@lamemind/loom-deck 0.75.0 → 0.77.0

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@@ -0,0 +1,233 @@
1
+ // T176 — la COMPOSIZIONE di una tab di conversazione: dai quattro assi di
2
+ // `deck-run` (`tab-args.ts`) a titolo, flag di `claude`, env di sessione e
3
+ // comando in-tab.
4
+ //
5
+ // Un composer solo per Linux e Windows (D1 preflight). Cambia per piattaforma
6
+ // solo CHI riceve il risultato: su Linux una riga per `bash -lc` dentro una tab
7
+ // Ptyxis, su Windows l'argv di `claude` in una variabile d'ambiente letta dal
8
+ // wrapper della tab (`windows-terminal.ts`). Titolo, modello, permission mode e
9
+ // prompt si risolvono qui una volta, per entrambe.
10
+ //
11
+ // Modulo PURO: il file di progetto, il catalogo dei prompt e l'env arrivano già
12
+ // letti. Le regole e i messaggi sono quelli dello script bash che questo modulo
13
+ // ha sostituito, e il gate di parità su Linux (`test/deck-run.test.ts`) li
14
+ // misura sul comando in-tab.
15
+ import { saneNote } from './sane-note.js';
16
+ import { MODEL_DEFAULT, MODELS } from './spawn-catalog.js';
17
+ import { shellQuote } from './spawn.js';
18
+ export const PERMISSION_MODES = ['acceptEdits', 'auto', 'bypassPermissions', 'manual', 'dontAsk', 'plan'];
19
+ /** L'alfabeto della chiave di stato: il valore entra in `bash -lc "…"` e il
20
+ * file di progetto è editabile a mano, quindi si scarta invece di quotare. */
21
+ const STATE_KEY_RE = /^[A-Za-z0-9_-]+$/;
22
+ /**
23
+ * Un campo del file di progetto come lo leggeva `jq -r '.campo // empty'`:
24
+ * `null`, `false` o assente danno vuoto, una stringa passa com'è, ogni altro
25
+ * valore diventa il suo JSON (`jq -r` stampa così numeri e oggetti).
26
+ */
27
+ function configField(config, key) {
28
+ if (!config || typeof config !== 'object' || Array.isArray(config))
29
+ return '';
30
+ const v = config[key];
31
+ if (v === undefined || v === null || v === false)
32
+ return '';
33
+ return typeof v === 'string' ? v : JSON.stringify(v);
34
+ }
35
+ /**
36
+ * La label del progetto, `{emoji} {name}`: la chiave con cui compass riconosce
37
+ * la finestra cercando nel titolo della tab attiva. Vuota se il file manca o
38
+ * non porta entrambi i campi, e il titolo ricade su `cc`.
39
+ */
40
+ export function projectLabel(config) {
41
+ const emoji = configField(config, 'emoji');
42
+ const name = configField(config, 'name');
43
+ return emoji && name ? `${emoji} ${name}` : '';
44
+ }
45
+ /**
46
+ * Il titolo della tab: label + `· <task>` + nota + `· fork`.
47
+ *
48
+ * La label sta in TESTA perché il match di compass è un `.includes` sulla
49
+ * chiave, e tutto il resto va in coda per non spezzarla. Il suffisso task
50
+ * distingue le tab di più task, la nota (T64) quelle di più conversazioni sulla
51
+ * stessa task, `· fork` (T28) un ramo dalla sua origine. La nota è l'unico testo
52
+ * libero del titolo: non si quota, si RIDUCE (`saneNote`) — e ridotta a vuoto
53
+ * non lascia nessun suffisso.
54
+ */
55
+ export function tabTitle(req, label) {
56
+ let title;
57
+ if (req.noTask)
58
+ title = label || 'cc';
59
+ else
60
+ title = label ? `${label} · ${req.task}` : `cc ${req.task}`;
61
+ if (req.titleNote) {
62
+ const note = saneNote(req.titleNote);
63
+ if (note)
64
+ title = `${title} ${note}`;
65
+ }
66
+ if (req.fork)
67
+ title = `${title} · fork`;
68
+ return title;
69
+ }
70
+ /**
71
+ * Il permission mode: env `LOOM_DECK_PERMISSION_MODE` > campo del file > `manual`.
