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Gli oggetti della raccolta afferiscono a diverse classi di produzione: ceramica, metallistica, miniatura, manoscritti, numismatica, gioielleria, arte tessile, vetri, armi ed armature e legni. \nRicca è la collezione di reperti archeologici provenienti dal palazzo del Sultano ghaznavide Mas‘ud III (1099-1115) a Ghazni (Afghanistan), portato alla luce dagli scavi condotti dalla Missione Archeologica dell'IsMEO negli anni Sessanta. Si tratta soprattutto di elementi di decorazioni architettoniche in mattone cotto e in marmo, cippi funerari in marmo, ceramiche e metalli. \nLe opere dall'Iran sono databili ad un arco di tempo che va dall'VIII al XIX secolo. Ben rappresentata è la produzione ceramica samanide (IX-X secolo), e quella selgiuchide (XI-XII secolo). Significativa è anche la produzione di periodo ilkhanide (XIII-XIV secolo) per l'uso della tecnica lajvardina e per le ceramiche cosiddette Sultanabad. Gran parte degli oggetti in metallo della raccolta islamica viene dalla regione del Khorasan (Iran orientale, Afghanistan occidentale), famoso centro di produzione metallurgica. \n \n\\*\\*\\* \n \nDal settembre 2016 il ***Museo Nazionale d'Arte Orientale* in Roma è confluito nel nuovo *Museo delle Civiltà***, chiudendo definitivamente nell’ottobre del 2017 per il trasferimento nella nuova sede nel Palazzo delle Scienze. In attesa del riallestimento definitivo previsto per la fine del 2021, un'esposizione temporanea, “Aperti per lavori” espone oltre 650 oggetti del museo orientale (di cui ca. 60 d’arte islamica) nelle sale del *Museo Pigorini*.","city":"Roma","address":"Museo delle Civiltà | Museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci” \nPiazza Guglielmo Marconi, 14 \n00144 Rome, Italy","website":"https://www.museodellecivilta.it/","phone":"+39 06 549521","email":"mu-civ@cultura.gov.it"},"36dd7a00-ac4e-5317-9673-604bbb89af53":{"name":"MAO Museo d'Arte Orientrale (Fondazione Torino Musei)","description":"Il Museo di Arte Orientale apre a Torino in un contesto favorevole dato dalla tradizione universitaria di studi orientalistici nella città e dalla presenza di un importante centro di studi specifico (il CESMEO); inoltre in questi anni la necessità di creare strumenti per la conoscenza e la comprensione di mondi culturali lontani ha fatto in modo che il museo, data la sua naturale vocazione, potesse contribuire all’ampliamento dell’orizzonte etnocentrico del visitatore. \n \nSu questi presupposti nasce l’idea di creare a Torino un Museo d’Arte Orientale, prevedendo la ridefinizione, il rinnovamento e l’ampliamento della Sezione Orientale del Museo Civico d’Arte Antica. \n \nIl Museo, collocato in una delle zone più vive ed affascinanti della città, ha sede in Palazzo Mazzonis (databile tra il XVII ed il XVIII), che fu di proprietà dei marchesi Solaro della Chiusa e che passò nel 1870 al Cavaliere Paolo Mazzonis, industriale tessile. Adibito a sede della manifattura, vide molti lavori di abbellimento soprattutto al primo piano ma con la crisi del settore tessile, la ditta Mazzonis cessò le attività nel 1968 ed il palazzo restò inutilizzato. Acquistato dal Comune di Torino nel 1980 ha ospitato gli uffici giudiziari dal 1982 al 2001, per divenire infine dopo gli opportuni restauri sede museale. \n \nIl patrimonio del museo comprende circa 1500 opere provenienti da vari paesi dell’Asia, allestite in base all’area di provenienza in cinque distinte “gallerie”, le quali hanno trovato una naturale corrispondenza nella struttura edilizia dell’edificio. \n \nIl MAO aspira alla più ampia rappresentazione della produzione artistica dei vari paesi dell’Asia, in quanto vi trovano spazio le più importanti tradizioni culturali di quel continente e ciò si coniuga con la preesistenza di significative collezioni presso diverse istituzioni della nostra città, i cui preesistenti nuclei collezionistici hanno direttamente ispirato l’articolazione del progetto espositivo del nuovo Museo secondo cinque aree culturali ben definite: Asia Meridionale, Cina, Giappone, Paesi Himalayani e