@esfaenza/flow-builder 20.3.41 → 20.3.43

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package/README.md CHANGED
@@ -235,8 +235,9 @@ il trascinamento sul canvas vuoto disegna il rettangolo di selezione invece di s
235
235
  un elemento, il canvas lo dice e dice **cosa farne**: «trascinane uno per spostarli tutti». Un
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236
  gesto che nessuno annuncia non esiste.
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237
 
238
- **Risorse.** Il pannello «Risorse» e' un **elenco**: nome, tipo, quante volte e' usata, i rilievi
239
- della riga. Aggiungerne una o cliccarne il nome apre una **finestra** dedicata con il form dentro,
238
+ **Risorse.** Il pannello «Risorse» e' un **elenco**: nome, tipo con la **classe** o l'entita'
239
+ accanto, perche' «Structure» da solo non dice quale, e su ventun variabili la classe si leggeva
240
+ solo aprendole una per una — quante volte e' usata, i rilievi della riga. Aggiungerne una o cliccarne il nome apre una **finestra** dedicata con il form dentro,
240
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  come per il dettaglio di un elemento — e per la stessa ragione: il form di un dynamic choice set
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  (sorgente, due campi, ordinamento, limite, filtri) dentro la colonna laterale spingeva l'elenco
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  fuori dallo schermo, cioe' faceva sparire il contesto per cui l'elenco esiste. La finestra si
@@ -249,6 +250,26 @@ Rimuovere una risorsa **usata** chiede conferma e dice quanti riferimenti rester
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  cancellare una variabile non fa sparire nessun arco dal canvas, e senza il numero il danno si
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  scopriva alla validazione successiva.
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+ *Il filtro.* Sopra l'elenco c'e' una casella e due interruttori, e sono per la **scala**: un flow
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+ di produzione ha ventun variabili e dodici dynamic choice set, e a quella misura il problema
255
+ dell'elenco non e' leggerlo ma trovarci dentro una riga. La casella cerca nel nome,
256
+ nell'etichetta, nel tipo (`objectType` compreso: «address» trova le tre variabili `AddressDTO`) e
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+ nelle **parole dei flag** (`input`, `output`, `collection`) — cioe' in cio' che la riga mostra, ed
258
+ e' anche il motivo per cui la riga mostra la classe — e non dentro i valori e le formule: «chi cita `Totale`» e' un'altra
259
+ domanda, e la risponde il conteggio degli usi. I due interruttori sono invece le domande che un
260
+ nome non sa fare: **non usate** e **con rilievi**; a zero si disabilitano, perche' un filtro che
261
+ darebbe certamente un elenco vuoto non restringe l'elenco, lo nasconde.
262
+
263
+ Il filtro **non e' la ricerca del flow**: quella (la casella in cima all'editor) sa dov'e' un nome
264
+ che si conosce già, e arrivando su una risorsa **spegne** il filtro — altrimenti aprirebbe la
265
+ finestra su una riga che il filtro tiene fuori dall'elenco. Qui invece si restringe un elenco che
266
+ si sta guardando, e per questo il filtro **resta acceso cambiando scheda**: il numero accanto a
267
+ ogni tipo diventa quello delle **corrispondenze**, ed e' cio' che dice dove sta la risorsa cercata
268
+ — che il piu' delle volte e' in un'altra collection. Un elenco vuoto distingue i tre casi, perche'
269
+ i rimedi sono diversi: la collection e' vuota, il filtro non trova niente **qui** ma trova
270
+ altrove, il filtro non trova niente da nessuna parte. Aggiungere una risorsa spegne il filtro: si
271
+ chiama «variabile_1» e non corrisponderebbe a niente di cio' che si stava cercando.
272
+
252
273
  **Copia, incolla, duplica.** `Ctrl`+`C` copia gli elementi selezionati — la selezione del canvas
253
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  puo' contenerne piu' d'uno (rettangolo, `Ctrl`+`A`) — `Ctrl`+`V` li incolla, `Ctrl`+`D` li duplica in
254
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  loco; gli stessi comandi stanno nella top bar («⧉» e «⎘») e sul node selezionato («⧉»). I tasti
@@ -316,9 +337,9 @@ orchestrazione ne resta fuori: la §7 non lo comprende.
316
337
  Un tipo con un **discriminatore** compare come piu' voci, una per valore: il Collection
317
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  Processor e' «Ordina» e «Filtra», non «ordina o filtra». Sono due gesti diversi — un `Sort`
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  vuole `sortOptions`, un `Filter` vuole condizioni (§5.6) — e sceglierli dalla palette evita di
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- sceglierli dopo, dentro il form. L'elemento nasce con il discriminatore già scritto, con la
320
- label della variante (da cui viene anche il nome tecnico) e con il glifo della variante, lo
321
- stesso che avra' sul canvas. `core/element-variants.ts` tiene la mappa tipo → campo del
340
+ sceglierli dopo, dentro il form. L'elemento nasce con il discriminatore già scritto, con il
341
+ glifo della variante lo stesso che avra' sul canvas e con un nome tecnico provvisorio preso
342
+ dalla variante. `core/element-variants.ts` tiene la mappa tipo → campo del
322
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  discriminatore; i valori restano nel dizionario del backend (`collectionProcessorTypes`), e
323
344
  senza quel dizionario il tipo torna a essere una voce sola.
324
345
 