72
+ *
73
+ * Passato SEMPRE al CLI, anche `manual`: lo spawn resta deterministico invece
74
+ * di dipendere da un default che cambia fra versioni. Un valore fuori elenco
75
+ * non arriva al CLI — produrrebbe una tab con un comando rotto — e degrada a
76
+ * `manual` con un avviso.
77
+ */
78
+ function permissionMode(ctx, warnings) {
79
+ const raw = ctx.env.LOOM_DECK_PERMISSION_MODE || configField(ctx.config, 'permissionMode');
80
+ if (!raw)
81
+ return 'manual';
82
+ if (PERMISSION_MODES.includes(raw))
83
+ return raw;
84
+ warnings.push(`permissionMode ignoto: '${raw}' → fallback 'manual'`);
85
+ return 'manual';
86
+ }
87
+ /**
88
+ * Il kind di catalogo effettivo: solo sul ramo bound senza prompt letterale.
89
+ * `--no-task` e `--prompt` non hanno una riga di catalogo da consultare, né per
90
+ * il prompt né per il modello.
91
+ */
92
+ function catalogKind(req) {
93
+ return !req.promptGiven && !req.noTask ? req.promptKind || 'recap' : '';
94
+ }
95
+ /**
96
+ * Il modello: `--model` > env `LOOM_DECK_MODEL` > modello del kind nel catalogo
97
+ * > `MODEL_DEFAULT`.
98
+ *
99
+ * Il deck TUI passa SEMPRE `--model` già risolto (T161), quindi dal deck la
100
+ * cascata si ferma al primo gradino: i tre sotto servono a chi invoca a mano.
101
+ * Le voci restano ALIAS fino dentro `claude --model`: un id versionato cablato
102
+ * qui diventerebbe un modello inesistente al primo cambio di generazione. Un
103
+ * valore ignoto degrada al default con un avviso — arriverebbe al CLI, che lo
104
+ * rifiuterebbe all'avvio.
105
+ */
106
+ function modelOf(req, ctx, warnings) {
107
+ let model = req.model || ctx.env.LOOM_DECK_MODEL || '';
108
+ const kind = catalogKind(req);
109
+ if (!model && kind && kind !== 'none')
110
+ model = ctx.catalog.get(kind)?.model ?? '';
111
+ if (!model)
112
+ return MODEL_DEFAULT;
113
+ if (MODELS.includes(model))
114
+ return model;
115
+ warnings.push(`modello ignoto: '${model}' → fallback '${MODEL_DEFAULT}' (usa ${MODELS.join('|')})`);
116
+ return MODEL_DEFAULT;
117
+ }
118
+ /**
119
+ * Il prompt iniziale, vuoto = nessun prompt.
120
+ *
121
+ * `--prompt` vince su tutto ed è usato così com'è. Una sessione nuda senza
122
+ * `--prompt` non ha prompt: il default `recap` del catalogo non si applica,
123
+ * perché ogni template interpola `{TASK}` e con la task vuota sarebbe un
124
+ * comando monco. Sul ramo bound il kind sceglie il template; un catalogo che
125
+ * non ha la voce è un'installazione mutila, e la sessione parte senza prompt
126
+ * dicendolo. `LOOM_DECK_ENTER_PROMPT` vince sul kind, tranne su `none`.
127
+ */
128
+ function promptOf(req, ctx, warnings) {
129
+ if (req.promptGiven)
130
+ return req.promptText;
131
+ if (req.noTask)
132
+ return '';
133
+ const kind = catalogKind(req);
134
+ if (kind === 'none')
135
+ return '';
136
+ const enter = ctx.env.LOOM_DECK_ENTER_PROMPT;
137
+ const template = ctx.catalog.get(kind)?.template;
138
+ if (template === undefined) {
139
+ warnings.push(`catalogo prompt non leggibile ('${ctx.catalogPath}'): sessione senza prompt iniziale`);
140
+ }
141
+ const text = enter || template || '';
142
+ return text.replaceAll('{TASK}', req.task);
143
+ }
144
+ /**
145
+ * La chiave di stato per compass, solo su Linux: env `LOOM_DECK_STATE_PROFILE`
146
+ * (anche vuota = nessun annuncio) > `id` del file di progetto.
