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{"0c6aabc0-aac2-5d65-82f5-b3a3f1826243":{"name":"*Il convito del Senatore Ratta*","description":"Nel sontuoso allestimento apprestato da Francesco Ratta si dispiega col massimo fasto la pomposa teatralità barocca. Allo scadere del mandato bimestrale, ogni Gonfaloniere aveva l'obbligo di offrire a sue spese un banchetto agli Anziani, cioè agli altri Senatori tra i quali era stato designato. L'occasione del cerimoniale politico-sociale era propizia per esibire fasto e ricchezza allo scopo di rinsaldare il prestigio della famiglia, anche se le ingenti spese necessarie ne indebolivano le finanze. La memoria dello spettacolare convito è stata tramandata da questa incisione e da altre sette che documentano la decorazione del loggiato con pergolati di verzura ed alcuni particolari delle realizzazioni interne, come le esposizioni di vasellame prezioso e i trofei di zucchero alti fino a un metro, lavorato seguendo le tecniche dei maestri vetrai di Murano, opera del pasticciere Giovan Battista Zacarini. La scenografica disposizione della sala nel Palazzo già Vizzani (oggi Sanguinetti, Via S. Stefano, 43) mostra al centro lo spettacolare trionfo disegnato dallo scultore Giuseppe Maria Mazza: una sorprendente montagna rocciosa d'argento velato di verde che riecheggia la famosa fontana del Bernini in Piazza Navona, circondata dalle statue allegoriche dei quattro fiumi. Dai loro orci fuoriescono cibarie prelibate. La grande mensa circonda questo spazio, agibile ai servitori: destinata a 66 cospiti, grazie alla sua tipologia, riconosceva ciascuno per primo, evitando preminenze di sito. La scenografia della sala contiene poi una chiara allusione ai simboli araldici della casata, rappresentati dai grifi dorati e con foglia di palma, che simboleggiano la prosperità goduta da Bologna durante il governo di Francesco Ratta. Lungo le pareti, che dobbiamo immaginarci tutte vestite di damasco verde, sono appesi degli specchi a quel tempo disponibili solo in dimensioni ridotte, inclinati per moltiplicare le originali e artistiche composizioni di bottiglie e di prezioso vasellame sparse ovunque. Il salone d'onore, dipinto da Tommaso Laureti (n. 1530 – m. 1602), presenta al centro del soffitto uno sfondato *con La Vittoria che mostra alla Fama il mondo conquistato da Alessandro Magno* e un fregio con le imprese di quel condottiero, occultate da successivi interventi.","short_description":"A conclusione del mandato a Gonfaloniere (la massima carica politica ricoperta a turno per un bimestre dai Senatori bolognesi in epoca pre-napoleonica), Francesco Ratta offrì agli Anziani un memorabile convito, in occasione del quale il salone d’onore del suo palazzo fu trasformato da una trionfale scenografia barocca, ricostruita da questa ed altre incisioni allegate alla decrizione a stampa.","type":"Incisione","holder":"Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio","owner":"Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio","dates":"1693","location":"Bologna","dimensions":"528x672 mm.","place_of_production":"Bologna","method_for_datation":"L’incisione è datata.","provenance":"L’ incisione si trova inserita in *Disegni del convito fatto dall'illustrissimo Signor Senatore Francesco Ratta all’Illustrissimo Publico, Eccelsi Signori Anziani, & altra Nobiltà terminando il suo Confalonierato Li 28 Febraro 1693*, In Bologna, Per li Peri All’Angelo Custode, 1693","obtention":"Dono di Gozzadini, Giovanni (Bologna, 1810-1887) (1902).","bibliography":"Mazza, G. *La custodia d'oro goduta nel vigilantissimo Confalonierato dell'illustrissimo signor senatore Francesco Ratta e simboleggiata nel di lui sontuos.mo convito fatto all'ill.mo publico, & ecc.si sig.ri anziani il primo bimestre dell'anno 1693,* Bologna, 1693. \nBellettini, P., Campioni, R. and Zanardi, Z. *Una città in piazza, Comunicazione e vita quotidiana a Bologna tra Cinque e Seicento*, Bologna, 2000, pp. 155-156, fig. 19. \n*Il magnifico apparato. Pubbliche funzioni, feste e giuochi bolognesi nel Settecento* (exhibition catalogue) (ed. S. Camerini), Bologna, 1982, pp. 21-31. \nOttani Cavina, A. “Le feste, gli apparati d'occasione”, *L'arte del Settecento emiliano. Architettura, scenografia, pittura di paesaggio (*exhibition catalogue) (ed. A. M. Matteucci), Bologna, 1980, pp. 209-212, figg. 318-322.","workshop":"Scuola bolognese","copyright":"Copyright immagine: Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna.","author":"Cristina Bersani","translator":"Antonella Mampieri","keywords":["apparato effimero","banchetto","Bernini","festa","Giuseppe Maria Mazza","Gonfaloniere","Scenografia","società e vita sociale","teatro","Tommaso Laureti"],"materials":["Incisione all’acquaforte su carta"]},"0cbc7e1b-2d6c-5b8a-a3c2-1ce733f00a89":{"name":"Incisione raffigurante il Museo Cospiano in Bologna","description":"Eseguita per il volume di Lorenzo Legati, “Museo Cospiano..” (Bologna 1677), l'incisione raffigura l'interno del museo del Marchese Ferdinando Cospi, esposto in palazzo Pubblico accanto alla collezione naturalistica di Ulisse Aldrovandi dal 1657 e donato alla città nel 1672. Nel testo vi sono descritti gli oggetti esposti: ciò che vive sulla terra, nel mare, i fossili (*naturalia*), inoltre manufatti come monete e medaglie, sculture, bronzetti e ciò che deriva dall'antichità (*artificialia*). Vi compaiono oggetti ancora oggi riconoscibili fra quelli superstiti presso vari musei cittadini, e nella categoria dei “mirabilia si inserisce anche il “dimostratore” nano. La raccolta si inquadra nell'enciclopedismo seicentesco, e sembra obbedire più al dettato della curiosità e della meraviglia che a uno specifico interesse scientifico; fu arricchita progressivamente attraverso contatti e scambi con viaggiatori e corrispondenti all'estero. Col trasferimento nel 1743 all'Istituto delle Scienze di palazzo Poggi essa diede corpo ad un concetto di didattica, di stampo illuminista, basato sull'esperienza diretta dei reperti materiali. La sua dispersione si avviò con la crisi dell'Istituto delle Scienze, con le soppressioni napoleoniche, con la ridistribuzione e riclassificazione dei materiali in età positivista, e con l'alienazione di materiali provenienti dalle Americhe oggi conservati al Museo Pigorini di Roma (1918).","short_description":"La Wunderkammer del Marchese Ferdinado Cospi appartiene al capitolo delle collezioni enciclopediche diffuse in Europa in età barocca. 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Museo Cospiano annesso a quello del famoso Ulisse Adrovandi e donato alla sua Patria dall' Illustrissimo Signore Ferdinando Cospi patrizio di Bologna e senatore Cavaliere Commendatore di S. Stefano, Bali d'Arezzo, e March. di Petriolo, fra gli accademici Gelati il Fedele, e principe al presente de' medesimi, descrizione di Lorenzo Legati Cremonese, Bologna, 1677. \nGentili, C. “I Musei Aldrovandi e Cospi e la loro sistemazione nell'Istituto*”*, *I materiali dell'Istituto della Scienze* (exhibition catalogue), Bologna, 1979, p. 90, pp. 95-99. \n Laurencich Minelli, L.