@esfaenza/flow-builder 20.3.42 → 20.3.44
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- package/README.md +77 -7
- package/fesm2022/esfaenza-flow-builder.mjs +809 -146
- package/fesm2022/esfaenza-flow-builder.mjs.map +1 -1
- package/index.d.ts +263 -8
- package/package.json +1 -1
package/README.md
CHANGED
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@@ -235,20 +235,48 @@ il trascinamento sul canvas vuoto disegna il rettangolo di selezione invece di s
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un elemento, il canvas lo dice e dice **cosa farne**: «trascinane uno per spostarli tutti». Un
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gesto che nessuno annuncia non esiste.
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**Risorse.** Il pannello «Risorse» e' un **elenco**: nome, tipo
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-
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**Risorse.** Il pannello «Risorse» e' un **elenco**: nome, tipo — con la **classe** o l'entita'
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+
accanto, perche' «Structure» da solo non dice quale, e su ventun variabili la classe si leggeva
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solo aprendole una per una — quante volte e' usata, i rilievi della riga. Aggiungerne una o cliccarne il nome apre una **finestra** dedicata con il form dentro,
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come per il dettaglio di un elemento — e per la stessa ragione: il form di un dynamic choice set
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(sorgente, due campi, ordinamento, limite, filtri) dentro la colonna laterale spingeva l'elenco
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fuori dallo schermo, cioe' faceva sparire il contesto per cui l'elenco esiste. La finestra si
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sposta prendendola per l'intestazione, non ha «Annulla» — le modifiche sono già nel documento, e
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a tornare indietro e' l'annulla dell'editor — e si chiude da se' se la risorsa viene rimossa.
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*Quante volte e' usata.* Ogni risorsa porta il numero dei suoi usi
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occorrenze lo dice, ed e' l'unico modo di sapere quali delle venti variabili sono morte.
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+
*Quante volte e' usata.* Ogni risorsa porta il numero dei suoi usi; a zero
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occorrenze lo dice, ed e' l'unico modo di sapere quali delle venti variabili sono morte. Il
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conteggio comprende **tre** modi di citare un nome, e il `title` della riga dice quanti ce n'e'
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per ognuno, perche' sono tre posti diversi in cui andare a cercare: i campi di **riferimento**, le
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**espressioni** delle formule (`Importo * 1.22` usa `Importo`) e i **merge field** `{!…}` nei
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testi che il contratto dichiara — `interviewLabel`, il testo di un text template, `fieldText` e
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`helpText`, `choiceText`, `errorMessage` (§5.12). Senza i merge field una variabile citata da tre
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messaggi risultava «non usata», che e' esattamente l'informazione su cui si decide di
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cancellarla.
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Rimuovere una risorsa **usata** chiede conferma e dice quanti riferimenti resterebbero orfani:
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cancellare una variabile non fa sparire nessun arco dal canvas, e senza il numero il danno si
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scopriva alla validazione successiva.
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+
*Il filtro.* Sopra l'elenco c'e' una casella e due interruttori, e sono per la **scala**: un flow
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di produzione ha ventun variabili e dodici dynamic choice set, e a quella misura il problema
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+
dell'elenco non e' leggerlo ma trovarci dentro una riga. La casella cerca nel nome,
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nell'etichetta, nel tipo (`objectType` compreso: «address» trova le tre variabili `AddressDTO`) e
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+
nelle **parole dei flag** (`input`, `output`, `collection`) — cioe' in cio' che la riga mostra, ed
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e' anche il motivo per cui la riga mostra la classe — e non dentro i valori e le formule: «chi cita `Totale`» e' un'altra
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domanda, e la risponde il conteggio degli usi. I due interruttori sono invece le domande che un
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nome non sa fare: **non usate** e **con rilievi**; a zero si disabilitano, perche' un filtro che
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darebbe certamente un elenco vuoto non restringe l'elenco, lo nasconde.