147
+ *
148
+ * Lo stato di una sessione viaggia verso compass via D-Bus keyed su
149
+ * `PTYXIS_PROFILE`, e compass lo associa a un progetto solo se la chiave è l'`id`
150
+ * di un progetto del registry. Senza la variabile forzata in-tab, Ptyxis ne
151
+ * esporterebbe una col valore del profilo di default, e il badge resterebbe
152
+ * fermo senza nessun errore. Il nome della variabile è storico: non contiene
153
+ * l'UUID di un profilo. Su Windows compass non esiste, e la chiave non serve.
154
+ */
155
+ function stateKey(ctx, warnings) {
156
+ if (ctx.platform === 'win32')
157
+ return '';
158
+ const raw = ctx.env.LOOM_DECK_STATE_PROFILE !== undefined
159
+ ? ctx.env.LOOM_DECK_STATE_PROFILE
160
+ : configField(ctx.config, 'id');
161
+ if (raw && !STATE_KEY_RE.test(raw)) {
162
+ warnings.push(`profilo di stato ignorato (caratteri non ammessi): '${raw}'`);
163
+ return '';
164
+ }
165
+ return raw;
166
+ }
167
+ /** Un testo come UN argomento di una shell POSIX: sempre fra apici singoli, con
168
+ * l'apice stesso chiuso, escapato e riaperto (`'\''`). Dentro gli apici nessun
169
+ * altro carattere resta speciale, newline compresi. */
170
+ export function posixQuote(text) {
171
+ return `'${text.replace(/'/g, `'\\''`)}'`;
172
+ }
173
+ /**
174
+ * La composizione intera.
175
+ *
176
+ * Ordine degli argomenti di `claude`: nome, permission mode e modello prima dei
177
+ * flag di continuità, il prompt sempre ultimo. Il modello sta accanto al
178
+ * permission mode perché sono la stessa cosa — la scelta di chi apre la
179
+ * sessione — e non una proprietà della task né della ripresa.
180
+ *
181
+ * Su una ripresa il prompt salta anche sul ramo bound: riprendere significa
182
+ * continuare la conversazione, non iniettarle un messaggio nuovo; il fork è una
183
+ * ripresa con id nuovo e ricade nello stesso ramo. Il `--session-id` vale invece
184
+ * anche sul ramo nudo: nel fork di una sessione spot rende noto in anticipo
185
+ * l'id del ramo, senza il quale il lineage non sarebbe registrabile.
186
+ */
187
+ export function composeTab(req, ctx) {
188
+ const warnings = [];
189
+ const title = tabTitle(req, projectLabel(ctx.config));
190
+ const mode = permissionMode(ctx, warnings);
191
+ const model = modelOf(req, ctx, warnings);
192
+ const key = stateKey(ctx, warnings);
193
+ const prompt = promptOf(req, ctx, warnings);
194
+ const withPrompt = prompt !== '' && !req.resumeId;
195
+ const flags = ['--permission-mode', mode, '--model', model];
196
+ if (req.sessionId)
197
+ flags.push('--session-id', req.sessionId);
198
+ if (req.resumeId)
199
+ flags.push('--resume', req.resumeId);
200
+ if (req.fork)
201
+ flags.push('--fork-session');
202
+ const sessionEnv = {};
203
+ if (key)
204
+ sessionEnv.PTYXIS_PROFILE = key;
205
+ if (!req.noTask)
206
+ sessionEnv.LOOM_TASK = req.task;
207
+ // La riga in-tab nella grafia storica dello script: ogni flag seguito da uno
208
+ // spazio, il prompt in coda fra apici. Il gate di parità su Linux confronta
209
+ // questa riga byte per byte, spazio finale compreso quando il prompt manca.
210
+ const envPrefix = Object.entries(sessionEnv)
211
+ .map(([k, v]) => `${k}=${shellQuote(v)} `)
212
+ .join('');
213
+ const flagText = flags.map((f) => `${f} `).join('');
214
+ const inTab = `${envPrefix}claude --name ${posixQuote(title)} ${flagText}` +
215
+ (withPrompt ? posixQuote(prompt) : '');
216
+ return {
217
+ title,
218
+ claudeArgs: ['--name', title, ...flags, ...(withPrompt ? [prompt] : [])],
219
+ sessionEnv,
220
+ inTab,
221
+ warnings,
222
+ };
223
+ }
224
+ /**
225
+ * L'argv di Ptyxis: una tab nella finestra attiva (quella col focus, cioè il
226
+ * deck), o una finestra nuova con `--new-window` (T162) per chi chiama da fuori
227
+ * dalla finestra del progetto. Il comando gira dentro `bash -lc`, e le env di
228
+ * sessione viaggiano DENTRO il comando: `ptyxis --tab` consegna la tab
229
+ * all'istanza già aperta, che non eredita l'env di chi la chiede.