“Dispersione e recupero della collezione Cospi”, *Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le province di Romagna:* XXXIII, 1982 (1983), pp. 185-202. \n Gualandi, G. “Il Museo delle “meraviglie” di Ferdinando Cospi”, *Dalla stanza delle antichità al Museo Civico. Storia della formazione del Museo Archeologico di Bologna* (exhibition catalogue) (eds. C. Morigi Govi and G. Sassatelli), Bologna, 1984, pp. 125-128.","workshop":"La larga produzione del Mitelli nel campo dell’incisione annovera numerosi soggetti popolari, quotidiani e di documentazione storica.","copyright":"Copyright immagine: Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna.","author":"Carla Bernardini","keywords":["armi e armamenti","collezionismo","Cospi","enciclopedismo","esotismo","Illuminismo","istruzione","Medici","Mirabilia","naturalia","raccolte scientifiche","Wunderkammer"],"materials":["Incisione su rame"]},"7b6c2e8c-8a34-50a4-8b04-8c9aeafdbdd9":{"name":"I laboratori dell'Istituto delle scienze di Bologna","alternate_name":"La visita di Federico Cristiano di Polonia all'Istituto delle scienze di Bologna","description":"Le *Insignia degli Anziani Consoli*, attualmente conservate in 16 volumi presso l'Archivio di Stato di Bologna, sono una serie di documenti in pergamena compilati ogni due mesi dal 1530 al 1796, per tramandare i nomi degli otto Anziani Consoli e del Gonfaloniere di giustizia, magistrature cittadine di durata appunto bimestrale. A partire dalla fine del Cinquecento, ai nomi dei magistrati si affiancano gli stemmi delle loro famiglie e la raffigurazione di un evento significativo del bimestre trascorso. Si tratta dunque di una straordinaria cronaca visiva, che accompagna, con sei immagini ogni anno, oltre due secoli di storia cittadina. L'immagine riprodotta, relativa all'ultimo bimestre del 1739, mostra l'interno dell'Istituto delle scienze di Bologna durante la visita del principe Federico Cristiano di Polonia, che appare seduto nell'atto di osservare la pianta di una fortificazione; sullo sfondo, da sinistra: la sala anatomica, la scuola di nudo, la biblioteca dell'Istituto. In alto gli stemmi degli otto Anziani Consoli e, al centro, quello del Gonfaloniere di giustizia.","short_description":"La miniatura rappresenta l'interno dell'Istituto delle scienze di Bologna durante la visita del principe Federico Cristiano di Polonia. Al centro dell'immagine il principe intento ad osservare la pianta di una città fortificata; sullo sfondo i locali dell'Istituto.","type":"Miniatura","holder":"Archivio di Stato di Bologna","owner":"Stato italiano","initial_owner":"Anziani Consoli della città di Bologna","dates":"Novembre/dicembre 1739","location":"Bologna","dimensions":"400x530 mm.","place_of_production":"Bologna","method_for_datation":"La data della miniatura (1739, ultimo bimestre), il soggetto dell'immagine e i committenti (gli Anziani Consoli di Bologna) sono riportati nella didascalia in basso.","provenance":"Archivio del Senato bolognese","obtention":"La miniatura, come tutta la serie di cui fa parte, è sempre stata conservata nell'archivio del Senato bolognese, che aveva sede nell'attuale palazzo comunale, e da qui è pervenuta all'Archivio di Stato al momento della sua istituzione (1874).","bibliography":"Plessi, G. *Le Insignia degli Anziani del Comune dal 1530 al 1796. Catalogo-Inventario*, Rome, 1954. \nMatteucci, A. M. “La cultura dell'effimero a Bologna nel XVII secolo”, *Barocco Romano e Barocco Italiano. Il teatro, l'effimero, l'allegoria* (eds. M. Fagiolo and M. L. Madonna), Rome, 1985, pp. 159-173. \nZanni Rosiello, I. \"Le Insignia degli Anziani: un autoritratto celebrativo\", *Società e storia:* 52, 1991, pp. 329-362. \nCrespi, L. *Vite de' pittori bolognesi*, Rome, 1769. \nCavazza, M. *Settecento inquieto. Alle origini dell'Istituto delle scienze di Bologna*, Bologna, 1990.","workshop":"Miniatore, incisore e intagliatore bolognese del secolo XVIII","author":"Massimo Giansante","translator":"Antonella Mampieri","keywords":["anatomia","araldica","chirurgia","Federico Cristiano di Polonia","Gonfaloniere","Istituto delle scienze","medicina","Miniatura","stemma","storia della scienza"],"materials":["Miniatura su pergamena"]},"f3e4d209-2bec-5851-8ab2-7247da1e8c09":{"name":"*Sepolcro del Giovedì Santo*","description":"L'acquaforte riproduce l'allestimento principale ideato dagli scultori Angelo e Domenico Piò nella Chiesa di San Salvatore, coadiuvati da Antonio Cartolari per i disegni delle macchine e da Petronio Nanni per la loro costruzione ed elevazione. Contribuirono ancora Angelo Sarti per la pittura e Marco Montanari per l'apparato scenico. Si tramanda così, com'era usanza, la memoria di un allestimento effimero innalzato durante il Triduo pasquale del 1764, in una delle tre chiese annualmente scelte tra le sessanta deputate a questo rito nella diocesi di Bologna: una prassi disciplinata dal cardinal Gabriele Paleotti, che si precisò nel secolo XVIII, dando luogo alle sontuose e solenni ambientazioni delle cerimonie liturgiche. Nel giovedì santo si commemora l'istituzione dell'Eucaristia durante l'ultima cena. L'ostia viene tolta dal tabernacolo e collocata nel Repositorio, quello che il popolo chiama Sepolcro per ricordare la morte di Gesù, ma che in realtà è un apparato per la solenne ostensione del tabernacolo che contiene le sacre specie. L'acquaforte corredava un opuscolo, che proponeva alla meditazione dei fedeli il significato della Passione di Cristo e della sua Resurrezione. Esso contiene l'analitica descrizione del sontuoso allestimento esteso all'intero edificio sacro, affinchè non andasse perduta la memoria di un'opera che sopravviveva per pochi giorni, destinata a suscitare l'emozione dei fedeli e al tempo stesso ad istruirli nella conoscenza dei concetti propri della religione cattolica, inducendoli ai comportamenti atti a determinarne la salvezza secondo l'ortodossia del cattolicesimo. Sull'altare si riconoscono le rappresentazioni allegoriche della Grazia Divina, della Religione, della Fede e della Fortezza, che in basso pone in fuga il demonio. Nel cartello superiore si leggono queste parole di San Paolo: “Gratia Dei Salvatoris nostri” (Tit. II. 11). Il resto della chiesa era tutto uniforme, poiché vi erano state innalzate altre sei macchine di architettura corrispondenti alla prima. Tutte le figure erano colorite a marmo bianco, mentre gli elementi architettonici, collocati entro nicchie coperte di stoffe rosse ed oro, figuravano essere di marmo travertino. Lo spirito che animava l'imponente allestimento era conforme alla cultura dello sfarzo e alla rettorica dell'epoca.","short_description":"Tra i più suggestivi apparati effimeri eretti in epoca barocca di cui ci resti memoria, sono quelli dei cosiddetti sepolcri, di cui qui si mostra un esempio, eretti nelle chiese durante i tre giorni che precedono la Pasqua. All’opera contribuiva una *équipe* di scultori, quadraturisti, macchinisti, architetti e pittori.","type":"Incisione","holder":"Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio","owner":"Biblioteca Comunale dell' Archiginnasio","dates":"1764","location":"Bologna","dimensions":"530 x 350 mm.","place_of_production":"Bologna","method_for_datation":"L’incisione è datata","provenance":"L’incisione si trova inserita in: *Spiegazione del Sepolcro del Redentore esposto alla pietà de' fedeli...*, In Bologna, nella stamperia. di S. Tommaso d'Aquino, 1764","obtention":"Dono di Gozzadini, Giovanni (Bologna,1810-1887) \n(1902)","bibliography":"Guidicini, G. *Descrizioni dei Sepolcri del Giovedì Santo dal 1691 al 1823, raccolte e divise in due volumi da Gio.* *Batta Guidicini*, Archiginnasio Municipal Library, Department of Prints and Drawings, A V. H V 18/1-2. \nRoncuzzi, V. “La sacra rappresentazione dei Sepolcri del Giovedì Santo durante il triduo pasquale”, *L'Archiginnasio:* XCII, 1997, pp. 374-376*.