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+
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+
Il filtro **non e' la ricerca del flow**: quella (la casella in cima all'editor) sa dov'e' un nome
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che si conosce già, e arrivando su una risorsa **spegne** il filtro — altrimenti aprirebbe la
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finestra su una riga che il filtro tiene fuori dall'elenco. Qui invece si restringe un elenco che
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si sta guardando, e per questo il filtro **resta acceso cambiando scheda**: il numero accanto a
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ogni tipo diventa quello delle **corrispondenze**, ed e' cio' che dice dove sta la risorsa cercata
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+
— che il piu' delle volte e' in un'altra collection. Un elenco vuoto distingue i tre casi, perche'
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i rimedi sono diversi: la collection e' vuota, il filtro non trova niente **qui** ma trova
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altrove, il filtro non trova niente da nessuna parte. Aggiungere una risorsa spegne il filtro: si
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+
chiama «variabile_1» e non corrisponderebbe a niente di cio' che si stava cercando.
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+
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**Copia, incolla, duplica.** `Ctrl`+`C` copia gli elementi selezionati — la selezione del canvas
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puo' contenerne piu' d'uno (rettangolo, `Ctrl`+`A`) — `Ctrl`+`V` li incolla, `Ctrl`+`D` li duplica in
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loco; gli stessi comandi stanno nella top bar («⧉» e «⎘») e sul node selezionato («⧉»). I tasti
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@@ -447,6 +475,26 @@ compreso il **tipo** di ciascuna: senza, il valore di un filtro su `NumericValue
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casella di testo. `displayField` e `valueField` hanno un default (`Label` e `Name`) e il form li
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mostra come tali, cosi' non finiscono nel documento senza motivo.
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E la sorgente decide anche **quali campi esistono**: `limit`, `displayField` e `valueField`
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valgono su tutt'e tre, ma `filters`, `filterLogic`, `sortField` e `sortOrder` valgono sulle sole
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`object` — dove diventano la query — ed `enumType`, dove il runtime li valuta in memoria. Su una
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`collectionReference` le opzioni sono gli elementi della collection **nell'ordine in cui ci
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sono**: il form non offre quei controlli, e se il documento li porta lo dice con
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+
`CHOICE_SET_FILTERS_IGNORED` — un **avviso**, perche' il flow gira e il campo funziona, solo
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propone tutto; il difetto e' che chi l'ha scritto crede di aver selezionato qualcosa. La
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+
ripulitura e' un comando («Togli»), non un effetto dell'apertura del form: cancellare i filtri di
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+
un flow scritto altrove farebbe sparire l'unico indizio di cosa doveva selezionare. Il rilievo si
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+
vede in **tutti e due** i posti, elenco e form, come gli altri controlli locali.
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+
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+
*La logica dei filtri.* `filterLogic` **esiste anche sui choice set**, con le stesse forme degli
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elementi che interrogano il database: `AND` (o assente), `OR`, oppure l'espressione sugli indici
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+
1-based dei filtri (`1 AND (2 OR 3)`), che l'editor verifica mentre si scrive e **riscrive** quando
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+
si cancella un filtro — senza, l'espressione resterebbe valida puntando al filtro sbagliato, che
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e' il peggiore dei due esiti. Il valore `Formula` invece **non e' supportato da nessun elemento**:
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+
non lo scrive nessun gesto dell'editor — la modalita' «Formula» scrive `filterFormula`, che e' un
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campo suo — e se arriva da un documento scritto altrove si vede un rilievo che dice cosa fare, non
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una modalita' che sembra buona.
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**Classi (`Structure`).** L'ottavo tipo di dato non e' un doppione di `Object` (§4.7): di
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un'istanza di classe il flow legge e scrive i **membri**. Cambia quindi il form: la classe si
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scoglie con `<fb-structure-picker>` e la sua assenza e' un **errore** — senza classe il runtime
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@@ -663,8 +711,8 @@ versione attiva e' un avviso. Prima questi campi erano `<select>` con un'opzione
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«(non nel catalogo)» per non perdere il valore, oppure un `datalist` che accettava qualunque
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cosa in silenzio: il primo non si poteva cercare, il secondo non diceva niente.
