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- {"9894288e-e20a-599a-a609-d59380647196":{"name":"Mosaico pavimentale","description":"Durante il riallestimento tardo settecentesco della Villa, voluto da Marco Antonio IV Borghese, l'architetto Antonio Asprucci decise di rivestire completamente il pavimento della “Stanza dell'Ermafrodito” con mosaici antichi: una consuetudine molto apprezzata all'epoca, il cui effetto decorativo raggiungeva effetti di potente suggestione. Il visitatore si muoveva infatti all'interno di un ambiente il cui rivestimento pavimentale, vero e proprio “tappeto di mosaico”, diventava al tempo stesso parte integrante della decorazione moderna e oggetto musealizzato. L'assemblaggio, operato nel 1781, utilizzò mosaici provenienti dagli scavi di un grande stabilimento termale effettuati nella località Castellarcione, possedimento della famiglia Borghese situato sulla Via Tiburtina presso Bagni di Tivoli, non lontano dalla celebre Villa Adriana. Il mosaico più antico, a fondo bianco con motivo “a stelline” (quattro tessere nere accostate in forma simile a una stella), è circondato da una cornice a meandro policromo. Al centro della sala è un riquadro, più tardo, con una scena di pesca circondato da una cornice a treccia multipla con foglie di acanto agli angoli. Un secondo riquadro coevo, sempre con scena di pesca, è collocato sul gradino nel vano della finestra. L'originale utilizzo di rivestimenti a mosaico autentici, come richiamo all'Antico caratteristico degli ultimi decenni del Settecento, fu una moda che ritroviamo negli stessi anni anche nelle Gallerie Pontificie (celebre la Sala Rotonda del Museo Pio-Clementino con i mosaici del sec. III d.C.) e in palazzi nobiliari, come il raffinatissimo Gabinetto nobile di Palazzo Altieri a Roma.","type":"Mosaico","holder":"Galleria Borghese","dates":"I sec. A.C.; 200-300 d.C.","location":"Roma","dimensions":"455 x 685 cm","method_for_datation":"Sulla base dell'analisi stilistica il mosaico in bianco e nero “a stelline” con cornice a meandro a più colori è datato al sec. I a.C.; gli “emblemata” con scene di pesca al 200-300 d.C. L'assemblaggio risale al 1781.","method_for_provenance":"La provenienza è documentata nella descrizione della Villa del 1796 (Lamberti, Visconti 1796).","provenance":"Scavi di Castellarcione presso Bagni di Tivoli (Roma)","obtention":"I due riquadri con scene di pesca provengono dagli scavi effettuati nel XVIII secolo a Castellarcione, possedimento della famiglia Borghese","bibliography":"Guadalupi Gianni, Coliva Anna, Napoleone Caterina, Minozzi Marina, *Villa Borghese*, Collana Grand Tour, n. 30, Milano: Franco Maria Ricci, 2002. \nLamberti, Luigi, Visconti, Ennio Quirino, *Sculture del Palazzo della Villa Borghese*, Roma, 1796. \nMoreno, Paolo, Viacava, Antonella, *I marmi antichi della Galleria Borghese. La collezione archeologica di Camillo e Francesco Borghese*, Roma, 2003.","author":"Marina Minozzi","materials":["Tessere marmoree"]}}
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- {"0945b287-7bd5-56a6-8465-7ea419eb7485":{"name":"Adorno de arqueta.","description":"Adorno de arqueta quadrangular, com base mais larga, com decoração fitomórfica: duas flores com pétalas esmaltadas a azul claro e verde acinzentado, rodeadas de esmalte branco e restantes espaços preenchidos a azul claro. Na base observam-se três incisões com vestígios de douramento. Esta tipologia de objectos servia como adornos de pequenas arquetas revestidas a placas de osso ou marfim.","short_description":"Adorno de arqueta quadrangular, com base mais larga, com decoração fitomórfica: duas flores com pétalas esmaltadas a azul claro e verde acinzentado, rodeadas de esmalte branco e restantes espaços preenchidos a azul claro (finais séc. V H. / XI d.C. – 1ª metade séc. VI H./ XII d.C.).","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Finais séc. V AH / XI AD – 1ª metade séc. VI / XII.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Alt. 3,7 cm; larg. max. 2,7 cm e min. 2,1 cm; peso 11,9 gr.","method_for_datation":"Por paralelo com objectos da mesma tipologia recolhidos na Alcáçova de Mértola e noutros locais onde foram realizadas intervenções arqueológicas.","provenance":"Alcáçova de Mértola.","obtention":"Objecto recolhido por um habitante de Mértola na zona da Alcáçova e oferecido ao Museu de Mértola em 1991.","bibliography":"*Guia do Museu. Museu de Mértola – Arte Islâmica*, Mértola, 2003, p. 36. \n \nMacias, S. e TORRES, C. *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, Mértola, 2001, p. 176.","dynasty":"Almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Lígia Rafael","keywords":["arqueta; Mértola; almohades; cobre esmaltado; decoração vegetal"],"materials":["Cobre esmaltado com tonalidades branca, azul e verde acinzentado. Na parte mais larga (base) observam-se três incisões com vestígios de douramento."]},"0b2e5db9-7b0b-58f7-bda2-af3bd45e294c":{"name":"Lápide funerária.","description":"Fragmento superior de uma lápide rectangular, com moldura lisa, em que se inscreve um arco “simbólico” ligeiramente apontado, em relevo. No interior do arco e entre este e a moldura, corre a epígrafe num pseudo cúfico arcaizante que, juntamente com características estilísticas, pode indiciar a sua utilização na comunidade muçulmana já em plena época cristã. Eis o texto: “Eterno é Deus. Tem compaixão conforme a tua mercê, ó tu que tudo dominas, e olha \\[com misericórdia\\] para o sítio para onde fui mandado. \\* \\[…\\]”. \n \nEsta lápide foi encontrada numa casa de campo em Frielas, arredores de Lisboa, nos finais do século XIX.","short_description":"Descoberta em Frielas, nos arredores de Lisboa, esta lápide é uma das mais conhecidas e reproduzidas da colecção epigráfica do Museu Nacional de Arqueologia. É proveniente de um cemitério islâmico e refere-se a um membro da comunidade muçulmana que permaneceu em Lisboa após a reconquista.","holder":"Museu Nacional de Arqueologia.","dates":"Séc. VII AH / XIII AD.","location":"Lisboa.","dimensions":"Alt. 33 cm; larg. 55 cm; prof. 11 cm.","method_for_datation":"A forma de alguns caracteres e a utilização frequente de diacríticos, aliadas à depurada estilização do arco, conduzem a uma datação do final do século VII AH / XIII AD.","method_for_provenance":"Segundo notícia de 1896 do arabista David Lopes (ver bibliografia), esta lápide foi encontrada numa casa de campo de Castanheira das Neves, em Frielas, arredores de Lisboa.","provenance":"Frielas (Lisboa).","bibliography":"Barros, M. F. L. “Inscrição funerária árabe”, *XVII Exposição Europeia de Arte Ciência e Cultura. Madre de Deus*, Catálogo, Lisboa, 1983, pp. 116-117. \n \nBorges, A. G. M. e Sidarus, A., “Lápide funerária”, *Portugal Islâmico*, Lisboa, 1999, 251. \n \nLabarta, A. e Barceló, C., “Inscripciones árabes Portuguesas: situación actual”, *Al-Qantara*, 8, 1987, p. 408. \n \nLopes, D., “Cousas arábico-portuguesas”, *O Archeologo Português,* 2, Lisboa, 1896, p. 207. \n \nNykl, A. R., “Arabic Inscriptions in Portugal”, *Ars Islamica*, 11-12, 1946, pp. 178-179.","dynasty":"Da comunidade moura já após a conquista cristã de Lisboa em 541 AH / 1147 AD","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Artur Goulart de Melo Borges","keywords":["lápide funerária; Lisboa; conquista cristã; calcário esculpido; estela funerária; inscrição funerária"],"materials":["Calcário esculpido."]},"0f35b172-0d2a-596c-a8b4-04b40be2b1e8":{"name":"Placas de arqueta.","description":"Placas em osso que serviram de revestimento a uma pequena arca. Da arca, que seria provavelmente em madeira, não nos chegaram quaisquer vestígios. Os dois conjuntos de placas apresentam uma decoração idêntica, finamente pintada e de grande simplicidade. \n \nParece-nos, por comparação com outras peças conhecidas, um dos exemplares de decoração mais sóbria (podemos mesmo falar de um certo primitivismo), no contexto dos marfins e ossos islâmicos do Mediterrâneo Ocidental. \n \nA figuração é simples: a peça é marcada pela presença central de uma rosácea de laçaria ladeada por duas figuras humanas (numa das faces é apenas visível uma delas). Os círculos das rosáceas eram desenhados a compasso, sendo depois as figuras esboçadas a tinta da china ou com traços de manganés com um pincel, preenchendo-se o resto com pigmentos. \n \nOs antropomorfos são representados em duas dimensões, sem qualquer modelação de luz e sombra, e de forma esquemática: os olhos são dois pequenos círculos, cuja direcção em que olham é dada pela posição relativa da íris face às sobrancelhas. A boca é simbolizada por um único e fino traço. \n \nAs figuras da peça de Moura parecem envergar roupagens largas, de tradição oriental - possivelmente o *kaftan*, longa túnica de seda, veludo ou cetim que se prolongava até aos joelhos ou aos tornozelos, de longas mangas e aberta à frente. A tipologia das figurinhas, de grossas sobrancelhas arqueadas e longo nariz, aponta também para o arquétipo representativo dos homens do Próximo Oriente. \n \nNos extremos da composição figuram dois conjuntos fitomórficos, que parecem tentar uma representação realista, presente em toda a arte islâmica ocidental e cujo uso generalizado atingiu uma certa convencionalidade que facilita a sua identificação. Longos e flexíveis caules rematados por formas globulares combinam-se, em registos sobrepostos, com flores de lótus envolvidas por palmetas digitadas.","short_description":"Placas em osso datáveis da fase final da presença islâmica (596-629 AH / 1200-1232 AD). Pensa-se que tenham servido para revestir uma pequena arca em madeira. Os diferentes elementos (humanos, vegetais e geométricos) sugerem um fabrico peninsular, não sendo estranhas ao autor influências orientais.","holder":"Museu Municipal de Moura.","owner":"Câmara Municipal de Moura.","dates":"596-629 AH / 1200-1232 AD.","location":"Moura., Beja.","dimensions":"Alt. 6,2 cm; Larg. 12,8 cm.","method_for_datation":"A atribuição de uma cronologia foi realizada através do estudo comparativo desta peça com exemplares semelhantes oriundos de Espanha, com datações propostas para os séculos VII-VIII AH / XIII-XIV AD. A presença dos elementos antropomorfos (praticamente idênticos aos das peças esgrafitadas de Murcia, da primeira metade do séc. VII AH / XIII AD), e a própria data da reconquista de Moura permitem-nos propôr os inícios do séc. VII AH / XIII AD como datação plausível para o fabrico desta peça.","method_for_provenance":"Encontradas *in situ*.","provenance":"O local de fabrico destas placas, encontradas no castelo de Moura, pode ter sido a região de Granada.","obtention":"Escavações arqueológicas no castelo de Moura (1980 ou 1981).","bibliography":"AAVV*, Portugal Islâmico. Os últimos sinais do Mediterrâneo*, Lisboa, 1998, p. 103. \n \nMacias, S., “A arqueta pintada de época islâmica do Museu de Moura”, *Actas das V Jornadas Arqueológicas (Lisboa, 1993)*, 2º vol., Lisboa, 1994, pp. 295-298. \n \nMacias, S.,e Torres, C.*, O legado islâmico em Portugal*, Lisboa, 1998, p. 168.","dynasty":"Fase final do período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Santiago Macias","keywords":["arqueta; osso; Moura; almóadas"],"materials":["Placas em osso pintadas."]},"170c8cf5-b614-5435-ab40-7ff0326cc97f":{"name":"Frasco.","description":"Pequeno frasco de vidro dourado e translúcido com tons castanhos esverdeados. A sua forma esférica e achatada no corpo, o seu gargalo alto troncocónico e o seu fundo em ângulo concâvo, dão-lhe uma estabilidade e coerência formal de grande qualidade. Assim, à fragilidade do material associa-se a solidez da forma. \n \nA requintada decoração do bojo é feita com motivos ovalados que se adensam na parte superior, de onde se eleva o gargalo. \n \nPela sua forma e decoração refinada foi certamente utilizado para conter perfume. \n \nFoi encontrado com outras peças sumptuárias no interior de uma canalização, onde se pressupõe ter sido escondido no final da administração muçulmana da cidade, período muito conturbado propício a que se escondam objectos valiosos. Este facto terá permitido que se mantivesse intacto ao longo dos séculos. \n \nNo contexto da arqueologia islâmica em Portugal esta peça tem características únicas.","short_description":"Pequeno frasco de vidro dourado com tons castanhos esverdeados. A sua forma e decoração levam a crer que tenha sido utilizado para guardar perfume. Foi encontrado, com outras peças sumptuárias almóadas, numa canalização, onde terá sido ocultado pouco antes da conquista da cidade pelos cristãos.","holder":"Museu Municipal de Arqueologia de Silves.","owner":"Câmara Municipal de Silves.","dates":"Segunda metade séc. VI AH / XII AD - Primeira metade séc. VII / XIII.","location":"Silves., Faro.","dimensions":"Alt. 13 cm; diâmetro máximo do bojo 6,9 cm.","method_for_datation":"Por métodos comparativos com obras da mesma época e idênticas.","method_for_provenance":"Escavação decorrida no Castelo de Silves dirigida por Rosa Varela Gomes, com o nº de inventário de escavação Q 20/C2-7.","provenance":"Castelo de Silves.","obtention":"Depositado após escavação decorrida na década de noventa do séc. XX.","bibliography":"AAVV, *Portugal Islâmico: os últimos sinais do Mediterrâneo,* Lisboa, 1998, p. 189. \n \nGomes, R. V. *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 76.","dynasty":"Almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["frasco; Silves; almóadas; vidro dourado; comércio"],"materials":["Vidro dourado. Técnica de molde."]},"42311da9-1496-5d35-a0ea-56b7ce7ff0f7":{"name":"Talha.","description":"Talha de bordo envasado com lábio quadrangular, boca circular, colo troncocónico invertido, corpo globular com duas asas de aleta com apêndice superior no ombro e base convexa. Encontra-se coberta de vidrado verde no colo e no corpo, e profusamente ornamentada com cordões digitados e marcados com a unha, e com símbolos profiláticos estampilhados de carácter vegetal (rosetas e palmetas), caligráfico e arquitectónico (arcos de ferradura e trilobulados). Peça restaurada.","short_description":"Talha do período almóada, destinada a conservar água. A preocupação em proteger o conteúdo da talha manifesta-se pela profusão de símbolos profilácticos estampilhados. Reconhecem-se motivos de carácter vegetal (rosetas e palmetas), caligráfico e arquitectónico (arcos em ferradura e trilobulados).","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Segunda metade do século VI AH / XII AD ou primeiras décadas do século VII AH / XIII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro da boca 28 cm; largura 59 cm; altura 70,5 cm.","method_for_datation":"Foi datado na época almóada por razões estratigráficas, já que foi encontrado nos níveis de abandono de uma das casas da alcáçova abandonadas após a conquista de Mértola pelos cristãos em 635-636 AH / 1238 AD. Esta datação é corroborada pelos paralelos decorativos com um bocal de poço de Tetouan, datado por uma inscrição em 585 AH / 1190 AD.","method_for_provenance":"Encontraram-se em Mértola estampilhas utilizadas para decorar este tipo de talhas.","provenance":"Mértola.