230
+ */
231
+ export function ptyxisArgv(newWindow, workdir, title, inTab) {
232
+ return [newWindow ? '--new-window' : '--tab', '-d', workdir, '-T', title, '--', 'bash', '-lc', inTab];
233
+ }
@@ -0,0 +1,169 @@
1
+ // T176 — `deck-run` come programma: legge l'argv, compone la tab, la annuncia e
2
+ // la apre nel terminale della piattaforma.
3
+ //
4
+ // Il contratto verso chi lo lancia è quello dello script bash che ha sostituito:
5
+ // - uscita 2 e messaggio su stderr per un errore d'uso, nessun annuncio;
6
+ // - prima di aprire la tab, su stdout, la riga `LOOM_DECK_INTAB <comando>` col
7
+ // comando che gira nella tab — il deck la legge e la mostra nella riga di
8
+ // stato (`onInTabCommand`), invece di ricomporla;
9
+ // - poi il terminale, e l'uscita è la sua: `ptyxis --tab` e `wt.exe new-tab`
10
+ // escono appena hanno consegnato la tab all'istanza già aperta.
11
+ //
12
+ // L'I/O verso l'esterno passa da `DeckRunIo`, così il test della composizione
13
+ // completa non apre tab. Il filesystem no: file di progetto e catalogo si
14
+ // leggono dal disco anche nei test, su cartelle temporanee.
15
+ import { spawn } from 'node:child_process';
16
+ import { existsSync, readFileSync, statSync } from 'node:fs';
17
+ import { constants } from 'node:os';
18
+ import { dirname, join, resolve } from 'node:path';
19
+ import { fileURLToPath } from 'node:url';
20
+ import { isUsageError, parseTabArgs } from './tab-args.js';
21
+ import { composeTab, ptyxisArgv } from './tab-compose.js';
22
+ import { loadPromptCatalog, PROMPT_CATALOG } from './prompt-catalog.js';
23
+ import { configFilePath } from './config.js';
24
+ import { resolveGitBash } from './git-bash.js';
25
+ import { semicolonArg, TAB_ARGV_ENV, windowsTabEnv, WT_CMD, wtNewTabArgs, wtProfile, } from './windows-terminal.js';
26
+ /** Il wrapper che gira dentro una tab di Windows Terminal, nel build: lo esegue
27
+ * il node del deck, e `src/` sotto `tsx` non ha un `.js` da dargli. */
28
+ export const TAB_WRAPPER_JS = join(dirname(fileURLToPath(import.meta.url)), '..', 'dist', 'tab-wrapper.js');
29
+ /**
30
+ * La cartella di lavoro della tab: `LOOM_DECK_WORKDIR`, altrimenti la cartella
31
+ * corrente.
32
+ *
33
+ * Su Linux la cartella corrente è quella LOGICA, come il `$PWD` di bash: `PWD`
34
+ * se punta alla stessa cartella di `cwd` (un symlink resta un symlink nel
35
+ * titolo e nel `-d` di Ptyxis), `cwd` altrimenti. Su Windows `PWD` arriva da
36
+ * Git Bash in forma `/c/…`, che `wt -d` non capisce: vale solo `cwd`.