* \n*La devozione in tipografia: committenza religiosa in età moderna* (exhibition catalogue) (ed. P. Bellettini), S. L., (1997). \n*Il magnifico apparato. Pubbliche funzioni, feste e giuochi bolognesi nel Settecento* (exhibition catalogue) (ed. S. Camerini), Bologna, 1982, pp. 74-76.","workshop":"Tardo barocco bolognese","copyright":"Copyright immagine: Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna.","author":"Cristina Bersani","translator":"Antonella Mampieri","keywords":["Angelo Piò","apparato effimero","architettura funeraria","Domenico Piò","Feste","immagine devozionale","Liturgia","ordini e confraternite","Scenografia","Scultura architettonica","Sepolcro di Gesù Cristo","teatro"],"materials":["Incisione all’acquaforte su carta"]},"ff18d270-eb9c-5402-a699-82117263e1b6":{"name":"*Navis nundinaria* (La nave dei commerci)","alternate_name":"Teatro a forma di nave per la festa della porchetta del 1657","description":"Le *Insignia degli Anziani Consoli*, attualmente conservate in 16 volumi presso l'Archivio di Stato di Bologna, sono una serie di documenti in pergamena compilati ogni due mesi dal 1530 al 1796, per tramandare i nomi degli otto Anziani Consoli e del Gonfaloniere di giustizia, magistrature cittadine di durata appunto bimestrale. A partire dalla fine del Cinquecento, ai nomi dei magistrati si affiancano gli stemmi delle loro famiglie e la raffigurazione di un evento significativo del bimestre trascorso. Si tratta dunque di una straordinaria cronaca visiva, che accompagna, con sei immagini ogni anno, oltre due secoli di storia cittadina. L'immagine riprodotta (relativa al IV bimestre del 1657) rappresenta il teatro per la festa della porchetta, cioè l'allestimento realizzato nella piazza Maggiore di Bologna per ospitare la festa di san Bartolomeo, celebrata come ogni anno il 24 agosto. Quell'anno il teatro fu costruito a forma di nave ed occupava quasi tutto lo spazio della piazza, come si vede nell'immagine, fra il palazzo del podestà (a sinistra) e la scalinata di S. Petronio (a destra). Lungo le murate della nave si allineano le botteghe che ospitavano dal 15 al 24 agosto la fiera dell'Assunta, per trasformarsi poi, il 24 agosto, in palchi per il pubblico pagante che assisteva alla rappresentazione teatrale e alla rituale distribuzione della porchetta. Sull'albero maestro della nave sventola il vessillo del comune, sotto di esso uno stendardo riporta le insegne di papa Alessandro VII fra quelle del legato e dell'arcivescovo di Bologna. Sul ponte di poppa della nave una tenda ospita i nove stemmi degli Anziani Consoli e del Gonfaloniere del bimestre luglio-agosto 1657. In alto a destra un'iscrizione latina in inchiostro dorato descrive l'immagine e riporta i nomi degli Anziani Consoli.","short_description":"La miniatura rappresenta il teatro a forma di nave costruito nella piazza Maggiore di Bologna in occasione della festa della porchetta dell'agosto 1657. Si distinguono sulla sinistra il portico del palazzo del podestà, sullo sfondo il portico del pavaglione e il palazzo dei Banchi, sulla destra la scalinata di San Petronio. Sul tendaggio della nave sono disposti gli stemmi delle nove famiglie degli Anziani Consoli e del Gonfaloniere del bimestre luglio-agosto 1657, organizzatori della festa che ogni anno il 24 agosto richiamava nella piazza gran parte della popolazione cittadina.","type":"Incisione miniata","holder":"Archivio di Stato","owner":"Stato italiano","initial_owner":"Anziani Consoli della città di Bologna","dates":"1657 luglio-agosto","location":"Bologna","dimensions":"355x460 mm.","place_of_production":"Bologna","method_for_datation":"La data e i nomi dei magistrati committenti sono riportati nell'iscrizione in alto a destra dell'immagine.","provenance":"Archivio del Senato bolognese","obtention":"La miniatura, come tutta la serie di cui fa parte, è sempre stata conservata nell'archivio del Senato bolognese, che aveva sede nell'attuale palazzo comunale, e da qui è pervenuta all'Archivio di Stato al momento della sua istituzione (1874).","bibliography":"Plessi, G. *Le Insignia degli Anziani del Comune dal 1530 al 1796. Catalogo-Inventario*, Rome, 1954. \n*Il Magnifico apparato. Pubbliche funzioni, feste e giuochi bolognesi nel Settecento* (exhibition catalogue) (ed. S. Camerini), Bologna, 1982. \nMatteucci, A. M. “La cultura dell'effimero a Bologna nel XVII secolo”, *Barocco Romano e Barocco Italiano. Il teatro, l'effimero, l'allegoria* (eds. M. Fagiolo and M. L. Madonna ), Rome, 1985, pp. 159-173. \nZanni Rosiello, I. \"Le Insignia degli Anziani: un autoritratto celebrativo\", *Società e storia:* 52, 1991, pp. 329-362. \nGiansante, M. \"Gerarchie e scenografie. La festa della porchetta nelle Insignia degli Anziani Consoli di Bologna\", *I quaderni del M.AE.S.:* 8, 2005, pp. 93-125.","workshop":"miniatore bolognese del secolo XVII","author":"Massimo Giansante","translator":"Antonella Mampieri","keywords":["araldica","architettura effimera","commercio","festa","fiere","Gonfaloniere","Miniatura","Scenografia","stemma","teatro"],"materials":["Incisione miniata su pergamena"]}}
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La sua dispersione si avviò con la crisi dell'Istituto delle Scienze, con le soppressioni napoleoniche, con la ridistribuzione e riclassificazione dei materiali in età positivista, e con l'alienazione di materiali provenienti dalle Americhe oggi conservati al Museo Pigorini di Roma (1918).","short_description":"La Wunderkammer del Marchese Ferdinado Cospi appartiene al capitolo delle collezioni enciclopediche diffuse in Europa in età barocca. 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Museo Cospiano annesso a quello del famoso Ulisse Adrovandi e donato alla sua Patria dall' Illustrissimo Signore Ferdinando Cospi patrizio di Bologna e senatore Cavaliere Commendatore di S. Stefano, Bali d'Arezzo, e March. di Petriolo, fra gli accademici Gelati il Fedele, e principe al presente de' medesimi, descrizione di Lorenzo Legati Cremonese, Bologna, 1677. \nGentili, C. “I Musei Aldrovandi e Cospi e la loro sistemazione nell'Istituto*”*, *I materiali dell'Istituto della Scienze* (exhibition catalogue), Bologna, 1979, p. 90, pp. 95-99. \n Laurencich Minelli, L.“Dispersione e recupero della collezione Cospi”, *Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le province di Romagna:* XXXIII, 1982 (1983), pp. 185-202. \n Gualandi, G. “Il Museo delle “meraviglie” di Ferdinando Cospi”, *Dalla stanza delle antichità al Museo Civico. Storia della formazione del Museo Archeologico di Bologna* (exhibition catalogue) (eds. C. Morigi Govi and G. Sassatelli), Bologna, 1984, pp. 125-128.","workshop":"La larga produzione del Mitelli nel campo dell’incisione annovera numerosi soggetti popolari, quotidiani e di documentazione storica.","artist_birthdate":"1634","artist_birthplace":"Bologna","artist_deathdate":"1718","artist_deathplace":"Bologna","copyright":"Copyright immagine: Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna.","author":"Carla Bernardini","keywords":["armi e armamenti","collezionismo","Cospi","enciclopedismo","esotismo","Illuminismo","istruzione","Medici","Mirabilia","naturalia","raccolte scientifiche","Wunderkammer"],"materials":["Incisione su rame"]},"7b6c2e8c-8a34-50a4-8b04-8c9aeafdbdd9":{"name":"I laboratori dell'Istituto delle scienze di Bologna","alternate_name":"La visita di Federico Cristiano di Polonia all'Istituto delle scienze di Bologna","description":"Le *Insignia degli Anziani Consoli*, attualmente conservate in 16 volumi presso l'Archivio di Stato di Bologna, sono una serie di documenti in pergamena compilati ogni due mesi dal 1530 al 1796, per tramandare i nomi degli otto Anziani Consoli e del Gonfaloniere di giustizia, magistrature cittadine di durata appunto bimestrale. A partire dalla fine del Cinquecento, ai nomi dei magistrati si affiancano gli stemmi delle loro famiglie e la raffigurazione di un evento significativo del bimestre trascorso. Si tratta dunque di una straordinaria cronaca visiva, che accompagna, con sei immagini ogni anno, oltre due secoli di storia cittadina. L'immagine riprodotta, relativa all'ultimo bimestre del 1739, mostra l'interno dell'Istituto delle scienze di Bologna durante la visita del principe Federico Cristiano di Polonia, che appare seduto nell'atto di osservare la pianta di una fortificazione; sullo sfondo, da sinistra: la sala anatomica, la scuola di nudo, la biblioteca dell'Istituto. In alto gli stemmi degli otto Anziani Consoli e, al centro, quello del Gonfaloniere di giustizia.","short_description":"La miniatura rappresenta l'interno dell'Istituto delle scienze di Bologna durante la visita del principe Federico Cristiano di Polonia. 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Catalogo-Inventario*, Rome, 1954. \nMatteucci, A. M. “La cultura dell'effimero a Bologna nel XVII secolo”, *Barocco Romano e Barocco Italiano. Il teatro, l'effimero, l'allegoria* (eds. M. Fagiolo and M. L. Madonna), Rome, 1985, pp. 159-173. \nZanni Rosiello, I. \"Le Insignia degli Anziani: un autoritratto celebrativo\", *Società e storia:* 52, 1991, pp. 329-362. \nCrespi, L. *Vite de' pittori bolognesi*, Rome, 1769. \nCavazza, M. *Settecento inquieto. 