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, ed. S. Macias, Mértola, p. 163. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 150.","dynasty":"Período almoáda","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; água; vida quotidiana; símbolos profiláticos"],"materials":["Cerâmica fabricada com pasta amarelada/acinzentada compacta, e levantada utilizando uma técnica mista de rolinhos na sua parte inferior e com torno na parte superior. Apresenta decoração estampilhada e vidrado parcial."]},"5319542a-7b08-534a-801f-e2b18cb78aef":{"name":"Taça hemisférica.","description":"Fragmento correspondendo a porção do corpo com parte de bordo e fundo completo. O bordo tem o lábio de secção semi-circular e assenta em pé alto e anelar. Pasta de cor beje rosada. Ambas as superfícies apresentam esmalte aderente de cor branca com algum brilho. A superfície interior oferece um motivo em estrela, pintado de cor verde, com oito raios equidistantes entre si e dispostos a partir do centro. \n \nEsta taça hemisférica achatada mostra-nos, pela qualidade e finura da sua pasta, o ambiente de requinte e os usos domésticos da Silves de então.","short_description":"Taça hemisférica do período almóada. Apresenta uma decoração em estrela, pintada a verde, com oito raios equidistantes entre si e dispostos a partir do centro. A qualidade e finura desta peça sugerem o ambiente de requinte e os usos domésticos da cidade de Silves durante aquele período.","holder":"Museu Municipal de Arqueologia de Silves.","owner":"Câmara Municipal de Silves.","dates":"Séc. VI-VII AH / Séc. XII-XIII AD.","location":"Silves., Faro.","dimensions":"Alt. 6,4 cm; diâmetro do bordo 22,6 cm; diâmetro do pé 7,6 cm.","method_for_datation":"Por contexto arqueológico, estratigrafia e tipologia.","method_for_provenance":"Escavação decorrida no Castelo de Silves dirigida por Rosa Varela Gomes, com o nº de inventário Cast. Q 110/C3-3.","provenance":"Castelo de Silves.","obtention":"Depositado após escavação decorrida na década de oitenta do séc. XX.","bibliography":"Gomes, R. V. *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 62. \n \nGomes, R. V. *Silves (Xelb) – Uma Cidade do Gharb Al-Andalus – Arqueologia e História (séculos VIII- XIII),* Lisboa, 1999. \n \nGomes, R. V. “Silves (Xelb): Uma Cidade do Gharb Al-Andalus: A Alcáçova”, *Cadernos do IPA*, Lisboa, 2004, p. 402.","dynasty":"Almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["taça; Silves; almóadas; cerâmica esmaltada; vidrado"],"materials":["Cerâmica esmaltada e vidrada com decoração estrelada."]},"5fc4c91c-9fc3-5456-98a6-0dd4aa412e7f":{"name":"Jarro aguamanil.","description":"Fragmento de jarro aguamanil de bordo exvasado curvo, boca circular e colo troncocónico invertido com moldura central, da que parte uma asa vertical de secção oval em direcção ao corpo. Este é globular e do seu ombro sai un bico tubular zoomórfico. No conjunto a peça se assemelha-se a um animal de pescoço estreito e comprido como um camelo ou um dromedário, cuja bossa seria o gargalo do utensílio. A ornamentação foi feita com traços finos de carácter fitomórfico pintados a branco sobre fundo avermelhado.","short_description":"Bico e gargalo de jarro aguamanil. A forma evoca um animal um animal de pescoço estreito e comprido como um camelo ou um dromedário, cuja bossa seria o gargalo do utensílio. A ornamentação foi feita com traços finos de carácter fitomórfico pintados a branco sobre o fundo avermelhado da peça.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Finais do século V AH / XI AD – inícios do século VI AH / XII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Largura 19 cm; altura 22,5 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A datação no século VI AH / XII AD foi obtida mediante o estabelecimento de paralelos com decorações semelhantes do ocidente do al-Andalus.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S. “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, ed. S. Macias, Mértola, 2001, p. 110. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 108.","dynasty":"Período das taifas ou almorávida","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; aguamanil; zoomorfo"],"materials":["Cerâmica comum fabricada com pasta avermelhada pouco compacta, modelada em torno rápido e cozida em atmosfera oxidante."]},"66718328-7241-56c8-a45c-d60aff5e7c2d":{"name":"Taça com inscrição.","description":"Taça de bordo envasado biselado, boca circular, corpo bitroncocónico com carena baixa, uma asa vertical de secção oval que une o bordo e a carena, e base plana com pé anular diagonal. La decoración foi executada com a técnica da corda seca parcial, traçando com uma linha de manganés o motivo caligráfico e preencehendo-o com vidrado verde. O texto encontra-se incompleto embora possamos ler em caracteres cúficos *baraka kamila \\[wani\\]ma sa\\[mila\\]* (“bendição completa e felicidade total”). A frase não está acompanhada por motivos secundários. Trata-se de uma das peças de corda seca parcial mais antigas das que se conservam em Mértola e o seu estilo ornamental e caligráfico distingue-se bastante das peças datáveis do século XII. Peça restaurada.","short_description":"Taça em corda seca parcial com inscrição cúfica: *baraka kamila \\[wani\\]ma sa\\[mila\\]* (“bendição completa e felicidade total”). O texto sugere a necessidade de proteger o conteúdo desta peça de mesa encontrada no castelo de Mértola (segunda metade do séc. V H./XI d.C. ou inícios do séc. VI H./XII d.C.).","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Segunda metade do século V AH / XI AD ou inícios do século VI AH / XII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro da boca 9,1 cm; diâmetro da base 5,3 cm; largura 13 cm; altura 10,2 cm.","method_for_datation":"Foi datada por razões estratigráficas entre o final do período das taifas e a época almorávida.","method_for_provenance":"Trata-se de um tipo de cerâmica fabricada em várias regiões do al-Andalus, mas cuja produção ainda não se constatou no ocidente da Península Ibérica.","provenance":"Al-Andalus.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola no Castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., *A cerâmica em corda seca de Mértola*, Mértola, 2002. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 100.","dynasty":"Período das taifas / almorávida","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; corda seca"],"materials":["Cerâmica fabricada com pasta amarelada pouco compacta em torno rápido, cozida em atmosfera oxidante e decorada com a técnica da corda seca parcial."]},"6ad7e7f5-5b8d-5bfc-afb9-c3c90a19d9a8":{"name":"Jarra.","description":"Jarra de bordo vertical biselado, boca circular, colo cilíndrico, corpo globular, com duas asas em fita estriadas com apêndice superior em forma de pináculo que unem o colo e o corpo da vasilha, e base convexa com pé anular diagonal. Conserva o arranque de um filtro situado entre o colo e o corpo. O exterior está decorado com a técnica da corda seca parcial, na qual apenas algumas partes do desenho são preenchidas com vidrado verde ou melado esverdeado e outras com ponteado. A decoração organiza-se em seis bandas horizontais sucessivas, com motivos vegetais, ondulados e caligráficos. No bordo encontramos uma estrecha sanefa de palmetas esquemáticas. A maior parte do colo é ocupada por uma banda larga com grandes flores de lótus, aparecendo debaixo dela um friso de motivos dentados. No ombro surge uma cartela caligráfica onde se repete várias vezes em cúfico florido a palavra *baraka* e, no corpo, uma banda de medalhões fitomórficos. Por último, encontramos junto à base um friso de palmetas. Peça restaurada.","short_description":"Jarra em corda seca parcial, do período almorávida ou almóada. A decoração organiza-se em seis bandas horizontais sucessivas, com motivos vegetais, ondulados e caligráficos. Destacam-se motivos como a flor de lótus e a banda epigráfica em cúfico florido onde se lê *baraka*.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Siglo VI AH / XII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro da boca 17,8 cm; diâmetro da base 13,4 cm; largura 32 cm; altura 34,8 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A sua datação no século VI AH / XII AD foi obtida mediante o estabelecimento de paralelos com peças de idênticas forma, técnica e temática decorativa, achadas em Málaga e Almeria (Espanha).","method_for_provenance":"A abundância deste tipo de cerâmica em Málaga e em Almeria (Espanha), onde se encontraram fornos que fabricavam este tipo de peças, levou os investigadores a atribuir a origem da sua produção a estas cidades.","provenance":"Almeria ou Málaga (España).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., *A cerâmica em corda seca de Mértola*, Mértola, 2002. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 89.","dynasty":"Almorávida ou almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; corda seca; comércio"],"materials":["Cerâmica fabricada com pasta rosada porosa, modelada em torno rápido, cozida em atmosfera oxidante e decorada com a técnica da corda seca parcial."]},"758017b1-e777-564d-bac6-2f8e62ea8bad":{"name":"Tigela.","description":"Peça aberta com corpo de forma circular assente em fundo plano. Tem um bordo de secção semicircular demarcado e ligeiramente introvertido. \n \nCerâmica de pasta muito clara, quase branca com decoração de cor acastanhada, quase sépia. As superfícies têm aguadas da mesma cor da pasta. \n \nA decoração centra-se no interior da peça com motivo em estrela ou flor que emana de um largo círculo com interior decorado com barra geométrica. Como bordadura deste círculo, pormenores constituídos por pequenos semicírculos, com ponto no centro, intercalando com séries de três raios que apontam para fora e se repetem dezassete vezes. \n \nTambém no bordo da taça foi feita decoração listada da mesma cor, em sete conjuntos de pequenos traços de assinalável subtileza. \n \nEste tipo de decoração é frequente no interior de peças congéneres mas também nas paredes exteriores de púcaros. Foi observada decoração muito próxima em cerâmicas de Vilamoura (Loulé, Algarve) e em cerâmica exumada no Castelo de Silves. \n \nNos trabalhos arqueológicos decorridos em Silves, este tipo de ornamentação não foi encontrada em peças de níveis arqueológicos posteriores ao século X. \n \nPoderá tratar-se de peça de produção autóctone.","short_description":"Chama a atenção nesta tigela a elegância do motivo geométrico que ocupa o seu interior. O centro é pontuado por uma estrela ou flor que emana de um círculo decorado no interior com barra geométrica. O conjunto remete para padrões tradicionais na região e que são característicos da arte autóctone.","holder":"Museu Municipal de Arqueologia de Silves.","owner":"Câmara Municipal de Silves.","dates":"Séc. II-III AH / VIII-IX AD.","location":"Silves., Faro.","dimensions":"Alt. 4,5 cm; diâmetro do bordo 23,6 cm; diâmetro do fundo 16 cm.","method_for_datation":"Por contexto arqueológico, estratigrafia e tipologia. A data atribuída (Séc. VIII/IX) é questionada por Cláudio Torres, Campo Arqueológico de Mértola, que afirma tratar-se provavelmente de peça mais tardia, comparativamente com outras provenientes do Gharb al-ândalus.","method_for_provenance":"Escavação decorrida no pátio anexo ao Poço-Cisterna em Silves dirigida por Mário e Rosa Varela Gomes, com o nº de inventário de escavação Q 41/C3-silo 1.","provenance":"Pátio anexo ao Poço-Cisterna (hoje Museu Municipal de Arqueologia de Silves), Silves.","obtention":"Depositado após escavação decorrida na década de oitenta do séc. XX.","bibliography":"AAVV, *Portugal Islâmico: os últimos sinais do Mediterrâneo,* Lisboa, 1998, p. 162-163. \n \nGomes, R. V. *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 54. \n \nGomes, R. V. *Silves (Xelb) – Uma Cidade do Gharb Al-Andalus – Arqueologia e História (séculos VIII- XIII),* Lisboa, 1999. \n \nGomes, R. V. “Silves (Xelb): Uma cidade do Gharb Al-Andalus: A Alcáçova”, *Cadernos do IPA*, número?, Lisboa, 2004.","dynasty":"Omíada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["tigela; Silves; omíadas; cerâmica; decoração floral; comércio"],"materials":["Cerâmica de torno rápido com decoração estelar."]},"8c32bee4-0f68-56fc-9da8-59caa6e72f6d":{"name":"Taça/Tigela","description":"Recipiente aberto, com corpo de forma hemisférica. Tem bordo semicircular, ligeiramente extrovertido. Pé em anel, pasta de cor clara. As superfícies são esmaltadas com decoração polícroma. Ao centro tem uma ingénua e amadora representação de bolbo de lótus que simboliza a eternidade da vida. Este tipo de peça, pela sua forma, especialmente o pé anelar, indica a produção ibérica que reproduz tipologia oriental. Além do fundo decorado também o bordo da peça apresenta motivo decorativo ondulado interrompido três vezes.","short_description":"Taça fabricada na Península Ibérica com base em modelos orientais. Esta peça do século IV H. / X d.C apresenta no centro uma representação bastante ingénua de um bolbo de lótus, símbolo da eternidade da vida.","holder":"Museu Municipal de Arqueologia de Silves.","owner":"Câmara Municipal de Silves.","dates":"Séc. IV AH / Séc. X AD.","location":"Silves., Faro.","dimensions":"Alt. 4 cm; diâmetro do bordo 15,6 cm; diâmetro do fundo 6,8 cm.","method_for_datation":"Por contexto arqueológico e tipologia semelhante.","method_for_provenance":"Escavação decorrida em Silves no Pátio anexo ao Poço-Cisterna, dirigida por Mário Varela Gomes, com o nº de inventário Silves 3, Q37 – C3.","provenance":"Pátio anexo ao Poço-Cisterna (hoje Museu Municipal de Arqueologia de Silves), Silves .","obtention":"Depositado após a escavação decorrida na década de oitenta do séc. XX.","bibliography":"AAVV, *Portugal Islâmico: os últimos sinais do Mediterrâneo,* 1998, p.98. \n \nGomes, R. V. *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 57. \n \nGomes, R. V. *Silves (Xelb) – Uma Cidade do Gharb Al-Andalus – Arqueologia e História (séculos VIII- XIII),* Lisboa, 1999. \n \nGomes, R. V. “Silves (Xelb): Uma cidade do Gharb Al-Andalus: A Alcaçova”, *Cadernos do IPA*, Lisboa, 2004, p. 402.","dynasty":"Omíada, califal","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["taça; tigela; Silves; omíadas de Córdova; decoração polícroma; decoração floral"],"materials":["Cerâmica com decoração polícroma."]