggetto appartiene ad una produzione del IX/XV secolo; in tale periodo, in Siria furono largamente prodotte delle mattonelle di questo tipo, decorate nei colori del blu su bianco o, come nel caso del nostro esemplare, del nero sotto un'invetriatura turchese. Questi prodotti erano anche esportati verso la Turchia e l'Egitto.","provenance":"Egitto o Siria.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Atil, E., Mamluk Renaissance of Islam. Art of Mamluks, Washington, 1981 \n \nLane, A., Later Islamic Pottery, London, 1957 Bollettino d'arte, 1974, n° 3-4","dynasty":"Periodo mamelucco","linkcatalogs":"IAM_EG_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Arte mamelucca","decorazione figurativa","mattonella"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"d71042b5-7752-5d3f-8e19-eda7d0c3baca":{"name":"Grande giara con decorazione in rilievo.","description":"La giara di forma ovoidale, provvista di tre piccole anse, è ricoperta su tutta la superficie da una pesante invetriatura verde scura, come è consuetudine nella produzione ceramica di epoca sasanide. La decorazione principale è articolata in una serie di circoli concentrici in rilievo terminanti al centro in un motivo stilizzato a “grappolo d'uva”, che si ricollega ad una tradizione di figurazioni simboliche largamente diffuse. Al di sotto dell'orlo corre un motivo geometrico a rilievo formato da piccoli rombi, mentre nella parte inferiore del corpo è presente un decoro a motivi apicati. L'esemplare testimonia nella forma, nella decorazione e nella tecnica di esecuzione, la continuità stilistica che lega il periodo tardo sasanide a quello protoislamico. La giara era probabilmente destinata a contenere e conservare derrate alimentari.","short_description":"La giara, nella quale sono riconoscibili nella forma, nella decorazione e nella tecnica di esecuzione modelli sasanidi, doveva essere utilizzata probabilmente per conservare derrate alimentari.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"II/VIII secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 44, diametro cm 39.","method_for_datation":"analisi stilistica: La forma e la decorazione della giara, la tecnica di esecuzione e l'invetriatura verde scura, sono tipiche della ceramica di epoca sasanide.","method_for_provenance":"Esemplari della stessa tipologia erano diffusi in Persia ed in Iraq, paesi ove furono in uso fino al III/IX secolo.","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Erdmann, K., Die Kunst Irans zur Zeit der Sasaniden, Magonz, 1969 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nTorre, P., Le mille e una notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo omayyade","linkcatalogs":"IAM_JO_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Ceramica","decorazione geometrica"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"db0e000c-19a2-52b9-a53e-eab344b9164a":{"name":"Coppa","short_description":"La ceramica abbaside dell'Iraq evidenzia il forte impatto della porcellana cinese, rinvenuta in numerosi frammenti in Mesopotamia. L'eleganza semplice di questa produzione è rappresentata da questa piccola coppa, la cui superficie, interamente ricoperta dalla vetrina bianca opaca, è decorata unicamente dalla frase \"opera di Khalid\" tracciata in bei caratteri cufici di colore blu cobalto dipinti direttamente sull'invetriatura.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III secolo / IX secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro cm 22","provenance":"Iraq","dynasty":"Dinastia abbaside","keywords":["abbaside","Ceramica"],"materials":["Terracotta, invetraitura bianca opaca, decorazione in blu cobalto"]},"dd477064-8dcc-5912-86cc-4b16275db787":{"name":"Piatto","short_description":"La grande fioritura della produzione ceramica ottomana si caratterizza per la brillante policromia e la ricchezza delle composizioni floreali e vegetali (garofani, peonie, e foglie di *saz*).","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira seconda metà X secolo / seconda metà XVI secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max 29.8","provenance":"Turchia (Iznik)","dynasty":"Impero Ottomano","keywords":["Ceramica","Iznik","ottomano"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione policroma sotto invetriatura"]},"e44f9b93-0fc9-58a0-8f0b-14d05df5157e":{"name":"Grande piatto con decorazione polilobata.","description":"Il piatto presenta una elegante decorazione consistente in un grande motivo polilobato dipinto in nero, sotto invetriatura turchese. Lungo la parete non corre la consueta iscrizione bene augurante ma bensì un verso del Divan del poeta persiano Hafez, che riporta il lamento di un innamorato infelice: “Ho lavato di [lacrime] il cortile della dimora dei miei occhi, ma a che scopo/ Dal momento che questa casa non merita [neppure] di immaginare la tua forma?”. Al termine dell'iscrizione si legge la data: “è stata finita nell'anno 873”.","short_description":"Il piatto appartiene alla classe di ceramiche note con il nome di *kubachi*, dal luogo (un villaggio del Caucaso) ove furono rinvenute. Venivano appese alle pareti delle abitazioni a scopo decorativo.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","owner":"Is.IAO.","dates":"873/1468-1469.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 35,86.","method_for_datation":"iscrizione con data.","method_for_provenance":"L'esemplare appartiene ad un particolare gruppo di ceramiche note come kubachi, dal nome di un villaggio del Daghestan, nel Caucaso, ove esse furono trovate appese alle pareti delle abitazioni a scopo decorativo. Ceramiche di questo tipo rivestono un eccezionale interesse in quanto documentano gli intensi scambi commerciali tra la Persia e Kubachi, centro noto per la produzione di armi in acciaio, particolarmente apprezzate dal mercato iranico, ove venivano ampiamente esportate in cambio di ceramiche persiane realizzate in un imprecisato centro di produzione.","obtention":"deposito Is.IAO.","bibliography":"Folsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., “Notes on the Decorative Arts of the Timurid Period”, Gururajamanjarika, Studi in onore di Giuseppe Tucci, Napoli, 1974, 233-277 \n \nGrube, E.J., Islamic Pottery from the Eight to the Fifteenth Century in the Keir Collection, London, 1976 \n \nLane, A., Later Islamic Pottery, London, 1957 \n \nTorre P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Epoca timuride","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["calligrafia","decorazione vegetale"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"e4f3e546-af0d-5ee4-ab98-5638548040e2":{"name":"Piatto","short_description":"Nel periodo safavide si sviluppa una raffinata produzione di vasellame dipinto in bianco e blu sotto vetrina trasparente, che trae ispirazione dai motivi decorativi cinesi.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira X secolo / XVI secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro cm 32","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia safavide","keywords":["Ceramica","invetriatura","safavide"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione in blu, invetriatura trasparente"]},"f3b34c56-e46c-56c4-bfd0-edc48e7d30a2":{"name":"Coppa con pesci","short_description":"L'introduzione della pasta \"fritta\" – corpo ceramico ottenuto con l'impiego di quarzo – costituisce un'innovazione importante importante che consente ai ceramisti di realizzare vasellame e oggetti con pareti sottili, ma molto resistenti.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 9, diametro max cm 19","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica","fritta","selgiuchide","turchese"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione in nero sotto invetriatura turchese"]},"f655d504-175d-5d78-8a32-37fc546a4cb2":{"name":"Piatto","short_description":"La massiccia diffusione del vasellame prodotto a Iznik influenzò in maniera evidente la cosiddetta ceramica “tipo Kubachi”, dal nome di un piccolo villaggio del Caucaso che ha restituito numerosi frammenti di questo vasellame. 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È decorata in bianco su ingobbio scuro con linee orizzontali al centro intervallate da motivi pseudo-epigrafici in caratteri cufici e linee oblique in basso; alla base del collo la doppia treccia a cuori concatenati è un tipico motivo islamico desunto dalla stilizzazione dell'albero di palma. La giara fu trovata, insieme ad altri esemplari, dall'archeologo Antonio Salinas nello spazio tra l'intradosso di una volta ed il sovrastante piano di calpestio di una stanza del monastero annesso alla chiesa della Martorana, costruito intorno al 1193. La fenditura presente nella parte inferiore dell'anfora, causata da un difetto di cottura, indica che l'oggetto, non più utilizzabile come contenitore, fosse stato utilizzato, come scarto di fornace, con funzione di riempimento delle volte delle grandi dimore della prima metà del XII secolo.","short_description":"La giara doveva essere usata come contenitore per derrate alimentari. 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Il piatto presenta il tipico cespuglio di foglie e fiori con tulipani, giacinti e garofani. Sulla tesa è dipinto il consueto motivo “ad onde e scogli”, molto stilizzato. All'esterno, lungo la parete, piccoli elementi floreali, alternativamente blu e verdi, con notevole alonatura del colore.","short_description":"Il piatto, tipicamente decorato mediante un cespuglio di foglie e fiori vari e, sulla tesa, da un altrettanto tipico motivo ad *onde e scogli*, è un prodotto della tarda produzione di İznik (XVII secolo).","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XI/ XVII secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 7,1, diametro cm 30,2.","method_for_datation":"Il piatto offre un tipico esempio della tarda produzione di İznik (XI/XVII secolo), per l'esecuzione meno curata sia nel disegno che nell'uso dei colori.","provenance":"Iznik, Turchia.