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H V 18/1-2. \nRoncuzzi, V. “La sacra rappresentazione dei Sepolcri del Giovedì Santo durante il triduo pasquale”, *L'Archiginnasio:* XCII, 1997, pp. 374-376*.* \n*La devozione in tipografia: committenza religiosa in età moderna* (exhibition catalogue) (ed. P. Bellettini), S. L., (1997). \n*Il magnifico apparato. Pubbliche funzioni, feste e giuochi bolognesi nel Settecento* (exhibition catalogue) (ed. S. 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A partire dalla fine del Cinquecento, ai nomi dei magistrati si affiancano gli stemmi delle loro famiglie e la raffigurazione di un evento significativo del bimestre trascorso. Si tratta dunque di una straordinaria cronaca visiva, che accompagna, con sei immagini ogni anno, oltre due secoli di storia cittadina. L'immagine riprodotta (relativa al IV bimestre del 1657) rappresenta il teatro per la festa della porchetta, cioè l'allestimento realizzato nella piazza Maggiore di Bologna per ospitare la festa di san Bartolomeo, celebrata come ogni anno il 24 agosto. Quell'anno il teatro fu costruito a forma di nave ed occupava quasi tutto lo spazio della piazza, come si vede nell'immagine, fra il palazzo del podestà (a sinistra) e la scalinata di S. Petronio (a destra). Lungo le murate della nave si allineano le botteghe che ospitavano dal 15 al 24 agosto la fiera dell'Assunta, per trasformarsi poi, il 24 agosto, in palchi per il pubblico pagante che assisteva alla rappresentazione teatrale e alla rituale distribuzione della porchetta. Sull'albero maestro della nave sventola il vessillo del comune, sotto di esso uno stendardo riporta le insegne di papa Alessandro VII fra quelle del legato e dell'arcivescovo di Bologna. Sul ponte di poppa della nave una tenda ospita i nove stemmi degli Anziani Consoli e del Gonfaloniere del bimestre luglio-agosto 1657. In alto a destra un'iscrizione latina in inchiostro dorato descrive l'immagine e riporta i nomi degli Anziani Consoli.","short_description":"La miniatura rappresenta il teatro a forma di nave costruito nella piazza Maggiore di Bologna in occasione della festa della porchetta dell'agosto 1657. 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Catalogo-Inventario*, Rome, 1954. \n*Il Magnifico apparato. Pubbliche funzioni, feste e giuochi bolognesi nel Settecento* (exhibition catalogue) (ed. S. Camerini), Bologna, 1982. \nMatteucci, A. M. “La cultura dell'effimero a Bologna nel XVII secolo”, *Barocco Romano e Barocco Italiano. Il teatro, l'effimero, l'allegoria* (eds. M. Fagiolo and M. L. Madonna ), Rome, 1985, pp. 159-173. \nZanni Rosiello, I. \"Le Insignia degli Anziani: un autoritratto celebrativo\", *Società e storia:* 52, 1991, pp. 329-362. \nGiansante, M. \"Gerarchie e scenografie. La festa della porchetta nelle Insignia degli Anziani Consoli di Bologna\", *I quaderni del M.AE.S.:* 8, 2005, pp. 93-125.","workshop":"miniatore bolognese del secolo XVII","author":"Massimo Giansante","translator":"Antonella Mampieri","keywords":["araldica","architettura effimera","commercio","festa","fiere","Gonfaloniere","Miniatura","Scenografia","stemma","teatro"],"materials":["Incisione miniata su pergamena"]}}
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{"1811cbd4-6fab-5304-b983-fcad1cbe7fa9":{"name":"*Procissão e Auto de Fé*","description":"A Inquisição foi criada pela Igreja Católica Romana durante o Concílio de Verona de 1183, para julgar as heresias e como forma de obstar ao surgimento de vários movimentos religiosos e à crescente popularidade de inúmeras interpretações da doutrina cristã, não conformes com a doutrina oficial da Igreja Romana. Sob a designação inicial de Inquisição Episcopal, por estar confiada a bispos, em 1230 passou por uma reformulação de funções e de estratégias, com o recrutamento de profissionais, originários, sobretudo, da Ordem Dominicana. \nOs novos inquisidores julgavam as heresias através das autoridades locais que seguiam as orientações da Inquisição. Em 1542, três anos antes do Concílio de Trento, o Papa Paulo III estabeleceu um sistema de Tribunais de acordo com a “Suprema Congregação Sagrada da Inquisição Romana e Universal”. 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A violência da Inquisição em Goa era de tal forma intensa que Voltaire se referiu a ela nos seguintes termos: “Goa é tristemente famosa pela sua Inquisição que é tão contrária à humanidade como ao comércio. Os monges portugueses pretendem-nos fazer acreditar que são os indianos que veneram o Diabo quando afinal são eles que estão ao seu serviço.”","short_description":"Gravuras reproduzindo a brutalidade da Inquisição, que actuava sobre quem fosse considerado herege ou apóstata. 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Avec la Description de tout ce qu'il y a de plus remarquable en Espagne & en Portugal*, Amsterdam, 1741.","provenance":"António Costa Lobo.","obtention":"Doado por António Costa Lobo.","bibliography":"Couto, M. do, *Livro das plantas e monteas de todas as Fábricas das Inquisições deste Reino e India, ordenado por mandado do Illustrissimo e Reverendíssimo Senhor Dom Francisco de Castro Bispo Inquisidor Geral e do Conselho de Estado de Sua Majestade*, Anno Domini 1634. Por Matheus do Couto, Architecto das Inquisições deste Reino. \nCouto, M. do, *Livro dos Evangelhos que serve na Mesa do Conselho Geral do Sancto Officio da Inquisiçam* ordenado por mandado do Illustrissimo Senhor Bispo Dom Pedro de Castilho Inquisidor Geral nestes Reynos e Senhorios de Portugal. No Anno de MDCVIII. \nBailly, J. S., *Lettres sur l'origine des sciences, et sur celle des peuples de l' Asie* adressées à M. de Voltaire par M. Bailly, & précédées de quelques lettres de M. de Voltaire à l'Auteur, Londres, Elmesly et Paris, Debure, 1777. (suivi de): *Lettres sur l'Atlantide de Platon et sur l'ancienne histoire de l'Asie pour servir de suite aux lettres sur l'origine des sciences*, adressées à M. de Voltaire par M. Bailly, London and Paris, 1779.","author":"Rui Oliveira Lopes","keywords":["Auto-de-Fé","Goa.","Inquisição","Portugal","Religião"],"materials":["Gravura."]},"27db4792-06af-5d09-8d3d-457d76486f2e":{"name":"*Átrio Magnifico com Figuras*","description":"A crescente influência e a interacção dos meios de comunicação reforçou a cultura cosmopolita que caracterizou o processo civilizacional das cortes europeias, a que Lisboa não ficou alheia, dando um novo impulso à monarquia portuguesa. \nTanto na corte de D. 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Representa um espaço interior com grandes arcadas vistas em perspectiva diagonal. As abóbadas são profusamente decoradas e as balaustradas têm vários medalhões, com figuras mitológicas ao centro, sustentadas por anjos.","type":"Desenho. Cenografia.","holder":"Museu Nacional de Arte Antiga","owner":"Museu Nacional de Arte Antiga.","initial_owner":"Pertenceu provavelmente a Giovanni Carlo Sicino Bibiena (1717-1760).","dates":"Primeira metade do século XVIII","location":"Lisboa, Lisboa","dimensions":"Altura 40,6 cm; largura 57,6 cm.","place_of_production":"Itália.","method_for_datation":"Aproximação estilística à obra gráfica de Francesco Galli Bibiena.","provenance":"Academia Real de Belas Artes, Lisboa, 1884.","obtention":"Este desenho poderá ter entrado em Portugal pela mão de Giovanni Carlo Sicino Bibiena, entre 1751 e 1752, juntamente com outros. 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Arquitectura e cenografia / Eighteenth-Century Scenic and Architectural Design*, Lisboa / USA, 1987 / 1990. \n*I Bibiena, una famiglia europea*, Bologna, 2000.","workshop":"Escola Italiana – Bolonha.","copyright":"Direitos de autor fotografias: Divisão de Documentação Fotográfica/ Instituto dos Museus e da Conservação, I.P.","author":"Regina Peixeiro","keywords":["arquitectura","Bibiena","Bolonha","cenografia","desenho","teatro"],"materials":["com aguada verde e castanha","Pena e tinta castanha","sobre papel."]