},"8d436c70-8d15-5b93-b5b5-044a974ad60d":{"name":"Panela.","description":"Panela de bordo vertical recto com lábio plano e rebordo exterior, boca circular, colo cilíndrico, corpo troncocónico com carena pronunciada situada junto à base. Possui duas asas de fita com uma nervura central e base convexa. Apresenta incisões decorativas horizontais no bordo, no colo y cuerpo, e marcas de fogo que indicam o seu uso culinário. Peça restaurada.","short_description":"Peça de uso culinário, de grande simplicidade formal e marcado despojamento decorativo. Este tipo de panela foi encontrado num forno almóada escavado en Mértola e aparece quase exclusivamente nesta região, razões que permitem identificá-la como uma produção local.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Primeiras décadas do VII AH / primeras décadas do XIII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro do borde 23,5 cm; diâmetro da base 19 cm; comprimento 35 cm; altura 21,5 cm.","method_for_datation":"Foi datado na época almóada por razões estratigráficas, já que foi encontrado nos níveis de abandono de uma das casas da alcáçova abandonadas após a conquista de Mértola pelos cristãos em 635-636 AH / 1238 AD.","method_for_provenance":"Este tipo de panela foi encontrado num forno almóada escavado en Mértola e aparece quase exclusivamente nesta región, razões que nos permiten identificá-lo como uma produção local.","provenance":"Mértola.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S. “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, ed. S. Macias, Mértola, 2001, pp. 107-167. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 155.","dynasty":"Período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["vida quotidiana; cozinha; alimentação"],"materials":["Cerâmica comum moldada com pasta avermelhada em torno rápido e cozida em atmosfera oxidante."]},"8e2d8258-5733-5cff-a71b-a0329ecb34b2":{"name":"Fogareiro.","description":"Fogareiro composto por uma câmara superior ou câmara de fogo, uma grade e uma câmara inferior ou cinzeiro. A câmara superior apresenta bordo vertical com uma moldura onde se encaixava outro objecto, boca circular, corpo cilíndrico com carena alta, orificios para arejar o lume e duas asas verticais com apêndice cónico superior. A grade é convexa com orificios circulares que comunicam a câmara superior com o cinzeiro, que é quase cilíndrico com uma abertura ovalada e base plana. Está ornamentado con um cordão na carena, três linhas incisas onduladas paralelas e pintura branca sobre fundo avermelhado com traços ondulados verticais e horizontais entrecruzados. A peça apresenta abundantes marcas de fogo deixadas pelo seu uso como fogareiro ou pequeno forno portátil para cozinhar ou aquecer ambientes. Peça restaurada.","short_description":"Utensílio de cozinha do período almóada (primeiras décadas do século VII AH/ XIII AD), de provável fabrico local. O fogareiro é composto por uma câmara superior ou câmara de fogo, por uma grade e por uma câmara inferior ou cinzeiro. Trata-se de um tipo de peça usado até aos nossos dias nesta região.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Primeiras décadas do VII AH / primeras décadas do XIII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro da boca 29,2 cm; diâmetro da base 15,6 cm; comprimento 33,5 cm; altura 22,2 cm.","method_for_datation":"Foi datado na época almóada por razões estratigráficas, já que foi encontrado nos níveis de abandono de uma das casas da alcáçova abandonadas após a conquista de Mértola pelos cristãos em 635-636 AH / 1238 AD.","method_for_provenance":"Este tipo de objectos é comercializado localmente. Trata-se, além disso, de uma forma muito frequente na região, com características técnicas e formais típicas das produções de Mértola.","provenance":"Mértola.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., \"La cerámica decorada islámica de Mértola\", *VI Colloque International sur la Céramique Médiévale en Méditerranée, Aix-en-Provence, 1995*, Aix-en-Provence, 1997, pp. 311-325. \nGómez Martínez, S., “Contenedores de fuego en el Garb al-Andalus”, *Actas do III Congresso de Arqueologia Peninsular. Vila Real de Trás-os-Montes, Setembro de 1999*, vol. VII: *Arqueologia da Idade Média da Península Ibérica*, Oporto, 2000, pp. 421-434. \nGómez Martínez, S. “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*,ed. S. Macias, Mértola, 2001, pp. 107-167. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 155.","dynasty":"Período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["fogo; vida quotidiana"],"materials":["Cerâmica comum de pasta avermelhada semi-compacta, modelada em torno rápido, e cozida em atmosfera que alternou a oxidação e a redução."]},"9550bb5f-dcd9-54bc-a521-b59609c24581":{"name":"Vaso de Tavira.","description":"Trata-se de um recipiente de barro vermelho depositado no museu de Tavira. \n \nAs paredes, levemente inclinadas para o exterior, engrossam no topo formando um canal invisível que permitia a passagem de água, previamente introduzida numa espécie de gargalo-funil que se destaca claramente do conjunto. A água, depois de percorrer a tubagem seria, por sua vez, lançada para o interior do vaso por 8 das 14 figurinhas erguidas sobre o bordo. \n \nDois cavaleiros armados, acompanhados por um besteiro apeado, enquadram uma mulher também a cavalo. Seguem-se dois músicos que fariam parte de um quarteto, hoje incompleto. A este conjunto de personagens sucediam-se cinco animais, dos quais restam quatro: um bovídeo; uma corça ou gazela; um camelo e ainda um leão. Um bando de pombas pousa no gargalo-funil. \n \nÉ uma peça extraordinária de arte popular representando certamente o rapto cerimonial que antecede uma cerimónia de casamento em que os animais pretendem ser uma alegoria de bons augúrios para os noivos. A água lançada pelas 8 gárgulas teria por objectivo regar um arbusto plantado no interior do vaso e que poderia ser um mangericão, relacionado nas tradições ibéricas e mediterrâneas, ao culto do amor.","short_description":"Vaso de arte popular (almorávida) representando o rapto cerimonial que antecede uma cerimónia de casamento. As figuras humanas (mulher, besteiro, cavaleiros, músicos) são acompanhadas por animais, que pretendem ser uma alegoria de bons augúrios para os noivos. Uma planta ocuparia o interior do vaso.","holder":"Museu Municipal de Tavira.","dates":"Finais do século V ou inícios do século VI AH / finais séc. XI-inícios séc. XII AD.","location":"Tavira., Faro.","dimensions":"Alt. 36 cm, larg. 42 cm.","method_for_datation":"Por referencias estratigráficas e comparação tipológica de artefactos associados.","method_for_provenance":"Recolhido em escavações arqueológicas dirigidas por Maria e Manuel Maia, junto da Porta de D. Manuel em Tavira.","provenance":"Tavira.","obtention":"Depositado no Museu após escavações arqueológicas.","bibliography":"Maia, M., “O vaso de Tavira e o seu contexto”, *Actas do Colóquio Internacional sobre Portugal, Espanha e Marrocos. O Mediterrâneo e o Atlântico*, Faro, 2004, pp. 143-166. \n \nTorres, C., *O vaso de Tavira*, Mértola, 2004.","dynasty":"Almorávida","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Cláudio Torres","keywords":["vaso; Tavira; cerâmica vermelha; cozedura oxidante; torno; modelado; arte popular; cerimónia de casamento"],"materials":["Cerâmica em cozedura oxidante, fabricado ao torno e modelado."]},"b8c52c07-1db7-5b7e-a968-695ff14489a0":{"name":"Tigela.","description":"Tigela de bordo vertical arredondado, boca circular, corpo troncocónico invertido com carena baixa e base com pé anular diagonal. Coberto com vidrado monocromo melado no exterior e decorado em corda seca total com cores branca, verde e melada separadas por traços de manganés. O tema central é a palavra “baraka” escrita com caracteres cúficos, rodeada por um friso de palmetas que percorre o bordo da peça. Peça restaurada.","short_description":"Tigela em corda seca total do período almorávida ou almóada. O tema central é a palavra “baraka” escrita com caracteres cúficos, rodeada por um friso de palmetas que percorre o bordo da peça. Esta peça tem paralelos em vários pontos do Mediterrâneo Ocidental.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Siglo VI AH / XII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro da boca 25 cm; diâmetro da base 10,3 cm; altura 8 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A sua datação no século VI AH / XII AD foi obtida mediante o estabelecimento de paralelos com peças de idêntica forma e técnica decorativa achadas em Málaga e Almeria (Espanha).","method_for_provenance":"A abundância deste tipo de cerâmica em Málaga, onde encontramos uma caligrafia muito parecida, e em Almeria (Espanha), onde se encontraram fornos que fabricavam peças com esta decoração, levou os investigadores a atribuir a origem da sua produção a estas cidades.","provenance":"Almeria ou Málaga (Espanha).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., *A cerâmica em corda seca de Mértola*, Mértola, 2002. \nTorres, C., y Gómez, S., \"Le vert et brun au Portugal\", *Le Vert et le Brun de Kairouan à Avignon, céramiques du Xe au XVe siècle. Catalogue de la exposition*, Marseille, 1995, pp. 98-102. \nTorres, C., “Um lote cerâmico da Mértola Islâmica*”, I Congreso de Arqueología Medieval Española. Huesca, 1985*, t. IV, Zaragoza, 1986, pp. 193-228. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 93.","dynasty":"Almorávida ou almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; corda seca; comércio"],"materials":["Cerâmica vidrada fabricada com pasta amarela pouco compacta, modelada em torno rápido, cozida em ambiente oxidante e decorada con a técnica da corda seca total."]},"c54044a4-ab1f-5f49-9976-d677360bd140":{"name":"Torres de roca (cinco exemplares).","description":"Conjunto de torres de roca de osso trabalhado, com secção horizontal superior circular e secção inferior circular ou quadrangular. Estes exemplares apresentam diversos tipos de acabamento que vão desde o simples polimento da superfície até às elaboradas decorações incisas formando linhas paralelas isoladas ou agrupadas em registos, círculos com furo central orientados em linhas ou em conjuntos e semicírculos concêntricos que se interceptam. Estes objectos correspondem às torres de roca, parte mais decorada das rocas, utensílios importantíssimos na actividade da fiação artesanal.","short_description":"Conjunto de torres de roca, parte mais decorada das rocas, utensílios indispensáveis na fiação artesanal. Estes exemplares recolhidos no castelo de Mértola apresentam decorações simples incisas formando linhas paralelas isoladas ou em conjuntos e semicírculos concêntricos que se interceptam.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Final do séc. V AH / XI AD – 1ª metade do século VI / XII.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"OS/TR/003: Larg. max. 2,4 cm; alt. 7,4 cm; OS/TR/037: Larg. max. 2,1 cm; alt. 6,1 cm; peso 29,4 gr.; OS/TR/042: Diâm. max. 2,4 cm; alt. 7,9 cm; peso 33,4 gr.; OS/TR/046: Larg. max. 2,6 cm; alt. 6,5 cm; diâm. max. 1,9 cm; peso 29,4 gr.; OS/TR/057: Larg. ma","method_for_datation":"Através da estratigrafia definida nas diferentes intervenções arqueológicas desenvolvidas na Encosta e Alcáçova do Castelo de Mértola e por paralelo com outros materiais recolhidos nos mesmos níveis de escavação e com outros objectos da mesma tipologia.","provenance":"Encosta e Alcáçova do Castelo de Mértola.","obtention":"Através de intervenções arqueológicas, dirigidas pelo Campo Arqueológico de Mértola, realizadas na Encosta do Castelo em 1986 e na Alcáçova de Mértola em 1978, 1992 e 1996.","bibliography":"*Guia do Museu. Museu de Mértola – Arte Islâmica*, Mértola, 2003, p. 4.Macias, S., *Mértola Islâmica. Estudo histórico-arqueológico do bairro da Alcáçova (Sécs. XII/XIII)*, Mértola, 1996, p. 89. \n \nMacias, S. e Torres, C. *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, Mértola,2001, p. 171. \n \nMacias, S. e Torres, C. (Coords.), *Portugal Islâmico. Os últimos sinais do Mediterrâneo*, Lisboa, 1998, p. 170. \n \nTorres, C. e Silva, L. A. da, *Mértola Vila Museu*, Mértola, 1989, p. 56.","dynasty":"Almorávida","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Lígia Rafael","keywords":["torres de roca; Mértola; almoravides; decoração geométrica; arte popular; mobiliário; fiação; lã; têxtil; esculpidos"],"materials":["Osso de animal. Talhadas no osso com decoração incisa de tipo geométrico."]},"d39f33c7-ab99-570d-9745-2ca9481fd5e0":{"name":"Pia de abluções.","description":"Pia de abluções, oitavada. Interior escavado, com bordo moldurado superior e externamente. Apresenta uma perfuração, posterior. A base está truncada, estando em falta um pedúnculo ou pé. 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Manuel I de Portugal.","method_for_provenance":"Encontrada durante obras de reabilitação urbana, reaproveitada na alvenaria de um dos muros do imóvel da Rua João do Outeiro n.º 67 (Mouraria, Lisboa). O edifício dataria, originalmente, do século XVI.","provenance":"Lisboa.","obtention":"Doada ao Museu.","bibliography":"*Lisboa Subterrânea*, catálogo da exposição, Lisboa, 1994.","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Rodrigo Banha da Silva","keywords":["pia de abluções; pedra lióz; grafia cúfica; al-mulk"],"materials":["Pedra lióz."]