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Atasoy, N. e Raby, J., Iznik. The Pottery of Ottoman Turkey, London, 1989 \n \nLane, A., Later Islamic Pottery, London, 1957 \n \nPetsopoulos, Y., Tulips, Arabesques and Turbants. Decorative Arts from the Ottoman Empire, London, 1982 \n \nRogers, G. M., “The Wares of sixteenth Century Ottoman Turkey”, Islamic Art and Design 1500-1700, London, 1993, 93-120 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo ottomano","linkcatalogs":"IAM_TR_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Decorazione Floreale","giacinti","invetriatura","Iznik","Piatto"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"ff2095d9-b276-5a8d-8731-45db9248f0d8":{"name":"Giara.","description":"La giara biansata, di forma globulare con collo alto e stretto, è segnata lungo il corpo da numerose solcature parallele eseguite durante la tornitura, più fitte nella parte superiore; le anse hanno una presa in alto a forma di bottone (una è mancante). È decorata in bianco su ingobbio scuro con linee orizzontali intervallate da motivi pseudo-epigrafici, in caratteri cufici. La giara fu trovata, insieme ad altri esemplari, dall'archeologo Antonio Salinas nello spazio tra l'intradosso di una volta ed il sovrastante piano di calpestio di una stanza del monastero annesso alla chiesa della Martorana, costruito intorno al 1193. La fenditura presente nella parte inferiore dell'anfora, causata da un difetto di cottura, indica che l'oggetto, non più utilizzabile come contenitore, fosse stato utilizzato, come scarto di fornace, con funzione di riempimento delle volte delle grandi dimore della prima metà del XII secolo.","short_description":"La giara doveva essere usata come contenitore per derrate alimentari. Essa venne però impiegata come materiale edilizio, nel riempimento di una volta in quanto presentava un difetto di cottura che la rendeva inadatta come recipiente.","holder":"Museo della Zisa","owner":"Soprintendenza BB CC AA di Palermo.","dates":"XII secolo.","location":"Palermo, Sicilia","dimensions":"altezza cm 49 , diametro cm 34.","method_for_datation":"il reperimento dell'anfora nelle volte del monastero della chiesa della Martorana (costruito intorno al 1193) porta a ipotizzare una datazione al XII secolo.","method_for_provenance":"La giara è di produzione locale in quanto scarto di una fornace.","provenance":"Chiesa di Santa Maria dell’ Ammiraglio, detta della Martorana.","obtention":"Rinvenimento.","bibliography":"D' Angelo F.,” Ceramica d'uso domestico della Sicilia medievale proveniente dalla Zisa (Palermo XII secolo)”, Atti del IX convegno internazionale della ceramica, Albisola 28-31 maggio1976, fig. 10 \n \nGabrieli F., Scerrato U., Gli Arabi in Italia, Milano, 1979, 170, fig. 188 \n \nRagona A., “La ceramica della Sicilia arabo-normanna”, Rassegna della Istruzione Artistica, I, n. 2, 1966. \n \nRagona A., La maiolica siciliana dalle origini all' ottocento, Palermo, 1975. fig. 4 \n \nRusso Perez G., “Ancora delle ceramiche siculo-normanne”, L'Arte , 3 (1940), 119-127, fig. 9","dynasty":"Dinastia normanna","linkcatalogs":"IAM_IT_IT_001","author":"Maria Reginella","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["calligrafia","ceramica sicula-normanna","cufico","giara"],"materials":["terracotta ingobbiata."]}}
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{"076574ae-4169-58ea-8669-32621e8dc0c1":{"name":"Vaso a due anse.","description":"Vaso a due anse su piede a disco ed alto collo. La decorazione, dipinta a lustro rosso intenso su smalto stannifero bianco-crema, presenta decorazioni vegetali interamente campite a lustro, come è consuetudine per i prodotti più tardi della produzione ispano-moresca. Sul fondo puntinato del corpo del vaso sono dipinti due tipici uccelli, i così detti “pardalot” valenzani, disegnati secondo una caratteristica stilizzazione a fasci di linee. “Pardalot” e “leoni grotteschi” costituiscono comunque una nota distintiva nel repertorio decorativo della classe di cui fa parte questo esemplare come pure la forma del vaso, nel quale grosse fasce a lustro compatto sottolineano le diverse parti.","short_description":"Il vaso appartiene ad una vasta classe di oggetti prodotti in ambito valenzano, decorati mediante motivi e stili assai tipici.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XI/ XVII secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 20,5, diametro cm 12,8.","method_for_datation":"il prototipo dei “pardalot” è da rintracciare quasi certamente nel tipo dell'aquila, spesso raffigurata sul rovescio di piatti valenzani della prima metà del IX/XV secolo. Una stilizzazione di tal genere, evolvendosi nel tempo in forme assai più accentuate, diviene di uso comune sui prodotti valenzani del XII/XVIII secolo.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Vaso; lustro; arte mudéjar; arte figurativa"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"1602f68b-990c-5682-9da4-a873d3cc650b":{"name":"Brocca con testa di gallo","short_description":"La panciuta brocca con testa di gallo, decorata sul collo e in prossimità della base da un'iscrizione, presenta imponenti figure umane, immerse in un giardino, tipiche dello stile monumentale di Kashan.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 27.5","provenance":"Iran (Kashan)","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; lustro; selgiuchide; Kashan"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione a lustro"]},"17315f50-dba9-5ad0-a841-47bafdd7bfe6":{"name":"Piatto","short_description":"Il grande piatto presenta una semplice ed elegante decorazione in manganese su invetriatura bianca opaca.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III–IV secolo / IX–X secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 4, diametro cm 42","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia samanide","keywords":["Ceramica; invetriatura; manganese; Samanide"],"materials":["Terracotta, decorazione a macchie verdi su invetriatura bianca opaca"]},"1917f306-bbb6-5dba-b6df-5ad0d13eb882":{"name":"Coppa","short_description":"In epoca abbaside centri fiorenti furono le città di Basra e Samarra, che hanno restituito una ricca testimonianza della vivacità degli artigiani locali. L'ammirazione dei ceramisti islamici per la porcellana cinese si riflette nella produzione di vasellame monocromo di colore bianco e crema, rivestito da una spessa vetrina opaca e decorato con macchie di colore.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III–IV secolo / IX–X secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro cm 26","provenance":"Iraq","dynasty":"Dinastia abbaside","keywords":["Ceramica; abbaside; vasellame; Basra; Samarra"],"materials":["Terracotta, invetriatura bianca opaca, macchie blu-cobalto"]},"1ad64436-5830-5802-954f-1fad4506d0f8":{"name":"Coppa con cavallo e cavaliere","short_description":"A Nishapur si diffonde la cosiddetta produzione “camoscio figurata” caratterizzata da una decorazione eseguita con argille liquide di colore verde, giallo, porpora e manganese, stese su una superficie color camoscio e ricoperte da un’invetriatura trasparente. 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La decorazione all'interno comporta una fascia con iscrizione corrotta in caratteri latini da cui si evincerebbero le parole “In principio erat Verbum” (Giov., I, I) ed una serie di palmette stilizzate, incorniciate da grosse strisce a lustro compatto; sul fondo, un medaglione con stemma, ornato con la figura di un delfino. All'esterno, dove la decorazione è quasi completamente scomparsa, si riconosce un motivo con foglia di felce stilizzata.","short_description":"La tazza è un prodotto dell'arte ispano-moresca. Di probabile fabbricazione valenzana, è realizzata in ceramica dipinta a lustro metallico ed è decorata sia mediante un'iscrizione in carattere latino, sia mediante motivi fitomorfi e zoomorfi.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"X/ XVI secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 6, diametro cm 13, 5.","method_for_datation":"La tipologia della tazza è caratteristica della produzione ispano-moresca, riportabile ad una fabbrica valenzana, sebbene non sia da escludere anche l'attribuzione ad una fabbrica aragonese, sia per la divisione della decorazione mediante fasce concentriche a lustro compatto, sia per l'uso del motivo risparmiato.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana o aragonese.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. 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Piò modella la terracotta in modo da ottenere un dipinto tridimensionale morbido e delicato, non molto diverso dai risultati che nello stesso periodo erano raggiunti dai pittori suoi contemporanei.","short_description":"Questa scultura è un buon esembpio della pratica bolognese della lavorazione della terracotta. I bassorilievi in terracotta era intesi come veri e propri dipinti, incorniciati ed appesi alle pareti, ma privi della policromia. Le figure sono distribuite su piani diversi, dal primo piano, dove sono quasi tridimensionali, alle figure dello sfondo, più disegnate che scolpite.","type":"Scultura","holder":"Museo diocesano di Arte Sacra di San Giovanni in Persiceto","initial_owner":"Oratorio del Suffragio","dates":"1711","location":"San Giovanni in Persiceto, Bologna","dimensions":"64 x 77 cm.","place_of_production":"Bologna","method_for_datation":"La data è iscritta sulla superficie del bassorilievo. Il motivo della commissione è descritto dal biografo dell'artista, Zanotti.","provenance":"San Giovanni in Persiceto, Bologna","obtention":"Il bassorilievo fu realizzato in origine per l'oratorio del Suffragio, a San Giovanni In Persiceto. Più tardi fu trasferito nell'Oratorio del Santissimo Sacramento e in seguito nella chiesa della Madonna della Cintura. Nel 1948 fu ulteriormente trasferito nella Collegiata (la chiesa principale del paese) di San Giovanni in Persiceto e quando il museo della chiesa fu aperto al pubblico fu esposto in questa nuova sede.","bibliography":"Riccomini, E., “Sculture del Settecento a Bologna: Angelo Piò ed altri problemi”, *Arte Antica e Moderna:* 21, 1963, p. 58. \n*Scultura Bolognese del Settecento* (exhibition catalogue) (ed. E. Riccomini), Bologna, 1965, p. 76, p. 77, p. 84, p. 85. \nRoversi, G. C*.* “Ricerche sul patrimonio artistico persicetano alla fine del sec. XVIII”, *Strada maestra:* 3, 1970, p. 169. \nRiccomini, E., “Devozione e celebrazione nella scultura emiliana*”*, *Emilia Romagna* (ed. R. Bacchelli), Milan, 1972, p. 360. \nRiccomini, E. *Vaghezza e Furore*, Bologna, 1977, p. 50.","workshop":"Barocchetto Bolognese","artist_birthdate":"1690","artist_birthplace":"Bologna","artist_deathdate":"1770","artist_deathplace":"Bologna","copyright":"Copyright immagine: Ufficio Beni culturali ecclesiastici della diocesi di Bologna.","copy_editor":"Antonella Mampieri","keywords":["Angelo Gabriello Piò; *Adorazione dei Pastori*; Scultura barocca; oggetto religioso; Terracotta; tematiche cristiane; bassorilievo"],"materials":["Terracotta"]},"283e1f7c-b9ca-5499-bc9b-ce7e85ab773a":{"name":"Brocca","short_description":"La brocca è un tipico esempio di ceramica con decorazione \"a silhouette\": le forme decorative sono ottenute scavando lo spesso ingobbio nero che ricopre la brocca.