37
+ */
38
+ export function workdirOf(io) {
39
+ if (io.env.LOOM_DECK_WORKDIR)
40
+ return io.env.LOOM_DECK_WORKDIR;
41
+ const pwd = io.env.PWD;
42
+ if (io.platform !== 'win32' && pwd) {
43
+ try {
44
+ const a = statSync(pwd);
45
+ const b = statSync(io.cwd);
46
+ if (a.dev === b.dev && a.ino === b.ino)
47
+ return pwd;
48
+ }
49
+ catch {
50
+ // PWD che non esiste più → la cartella vera
51
+ }
52
+ }
53
+ return io.cwd;
54
+ }
55
+ /** La cartella che contiene `.claude/loom-works.json`, risalendo da `start`
56
+ * fino alla radice compresa; `null` fuori da un progetto loom. */
57
+ export function findProjectRoot(start) {
58
+ let dir = resolve(start);
59
+ for (;;) {
60
+ if (existsSync(configFilePath(dir)))
61
+ return dir;
62
+ const up = dirname(dir);
63
+ if (up === dir)
64
+ return null;
65
+ dir = up;
66
+ }
67
+ }
68
+ /** Il file di progetto parsato, o `null` se manca o è malformato: il titolo
69
+ * ricade su `cc`, il permission mode su `manual`, e lo spawn parte lo stesso. */
70
+ function loadConfig(root) {
71
+ if (!root)
72
+ return null;
73
+ try {
74
+ return JSON.parse(readFileSync(configFilePath(root), 'utf8'));
75
+ }
76
+ catch {
77
+ return null;
78
+ }
79
+ }
80
+ /** Un argv come una shell POSIX lo leggerebbe: per le diagnostiche. */
81
+ function describe(cmd, args) {
82
+ return [cmd, ...args].map((a) => (/^[\w@%+=:,./\\-]+$/.test(a) ? a : JSON.stringify(a))).join(' ');
83
+ }
84
+ export async function runDeckRun(argv, io) {
85
+ const req = parseTabArgs(argv);
86
+ if (isUsageError(req)) {
87
+ for (const line of req.lines)
88
+ io.stderr(`${line}\n`);
89
+ return 2;
90
+ }
91
+ const workdir = workdirOf(io);
92
+ const catalogPath = io.env.LOOM_DECK_PROMPT_CATALOG || PROMPT_CATALOG;
93
+ const plan = composeTab(req, {
94
+ env: io.env,
95
+ config: loadConfig(findProjectRoot(workdir)),
96
+ catalog: loadPromptCatalog(catalogPath),
97
+ catalogPath,
98
+ platform: io.platform,
99
+ });
100
+ for (const w of plan.warnings)
101
+ io.stderr(`${w}\n`);
102
+ let cmd;
103
+ let args;
104
+ let env;
105
+ if (io.platform === 'win32') {
106
+ cmd = WT_CMD;
107
+ args = wtNewTabArgs({
108
+ newWindow: req.newWindow,
109
+ profile: wtProfile(io.env),
110
+ cwd: workdir,
111
+ title: plan.title,
112
+ command: [io.nodePath, TAB_WRAPPER_JS],
113
+ });
114
+ const bad = semicolonArg(args);
115
+ if (bad !== null) {
116
+ io.stderr(`argomento con ';' non passabile a ${WT_CMD}, che lo legge come separatore: '${bad}'\n`);
117
+ return 2;
118
+ }
119
+ env = {
120
+ ...windowsTabEnv(io.env, req.noTask ? null : req.task, resolveGitBash(io.env, existsSync)),
121
+ [TAB_ARGV_ENV]: JSON.stringify(plan.claudeArgs),
122
+ };
123
+ io.stdout(`LOOM_DECK_INTAB ${plan.inTab}\n`);
124
+ }
125
+ else {
126
+ // L'override esiste per i probe empirici (un comando non-CC nella tab): è
127
+ // una riga per bash, quindi vale solo dove la tab la esegue con bash.
128
+ const inTab = io.env.LOOM_DECK_INTAB_CMD || plan.inTab;
129
+ cmd = 'ptyxis';
130
+ args = ptyxisArgv(req.newWindow, workdir, plan.title, inTab);
131
+ io.stdout(`LOOM_DECK_INTAB ${inTab}\n`);
132
+ }
133
+ try {
134
+ return await io.launch(cmd, args, env);
135
+ }
136
+ catch (e) {
137
+ const code = e.code ?? String(e);
138
+ io.stderr(`deck-run: ${cmd} non lanciabile (${code}): ${describe(cmd, args)}\n`);
139
+ return 127;
140
+ }
141
+ }
142
+ /**
143
+ * Il lancio vero: stdio ereditato, così chi legge lo stdout di `deck-run` vede
144
+ * anche quello del terminale, come quando lo script finiva con `exec`.
145
+ *
146
+ * `windowsHide: false` e non il `true` degli altri spawn del deck: `wt.exe` è
147
+ * un'applicazione GUI, e con `true` la finestra di `-w new` partirebbe nascosta.