},"a553f0d5-43fe-535b-9d07-0aff49e30b7f":{"name":"*Retrato do Padre António Vieira*","alternate_name":"*Vera effigies celeberrimi P. Antonii Vieyra*","description":"Nascido em Lisboa, em 1608, António Vieira cedo partiu para o Brasil, onde integrou a Companhia de Jesus, em 1623, e foi ordenado sacerdote 12 anos mais tarde. Teve um papel fundamental na relação entre os jesuítas, os colonos e os indígenas, pois revelou, desde cedo, nos seus sermões, preocupações sócio-políticas que caracterizaram a sua acção missionária. Após a restauração da independência face ao domínio filipino, Vieira regressou a Lisboa, onde se tornou uma figura fundamental junto do rei D. João IV, participando nas decisões régias, reunindo apoio das principais cortes europeias e contribuindo para o restabelecimento do Império. \nPor seu conselho, foi instituída a Companhia do Comércio do Brasil para criar uma resistência às invasões holandesas e fomentar a recuperação da produção de açúcar na região, que teria a Europa como destino. Na metrópole, propôs uma reforma económica que incluía a reorganização da Inquisição, pondo fim à distinção entre cristãos-novos e cristãos-velhos, com vista ao investimento financeiro dos judeus fugidos do reino. 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A Inquisição foi estabelecida oficialmente em Portugal, em 1536, por iniciativa do rei D. João III. \nApós o julgamento, dava-se início ao Auto de Fé, no qual os réus eram justiçados num ritual de punição pública dos heréticos condenados e dos apóstatas. Nestas duas gravuras, podemos observar as duas etapas mais importantes desta cena teatral de carácter religioso: a Procissão realizada na Praça da Ribeira, em Lisboa, junto ao Paço Real de D. João V, e o martírio dos condenados que, envergando um sambenito (capa com uma cruz vermelha), eram atados a um poste e queimados vivos. \nA Inquisição portuguesa expandiu-se para as colónias, nomeadamente Brasil, Cabo Verde e Goa, onde prosseguiu a sua actividade como tribunal religioso, até 1812. Em Goa, agiu preferencialmente sobre as comunidades dos Judeus, dos Hindus e dos Muçulmanos indianos. 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O ritual iniciava-se com uma procissão em que os justiçados eram humilhados e expostos publicamente, seguida de uma missa e do castigo final infligido perante a multidão que enchia a praça.","type":"Gravura.","holder":"Biblioteca Nacional de Portugal.","owner":"Biblioteca Nacional de Portugal.","initial_owner":"António Costa Lobo.","dates":"Cerca de 1741.","location":"Lisboa., Lisboa","dimensions":"Altura: 132 cm; largura 158 cm.","place_of_production":"Amesterdão.","method_for_datation":"A gravura foi publicada nos *Annales d'Espagne et de Portugal, contenant tout ce qui s'est passé de plus important dans ces deux royaumes & dans les autres Parties de l'Europe, de même que dans les Indes Orientales & Occidentales, depuis l'établissement de ces deux Monarchies jusqu'á présent. Avec la Description de tout ce qu'il y a de plus remarquable en Espagne & en Portugal*, Amsterdam, 1741.","provenance":"António Costa Lobo.","obtention":"Doado por António Costa Lobo.","bibliography":"Couto, M. do, *Livro das plantas e monteas de todas as Fábricas das Inquisições deste Reino e India, ordenado por mandado do Illustrissimo e Reverendíssimo Senhor Dom Francisco de Castro Bispo Inquisidor Geral e do Conselho de Estado de Sua Majestade*, Anno Domini 1634. Por Matheus do Couto, Architecto das Inquisições deste Reino. \nCouto, M. do, *Livro dos Evangelhos que serve na Mesa do Conselho Geral do Sancto Officio da Inquisiçam* ordenado por mandado do Illustrissimo Senhor Bispo Dom Pedro de Castilho Inquisidor Geral nestes Reynos e Senhorios de Portugal. No Anno de MDCVIII. \nBailly, J. S., *Lettres sur l'origine des sciences, et sur celle des peuples de l' Asie* adressées à M. de Voltaire par M. Bailly, & précédées de quelques lettres de M. de Voltaire à l'Auteur, Londres, Elmesly et Paris, Debure, 1777. (suivi de): *Lettres sur l'Atlantide de Platon et sur l'ancienne histoire de l'Asie pour servir de suite aux lettres sur l'origine des sciences*, adressées à M. de Voltaire par M. Bailly, London and Paris, 1779.","author":"Rui Oliveira Lopes","keywords":["Auto-de-Fé","Goa.","Inquisição","Portugal","Religião"],"materials":["Gravura."]},"27db4792-06af-5d09-8d3d-457d76486f2e":{"name":"*Átrio Magnifico com Figuras*","description":"A crescente influência e a interacção dos meios de comunicação reforçou a cultura cosmopolita que caracterizou o processo civilizacional das cortes europeias, a que Lisboa não ficou alheia, dando um novo impulso à monarquia portuguesa. \nTanto na corte de D. João V como na Patriarcal, a música, sagrada e profana, revestiu-se de um forte significado político, reforçando a aura majestática do rei, que, por esta razão, contratou artistas como Domenico Scarlatti, mandou construir a Casa da Ópera, junto ao Palácio Real, em 1754 (destruída no terramoto de Lisboa de 1755) e estimulou o alargamento da Orquestra Real com novos solistas vindos do estrangeiro. \nOs trabalhos da família Galli-Bibiena, na área da cenografia teatral, não eram executados em material durável. Devido ao carácter temporário das decorações para as festividades de corte, poucas das suas criações sobreviveram; contudo, a riqueza e o esplendor das suas obras podem avaliar-se pelos desenhos feitos naquele tempo, muitos deles preservados até hoje e conservados, maioritariamente, nas colecções de Viena, Munique e Dresden. \nEste desenho, executado por Francesco Galli Bibiena, é um estudo para um cenário não identificado. É possível que tenha entrado em Portugal em 1750-51 pela mão do seu filho, Giovanni Carlo Sicino Bibiena (1717-1760), encarregado pelo rei D. José I de modernizar os teatros e os serviços teatrais. \nRepresenta um espaço interior com grandes arcadas vistas em perspectiva diagonal. A composição é dominada por dois grandes arcos que conduzem a largos corredores no cimo de uma escadaria. As abóbadas são profusamente decoradas e as balaustradas apresentam vários medalhões, com figuras mitológicas ao centro, suportadas por pequenos anjos. O espaço central, rodeado de colunas e de esculturas femininas, é ocupado por senhoras e crianças, sendo mesmo possível observar dois cães, à esquerda. Um jovem monarca faz a sua entrada pela arcada principal, rodeado de soldados carregando estandartes, olhando e apontando para os súbditos, atraindo assim a atenção de todos.","short_description":"Este desenho de Francesco Galli Bibiena é um estudo para um cenário não identificado. Representa um espaço interior com grandes arcadas vistas em perspectiva diagonal. As abóbadas são profusamente decoradas e as balaustradas têm vários medalhões, com figuras mitológicas ao centro, sustentadas por anjos.","type":"Desenho. Cenografia.","holder":"Museu Nacional de Arte Antiga","owner":"Museu Nacional de Arte Antiga.","initial_owner":"Pertenceu provavelmente a Giovanni Carlo Sicino Bibiena (1717-1760).","dates":"Primeira metade do século XVIII","location":"Lisboa, Lisboa","dimensions":"Altura 40,6 cm; largura 57,6 cm.","place_of_production":"Itália.","method_for_datation":"Aproximação estilística à obra gráfica de Francesco Galli Bibiena.","provenance":"Academia Real de Belas Artes, Lisboa, 1884.","obtention":"Este desenho poderá ter entrado em Portugal pela mão de Giovanni Carlo Sicino Bibiena, entre 1751 e 1752, juntamente com outros. Existe pouca informação acerca do paradeiro destes desenhos durante a segunda metade do século XVIII e o início do século XIX. \nPor volta do ano de 1845, este desenho encontrava-se na Academia Real de Belas Artes, em Lisboa, tendo sido transferido para o Museu, em 1884, data da sua criação.","bibliography":"Correia, J.M. da