},"e25630b9-4eae-5a54-82aa-8350634cc2c3":{"name":"Pote.","description":"Recipiente de forma globular assente em fundo anelar com bordo de secção semicircular ligeiramente extrovertido. A pasta é de cor alaranjada e as superfícies são vidradas de cor castanha melada. Na superfície exterior apresenta decoração fitomórfica que pontua com colunas todo o corpo, contornadas de cor castanha escura a negro de manganês. \n \nEste tipo de decoração surge em Silves, em peças datadas do século XI, embora sejam mais frequentes no século XII. \n \nSão consideradas cerâmicas comuns. A sua configuração sugere ter sido um recipiente para guardar azeite ou outro líquido doméstico como a água. Os exemplares de dimensões menores poderiam ter sido utilizados para cosméticos ou simplesmente como objectos decorativos. \n \nA tipologia da peça é semelhante a outras com decoração de reflexo metálico, datadas do século IX e X, de proveniência egípcia e iraniana. A utilização de motivos decorativos com contorno a manganês, mas em esmalte, remonta a período anterior e poderá ter origem oriental. A decoração desta peça, apesar das aproximações estílisticas com o Oriente, apresenta paralelos com outras peças encontradas em Silves, o que levou a admitir poderem tratar-se de cerâmicas de produção local do Gharb, até mesmo de Silves, copiando modelos orientais. \n \nEste tipo de peça cerâmica manteve-se ao longo de todo o período muçulmano na região do Gharb al-Ândalus.","short_description":"Pote de fabrico local (datável do séc. V H./XI d.C.), embora provavelmente inspirado em modelos iranianos ou egípcios. Na superfície exterior apresenta decoração fitomórfica que pontua com colunas todo o corpo. A configuração da peça sugere ter sido um recipiente para guardar líquidos.","holder":"Museu Municipal de Arqueologia de Silves.","dates":"Séc. IV-V AH / Séc. X-XI AD.","location":"Silves., Faro.","dimensions":"Alt. 19,6 cm; diâmetro 11,2 cm; diâmetro do fundo 10,5 cm.","method_for_datation":"Pelo contexto arqueológico e a estratigrafia onde foi encontrado. A análise estilística leva-nos ao encontro de outros exemplares similares e do mesmo período.","method_for_provenance":"Escavação decorrida na Rua da Arrochela (Centro Histórico de Silves) dirigida por Rosa Varela Gomes, com o nº de inventário de escavação AR Q5/E15/C2-1.","provenance":"Arrochela (Centro Histórico de Silves).","obtention":"Depositado após escavação decorrida na década de noventa do séc. XX.","bibliography":"AAVV, *Portugal Islâmico: os últimos sinais do Mediterrâneo,* Lisboa, 1998, p. 158. \n \nGomes, R. V. *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 59. \n \nGomes, R. V. *Silves (Xelb) – Uma Cidade do Gharb Al-Andalus – Arqueologia e História (séculos VIII- XIII)*, Lisboa, 1999.","dynasty":"Omíada, califal","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["pote; Silves; Arrochela; omíadas de Córdova; água; cosmético"],"materials":["Cerâmica vidrada com decoração a manganês."]},"eefabf6a-3ca7-5c93-ade3-a4e5bbb13859":{"name":"Tigela.","description":"Tigela de bordo arredondado biselado, boca circular, corpo semi-ovalado com suave carena baixa e base convexa com pé anular diagonal. O exterior da peça está revestido com vidrado monocromo melado esverdeado, ao passo que o interior apresenta decoração executada com a técnica da cuerda seca total, na qual as cores branca, verde e melada do vidrado se encontram separadas por traços de manganés. O tema ornamental central, encerrado num círculo, consiste num corço ou antílope em pose estática, com a cabeça erguida em atitude de alerta, preparada para a fuga. Encontramos motivos vegetais indeterminados preenchendo os espaços vazios, e parecem sugerir a paisagem que rodeia o animal. Em redor, na parede da tigela, a composição completa-se com um friso de palmetas digitadas. Peça restaurada.","short_description":"Tigela em corda seca total. O tema central da peça, encerrado num círculo, consiste num corço ou antílope em pose estática, com a cabeça erguida em atitude de alerta, preparado para a fuga. Motivos vegetais preenchem os espaços vazios e parecem sugerir a paisagem que rodeia o animal.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Siglo VI AH / XII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro de la boca 25,5 cm; diâmetro de la base 10,6 cm; altura 8 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A sua datação no século VI AH / XII AD foi obtida mediante o estabelecimento de paralelos com peças de idênticas forma e técnica decorativa, achadas em Málaga e Almeria (Espanha).","method_for_provenance":"A abundância deste tipo de cerâmica em Málaga e em Almeria (Espanha), onde se encontraram fornos que fabricavam este tipo de peças, levou os investigadores a atribuir a origem da sua produção a estas cidades.","provenance":"Almeria ou Málaga (Espanha).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., *A cerâmica em corda seca de Mértola*, Mértola, 2002. \nTorres, C., “Um lote cerâmico da Mértola Islâmica”, *I Congreso de Arqueología Medieval Española. Huesca, 1985*, t. IV, Zaragoza, 1986, pp. 193-228. \nTorres, C., y Gómez, S., \"Le vert et brun au Portugal\", *Le Vert et le Brun de Kairouan à Avignon, céramiques du Xe au XVe siècle. Catalogue de la exposition*, Marseille, 1995, pp. 98-102. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 100.","dynasty":"Almorávida ou almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; corda seca; comércio"],"materials":["Cerâmica vidrada fabricada com pasta amarelada/rosada porosa, modelada em torno rápido, cozida em atmosfera oxidante e decorada com a técnica da corda seca total."]},"f26b90aa-a82b-52f5-8ce6-f87882cade6c":{"name":"Fanal.","description":"Objecto de corpo esférico com base bem marcada levemente convexa, asa zenital de secção oval, orifício frontal semi-circular e espigão cónico vertical no interior. Apresenta decoração de cordão digitado, linhas onduladas incisas e traços de pintura branca sobre fundo avermelhado. \nEste peculiar utensílio era utilizado para iluminar espaços abertos, ao jeito de uma lanterna. A sua forma fechada protegia a chama do vento e a sua asa horizontal facilitava o transporte. Peça restaurada.","short_description":"Utensílio utilizado para iluminar espaços abertos, ao jeito de uma lanterna. O orifício frontal semi-circular permitia a saída da luz, a forma fechada protegia a chama do vento e a asa horizontal facilitava o transporte. Esta peça de arte popular é datável do período almóada.","holder":"Museu de Mértola","dates":"Primeiras décadas de VII AH / Primeras décadas de XIII AD.","location":"Mértola, Beja","dimensions":"Diâmetro da base 12,7 cm; comprimento 16,2 cm; altura 18,2 cm.","method_for_datation":"Foi datado na época almóada por razões estratigráficas, já que foi encontrado nos níveis de abandono de uma das casas da alcáçova abandonadas após a conquista de Mértola pelos cristãos em 635-636 AH / 1238 AD.","method_for_provenance":"Trata-se de uma peça com características técnicas e formais típicas das produções de Mértola, embora tenha abundantes paralelos na região de Valência (Espanha).","provenance":"Mértola.","obtention":"Encontrado nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., “Contenedores de fuego en el Garb al-Andalus”, *Actas do III Congresso de Arqueologia Peninsular. Vila Real de Trás-os-Montes, Setembro de 1999*, vol. VII: *Arqueologia da Idade Média da Península Ibérica*, Oporto, 2000, pp. 421-434. \nGómez Martínez, S., “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*,ed. S. Macias, Mértola, 2001, p. 130.","dynasty":"Período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["fogo; iluminação; vida quotidiana"],"materials":["Cerâmica comum moldada com pasta avermelhada compacta em torno rápido e cozida em atmosfera oxidante."]},"f4d8be9c-5207-5d6b-9a80-d65d6b7fa366":{"name":"Tigela.","description":"Tigela de bordo extrovertido com pequena aba horizontal, boca circular, corpo hemisférico e base convexa com pie anular vertical. O exterior foi revestido com um vidrado esbranquiçado quase transparente. O interior foi decorado com vidrado polícromo em branco, verde, manganés e amarelo, com um peculiar estilo figurativo esquemático. O motivo central consiste numa dinâmica cena de caça em que um galgo e uma ave (tal vez um falcão ou uma águia) atacam simultaneamente uma gazela. Esta leva na boca um elemento em forma de espiral que poderá ser uma serpente ou um ramo. No bordo encontramos um festão de arcos negros cheios com vidrado verde. \nO objecto foi reparado com gatos durante o seu período de uso. Encontramos também orifícios na base, que se destinavan, provavelmente, a pendurar o objecto na parede. Peça restaurada.","short_description":"Tigela onde se representa uma cena de caça em que um galgo e um falcão atacam uma gazela. Esta segura na boca um elemento em forma de espiral. A peça, datada da segunda metade do século V H./XI d.C. e com paralelos no Mediterrâneo Ocidental, terá sido importada da zona de Kairouan.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Segunda metade do século V AH / XI AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro máximo 39 cm; diâmetro de la base 13,6 cm; altura 13 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A datação na segunda metade do século V AH / XI AD foi estabelecida através de paralelos com peças de forma semelhante da Qal'a dos Banu Hammad (Argélia), Tunis y Kairouan (Tunísia), Denia e Cartagena (Espanha), e Pisa (Itália).","method_for_provenance":"A proveniência deste tipo de cerâmica encontra-se actualmente em debate. A abundância de peças com este estilo decorativo em Kairouan inclinou os investigadores a atribuir-lhes esta origem, mas as análises de pastas efectuadas em peças de Mértola e de Pisa contrariam tal hipótese e fazem supor uma possível procedência do sul da Península Ibérica.","provenance":"Kairouan (Tunísia).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., “La cerámica de verde y morado de Mértola”, *Arqueologia Medieval*, n.º 3, 1994, pp. 113-132. \nGómez Martínez, S., “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*,ed. S. Macias, Mértola, pp. 108-109. \nGómez Martínez, S., “Producciones cerámicas en la Mértola Islámica”, *Actes du VIIeme Congrès International sur la Céramique Médiévale en Méditerranée. Thessaloniki, 11-16 Octobre 1999*, Atenas, 2003, pp. 653-58. \nTorres, C., y Gómez, S., \"Le vert et brun au Portugal\", *Le Vert et le Brun de Kairouan à Avignon, céramiques du Xe au XVe siècle. Catalogue de la exposition*, Marseille, 1995, pp. 98-102. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 100.","dynasty":"Período das taifas","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; zoomorfo; comércio"],"materials":["Cerâmica vidrada fabricada com pasta amarelada pouco compacta, modelada em torno rápido, cozida em atmosfera oxidante e decorada em “verde e manganés”."]},"f68ad2e3-66ed-57d2-8adb-c0e1504537b3":{"name":"Tigela.","description":"Tigela de bordo extrovertido arredondado, boca circular, corpo semi-ovalado e base plana. Apresenta acabamento em vidrado monocromo de cor melada no exterior da peça, e vidrado polícromo em cor branca, verde e manganés no interior, onde se representa um motivo vegetal que consiste numa composição radial de oito flores de lótus triangulares rematadas por outros tantos lótus ovais. No bordo, encontramos uma composição quatripartida na qual alternam semi-círculos e motivos fitomórficos. Apresenta um defeito no fundo, produzido quando o vidrado se colou a outra peça no forno. Peça restaurada.","short_description":"Tigela vidrada (segunda metade do séc. X d.C.) onde se representa um motivo vegetal que consiste numa composição radial de oito flores de lótus triangulares rematadas por outros tantos lótus ovais. É provável que esta peça, com paralelos em Madinat al-Zahra, seja proveniente da região de Córdova.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Segunda metade do século X (339-390 AH / 950-1000 AD).","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro máximo 29 cm; diâmetro da base 17 cm; altura 6 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A datação, na segunda metade do século IV AH / X AD, foi estabelecida mediante paralelos com peças de idêntica forma encontradas em Madinat al-Zahra (Córdova, Espanha).","method_for_provenance":"A forma, tema ornamental e tipo de pasta assemelham-se muito às cerâmicas da zona de Córdova.","provenance":"Provavelmente Córdova (Espanha).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., “La cerámica de verde y morado de Mértola”, *Arqueologia Medieval*, n.º 3, 1994, p. 125. \nGómez Martínez, S., “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, ed. S. Macias, Mértola, 2001, p. 111. \nTorres, C., y Gómez, S., \"Le vert et brun au Portugal\", *Le Vert et le Brun de Kairouan à Avignon, céramiques du Xe au XVe siècle. Catalogue de la exposition*, Marseille, 1995, pp. 98-102. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 97.","dynasty":"Omeias do al-Andalus, período califal","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["decoração floral; louça de mesa"],"materials":["Cerâmica vidrada fabricada com pasta compacta de cor rosada, modelada em torno rápido, cozida en atmosfera oxidante e decorada em “verde e manganés”."]},"feee4da0-04af-5864-b229-a94005de718d":{"name":"Tigela.","description":"Tigela de bordo arredondado, boca circular, corpo hemisférico com carena baixa pouco marcada e base convexa com pie anular diagonal. O exterior está revestido com vidrado monocromo melado e o interior está decorado com a técnica da corda seca total, em que as cores branca, verde e melada do vidrado se encontram separadas por linhas de manganés. O tema decorativo é um grande florão criado a partir de uma composição geométrica radial que ocupa todo o espaço destinado à ornamentação e que poderia corresponder a uma flor de lótus vista de cima. Exemplos idênticos a esta peça foran encontrados em diversos portos do Mediterrâneo ocidental, concretamente na alcáçova de Málaga, em Cartagena, em Palma de Mallorca, em Pisa e em Ceuta. Peça restaurada.","short_description":"Tigela em corda seca total, cujo tema decorativo é um grande florão criado a partir de uma composição geométrica radial que ocupa todo o espaço destinado à ornamentação. O tema central representa uma flor de lótus vista de cima. Esta peça tem paralelos em vários pontos do Mediterrâneo Ocidental.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Siglo VI AH / XII AD.","location":"Mértola., Beja.","dimensions":"Diâmetro da boca 26 cm; diâmetro da base 10,5 cm; altura 8,5 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A sua datação no século VI AH / XII AD foi obtida mediante o estabelecimento de paralelos com peças de idêntica forma e técnica decorativa achadas em Málaga e Almeria (Espanha).","method_for_provenance":"A abundância deste tipo de cerâmica em Málaga e em Almeria (Espanha), onde se encontraram fornos que a fabricavam, levou os investigadores a atribuir a origem da sua produção a estas cidades.","provenance":"Almeria ou Málaga (España).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., *A cerâmica em corda seca de Mértola*, Mértola, 2002. \nTorres, C., “Um lote cerâmico da Mértola Islâmica*”*, *I Congreso de Arqueología Medieval Española. Huesca, 1985*, t. IV, Zaragoza, 1986, pp. 193-228. \nTorres, C. & Gómez, S., \"Le vert et brun au Portugal\", *Le Vert et le Brun de Kairouan à Avignon, céramiques du Xe au XVe siècle. Catalogue de la exposition*, Marseille, 1995, pp. 98-102. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 92.","dynasty":"Almorávida ou almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; corda seca; comércio"],"materials":["Cerâmica fabricada com pasta alaranjada semi-compacta, modelada em torno rápido, cozida em atmosfera oxidante e vidriada decorada com a técnica da corda seca total."]}}