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira tardo VI secolo / tardo XII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 13.5","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; selgiuchide; silhouette"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione incisa su ingobbio nero, invetriatura turchese"]},"2bf07354-1d19-5067-a7fe-bfedc33b8380":{"name":"Coppetta con aquila.","description":"La coppa di forma polilobata è decorata con una figura stilizzata di aquila ad ali spiegate dipinta a lustro compatto, salvo alcuni particolari risparmiati come l'occhio e il collo, circondata da piccoli pannelli puntinati, mentre l'orlo è ornato da semidischi.","short_description":"La coppa presenta la combinazione di stili e tradizioni diverse, nella forma e nella decorazione: la forma, infatti, deriva da prototipi della metallistica sasanide. La decorazione invece rinvia ad una stilizzazione in uso nella ceramica figurata tardo-abbaside.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"IV/X secolo.","location":"Roma","dimensions":"lunghezza cm 12,5, larghezza cm 9,1, altezza cm 4,1.","method_for_datation":"La forma dell'esemplare deriva da prototipi metallici di origine sasanide, attraverso la mediazione della porcellana cinese T'ang (618-906 AD). Lo stile con cui è reso l'uccello, invece, rimanda ad un modello di stilizzazione curvilinea tipica della ceramica figurata tardo-abbaside.","provenance":"Iraq.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Folsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, volume IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma, 1968","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["ceramica; lustro; decorazione figurativa"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico."]},"313aa86d-6ad7-502e-9d04-bd9dbded6167":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa presenta la figura di un cervo che cammina in mezzo a piante in fiore. Al di sotto dei suoi zoccoli vi sono due pesci dipinti in blu. Il lustro è di colore marrone chiaro ed è arricchito da sottolineature di colore blu.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max cm 15.5","provenance":"Iran (Kashan)","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; lustro"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione a lustro"]},"342ee59b-7d81-5295-82a8-47424a4bc175":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa presenta una decorazione a lustro di colore marrone-oro. I quattro personaggi seduti sono divisi da una sorta di croce ornata da motivi floreali. La coppa costituisce un esempio dello stile monumentale di Kashan.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max cm 15.7","provenance":"Iran (Kashan)","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; lustro"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione a lustro"]},"3863e32d-5905-504c-b6f3-2271051d2c51":{"name":"Piatto con animale fantastico.","description":"Il piatto, a parete ricurva con orlo estroflesso, su di un piede ad anello, è decorato con la figura di un grande animale fantastico alato, con la testa di uccello. È da sottolineare che il motivo dell'animale fantastico è molto frequente nelle diverse manifestazioni dell'arte islamica, essendo associato a valori magici e apotropaici. Sul corpo, nel senso della lunghezza, corre una fascia ad occhi di pavone, motivo che orna quasi tutta l'enorme ala, richiamando l'aspetto di piume. Sul fondo compaiono piccole iscrizioni cufiche del tipo baraka, (benedizione) e lisâhibihi, (“al proprietario”); grandi foglie lanceolate risparmiate sul fondo a lustro compatto decorano l'orlo del piatto. Sotto il piede è leggibile un'iscrizione che contiene la parola baraka.","short_description":"Decorato con motivi animali ed iscrizioni cufiche presenti sul fondo, questo piatto contiene un'iscrizione piuttosto insolita per questa classe di oggetti.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"IV/ X secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 6, diametro cm 26,5.","method_for_datation":"Il piatto è un eccellente esemplare della produzione irachena del X secolo, nell'ambito della classe dipinta in lustro monocromo.","provenance":"Iraq.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Lane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nPhilon, H., Early Islamic Ceramics, London, 1980 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma, 1968","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["ceramica irachena; lustro; piatto; animale fantastico; decorazione figurativa"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico."]},"3ad498e2-1308-50b9-a3f2-b018a5be7ea1":{"name":"Vaso","short_description":"Questo piccolo vaso costituisce un esempio dell’elaborata produzione diffusa nelle regioni orientali dell’Iran. Il vaso reca, in eleganti caratteri cufici, un’iscrizione incompleta, forse a causa di un restauro, che augura – nella parte finale – “Nel nome di Dio (della) Benedizione al suo proprietario”.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira IV secolo / X secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 19, diametro max cm 19","provenance":"Iran (Nishapur)","dynasty":"Dinastia samanide","keywords":["Ceramica; samanide; cufico"],"materials":["Terracotta, ingobbio bianco, decorazione in nero sotto invetriatura trasparente"]},"3e22b1c1-3e48-51e8-aa1f-07a2f91c99b3":{"name":"Mattonelle a forma stellare.","description":"Le mattonelle di tipo stellare appartengono ad una tipologia probabilmente sviluppatasi intorno alla fine del VII/XIII secolo: comunemente note con il nome di Kashi, dal centro di produzione più famoso, Kashan, in Iran centro-settentrionale, tali mattonelle, impiegate come rivestimento murario, con la loro vibrante luminosità e policromia riescono quasi a “smaterializzare” i volumi architettonici. La decorazione si articola in figure di animali al centro (felini, lepri, elefanti ecc.) sopra un fondo interamente ricoperto da cespugli fogliati. Lungo la cornice corrono diversi motivi epigrafici: nella mattonella con lepri è presente un'iscrizione coranica, che riprende quasi per intero la sura CX: “Nel nome di Dio Clemente Misericordioso!/ Quando Iddio vi darà il trionfo e la vittoria/ E vedrai la gente entrare nella religione di Dio a frotte/ Celebra allora le lodi del tuo Signore e chiedi a Lui perdono, che Egli è Colui che molto perdona!”, mentre in un'altra, decorata con un elefante ed una fenice in volo e recante la data 691/ 1291-92, è presente una citazione dallo Shahanama di Firdusi, riguardante la storia del ritorno di Isfandiyar da Gushtasp. Il testo dell'iscrizione recita: “Ora dobbiamo bere in allegria/ Dato che dal fiume giunge una fragranza di muschio,/ L'aria risuona di alte grida e la terra è irata/ Felice colui che si contenta di bere”.","short_description":"Note con il nome di *kashi*, per via del centro in cui furono maggiormente prodotte, cioè Kashan, queste mattonelle dalla forma di stella, che venivano combinate con altri esemplari cruciformi, erano destinate a rivestire le pareti di sontuosi palazzi.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VII/XIII-VIII/XIV secolo.","location":"Roma","dimensions":"larghezza cm 21.","method_for_datation":"data iscritta su un esemplare.","method_for_provenance":"Mattonelle di questa tipologia venivano comunemente prodotte a Kashan, in Iran.","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Curatola, G., Eredità dell'Islam. Arte islamica in Italia, Cinisello Balsamo, 1993 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953","dynasty":"Periodo ilkhanide","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["ceramica; lustro; calligrafia; decorazione figurativa (animali)"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico e in blu."]},"40153d07-6252-5b57-89aa-964009f142c0":{"name":"Coppa con cavaliere.","description":"La decorazione della coppa consiste in una grande figura di cavaliere a tutto campo, il cui volto presenta evidenti tratti mongoli, sopra un fondo campito da tralci vegetali a rilievo. 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Il principale centro di produzione delle ceramiche *minâ' i* fu, nell'antichità, Kashan, nell'Iran Centro-settentrionale.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VI/XII-VII/XIII secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 21,8, altezza cm 9,2.","method_for_datation":"Le ceramiche minâ' i furono prodotte soprattutto a Kashan (Iran centro-settentrionale) e con tutta probabilità dovettero essere realizzate da miniatori dei coevi manoscritti andati perduti con l'invasione mongola del 1220. Esse costituiscono pertanto un importante documento storico per lo studio delle miniature dell'epoca.","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Allan, J.W. , “ 'Abûl Qâsīm's Treatise on Ceramics”, Iran, XI, 1973, 111-120 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953","dynasty":"Periodo selgiuchide","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["ceramica; minâ'i; decorazione figurativa"],"materials":["Ceramica invetriata (tipo minâ' i)."]},"41a3ec4b-1e2e-5b41-a889-b733678cd8fd":{"name":"Bottiglia piriforme.","description":"L'esemplare è contraddistinto da una raffinata decorazione dipinta in bianco, rosso, nero con applicazione di foglie dorate, su fondo blu (lajvard in persiano, “lapislazzuli”), consistente in minuti motivi a girali stilizzati, grandi medaglioni polilobati in foglia d'oro e decori geometrici. A differenza delle ceramiche minâ' i, la decorazione di quella lajvardina è per lo più non figurata e si caratterizza per la presenza di motivi floreali, calligrafici, geometrici; con questo tipo di ceramica furono realizzati eleganti vasi ad alto collo, recipienti a parete poligonale, contenitori di forma cilindrica e mattonelle a losange o cruciformi.","short_description":"La bottiglia è un esemplare della classe denominata *lajvardina* per via della decorazione, dipinta in bianco, rosso, nero con applicazione di foglie dorate su fondo blu. Da ciò deriva il nome della classe: *lajvard*, infatti, significa, in persiano, “lapislazzuli”.