S., \"Teatros Régios do século XVIII - algumas considerações acerca dos desenhos da colecção do Museu Nacional de Arte Antiga\", in *Boletim do Museu Nacional de Arte Antiga*, vol. V, nº 3 e 4, Lisboa, 1969. \nBeaumont, M. A., \"Stage-sets by the Bibienas in the Museu Nacional de Arte Antiga, Lisboa\", in *Apollo*, 1973, pp. 408-415. \nMuraro, M. T., Povoledo, E., *Illusione e Pratica Teatrale - Proposta per una lettura dello spazio scenico dagli intermedi fiorentini all'Opera comica veneziana*, Venezia, 1975. \nCatálogos de Exposições: \n*Desenhos dos Galli Bibiena. Arquitectura e cenografia / Eighteenth-Century Scenic and Architectural Design*, Lisboa / USA, 1987 / 1990. \n*I Bibiena, una famiglia europea*, Bologna, 2000.","workshop":"Escola Italiana – Bolonha.","artist_birthdate":"1659","artist_birthplace":"Bolonha","artist_deathdate":"1739","artist_deathplace":"Bolonha","copyright":"Direitos de autor fotografias: Divisão de Documentação Fotográfica/ Instituto dos Museus e da Conservação, I.P.","author":"Regina Peixeiro","keywords":["arquitectura","Bibiena","Bolonha","cenografia","desenho","teatro"],"materials":["Pena e tinta castanha, com aguada verde e castanha, sobre papel."]},"a553f0d5-43fe-535b-9d07-0aff49e30b7f":{"name":"*Retrato do Padre António Vieira*","alternate_name":"*Vera effigies celeberrimi P. Antonii Vieyra*","description":"Nascido em Lisboa, em 1608, António Vieira cedo partiu para o Brasil, onde integrou a Companhia de Jesus, em 1623, e foi ordenado sacerdote 12 anos mais tarde. Teve um papel fundamental na relação entre os jesuítas, os colonos e os indígenas, pois revelou, desde cedo, nos seus sermões, preocupações sócio-políticas que caracterizaram a sua acção missionária. Após a restauração da independência face ao domínio filipino, Vieira regressou a Lisboa, onde se tornou uma figura fundamental junto do rei D. João IV, participando nas decisões régias, reunindo apoio das principais cortes europeias e contribuindo para o restabelecimento do Império. \nPor seu conselho, foi instituída a Companhia do Comércio do Brasil para criar uma resistência às invasões holandesas e fomentar a recuperação da produção de açúcar na região, que teria a Europa como destino. Na metrópole, propôs uma reforma económica que incluía a reorganização da Inquisição, pondo fim à distinção entre cristãos-novos e cristãos-velhos, com vista ao investimento financeiro dos judeus fugidos do reino. Esta iniciativa gerou um conflito com a Companhia de Jesus e com os Dominicanos, tendo sido, inclusivamente, perseguido pela Inquisição. \nMais tarde, voltou a ser acusado de heresia, com base numa carta ao Bispo do Japão, na qual exprimia a sua teoria do Quinto Império, segundo a qual Portugal estava predestinado a ser o próximo grande império, a seguir aos da Antiguidade. \nAntónio Vieira é representado por Arnold van Westerhout como um homem do saber, padre da Companhia de Jesus, com um olhar que se perde para lá do horizonte, quer se trate do Brasil, onde cresceu, quer de Lisboa, pátria que sempre defendeu com o mesmo fulgor com que pregou a fé cristã. A expressão que o artista flamengo imprimiu no rosto de António Vieira coloca em evidência o seu carácter altruísta, de reflexão constante sobre a condição humana e, sobretudo, vivido e experiente. Na realidade, esta gravura é um ex-voto enaltecendo a vida exemplar de António Vieira, consagrada à defesa dos direitos dos indígenas do Brasil e dos judeus, vítimas dos autos inquisitoriais.","short_description":"Gravura de Arnold van Westerhout representando a vera efígie de António Vieira, padre jesuíta, escritor e orador português. Importante diplomata, tornou-se numa das mais influentes figuras da cultura portuguesa e da defesa dos direitos humanos dos povos indígenas, enquanto missionário no Brasil.","type":"Gravura.","holder":"Biblioteca Nacional de Portugal","owner":"Biblioteca Nacional de Portugal.","dates":"Cerca de 1700–1721","location":"Lisboa, Lisboa","dimensions":"Altura: 17,5 cm; largura: 12,4 cm.","place_of_production":"Roma (?)","method_for_datation":"Por evidência histórica e análise estilística.","provenance":"Roma (?)","obtention":"Aquisição.","bibliography":"Frota, G. de A., *Padre António Vieira: ensaio bibliográfico relativo ao Brasil,* Lisboa, 1966. \nCidade, H., *Pe. António Vieira: a obra e o homem,* 2ª ed., Lisboa, 1979. \nSilva, M. M. da, *Padre António Vieira: génese do discurso oratório,* \\[Texto policopiado\\], Tese de doutoramento em Literatura Portuguesa, Universidade de Lisboa, 1987. \nBorges, P. A. E., *A plenificação da história em Padre António Vieira: estudo sobre a ideia de \"Quinto Império\" na \"defesa perante o Tribunal do Santo Oficio\",* \\[Texto policopiado\\], Lisboa, 1988.","artist_birthdate":"1651","artist_deathdate":"1725","author":"Rui Oliveira Lopes","keywords":["Brasil","gravura.","Padre António Vieira","sermões"],"materials":["Água-forte e buril."]}}
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{"23e8db58-0148-5dc3-98b4-98cb5313ba16":{"name":"Hac Vekaletnamesi.","description":"El yapımı, abadi kağıt üzerine çizilmiş, boyanmış ve yazılmış bir hac vekaletnamesidir. Zaman içinde çok yıpranmış olan vekaletname iki parçadır. Birinci parçanın baş kısmında olması gereken *Besmele* kısmı eksiktir. Dönemin halifesi Nasır ed-din Allah'ın (576-620 / 1180-1225) adını taşıyan sancak resminin sadece bir tanesi kalmıştır. Sancağın altında renkli boyalarla Arafat dağı çizilmiştir. İki tarafına konmuş şamdanlarla aydınlatan Arafat Dağı'nın dokusu, siyahla kontürlü renkli boyalarla betimlenmiştir. Dağın altında Makam-ı İbrahim, su kuyuları yer almaktadır. Bunların altında hac farizasını tamamlamakta önemli bir adım olan Muzdalifa'nın çizimi vardır. çizimler arasındaki boşluklara hac için yapılması gerekli işlemler yazı ile yazılarak da anlatılmıştır. Bundan sonra hac için önemli üçüncü mekan olan Mina betimlenmiştir. \n \nçok harap ve iki ayrı parçadan oluşan hac belgesinde esas ziyaretgah olan Kabe'nin tasviri maalesef ki eksiktir. Belgenin ikinci parçasında Merva ve Safa'nın çizimlerle anlatımı, hacıların, Hz. Muhammed'in mezarını ziyaret için gittikleri Medine şehri, hac sonrasında ziyaret edilmesi bir gelenek olan Kudüs şehri ve bu şehirdeki Mescit-ül Aksa resimli olarak anlatılmakta ve belge bitmektedir. Hac vekaletnamesi Galip adlı şahsın eşi Umm Abbas adına düzenlenmiştir. Vekil olarak hacca giden kişi ise Ahmed bin Fadl el-Endülüsi'dir. Hac vekaletnamesi 602 / 1206 tarihinde hazırlanmıştır. \n \nOrtaçağ koşullarında hacca gitmenin özellikle de kadınlar açısından zorluğu açık bir gerçektir. Bu nedenle hacca giden kişiler veya hacca vekil olarak bir başkasını gönderen kişiler, İslam'ın kutsal topraklarına gittiklerini ve hac farizasını eksiksiz yerine getirdiklerini kanıtlamak ve belki de bunu kendilerinden sonraki nesillere bırakmak amacı ile bir belge sahibi olmak istemişlerdir. Bu amaçla hazırlandığını düşündüğümüz hac ve hac vekalet belgeleri, gerek hac ritüelini anlatması, gerek çizimlerle kutsal yerleri tanıtması, gerekse dönem sosyal yaşamını belgelemesi açısından çok değerli belgelerdir.","short_description":"Hac belgeleri, Orta çağın zorlu koşullarında kutsal topraklara yapılan seyahati ve Kâbe'nin tavafı ile sonuçlanan hac farizasını belgeleyen sertifikalardır. Bu sertifikalarda ziyaretçinin kimliği, gezdiği yerler ve yaptığı ibadetler resimlerle zenginleştirilerek anlatılmaktadır.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Umm Abbas.","dates":"H. 602 / M. 1206","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"4737: yük: 55 cm. gen: 26,5cm.; 4746: yük:51 cm. gen: 26,5 cm.","method_for_datation":"Hac belgesi üzerindeki tarih kaydı vardır: Hicri 602 / Miladi 1206. Ayrıca yazı karakteri, dönem halifesinin adı da tarihlendirme için temel olmuştur.","obtention":"İstanbul şehremini (Belediye Başkanı) ve Evkaf-ı İslamiye Müzesi idare meclisi üyesi olan İsmet Bey bir gezi dolayısıyla gittiği Şam'da Emeviye Camii'ni gezerken, Camii'nin “Kubbe tül Hazine” adlı odasında gördüğü Kur'anların İstanbul' a getirilerek incelenmesini istemiştir. 