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**Problemi.** Pannello con
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400 ms) e l'avvertenza che l'assenza di rilievi
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+
**Problemi.** Pannello con filtri per gravita', **testo** e **codice**, validazione su pausa di
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+
digitazione (debounce 400 ms) e l'avvertenza che l'assenza di rilievi
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non e' una garanzia di correttezza. Il `path` del rilievo si mostra **per nome**: il backend lo
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manda come percorso di campi e sugli screen dinamici spesso a indici
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(`fields[1].fields[1].fields[0]`), che e' esatto e inutile perche' per seguirlo si devono contare
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@@ -675,6 +723,26 @@ leggendo. Ad aprire il form ci sono il bottone «✎» della riga e il doppio cl
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coppia di gesti del canvas. Per la stessa
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ragione il clic non si limita ad aprire l'elemento: **seleziona il campo** che il rilievo nomina.
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+
*I filtri.* Sono per la scala, come quelli delle risorse: il flow di produzione della demo ha 64
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+
rilievi e sette codici distinti, e a quella misura l'elenco si legge solo restringendolo. La
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casella cerca in cio' che la riga mostra — messaggio, codice, nome dell'elemento e **percorso
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+
tradotto per nome**, che e' quello che si legge sullo schermo: cercando il nome di un campo di
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+
screen dinamico un confronto sul path a indici non troverebbe niente. La tendina «Codici» e' una
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+
selezione **multipla**, perche' la domanda vera e' «fammi vedere questi tre codici» — sul flow di
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+
produzione i 47 errori sono quasi tutti cataloghi della demo che non conoscono quell'ambiente, e
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+
`OBJECT_UNKNOWN` piu' `STRUCTURE_TYPE_UNKNOWN` sono 23 righe da mettere da parte in un gesto.
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+
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+
Tre scelte che si notano solo quando mancano. I codici elencati sono quelli **presenti** nel
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+
risultato, col loro conteggio, e non quelli della §7: l'elenco del contratto e' dichiarato aperto,
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+
e proporre codici che questo flow non ha vuol dire proporre filtri che danno zero righe. Un codice
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+
**selezionato** resta nell'elenco anche quando la gravita' scelta non ne contiene piu' nessuno —
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+
si vede a zero — altrimenti continuerebbe a filtrare senza che si possa vederlo ne' togliere. E i
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740
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+
numeri sui chip della gravita' si ricalcolano sui filtri attivi, perche' il numero su un filtro
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+
deve essere quello che il filtro apre: «Errori 47» accanto a una casella che ne lascia passare
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742
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+
tre promette quarantaquattro righe che non compariranno. L'unico numero che **non** segue i filtri
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743
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+
e' quello della nota in fondo sugli errori che bloccano l'attivazione: filtrando per «Note»
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+
spariva proprio quando serve.
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+
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**Il tipo di flow si sceglie alla creazione.** Su un flow nuovo — quello che l'editor apre senza
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`flowName` — il `processType` e' una scelta nella barra in cima; da quando il flow e' salvato
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680
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diventa un'etichetta e non si tocca più. Non e' prudenza: il tipo decide quali globali esistono
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@@ -905,7 +973,9 @@ distribuire e nessuna dipendenza da un font di icone dell'applicazione ospite.
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905
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| 21 | **Un campo nascosto viene azzerato all'invio** | L'inspector lo dice dove si scrive la `visibilityRule`: la regola si rivaluta sui valori appena inviati e il campo che sparisce **perde** il valore. È l'unica cosa che chi disegna il flow non puo' dedurre dal metadata, e per questo sta nel form e non solo in questa tabella |
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906
974
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907
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Altre regole del contratto rispettate: liste vuote omesse invece di scritte come `[]` (§2),
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`filterLogic` mostrato **solo** dove il modello lo prevede
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+
`filterLogic` mostrato **solo** dove il modello lo prevede — Get Records, Create Records, Start,
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977
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+
eventi di un Wait e dynamic choice set, **non** Update e Delete (§4.4) — e mai col valore
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978
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+
`Formula`, che nessun elemento supporta, `fullName` / `status` mai
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909
979
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usati per rinominare o attivare (§2), un solo campo valorizzato in
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910
980
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`FlowElementReferenceOrValue` con segnalazione e normalizzazione dei documenti ambigui (§4.2),
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911
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`Transform.connector` e `start` trattati come array per fedelta' storica (§3.5), salvataggio
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