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"VII/XIII-VIII/XIV secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 35.","method_for_datation":"La datazione per la classe denominata lajvardina si ricava dal famoso trattato sulle tecniche dei ceramisti islamici scritto da Abû' l Kasîm di Kashan nel 1301: a tale data la tecnica della ceramica minâ' i non risulta più praticata, in quanto i ceramisti di Kashan sembrano preferire quella della ceramica lajvardina, la cui produzione dovette essere quindi iniziata prima del 1301, come è suggerito da ritrovamenti archeologici a Takht –i Sulayman nella Persia nord-occidentale, negli scavi recentemente condotti nel Palazzo di Abaka-Khan (1265-1281).","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Allan, J.W. , “ 'Abûl Qâsīm's Treatise on Ceramics”, Iran, XI, 1973, pp.111-120 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo ilkhanide","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["ceramica; invetriatura; bottiglia; decorazione geometrica; decorazione floreale"],"materials":["Ceramica invetriata (tipo lajvardina)."]},"460f4b40-8466-573e-89cc-49b512d4d70b":{"name":"Coppa con palmette aliformi.","description":"La coppa, dipinta in lustro bruno e bruno-giallo, è decorata da due grandi ali campite da tratti sottili, che racchiudono un motivo ovoidale circondato da elementi vegetali. All'esterno, quattro medaglioni di colore bruno con motivo a gocce. La decorazione dell'interno sembra da ricondurre ad una variante dell'albero della vita, formato da palmette a forma di ali, di tradizione sasanide.","short_description":"La coppa ha una decorazione molto interessante: all'interno compare un motivo consistente nelle tradizionali palmette, questa volta a forma di ali; in tale motivo si è vista una sorta di variante dell'albero della vita, di tradizione sasanide.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"III/ IX secolo (seconda metà).","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 6,8, diametro cm 22,2.","method_for_datation":"La determinazione della datazione e della provenienza dell'esemplare si basano sull'analisi della decorazione della coppa, caratteristica nell'ambito della classe di ceramica irachena del IX secolo dipinta a lustro metallico bicromo.","provenance":"Iraq.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Lane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nPhilon, H., Early Islamic Ceramics, London, 1980 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma, 1968","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["lustro; decorazione floreale"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"4a14838f-3d68-55e8-8f84-cac452161836":{"name":"Bacino con decorazione baccellata.","description":"Il piatto, dipinto a lustro bruno chiaro su fondo crema, è del tipo fondo, a parete dritta verticale, con tesa moderatamente espansa, decorata con baccellature a vortice in rilievo. La decorazione consiste in minuti elementi a forma di spiga e piccole margherite, che si alternano a fasce a lustro compatto e a reticolo. L'umbone è ornato al centro con un animale, probabilmente una lepre. Sulla parete, all'interno, figura un motivo epigrafico molto stilizzato. Esternamente, al centro, un motivo radiale a sedici bracci; intorno, serie di medaglioni con foglie di felce stilizzate.","short_description":"Bacino appartenente alla classe delle ceramiche dipinte a lustro metallico prodotte in ambito valenzano. Motivi zoomorfi e fitomorfi, insieme al elementi di tipo geometrico, ornano la superficie dell'esemplare.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"X/ XVI secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 6,5, diametro cm 40.","method_for_datation":"Il piatto appartiene ad una vasta classe, che fa la sua comparsa in ambiente valenzano verso la fine del IX/XV secolo e che risulta largamente influenzata da forme metallistiche del Rinascimento.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Bacino; lustro; arte mudéjar"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"4c1c6011-7e32-57c2-ac90-5672e32a2457":{"name":"Brocca","short_description":"La piccola brocca presenta una decorazione a rilievo sotto una spessa invetriatra di colore blu-cobalto.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 15.4","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; selgiuchide; fritta; blu-cobalto"],"materials":["Impasto siliceo; decorazione a rilievo sotto invetraitura blu-cobalto"]},"4c1d7376-2dba-5edb-8c50-24e7e3030900":{"name":"Piatto","short_description":"Il piatto appartiene alla cosiddetta \"produzione Sari\" (una produzione locale situata nella località di Sari). La ceramica Sari presenta una caratteristica decorazione costituita da grandi figure di uccelli e fiori che evocano, nella forma, i \"lecca-lecca\".","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira IV–V secolo / X–XI secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 7.5, diametro max cm 37.5","provenance":"Nord Iran","keywords":["Ceramica"],"materials":["Terracotta, ingobbio bianco e decorazione policroma sotto invetriatura"]},"590eb500-d496-5a10-9ce2-d253933322b6":{"name":"Coppa con figure in colloquio amoroso.","description":"L'esemplare è decorato con una coppia di figure assise in “colloquio amoroso”, sopra un fondo campito da un fitto ornato a girali di palmette, come è consuetudine nella produzione della ceramica a lustro di Kashan. Lungo il bordo esterno della coppa corre un'iscrizione, quasi certamente di tipo benaugurale, purtroppo difficilmente leggibile, in conseguenza dell'attuale stato di conservazione.","short_description":"Coppa decorata con due personaggi raffigurati in colloquio. L'esemplare, proveniente da Kashan, presenta una decorazione tipica dei prodotti dell'inizio del VH/ XII secolo.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","owner":"Is.IAO.","dates":"VI/XII -VII/XIII secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 19,6.","method_for_datation":"La coppa presenta, all'interno, la tipica, fitta decorazione propria dei prodotti di Kashan dell'inizio del VI/XII secolo.","provenance":"Iran, Kashan.","obtention":"deposito Is.IAO.","bibliography":"Fèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nPhilon, H., Early Islamic Ceramics, London, 1980 \n \nTorre P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo selgiuchide","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["decorazione figurativa"],"materials":["ceramica dipinta a lustro metallico."]},"5e2de5b6-9e65-5cc0-b7c3-55df296ef3f6":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa presenta una decorazione costituita da un fiore stilizzato posto al centro e collocato all'interno di un quadrato dai cui angoli germogliano foglie a forma di scudo separate da motivi a trifoglio su archi. La decorazione é dipinta in blu cobalto direttamente sull'invetriatura.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III–IV secolo / IX–Xsecolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro cm 21.6","provenance":"Iraq","dynasty":"Dinastia abbaside","keywords":["Ceramica; abbaside; blu cobalto"],"materials":["Terracotta, invetraitura bianca opaca, decorazione in blu cobalto"]},"635e554c-d176-55b1-b007-ffecaeed2fd7":{"name":"Piastrella","short_description":"La piastrella è suddivisa in triangoli all'interno dei quali la decorazione a *cintamani* fluttua tra motivi a nuvola di colore verde.","type":"Ceramica; rivestimento architettonico","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira XII secolo / XVIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 25, larghezza cm 25","provenance":"Turchia (Istanbul)","dynasty":"Impero Ottomano","keywords":["Ceramica; ottomana; cintamani; chintamani"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione policroma sotto invetriatura"]},"6494cd55-e904-5563-a3a1-c84b7c6ea6dc":{"name":"Coppa polilobata","short_description":"L’apice della produzione selgiuchide è rappresentato dal vasellame *mina’i*, ottenuto con la tecnica della pittura a smalto sopra vetrina. Questa coppa polilobata è decorata nel centro da due uomini a cavallo circondati da figure sedute. La parete esterna è ornata da un’iscrizione corsiva in colore nero-bruno.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / AD XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 9.8, diametro cm 20.6","provenance":"Iran (Kashan)","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; selgiuchide; minai"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione mina’i"]},"6d275aae-efca-5e92-b1e9-cd4d92480102":{"name":"Ciotola a parete verticale.","description":"La decorazione della ciotola, limitata alla parete esterna, consiste in una grande iscrizione in caratteri cufici con aste apicate e con alcune lettere terminanti in volute, compresa fra due fasce dipinte a lustro compatto. All'iscrizione principale si sovrappongono quattro lettere in blu cobalto. La lettura dell'iscrizione, anche se di esecuzione molto corrente, può essere ricondotta alla formula del tipo baraka lisâhibihi, ossia “benedizione al possessore”. E' il caso di sottolineare che fra i lustri mesopotamici la decorazione consistente soltanto nel motivo epigrafico è piuttosto rara, ed in tal senso si può ragionevolmente ipotizzare che l'esemplare rifletta l'influenza della ceramistica del periodo samanide del Khurâsân e della Transoxiana (IX-X secolo), cui si deve un'ampia produzione di vasellame non a lustro, la cui unica decorazione è affidata al motivo epigrafico.","short_description":"Pezzo praticamente unico per forma e decorazione. Esemplari simili, decorati esclusivamente per mezzo della calligrafia, sono rari sui primi lustri abbassidi.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"IV/ X secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 7, diametro cm 18,3.","method_for_datation":"analisi stilistica: si avverte, come evidenziato nella descrizione dell'oggetto, l'influenza, nella decorazione, della ceramistica del periodo samanide del Khurâsân e della Transoxiana (IX-X secolo).","method_for_provenance":"la tipologia, molto semplice, dell'esemplare, è attestata fra i materiali provenienti da Samarra.","provenance":"Iraq.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Lane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nPhilon, H., Early Islamic Ceramics, London, 1980 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma, 1968","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["lustro; calligrafia; cufico; coppa"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico e in blu cobalto."]