@esfaenza/flow-builder 20.3.8 → 20.3.10
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- package/README.md +20 -0
- package/fesm2022/esfaenza-flow-builder.mjs +214 -53
- package/fesm2022/esfaenza-flow-builder.mjs.map +1 -1
- package/index.d.ts +61 -8
- package/package.json +1 -1
package/README.md
CHANGED
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@@ -254,6 +254,26 @@ Restano fuori i percorsi radicati sul risultato **automatico** di un elemento
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(`Leggi_Contatti.Owner.Name`): la validazione non li verifica, e l'editor non accusa cio' che il
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backend non verifica.
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Il filtro di tipo di un campo (§6.4) guarda il tipo della **radice**, e quindi non basta: in un
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parametro `String` una variabile `Structure` non e' compatibile, ma `Richiesta.Ragione` sì. Per
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questo `<fb-reference-picker>`, dove un filtro c'e', chiede al backend **anche** l'elenco non
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filtrato, e ne ricava due cose: i contenitori compaiono come righe in cui si **entra** — cliccarle
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apre il percorso invece di scegliere un valore del tipo sbagliato — e le radici si riconoscono
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tutte, così un `Leggi_Ordine.Numero` già scritto in un campo `String` non viene accusato di non
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esistere. Le proposte le filtra il backend come prima; i segmenti di un percorso li filtra
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l'editor con la stessa regola, tenendo comunque quelli da cui si scende.
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**Le globali si navigano come le risorse.** Un percorso dichiarato dall'host puo' portare un
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contenitore, e allora `objectType` dice di che tipo: `$User.Anagrafica.Citta` si propone e si
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verifica come `Richiesta.Ragione`. La regola da non sbagliare e' che vince il **prefisso dichiarato
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piu' lungo** — non tutto cio' che segue lo scope — perche' altrimenti un percorso giusto viene
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segnalato come rotto (§4.1). Dove il catalogo dichiara il contenitore ma non il tipo il rilievo e'
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`PATH_NOT_VERIFIABLE`, e la correzione sta nel catalogo dell'host; navigare uno scalare
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(`$User.Email.Dominio`) e' invece `GLOBAL_UNKNOWN`. Sulle **destinazioni** non cambia niente da
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sapere: le globali sono di sola lettura, membri compresi — le assegnabili sono `$Flow.CurrentStage`,
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`$Flow.ActiveStages` e i campi di `$Record` — e il picker lo dice con `TARGET_NOT_WRITABLE` invece
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di far sembrare il nome inesistente (§5.2).
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Su una destinazione la colonna che decide non e' la stessa nei due mondi: un membro porta il proprio
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`isWritable`, un campo no. Fuori da un Create o da un Update il contesto non c'e' — un Assignment su
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`Cliente.Codice` non sa se quel record verra' creato o aggiornato — quindi lì basta `isCreateable`
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