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+ {"0945b287-7bd5-56a6-8465-7ea419eb7485":{"name":"Adorno de arqueta.","description":"Adorno de arqueta quadrangular, com base mais larga, com decoração fitomórfica: duas flores com pétalas esmaltadas a azul claro e verde acinzentado, rodeadas de esmalte branco e restantes espaços preenchidos a azul claro. Na base observam-se três incisões com vestígios de douramento. Esta tipologia de objectos servia como adornos de pequenas arquetas revestidas a placas de osso ou marfim.","short_description":"Adorno de arqueta quadrangular, com base mais larga, com decoração fitomórfica: duas flores com pétalas esmaltadas a azul claro e verde acinzentado, rodeadas de esmalte branco e restantes espaços preenchidos a azul claro (finais séc. V H. / XI d.C. – 1ª metade séc. VI H./ XII d.C.).","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Finais séc. V AH / XI AD – 1ª metade séc. VI / XII.","location":"Mértola.","dimensions":"Alt. 3,7 cm; larg. max. 2,7 cm e min. 2,1 cm; peso 11,9 gr.","method_for_datation":"Por paralelo com objectos da mesma tipologia recolhidos na Alcáçova de Mértola e noutros locais onde foram realizadas intervenções arqueológicas.","provenance":"Alcáçova de Mértola.","obtention":"Objecto recolhido por um habitante de Mértola na zona da Alcáçova e oferecido ao Museu de Mértola em 1991.","bibliography":"*Guia do Museu. Museu de Mértola – Arte Islâmica*, Mértola, 2003, p. 36. \n \nMacias, S. e TORRES, C. *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, Mértola, 2001, p. 176.","dynasty":"Almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Lígia Rafael","keywords":["arqueta; Mértola; almohades; cobre esmaltado; decoração vegetal"],"materials":["Cobre esmaltado com tonalidades branca, azul e verde acinzentado. Na parte mais larga (base) observam-se três incisões com vestígios de douramento."]},"0b2e5db9-7b0b-58f7-bda2-af3bd45e294c":{"name":"Lápide funerária.","description":"Fragmento superior de uma lápide rectangular, com moldura lisa, em que se inscreve um arco “simbólico” ligeiramente apontado, em relevo. No interior do arco e entre este e a moldura, corre a epígrafe num pseudo cúfico arcaizante que, juntamente com características estilísticas, pode indiciar a sua utilização na comunidade muçulmana já em plena época cristã. Eis o texto: “Eterno é Deus. Tem compaixão conforme a tua mercê, ó tu que tudo dominas, e olha \\[com misericórdia\\] para o sítio para onde fui mandado. \\* \\[…\\]”. \n \nEsta lápide foi encontrada numa casa de campo em Frielas, arredores de Lisboa, nos finais do século XIX.","short_description":"Descoberta em Frielas, nos arredores de Lisboa, esta lápide é uma das mais conhecidas e reproduzidas da colecção epigráfica do Museu Nacional de Arqueologia. É proveniente de um cemitério islâmico e refere-se a um membro da comunidade muçulmana que permaneceu em Lisboa após a reconquista.","holder":"Museu Nacional de Arqueologia.","dates":"Séc. VII AH / XIII AD.","location":"Lisboa.","dimensions":"Alt. 33 cm; larg. 55 cm; prof. 11 cm.","method_for_datation":"A forma de alguns caracteres e a utilização frequente de diacríticos, aliadas à depurada estilização do arco, conduzem a uma datação do final do século VII AH / XIII AD.","method_for_provenance":"Segundo notícia de 1896 do arabista David Lopes (ver bibliografia), esta lápide foi encontrada numa casa de campo de Castanheira das Neves, em Frielas, arredores de Lisboa.","provenance":"Frielas (Lisboa).","bibliography":"Barros, M. F. L. “Inscrição funerária árabe”, *XVII Exposição Europeia de Arte Ciência e Cultura. Madre de Deus*, Catálogo, Lisboa, 1983, pp. 116-117. \n \nBorges, A. G. M. e Sidarus, A., “Lápide funerária”, *Portugal Islâmico*, Lisboa, 1999, 251. \n \nLabarta, A. e Barceló, C., “Inscripciones árabes Portuguesas: situación actual”, *Al-Qantara*, 8, 1987, p. 408. \n \nLopes, D., “Cousas arábico-portuguesas”, *O Archeologo Português,* 2, Lisboa, 1896, p. 207. \n \nNykl, A. R., “Arabic Inscriptions in Portugal”, *Ars Islamica*, 11-12, 1946, pp. 178-179.","dynasty":"Da comunidade moura já após a conquista cristã de Lisboa em 541 AH / 1147 AD","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Artur Goulart de Melo Borges","keywords":["lápide funerária; Lisboa; conquista cristã; calcário esculpido; estela funerária; inscrição funerária"],"materials":["Calcário esculpido."]},"0f35b172-0d2a-596c-a8b4-04b40be2b1e8":{"name":"Placas de arqueta.","description":"Placas em osso que serviram de revestimento a uma pequena arca. Da arca, que seria provavelmente em madeira, não nos chegaram quaisquer vestígios. Os dois conjuntos de placas apresentam uma decoração idêntica, finamente pintada e de grande simplicidade. \n \nParece-nos, por comparação com outras peças conhecidas, um dos exemplares de decoração mais sóbria (podemos mesmo falar de um certo primitivismo), no contexto dos marfins e ossos islâmicos do Mediterrâneo Ocidental. \n \nA figuração é simples: a peça é marcada pela presença central de uma rosácea de laçaria ladeada por duas figuras humanas (numa das faces é apenas visível uma delas). Os círculos das rosáceas eram desenhados a compasso, sendo depois as figuras esboçadas a tinta da china ou com traços de manganés com um pincel, preenchendo-se o resto com pigmentos. \n \nOs antropomorfos são representados em duas dimensões, sem qualquer modelação de luz e sombra, e de forma esquemática: os olhos são dois pequenos círculos, cuja direcção em que olham é dada pela posição relativa da íris face às sobrancelhas. A boca é simbolizada por um único e fino traço. \n \nAs figuras da peça de Moura parecem envergar roupagens largas, de tradição oriental - possivelmente o *kaftan*, longa túnica de seda, veludo ou cetim que se prolongava até aos joelhos ou aos tornozelos, de longas mangas e aberta à frente. A tipologia das figurinhas, de grossas sobrancelhas arqueadas e longo nariz, aponta também para o arquétipo representativo dos homens do Próximo Oriente. \n \nNos extremos da composição figuram dois conjuntos fitomórficos, que parecem tentar uma representação realista, presente em toda a arte islâmica ocidental e cujo uso generalizado atingiu uma certa convencionalidade que facilita a sua identificação. Longos e flexíveis caules rematados por formas globulares combinam-se, em registos sobrepostos, com flores de lótus envolvidas por palmetas digitadas.","short_description":"Placas em osso datáveis da fase final da presença islâmica (596-629 AH / 1200-1232 AD). Pensa-se que tenham servido para revestir uma pequena arca em madeira. Os diferentes elementos (humanos, vegetais e geométricos) sugerem um fabrico peninsular, não sendo estranhas ao autor influências orientais.","holder":"Museu Municipal de Moura.","owner":"Câmara Municipal de Moura.","dates":"596-629 AH / 1200-1232 AD.","location":"Moura.","dimensions":"Alt. 6,2 cm; Larg. 12,8 cm.","method_for_datation":"A atribuição de uma cronologia foi realizada através do estudo comparativo desta peça com exemplares semelhantes oriundos de Espanha, com datações propostas para os séculos VII-VIII AH / XIII-XIV AD. A presença dos elementos antropomorfos (praticamente idênticos aos das peças esgrafitadas de Murcia, da primeira metade do séc. VII AH / XIII AD), e a própria data da reconquista de Moura permitem-nos propôr os inícios do séc. VII AH / XIII AD como datação plausível para o fabrico desta peça.","method_for_provenance":"Encontradas *in situ*.","provenance":"O local de fabrico destas placas, encontradas no castelo de Moura, pode ter sido a região de Granada.","obtention":"Escavações arqueológicas no castelo de Moura (1980 ou 1981).","bibliography":"AAVV*, Portugal Islâmico. Os últimos sinais do Mediterrâneo*, Lisboa, 1998, p. 103. \n \nMacias, S., “A arqueta pintada de época islâmica do Museu de Moura”, *Actas das V Jornadas Arqueológicas (Lisboa, 1993)*, 2º vol., Lisboa, 1994, pp. 295-298. \n \nMacias, S.,e Torres, C.*, O legado islâmico em Portugal*, Lisboa, 1998, p. 168.","dynasty":"Fase final do período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Santiago Macias","keywords":["arqueta; osso; Moura; almóadas"],"materials":["Placas em osso pintadas."]},"170c8cf5-b614-5435-ab40-7ff0326cc97f":{"name":"Frasco.","description":"Pequeno frasco de vidro dourado e translúcido com tons castanhos esverdeados. A sua forma esférica e achatada no corpo, o seu gargalo alto troncocónico e o seu fundo em ângulo concâvo, dão-lhe uma estabilidade e coerência formal de grande qualidade. Assim, à fragilidade do material associa-se a solidez da forma. \n \nA requintada decoração do bojo é feita com motivos ovalados que se adensam na parte superior, de onde se eleva o gargalo. \n \nPela sua forma e decoração refinada foi certamente utilizado para conter perfume. \n \nFoi encontrado com outras peças sumptuárias no interior de uma canalização, onde se pressupõe ter sido escondido no final da administração muçulmana da cidade, período muito conturbado propício a que se escondam objectos valiosos. Este facto terá permitido que se mantivesse intacto ao longo dos séculos. \n \nNo contexto da arqueologia islâmica em Portugal esta peça tem características únicas.","short_description":"Pequeno frasco de vidro dourado com tons castanhos esverdeados. A sua forma e decoração levam a crer que tenha sido utilizado para guardar perfume. Foi encontrado, com outras peças sumptuárias almóadas, numa canalização, onde terá sido ocultado pouco antes da conquista da cidade pelos cristãos.","holder":"Museu Municipal de Arqueologia de Silves.","owner":"Câmara Municipal de Silves.","dates":"Segunda metade séc. VI AH / XII AD - Primeira metade séc. VII / XIII.","location":"Silves.","dimensions":"Alt. 13 cm; diâmetro máximo do bojo 6,9 cm.","method_for_datation":"Por métodos comparativos com obras da mesma época e idênticas.","method_for_provenance":"Escavação decorrida no Castelo de Silves dirigida por Rosa Varela Gomes, com o nº de inventário de escavação Q 20/C2-7.","provenance":"Castelo de Silves.","obtention":"Depositado após escavação decorrida na década de noventa do séc. XX.","bibliography":"AAVV, *Portugal Islâmico: os últimos sinais do Mediterrâneo,* Lisboa, 1998, p. 189. \n \nGomes, R. V. *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 76.","dynasty":"Almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["frasco; Silves; almóadas; vidro dourado; comércio"],"materials":["Vidro dourado. Técnica de molde."]},"42311da9-1496-5d35-a0ea-56b7ce7ff0f7":{"name":"Talha.","description":"Talha de bordo envasado com lábio quadrangular, boca circular, colo troncocónico invertido, corpo globular com duas asas de aleta com apêndice superior no ombro e base convexa. Encontra-se coberta de vidrado verde no colo e no corpo, e profusamente ornamentada com cordões digitados e marcados com a unha, e com símbolos profiláticos estampilhados de carácter vegetal (rosetas e palmetas), caligráfico e arquitectónico (arcos de ferradura e trilobulados). Peça restaurada.","short_description":"Talha do período almóada, destinada a conservar água. A preocupação em proteger o conteúdo da talha manifesta-se pela profusão de símbolos profilácticos estampilhados. Reconhecem-se motivos de carácter vegetal (rosetas e palmetas), caligráfico e arquitectónico (arcos em ferradura e trilobulados).","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Segunda metade do século VI AH / XII AD ou primeiras décadas do século VII AH / XIII AD.","location":"Mértola.","dimensions":"Diâmetro da boca 28 cm; largura 59 cm; altura 70,5 cm.","method_for_datation":"Foi datado na época almóada por razões estratigráficas, já que foi encontrado nos níveis de abandono de uma das casas da alcáçova abandonadas após a conquista de Mértola pelos cristãos em 635-636 AH / 1238 AD. Esta datação é corroborada pelos paralelos decorativos com um bocal de poço de Tetouan, datado por uma inscrição em 585 AH / 1190 AD.","method_for_provenance":"Encontraram-se em Mértola estampilhas utilizadas para decorar este tipo de talhas.","provenance":"Mértola.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, ed. S. Macias, Mértola, p. 163. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 150.","dynasty":"Período almoáda","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; água; vida quotidiana; símbolos profiláticos"],"materials":["Cerâmica fabricada com pasta amarelada/acinzentada compacta, e levantada utilizando uma técnica mista de rolinhos na sua parte inferior e com torno na parte superior. Apresenta decoração estampilhada e vidrado parcial."]