148
+ * Un processo GUI non apre console, quindi non c'è niente da nascondere.
149
+ */
150
+ export function launchTerminal(cmd, args, env) {
151
+ return new Promise((resolveExit, reject) => {
152
+ const child = spawn(cmd, args, { stdio: 'inherit', env: env, windowsHide: false });
153
+ child.on('error', reject);
154
+ child.on('exit', (code, signal) => {
155
+ resolveExit(code ?? 128 + (signal ? (constants.signals[signal] ?? 0) : 0));
156
+ });
157
+ });
158
+ }
159
+ export function realIo() {
160
+ return {
161
+ env: process.env,
162
+ cwd: process.cwd(),
163
+ platform: process.platform,
164
+ nodePath: process.execPath,
165
+ stdout: (s) => process.stdout.write(s),
166
+ stderr: (s) => process.stderr.write(s),
167
+ launch: launchTerminal,
168
+ };
169
+ }
@@ -0,0 +1,44 @@
1
+ // T176 — il programma che gira DENTRO una tab di Windows Terminal aperta dal
2
+ // deck: legge l'argv di `claude` dalla variabile della tab e lo lancia.
3
+ //
4
+ // Esiste perché il prompt non deve passare da nessun parser: `wt.exe` legge `;`
5
+ // come separatore di sottocomandi, cmd e PowerShell interpretano `' " & % ^ |`
6
+ // (P3 preflight). L'argv arriva come JSON nell'env, che la tab eredita da chi
7
+ // lancia `wt.exe`, e da qui va a `claude` come array, senza shell.
8
+ //
9
+ // La variabile si toglie dall'env PRIMA del lancio: è un canale verso questo
10
+ // programma, e `claude` la passerebbe a ogni hook e a ogni comando della
11
+ // sessione.
12
+ //
13
+ // `claude` è quello di `claudeLauncher` (T175): l'eseguibile nativo, lo shim npm
14
+ // letto, o `LOOM_DECK_CLAUDE_CMD`.
15
+ //
16
+ // Ctrl+C appartiene a `claude`. In una console Windows il tasto arriva a ogni
17
+ // processo attaccato, quindi anche qui: senza un handler questo processo
18
+ // uscirebbe, e la tab si chiuderebbe sotto una sessione viva. Si esce solo
19
+ // quando esce `claude`, col suo codice — e la tab si chiude o resta aperta
20
+ // secondo il `closeOnExit` del profilo (D3 preflight).
21
+ import { spawn } from 'node:child_process';
22
+ import { claudeLauncher } from './claude-cmd.js';
23
+ import { parseTabArgv, TAB_ARGV_ENV } from './windows-terminal.js';
24
+ const raw = process.env[TAB_ARGV_ENV];
25
+ delete process.env[TAB_ARGV_ENV];
26
+ const args = parseTabArgv(raw);
27
+ if (!args) {
28
+ process.stderr.write(`loom-deck: ${TAB_ARGV_ENV} assente o malformata — questa tab non sa quale conversazione aprire\n`);
29
+ process.exitCode = 2;
30
+ }
31
+ else {
32
+ process.on('SIGINT', () => { });
33
+ const claude = claudeLauncher();
34
+ // `windowsHide: false`: il figlio condivide la console della tab, che è
35
+ // proprio la finestra in cui deve comparire.
36
+ const child = spawn(claude.cmd, [...claude.prefix, ...args], { stdio: 'inherit', windowsHide: false });
37
+ child.on('error', (e) => {
38
+ process.stderr.write(`loom-deck: '${claude.cmd}' non lanciabile (${e.code ?? e.message})\n`);
39
+ process.exitCode = 127;
40
+ });
41
+ child.on('exit', (code) => {
42
+ process.exit(code ?? 1);
43
+ });
44
+ }
package/dist/tasks.js CHANGED
@@ -8,29 +8,16 @@ import { sanitize } from './width.js';
8
8
  * divergano (uno accetterebbe righe che l'altro rifiuta).
9
9
  */
10
10
  export const TASK_ID_RE = /^T\d+$/;
11
- /**
12
- * Nome della cartella doc del progetto (`docs`, `runtime`, …).