},"755aa26f-837b-56c6-a555-fffe8cf9d2d2":{"name":"Piatto con infiorescenze di garofano.","description":"Piatto fondo a parete ricurva su base piana. La decorazione, dipinta a lustro rosso, consiste in un grande cespuglio di aspetto piumoso con infiorescenze di fiori di garofano, che si sviluppa da un piccolo vaso centrale,a forma di coppa su alto piede. Intorno, una tipica cornice di piccoli semicerchi concentrici, dalla quale spuntano arbusti di tipo piumato, disposti con regolarità tra un garofano e l'altro, sopra un fondo puntinato. Il bordo del piatto, segnato da un leggero solco interno, è sottolineato da una grossa fascia a lustro compatta.","short_description":"Il piatto, decorato principalmente con un motivo mutuato dai tessuti e dalle ceramiche ottomane, appartiene alla tarda produzione valenzana (XVIII secolo.) L'oggetto doveva essere utilizzato probabilmente come stoviglia di lusso.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XII/ XVIII secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 6,8, diametro cm 28,2.","method_for_datation":"Il piatto fa parte della tarda produzione valenzana (XII/XVIII secolo), ove elementi distintivi sono il frazionamento delle decorazioni, l'aspetto piumoso assunto dagli ornati vegetali, nonché la presenza del fiore di “garofano”, motivo di influenza turca, pervenuto in Occidente sia per il tramite dei tessuti, sia della ceramica. A volte, come nel nostro esemplare, si nota l'uso pressoché esclusivo di quest'ultimo motivo, secondo un gusto che si rivela ispirato alle famose ceramiche turche di İznik, ove, fra gli altri, è molto tipico anche l'uso decorativo del vaso con fiori.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Piatto; lustro; arte mudéjar; decorazione floreale"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"7892ac22-f1eb-5c25-a796-c350b3bd270a":{"name":"Piatto con decorazione floreale.","description":"Grande piatto a larga base piana, parete ricurva e breve tesa, dipinto in verde-turchese, blu cobalto e rosso lacca steso a rilievo (bolo armeno), tipico di questa classe di piatti; essa consiste in steli fioriti che nascono, come il tralcio centrale con campanule blu, da un piccolo cespuglio a roselline alternativamente blu e rosse, dipinto sul margine inferiore del fondo del piatto. Fra i fiori dominano tre grosse peonie, tulipani e giacinti. La tesa è ornata con il caratteristico motivo “a onde e scogli”, molto stilizzato. Sulla parete figurano motivi a palmetta e a rosetta che si alternano nei colori blu e verde, con alonatura del colore.","short_description":"Tipico prodotto delle fabbriche di İznik tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, il piatto presenta ricche decorazioni floreali.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"X/XVI-XI/XVII secolo.","location":"Roma","dimensions":"Altezza cm 6,7, diametro cm 36,3.","method_for_datation":"L'esemplare è un prodotto delle fabbriche di İznik della fine del X/XVI-inizio XI/XVII secolo, come risulta dalla minuta trattazione dei particolari, nonché dall'orlo non lobato del piatto.","provenance":"Iznik, Turchia.","bibliography":"Atasoy, N. e Raby, J., Iznik. The Pottery of Ottoman Turkey, London, 1989 \n \nLane, A., Later Islamic Pottery, London, 1957 \n \nPetsopoulos, Y., Tulips, Arabesques and Turbants. Decorative Arts from the Ottoman Empire, London, 1982 \n \nRogers, G. M., “The Wares of sixteenth Century Ottoman Turkey”, Islamic Art and Design 1500-1700, London, 1993, 93-120 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo ottomano","linkcatalogs":"IAM_TR_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Piatto; ceramica; invetriatura; decorazione floreale; İznik; giacinti"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"79de590d-1ba1-5b9f-a1c0-57b81de273a9":{"name":"Mattonella a forma di stella","short_description":"La piastrella a forma di stella a dieci punte è decorata con disegni di arabesco a motivo ogivale su sfondo nero, intrecciati tra loro che si sviluppano alternado i colori blu chiaro e avorio, intorno a una piccola stella a sei punte su uno sfondo cobalto. Tali piastrelle erano realizzate con la tecnica della *cuerda seca*, secondo la quale i diversi colori della smaltatura venivano separati per mezzo di linee di contorno costituite da manganese mescolato a olii e grassi.","type":"Ceramica; piastrella","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira metà del IX secolo / metà del XV secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max cm 36","provenance":"Iran orientale","dynasty":"Dinastia timuride","keywords":["Ceramica; mattonella; timuride"],"materials":["Cuerda seca"]},"7ec4c61a-0b37-51f0-9e27-faeecc7abdb3":{"name":"Piatto con decorazione a triangoli.","description":"Piatto umbonato a larga tesa, dipinto a lustro bruno su fondo crema. Motivo principale della decorazione è una corona di triangoli, disposti a vortice lungo il bordo interno della tesa e dipinti a lustro compatto. Un motivo di tipo simile, ma ottenuto con tratti incisi e la cui disposizione è per lo più indipendente dalla decorazione dipinta, si osserva sulla tesa. Tra i triangoli sono disegnati, alternativamente, steli e punti, i cosiddetti “solfas” o note musicali, e motivi spiraliformi con campitura a righe, insieme con grossi punti e disegni a virgola. In un solo caso il motivo a “solfas” si ripete per due volte consecutive. Una grossa striscia a lustro sottolinea il margine esterno della tesa. Intorno all'umbone emisferico, ornato con un'infiorescenza a tre petali, è dipinta una decorazione di tipo epigrafico, compresa tra due grosse fasce a lustro compatto. Sulla superficie esterna sono dipinti in lustro bruno-rosso circoli concentrici che seguono un movimento a spirale.","short_description":"Il piatto, prodotto intorno al XVI secolo in ambito valenzano, è decorato principalmente da triangoli e motivi detti *solfas*.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"X/ XVI secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 4,5, diametro cm 34.","method_for_datation":"Il piatto fa parte di una numerosa serie di prodotti valenzani di fattura piuttosto corrente, largamente diffusi nella seconda metà del X/XVI secolo. Essa riprende, semplificandoli secondo un gusto popolare, temi decorativi propri della raffinata classe dei piatti baccellati della fine IX/XV -inizio X/XVI secolo.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Piatto; lustro; arte mudéjar; decorazione geometrica"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"8360d938-1158-5dec-8d1b-26aa9fd74053":{"name":"Coppia di piastrelle","short_description":"Una delle caratteristiche salienti dell'arte islamica è quella di rivestire interi edifici di piastrelle colorate. La coppia di mattonelle offre un esempio dell'aspetto brillante che dovevano avere le pareti dei suntuosi palazzi safavidi.","type":"Ceramica; piastrella","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira X secolo / XVI secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 22.8, lunghezza cm 45.6","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia safavide","keywords":["Ceramica; cuerda seca; piastrella; mattonella; safavide"],"materials":["Cuerda seca"]},"86fa6510-d51d-5f73-84cd-e89730dfb6c9":{"name":"Brocca","short_description":"L'epoca selgiuchide rappresenta l'età d'oro della ceramica islamica ed è caratterizzata da fiorenti centri di produzione situati nell'odierno Iran e in grado di sperimentare tecniche differenti.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira fine VI–inizi VII secolo / fine XII–inizi XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 19.6, diametro max cm 14.9","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; selgiuchide; turchese"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione intagliata, invetriatura turchese"]},"8acf2eac-8e23-5efc-a927-dea5fc1c4c75":{"name":"Coppa con decorazione radiale.","description":"L'esemplare, la cui forma è ripresa dalle contemporanee porcellane cinesi del periodo T'ang (618-906 AD), presenta una decorazione dipinta in blu cobalto, che consiste in un grande motivo a forma di petali stilizzati; sul fondo un poligono stellare, i cui vertici sono campiti a tratteggio. Al centro figura un motivo noto come “sigillo di Salomone”, elemento decorativo molto comune nell'arte islamica. La coppa, decorata con stile semplice ma gradevole, può essere considerata tipica della produzione mesopotamica, nell'ambito della classe dipinta soltanto in blu di cobalto su fondo bianco crema. Tale classe è di notevole interesse, in quanto rappresenta uno dei più antichi esempi di imitazione, nel mondo islamico, delle apprezzate porcellane cinesi che giungevano in grande quantità in Egitto e in Iraq via mare e in Persia anche via terra, attraverso la Via della Seta. L'imitazione della porcellana era realizzata ricorrendo all'uso di una pesante invetriatura all'ossido di piombo, cui era aggiunto, come opacizzante, dell'ossido di stagno: il risultato era una copertura compatta bianco-crema, sulla quale era dipinta in blu cobalto una decorazione di gusto islamico.","short_description":"Esemplare di notevole interesse per via della decorazione ispirata alle porcellane cinesi del periodo T'ang e testimone dei contatti e degli scambi che, lungo la Via della Seta, avvenivano tra la Cina e paesi come l'Egitto, la Persia e l'Iraq.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"III/ IX secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 19,8, altezza cm 6.","method_for_datation":"La datazione è stata proposta in base alla tipologia dell'oggetto, per l'analisi della quale si rimanda alla descrizione; per quanto riguarda la provenienza della coppa, va osservato come l'esemplare sia tipico della produzione mesopotamica, nell'ambito della classe dipinta soltanto in blu di cobalto su fondo bianco crema (si veda il testo della descrizione).","provenance":"Iraq.","obtention":"deposito privato.","bibliography":"Fèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nFolsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma 1968","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["ceramica; invetriatura; decorazione floreale"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"8e119327-6e4c-5502-ac20-00d69c2be9c3":{"name":"Coppa calligrafica","short_description":"La coppa presenta un corpo argilloso di colore rosso, ricoperto da da un ingobbio bianco che crea uno sfondo omogeneo sul quale viene tracciata un'elegante decorazione calligrafica a contenuto benaugurale in caratteri cufici di colore nero.