@esfaenza/flow-builder 20.3.43 → 20.3.44
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- package/README.md +31 -4
- package/fesm2022/esfaenza-flow-builder.mjs +448 -134
- package/fesm2022/esfaenza-flow-builder.mjs.map +1 -1
- package/index.d.ts +127 -11
- package/package.json +1 -1
package/README.md
CHANGED
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@@ -244,8 +244,15 @@ fuori dallo schermo, cioe' faceva sparire il contesto per cui l'elenco esiste. L
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sposta prendendola per l'intestazione, non ha «Annulla» — le modifiche sono già nel documento, e
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a tornare indietro e' l'annulla dell'editor — e si chiude da se' se la risorsa viene rimossa.
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*Quante volte e' usata.* Ogni risorsa porta il numero dei suoi usi
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occorrenze lo dice, ed e' l'unico modo di sapere quali delle venti variabili sono morte.
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*Quante volte e' usata.* Ogni risorsa porta il numero dei suoi usi; a zero
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occorrenze lo dice, ed e' l'unico modo di sapere quali delle venti variabili sono morte. Il
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conteggio comprende **tre** modi di citare un nome, e il `title` della riga dice quanti ce n'e'
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per ognuno, perche' sono tre posti diversi in cui andare a cercare: i campi di **riferimento**, le
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**espressioni** delle formule (`Importo * 1.22` usa `Importo`) e i **merge field** `{!…}` nei
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testi che il contratto dichiara — `interviewLabel`, il testo di un text template, `fieldText` e
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`helpText`, `choiceText`, `errorMessage` (§5.12). Senza i merge field una variabile citata da tre
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messaggi risultava «non usata», che e' esattamente l'informazione su cui si decide di
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cancellarla.
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Rimuovere una risorsa **usata** chiede conferma e dice quanti riferimenti resterebbero orfani:
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cancellare una variabile non fa sparire nessun arco dal canvas, e senza il numero il danno si
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scopriva alla validazione successiva.
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@@ -704,8 +711,8 @@ versione attiva e' un avviso. Prima questi campi erano `<select>` con un'opzione
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«(non nel catalogo)» per non perdere il valore, oppure un `datalist` che accettava qualunque
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cosa in silenzio: il primo non si poteva cercare, il secondo non diceva niente.
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**Problemi.** Pannello con
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400 ms) e l'avvertenza che l'assenza di rilievi
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**Problemi.** Pannello con filtri per gravita', **testo** e **codice**, validazione su pausa di
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digitazione (debounce 400 ms) e l'avvertenza che l'assenza di rilievi
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non e' una garanzia di correttezza. Il `path` del rilievo si mostra **per nome**: il backend lo
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manda come percorso di campi e sugli screen dinamici spesso a indici
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(`fields[1].fields[1].fields[0]`), che e' esatto e inutile perche' per seguirlo si devono contare
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@@ -716,6 +723,26 @@ leggendo. Ad aprire il form ci sono il bottone «✎» della riga e il doppio cl
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coppia di gesti del canvas. Per la stessa
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ragione il clic non si limita ad aprire l'elemento: **seleziona il campo** che il rilievo nomina.
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*I filtri.* Sono per la scala, come quelli delle risorse: il flow di produzione della demo ha 64
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rilievi e sette codici distinti, e a quella misura l'elenco si legge solo restringendolo. La
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casella cerca in cio' che la riga mostra — messaggio, codice, nome dell'elemento e **percorso
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tradotto per nome**, che e' quello che si legge sullo schermo: cercando il nome di un campo di
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screen dinamico un confronto sul path a indici non troverebbe niente. La tendina «Codici» e' una
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selezione **multipla**, perche' la domanda vera e' «fammi vedere questi tre codici» — sul flow di
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produzione i 47 errori sono quasi tutti cataloghi della demo che non conoscono quell'ambiente, e
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`OBJECT_UNKNOWN` piu' `STRUCTURE_TYPE_UNKNOWN` sono 23 righe da mettere da parte in un gesto.
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+
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Tre scelte che si notano solo quando mancano. I codici elencati sono quelli **presenti** nel
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risultato, col loro conteggio, e non quelli della §7: l'elenco del contratto e' dichiarato aperto,
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e proporre codici che questo flow non ha vuol dire proporre filtri che danno zero righe. Un codice
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**selezionato** resta nell'elenco anche quando la gravita' scelta non ne contiene piu' nessuno —
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si vede a zero — altrimenti continuerebbe a filtrare senza che si possa vederlo ne' togliere. E i
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numeri sui chip della gravita' si ricalcolano sui filtri attivi, perche' il numero su un filtro
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deve essere quello che il filtro apre: «Errori 47» accanto a una casella che ne lascia passare
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tre promette quarantaquattro righe che non compariranno. L'unico numero che **non** segue i filtri
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e' quello della nota in fondo sugli errori che bloccano l'attivazione: filtrando per «Note»
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spariva proprio quando serve.
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+
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**Il tipo di flow si sceglie alla creazione.** Su un flow nuovo — quello che l'editor apre senza
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`flowName` — il `processType` e' una scelta nella barra in cima; da quando il flow e' salvato
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diventa un'etichetta e non si tocca più. Non e' prudenza: il tipo decide quali globali esistono
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