},"5319542a-7b08-534a-801f-e2b18cb78aef":{"name":"Taça hemisférica.","description":"Fragmento correspondendo a porção do corpo com parte de bordo e fundo completo. O bordo tem o lábio de secção semi-circular e assenta em pé alto e anelar. Pasta de cor beje rosada. Ambas as superfícies apresentam esmalte aderente de cor branca com algum brilho. A superfície interior oferece um motivo em estrela, pintado de cor verde, com oito raios equidistantes entre si e dispostos a partir do centro. \n \nEsta taça hemisférica achatada mostra-nos, pela qualidade e finura da sua pasta, o ambiente de requinte e os usos domésticos da Silves de então.","short_description":"Taça hemisférica do período almóada. Apresenta uma decoração em estrela, pintada a verde, com oito raios equidistantes entre si e dispostos a partir do centro. A qualidade e finura desta peça sugerem o ambiente de requinte e os usos domésticos da cidade de Silves durante aquele período.","holder":"Museu Municipal de Arqueologia de Silves.","owner":"Câmara Municipal de Silves.","dates":"Séc. VI-VII AH / Séc. XII-XIII AD.","location":"Silves.","dimensions":"Alt. 6,4 cm; diâmetro do bordo 22,6 cm; diâmetro do pé 7,6 cm.","method_for_datation":"Por contexto arqueológico, estratigrafia e tipologia.","method_for_provenance":"Escavação decorrida no Castelo de Silves dirigida por Rosa Varela Gomes, com o nº de inventário Cast. Q 110/C3-3.","provenance":"Castelo de Silves.","obtention":"Depositado após escavação decorrida na década de oitenta do séc. XX.","bibliography":"Gomes, R. V. *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 62. \n \nGomes, R. V. *Silves (Xelb) – Uma Cidade do Gharb Al-Andalus – Arqueologia e História (séculos VIII- XIII),* Lisboa, 1999. \n \nGomes, R. V. “Silves (Xelb): Uma Cidade do Gharb Al-Andalus: A Alcáçova”, *Cadernos do IPA*, Lisboa, 2004, p. 402.","dynasty":"Almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["taça; Silves; almóadas; cerâmica esmaltada; vidrado"],"materials":["Cerâmica esmaltada e vidrada com decoração estrelada."]},"5fc4c91c-9fc3-5456-98a6-0dd4aa412e7f":{"name":"Jarro aguamanil.","description":"Fragmento de jarro aguamanil de bordo exvasado curvo, boca circular e colo troncocónico invertido com moldura central, da que parte uma asa vertical de secção oval em direcção ao corpo. Este é globular e do seu ombro sai un bico tubular zoomórfico. No conjunto a peça se assemelha-se a um animal de pescoço estreito e comprido como um camelo ou um dromedário, cuja bossa seria o gargalo do utensílio. A ornamentação foi feita com traços finos de carácter fitomórfico pintados a branco sobre fundo avermelhado.","short_description":"Bico e gargalo de jarro aguamanil. A forma evoca um animal um animal de pescoço estreito e comprido como um camelo ou um dromedário, cuja bossa seria o gargalo do utensílio. A ornamentação foi feita com traços finos de carácter fitomórfico pintados a branco sobre o fundo avermelhado da peça.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Finais do século V AH / XI AD – inícios do século VI AH / XII AD.","location":"Mértola.","dimensions":"Largura 19 cm; altura 22,5 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A datação no século VI AH / XII AD foi obtida mediante o estabelecimento de paralelos com decorações semelhantes do ocidente do al-Andalus.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S. “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, ed. S. Macias, Mértola, 2001, p. 110. \nTorres, C., y Macias, S. 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A frase não está acompanhada por motivos secundários. Trata-se de uma das peças de corda seca parcial mais antigas das que se conservam em Mértola e o seu estilo ornamental e caligráfico distingue-se bastante das peças datáveis do século XII. Peça restaurada.","short_description":"Taça em corda seca parcial com inscrição cúfica: *baraka kamila \\[wani\\]ma sa\\[mila\\]* (“bendição completa e felicidade total”). O texto sugere a necessidade de proteger o conteúdo desta peça de mesa encontrada no castelo de Mértola (segunda metade do séc. V H./XI d.C. ou inícios do séc. VI H./XII d.C.).","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Segunda metade do século V AH / XI AD ou inícios do século VI AH / XII AD.","location":"Mértola.","dimensions":"Diâmetro da boca 9,1 cm; diâmetro da base 5,3 cm; largura 13 cm; altura 10,2 cm.","method_for_datation":"Foi datada por razões estratigráficas entre o final do período das taifas e a época almorávida.","method_for_provenance":"Trata-se de um tipo de cerâmica fabricada em várias regiões do al-Andalus, mas cuja produção ainda não se constatou no ocidente da Península Ibérica.","provenance":"Al-Andalus.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola no Castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., *A cerâmica em corda seca de Mértola*, Mértola, 2002. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 100.","dynasty":"Período das taifas / almorávida","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; corda seca"],"materials":["Cerâmica fabricada com pasta amarelada pouco compacta em torno rápido, cozida em atmosfera oxidante e decorada com a técnica da corda seca parcial."]},"6ad7e7f5-5b8d-5bfc-afb9-c3c90a19d9a8":{"name":"Jarra.","description":"Jarra de bordo vertical biselado, boca circular, colo cilíndrico, corpo globular, com duas asas em fita estriadas com apêndice superior em forma de pináculo que unem o colo e o corpo da vasilha, e base convexa com pé anular diagonal. Conserva o arranque de um filtro situado entre o colo e o corpo. O exterior está decorado com a técnica da corda seca parcial, na qual apenas algumas partes do desenho são preenchidas com vidrado verde ou melado esverdeado e outras com ponteado. A decoração organiza-se em seis bandas horizontais sucessivas, com motivos vegetais, ondulados e caligráficos. No bordo encontramos uma estrecha sanefa de palmetas esquemáticas. A maior parte do colo é ocupada por uma banda larga com grandes flores de lótus, aparecendo debaixo dela um friso de motivos dentados. No ombro surge uma cartela caligráfica onde se repete várias vezes em cúfico florido a palavra *baraka* e, no corpo, uma banda de medalhões fitomórficos. Por último, encontramos junto à base um friso de palmetas. Peça restaurada.","short_description":"Jarra em corda seca parcial, do período almorávida ou almóada. A decoração organiza-se em seis bandas horizontais sucessivas, com motivos vegetais, ondulados e caligráficos. Destacam-se motivos como a flor de lótus e a banda epigráfica em cúfico florido onde se lê *baraka*.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Siglo VI AH / XII AD.","location":"Mértola.","dimensions":"Diâmetro da boca 17,8 cm; diâmetro da base 13,4 cm; largura 32 cm; altura 34,8 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A sua datação no século VI AH / XII AD foi obtida mediante o estabelecimento de paralelos com peças de idênticas forma, técnica e temática decorativa, achadas em Málaga e Almeria (Espanha).","method_for_provenance":"A abundância deste tipo de cerâmica em Málaga e em Almeria (Espanha), onde se encontraram fornos que fabricavam este tipo de peças, levou os investigadores a atribuir a origem da sua produção a estas cidades.","provenance":"Almeria ou Málaga (España).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., *A cerâmica em corda seca de Mértola*, Mértola, 2002. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 89.","dynasty":"Almorávida ou almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; corda seca; comércio"],"materials":["Cerâmica fabricada com pasta rosada porosa, modelada em torno rápido, cozida em atmosfera oxidante e decorada com a técnica da corda seca parcial."]},"758017b1-e777-564d-bac6-2f8e62ea8bad":{"name":"Tigela.","description":"Peça aberta com corpo de forma circular assente em fundo plano. Tem um bordo de secção semicircular demarcado e ligeiramente introvertido. \n \nCerâmica de pasta muito clara, quase branca com decoração de cor acastanhada, quase sépia. As superfícies têm aguadas da mesma cor da pasta. \n \nA decoração centra-se no interior da peça com motivo em estrela ou flor que emana de um largo círculo com interior decorado com barra geométrica. Como bordadura deste círculo, pormenores constituídos por pequenos semicírculos, com ponto no centro, intercalando com séries de três raios que apontam para fora e se repetem dezassete vezes. \n \nTambém no bordo da taça foi feita decoração listada da mesma cor, em sete conjuntos de pequenos traços de assinalável subtileza. \n \nEste tipo de decoração é frequente no interior de peças congéneres mas também nas paredes exteriores de púcaros. Foi observada decoração muito próxima em cerâmicas de Vilamoura (Loulé, Algarve) e em cerâmica exumada no Castelo de Silves. \n \nNos trabalhos arqueológicos decorridos em Silves, este tipo de ornamentação não foi encontrada em peças de níveis arqueológicos posteriores ao século X. \n \nPoderá tratar-se de peça de produção autóctone.","short_description":"Chama a atenção nesta tigela a elegância do motivo geométrico que ocupa o seu interior. O centro é pontuado por uma estrela ou flor que emana de um círculo decorado no interior com barra geométrica. O conjunto remete para padrões tradicionais na região e que são característicos da arte autóctone.","holder":"Museu Municipal de Arqueologia de Silves.","owner":"Câmara Municipal de Silves.","dates":"Séc. II-III AH / VIII-IX AD.","location":"Silves.","dimensions":"Alt. 4,5 cm; diâmetro do bordo 23,6 cm; diâmetro do fundo 16 cm.","method_for_datation":"Por contexto arqueológico, estratigrafia e tipologia. A data atribuída (Séc. VIII/IX) é questionada por Cláudio Torres, Campo Arqueológico de Mértola, que afirma tratar-se provavelmente de peça mais tardia, comparativamente com outras provenientes do Gharb al-ândalus.","method_for_provenance":"Escavação decorrida no pátio anexo ao Poço-Cisterna em Silves dirigida por Mário e Rosa Varela Gomes, com o nº de inventário de escavação Q 41/C3-silo 1.","provenance":"Pátio anexo ao Poço-Cisterna (hoje Museu Municipal de Arqueologia de Silves), Silves.","obtention":"Depositado após escavação decorrida na década de oitenta do séc. XX.","bibliography":"AAVV, *Portugal Islâmico: os últimos sinais do Mediterrâneo,* Lisboa, 1998, p. 162-163. \n \nGomes, R. V. *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 54. \n \nGomes, R. V. *Silves (Xelb) – Uma Cidade do Gharb Al-Andalus – Arqueologia e História (séculos VIII- XIII),* Lisboa, 1999. \n \nGomes, R. V. “Silves (Xelb): Uma cidade do Gharb Al-Andalus: A Alcáçova”, *Cadernos do IPA*, número?, Lisboa, 2004.","dynasty":"Omíada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["tigela; Silves; omíadas; cerâmica; decoração floral; comércio"],"materials":["Cerâmica de torno rápido com decoração estelar."]},"8c32bee4-0f68-56fc-9da8-59caa6e72f6d":{"name":"Taça/Tigela","description":"Recipiente aberto, com corpo de forma hemisférica. Tem bordo semicircular, ligeiramente extrovertido. Pé em anel, pasta de cor clara. As superfícies são esmaltadas com decoração polícroma. Ao centro tem uma ingénua e amadora representação de bolbo de lótus que simboliza a eternidade da vida. Este tipo de peça, pela sua forma, especialmente o pé anelar, indica a produção ibérica que reproduz tipologia oriental. Além do fundo decorado também o bordo da peça apresenta motivo decorativo ondulado interrompido três vezes.","short_description":"Taça fabricada na Península Ibérica com base em modelos orientais. Esta peça do século IV H. / X d.C apresenta no centro uma representação bastante ingénua de um bolbo de lótus, símbolo da eternidade da vida.","holder":"Museu Municipal de Arqueologia de Silves.","owner":"Câmara Municipal de Silves.","dates":"Séc. IV AH / Séc. X AD.","location":"Silves.","dimensions":"Alt. 4 cm; diâmetro do bordo 15,6 cm; diâmetro do fundo 6,8 cm.","method_for_datation":"Por contexto arqueológico e tipologia semelhante.","method_for_provenance":"Escavação decorrida em Silves no Pátio anexo ao Poço-Cisterna, dirigida por Mário Varela Gomes, com o nº de inventário Silves 3, Q37 – C3.","provenance":"Pátio anexo ao Poço-Cisterna (hoje Museu Municipal de Arqueologia de Silves), Silves .","obtention":"Depositado após a escavação decorrida na década de oitenta do séc. XX.","bibliography":"AAVV, *Portugal Islâmico: os últimos sinais do Mediterrâneo,* 1998, p.98. \n \nGomes, R. V. *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 57. \n \nGomes, R. V. *Silves (Xelb) – Uma Cidade do Gharb Al-Andalus – Arqueologia e História (séculos VIII- XIII),* Lisboa, 1999. \n \nGomes, R. V. “Silves (Xelb): Uma cidade do Gharb Al-Andalus: A Alcaçova”, *Cadernos do IPA*, Lisboa, 2004, p. 402.","dynasty":"Omíada, califal","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["taça; tigela; Silves; omíadas de Córdova; decoração polícroma; decoração floral"],"materials":["Cerâmica com decoração polícroma."]},"8d436c70-8d15-5b93-b5b5-044a974ad60d":{"name":"Panela.","description":"Panela de bordo vertical recto com lábio plano e rebordo exterior, boca circular, colo cilíndrico, corpo troncocónico com carena pronunciada situada junto à base. Possui duas asas de fita com uma nervura central e base convexa. Apresenta incisões decorativas horizontais no bordo, no colo y cuerpo, e marcas de fogo que indicam o seu uso culinário. Peça restaurada.","short_description":"Peça de uso culinário, de grande simplicidade formal e marcado despojamento decorativo. Este tipo de panela foi encontrado num forno almóada escavado en Mértola e aparece quase exclusivamente nesta região, razões que permitem identificá-la como uma produção local.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Primeiras décadas do VII AH / primeras décadas do XIII AD.","location":"Mértola.","dimensions":"Diâmetro do borde 23,5 cm; diâmetro da base 19 cm; comprimento 35 cm; altura 21,5 cm.","method_for_datation":"Foi datado na época almóada por razões estratigráficas, já que foi encontrado nos níveis de abandono de uma das casas da alcáçova abandonadas após a conquista de Mértola pelos cristãos em 635-636 AH / 1238 AD.","method_for_provenance":"Este tipo de panela foi encontrado num forno almóada escavado en Mértola e aparece quase exclusivamente nesta región, razões que nos permiten identificá-lo como uma produção local.","provenance":"Mértola.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S. “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, ed. S. Macias, Mértola, 2001, pp. 107-167. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 155.","dynasty":"Período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["vida quotidiana; cozinha; alimentação"],"materials":["Cerâmica comum moldada com pasta avermelhada em torno rápido e cozida em atmosfera oxidante."]},"8e2d8258-5733-5cff-a71b-a0329ecb34b2":{"name":"Fogareiro.","description":"Fogareiro composto por uma câmara superior ou câmara de fogo, uma grade e uma câmara inferior ou cinzeiro. A câmara superior apresenta bordo vertical com uma moldura onde se encaixava outro objecto, boca circular, corpo cilíndrico com carena alta, orificios para arejar o lume e duas asas verticais com apêndice cónico superior. A grade é convexa com orificios circulares que comunicam a câmara superior com o cinzeiro, que é quase cilíndrico com uma abertura ovalada e base plana. Está ornamentado con um cordão na carena, três linhas incisas onduladas paralelas e pintura branca sobre fundo avermelhado com traços ondulados verticais e horizontais entrecruzados. A peça apresenta abundantes marcas de fogo deixadas pelo seu uso como fogareiro ou pequeno forno portátil para cozinhar ou aquecer ambientes. Peça restaurada.","short_description":"Utensílio de cozinha do período almóada (primeiras décadas do século VII AH/ XIII AD), de provável fabrico local. O fogareiro é composto por uma câmara superior ou câmara de fogo, por uma grade e por uma câmara inferior ou cinzeiro. Trata-se de um tipo de peça usado até aos nossos dias nesta região.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Primeiras décadas do VII AH / primeras décadas do XIII AD.","location":"Mértola.","dimensions":"Diâmetro da boca 29,2 cm; diâmetro da base 15,6 cm; comprimento 33,5 cm; altura 22,2 cm.","method_for_datation":"Foi datado na época almóada por razões estratigráficas, já que foi encontrado nos níveis de abandono de uma das casas da alcáçova abandonadas após a conquista de Mértola pelos cristãos em 635-636 AH / 1238 AD.","method_for_provenance":"Este tipo de objectos é comercializado localmente. Trata-se, além disso, de uma forma muito frequente na região, com características técnicas e formais típicas das produções de Mértola.","provenance":"Mértola.","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., \"La cerámica decorada islámica de Mértola\", *VI Colloque International sur la Céramique Médiévale en Méditerranée, Aix-en-Provence, 1995*, Aix-en-Provence, 1997, pp. 311-325. \nGómez Martínez, S., “Contenedores de fuego en el Garb al-Andalus”, *Actas do III Congresso de Arqueologia Peninsular. Vila Real de Trás-os-Montes, Setembro de 1999*, vol. VII: *Arqueologia da Idade Média da Península Ibérica*, Oporto, 2000, pp. 421-434. \nGómez Martínez, S. “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*,ed. S. Macias, Mértola, 2001, pp. 107-167. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 155.","dynasty":"Período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["fogo; vida quotidiana"],"materials":["Cerâmica comum de pasta avermelhada semi-compacta, modelada em torno rápido, e cozida em atmosfera que alternou a oxidação e a redução."]},"9550bb5f-dcd9-54bc-a521-b59609c24581":{"name":"Vaso de Tavira.","description":"Trata-se de um recipiente de barro vermelho depositado no museu de Tavira. \n \nAs paredes, levemente inclinadas para o exterior, engrossam no topo formando um canal invisível que permitia a passagem de água, previamente introduzida numa espécie de gargalo-funil que se destaca claramente do conjunto. A água, depois de percorrer a tubagem seria, por sua vez, lançada para o interior do vaso por 8 das 14 figurinhas erguidas sobre o bordo. \n \nDois cavaleiros armados, acompanhados por um besteiro apeado, enquadram uma mulher também a cavalo. Seguem-se dois músicos que fariam parte de um quarteto, hoje incompleto. A este conjunto de personagens sucediam-se cinco animais, dos quais restam quatro: um bovídeo; uma corça ou gazela; um camelo e ainda um leão. Um bando de pombas pousa no gargalo-funil. \n \nÉ uma peça extraordinária de arte popular representando certamente o rapto cerimonial que antecede uma cerimónia de casamento em que os animais pretendem ser uma alegoria de bons augúrios para os noivos. A água lançada pelas 8 gárgulas teria por objectivo regar um arbusto plantado no interior do vaso e que poderia ser um mangericão, relacionado nas tradições ibéricas e mediterrâneas, ao culto do amor.","short_description":"Vaso de arte popular (almorávida) representando o rapto cerimonial que antecede uma cerimónia de casamento. As figuras humanas (mulher, besteiro, cavaleiros, músicos) são acompanhadas por animais, que pretendem ser uma alegoria de bons augúrios para os noivos. Uma planta ocuparia o interior do vaso.","holder":"Museu Municipal de Tavira.","dates":"Finais do século V ou inícios do século VI AH / finais séc. XI-inícios séc. XII AD.","location":"Tavira.","dimensions":"Alt. 36 cm, larg. 42 cm.","method_for_datation":"Por referencias estratigráficas e comparação tipológica de artefactos associados.","method_for_provenance":"Recolhido em escavações arqueológicas dirigidas por Maria e Manuel Maia, junto da Porta de D. Manuel em Tavira.","provenance":"Tavira.","obtention":"Depositado no Museu após escavações arqueológicas.","bibliography":"Maia, M., “O vaso de Tavira e o seu contexto”, *Actas do Colóquio Internacional sobre Portugal, Espanha e Marrocos. O Mediterrâneo e o Atlântico*, Faro, 2004, pp. 143-166. \n \nTorres, C., *O vaso de Tavira*, Mértola, 2004.","dynasty":"Almorávida","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Cláudio Torres","keywords":["vaso; Tavira; cerâmica vermelha; cozedura oxidante; torno; modelado; arte popular; cerimónia de casamento"],"materials":["Cerâmica em cozedura oxidante, fabricado ao torno e modelado."]},"b8c52c07-1db7-5b7e-a968-695ff14489a0":{"name":"Tigela.","description":"Tigela de bordo vertical arredondado, boca circular, corpo troncocónico invertido com carena baixa e base com pé anular diagonal. Coberto com vidrado monocromo melado no exterior e decorado em corda seca total com cores branca, verde e melada separadas por traços de manganés. O tema central é a palavra “baraka” escrita com caracteres cúficos, rodeada por um friso de palmetas que percorre o bordo da peça. Peça restaurada.","short_description":"Tigela em corda seca total do período almorávida ou almóada. O tema central é a palavra “baraka” escrita com caracteres cúficos, rodeada por um friso de palmetas que percorre o bordo da peça. Esta peça tem paralelos em vários pontos do Mediterrâneo Ocidental.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Siglo VI AH / XII AD.","location":"Mértola.","dimensions":"Diâmetro da boca 25 cm; diâmetro da base 10,3 cm; altura 8 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A sua datação no século VI AH / XII AD foi obtida mediante o estabelecimento de paralelos com peças de idêntica forma e técnica decorativa achadas em Málaga e Almeria (Espanha).","method_for_provenance":"A abundância deste tipo de cerâmica em Málaga, onde encontramos uma caligrafia muito parecida, e em Almeria (Espanha), onde se encontraram fornos que fabricavam peças com esta decoração, levou os investigadores a atribuir a origem da sua produção a estas cidades.","provenance":"Almeria ou Málaga (Espanha).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., *A cerâmica em corda seca de Mértola*, Mértola, 2002. \nTorres, C., y Gómez, S., \"Le vert et brun au Portugal\", *Le Vert et le Brun de Kairouan à Avignon, céramiques du Xe au XVe siècle. Catalogue de la exposition*, Marseille, 1995, pp. 98-102. \nTorres, C., “Um lote cerâmico da Mértola Islâmica*”, I Congreso de Arqueología Medieval Española. Huesca, 1985*, t. IV, Zaragoza, 1986, pp. 193-228. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 93.","dynasty":"Almorávida ou almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; corda seca; comércio"],"materials":["Cerâmica vidrada fabricada com pasta amarela pouco compacta, modelada em torno rápido, cozida em ambiente oxidante e decorada con a técnica da corda seca total."]},"c54044a4-ab1f-5f49-9976-d677360bd140":{"name":"Torres de roca (cinco exemplares).","description":"Conjunto de torres de roca de osso trabalhado, com secção horizontal superior circular e secção inferior circular ou quadrangular. Estes exemplares apresentam diversos tipos de acabamento que vão desde o simples polimento da superfície até às elaboradas decorações incisas formando linhas paralelas isoladas ou agrupadas em registos, círculos com furo central orientados em linhas ou em conjuntos e semicírculos concêntricos que se interceptam. Estes objectos correspondem às torres de roca, parte mais decorada das rocas, utensílios importantíssimos na actividade da fiação artesanal.","short_description":"Conjunto de torres de roca, parte mais decorada das rocas, utensílios indispensáveis na fiação artesanal. Estes exemplares recolhidos no castelo de Mértola apresentam decorações simples incisas formando linhas paralelas isoladas ou em conjuntos e semicírculos concêntricos que se interceptam.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Final do séc. V AH / XI AD – 1ª metade do século VI / XII.","location":"Mértola.","dimensions":"OS/TR/003: Larg. max. 2,4 cm; alt. 7,4 cm; OS/TR/037: Larg. max. 2,1 cm; alt. 6,1 cm; peso 29,4 gr.; OS/TR/042: Diâm. max. 2,4 cm; alt. 7,9 cm; peso 33,4 gr.; OS/TR/046: Larg. max. 2,6 cm; alt. 6,5 cm; diâm. max. 1,9 cm; peso 29,4 gr.; OS/TR/057: Larg. ma","method_for_datation":"Através da estratigrafia definida nas diferentes intervenções arqueológicas desenvolvidas na Encosta e Alcáçova do Castelo de Mértola e por paralelo com outros materiais recolhidos nos mesmos níveis de escavação e com outros objectos da mesma tipologia.","provenance":"Encosta e Alcáçova do Castelo de Mértola.","obtention":"Através de intervenções arqueológicas, dirigidas pelo Campo Arqueológico de Mértola, realizadas na Encosta do Castelo em 1986 e na Alcáçova de Mértola em 1978, 1992 e 1996.","bibliography":"*Guia do Museu. Museu de Mértola – Arte Islâmica*, Mértola, 2003, p. 4.Macias, S., *Mértola Islâmica. Estudo histórico-arqueológico do bairro da Alcáçova (Sécs. XII/XIII)*, Mértola, 1996, p. 89. \n \nMacias, S. e Torres, C. *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, Mértola,2001, p. 171. \n \nMacias, S. e Torres, C. (Coords.), *Portugal Islâmico. Os últimos sinais do Mediterrâneo*, Lisboa, 1998, p. 170. \n \nTorres, C. e Silva, L. A. da, *Mértola Vila Museu*, Mértola, 1989, p. 56.","dynasty":"Almorávida","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Lígia Rafael","keywords":["torres de roca; Mértola; almoravides; decoração geométrica; arte popular; mobiliário; fiação; lã; têxtil; esculpidos"],"materials":["Osso de animal. Talhadas no osso com decoração incisa de tipo geométrico."]},"d39f33c7-ab99-570d-9745-2ca9481fd5e0":{"name":"Pia de abluções.","description":"Pia de abluções, oitavada. Interior escavado, com bordo moldurado superior e externamente. Apresenta uma perfuração, posterior. A base está truncada, estando em falta um pedúnculo ou pé. A moldura exterior apresenta decoração de pequenos elementos geométricos (losangos, quadrados e círculos) insculturados. O bordo superior apresenta a todo o perímetro uma inscrição árabe, em grafia cúfica, da qual é possível ler a expressão *al-mulk*, repetida de forma encadeada.","short_description":"A prolongada presença de uma comunidade muçulmana em Lisboa está bem atestada através desta pia de abluções oitavada, esculpida na pedra lioz local. Foi encontrada durante obras de reabilitação, no bairro da mouraria (Lisboa), a cuja mesquita terá pertencido. Data dos séculos VIII-IX AH / XIV-XV AD.","holder":"Museu da Cidade.","dates":"Séculos VIII-IX AH / XIV-XV AD.","location":"Lisboa.","dimensions":"Alt. total, 114 mm; diâm. 223 mm.","method_for_datation":"Datação externa, histórica. A mesquita da Mouraria, à qual se supõe ter pertencido, foi desmantelada nos inícios do século XVI, no reinado de D. Manuel I de Portugal.","method_for_provenance":"Encontrada durante obras de reabilitação urbana, reaproveitada na alvenaria de um dos muros do imóvel da Rua João do Outeiro n.º 67 (Mouraria, Lisboa). O edifício dataria, originalmente, do século XVI.","provenance":"Lisboa.","obtention":"Doada ao Museu.","bibliography":"*Lisboa Subterrânea*, catálogo da exposição, Lisboa, 1994.","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Rodrigo Banha da Silva","keywords":["pia de abluções; pedra lióz; grafia cúfica; al-mulk"],"materials":["Pedra lióz."]},"e25630b9-4eae-5a54-82aa-8350634cc2c3":{"name":"Pote.","description":"Recipiente de forma globular assente em fundo anelar com bordo de secção semicircular ligeiramente extrovertido. A pasta é de cor alaranjada e as superfícies são vidradas de cor castanha melada. Na superfície exterior apresenta decoração fitomórfica que pontua com colunas todo o corpo, contornadas de cor castanha escura a negro de manganês. \n \nEste tipo de decoração surge em Silves, em peças datadas do século XI, embora sejam mais frequentes no século XII. \n \nSão consideradas cerâmicas comuns. A sua configuração sugere ter sido um recipiente para guardar azeite ou outro líquido doméstico como a água. Os exemplares de dimensões menores poderiam ter sido utilizados para cosméticos ou simplesmente como objectos decorativos. \n \nA tipologia da peça é semelhante a outras com decoração de reflexo metálico, datadas do século IX e X, de proveniência egípcia e iraniana. A utilização de motivos decorativos com contorno a manganês, mas em esmalte, remonta a período anterior e poderá ter origem oriental. A decoração desta peça, apesar das aproximações estílisticas com o Oriente, apresenta paralelos com outras peças encontradas em Silves, o que levou a admitir poderem tratar-se de cerâmicas de produção local do Gharb, até mesmo de Silves, copiando modelos orientais. \n \nEste tipo de peça cerâmica manteve-se ao longo de todo o período muçulmano na região do Gharb al-Ândalus.","short_description":"Pote de fabrico local (datável do séc. V H./XI d.C.), embora provavelmente inspirado em modelos iranianos ou egípcios. Na superfície exterior apresenta decoração fitomórfica que pontua com colunas todo o corpo. A configuração da peça sugere ter sido um recipiente para guardar líquidos.","holder":"Museu Municipal de Arqueologia de Silves.","dates":"Séc. IV-V AH / Séc. X-XI AD.","location":"Silves.","dimensions":"Alt. 19,6 cm; diâmetro 11,2 cm; diâmetro do fundo 10,5 cm.","method_for_datation":"Pelo contexto arqueológico e a estratigrafia onde foi encontrado. A análise estilística leva-nos ao encontro de outros exemplares similares e do mesmo período.","method_for_provenance":"Escavação decorrida na Rua da Arrochela (Centro Histórico de Silves) dirigida por Rosa Varela Gomes, com o nº de inventário de escavação AR Q5/E15/C2-1.","provenance":"Arrochela (Centro Histórico de Silves).","obtention":"Depositado após escavação decorrida na década de noventa do séc. XX.","bibliography":"AAVV, *Portugal Islâmico: os últimos sinais do Mediterrâneo,* Lisboa, 1998, p. 158. \n \nGomes, R. V. *Palácio Almóada da Alcáçova de Silves*, Lisboa, 2001, p. 59. \n \nGomes, R. V. *Silves (Xelb) – Uma Cidade do Gharb Al-Andalus – Arqueologia e História (séculos VIII- XIII)*, Lisboa, 1999.","dynasty":"Omíada, califal","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Maria da Conceição Amaral","keywords":["pote; Silves; Arrochela; omíadas de Córdova; água; cosmético"],"materials":["Cerâmica vidrada com decoração a manganês."]