@@ -327,6 +348,17 @@ Decision, Loop, Collection Processor, Get / Create / Update / Delete / Rollback
327
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  Action, Script, Subflow, Wait, Custom Error, Transform, Orchestrated Stage. Più l'intestazione
328
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  comune con la rinomina, che **riscrive tutti i riferimenti** all'elemento.
329
350
 
351
+ *Nominare un elemento nuovo.* Un elemento appena creato nasce **senza etichetta**, e il suo form
352
+ si apre con il cursore lì: il nome tecnico parte **vuoto** e si costruisce dall'etichetta mentre
353
+ la si digita, con spazi e caratteri non ammessi sostituiti da `_` (§3.3). Nel documento un nome
354
+ provvisorio c'e' comunque, perché il nome e' la chiave con cui tutto raggiunge l'elemento — e' anche
355
+ cio' che il canvas mostra al posto del titolo finché l'etichetta manca — ma non e' quello che si
356
+ legge nel campo. Scrivere il nome a mano lo sgancia dall'etichetta; svuotare il campo lo rimette a
357
+ seguirla. Su un elemento che un'etichetta ce l'ha già il nome torna in sola lettura dietro il
358
+ comando «Rinomina»: da lì in poi cambiarlo riscrive i riferimenti di tutto il documento (§13.8) e
359
+ non e' un gesto da fare per sbaglio. Corollario: l'annulla riporta indietro etichetta e nome
360
+ **insieme**, in un passo solo, e la selezione dell'editor — che e' il nome — lo segue.
361
+
330
362
  **Screen dinamico (§5.2).** È un **compositore**, non un form, e per questo la dialog e' larga il
331
363
  doppio di com'era: **tre colonne**. A sinistra la palette (due schede — i componenti, e i campi di
332
364
  un'entita' che portano tipo ed etichetta dallo schema), al centro **la schermata disegnata** (si
@@ -436,6 +468,26 @@ compreso il **tipo** di ciascuna: senza, il valore di un filtro su `NumericValue
436
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  casella di testo. `displayField` e `valueField` hanno un default (`Label` e `Name`) e il form li
437
469
  mostra come tali, cosi' non finiscono nel documento senza motivo.
438
470
 
