@esfaenza/flow-builder 20.3.58 → 20.3.59
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- package/README.md +7 -1
- package/fesm2022/esfaenza-flow-builder.mjs +63 -21
- package/fesm2022/esfaenza-flow-builder.mjs.map +1 -1
- package/index.d.ts +39 -9
- package/package.json +1 -1
package/README.md
CHANGED
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@@ -637,7 +637,13 @@ Le cose che riguardano l'editor, e non il runtime:
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Il rilievo sta sull'output e nomina il trigger, perche' con due trigger — uno di riga e uno no —
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la stessa destinazione e' giusta per l'uno e sbagliata per l'altro. La regola e'
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`screenActionRowTargetIssues` (`core/screen-field.util.ts`), e la applica anche il validatore
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della demo
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della demo;
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- **anche un `ComponentInstance` puo' innescare**, in una riga o fuori. Non e' una risorsa e non ha
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un valore proprio, quindi scatta quando **uno dei suoi output** cambia rispetto a cio' che la
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destinazione conteneva. Il form lo dice sotto il trigger, e avverte quando il componente non
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dichiara output — ne' parametri di uscita con una destinazione, ne' l'output automatico — perche'
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allora non c'e' niente che possa cambiare e il trigger non scatta mai. La §7 non ha un codice per
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questo caso, quindi resta un avviso del form e il validatore non lo emette.
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Le action si aprono **una alla volta**: i cataloghi delle action e dei loro parametri dipendono da
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`actionType`/`actionName`, e tenerne N in volo sarebbe N volte la corsa fra risposte che l'inspector
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