1914 yılından önce İstanbul'a getirilen ve tasnif edilen bu Kur'anlar arasında bulunan hac belgeleri de diğer eserlerle birlikte Müze kayıtlarına geçirilmiştir.","bibliography":"Aksoy, Ş. - Milstein, R. “A Collection of Thirteen Century Illustrated Hajj Certificates. *M. Uğur Derman 65th Birthday Festschrift*. İstanbul, 2000, 73-134. \n \nölçer, N. vd, *Türk ve İslam Eserleri Müzesi*, İstanbul, 2002, 82-83.","author":"Şule Aksoy","keywords":["hac"]},"374a32ae-e579-53c0-bfce-25a5e5c80764":{"name":"Sultan III. Osman’ın Tuğrası.","description":"Tuğra, mavi zemin üzerine siyah konturlu altın yaldızla çekilmiştir. Tuğranın seresindeki harflerin arası, tuğra kolları, iç ve dış beyze bitkisel kompozisyonlarla süslenmiştir. Bitkisel kompozisyonlar; hatayi kompozisyonlar ile Avrupa etkisiyle Osmanlı tezhibine giren barok çiçek desenleri olmak üzere iki farklı üsluptadır. Sağ üst köşede oval bir çerve içine yerleştirilmiş iki yuvarlak madalyonda Mekke (Kabe) ve Medine'nin resimleri yer almaktadır. Mekke ve Medine'nin resimleri, 11.-12. / 17.-18. yüzyıl süsleme sanatında el yazmalarında ve levhalarda olduğu gibi çinilerde de görülen bir kompozisyondur. Sol alt köşede ise dilimli bir madalyon içinde, tuğrayı çeken Karabağlı Kaptan-ı Derya Süleyman Paşa “Kıldı tuğrasını Sultan-ı cihanın imla bende-i hass-ı kapudan Süleyman Paşa” şeklinde adı ve H. 1270 tarihini yazdığı ketebe bulunmaktadır. Ancak H. 1270 yılında Kaptan-ı Derya Süleyman Paşa adına tarihi kaynaklarda raslanmamıştır. Süleyman Paşa 1754 yılında Sultan III. Osman tarafından Kaptan-ı Deryalığa getirilmiş ve bu görevi 1757 yılına kadar sürdürmüştür. 1757 yılında önce görevden alınmış, Sultan III. Mustafa (H.1171-1187/ M. 1757-1774) döneminde aynı yıl görevine iade edilmiş ve 1759 yılına kadar bu görevi sürdürmüştür. Levhanın çeşitli dönemlerde pek çok restorasyon geçirdiği de dikkate alındığında tarihin H. 1270 değil H. 1170 olması gerekmektedir. \n \nEllibeş yaşında tahta çıkan Sultan III. Osman, tahta çıkan en yaşlı Osmanlı şehzadesidir ve ancak üç yıl saltanat sürmüştür. Tuğrada “Osman Han bin Mustafa el-Muzaffer Daima” yazılıdır. Osmanlı sultanlarının bir tür imzası olan tuğralar, Divan-ı Hümayun üyesi olan nişancı tarafından veya onun talimatı üzerine çekilirdi. Eser, gerek boyutu ve gerekse tuğranın tüm ayrıntılarını gözler önüne serecek kadar ayrıntlı çalışılması nedeniyle Divan-ı Hümayun'da tuğra çekilirken hatasız olarak çekilmesini sağlamak amacıyla yapılmış olmalıdır.","short_description":"Osmanlı sanatı veya tarihinden söz edildiğinde akla ilk gelen unsurlardan biri de tuğralardır. Sultan III. Osman'a ait tuğra, gerek boyutları gerekse 12. / 18. yüzyıl sanatı'nın etkilerini yansıtması açısından ilginç bir örnektir.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Sultan III. Osman (H.1168-1171 / M.1754-1757).","dates":"Sultan III. Osman Dönemi (H. 1168-1171 / M. 1754-1757).","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Boy: 125 cm. En: 190 cm.","method_for_datation":"Eser, ketebede adı tuğrayı çeken kişi olarak geçen, Kaptan-ı Derya Süleyman Paşa'nın III. Osman döneminde Kaptan-ı derya olduğu döneme göre tarihlenmiştir. (Tarihi kaynaklarda III. Osman dönemi dışında Kaptan-ı Derya olan başka Süleyman Paşa tespit edilememiştir.)","method_for_provenance":"Padişahın mührü olan tuğralar sadece Divan-ı Hümayun'da çekilirdi. Bu nedenle büyük ebatlı örnekler, resmi belgelere tuğra çekilirken doğru çekilmesini sağlamak amacıyla hazırlanırdı. Dolayısıyla İstanbul'da Topkapı Sarayı'nda ahzırlanmış olması gerekir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"1916 yılında İstanbul Kılıç Ali Paşa Kütüphanesi'nden getirilmiştir.","bibliography":"ölçer, N. vd, *In Pursuit of Excellence,* İstanbul 1993, s.43, plate.22, s. 61","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Sevgi Kutluay","keywords":["ahşap","Altın (yaldız)","boyama","mürekkep","suluboya"],"materials":["Ahşap","kağıt","suluboya ve altın yaldız kullanılmıştır."]},"a7ce0231-54e8-5757-928a-48c3c0b66585":{"name":"Süleymaniye Suyolu Haritası.","description":"Süleymaniye Camii'ne su getirmek amacı ile yapılan suyolunu anlatan Süleymaniye Suyolu haritası, aharsız kağıt üzerine elde yapılmıştır. Ancak suyolu sadece camiye değil külliyedeki imaret, şifahane, mektep, çeşmeler ve yolu üzerindeki evlere de su vermek üzere planlanmıştır. Süleymaniye'ye su getiren suyolu, Halkalı Suları içinde debisi en fazla olan Aypah (Kirazlı) ve çınar suları ile beslenmekte ve şehirde seksen yere su vermektedir. Su yolu haritasında suyun ilk çıkış noktasından Süleymaniye'ye ulaşıncaya kadar geçtiği yerler, ana suya katılan yeni sular, şehir surlarından içeriye girdiği noktalar, özellikle de maslak ve su kemerleri tüm detayı ile çizilmiştir. \n \nHaritada ölçeksiz şematik anlatım yapılmıştır. Bu nedenle bir çok bina ve semt tam olarak bugünkü konumuna yerleştirilememektedir. Harita, su getirmek amacı ile yapıldığı Süleymaniye Camii'nin çizimi ile son bulmaktadır. \n \nSuyolları haritaları, çıktığı noktadan itibaren künkler ile yolları belirlenen, kemerlerle engebeleri aşan, su terazileri ile basıncı ayarlanan, maksemlerle dağıtım yapılacak yerlere yönlendirilen ve sonunda da çeşme ve sebillere ulaşan suyun öyküsünü anlatmaktadır. Bu anlatımda şehrin yerleşimi, bu yerleşimde oturan kişiler ve yapılar hakkında da bilgi verilmektedir. İstanbul Şehzadebaşı'ndaki Bozdoğan (Valens) Sukemeri, “Atpazarında olan büyük kemer budur,” cümlesiyle tanıtılmakta, bu kemerden su alan ayrıcalıklı kişi ve kuruluşların isimleri belirtilmektedir. Halkalı Suyu ancak sultanın yazılı fermanı ile ayrıcalıklı kişilerin, devlet erkanının evlerine verilebilmektedir. Harita üzerinde bu kişilerin adları da belirtilmektedir. örneğin, Kanuni Sultan Süleyman'ın dişçisi Moşe Hamon'un (899-962 / 1494-1554) evi, haritada “Hamudoğlu Hanesi” olarak gösterilmiştir. \n \nSuyolları haritaları ile hem kentin su ihtiyacının nasıl karşılandığını hem de devlet erkanının oturduğu semtleri, saraya yakın kişilerin yoğunlukla yaşadığı bölgeleri de öğrenmekteyiz. Bu nedenle suyolları haritaları şehrin sosyal yapısını tanımlamakta önemlidir.","short_description":"İstanbul tarih boyunca su kaynaklarının yetersizliği nedeniyle sorunlar yaşamış ve kentin su gereksinimi kent dışındaki kaynaklardan künkler ve kemerler ile karşılanmıştır. Suyolu haritaları, suyun kaynağından kentteki çeşmelere kadar geçtiği yollar, yollardaki eserler ve kentin sosyal yapısı hakkında bilgi verirler.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 12. / M. 18. yüzyıl ikinci yarısı.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Uzunluk: 2572 cm. 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Elimizdeki nüshanın, 12. / 18. yüzyılda yapılan bir kopya olduğu, bu yüzyılda yaşayan kişilere ait yapılara da su verilmesinden dolayı anlaşılmaktadır. örneğin, Taygun Sarayı'na bağlantının 1161 / 1748 yılında inşa edildiği bilindiğine göre bu harita bu tarihten sonra yapılmış olmalıdır.","method_for_provenance":"Padişahın emriyle, Hassa mimarları tarafından inşa edilen Halkalı sularının dağılımını gösteren bu haritada ancak Hassa Mimarları Ocağı üyelerince hazırlanmış olabilir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Evkaf Levazım Müdürlüğünden, 1923 yılında Müzeye gelmiştir.","bibliography":"Aksoy, Ş. “İstanbul'un Suyolları”, *P Dergisi*, Yaz 2001(S.22), s.17-29 \n \nçeçen, K. *Süleymaniye Suyolları*, İTü Yayınları, İst. 1986 \n \nçeçen, K. *Halkalı Suları*, İstanbul 1991 \n \nYerasimos, S. *Soliman le Magnifique*, Paris 1999, cat.no.323","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Şule Aksoy","keywords":["su"],"materials":["kağıt","mürekkep","renkli boya."]}}