13
- *
14
- * D1 (preflight T20): override via env `LOOM_DECK_DOCS_ROOT`, nessun
15
- * auto-detect e nessuna lettura del file config. Il deck non si lancia mai a
16
- * mano — nasce da compass, che legge `docsRoot` dal registry dconf e lo
17
- * antepone al comando, o dal custom-command del profilo Ptyxis, che ce l'ha
18
- * cablato — quindi l'env c'è sempre nei percorsi di avvio reali.
19
- *
20
- * T134 — funzione e non più letterale ripetuto: la legge anche lo scan della
21
- * coda inbox, e due copie della stessa cascata divergerebbero appena una delle
22
- * due imparasse a leggere il file config.
23
- */
24
- export function docsRootName() {
25
- return process.env.LOOM_DECK_DOCS_ROOT || 'docs';
26
- }
27
- export function resolveTasksPath(cwd = process.cwd()) {
28
- return join(cwd, docsRootName(), 'tasks.md');
11
+ // La docs-root arriva dal chiamante, già risolta: la cascata che la sceglie
12
+ // (`docsRootName` in `config.ts`) gira una volta per vita del deck, e i due path
13
+ // qui sotto devono nascere dallo stesso valore che leggono gli scan del modo doc.
14
+ export function resolveTasksPath(cwd, docsRoot) {
15
+ return join(cwd, docsRoot, 'tasks.md');
29
16
  }
30
17
  // I task file vivono in `<docsRoot>/tasks/` — sibling di tasks.md. Derivo la
31
- // dir dallo stesso path per rispettare l'override LOOM_DECK_DOCS_ROOT.
32
- export function resolveTasksDir(cwd = process.cwd()) {
33
- return join(dirname(resolveTasksPath(cwd)), 'tasks');
18
+ // dir dallo stesso path, così le due non possono puntare a docs-root diverse.
19
+ export function resolveTasksDir(cwd, docsRoot) {
20
+ return join(dirname(resolveTasksPath(cwd, docsRoot)), 'tasks');
34
21
  }
35
22
  /**
36
23
  * Indici di colonna della Tasks Overview letti dall'HEADER, non cablati.
@@ -142,7 +129,7 @@ export function loadTasks(path) {
142
129
  * sciolti in spazi, cioè il buco `{slug}` dei template di titolo.
143
130
  *
144
131
  * Viene dal NOME del file e non dalla descrizione in `tasks.md` per una ragione
145
- * di alfabeto: il nome è già dentro quello di `_sane_note` per costruzione —
132
+ * di alfabeto: il nome è già dentro quello di `saneNote` per costruzione —
146
133
  * minuscolo, separato da trattini, senza punteggiatura — mentre la descrizione
147
134
  * porta apostrofi e `/`, che la riduzione toglie senza sostituto saldando le
148
135
  * parole (`l'epica/doc` → `lepicadoc`).
@@ -20,6 +20,7 @@ import { DOC_FLAG_W, flagCell } from '../doc-tree.js';
20
20
  import { docView } from '../doc-views.js';
21
21
  import { docHeaderParts } from '../pane-header.js';
22
22
  import { HeaderLine } from './header-line.js';
23
+ import { offText } from '../platform.js';
23
24
  /**
24
25
  * Rientro di un livello dell'albero: UNA colonna, non due.
25
26
  *
@@ -53,14 +54,17 @@ export function DocHeader({ counts, active, above, below, focused, columns, hasD
53
54
  const { parts, shown } = docHeaderParts(counts, active, above, below, columns, hasDirs);
54
55
  return _jsx(HeaderLine, { parts: parts, shown: shown, focused: focused });
55
56
  }
56
- export function DocPane({ rows, counts, activeView, paneCount, selectedPath, focused, above, below, columns, ok, scanned, scanning, hasDirs, }) {
57
+ export function DocPane({ rows, counts, activeView, paneCount, selectedPath, focused, above, below, columns, ok, scanned, scanning, hasDirs, available = true, }) {
57
58
  const width = paneTextWidth(columns);
58
59
  // Cella elastica per sottrazione dalle colonne fisse, come nel pane inbox e
59
60
  // nella lista sessioni. Pavimento 0 e non un minimo di cortesia: è un tetto,
60
61
  // non una preferenza, e alzarlo sopra lo spazio reale fa uscire la riga dal
61
62
  // pane mangiandone il bordo (invariante ③ di width.ts).