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III–IV secolo / IX–X secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 8, diametro cm 24","provenance":"Iran (Nishapur)","dynasty":"Dinastia samanide","keywords":["Ceramica; vasellame; samanide; calligrafia; iscrizione"],"materials":["Terracotta, ingobbio bianco, decorazione in nero sotto invetriatura trasparente"]},"8e67c517-318a-50e5-bf21-5fd465b11ddd":{"name":"Pannello di nove mattonelle","short_description":"Il pannello riproduce la sezione trasversale, stilizzata, della moschea del Profeta a Medina. Sotto il registro superiore vi è un arco cuspidato centrale e due archi laterali sorretti da quattro eleganti colonne a spirale e sormontati dalla Mezzaluna. Tre lampade da moschea sono sospese in corrispondenza del centro della volta degli archi. In mezzo vi é un cartiglio che reca la scritta \"Gloria ad Allah\".","type":"Pannello; rivestimento architettonico","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira XI secolo / XVII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 84, larghezza cm 84","provenance":"Siria","dynasty":"Impero Ottomano","keywords":["Rivestimento architettonico; ceramica; mattonella; piastrella; ottomano"],"materials":["Decorazione policroma sotto invetriatura"]},"8f8ea92e-671e-5c67-8e28-151c8dfb79b3":{"name":"Piatto con figura di uccello stilizzato.","description":"Il piatto fondo a parete ricurva su base piana è decorato con una grande figura di uccello stilizzato dalle ali lunghe e filiformi, di aspetto quasi vegetale, mentre il corpo è reso con una serie di pannellature rettangolari campite da grossi tratti a serpentina. La superficie del fondo risulta per lo più ornata con grossi cespugli fioriti, palmette, gruppi di piccoli punti, entro una cornice formata da un motivo frangiato, che corre al di sotto dell'orlo dipinto a lustro compatto.","short_description":"L'esemplare mostra, nella decorazione, elementi assai tipici dei prodotti valenzani di epoca più tarda.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XII/ XVIII secolo (fine).","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 36.","method_for_datation":"Il piatto appartiene alla tarda produzione valenzana del XII/XVIII secolo caratterizzata, oltre che da particolari motivi decorativi quali cespugli di garofano e grandi figure di uccello, da un lustro rosso di tonalità accesa.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Piatto; lustro; arte mudéjar; decorazione figurativa; decorazione floreale"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico."]},"925c28b8-4c6f-550b-8808-705ed2594359":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa è ornata al centro da una raffinata e precisa decorazione in nero sotto un'invetriatura brillante e ravvivata dal colore blu. Un' elegante iscrizione corre lungo l'orlo interno.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VII secolo / XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max cm 14","provenance":"Iran","keywords":["Ceramica; fritta"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione in blu e nero sotto invetriatura trasparente"]},"942b5555-2328-5dfd-90f3-ee19e1e5c033":{"name":"Piastrella","short_description":"La mattonella dipinta in vivaci colori blu, verde, turchese, giallo e bianco, rappresenta un barbuto cortigiano circondato da composizioni floreali stilizzate.","type":"Ceramica; piastrella","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira XI secolo / XVII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 23.9, larghezza cm 24","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia safavide","keywords":["Ceramica; cuerda seca; mattonella; safavide"],"materials":["Cuerda seca"]},"9526c6c2-eb52-500b-9322-1caf7402bc8a":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa conica è decorata in bianco, verde, rosso e nero. Il motivo circolare posto nel centro è circondato da quattro grandi figure di uccelli (*simurgh*) dipinte in verde e bianco. Lo sfondo è interamente coperto da forme pseudo-geometriche puntinate in bianco.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III–IV secolo / IX–X secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max cm 34.9","provenance":"Iran orientale","dynasty":"Dinastia samanide","keywords":["Ceramica; samanide; simurgh; animale immaginario"],"materials":["Terracotta, ingobbio, decorazione con argille liquide colorate, invetriatura trasparente"]},"9bbd279c-caa6-5b81-867d-5d87688d25b6":{"name":"Piatto con luna antropomorfa.","description":"Piatto a parete obliqua su piede a disco. La decorazione, dipinta in un tipico lustro rosso come è consuetudine sui prodotti più tardi della produzione ispano-moresca, consiste in un grande motivo romboidale, entro il quale è iscritto un cerchio il cui profilo, sottolineato da un leggero solco, funge da raccordo tra tesa e parete. Negli spazi compresi tra rombo e cerchio sono presenti “triangoli piumati”, formati da una serie di grossi tratti paralleli contrapposti, con effetto simile a foglie stilizzate. Sulla tesa, il cui bordo esterno è delimitato da una grossa fascia a lustro compatto, compaiono tipici tralci di foglie con elemento centrale simile a un grosso frutto di aspetto globulare (forse un melograno). Le foglie, in particolare, sono rese con una caratteristica serie di tratti curvilinei paralleli e sembrano suggerire l'idea di molle metalliche. Tralci vegetali, pressoché del medesimo tipo (mancanti solo del frutto centrale), si ripetono nella decorazione del fondo del piatto ove, ai lati di un motivo lunare antropomorfico di gusto popolare, sono disegnati, l'uno di fronte all'altro, due caratteristici “leoni grotteschi”.","short_description":"Questo piatto è riconducibile alla tarda produzione ispano-moresca, come attestato dalla decorazione, ottenuta nel tipico lustro rosso.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XI/ XVII secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 8,2, diametro cm 36,5.","method_for_datation":"Il genere di decorazione è assai comune nella produzione valenzana a partire dalla prima metà del XI/XVII secolo e si ripete, senza varianti di rilievo, su oggetti di diverso tipo (piatti, vasi ad alto collo, orcioli ansati, boccali).","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Piatto; lustro; arte mudéjar; decorazione geometrica; decorazione floreale"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"9fb409e3-528f-533c-9017-82d63273b965":{"name":"Coppa","short_description":"L'epoca selgiuchide è contrassegnata da un ampio impiego della tecnica del lustro – pittura con ossidi metallici e cottura in ambiente riducente – adottato per la produzione di ceramiche raffinate. L'alta qualità raggiunta dai pittori ceramisti è testimoniata dalle numerose coppe, bottiglie e vasi decorati con sottili tratti di pennello che disegnano elementi geometrici, motivi floreali e figure umane.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro cm 22.5","provenance":"Iran (Kashan)","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; lustro"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione a lustro"]},"a3dac180-1eea-5814-9963-a2c290044228":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa è decorata in turchese, blu e viola sotto l'invetriatura bianca opaca. La decorazione in nero e rosso è applicata sopra l'invetraitura. La coppa è impreziosita da una decorazione a foglia d'oro.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / AD XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 7.6, diametro max cm 25.5","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; selgiuchide; mina’i"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione *mina’i*"]},"a55c2ebe-979d-535b-8bc8-31f893bda658":{"name":"Coppa con suonatore di *rubâb*.","description":"La coppa è decorata al centro con la figura di un suonatore di rubâb, strumento a corde di tradizione iranica. Il fondo è campito con pannellature puntinate, mentre l'orlo è decorato con elementi a semicerchio. Il motivo del suonatore di rubâb, qui raffigurato seduto secondo l'abitudine dei nomadi, ricorre di frequente nell'arte islamica e sembra rievocare, al pari della figura del bevitore, scene di corte celebranti la vita del sovrano. Il musicante, raffigurato in uno stile assai simile a quello che si ritrova nella ceramica figurata di Nîshâpûr dello stesso periodo, indossa un caratteristico copricapo in uso presso i popoli turco-mongoli dell'Asia centrale.","short_description":"La decorazione dell'esemplare mostra, tra gli altri elementi, una figura maschile intenta a suonare uno strumento a corde, il *rubâb*. La figura del suonatore è usuale nell'arte islamica e sembra rievocare, al pari della figura del bevitore, la vita ed i fasti della Corte.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"IV/ X secolo.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 23,5 altezza cm 6,8.","method_for_provenance":"molti elementi della decorazione, come ad esempio le pannellature puntiate con cui è campito il fondo, sono tipiche delle ceramiche irachene del IV/X secolo.","provenance":"Iraq.","obtention":"deposito privato.","bibliography":"Lane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nPhilon, H., Early Islamic Ceramics, London, 1980 \n \nScerrato, U., “Ceramica irachena del IX-X secolo”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 2, Roma, 1968 \n \nTorre P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Periodo abbaside","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["ceramica; lustro; decorazione geometrica, arte figurativa"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro metallico."]},"ad2cb375-808c-5067-aa87-d73fb88bbe79":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa dipinta a lustro è un tipico esemplare dello stile miniaturistico di Kashan. La decorazione è costituita da figure di uomini a cavallo e cipressi.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 11.6, diametro max cm 18.8","provenance":"Iran (Kashan)","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; Kashan; lustro"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione a lustro"]},"b822c95a-a322-5a1f-a599-8e7881c43da8":{"name":"Coppa con beccuccio","short_description":"La piccola coppa con beccuccio presenta la figura di un uccello circondato da motivi pseudo-geometrici dipinti in nero e puntinati in bianco e rosso. La decorazione è ottenute con argille liquide colorate.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira IV–V secolo / X–XI secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro cm 19.7","provenance":"Iran orientale","dynasty":"Dinastia samanide","keywords":["Ceramica; samanide; simurgh; animale immaginario"],"materials":["Terracotta, ingobbio bianco, decorazione con argille liquide colorate, invetriatura trasparente"]},"bda8c465-9ce4-5191-8783-1d1baf8d0177":{"name":"Coppa","short_description":"La coppa presenta una semplice decorazione incisa, arricchita da macchie di colore sotto un'invetriatura trasparente.