},"eefabf6a-3ca7-5c93-ade3-a4e5bbb13859":{"name":"Tigela.","description":"Tigela de bordo arredondado biselado, boca circular, corpo semi-ovalado com suave carena baixa e base convexa com pé anular diagonal. O exterior da peça está revestido com vidrado monocromo melado esverdeado, ao passo que o interior apresenta decoração executada com a técnica da cuerda seca total, na qual as cores branca, verde e melada do vidrado se encontram separadas por traços de manganés. O tema ornamental central, encerrado num círculo, consiste num corço ou antílope em pose estática, com a cabeça erguida em atitude de alerta, preparada para a fuga. Encontramos motivos vegetais indeterminados preenchendo os espaços vazios, e parecem sugerir a paisagem que rodeia o animal. Em redor, na parede da tigela, a composição completa-se com um friso de palmetas digitadas. Peça restaurada.","short_description":"Tigela em corda seca total. O tema central da peça, encerrado num círculo, consiste num corço ou antílope em pose estática, com a cabeça erguida em atitude de alerta, preparado para a fuga. Motivos vegetais preenchem os espaços vazios e parecem sugerir a paisagem que rodeia o animal.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Siglo VI AH / XII AD.","location":"Mértola.","dimensions":"Diâmetro de la boca 25,5 cm; diâmetro de la base 10,6 cm; altura 8 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A sua datação no século VI AH / XII AD foi obtida mediante o estabelecimento de paralelos com peças de idênticas forma e técnica decorativa, achadas em Málaga e Almeria (Espanha).","method_for_provenance":"A abundância deste tipo de cerâmica em Málaga e em Almeria (Espanha), onde se encontraram fornos que fabricavam este tipo de peças, levou os investigadores a atribuir a origem da sua produção a estas cidades.","provenance":"Almeria ou Málaga (Espanha).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., *A cerâmica em corda seca de Mértola*, Mértola, 2002. \nTorres, C., “Um lote cerâmico da Mértola Islâmica”, *I Congreso de Arqueología Medieval Española. Huesca, 1985*, t. IV, Zaragoza, 1986, pp. 193-228. \nTorres, C., y Gómez, S., \"Le vert et brun au Portugal\", *Le Vert et le Brun de Kairouan à Avignon, céramiques du Xe au XVe siècle. Catalogue de la exposition*, Marseille, 1995, pp. 98-102. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 100.","dynasty":"Almorávida ou almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; corda seca; comércio"],"materials":["Cerâmica vidrada fabricada com pasta amarelada/rosada porosa, modelada em torno rápido, cozida em atmosfera oxidante e decorada com a técnica da corda seca total."]},"f26b90aa-a82b-52f5-8ce6-f87882cade6c":{"name":"Fanal.","description":"Objecto de corpo esférico com base bem marcada levemente convexa, asa zenital de secção oval, orifício frontal semi-circular e espigão cónico vertical no interior. Apresenta decoração de cordão digitado, linhas onduladas incisas e traços de pintura branca sobre fundo avermelhado. \nEste peculiar utensílio era utilizado para iluminar espaços abertos, ao jeito de uma lanterna. A sua forma fechada protegia a chama do vento e a sua asa horizontal facilitava o transporte. Peça restaurada.","short_description":"Utensílio utilizado para iluminar espaços abertos, ao jeito de uma lanterna. O orifício frontal semi-circular permitia a saída da luz, a forma fechada protegia a chama do vento e a asa horizontal facilitava o transporte. Esta peça de arte popular é datável do período almóada.","holder":"Museu de Mértola","dates":"Primeiras décadas de VII AH / Primeras décadas de XIII AD.","location":"Mértola","dimensions":"Diâmetro da base 12,7 cm; comprimento 16,2 cm; altura 18,2 cm.","method_for_datation":"Foi datado na época almóada por razões estratigráficas, já que foi encontrado nos níveis de abandono de uma das casas da alcáçova abandonadas após a conquista de Mértola pelos cristãos em 635-636 AH / 1238 AD.","method_for_provenance":"Trata-se de uma peça com características técnicas e formais típicas das produções de Mértola, embora tenha abundantes paralelos na região de Valência (Espanha).","provenance":"Mértola.","obtention":"Encontrado nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., “Contenedores de fuego en el Garb al-Andalus”, *Actas do III Congresso de Arqueologia Peninsular. Vila Real de Trás-os-Montes, Setembro de 1999*, vol. VII: *Arqueologia da Idade Média da Península Ibérica*, Oporto, 2000, pp. 421-434. \nGómez Martínez, S., “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*,ed. S. Macias, Mértola, 2001, p. 130.","dynasty":"Período almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["fogo; iluminação; vida quotidiana"],"materials":["Cerâmica comum moldada com pasta avermelhada compacta em torno rápido e cozida em atmosfera oxidante."]},"f4d8be9c-5207-5d6b-9a80-d65d6b7fa366":{"name":"Tigela.","description":"Tigela de bordo extrovertido com pequena aba horizontal, boca circular, corpo hemisférico e base convexa com pie anular vertical. O exterior foi revestido com um vidrado esbranquiçado quase transparente. O interior foi decorado com vidrado polícromo em branco, verde, manganés e amarelo, com um peculiar estilo figurativo esquemático. O motivo central consiste numa dinâmica cena de caça em que um galgo e uma ave (tal vez um falcão ou uma águia) atacam simultaneamente uma gazela. Esta leva na boca um elemento em forma de espiral que poderá ser uma serpente ou um ramo. No bordo encontramos um festão de arcos negros cheios com vidrado verde. \nO objecto foi reparado com gatos durante o seu período de uso. Encontramos também orifícios na base, que se destinavan, provavelmente, a pendurar o objecto na parede. Peça restaurada.","short_description":"Tigela onde se representa uma cena de caça em que um galgo e um falcão atacam uma gazela. Esta segura na boca um elemento em forma de espiral. A peça, datada da segunda metade do século V H./XI d.C. e com paralelos no Mediterrâneo Ocidental, terá sido importada da zona de Kairouan.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Segunda metade do século V AH / XI AD.","location":"Mértola.","dimensions":"Diâmetro máximo 39 cm; diâmetro de la base 13,6 cm; altura 13 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A datação na segunda metade do século V AH / XI AD foi estabelecida através de paralelos com peças de forma semelhante da Qal'a dos Banu Hammad (Argélia), Tunis y Kairouan (Tunísia), Denia e Cartagena (Espanha), e Pisa (Itália).","method_for_provenance":"A proveniência deste tipo de cerâmica encontra-se actualmente em debate. A abundância de peças com este estilo decorativo em Kairouan inclinou os investigadores a atribuir-lhes esta origem, mas as análises de pastas efectuadas em peças de Mértola e de Pisa contrariam tal hipótese e fazem supor uma possível procedência do sul da Península Ibérica.","provenance":"Kairouan (Tunísia).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., “La cerámica de verde y morado de Mértola”, *Arqueologia Medieval*, n.º 3, 1994, pp. 113-132. \nGómez Martínez, S., “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*,ed. S. Macias, Mértola, pp. 108-109. \nGómez Martínez, S., “Producciones cerámicas en la Mértola Islámica”, *Actes du VIIeme Congrès International sur la Céramique Médiévale en Méditerranée. Thessaloniki, 11-16 Octobre 1999*, Atenas, 2003, pp. 653-58. \nTorres, C., y Gómez, S., \"Le vert et brun au Portugal\", *Le Vert et le Brun de Kairouan à Avignon, céramiques du Xe au XVe siècle. Catalogue de la exposition*, Marseille, 1995, pp. 98-102. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 100.","dynasty":"Período das taifas","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; zoomorfo; comércio"],"materials":["Cerâmica vidrada fabricada com pasta amarelada pouco compacta, modelada em torno rápido, cozida em atmosfera oxidante e decorada em “verde e manganés”."]},"f68ad2e3-66ed-57d2-8adb-c0e1504537b3":{"name":"Tigela.","description":"Tigela de bordo extrovertido arredondado, boca circular, corpo semi-ovalado e base plana. Apresenta acabamento em vidrado monocromo de cor melada no exterior da peça, e vidrado polícromo em cor branca, verde e manganés no interior, onde se representa um motivo vegetal que consiste numa composição radial de oito flores de lótus triangulares rematadas por outros tantos lótus ovais. No bordo, encontramos uma composição quatripartida na qual alternam semi-círculos e motivos fitomórficos. Apresenta um defeito no fundo, produzido quando o vidrado se colou a outra peça no forno. Peça restaurada.","short_description":"Tigela vidrada (segunda metade do séc. X d.C.) onde se representa um motivo vegetal que consiste numa composição radial de oito flores de lótus triangulares rematadas por outros tantos lótus ovais. É provável que esta peça, com paralelos em Madinat al-Zahra, seja proveniente da região de Córdova.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Segunda metade do século X (339-390 AH / 950-1000 AD).","location":"Mértola.","dimensions":"Diâmetro máximo 29 cm; diâmetro da base 17 cm; altura 6 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A datação, na segunda metade do século IV AH / X AD, foi estabelecida mediante paralelos com peças de idêntica forma encontradas em Madinat al-Zahra (Córdova, Espanha).","method_for_provenance":"A forma, tema ornamental e tipo de pasta assemelham-se muito às cerâmicas da zona de Córdova.","provenance":"Provavelmente Córdova (Espanha).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., “La cerámica de verde y morado de Mértola”, *Arqueologia Medieval*, n.º 3, 1994, p. 125. \nGómez Martínez, S., “Catálogo da cerâmica”, *Museu de Mértola. Arte Islâmica*, ed. S. Macias, Mértola, 2001, p. 111. \nTorres, C., y Gómez, S., \"Le vert et brun au Portugal\", *Le Vert et le Brun de Kairouan à Avignon, céramiques du Xe au XVe siècle. Catalogue de la exposition*, Marseille, 1995, pp. 98-102. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 97.","dynasty":"Omeias do al-Andalus, período califal","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["decoração floral; louça de mesa"],"materials":["Cerâmica vidrada fabricada com pasta compacta de cor rosada, modelada em torno rápido, cozida en atmosfera oxidante e decorada em “verde e manganés”."]},"feee4da0-04af-5864-b229-a94005de718d":{"name":"Tigela.","description":"Tigela de bordo arredondado, boca circular, corpo hemisférico com carena baixa pouco marcada e base convexa com pie anular diagonal. O exterior está revestido com vidrado monocromo melado e o interior está decorado com a técnica da corda seca total, em que as cores branca, verde e melada do vidrado se encontram separadas por linhas de manganés. O tema decorativo é um grande florão criado a partir de uma composição geométrica radial que ocupa todo o espaço destinado à ornamentação e que poderia corresponder a uma flor de lótus vista de cima. Exemplos idênticos a esta peça foran encontrados em diversos portos do Mediterrâneo ocidental, concretamente na alcáçova de Málaga, em Cartagena, em Palma de Mallorca, em Pisa e em Ceuta. Peça restaurada.","short_description":"Tigela em corda seca total, cujo tema decorativo é um grande florão criado a partir de uma composição geométrica radial que ocupa todo o espaço destinado à ornamentação. O tema central representa uma flor de lótus vista de cima. Esta peça tem paralelos em vários pontos do Mediterrâneo Ocidental.","holder":"Museu de Mértola.","dates":"Siglo VI AH / XII AD.","location":"Mértola.","dimensions":"Diâmetro da boca 26 cm; diâmetro da base 10,5 cm; altura 8,5 cm.","method_for_datation":"O contexto estratigráfico em que foi encontrado o objecto encontrava-se muito revolvido. A sua datação no século VI AH / XII AD foi obtida mediante o estabelecimento de paralelos com peças de idêntica forma e técnica decorativa achadas em Málaga e Almeria (Espanha).","method_for_provenance":"A abundância deste tipo de cerâmica em Málaga e em Almeria (Espanha), onde se encontraram fornos que a fabricavam, levou os investigadores a atribuir a origem da sua produção a estas cidades.","provenance":"Almeria ou Málaga (España).","obtention":"Encontrada nas escavações arqueológicas realizadas pelo Campo Arqueológico de Mértola na alcáçova do castelo de Mértola.","bibliography":"Gómez Martínez, S., *A cerâmica em corda seca de Mértola*, Mértola, 2002. \nTorres, C., “Um lote cerâmico da Mértola Islâmica*”*, *I Congreso de Arqueología Medieval Española. Huesca, 1985*, t. IV, Zaragoza, 1986, pp. 193-228. \nTorres, C. & Gómez, S., \"Le vert et brun au Portugal\", *Le Vert et le Brun de Kairouan à Avignon, céramiques du Xe au XVe siècle. Catalogue de la exposition*, Marseille, 1995, pp. 98-102. \nTorres, C., y Macias, S. (eds.), *O Portugal Islâmico*, Lisboa, 1998, p. 92.","dynasty":"Almorávida ou almóada","linkcatalogs":"IAM_PT_PT_001","author":"Susana Gómez Martínez","translator":"Santiago Macias","keywords":["cerâmica; corda seca; comércio"],"materials":["Cerâmica fabricada com pasta alaranjada semi-compacta, modelada em torno rápido, cozida em atmosfera oxidante e vidriada decorada com a técnica da corda seca total."]}}