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Ayrıca yazı karakteri, dönem halifesinin adı da tarihlendirme için temel olmuştur.","obtention":"İstanbul şehremini (Belediye Başkanı) ve Evkaf-ı İslamiye Müzesi idare meclisi üyesi olan İsmet Bey bir gezi dolayısıyla gittiği Şam'da Emeviye Camii'ni gezerken, Camii'nin “Kubbe tül Hazine” adlı odasında gördüğü Kur'anların İstanbul' a getirilerek incelenmesini istemiştir. 1914 yılından önce İstanbul'a getirilen ve tasnif edilen bu Kur'anlar arasında bulunan hac belgeleri de diğer eserlerle birlikte Müze kayıtlarına geçirilmiştir.","bibliography":"Aksoy, Ş. - Milstein, R. “A Collection of Thirteen Century Illustrated Hajj Certificates. *M. Uğur Derman 65th Birthday Festschrift*. İstanbul, 2000, 73-134. \n \nölçer, N. vd, *Türk ve İslam Eserleri Müzesi*, İstanbul, 2002, 82-83.","dynasty":"Eyyubi dönemi","author":"Şule Aksoy","keywords":["hac"]},"374a32ae-e579-53c0-bfce-25a5e5c80764":{"name":"Sultan III. Osman’ın Tuğrası.","description":"Tuğra, mavi zemin üzerine siyah konturlu altın yaldızla çekilmiştir. Tuğranın seresindeki harflerin arası, tuğra kolları, iç ve dış beyze bitkisel kompozisyonlarla süslenmiştir. Bitkisel kompozisyonlar; hatayi kompozisyonlar ile Avrupa etkisiyle Osmanlı tezhibine giren barok çiçek desenleri olmak üzere iki farklı üsluptadır. Sağ üst köşede oval bir çerve içine yerleştirilmiş iki yuvarlak madalyonda Mekke (Kabe) ve Medine'nin resimleri yer almaktadır. Mekke ve Medine'nin resimleri, 11.-12. / 17.-18. yüzyıl süsleme sanatında el yazmalarında ve levhalarda olduğu gibi çinilerde de görülen bir kompozisyondur. Sol alt köşede ise dilimli bir madalyon içinde, tuğrayı çeken Karabağlı Kaptan-ı Derya Süleyman Paşa “Kıldı tuğrasını Sultan-ı cihanın imla bende-i hass-ı kapudan Süleyman Paşa” şeklinde adı ve H. 1270 tarihini yazdığı ketebe bulunmaktadır. Ancak H. 1270 yılında Kaptan-ı Derya Süleyman Paşa adına tarihi kaynaklarda raslanmamıştır. Süleyman Paşa 1754 yılında Sultan III. Osman tarafından Kaptan-ı Deryalığa getirilmiş ve bu görevi 1757 yılına kadar sürdürmüştür. 1757 yılında önce görevden alınmış, Sultan III. Mustafa (H.1171-1187/ M. 1757-1774) döneminde aynı yıl görevine iade edilmiş ve 1759 yılına kadar bu görevi sürdürmüştür. Levhanın çeşitli dönemlerde pek çok restorasyon geçirdiği de dikkate alındığında tarihin H. 1270 değil H. 1170 olması gerekmektedir. \n \nEllibeş yaşında tahta çıkan Sultan III. Osman, tahta çıkan en yaşlı Osmanlı şehzadesidir ve ancak üç yıl saltanat sürmüştür. Tuğrada “Osman Han bin Mustafa el-Muzaffer Daima” yazılıdır. Osmanlı sultanlarının bir tür imzası olan tuğralar, Divan-ı Hümayun üyesi olan nişancı tarafından veya onun talimatı üzerine çekilirdi. Eser, gerek boyutu ve gerekse tuğranın tüm ayrıntılarını gözler önüne serecek kadar ayrıntlı çalışılması nedeniyle Divan-ı Hümayun'da tuğra çekilirken hatasız olarak çekilmesini sağlamak amacıyla yapılmış olmalıdır.","short_description":"Osmanlı sanatı veya tarihinden söz edildiğinde akla ilk gelen unsurlardan biri de tuğralardır. Sultan III. Osman'a ait tuğra, gerek boyutları gerekse 12. / 18. yüzyıl sanatı'nın etkilerini yansıtması açısından ilginç bir örnektir.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","initial_owner":"Sultan III. Osman (H.1168-1171 / M.1754-1757).","dates":"Sultan III. Osman Dönemi (H. 1168-1171 / M. 1754-1757).","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Boy: 125 cm. En: 190 cm.","method_for_datation":"Eser, ketebede adı tuğrayı çeken kişi olarak geçen, Kaptan-ı Derya Süleyman Paşa'nın III. Osman döneminde Kaptan-ı derya olduğu döneme göre tarihlenmiştir. (Tarihi kaynaklarda III. Osman dönemi dışında Kaptan-ı Derya olan başka Süleyman Paşa tespit edilememiştir.)","method_for_provenance":"Padişahın mührü olan tuğralar sadece Divan-ı Hümayun'da çekilirdi. Bu nedenle büyük ebatlı örnekler, resmi belgelere tuğra çekilirken doğru çekilmesini sağlamak amacıyla hazırlanırdı. Dolayısıyla İstanbul'da Topkapı Sarayı'nda ahzırlanmış olması gerekir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"1916 yılında İstanbul Kılıç Ali Paşa Kütüphanesi'nden getirilmiştir.","bibliography":"ölçer, N. vd, *In Pursuit of Excellence,* İstanbul 1993, s.43, plate.22, s. 61","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Sevgi Kutluay","keywords":["ahşap","Altın (yaldız)","boyama","mürekkep","suluboya"],"materials":["Ahşap, kağıt, suluboya ve altın yaldız kullanılmıştır."]},"a7ce0231-54e8-5757-928a-48c3c0b66585":{"name":"Süleymaniye Suyolu Haritası.","description":"Süleymaniye Camii'ne su getirmek amacı ile yapılan suyolunu anlatan Süleymaniye Suyolu haritası, aharsız kağıt üzerine elde yapılmıştır. Ancak suyolu sadece camiye değil külliyedeki imaret, şifahane, mektep, çeşmeler ve yolu üzerindeki evlere de su vermek üzere planlanmıştır. Süleymaniye'ye su getiren suyolu, Halkalı Suları içinde debisi en fazla olan Aypah (Kirazlı) ve çınar suları ile beslenmekte ve şehirde seksen yere su vermektedir. Su yolu haritasında suyun ilk çıkış noktasından Süleymaniye'ye ulaşıncaya kadar geçtiği yerler, ana suya katılan yeni sular, şehir surlarından içeriye girdiği noktalar, özellikle de maslak ve su kemerleri tüm detayı ile çizilmiştir. \n \nHaritada ölçeksiz şematik anlatım yapılmıştır. Bu nedenle bir çok bina ve semt tam olarak bugünkü konumuna yerleştirilememektedir. Harita, su getirmek amacı ile yapıldığı Süleymaniye Camii'nin çizimi ile son bulmaktadır. \n \nSuyolları haritaları, çıktığı noktadan itibaren künkler ile yolları belirlenen, kemerlerle engebeleri aşan, su terazileri ile basıncı ayarlanan, maksemlerle dağıtım yapılacak yerlere yönlendirilen ve sonunda da çeşme ve sebillere ulaşan suyun öyküsünü anlatmaktadır. Bu anlatımda şehrin yerleşimi, bu yerleşimde oturan kişiler ve yapılar hakkında da bilgi verilmektedir. İstanbul Şehzadebaşı'ndaki Bozdoğan (Valens) Sukemeri, “Atpazarında olan büyük kemer budur,” cümlesiyle tanıtılmakta, bu kemerden su alan ayrıcalıklı kişi ve kuruluşların isimleri belirtilmektedir. Halkalı Suyu ancak sultanın yazılı fermanı ile ayrıcalıklı kişilerin, devlet erkanının evlerine verilebilmektedir. Harita üzerinde bu kişilerin adları da belirtilmektedir. örneğin, Kanuni Sultan Süleyman'ın dişçisi Moşe Hamon'un (899-962 / 1494-1554) evi, haritada “Hamudoğlu Hanesi” olarak gösterilmiştir. \n \nSuyolları haritaları ile hem kentin su ihtiyacının nasıl karşılandığını hem de devlet erkanının oturduğu semtleri, saraya yakın kişilerin yoğunlukla yaşadığı bölgeleri de öğrenmekteyiz. Bu nedenle suyolları haritaları şehrin sosyal yapısını tanımlamakta önemlidir.","short_description":"İstanbul tarih boyunca su kaynaklarının yetersizliği nedeniyle sorunlar yaşamış ve kentin su gereksinimi kent dışındaki kaynaklardan künkler ve kemerler ile karşılanmıştır. Suyolu haritaları, suyun kaynağından kentteki çeşmelere kadar geçtiği yollar, yollardaki eserler ve kentin sosyal yapısı hakkında bilgi verirler.","holder":"Türk ve İslam Eserleri Müzesi.","dates":"H. 12. / M. 18. yüzyıl ikinci yarısı.","location":"Sultanahmet, İstanbul","dimensions":"Uzunluk: 2572 cm. Gen: 30 cm.","method_for_datation":"Su yolları haritasında tarih yoktur. Elimizdeki nüshanın, 12. / 18. yüzyılda yapılan bir kopya olduğu, bu yüzyılda yaşayan kişilere ait yapılara da su verilmesinden dolayı anlaşılmaktadır. örneğin, Taygun Sarayı'na bağlantının 1161 / 1748 yılında inşa edildiği bilindiğine göre bu harita bu tarihten sonra yapılmış olmalıdır.","method_for_provenance":"Padişahın emriyle, Hassa mimarları tarafından inşa edilen Halkalı sularının dağılımını gösteren bu haritada ancak Hassa Mimarları Ocağı üyelerince hazırlanmış olabilir.","provenance":"İstanbul.","obtention":"Evkaf Levazım Müdürlüğünden, 1923 yılında Müzeye gelmiştir.","bibliography":"Aksoy, Ş. “İstanbul'un Suyolları”, *P Dergisi*, Yaz 2001(S.22), s.17-29 \n \nçeçen, K. *Süleymaniye Suyolları*, İTü Yayınları, İst. 1986 \n \nçeçen, K. *Halkalı Suları*, İstanbul 1991 \n \nYerasimos, S. *Soliman le Magnifique*, Paris 1999, cat.no.323","dynasty":"Osmanlı Dönemi","linkcatalogs":"IAM_TR_TR_001","author":"Şule Aksoy","keywords":["su"],"materials":["Kağıt, mürekkep, renkli boya."]}}
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