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI secolo / XII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 9, diametro max cm 18.5","provenance":"Iran nord-orientale; Afghanistan","keywords":["Ceramica; ingobbio"],"materials":["Terracotta, ingobbio bianco, decorazione incisa, invetriatura trasparente"]},"c4ea2f24-36c4-5686-ab6e-70e5af5815a2":{"name":"Vaso a forma di cavallo e cavaliere","short_description":"La piccola scultura a tuttotondo raffigura un cavallo con cavaliere e veniva utilizzata come vaso/bottiglia.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VII secolo / XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 27.5, lungh. cm 23.5","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; fritta; cavallo; cavaliere"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione in nero e blu-cobalto sotto invetriatura turchese"]},"cd55af48-0b6d-5d4f-8dcd-ba7574d7bc56":{"name":"Piatto con piccolo toro.","description":"Piatto a parete ricurva su piede ad anello dipinto a lustro rosso intenso su fondo bianco-crema. La decorazione presenta al centro la silhouette di un torello dipinto a lustro con particolari risparmiati, dalla quale partono, simmetricamente, quattro lunghi steli con infiorescenze stilizzate, derivanti molto probabilmente da una ulteriore trasformazione di tralci vegetali del tipo rappresentato in esemplari della stessa classe di oggetti. \nI quattro settori, in cui risulta divisa la superficie, sono decorati ciascuno con un grosso cespuglio a foglie piumate, disposto obliquamente, che preannuncia un motivo assai comune in prodotti più tardi (XII/XVIII secolo).","short_description":"Il piatto mostra una decorazione che preannuncia motivi che diverranno tipici dei prodotti più tardi realizzati in ambito valenzano.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XI/ XVII secolo (fine).","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 7,6, diametro cm 36,5.","method_for_datation":"La decorazione del fondo del piatto, campito da una serie di gruppi di punti, da altri arbusti più piccoli fioriti e da minuti motivi cruciformi e stellari, ricorre nei più tardi prodotti valenzani del XII/XVIII secolo. Lungo il bordo del piatto, sottolineato da una grossa fascia a lustro compatto, corre una cornice formata da una serie di semicerchi, campiti da dischetti a lustro, cornice che anticipa un motivo proprio dei prodotti di età successiva e che al tempo stesso risulta molto probabilmente ispirata dal cosiddetto motivo ad “unghia”, comune sull'orlo di una serie di piatti del primo terzo del XI/XVII secolo.","provenance":"Spagna, fabbrica valenzana.","bibliography":"Ainaud De Lasarte, J., Cèramica y Vidrio, Ars Hispaniae , X, Madrid, 1952 \n \nFronthingham, A.W., Lustreware of Spain, New York, 1951 \n \nTorre, P., “Maioliche a lustro ispano-moresche”, Serie Schede Museo Nazionale d'Arte Orientale, 7, Roma, 1987 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990 \n \nTorre, P., “Techniques Journeying from East to West at the Time of the Crusades”, Crusades: Myth and Realities, Nicosia, 2004","dynasty":"Mudéjar","linkcatalogs":"IAM_ES_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Piatto; lustro; arte mudéjar; decorazione figurativa; decorazione floreale"],"materials":["Ceramica dipinta a lustro."]},"d1fd8d7d-6217-538a-98af-666817b8e42a":{"name":"Pannello di mattonelle","short_description":"Il pannello è costituito da dieci mattonelle disposte su due file verticali. La decorazine è costituita da un festone che disegni forme ogivali contenenti fiori e palmette.","type":"Rivestimento architettonico; pannello","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira tardo X–inizi XI secolo / tardo XVI–inizi XVII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 117.5, larghezza cm 46.5","provenance":"Siria","dynasty":"Impero Ottomano","keywords":["Pannello; rivestimento architettonico; ottomano"],"materials":["Decorazione policroma sotto invetriatura"]},"d209c356-064a-548c-bf26-d4da707c6cfc":{"name":"Mattonella con cicogna.","description":"La mattonella, di forma esagonale, dipinta in blu e nero sotto un'invetriatura di colore turchese, presenta una decorazione consistente in una cicogna, posta al centro, sopra un fondo di tralci fogliati e fioriti. L'esemplare era destinato ad uso architettonico, come copertura delle pareti.","short_description":"Nel mondo islamico simili mattonelle erano generalmente utilizzate in architettura, in particolare per il rivestimento delle pareti domestiche. Ascrivibile, per la tecnica esecutiva ad un ambito siriano o egiziano del XV secolo circa.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"IX/ XV secolo.","location":"Roma","dimensions":"Larghezza cm 20,5, lato cm 10,5.","method_for_datation":"La tipologia di oggetto appartiene ad una produzione del IX/XV secolo; in tale periodo, in Siria furono largamente prodotte delle mattonelle di questo tipo, decorate nei colori del blu su bianco o, come nel caso del nostro esemplare, del nero sotto un'invetriatura turchese. Questi prodotti erano anche esportati verso la Turchia e l'Egitto.","provenance":"Egitto o Siria.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Atil, E., Mamluk Renaissance of Islam. Art of Mamluks, Washington, 1981 \n \nLane, A., Later Islamic Pottery, London, 1957 Bollettino d'arte, 1974, n° 3-4","dynasty":"Periodo mamelucco","linkcatalogs":"IAM_EG_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["mattonella; arte mamelucca; decorazione figurativa"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"d71042b5-7752-5d3f-8e19-eda7d0c3baca":{"name":"Grande giara con decorazione in rilievo.","description":"La giara di forma ovoidale, provvista di tre piccole anse, è ricoperta su tutta la superficie da una pesante invetriatura verde scura, come è consuetudine nella produzione ceramica di epoca sasanide. La decorazione principale è articolata in una serie di circoli concentrici in rilievo terminanti al centro in un motivo stilizzato a “grappolo d'uva”, che si ricollega ad una tradizione di figurazioni simboliche largamente diffuse. Al di sotto dell'orlo corre un motivo geometrico a rilievo formato da piccoli rombi, mentre nella parte inferiore del corpo è presente un decoro a motivi apicati. L'esemplare testimonia nella forma, nella decorazione e nella tecnica di esecuzione, la continuità stilistica che lega il periodo tardo sasanide a quello protoislamico. La giara era probabilmente destinata a contenere e conservare derrate alimentari.","short_description":"La giara, nella quale sono riconoscibili nella forma, nella decorazione e nella tecnica di esecuzione modelli sasanidi, doveva essere utilizzata probabilmente per conservare derrate alimentari.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"II/VIII secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 44, diametro cm 39.","method_for_datation":"analisi stilistica: La forma e la decorazione della giara, la tecnica di esecuzione e l'invetriatura verde scura, sono tipiche della ceramica di epoca sasanide.","method_for_provenance":"Esemplari della stessa tipologia erano diffusi in Persia ed in Iraq, paesi ove furono in uso fino al III/IX secolo.","provenance":"Iran.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Erdmann, K., Die Kunst Irans zur Zeit der Sasaniden, Magonz, 1969 \n \nFèhervari, G., La ceramica islamica, Milano, 1985 \n \nGrube, E.J., Cobalt and Lustre. The First Centuries of Islamic Pottery – The Nasser D. Khalili Collection of Islamic Art, vol. IX, London, 1994 \n \nLane, A., Early Islamic Pottery, London, 1953 \n \nTorre, P., Le mille e una notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo omayyade","linkcatalogs":"IAM_JO_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["ceramica; decorazione geometrica"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"db0e000c-19a2-52b9-a53e-eab344b9164a":{"name":"Coppa","short_description":"La ceramica abbaside dell'Iraq evidenzia il forte impatto della porcellana cinese, rinvenuta in numerosi frammenti in Mesopotamia. L'eleganza semplice di questa produzione è rappresentata da questa piccola coppa, la cui superficie, interamente ricoperta dalla vetrina bianca opaca, è decorata unicamente dalla frase \"opera di Khalid\" tracciata in bei caratteri cufici di colore blu cobalto dipinti direttamente sull'invetriatura.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira III secolo / IX secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro cm 22","provenance":"Iraq","dynasty":"Dinastia abbaside","keywords":["Ceramica; abbaside"],"materials":["Terracotta, invetraitura bianca opaca, decorazione in blu cobalto"]},"dd477064-8dcc-5912-86cc-4b16275db787":{"name":"Piatto","short_description":"La grande fioritura della produzione ceramica ottomana si caratterizza per la brillante policromia e la ricchezza delle composizioni floreali e vegetali (garofani, peonie, e foglie di *saz*).","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira seconda metà X secolo / seconda metà XVI secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro max 29.8","provenance":"Turchia (Iznik)","dynasty":"Impero Ottomano","keywords":["Ceramica; Iznik; ottomano"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione policroma sotto invetriatura"]},"e44f9b93-0fc9-58a0-8f0b-14d05df5157e":{"name":"Grande piatto con decorazione polilobata.","description":"Il piatto presenta una elegante decorazione consistente in un grande motivo polilobato dipinto in nero, sotto invetriatura turchese. Lungo la parete non corre la consueta iscrizione bene augurante ma bensì un verso del Divan del poeta persiano Hafez, che riporta il lamento di un innamorato infelice: “Ho lavato di [lacrime] il cortile della dimora dei miei occhi, ma a che scopo/ Dal momento che questa casa non merita [neppure] di immaginare la tua forma?”