471
+ E la sorgente decide anche **quali campi esistono**: `limit`, `displayField` e `valueField`
472
+ valgono su tutt'e tre, ma `filters`, `filterLogic`, `sortField` e `sortOrder` valgono sulle sole
473
+ `object` — dove diventano la query — ed `enumType`, dove il runtime li valuta in memoria. Su una
474
+ `collectionReference` le opzioni sono gli elementi della collection **nell'ordine in cui ci
475
+ sono**: il form non offre quei controlli, e se il documento li porta lo dice con
476
+ `CHOICE_SET_FILTERS_IGNORED` — un **avviso**, perche' il flow gira e il campo funziona, solo
477
+ propone tutto; il difetto e' che chi l'ha scritto crede di aver selezionato qualcosa. La
478
+ ripulitura e' un comando («Togli»), non un effetto dell'apertura del form: cancellare i filtri di
479
+ un flow scritto altrove farebbe sparire l'unico indizio di cosa doveva selezionare. Il rilievo si
480
+ vede in **tutti e due** i posti, elenco e form, come gli altri controlli locali.
481
+
482
+ *La logica dei filtri.* `filterLogic` **esiste anche sui choice set**, con le stesse forme degli
483
+ elementi che interrogano il database: `AND` (o assente), `OR`, oppure l'espressione sugli indici
484
+ 1-based dei filtri (`1 AND (2 OR 3)`), che l'editor verifica mentre si scrive e **riscrive** quando
485
+ si cancella un filtro — senza, l'espressione resterebbe valida puntando al filtro sbagliato, che
486
+ e' il peggiore dei due esiti. Il valore `Formula` invece **non e' supportato da nessun elemento**:
487
+ non lo scrive nessun gesto dell'editor — la modalita' «Formula» scrive `filterFormula`, che e' un
488
+ campo suo — e se arriva da un documento scritto altrove si vede un rilievo che dice cosa fare, non
489
+ una modalita' che sembra buona.
490
+
439
491
  **Classi (`Structure`).** L'ottavo tipo di dato non e' un doppione di `Object` (§4.7): di
440
492
  un'istanza di classe il flow legge e scrive i **membri**. Cambia quindi il form: la classe si
441
493
  scoglie con `<fb-structure-picker>` e la sua assenza e' un **errore** — senza classe il runtime
@@ -664,6 +716,14 @@ leggendo. Ad aprire il form ci sono il bottone «✎» della riga e il doppio cl
664
716
  coppia di gesti del canvas. Per la stessa
665
717
  ragione il clic non si limita ad aprire l'elemento: **seleziona il campo** che il rilievo nomina.
666
718
 
719
+ **Il tipo di flow si sceglie alla creazione.** Su un flow nuovo — quello che l'editor apre senza
720
+ `flowName` — il `processType` e' una scelta nella barra in cima; da quando il flow e' salvato
721
+ diventa un'etichetta e non si tocca più. Non e' prudenza: il tipo decide quali globali esistono
722
+ (`$Record` non c'e' in uno screen flow, §4.1), quali elementi sono ammessi (§13.6) e come il motore
723
+ esegue il flow, e cambiarlo su un documento già scritto lo lascia pieno di riferimenti a cose che
724
+ da quel momento non esistono — senza che nessuna primitiva del backend rimedi. Un host che crea i
725
+ flow da sé (come la demo) il tipo lo chiede lì, e lo passa a `emptyFlowDefinition`.
726
+
667
727
  **Versioni.** Elenco con stato, «Nuova versione» al posto di «Salva» sulle versioni chiuse,
668
728
  attivazione bloccata finche' ci sono errori, eliminazione dietro una conferma esplicita che
669
729
  spiega il rischio per le esecuzioni sospese.
@@ -886,7 +946,9 @@ distribuire e nessuna dipendenza da un font di icone dell'applicazione ospite.
886
946
  | 21 | **Un campo nascosto viene azzerato all'invio** | L'inspector lo dice dove si scrive la `visibilityRule`: la regola si rivaluta sui valori appena inviati e il campo che sparisce **perde** il valore. È l'unica cosa che chi disegna il flow non puo' dedurre dal metadata, e per questo sta nel form e non solo in questa tabella |
887
947
 
888
948
  Altre regole del contratto rispettate: liste vuote omesse invece di scritte come `[]` (§2),
889
- `filterLogic` mostrato **solo** dove il modello lo prevede (§4.4), `fullName` / `status` mai
949
+ `filterLogic` mostrato **solo** dove il modello lo prevede — Get Records, Create Records, Start,
950
+ eventi di un Wait e dynamic choice set, **non** Update e Delete (§4.4) — e mai col valore
951
+ `Formula`, che nessun elemento supporta, `fullName` / `status` mai
890
952
  usati per rinominare o attivare (§2), un solo campo valorizzato in
891
953
  `FlowElementReferenceOrValue` con segnalazione e normalizzazione dei documenti ambigui (§4.2),
892
954
  `Transform.connector` e `start` trattati come array per fedelta' storica (§3.5), salvataggio