62
63
  const nameW = Math.max(0, width - (2 /* caret */ + DOC_FLAG_W + 1 /* gutter */));
63
- return (_jsxs(Box, { flexDirection: "column", width: "50%", marginRight: 1, borderStyle: "single", borderColor: focused ? 'cyan' : 'gray', paddingX: 1, children: [_jsx(DocHeader, { counts: counts, active: activeView, above: above, below: below, focused: focused, columns: columns, hasDirs: hasDirs }), paneCount === 0 ? (
64
+ return (_jsxs(Box, { flexDirection: "column", width: "50%", marginRight: 1, borderStyle: "single", borderColor: focused ? 'cyan' : 'gray', paddingX: 1, children: [_jsx(DocHeader, { counts: counts, active: activeView, above: above, below: below, focused: focused, columns: columns, hasDirs: hasDirs }), !available ? (
65
+ // T175 — gemello del pane inbox: la misura qui non esiste, e va detto
66
+ // per nome invece di restare su «albero non ancora misurato».
67
+ _jsx(Text, { color: "yellow", wrap: "truncate-end", children: cut(offText('pluginScripts', 'albero doc'), width) })) : paneCount === 0 ? (
64
68
  // Quattro vuoti diversi, e dirlo è il punto. Ai tre del pane inbox se ne
65
69
  // aggiunge uno che solo questo scan ha: «sto misurando». Quattro secondi
66
70
  // di wall clock sono abbastanza da vedersi, e un pane vuoto per quattro
@@ -19,6 +19,7 @@ import { NATURA_SHORT, NATURA_W, inboxMark } from '../inbox.js';
19
19
  import { inboxView } from '../inbox-views.js';
20
20
  import { inboxHeaderParts } from '../pane-header.js';
21
21
  import { HeaderLine } from './header-line.js';
22
+ import { offText } from '../platform.js';
22
23
  /**
23
24
  * Header del pane inbox: le parti e il loro taglio vengono da `pane-header.ts`,
24
25
  * lo stesso modulo da cui `frame.ts` ricava le colonne cliccabili — una fonte
@@ -43,7 +44,7 @@ export function InboxHeader({ counts, active, above, below, focused, columns, })
43
44
  * colonna fissa la paga la cella elastica del nome — che è l'unica cosa con cui
44
45
  * si riconosce un file.
45
46
  */
46
- export function InboxPane({ files, counts, activeView, paneCount, selectedPath, focused, above, below, columns, ok, scanned, }) {
47
+ export function InboxPane({ files, counts, activeView, paneCount, selectedPath, focused, above, below, columns, ok, scanned, available = true, }) {
47
48
  const width = paneTextWidth(columns);
48
49
  // La cella elastica si calcola per SOTTRAZIONE dalle colonne fisse, come il
49
50
  // titolo della lista sessioni: pavimento 0 e non un minimo di cortesia — è un
@@ -58,7 +59,11 @@ export function InboxPane({ files, counts, activeView, paneCount, selectedPath,
58
59
  1 /* gutter */ +
59
60
  1 /* gutter prima della data */ +
60
61
  ageW));
61
- return (_jsxs(Box, { flexDirection: "column", width: "50%", borderStyle: "single", borderColor: focused ? 'cyan' : 'gray', paddingX: 1, children: [_jsx(InboxHeader, { counts: counts, active: activeView, above: above, below: below, focused: focused, columns: columns }), paneCount === 0 ? (
62
+ return (_jsxs(Box, { flexDirection: "column", width: "50%", borderStyle: "single", borderColor: focused ? 'cyan' : 'gray', paddingX: 1, children: [_jsx(InboxHeader, { counts: counts, active: activeView, above: above, below: below, focused: focused, columns: columns }), !available ? (
63
+ // T175 — un quarto vuoto, il solo che non è uno stato della coda: la
64
+ // misura qui non esiste. Va detto per nome, o si leggerebbe come «coda
65
+ // non ancora misurata» per sempre.
66
+ _jsx(Text, { color: "yellow", wrap: "truncate-end", children: cut(offText('pluginScripts', 'coda inbox'), width) })) : paneCount === 0 ? (
62
67
  // Tre vuoti diversi, e dirlo è il punto: «non ho ancora misurato» non è
63
68
  // «ho misurato e non c'è niente», e «la misura si è rotta» non è nessuno
64
69
  // dei due (D2 preflight). Una lista vuota che non dice quale dei tre è