Paesi islamici. \n \nL’ordine di presentazione delle opere e il corredo didascalico mirano a mettere in evidenza i punti di contatto e le interazioni creative tra i diversi paesi nei diversi momenti storici, reintroducendo un filo unitario nel percorso museale. \n \nIl MAO si propone inoltre quale strumento di mediazione culturale per i visitatori generalmente lontani dalle concezioni e dai climi culturali ai quali le opere esposte si riferiscono ed intende ispirare nel visitatore nuove forme di pensiero fino alla consapevolezza di quanto sia preziosa ogni espressione del sapere umano. \n \nIl MAO, infine, propone numerosi servizi al pubblico: postazioni multimediali poste lungo il percorso, approfondimenti e catalogazione on line offerta dal sito del museo, bookshop, possibilità di accesso alla Biblioteca d’arte ed all’Archivio fotografico della Fondazione Torino Musei, seminari, conferenze, convegni e mostre temporanee ed un’aula didattica.","city":"Torino","address":"Via San Domenico11 \n10122 Turin","website":"http://www.maotorino.it","phone":"+39 01 14 43 69 27","email":"mao@fondazionetorinomusei.it"},"4e8284d7-c66f-544b-a372-47b4614e0909":{"name":"Ministry of Culture, Algiers","city":"Algiers"},"580d4203-2fdf-5800-bff6-a6e45724577a":{"name":"Ministry of Culture, Directorate General of Museums and Antiquities"},"804de1a6-e288-5381-8982-10883c9b8fcb":{"name":"Ministry of Tourism,Department of Antiquities","city":"Amman","address":"Department of Antiquities of Jordan (DoA) \nP.O. 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O Museu Islâmico resume-nos esse esforço, numa cidade que conserva ainda o aroma dos tempos em que era capital de um reino taifa. No Museu Islâmico mostram-se os resultados da escavação do bairro almóada (finais do século XII-inícios do século XIII), presente através da reconstituição de uma das habitações trazidas à luz do dia. Outros elementos permitem a síntese de uma Mértola desaparecida. A maqueta da mesquita recorda-nos a aljama de outrora e as pedras funerárias remetem-nos para a maqbara (de novo a ser escavada). Da vida quotidiana nos fala a colecção cerâmica recolhida durante os trabalhos arqueológicas, e onde merecem destaque, pela sua excepcional importância as peças em “corda-seca”. 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Cumhuriyetin ilanından sonra \"Türk ve İslâm Eserleri Müzesi\" adını almıştır. Müze 1983 yılında, bugün içinde bulunduğu İbrahim Paşa Sarayı'na taşınmıştır. \n \nMüzenin çekirdek koleksiyonu 20. yüzyıl başında Osmanlı İmparatorluğu’nun taşra ve merkezinde koruma altına alınan İslami eserlerden oluşmaktadır. Bu eserler halılar, elyazmaları, maden, taş, cam, seramik, ahşap eserler ile yaşamın tüm evrelerinde kullanılan etnoğrafik malzemeleri içermekte ve İslamiyet’in başlangıcından 20. yüzyıla kadar geniş bir zaman dilimini ve Osmanlı İmparatorluğu’nun yayıldığı geniş bir coğrafyayı temsil etmektedir. \n \nMüzenin en önemli koleksiyonlarından olan ve sayıları 1700’e ulaşan halılar, kalite ve çeşitliliğiyle dünyanın sayılı koleksiyonlarından olup Müzenin çoğu kez bir “halı müzesi” olarak anılmasına yol açmaktadır. Elyazmaları koleksiyonu, 7. ve 20. yüzyıllar arasında İslamiyet’in yayıldığı geniş coğrafya içinde hüküm sürmüş tüm İslam devletlerinin sanat eserlerinden oluşan büyük bir çeşitliliğe sahiptir. Maden sanatı eserleri Anadolu’da Türk maden sanatının gelişimini izlemeyi sağlarken ahşap eserler ise 9.-10. yüzyıldan başlayarak, Osmanlı örneklerine uzanan bir zenginliği temsil eder. Cam ve keramik koleksiyonu 1908-14 yılları arasında Samarra ve Rakka gibi ünlü Abbasi merkezlerinde ve Keşan’da yapılan kazılarda bulunmuş eserler ve Anadolu Türk seramiklerinden oluşmaktadır. Emevî, Abbasî, Memlûk, Selçuklu, Osmanlı dönemlerine ait, çoğunluğu yazılı taş eserler Türk ve İslâm Eserleri Müzesi'nde bir araya getirilmiştir. Etnografya seksiyonu müzenin en genç bölümüdür. Ayrıca müzede kısa dönemli ulusal ve uluslararası sergiler düzenlenmektedir.","city":"İstanbul","address":"İbrahim Paşa Sarayı Atmeydanı Sok. 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