. Al termine dell'iscrizione si legge la data: “è stata finita nell'anno 873”.","short_description":"Il piatto appartiene alla classe di ceramiche note con il nome di *kubachi*, dal luogo (un villaggio del Caucaso) ove furono rinvenute. Venivano appese alle pareti delle abitazioni a scopo decorativo.","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","owner":"Is.IAO.","dates":"873/1468-1469.","location":"Roma","dimensions":"diametro cm 35,86.","method_for_datation":"iscrizione con data.","method_for_provenance":"L'esemplare appartiene ad un particolare gruppo di ceramiche note come kubachi, dal nome di un villaggio del Daghestan, nel Caucaso, ove esse furono trovate appese alle pareti delle abitazioni a scopo decorativo. Ceramiche di questo tipo rivestono un eccezionale interesse in quanto documentano gli intensi scambi commerciali tra la Persia e Kubachi, centro noto per la produzione di armi in acciaio, particolarmente apprezzate dal mercato iranico, ove venivano ampiamente esportate in cambio di ceramiche persiane realizzate in un imprecisato centro di produzione.","obtention":"deposito Is.IAO.","bibliography":"Folsach, K. von, Islamic Art – The David Collection, Copenhagen, 1990 \n \nGrube, E.J., “Notes on the Decorative Arts of the Timurid Period”, Gururajamanjarika, Studi in onore di Giuseppe Tucci, Napoli, 1974, 233-277 \n \nGrube, E.J., Islamic Pottery from the Eight to the Fifteenth Century in the Keir Collection, London, 1976 \n \nLane, A., Later Islamic Pottery, London, 1957 \n \nTorre P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Epoca timuride","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["calligrafia; decorazione vegetale"],"materials":["ceramica invetriata."]},"e4f3e546-af0d-5ee4-ab98-5638548040e2":{"name":"Piatto","short_description":"Nel periodo safavide si sviluppa una raffinata produzione di vasellame dipinto in bianco e blu sotto vetrina trasparente, che trae ispirazione dai motivi decorativi cinesi.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira X secolo / XVI secolo","location":"Torino","dimensions":"Diametro cm 32","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia safavide","keywords":["Ceramica; invetriatura; safavide"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione in blu, invetriatura trasparente"]},"f3b34c56-e46c-56c4-bfd0-edc48e7d30a2":{"name":"Coppa con pesci","short_description":"L'introduzione della pasta \"fritta\" – corpo ceramico ottenuto con l'impiego di quarzo – costituisce un'innovazione importante importante che consente ai ceramisti di realizzare vasellame e oggetti con pareti sottili, ma molto resistenti.","type":"Ceramica; vasellame","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira VI–VII secolo / XII–XIII secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 9, diametro max cm 19","provenance":"Iran","dynasty":"Dinastia selgiuchide","keywords":["Ceramica; turchese; selgiuchide; fritta"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione in nero sotto invetriatura turchese"]},"f655d504-175d-5d78-8a32-37fc546a4cb2":{"name":"Piatto","short_description":"La massiccia diffusione del vasellame prodotto a Iznik influenzò in maniera evidente la cosiddetta ceramica “tipo Kubachi”, dal nome di un piccolo villaggio del Caucaso che ha restituito numerosi frammenti di questo vasellame. Il piatto raffigura un personaggio a mezzo busto, delineato con eleganti tratti del volto, con abito e copricapo vivacemente decorati e immersi in una variopinta e multiforme vegetazione.","type":"Vasellame; ceramica","holder":"MAO Museo d'Arte Orientale","dates":"Ègira seconda metà del IX secolo / seconda metà del XVI secolo","location":"Torino","dimensions":"Altezza cm 6.8, diametro cm 34.6","provenance":"Iran (probabilmente Tabriz)","dynasty":"Dinastia safavide","keywords":["Ceramica; Kubachi"],"materials":["Impasto siliceo, decorazione policroma sotto invetriatura"]},"f7a106fc-4854-569f-bbae-0f22ab8f3514":{"name":"Giara.","description":"La giara di forma globulare biansata con collo alto e stretto è segnata lungo il corpo da numerose solcature parallele eseguite durante la tornitura, più fitte nella parte superiore; le anse hanno una presa in alto a forma di bottone. È decorata in bianco su ingobbio scuro con linee orizzontali al centro intervallate da motivi pseudo-epigrafici in caratteri cufici e linee oblique in basso; alla base del collo la doppia treccia a cuori concatenati è un tipico motivo islamico desunto dalla stilizzazione dell'albero di palma. La giara fu trovata, insieme ad altri esemplari, dall'archeologo Antonio Salinas nello spazio tra l'intradosso di una volta ed il sovrastante piano di calpestio di una stanza del monastero annesso alla chiesa della Martorana, costruito intorno al 1193. La fenditura presente nella parte inferiore dell'anfora, causata da un difetto di cottura, indica che l'oggetto, non più utilizzabile come contenitore, fosse stato utilizzato, come scarto di fornace, con funzione di riempimento delle volte delle grandi dimore della prima metà del XII secolo.","short_description":"La giara doveva essere usata come contenitore per derrate alimentari. Essa venne però impiegata come materiale edilizio, nel riempimento di una volta in quanto presentava un difetto di cottura che la rendeva inadatta come recipiente.","holder":"Museo della Zisa","owner":"Soprintendenza BB CC AA di Palermo.","dates":"XII secolo.","location":"Palermo, Sicilia","dimensions":"altezza cm 49 , diametro cm 34.","method_for_datation":"il reperimento dell'anfora nelle volte del monastero della chiesa della Martorana (costruito intorno al 1193) porta a ipotizzare una datazione al XII secolo.","method_for_provenance":"la giara è di produzione locale in quanto scarto di una fornace.","provenance":"Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta della Martorana.","obtention":"rinvenimento.","bibliography":"D' Angelo F.,” Ceramica d'uso domestico della Sicilia medievale proveniente dalla Zisa (Palermo XII secolo)”, Atti del IX convegno internazionale della ceramica, Albisola 28-31 maggio1976, fig. 10 \n \nGabrieli F., Scerrato U., Gli Arabi in Italia, Milano, 1979, 170, fig. 187 \n \nRagona A., “La ceramica della Sicilia arabo-normanna”, Rassegna della Istruzione Artistica, I, n. 2, 1966. \n \nRagona A., La maiolica siciliana dalle origini all' ottocento, Palermo, 1975. fig. 4 \n \nRusso Perez G., “Ancora delle ceramiche siculo-normanne”, L'Arte , 3 (1940), 119-127, fig. 9.","dynasty":"Dinastia normanna","linkcatalogs":"IAM_IT_IT_001","author":"Maria Reginella","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["ceramica siculo-normanna; giara; calligrafia; cufico"],"materials":["terracotta ingobbiata."]},"f7f52fd0-e0a1-5446-bcda-0a3eba10d5fd":{"name":"Bottiglia","short_description":"La bottiglia ha un corpo a bulbo e un lungo collo. 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Il piatto presenta il tipico cespuglio di foglie e fiori con tulipani, giacinti e garofani. Sulla tesa è dipinto il consueto motivo “ad onde e scogli”, molto stilizzato. All'esterno, lungo la parete, piccoli elementi floreali, alternativamente blu e verdi, con notevole alonatura del colore.","short_description":"Il piatto, tipicamente decorato mediante un cespuglio di foglie e fiori vari e, sulla tesa, da un altrettanto tipico motivo ad *onde e scogli*, è un prodotto della tarda produzione di İznik (XVII secolo).","holder":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”","dates":"XI/ XVII secolo.","location":"Roma","dimensions":"altezza cm 7,1, diametro cm 30,2.","method_for_datation":"Il piatto offre un tipico esempio della tarda produzione di İznik (XI/XVII secolo), per l'esecuzione meno curata sia nel disegno che nell'uso dei colori.","provenance":"Iznik, Turchia.","obtention":"acquisto.","bibliography":"Atasoy, N. e Raby, J., Iznik. The Pottery of Ottoman Turkey, London, 1989 \n \nLane, A., Later Islamic Pottery, London, 1957 \n \nPetsopoulos, Y., Tulips, Arabesques and Turbants. Decorative Arts from the Ottoman Empire, London, 1982 \n \nRogers, G. M., “The Wares of sixteenth Century Ottoman Turkey”, Islamic Art and Design 1500-1700, London, 1993, 93-120 \n \nTorre, P., Le Mille e una Notte. Ceramiche persiane, turche e ispano-moresche, Faenza, 1990","dynasty":"Periodo ottomano","linkcatalogs":"IAM_TR_IT_001","author":"Paola Torre","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["Piatto; invetriatura; decorazione floreale; İznik; giacinti"],"materials":["Ceramica invetriata."]},"ff2095d9-b276-5a8d-8731-45db9248f0d8":{"name":"Giara.","description":"La giara biansata, di forma globulare con collo alto e stretto, è segnata lungo il corpo da numerose solcature parallele eseguite durante la tornitura, più fitte nella parte superiore; le anse hanno una presa in alto a forma di bottone (una è mancante). È decorata in bianco su ingobbio scuro con linee orizzontali intervallate da motivi pseudo-epigrafici, in caratteri cufici. La giara fu trovata, insieme ad altri esemplari, dall'archeologo Antonio Salinas nello spazio tra l'intradosso di una volta ed il sovrastante piano di calpestio di una stanza del monastero annesso alla chiesa della Martorana, costruito intorno al 1193. La fenditura presente nella parte inferiore dell'anfora, causata da un difetto di cottura, indica che l'oggetto, non più utilizzabile come contenitore, fosse stato utilizzato, come scarto di fornace, con funzione di riempimento delle volte delle grandi dimore della prima metà del XII secolo.","short_description":"La giara doveva essere usata come contenitore per derrate alimentari. Essa venne però impiegata come materiale edilizio, nel riempimento di una volta in quanto presentava un difetto di cottura che la rendeva inadatta come recipiente.","holder":"Museo della Zisa","owner":"Soprintendenza BB CC AA di Palermo.","dates":"XII secolo.","location":"Palermo, Sicilia","dimensions":"altezza cm 49 , diametro cm 34.","method_for_datation":"il reperimento dell'anfora nelle volte del monastero della chiesa della Martorana (costruito intorno al 1193) porta a ipotizzare una datazione al XII secolo.","method_for_provenance":"La giara è di produzione locale in quanto scarto di una fornace.","provenance":"Chiesa di Santa Maria dell’ Ammiraglio, detta della Martorana.","obtention":"Rinvenimento.","bibliography":"D' Angelo F.,” Ceramica d'uso domestico della Sicilia medievale proveniente dalla Zisa (Palermo XII secolo)”, Atti del IX convegno internazionale della ceramica, Albisola 28-31 maggio1976, fig. 10 \n \nGabrieli F., Scerrato U., Gli Arabi in Italia, Milano, 1979, 170, fig. 188 \n \nRagona A., “La ceramica della Sicilia arabo-normanna”, Rassegna della Istruzione Artistica, I, n. 2, 1966. \n \nRagona A., La maiolica siciliana dalle origini all' ottocento, Palermo, 1975. fig. 4 \n \nRusso Perez G., “Ancora delle ceramiche siculo-normanne”, L'Arte , 3 (1940), 119-127, fig. 9","dynasty":"Dinastia normanna","linkcatalogs":"IAM_IT_IT_001","author":"Maria Reginella","copy_editor":"Pier Paolo Racioppi","keywords":["ceramica sicula-normanna; giara; calligrafia; cufico"],"materials":["terracotta ingobbiata."]}}
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